{"id":24853,"date":"2018-01-04T08:24:00","date_gmt":"2018-01-04T08:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/04\/ebrei-e-cristiani-dalla-stessa-radice\/"},"modified":"2018-01-04T08:24:00","modified_gmt":"2018-01-04T08:24:00","slug":"ebrei-e-cristiani-dalla-stessa-radice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/04\/ebrei-e-cristiani-dalla-stessa-radice\/","title":{"rendered":"Ebrei e cristiani: dalla stessa radice?"},"content":{"rendered":"<p>Il cristianesimo \u00e8 realmente una nuova religione, oppure \u00e8 solo una &quot;costola&quot; del giudaismo? La domanda, fino a pochi anni fa, sarebbe parsa a dir poco bizzarra, per non dire assurda, almeno ad un cattolico; oggi tale assurdit\u00e0 sembra essere sparita, e sono in parecchi, ormai, specie fra i nuovi teologi, ma anche nel clero progressista e neomodernista, a formularla apertamente, quando non rispondono addirittura, con molta sicurezza, in senso pienamente affermativo. Vale pertanto la pena di soffermarsi a considerare la questione con tutta la seriet\u00e0 che merita, visto che ne va della stessa identit\u00e0 del cattolicesimo.<\/p>\n<p>Ce ne siamo gi\u00e0 occupati in diversi precedenti lavori (cfr. <em>Ges\u00f9 ebreo<\/em>?, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 20\/09\/2010; <em>Augias e Pesce_3A se li conosci, li eviti_3C/em>, sul sito Accademia Nuova Italia il 17\/02\/22016; <em>Ma quante contorsioni per attenuare il ruolo dei &quot;fratelli maggiori&quot; nella morte di Ges\u00f9<\/em>, su Libera Opinione del 06\/11\/2016; e <em>L&#8217;irrazionale senso di colpa dei cattolici li ha portati ad arrendersi al giudaismo<\/em>, su Accademia Nuova Italia il 31\/12\/2017), ma l&#8217;argomento \u00e8 sempre di attualit\u00e0, anzi scottante. Vorremmo dire perfino &quot;bollente&quot;, visto che \u00e8 uno dei nodi sui quali si gioca la partita, da parte della neochiesa gnostica e massonica, per scalzare definitivamente la vera Chiesa, fondata da Ges\u00f9 Cristo, e per sostituirla, in accordo con B&#8217;Nai B&#8217;rith, con una perversa imitazione, che prende ordini dal giudaismo talmudico e non pi\u00f9 dalla propria gerarchia, in accordo e in piena fedelt\u00e0 alla propria Tradizione e alla sacra Scrittura, secondo il Magistero infallibile di sempre (cfr. <em>Shoah, Concilio, Williamson: scacco in tre mosse<\/em>, sul sito di Accademia Nuova Italia il 25\/12\/2017). Ed \u00e8 su quel punto che non cessano di rinnovarsi le offensive di quanti vorrebbero snaturare il cattolicesimo e farne una sorta di appendice, pi\u00f9 o meno estemporanea, quasi una variante del giudaismo, il quale resterebbe sempre la fondamentale religione di salvezza, dato che Dio non avrebbe mai ritirato la propria promessa al popolo d&#8217;Israele.<\/p>\n<p>Nel suo libro <em>Dalla stessa radice. Ebrei e cristiani, un dialogo intrareligioso<\/em> (Torino, Lindau, 2016) il giornalista Giuseppe Altamore, a un certo punto afferma:<\/p>\n<p><em>Noi cristiani facciamo parte della stessa alleanza eterna (&quot;Ber\u00ect olam&quot;) dei nostri fratelli ebrei e come tali abbiamo assunto col battesimo l&#8217;impegno a servire la Chiesa di Cristo e il Dio di Israele. (&#8230;) La figura di Ges\u00f9 che ci separa dai fratelli ebrei \u00e8 anche colui che ci unisce indissolubilmente al popolo eletto, fino all&#8217;abbraccio finale. La fede di Ges\u00f9 nel Dio di Israele ci unisce, la fede in Ges\u00f9 ci divide, come alcuni hanno, sia da parte ebraica sia da parte cristiana, sintetizzato. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>In verit\u00e0 esiste una continuit\u00e0 che si manifesta anzitutto a livello di linguaggio: gli stessi termini &quot;Chiesa&quot; e &quot;popolo di Dio&quot; hanno origini veterotestamentarie. La comunit\u00e0 di Israele \u00e8 ricordata con due termini quasi equivalenti &quot;edah&quot; e &quot;qahal&quot;: la prima parola designa una comunit\u00e0 radunata, la seconda la convocazione. Nella famosa traduzione dei Settanta, fatta da ebrei praticanti, i termini saranno tradotti con &quot;synagoge&quot; ed &quot;ekkles\u00eca&quot;. Quest&#8217;ultimo sar\u00e0 poi adottato dal [sic] cristianesimo per definire il momento in cui si raduna il popolo di Dio. Gi\u00e0 questa terminologia, ci invita a riflettere sulla continuit\u00e0 tra ebraismo e cristianesimo e la nuova alleanza pu\u00f2 rappresentare il rinnovamento di un patto antico presente nelle Sacre Scritture. Del resto, se come ha affermato solennemente Giovanni Paolo II, in Germania, nel 1980, l&#8217;alleanza tra Dio e il popolo d&#8217;Israele non \u00e8 mai stata revocata, il cristianesimo per molti teologi rappresenta l&#8217;allargamento della primigenia alleanza tra Dio e Israele a tutta l&#8217;umanit\u00e0 tramite il Corpo di Ges\u00f9 Cristo morto e resuscitato. In altre parole, l&#8217;&quot;alleanza di Cristo&quot;, fondata nel sangue del Messia, realizza la sua pienezza di salvezza universale: l&#8217;alleanza eterna aperta a tutti grazie alla fede cristiana. &quot;Questa alleanza di Cristo non abolisce l&#8217;alleanza di Dio con Israele che \u00e8 irrevocabile, ma \u00e8 un ulteriore patto di Dio, che rende partecipi coloro che credono in Cristo della definitiva pienezza della salvezza escatologica&quot; (Hofmann, Sievers, Mototlese (a cura di), Chiesa ed ebraismo oggi, Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, 2005).<\/em><\/p>\n<p>Avevamo gi\u00e0 avuto occasione d&#8217;imbatterci in Giuseppe Altamore, in occasione di una sua intervista al teologo Paolo De Benedetti, apparsa sul mensile <em>Vita pastorale<\/em> meno di due anni fa, classico esempio di intervista pilotata al fine di orientare le opinioni del lettore e cloroformizzare il suo senso critico (cfr. il nostro articolo: <em>Dialogo fra cristiani e giudei: come non si fa un&#8217;intervista<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/04\/2016): questo, beninteso, se si crede, forse un po&#8217; ingenuamente, che un&#8217;intervista, specialmente su questioni culturali e spirituali, dovrebbe porre l&#8217;argomento trattato in maniera il pi\u00f9 possibile imparziale, in modo che sia il lettore a farsi una propria opinione, sulla base di dati di fatto e non di una ideologia precostituita. Dobbiamo tuttavia tener presente che siamo in Italia, dove perfino l&#8217;informazione delle televisioni di Stato \u00e8 soggetta a un procedimento sistematico di veline, e che tutta la stampa ha sempre avuto il vizio incorreggibile di anticipare il giudizio sui fatti alla narrazione dei fatti medesimi: vizio che non si nota, o si nota assai meno, in altre aree culturali, specialmente in quella anglosassone, ove un tal modo di far &quot;informazione&quot; non sarebbe tollerato e i sedicenti giornalisti verrebbero buttati fuori a pedate nel sedere, se non altro per preservare un minimo di dignit\u00e0 e di decoro ai loro colleghi e alla professione di giornalista in quanto tale. Ma da noi, si sa, quando un giornalista deve intervistare un politico, manca poco che si metta in ginocchio e gli sottoponga le domande in anticipo, per sapere quali gli viene concesso di fare, e quali no; e le cose vanno suppergi\u00f9 alla stessa maniera anche quando l&#8217;oggetto di una intervista riguarda questioni di scienza, di urbanistica, di arte, di musica, di cinema o di letteratura, per non parlare di filosofia o di religione, specialmente se l&#8217;intervistato \u00e8 un eminente personaggio del clero. Con tutto ci\u00f2, perfino in Italia esiste un limite oltre il quale si finisce per superare il livello di sopportazione del pubblico.<\/p>\n<p>Adesso ci risiamo, perch\u00e9 il libro <em>Dalla stessa radice. Ebrei e cristiani, un dialogo intrareligioso<\/em>, fazioso gi\u00e0 nel titolo (se il dialogo \u00e8 intrareligioso, la tesi viene data per acquista prima ancora d&#8217;essere argomentata: prendere o lasciare) mostra lo stesso modo di procedere che gi\u00e0 avevamo notato nell&#8217;intervista sopra ricordata. Il metodo dell&#8217;Autore consiste nel gonfiare al massimo tutti gli elementi che portano acqua alla tesi che vuol sostenere, e nel passare sotto silenzio o nel minimizzare fino quasi a farli sparire, tutti quelli che potrebbero rappresentare delle serie obiezioni a ci\u00f2 che egli si propone di &quot;dimostrare&quot; (ed \u00e8 il caso delle poche righe, frettolose ed evasive, dedicate al giudizio su Cristo presente nel <em>Talmud<\/em>). E cio\u00e8 che non solo non esistono sostanziali differenze di fondo fra cristiani e giudei, ma che i cristiani sono solo dei giudei che si sono scordati d&#8217;essere tali: il tutto, ovviamente, citando il celebre aforisma di sant&#8217;Agostino: <em>Siamo tutti ebrei<\/em>, ma guardandosi bene dallo spiegarne il reale significato, che non \u00e8 affatto quello che viene sottinteso dal Nostro. Basti dire che sant&#8217;Agostino giustifica l&#8217;antigiudaismo (si badi: l&#8217;antigiudaismo, ossia un fatto religioso, non l&#8217;antisemitismo, che \u00e8 un fatto razziale) perch\u00e9 i giudei che uccisero Cristo sono paragonabili a Caino che uccise Abele; e come Dio non pun\u00ec Caino con la morte, ma lo lasci\u00f2 vivere, quasi per portare su di s\u00e9 il peso del rimorso, cos\u00ec non si deve procedere contro i giudei, ma li si deve lasciare in pace, perch\u00e9 possano vivere e portare su di s\u00e9 la colpa e la vergogna per il crimine indicibile che i loro antenati hanno commesso. Non solo: sant&#8217;Agostino paragona i giudei ad Esa\u00f9, che ha perduto la primogenitura in favore di Giacobbe; e vede nella loro dispersione il castigo della loro colpa, cio\u00e8 il rifiuto del Messia: tutte cose che andavano dette, invece di riferire quella frase di sant&#8217;Agostino, senza ulteriore commento, perch\u00e9 in quel modo si fa credere al lettore una cosa non vera, ossia che sant&#8217;Agostino fosse talmente favorevole ai giudei, da al punto di vedere in essi, quasi anticipando Giovanni Paolo II, <em>i nostri fratelli maggiori<\/em>: un pensiero che lo avrebbe fatto semplicemente inorridire.<\/p>\n<p>Poi, evocando gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, contro <em>Charlie Hebdo<\/em> e al <em>Bataclan<\/em>, per esortare alla solidariet\u00e0 attiva con lo Stato d&#8217;Israele (?), Altamore arriva alla conclusione che Israele siamo noi, e ci\u00f2 dopo aver messo in dubbio che il cristianesimo sia davvero una nuova religione, e non, semplicemente, una sorta di ampliamento del giudaismo, insomma che il cristianesimo sia anche, quanto meno &#8212; come aveva osservato Hans K\u00fcng &#8212; <em>anche<\/em> ebraismo. Non senza lanciare sprezzanti anatemi contro il fondo melmoso di un persistente antigiudaismo in seno al mondo cattolico, l&#8217;Autore vuol farci credere che quella giudaica e quella cristiana non sono due alleanze distinte, ma la stessa alleanza (sono parole sue), e che ricevendo il Battesimo i cattolici contraggono un doppio impegno: quello di <em>servire la Chiesa di Cristo e il Dio d&#8217;Israele.<\/em> Assurdo; e non solo assurdo, ma blasfemo: come se essere cattolici comportasse l&#8217;essere giudei. Se fossimo in tempi normali, simili eresie verrebbero immediatamente riconosciute e denunciate come tali; di questi tempi, i tempi di Bergoglio, passano tranquillamente, anzi, vengono lodate e apprezzate, come se fossero cose intelligenti, profonde, veritiere. E che vuol dire l&#8217;espressione <em>un dialogo intrareligioso<\/em>, se non che le due religioni sono, a ben guardare, una sola? Grazie tante, se le cose fossero cos\u00ec, se Ges\u00f9 fosse &quot;solo&quot; un ebreo che \u00e8 venuto ad ampliare l&#8217;antica alleanza, lasciandola sostanzialmente intatta e sempre valida, ci\u00f2 vorrebbe dire che avevamo sempre creduto di essere cattolici e invece eravamo, e siamo, anzitutto dei giudei. Ma ci\u00f2 \u00e8 falso. Con buona pace del cardinale olandese Johannes Gerardus Maria Willebrands, gi\u00e0 presidente della Commissione per i rapporti con l&#8217;ebraismo &#8212; ovviamente citato da Altamore &#8211; il quale ha sentenziato, in tono apodittico, che <em>Ges\u00f9 \u00e8 ebreo e lo \u00e8 per sempre<\/em>. Che vuol dire &quot;per sempre&quot;? Che la ebraicit\u00e0 biologica di Ges\u00f9 si prolunga nella dimensione divina di Ges\u00f9? Dio, a questo punto, \u00e8 ebreo? Certo, per un Bergoglio il quale afferma che Dio non \u00e8 cattolico, possiamo bene immaginare che, per certi prelati modernisti e giudaizzanti, Dio sia ebreo. Ma, in tal caso, non sarebbe pi\u00f9 onesto dire, pi\u00f9 o meno, ai fedeli cattolici: <em>Ragazzi, contrordine: \u00e8 stata tutta una mascherata, o, se preferite, un grosso equivoco, un malinteso; non \u00e8 vero niente che Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio, venuto a salvare gli uomini, senza distinzione di razza e di cultura: Ges\u00f9 era un ebreo, rester\u00e0 sempre un ebreo, e quindi, se volete davvero la salvezza eterna, \u00e8 bene che vi facciate ebrei tutti quanti; scusate se per duemila anni la Chiesa cattolica non \u00e8 stata abbastanza chiara sui questi punto, ma adesso vogliamo rimediare, in fondo \u00e8 meglio fare le cose tardi, che non farle mai<\/em>.<\/p>\n<p>E pur di portare i cattolici ignari (ed ingenui) sulle loro inverosimili ed eretiche posizioni, gabellando il cristianesimo per una forma derivata di giudaismo e facendo finta che il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo sia morto di raffreddore, o che sia stato messo sulla croce per volont\u00e0 e responsabilit\u00e0 esclusiva dei romani (contraddicendo frontalmente i precisi racconti evangelici, onde scagionare i nostri <em>fratelli maggiori<\/em> persino dall&#8217;ombra di un sospetto), i cattolici progressisti e neomodernisti non si risparmiano a fare il tifo per l&#8217;eretico Lutero, tralasciando bellamente la virulenta avversione di Lutero per gli ebrei, avversione che, nel suo caso, era davvero qualcosa di molto simile all&#8217;antisemitismo, oltre che una espressione del suo radicale antigiudaismo religioso (cfr. il nostro articolo: <em>Lutero e gli Ebrei<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 26\/03\/2008). Curioso, vero? Padre L\u00e9on Gustave Dehon, che doveva essere proclamato santo il 24 aprile 2005, lui no : \u00e8 stato congelato in frigorifero a tempo indeterminato, proprio per l&#8217;antigiudaismo &#8212; che non \u00e8 mai stato antisemitismo &#8212; di alcuni suoi scritti; Lutero, che odiava gli ebrei e che aveva esortato i principi tedeschi a perseguitarli in ogni modo, a spogliarli di tutti i loro beni, a cacciarli dalle loro case e a deportarli, insomma a sottoporli a ogni genere di persecuzione, tranne la morte, lui s\u00ec: Lutero va bene, Lutero addirittura &#8212; sono parole di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della C.E.I. &#8211; \u00e8 stato mandato alla Chiesa per opera dello Spirito Santo. Di fronte a tanta disonest\u00e0 intellettuale, a tanta doppiezza, a tanta studiata e deliberata perfidia, verrebbe quasi da ridere, se non ci fosse soprattutto da piangere. E, tornando al libro di Giuseppe Altamore, qual \u00e8 la proposta finale che vien fuori da tutti questi discorsi sulla unicit\u00e0 dell&#8217;alleanza con Dio, giudaica e cristiana, e sul fatto che abbiamo lo stesso Dio, e siamo assai pi\u00f9 fratelli di quel che non si creda? Eccola, implicita, ma chiarissima: dal momento che <em>la fede di Ges\u00f9 nel Dio di Israele ci unisce,<\/em> mentre <em>la fede in Ges\u00f9 ci divide<\/em>; e dal momento che, come dice ogni giorno il (falso) papa Bergoglio, bisogna sempre gettare ponti e mai alzare muri, ai cattolici non resta che una cosa da fare: sbarazzarsi di questa seccante, e politicamente scorretta, fede in Ges\u00f9, che ci divide dai <em>fratelli maggiori<\/em>, e concentrarsi sulla fede di Ges\u00f9, che, a suo dire, \u00e8 la stessa dei giudei. Di nuovo: si vede che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto per niente: poteva lasciar le cose com&#8217;erano; in fondo, andava tutto bene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cristianesimo \u00e8 realmente una nuova religione, oppure \u00e8 solo una &quot;costola&quot; del giudaismo? 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