{"id":24848,"date":"2016-03-16T11:33:00","date_gmt":"2016-03-16T11:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/16\/e-t-a-hoffmann-ha-visto-linfinito-che-si-cela-dietro-la-normalita-del-quotidiano\/"},"modified":"2016-03-16T11:33:00","modified_gmt":"2016-03-16T11:33:00","slug":"e-t-a-hoffmann-ha-visto-linfinito-che-si-cela-dietro-la-normalita-del-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/16\/e-t-a-hoffmann-ha-visto-linfinito-che-si-cela-dietro-la-normalita-del-quotidiano\/","title":{"rendered":"E. T. A. Hoffmann ha visto l\u2019infinito che si cela dietro la normalit\u00e0 del quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Fra tutti gli autori del Romanticismo tedesco ed europeo, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, nato a K\u00f6nigsberg nel 1776 e morto a Berlino nel 1822, genio complesso e poliedrico (oltre che scrittore, fu musicista di talento, pittore e giurista) \u00e8, probabilmente, quello che pi\u00f9 di tutti ne ha incarnato l&#8217;anima sognatrice e inquieta, allucinata e onirica, angosciata e, a suo modo, religiosa, se non addirittura mistica.<\/p>\n<p>La sua vita sui \u00e8 svolta tutta fra la natia K\u00f6nigsberg (la citt\u00e0 di Kant, del quale aveva seguito, per un periodo, le lezioni), Glogau, nella Bassa Slesia, Plock, in Masovia, Varsavia (ex capitale della Polonia che allora, per alcuni anni, fu annessa al regno di Prussia, indi eretta da Napoleone a capitale d&#8217;un ducato filo-francese), Posen, in Posnania, e infine Bamberga, nell&#8217;Alta Franconia (Baviera). Sono tutte localit\u00e0 orientali, ad eccezione dell&#8217;ultima; tutte poste nella zona tedesca dell&#8217;est, a contatto con il mondo slavo, specialmente polacco, l\u00e0 dove il luteranesimo conviveva pacificamente con il cattolicesimo; sua moglie, Maria Thekla Michalina Rorer-Trzynska (1781-1859), detta Rohrer, era polacca, cattolica, e l&#8217;aveva sposata in una chiesa cattolica di Posen, quella del Corpus Christi; lui stesso compose una delle sue musiche pi\u00f9 belle, sei canti per coro, dedicandoli alla Vergine Maria.<\/p>\n<p>Questi elementi biografici sono importanti per capire il retroterra culturale e, pi\u00f9 ancora, spirituale dello scrittore, nel cui carattere \u00e8 sempre presente un elemento d&#8217;inquietudine che di solito viene interpretato come tipicamente romantico: le bevute eccessive, il vagare da una osteria all&#8217;altra, l&#8217;insofferenza della disciplina &#8211; lui magistrato statale, perpetuamente sballottato da una citt\u00e0 di provincia all&#8217;altra, a volte per punizione -, il rifiuto della morale borghese (la rottura del fidanzamento con la cugina e il far circolare le caricature di alcuni importanti personaggi), insomma il suo istinto di <em>bohemienne<\/em>, che lo portava a privilegiare l&#8217;arte in modo assoluto, al punto che per giorni non aveva nulla da mangiare o con cui sfamare la sua famiglia.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non si tratta solo di questo: nella vita e nell&#8217;opera di Hoffmann s&#8217;intravede una radice d&#8217;inquietudine pi\u00f9 profonda che non quella legata al momento storico. Hoffmann non \u00e8 un Byron o un Childe Harold; non \u00e8 uno <em>St\u00fcrmer<\/em>, o un Novalis o un H\u00f6lderlin, assetato d&#8217;infinito; eppure, a suo modo, \u00e8 un&#8217;anima veggente e tormentata: tormentata dalle sue stesse visioni, le quali, talvolta, lo innalzano fino al Paradiso; vi \u00e8 qualcosa dell&#8217;anima sognante degli Slavi, in lui, e pi\u00f9 di qualcosa del sentimento cattolico della lotta fra il bene e il male, che ha per teatro il mondo, ma, prima di tutto, le profondit\u00e0 del cuore umano. Non solo il suo temperamento \u00e8 imprevedibile e indecifrabile, soggetto a sbalzi d&#8217;umore (egli soffr\u00ec sempre di crisi d&#8217;angoscia ricorrenti), lacerato fra un bisogno di ordine e un istinto a lasciarsi andare al gioco delle passioni; nella sua stessa opera si riflette una lacerazione interiore che viene trasfigurata nella creazione artistica. Perfino il suo aspetto fisico ha qualcosa di anomalo: non sembra affatto, come pure \u00e8, un tedesco del Nord; al contrario, nella sua fisionomia vi \u00e8 qualcosa di latino, di spagnolo, quasi di zingaresco: tutto egli sembra, tranne che un sobrio e severo prussiano. Quel volto lungo e scavato, con le guance infossate; quello sguardo fermo, malinconico, che par custodire un doloroso mistero; quei capelli scuri, folti e ricci, quelle lunghe basette, quella barba mal rasata, fanno pensare ad un artista meridionale, non certo a un austero funzionario proveniente dalla regione pi\u00f9 settentrionale e pi\u00f9 &quot;teutonica&quot; della Mitteleuropa. Ma il mistero pi\u00f9 grande \u00e8 quello dei suoi sogni.<\/p>\n<p>Come Edgar Allan Poe, e , pi\u00f9 tardi, Howard Phillips Lovecraft, anche E. T. A. Hoffmann \u00e8 un sognatore accanito, voluttuoso, che prende estremamente sul serio i propri sogni: essi racchiudono la vera realt\u00e0, mentre la cosiddetta realt\u00e0 della veglia, la realt\u00e0 ordinaria, materiale, per lui non \u00e8 che un sogno, un pallido riflesso della realt\u00e0 &quot;vera&quot;. Se non si tiene presente questo ribaltamento, questo totale rovesciamento della prospettiva esistenziale, non si pu\u00f2 comprendere il senso ultimo di opere come i \u00abI racconti fantastici alla maniera di Callot\u00bb (1814), \u00abIl vaso d&#8217;oro\u00bb (1814), \u00abGli Elisir del Diavolo\u00bb (1815-16), i \u00abRacconti notturni\u00bb (1816-17) e \u00abI confratelli di Serapione\u00bb (1819-21), ma si si rimane fatalmente alla superficie.<\/p>\n<p>Albert B\u00e9guin (La Chaux de Fonds, Svizzera francese, 1901- Roma, 1957), notevole critico letterario e membro della Scuola di critica letteraria di Ginevra, ha delineato questa lettura dell&#8217;opera di E. T. A. Hoffmann, nel suo ormai classico saggio \u00abL&#8217;anima romantica e il sogno (titolo originale: \u00abL&#8217;\u00e2me romantique et le r\u00eave\u00bb, Paris, Librairie Jos\u00e9 Corti, 1939, 1960; traduzione dal francese di Ulrico Pannuti, Milano, Il Saggiatore, 1967, pp. 402-403; 405-406; 408-409):<\/p>\n<p><em>Non occorre intrattenersi a lungo con lui, neppure nei suoi scritti da giornale d&#8217;appendice, per capire che gli spettri e i vampiri sono sempre, per lui, l&#8217;incarnazione di certe profondissime ossessioni personali. Certo egli crede, in larghissima misura, a quegli esseri malefici e non li evoca senza tremare. E, d&#8217;altro canto, dotato egli stesso d&#8217;un organismo stranamente sensibile, soggetto ad allucinazioni e a momenti d&#8217;intollerabile tensione nervosa, egli s&#8217;interessa, da psicologo, di tutti i fenomeni morbosi che possono turbare la coscienza chiara e confinare con la follia. Ma n\u00e9 lo studio di tali accidenti n\u00e9 il bisogno di assaporare lo spavento bastano a spiegare il meraviglioso hoffmanniano. Noi sentiamo che si tratta d&#8217;altro che di gioco o d&#8217;interesse scientifico. Egli stesso ha cura d&#8217;avvertirne il lettore, tanto nei colloqui dei &quot;Fedeli di San Serapione&quot; che incorniciano i suoi racconti, quanto nell&#8217;interno delle sue opere miglioro. Perci\u00f2 Cyprian \u00e8 evidentemente il portavoce di Hoffmann, quando, in uno dei colloqui, spiega i motivi che lo indussero a interrogare gli alienati.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Io credo che, appunto merc\u00e9 i fenomeni anormali, la Natura ci conceda di gettare uno sguardo nei suoi pi\u00f9 temibili abissi; e in realt\u00e0, anche nel colmo di quello spavento che mi ha spesso invaso, durante quegli strani rapporti con i pazzi, molte volte sorsero nel mio spirito intuizioni e immagini che gli diedero una vita, un vigore e uno slancio singolari. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>In ogni uomo vi sono ognora due simultanee aspirazioni, una verso Dio, l&#8217;altra verso Satana&quot;, ha detto Baudelaire, e questa sentenza potrebbe definire gli &quot;Elisir del Diavolo&quot;. Non vi \u00e8 altra opera che riesca a evocare con tale potenza la regione interiore ove siamo preda delle nostre &quot;aspirazioni&quot; essenziali, il campo di battaglia dove si azzuffano le nostre pi\u00f9 profonde tendenze. Hoffmann, meravigliosamente dotato per tal genere di esplorazioni, sapeva che, in quelle zone dell&#8217;inconscio dove si pu\u00f2 discendere solo rimanendo stretti alle immagini, siamo meno strettamente imprigionati nel nostro io limitato, e insieme in pi\u00f9 immediati contatto con quanto ci ricollega alle nostre origini ancestrali; la grande affinit\u00e0 che unisce tutti gli uomini, attraverso le generazioni immemorabili e oltre le barriere dello spazio, resta viva e presente in quell&#8217;esistenza segreta, anche quando la nostra coscienza attuale lo ignora. Qui il bene e il male non sono pi\u00f9 le qualifiche riservate ai soli atti responsabili dell&#8217;individuo, perch\u00e9, nel regno donde \u00e8 scaturita la conoscenza particolare dei miti inventati dai popoli, l&#8217;individuo non pi\u00f9 esiste se non legato a tutti gli altri, portatore della stessa sorte. Egli combatte non solo il proprio peccato, ma quell&#8217;aspirazione al peccato che, comune a tutti gli uomini, ha assunto la figura del Maligno: l&#8217;incesto commesso da un antenato qui significa la partecipazione di ciascuno alla colpa di tutti. Ma, soccorrevoli intercessori, altre figure mitiche abitano quelle profondit\u00e0, angeli attenti alla sorte d&#8217;ogni creatura perch\u00e9 anch&#8217;essi sono coinvolti nel comune destino. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Gli &quot;Elisir del Diavolo&quot;, la cui estrema ricchezza di motivi intrecciati non possiamo qui analizzare, ricorrono al sogno per mettere meglio in luce le relazioni della vita inconscia con il destino mitico della creatura, in cui si scatena l&#8217;inesorabile lotta delle avverse forze. Taluni episodi di questo affannoso romanzo sono d&#8217;una straordinaria potenza allucinatoria, e vi si sente palpitare l&#8217;angoscia d0un essere umano tormentato dal rimpianto dell&#8217;armonia perduta, di un paradiso di fronte al quale la sua esistenza terrena non \u00e8 pi\u00f9 se non infernale tortura. La prima parte, che Hoffmann scrisse in tre settimane, fu cominciata lo stesso giorno in cui egli terminava il manoscritto del &quot;Vaso d&#8217;oro&quot;, cio\u00e8 la pi\u00f9 perfetta evocazione del paradiso sospirato. Nel momento in cui terminava questa prima parte, Hoffmann scriveva al suo editore, il mercante di vini, Kunz: &quot;Oneiros, il dio dei sogni, mi ha ispirato un romanzo, che scaturisce da me, ornato dei pi\u00f9 vivi colori&#8230; Il suo intento non \u00e8 mediocre: si tratta di mostrare in piena lue, nella vita bizzarra e tortuosa d&#8217;un uomo sottopost fin dalla nascita all&#8217;azione delle forze celesti e demoniache, i misteriosi legami dello spirito umano con tutti i principi superiori che, dissimulati nella natura, si manifestano solo a sprazzi.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Il dio dei sogni ha dettato a Hoffmann le opere pi\u00f9 drammatiche e cupe, come anche i racconti pi\u00f9 stupendamente leggeri e luminosi. Lo scrittore, in dimestichezza con il sogno fin dalla giovinezza, conobbe in esso il dialogo con le potenze delle tenebre e con gli angeli. Ora le sue lettere di dolgono del sogno, pieno di vision i tragiche o di penosi ricordi; ora parlano della magnificenza degli spettacoli onirici e della loro poesia.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;opera letteraria di E. T. A. Hoffmann (quella musicale e quella pittorica meritano, ovviamente, un discorso a parte) \u00e8 una delle pi\u00f9 inquietanti e, nello stesso, delle pi\u00f9 affascinanti fra quante hanno tentato di esplorare il mondo misterioso che si estende al di l\u00e0 della barriera dei sogni. \u00c8 come se lo scrittore tedesco, nato &quot;per sbaglio&quot; in una severa e compassata famiglia prussiana, che aveva dato alla patria e alla religione tanti avvocati e funzionari di stato e tanti pastori luterani, si sia impegnato a demolire, a colpi di piccone, il diaframma &#8212; sottile, in verit\u00e0: molto pi\u00f9 sottile di quel che non si possa immaginare &#8212; che separa la dimensione onirica e notturna da quella diurna, logico-razionale, per mostrare al lettore, accompagnandolo per mano con una strana leggerezza, quanto sia fallace e illusoria la percezione che egli ha del mondo d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>Della realt\u00e0 quotidiana, Hoffmann non coglie soltanto il carattere transitorio e ingannevole; egli vede soprattutto la componente di bizzarria, d&#8217;inverosimiglianza, quasi di grottesco, che appartiene alle cose ordinarie, alle situazioni che, banalmente, ci si presentano come &quot;normali&quot;: e ci mostra come, grattando appena un poco sotto la superficie, la realt\u00e0 si rivela completamente diversa da come l&#8217;avevamo creduta. Il mondo \u00e8 un labirinto percorso incessantemente da forze possenti di natura non umana: forze benefiche, creature angeliche, ma anche forze maligne e creature demoniache. In un racconto (appartenente alla raccolta \u00abI confratelli di Serapione\u00bb), \u00abIl Diavolo a Berlino\u00bb, che sembra precorrere la comparsa del Professor Woland nella Mosca degli Anni Trenta del Novecento, cos\u00ec come verr\u00e0 descritta da Michail Bulgakov ne \u00abIl Maestro e Margherita\u00bb (chiss\u00e0 se lo scrittore russo aveva letto Hoffmann e se ne aveva tratto ispirazione; certo lo fecero, oltre a Poe, e cin molto profitto, anche Baudelaire, Balzac e Dostoevskij), questa irruzione dell&#8217;<em>altro<\/em> mondo nel nostro, in quello che crediamo &quot;nostro&quot; solo perch\u00e9 pensiamo di conoscerlo, mentre non ne sappiamo quasi nulla, assume un carattere esplicito: Satana si presenta in una moderna capitale europea e incomincia a tessere la sua opera nefanda sotto lo sguardo insospettito dapprima, poi inorridito, degli esseri umani che \u00e8 venuto a tormentare.<\/p>\n<p>Hoffmann ha sentito, come pochi, la presenza di una dimensione &quot;abissale&quot; nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima umana: un doppio richiamo interiore, verso il Cielo e verso l&#8217;Inferno: e ne \u00e8 rimasto folgorato, ma anche affascinato. Non \u00e8 stato capace di dare compiutezza e seriet\u00e0 alla sua notevole intuizione: non le ha dato una &quot;risposta&quot; sull&#8217;unico piano ove essa la pu\u00f2 trovare, quello metafisico e, soprattutto, religioso. \u00c8 rimasto, per cos\u00ec dire, a mezza strada, quasi catturato e come ipnotizzato da quel mondo incredibile, multiforme, sempre cangiante, che si agita nel nostro cuore; si \u00e8 fermato all&#8217;aspetto, per cos\u00ec dire, pi\u00f9 esteriore, da cui deriva l&#8217;intonazione spesso &quot;leggera&quot;, nel senso di grottesca e surreale, di tante sue pagine. Chi ha visto gli Angeli e i Diavoli, e non dubita pi\u00f9 che in essi si celi il segreto della vita &quot;vera&quot;, non pu\u00f2 continuare a vivere come prima: deve convertirsi, o impazzire. Sembra che E. T. A. Hoffmann non sia riuscito a compiere questa scelta decisiva, che \u00e8 di tipo etico; forse, non ci ha neanche provato. Peccato: non \u00e8 stato all&#8217;altezza dei suoi stessi sogni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra tutti gli autori del Romanticismo tedesco ed europeo, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, nato a K\u00f6nigsberg nel 1776 e morto a Berlino nel 1822, genio complesso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-24848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24848"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24848\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}