{"id":24850,"date":"2018-12-13T10:53:00","date_gmt":"2018-12-13T10:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/13\/ebbene-si-la-verita-e-intollerante-grazie-a-dio\/"},"modified":"2018-12-13T10:53:00","modified_gmt":"2018-12-13T10:53:00","slug":"ebbene-si-la-verita-e-intollerante-grazie-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/13\/ebbene-si-la-verita-e-intollerante-grazie-a-dio\/","title":{"rendered":"Ebbene s\u00ec, la verit\u00e0 \u00e8 intollerante: grazie a Dio!"},"content":{"rendered":"<p>Il 10 dicembre 2018 si \u00e8 spento, novantunenne, il filosofo tedesco Robert Spaemann: uno dei pi\u00f9 grandi filosofi tedeschi ed europei, certamente il pi\u00f9 grande filosofo cattolico del XX secolo. La cultura dominante, naturalmente, non se n&#8217;\u00e8 accorta; non si era accorta granch\u00e9 di lui neanche prima. Logico. Come poteva piacere alla cultura <em>mainstream<\/em> uno che aveva scritto un libro intitolato: <em>La diceria immortale. La questione di Dio o l&#8217;inganno della modernit\u00e0<\/em>? Aveva avuto il torto di mostrare l&#8217;assoluta falsit\u00e0 della tesi, che per tutti gli intellettuali di sinistra \u00e8 un dogma, che la nozione di Duo non \u00e8 stato inculata nei popoli da una ricca di preti interessati e oscurantisti, in odio al progresso e alla ragione, ma \u00e8 un dato ontologico primario dell&#8217;essere umano Aveva anche sostenuto che la ragione non \u00e8 il contrario della fede e la fede non \u00e8 l&#8217;opposto della ragione, ma che sono due forme di conoscenza per arrivare ad una stessa verit\u00e0: Dio. Come san Tommaso, come tutti i grandi pensatori cristiani di ogni epoca: fino alla modernit\u00e0. Con la modernit\u00e0 \u00e8 arrivato l&#8217;inganno, ed \u00e8 stato imposto per legge: se si crede nella ragione, non si pu\u00f2 credere in Dio; e viceversa. Tutti questo \u00e8 falso, ridicolamente falso: \u00e8 un inganno, appunto: e Spaemann ha mostrato che di un inganno si tratta. Ma tutto il suo pensiero \u00e8 di tipo costruttivo, pi\u00f9 che decostruttivo: \u00e8 stato uno sforzo mirabile per uscire dalle secche della modernit\u00e0, non per rimestare fra le ceneri di un sapere inutile e angosciante. E anche questo era grave, dal punto di vista del <em>politically correct<\/em>: pazienza criticare la modernit\u00e0, questo lo fanno gi\u00e0, per vezzo, per civetteria, per noia, in tanti di loro; ma mostrare che esiste un&#8217;altra strada, che il pensiero pu\u00f2 ancora aver fiducia in se stesso, se bene indirizzato: questo s\u00ec che \u00e8 imperdonabile, per quanti vorrebbero che l&#8217;umanit\u00e0 non avesse altro Dio che questo tipo di ragione: quella illuminista che ha fallito, e il cui fallimento appare evidente a chiunque abbia occhi per vedere e orecchi per udire. E poi, un&#8217;altra cosa, pi\u00f9 grave di tutte, non potevano perdonargli i signori che detengono il monopolio dei salotti buoni della cultura e dell&#8217;informazione: aver detto che <em>la verit\u00e0 inevitabilmente \u00e8 intollerante. La tolleranza c&#8217;\u00e8 non verso l&#8217;errore, ma soltanto verso l&#8217;errante<\/em>. Ecco perch\u00e9 nei salotti televisivi e nelle conferenze organizzate dalle varie associazioni filosofiche vediamo sempre i soliti noti, i Cacciari, i Galimberti, e fino a qualche anno fa gli Eco, pace all&#8217;anima sua: ed ecco perch\u00e9 non abbiamo mai visto e non vedremo mai gli Spaemann, o i Seifert, altro notevolissimo filosofo tedesco, recentemente fatto cacciare dal signore argentino dall&#8217;Accademia Internazionale di Filosofia, per aver criticato i ben noti passaggi eretici di <em>Amoris laetitia<\/em>. Anche Spaemann era molto critico verso il pontificato del signore argentino: questi <em>non poteva non sapere<\/em>, disse, <em>che, con quell&#8217;enciclica, avrebbe spaccato la cristianit\u00e0 e innescato uno scisma proprio nel cuore di essa<\/em>. Insomma, un coraggioso: uno che parlava chiaro. E non \u00e8 che ce ne siamo molti, di questi tempi, n\u00e9 fuori, n\u00e9 dentro il mondo della cultura cattolica, ormai sempre pi\u00f9 minoritaria e, quel che \u00e8 peggio, sempre pi\u00f9 confusa e frastornata dalle sfacciate (e scellerate) manovre della setta modernista che, a partire dal Concilio Vaticano II, ha imposto la sua tirannide sulla Chiesa.<\/p>\n<p>Ma toniamo alla scioccante affermazione di Spaemann, che <em>la verit\u00e0 inevitabilmente \u00e8 intollerante<\/em>. Per la cultura laica, \u00e8 uno scandalo, perch\u00e9 la tolleranza, fin dalle sue origini, \u00e8 la parola magica di cui si riempiono la bocca i suoi corifei. <em>Tolleranza, tolleranza<\/em>, proclamavano gli enciclopedisti; tolleranza, proclamava Voltaire; il quale per\u00f2 aggiungeva: <em>\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me!<\/em>, schiacciate l&#8217;infame. E <em>l&#8217;infame<\/em>, per le anime belle che non lo sapessero, era la Chiesa cattolica e, con lei, la verit\u00e0 soprannaturale da essa custodita e tramandata. Tolleranza per tutti, tranne per gli infami, quindi: tranne per i cattolici. Come teorizzava, appunto, il buon Locke, nel suo <em>Trattato sulla tolleranza<\/em>: tolleranza per tutti, ma non per i papisti; quelli no, non ne sono degni. Ora, la grande novit\u00e0 \u00e8 che, dalla seconda et\u00e0 del XX secolo, questo stesso identico schema \u00e8 stato adottato dalla Chiesa medesima e dalla cultura cattolica dominante, quella insegnata nei seminari e nelle facolt\u00e0 teologiche: tolleranza per tutti, apertura verso tutti, dialogo con tutti, tranne che per i cattolici che non fossero persuasi del fatto che la verit\u00e0 \u00e8 intollerante, per quanto possa e debba esservi tolleranza nei confronti delle persone. Per quelli no, nessuna comprensione, niente dialogo, nessuna tolleranza, ma solo disprezzo e anatemi. La cosa \u00e8 partita dal Concilio Vaticano II, il quale ha abolito per decreto tutti i nemici della Chiesa e quindi anche tutti gli eretici e le eresie; e sta toccando il culmine con il &quot;magistero&quot; del signore argentino, il quale elogia Lutero, dispensa gli ebrei dalla necessit\u00e0 della conversione, bacia il <em>Corano<\/em>, onora Buddha, ma non s&#8217;inginocchia davanti all&#8217;Altissimo, non mostra rispetto per la Santissima Trinit\u00e0, e si circonda di sedicenti teologi i quali, come Enzo Bianchi, relativizzano la morale e parlano con poco rispetto della Madonna, mentre riducono Ges\u00f9 Cristo alle dimensioni di un semplice profeta. Buoni eredi di quel David Maria Turoldo che spezzava in pubblico la coroncina del Rosario per far capire ai cattolici devono liberarsi di simili <em>superstizioni da medioevo<\/em>.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, infine, la tolleranza, questo feticcio della cultura moderna, la quale proprio per questo, ossia perch\u00e9 ne ha fatto in feticcio, \u00e8 la cultura del relativismo? La tolleranza \u00e8<\/p>\n<p><em>la capacit\u00e0, la disposizione a tollerare, senza ricevere danno, e il fatto stesso di tollerare, qualche cosa che in s\u00e9 sia o potrebbe essere spiacevole, dannosa, mal sopportata; (&#8230;) atteggiamento teorico e pratico di chi, in fatto di religione, politica, etica, scienza, arte, letteratura, rispetta le convinzioni altrui, anche se profondamente diverse da quelle cui egli aderisce, e non ne impedisce la pratica estrinsecazione, o di chi consente in altri, con indulgenza e comprensione un comportamento che sia difforme o addirittura contrastante ai suoi princip\u00ee, alle sue esigenze, ai suoi desideri<\/em> (Treccani).<\/p>\n<p>\u00c8 evidente, quindi, che se la tolleranza \u00e8, o pu\u00f2 essere, ma entro certi limiti (non verso un terrorista che cerca di ammazzarmi, per esempio; o un delinquente che vuol fare del male ai miei cari&#8230;), una buona cosa, essa non pu\u00f2 essere assolutamente un valore quando \u00e8 un gioco la verit\u00e0. In questo campo, la tolleranza \u00e8 impossibile, per il semplice fatto che essa \u00e8, alla lettera, un qualcosa di inconcepibile, perch\u00e9 intrinsecamente contraddittorio: sarebbe come ammettere che esistono diverse verit\u00e0, tutte egualmente stimabili, tutte egualmente valide. La verit\u00e0, quindi, \u00e8 intollerante, indisponibile, irriducibile, intransigente: o c&#8217;\u00e8, o non c&#8217;\u00e8; o si crede in essa, o non ci si crede; o la si desidera, o non la si desidera. Chi la desidera, per forza di cose non pu\u00f2 che considerarla come il bene supremo: nulla \u00e8 buono senza la verit\u00e0 e fuori della verit\u00e0; e anche le cose che sono in se stesse buone, se non sono illuminate dalla verit\u00e0, finiscono per diventare cattive, o per prestarsi ad un uso cattivo.<\/p>\n<p>E qui, pronta, immancabile, prevedibile, scatter\u00e0 la reazione dei benpensanti <em>mainstream<\/em>, i quali, esultanti, obietteranno: <em>forse che anche della verit\u00e0 non si pu\u00f2 fare, e non si \u00e8 fatto, nella storia, un uso cattivo?<\/em> Nossignori: \u00e8 falso. Tutto ci\u00f2 di cui si fa un uso cattivo, non \u00e8 verit\u00e0; la verit\u00e0 \u00e8 buona in se stessa, e dall&#8217;albero buono non nascono frutti cattivi, cos\u00ec come dall&#8217;albero cattivo non spunteranno mai frutti buoni. La verit\u00e0 \u00e8 buona perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;essere delle cose, e l&#8217;essere delle cose \u00e8 buono per il fatto di essere. Infatti, i pi\u00f9 coerenti negatori della verit\u00e0 si sono sempre scagliati contro questa idea: che l&#8217;essere sia buono in se stesso. Confondendo l&#8217;essere con l&#8217;esistere, eccoli strillare e piagnucolare: <em>Ma quante cose cattive ci sono al mondo! Un bambino che nasce con dei gravi difetti fisici o psichici, \u00e8 forse una cosa buona?<\/em> Argomento filosoficamente nullo: non \u00e8 la fattualit\u00e0 che decide la bont\u00e0 dell&#8217;essere. L&#8217;essere \u00e8 la condizione perch\u00e9 vi sia qualcosa invece del nulla: compreso il fatto che noi stiamo qui a interrogarci su tali questioni. Senza l&#8217;essere, non ci sarebbero le nostre domande e i nostri ragionamenti, non ci sarebbe la nozione di bene e di male, non ci sarebbe il mondo. \u00c8 evidente, perci\u00f2, in che senso l&#8217;essere \u00e8 il bene: perch\u00e9 \u00e8 bene tutto ci\u00f2 che consente al mondo di esistere, all&#8217;uomo di farsi delle domande e cercare delle risposte; \u00e8 un bene la ragione ed \u00e8 un bene anche la fede; \u00e8 un bene la vita ed \u00e8 un bene anche la morte, che lascia spazio alle nuove generazioni e che pone gli esseri umani di fronte al loro destino eterno. La morte \u00e8 bene perch\u00e9 libera l&#8217;uomo dalle sue catene, ma \u00e8 un bene se egli ha vissuto bene, ossia se ha cercato, amato e servito la verit\u00e0; \u00e8 un male se ha vissuto pensando solo a soddisfare il suo egoismo, perch\u00e9 porr\u00e0 una distanza eterna e insuperabile fra lui e ci\u00f2 che non ha minimamente cercato in vita: la verit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 il garante di tutto ci\u00f2 che \u00e8 buono e vero: nulla sarebbe se non vi fosse Dio; neppure la libert\u00e0 umana e quindi neppure la meravigliosa libert\u00e0 e, nello stesso tempo, la tremenda responsabilit\u00e0 di cercare o rifiutare la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna, da cinque o sei secoli, non si stanca di denigrare, mortificare, deridere il concetto della verit\u00e0, e ostracizzare quanti la cercano sinceramente, umilmente e coraggiosamente: perch\u00e9 la verit\u00e0 conduce l\u00e0 dove essa non vuole andare, l\u00e0 donde essa \u00e8 perennemente in fuga. La civilt\u00e0 moderna nasce da una rivolta contro la verit\u00e0, cio\u00e8 contro Dio, in nome di una verit\u00e0 tutta e solamente immanente ed umana. Ma una verit\u00e0 tutta e solamente umana \u00e8, per forza di cose, destinata a sgretolarsi in due, cento, un milione di verit\u00e0: ciascuno se ne andr\u00e0 in giro a sventolare la propria. Cos\u00ec dal relativismo, la verit\u00e0 ha molte facce, si passa al soggettivismo, \u00e8 vero quel che io ritengo vero, e infine al solipsismo: esisto io soltanto, ogni cosa \u00e8 una prodotto della mia mente. Questo \u00e8 lo stadio finale di quella pazzia che si chiama modernit\u00e0, di quell&#8217;inganno &#8211; come diceva Spaemann &#8212; che \u00e8 la modernit\u00e0. La modernit\u00e0 \u00e8 ingannevole perch\u00e9 \u00e8 tollerante, ed \u00e8 tollerante perch\u00e9 \u00e8 folle. Ed \u00e8 una pazzia contagiosa, perch\u00e9 si presenta in vesti lusinghiere e carezzevoli, mentre la verit\u00e0 viene da essa presentata come un qualcosa di tetro, di arcigno. Ma la verit\u00e0 appare tetra ed arcigna solo a chi non ha la coscienza a posto verso di essa: agli ignavi che non la cercano e ai malvagi che la rifiutano. Viceversa, la tolleranza, che \u00e8 la negazione della verit\u00e0, \u00e8 molto popolare di questi tempi, e molto amata nel mondo, perch\u00e9 non richiede sacrifici, n\u00e9 veglie, n\u00e9 fatiche, e non comporta la possibilit\u00e0 di trovarsi in contrasto con alcuno: alla persona tollerante tutti renderanno gli onori, davanti a lei tutti si toglieranno il cappello e diranno, estasiati, commossi: <em>ma che brava persona!<\/em><\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quello che sta accadendo al neoclero della neochiesa apostatica, e in modo particolare lo si vede col signore argentino che siede, indegnamente peraltro, sulla cattedra dei successori di san Pietro, quale vicario di Cristo in terra. Tutti gli rendono onore, tutti si tolgono il cappello davanti a lui: anche e soprattutto quelli che sono sempre stati i peggiori e pi\u00f9 accaniti nemici della Chiesa, quelli che da sempre si industriamo e si affaticano in ogni modo per distruggerla, dal di fuori e anche dal di dentro: strano, vero? O forse no: forse \u00e8 tristemente, terribilmente chiaro. Ges\u00f9 aveva annunciato sofferenze e persecuzioni per i suoi seguaci, dopo aver affermato di esser venuto nel mondo <em>per rendere testimonianza alla verit\u00e0<\/em>: ma questi signori sono sempre a caccia di applausi, di interviste, dei <em>flash<\/em> dei fotografi; sono sempre sui giornali, alla radio e alla televisione, sono invitati dappertutto, ospiti graditi ovunque, cosa che ricambiano invitando chiunque fin dentro le chiese: anche gli abortisti pi\u00f9 incalliti e anche i fautori pi\u00f9 decisi dell&#8217;eutanasia, tanto per citare dei casi particolarmente evidenti. Solo per i veri cattolici le porte rimangino chiuse: sono cacciati dalle facolt\u00e0 di teologia, vengono allontanati dalle parrocchie, vengono perfino chiusi i loro seminari (come nel caso di quello dei francescani dell&#8217;Immacolata), vengono commissariati, vengono scomunicati. Per loro non ci sono pi\u00f9 spazi disponibili: perfino le basiliche possono essere trasformate in dormitori e in refettori per i poveri, ad opera di questo neoclero relativista e tollerante, ma per un vero professore cattolico di teologia non c&#8217;\u00e8 una sala parrocchiale, non c&#8217;\u00e8 un locale qualsiasi, fra le migliaia e migliaia di locali rimasti vuoti per il crollo delle vocazioni, che lo possa ospitare, se vuol tenere una conferenza per parlare della verit\u00e0. Ormai egli \u00e8 guardato con maggiore odio e disprezzo dal clero cosiddetto cattolico e dagli esponenti della cultura (ex) cattolica, che non dai vecchi nemici di sempre, i quali neppure si curano della sua esistenza. Ma i neopreti e i neoteologi, no: come potrebbero ignorarne l&#8217;esistenza? Finch\u00e9 ci sar\u00e0 ancora un solo vero cattolico, la sua stessa presenza suoner\u00e0 come una condanna senza appello per il tradimento da essi perpetrato ai danni della fede e del popolo cristiano. Dicevamo che il relativismo \u00e8 una forma di pazzia contagiosa, e infatti questa ne \u00e8 la prova: ha contagiato anche quelli che, per definizione, tolleranti non possono esserlo: i cattolici. Una chiesa tollerante non \u00e8 la chiesa di Cristo. Il quale non ha predicato la tolleranza, n\u00e9 il relativismo, ma la verit\u00e0, dicendo: <em>Andate in tutto il mondo a battezzare e predicate il Vangelo. E chi creder\u00e0, sar\u00e0 salvo; ma chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 dicembre 2018 si \u00e8 spento, novantunenne, il filosofo tedesco Robert Spaemann: uno dei pi\u00f9 grandi filosofi tedeschi ed europei, certamente il pi\u00f9 grande filosofo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117,141,263],"class_list":["post-24850","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-filosofia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24850"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24850\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}