{"id":24847,"date":"2020-04-01T12:50:00","date_gmt":"2020-04-01T12:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/01\/e-balducci-il-concilio-visto-dai-cattolici-progressisti\/"},"modified":"2020-04-01T12:50:00","modified_gmt":"2020-04-01T12:50:00","slug":"e-balducci-il-concilio-visto-dai-cattolici-progressisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/01\/e-balducci-il-concilio-visto-dai-cattolici-progressisti\/","title":{"rendered":"E. Balducci: il Concilio visto dai cattolici progressisti"},"content":{"rendered":"<p>Si pu\u00f2 discutere fino al giorno del giudizio se il Concilio sia stato un bene o un male nella storia della Chiesa, se abbia rappresentato una rottura rivoluzionaria o un semplice rinnovamento; ma una volta posta la questione in termini puramente teorici, si rischia di non arrivare da nessuna parte, perch\u00e9 chi \u00e8 interessato a una tale discussione ha gi\u00e0 la sua idea in merito e non fa altro che citare a suo sostegno quei fatti e quegli aspetti che convengono alla propria tesi. Il che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, che il Concilio, per i cattolici, ma specialmente per la maggiorana progressista, anzi per la quasi totalit\u00e0, il Concilio non \u00e8 un evento storico, sul quale si possa e si debba riflettere storicamente, ma un evento salvifico, sul quale sarebbe inutile, e forse anche un po&#8217; blasfemo, avanzare il bench\u00e9 minimo dubbio, la bench\u00e9 minima riserva. Per essi, infatti, \u00e8 di per se stesso evidente che il Concilio \u00e8 stato una cosa buona: tutti lo aspettavano da tempo e quasi tutti lo salutarono con vero entusiasmo. Infatti lo videro come lo strumento della Provvidenza per operare un benefico rinnovamento in seno alla Chiesa e perch\u00e9 gli uomini tornassero alle vere fonti della fede, non alla tradizione (lettera minuscola) degli ultimi secoli, e in particolare a quella tridentina, che ad essa si era sovrapposta nel corso del tempo, e che la gerarchia aveva trasformato in una specie di giogo da porre sulle spalle del clero e dei fedeli.<\/p>\n<p>La figura di Ernesto Balducci (Santa Fiora, Grosseto, 6 agosto 1922-Cesena, 25 aprile 1992) \u00e8 troppo nota perch\u00e9 sia il caso di tracciarne qui un ritratto, sia pure sommario; basti dire che \u00e8 stato uno dei maggiori e pi\u00f9 tipici esponenti di quel clero ultraprogressista che ha visto ne Concilio non il culmine, ma il cauto inizio di una stagione ecclesiale che avrebbe dovuto essere ancor pi\u00f9 rivoluzionaria, invocando apertamente l&#8217;adozione della prospettiva laicista e protestante in tutti gli aspetti rilevanti della pastorale, e lamentandosi di continuo della sorda resistenza opposta al &quot;rinnovamento&quot; da parte dei cattolici chiusi e retrogradi, da lui non considerati nemmeno compagni di fede, ma ostacoli da superare ed esponenti di un mondo ostile, destinato ad estinguersi e col quale la tanto celebrata virt\u00f9 del dialogo non aveva ragione di essere sfoggiata. Personaggio di notevole levatura intellettuale, molto influente e molto ascoltato in ambito cultuale, soprattutto fuori della Chiesa, negli ambienti della sinistra filo-comunista e filo-radicale, ha speso la propria autorevolezza per sostenere e far passare la linea del continuo superamento delle novit\u00e0 conciliari, instaurando di fatto la prospettiva del progresso nella Chiesa, e cos\u00ec ponendo la Chiesa stessa non pi\u00f9 nella luce dell&#8217;eterno, ma del contingente, e non pi\u00f9 sotto l&#8217;influsso della grazia, ma sotto la spinta della storia. Una storia che egli apertamente concepisce come &quot;rivelazione&quot; in se stessa, quasi una rivelazione parallela accanto a quella divina, anzi, per certo aspetti, perfino pi\u00f9 importante e pi\u00f9 preziosa per la vita degli uomini, in quanto frutto delle loro scelte autonome.<\/p>\n<p>Scriveva dunque Ernesto Balducci nella sua <em>Storia del pensiero umano<\/em> (Firenze, Edizioni Cremonese, 1986, vol. 3, pp. 573-574):<\/p>\n<p><em>IL CONCILIO VATICANO II: UN NUOVO INIZIO. Solo tenendo conto dei processi di rinnovamento &#8212; a partire da quelli classificati, nella condanna ecclesiastica del 1907, come &#8216;modernismo&#8217; &#8212; che hanno operato in profondit\u00e0 nella chiesa cattolica di questo secolo, \u00e8 possibile comprendere la &quot;necessit\u00e0 storica&quot; del Concilio Vaticano II (1962-1965). Negli intenti di chi lo aveva preparato (ma non di chi lo aveva indetto, il papa Giovanni XXIII), la grande assise cattolica avrebbe dovuto esprimere il tradizionale sigillo degli anatemi sugli &quot;smarrimenti&quot; del mondo moderno e ricostruire le mura della cristianit\u00e0 in pi\u00f9 parte messe in breccia. E invece essa fu, se vista nello slancio che ne govern\u00f2 lo svolgimento e ne ispir\u00f2 i documenti principali, la formale dichiarazione della fine della cristianit\u00e0 e dell&#8217;inizio di un nuovo corso della chiesa cattolica, in particolare della sua teologia. E questo per due ragioni fondamentali.<\/em><\/p>\n<p><em>In primo luogo, perch\u00e9 il concilio ha segnato la riconciliazione della chiesa col mondo contemporaneo, e cio\u00e8 proprio con quel mondo che si \u00e8 costruito a partire dalla rivoluzione scientifica galileiana, con una serie di atti d&#8217;emancipazione dalla tutela ecclesiastica. Questo passaggio dall&#8217;antagonismo al dialogo \u00e8 stato cos\u00ec brusco da generare lo sconcerto perfino in alcuni suoi pionieri, come Jacques Maritain o Henri de Lubac. Il mondo del futuro prefigurato dal concilio non \u00e8 pi\u00f9 un mondo soggetto alla guida della chiesa; esso \u00e8 dotato di progetti autonomi di crescita, nei confronti dei quali la chiesa si pone in atteggiamento di servizio, nella convinzione che la storia \u00e8 gravida per suo conto di indicazioni non estranee al disegno di salvezza, che tocca a lei decifrare per trarne, con umilt\u00e0, il suo ordine del giorno. Gli eventi storici, infatti, sono gi\u00e0 essi stessi, in qualche modo, parola di Dio, affidata alla lettura della comunit\u00e0 di fede, riconosciuta, a sua volta, come soggetto unitario che non pu\u00f2 essere espropriato, come \u00e8 avvenuto nella lunga stagione clericale, della sua competenza profetica.<\/em><\/p>\n<p><em>La seconda ragione della rilevanza teologica del concilio \u00e8 che esso ha esibito e legittimato l&#8217;immagine di una chiesa in situazione di dibattito, aperta, perfino nella sua istanza gerarchica, all&#8217;interrogazione e alla problematica. Nella costituzione &quot;Dei Verbum&quot;, la chiesa prende le distanze non solo nei confronti della tradizione metafisica, che era stata lo strumento normativo di mediazione teologica, ma anche nei confronti della Rivelazione intesa come corpo di verit\u00e0 dottrinali contenute nella Scrittura e insegnate dal magistero. Il rapporto tra la ricerca teologica e la rivelazione non \u00e8 pi\u00f9 visto come un servizio strumentale reso al magistero (un servizio che sembrava riducesse la teologia cattolica a sovrastruttura ideologica di legittimazione del sistema ecclesiastico e della sua prassi), ma, in conformit\u00e0 alle leggi della ricerca scientifica e all&#8217;attualizzazione del messaggio rivelato, come un rapporto libero e vitale tra intelligenza e parola di Dio , aperto alle esigenze della ricerca e della critica. Come si \u00e8 detto sopra, in certa misura &#8212; e cio\u00e8 nei limito che la tradizione cattolica porta con s\u00e9, ad esempio quello del ministero teologico come carisma da vivere nella e per la comunit\u00e0 ecclesiale &#8212; il &quot;principio protestante&quot; della sola fede nella parola di Dio come suprema istanza critica, ha fatto ingresso , con il concilio, anche all&#8217;interno della chiesa cattolica, che \u00e8 giunta perfino a riconoscere il valore profetico della testimonianza di Lutero. \u00c8 avvenuto cos\u00ec che dagli anni &#8217;60 in poi, le linee divisorie in campo teologico non corrono pi\u00f9 tra l&#8217;una e l&#8217;altra chiesa, tra l&#8217;una e l&#8217;altra confessione religiosa, ma in mezzo ad ognuna di esse.<\/em><\/p>\n<p>Tutto, in questa pagina di prosa, per chi abbia un minimo di amore per imparzialit\u00e0 del mestiere di storico, trasuda faziosit\u00e0 e arroganza culturale; tutto denota una radicata, invincibile disonest\u00e0 intellettuale. La cosa \u00e8 ancor pi\u00f9 grave in quanto si tratta di un testo ad uso scolastico, cio\u00e8 un testo destinato ad essere letto e studiato da dei giovani, che poco o nulla sanno delle vicende palesi e occulte del Concilio; dei giovani che non hanno scelto di studiare proprio su quel testo, e che formano perci\u00f2 un pubblico di lettori coatto, a discrezione dell&#8217;insegnante: il che rende ancora pi\u00f9 grave la responsabilit\u00e0 di uno studioso che sa di rivolgersi a delle giovani menti ancora in formazione e perci\u00f2 dovrebbe avere il massimo rispetto per la loro vulnerabilit\u00e0 e non avere l&#8217;obiettivo di indottrinarle, ma di guidarle alla conquista di un&#8217;autonomia critica. Stiamo dando un giudizio forte; ora ci accingiamo a dimostrarlo.<\/p>\n<p>Balducci esordisce affermando che il Concilio Vaticano II \u00e8 il frutto di una <em>necessit\u00e0 storica<\/em>; salvo mettere quest&#8217;ultima espressione fra virgolette, il che denota una debolezza del pensiero o una voluta ambiguit\u00e0. \u00c8 stato o non \u00e8 stato una necessit\u00e0 storica? Se lo \u00e8 stato, allora niente virgolette, per\u00f2 bisogna dimostrarlo; se non lo \u00e8 stato, non saranno le virgolette a far passare per buona una espressione impropria e forzata. E dunque perch\u00e9 lo sarebbe stato, a giudizio di padre Balducci? Perch\u00e9 nella Chiesa cattolica (lui la scrive sistematicamente con la lettera minuscola, il che fa pensare che la ritenga una cosa tutta umana; a meno che sia solo un omaggio alla cultura laicista e secolarizzata nei cui salotti, anche televisivi, egli era molto apprezzato), fin dal principio del Novecento, operavano dei profondi processi di rinnovamento, gli stessi che &#8212; insignificante dettaglio &#8212; Pio X aveva solennemente condannato con l&#8217;enciclica del 1907, <em>Pascendi<\/em>, chiamandoli modernismo e designandoli come il concentrato di tutte le eresie. Si vede che per Balducci la cosa \u00e8 del tutto irrilevante: nella sua mentalit\u00e0 storicista non conta che un papa, nella forma pi\u00f9 solenne del Magistero, abbia condannato una serie di proposizioni e che abbia lottato strenuamente contro di esse per tutto il suo pontificato, considerandole un pericolo mortale per la Chiesa e per la stessa fede, come del resto avevano fatto i suoi predecessori; evidentemente per lui la verit\u00e0 \u00e8 storica, cio\u00e8 relativa, e non c&#8217;\u00e8 nulla di strano se la Chiesa condannava certe tesi ai primi del &#8216;900, mentre le ha pienamente rivalutate col Concilio, poco pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni dopo. La cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 significativa se si pensa che l&#8217;autore di queste righe \u00e8 un sacerdote. Dunque per lui quella maniera di intendere il cattolicesimo, che \u00e8 tipicamente moderna e che si fa strada col Concilio, dopo essere stata solennemente condannata da tutti i pontefici, non solo \u00e8 perfettamente legittima, ma \u00e8 la vera interpretazione della Rivelazione: a pare nessuno se n&#8217;era accorto prima del 1962, tranne appunto i modernisti, che per\u00f2 erano stati scomunicati. Tanta disinvoltura sarebbe gi\u00e0 strana in uno storico laico che si occupi di una questione profana; ma uno storico cattolico, per giunta sacerdote, che tratta la cosa pi\u00f9 preziosa che esista per i cattolici, ossia la verit\u00e0 della loro dottrina come se fosse un portato storico in continua evoluzione, e che si pu\u00f2 mutare quasi da un giorno all&#8217;altro, come lui stesso afferma, mostra di non ragionare affatto da cattolico, cio\u00e8 in termini di verit\u00e0 assoluta, certa e definitiva, ma da relativista. Ed ecco la disonest\u00e0 culturale: a che gioco stiamo giocando? Ma per padre Balducci, questo atteggiamento disinvolto \u00e8 il massimo della sciccheria liberal-radicale: lui non si considera certo un prete nel vecchio senso della parola, cio\u00e8 una cinghia di trasmissione del potere clericale; lui si sente in tutto e per tutto un uomo moderno, tranne in una cosa: come padre Turoldo, si sente un po&#8217;, anzi parecchio, profeta. Solo che si sente un profeta del mondo nuovo, cio\u00e8 del mondo moderno, e non un profeta come quelli della <em>Bibbia<\/em>; e la differenza \u00e8 questa: che essi parlavano esclusivamente a nome di Dio, annunciando agli uomini le Sue prole; Balducci, Turoldo e quelli come loro si sentivano e si sentono profeti in un senso improprio, cio\u00e8 amano indossare le vesti sacerdotali e mistiche degli antichi profeti, ma poi le parole che dicono sono tutte loro, sono farina del loro sacco, vengono dalle loro idee e dalle loro passioni, non certo da Dio, del quale non si fanno docili strumenti, semplicemente perch\u00e9 non hanno la minima umilt\u00e0 per farlo. Vogliono essere uomini del loro tempo, mica del Medioevo, bramano l&#8217;applauso degli uomini moderni, meglio se non cattolici! Ecco la bella scuola ideologica che ha sfornato personaggi come Bergoglio, Kasper, Sosa, Bianchi, ecc., con il loro culto dei migranti e di Pachamama.<\/p>\n<p><em>Negli intenti di chi lo aveva preparato (ma non di chi lo aveva indetto, il papa Giovanni XXIII), la grande assise cattolica avrebbe dovuto esprimere il tradizionale sigillo degli anatemi sugli &quot;smarrimenti&quot; del mondo moderno e ricostruire le mura della cristianit\u00e0 in pi\u00f9 parte messe in breccia.<\/em> A quanto pare, Balducci non \u00e8 sfiorato dall&#8217;idea che a questo, e non altro, servono i concili, a questo sono serviti tutti i concili della Chiesa cattolica, tutti e venti fino al Vaticano I dal 1869-70: ad anatemizzare le eresie, a condannare gli errori del mondo per rinsaldare le anime nella vera dottrina e quindi nella vera fede. Non c&#8217;\u00e8 vera fede senza vera dottrina; ma se la dottrina \u00e8 inquinata dagli errori, allora non serve pi\u00f9 a nulla, anzi, diventa un cavallo di Troia per infettare tutto il gregge di Cristo. Dunque i concili ecumenici servono a ribadire la verit\u00e0, mediante la condanna degli errori che in ogni tempo sorgono per attentare contro di essa; e gli errori della modernit\u00e0 si concentrano e si compendiano nel modernismo. Pertanto aveva perfettamente ragione san Pio X a condannarli, mentre diventa inspiegabile perch\u00e9 Giovanni XXIII abbia ritenuto di indire un concilio che, secondo quelli che lo avevano pensato e voluto, avrebbe dovuto condannare gli errori, primo dei quali il comunismo, e invece non condann\u00f2 niente e nessuno e apr\u00ec le porte all&#8217;infiltrazione di cento eresie entro la vera dottrina e la vera fede. Balducci non si sofferma su una tale incongruenza: perch\u00e9 dovrebbe farlo? Lui \u00e8 d&#8217;accordo con Giovanni XXIII, quel concilio non doveva servire a condannare gli errori, ma a trasformare la Chiesa in un&#8217;assise democratica e pluralista, dove ciascuno ha la sua verit\u00e0 e la fede diventa il risultato d&#8217;un voto di maggioranza, di una decisione assembleare. Peccato che ci\u00f2 non abbia nulla a che fare col vero cattolicesimo, e neppure con la dottrina insegnata da Ges\u00f9 Cristo. Forse che Ges\u00f9 si metteva a dialogare con la gente o coi sacerdoti delle false religioni? Chiedeva il loro parere, formulava discorsi che tenessero conto di ci\u00f2 che piace al mondo? Tutto al contrario: quante volte ha esclamato: <em>Razza di vipere, sepolcri imbiancati!<\/em> Ma i cattolici progressisti no, mai: un simile linguaggio suscita tutto il loro sdegno, tutto il loro orrore; \u00e8 un linguaggio autoritario, se non addirittura fascista. Lo tollerano in Ges\u00f9 Cristo, protetti da una distanza di duemila anni; ma se un vescovo o un teologo osassero parlare a quel modo, oggi, lo prenderebbero immediatamente a sassate, lo caccerebbero fuori e, digrignando i denti, lo proclamerebbero espulso per sempre dalla &quot;vera&quot; chiesa: quella del Concilio. Si noti inoltre che, dal modo in cui si esprime, Balducci d\u00e0 per scontato che Giovanni XXIII conoscesse benissimo per quali intenzioni un gruppo di vescovi gli aveva chiesto di convocare il concilio, richiesta che accolse, ma con una segreta riserva mentale: fare in modo che il concilio andasse nella direzione esattamente opposta a quella che essi desideravano. In altre parole, stando alla sua ricostruzione, Giovanni avrebbe deliberatamente ingannato i vescovi e tutti quei cattolici che, davanti agli errori del modernismo e agli orrori del comunismo, volevano una ferma parola di chiarezza e di condanna da parte della Chiesa, mentre egli era ben deciso a non pronunciare affatto quella parola: al contrario, voleva far capire che quegli errori erano condonati, che bisognava considerare la contrapposizione fra Chiesa e mondo come superata, e ci\u00f2 anche se il modernismo infettava da tempo i seminari e le facolt\u00e0 teologiche, e se il comunismo perseguitava da decenni milioni e milioni di persone, e specialmente di cattolici, in tutti i Paesi nei quali era giunto al potere. Infatti, con l&#8217;Accordo di Metz del 13 agosto 1962, il papato aveva raggiunto una segreta intesa proprio con quei regimi comunisti che gettavano in carcere e nei campi di prigionia decine di migliaia di cattolici, compresi sacerdoti e vescovi; e si era impegnato in cambio della partecipazione di alcuni osservatori ortodossi al Concilio &#8211; cos\u00ec da poter agitare la bandiera del falso ecumenismo &#8211; di non ribadire la scomunica contro il comunismo, anzi di aprire con esso un dialogo privilegiato. E ci\u00f2 all&#8217;insaputa del clero e dei fedeli. Un modo di agire che non denota certo onest\u00e0 intellettuale da parte del vertice della Chiesa; e li stesso vale per chi, come Balducci, mostra di approvare pienamente tanta doppiezza e machiavellismo <em>nell&#8217;agire alle spalle dei fedeli<\/em>.<\/p>\n<p>Incredibile la sventatezza, o il cinismo, dell&#8217;affermazione di Balducci, fatta in tomo trionfalistico, che il Concilio segn\u00f2 <em>la fine della cristianit\u00e0<\/em>. \u00c8 una cosa della quale un cattolico si possa rallegrare? Indi, dopo aver affermato che il Concilio ha segnato la riconciliazione con quel mondo moderno che era nato da un distacco rispetto alla Chiesa, afferma che <em>questo passaggio dall&#8217;antagonismo al dialogo \u00e8 stato cos\u00ec brusco da generare lo sconcerto perfino in alcuni suoi pionieri, come Jacques Maritain o Henri de Lubac.<\/em> Straordinario: perfino i fautori del Concilio, di <em>quel tipo<\/em> di Concilio, rimasero turbati e contrariati dall&#8217;indirizzo che esso aveva assunto: ma la cosa, a padre Balducci, non sembra far n\u00e9 caldo n\u00e9 freddo; e infatti non vi spende neanche una parola per trarre le necessarie deduzioni. Esulta, poi, nell&#8217;osservare che <em>il mondo del futuro prefigurato dal concilio non \u00e8 pi\u00f9 un mondo soggetto alla guida della chiesa<\/em>; e non si perita di affermare che <em>la chiesa si pone in atteggiamento di servizio<\/em> rispetto al modo e ai suoi progetti autonomi. Tradotto in parole semplici: la Chiesa non ha pi\u00f9 una verit\u00e0 da annunciare al mondo; la sua ragion d&#8217;essere \u00e8 quella di <em>accompagnare<\/em> il mondo, mettendosi al suo servizio. Chi \u00e8 rimasto concertato dall&#8217;uso di simili concetti da parte del falso papa Bergoglio, dovrebbe riflettere che il male parte da l\u00ec, dal Concilio; \u00e8 l\u00ec che \u00e8 nata la falsa chiesa, con la funzione di approvare quel che fa il mondo e di mettersi a sua disposizione perch\u00e9 esso faccia con ogni comodit\u00e0 tutto ci\u00f2 ha deciso di fare, anche contro Dio e contro l&#8217;uomo (aborto, eutanasia, unioni omosessuali con relative adozioni di bambini, fecondazione eterologa, manipolazione genetica, ecc.).<\/p>\n<p>Veramente incredibile l&#8217;affermazione successiva, che la Chiesa deve trarre il suo ordine del giorno dagli eventi della storia, perch\u00e9 <em>gli eventi storici sono gi\u00e0 essi stessi, in qualche modo, parola di Dio<\/em>. Davvero? Anche Hitler, Stalin e la bomba atomica sono parola di Dio? E che vuol dire, poi<em>, in qualche modo<\/em>? O sono o non sono. Chi parla cos\u00ec non sa dare spiegazioni razionali delle proprie affermazioni. Ma la cosa pi\u00f9 grave \u00e8 questa: che la Chiesa non ha alcun ordine del giorno, perch\u00e9 gli ordini del giorno riflettono una realt\u00e0 mutevole, mentre la Parola di Dio \u00e8 quella e per sempre: ieri, oggi e domani. Potremmo proseguire, ma crediamo che basti. Le lodi successive di Lutero rendono chiare le intenzioni di padre Balducci. La sua sarebbe dunque una ricostruzione <em>onesta<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si pu\u00f2 discutere fino al giorno del giudizio se il Concilio sia stato un bene o un male nella storia della Chiesa, se abbia rappresentato una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,262],"class_list":["post-24847","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24847","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24847"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24847\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}