{"id":24845,"date":"2017-12-20T01:16:00","date_gmt":"2017-12-20T01:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/20\/e-venuto-a-salvare-cio-che-era-perduto\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"e-venuto-a-salvare-cio-che-era-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/20\/e-venuto-a-salvare-cio-che-era-perduto\/","title":{"rendered":"\u00c8 venuto a salvare ci\u00f2 che era perduto"},"content":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 venuto di moda, nella neochiesa progressista e modernista, negare l&#8217;esistenza del diavolo e negare anche, esplicitamente o implicitamente, l&#8217;esistenza dell&#8217;inferno; in subordine, e gi\u00e0 da qualche decennio, essa ama sventolare l&#8217;ipotesi di compromesso del teologo Hans Urs von Balthasar, secondo la quale l&#8217;inferno certamente esiste (e vorremmo ben vedere che qualcuno dicesse il contrario: \u00e8 verit\u00e0 di fede, pi\u00f9 volte ribadita nel Vangelo), ma potrebbe anche essere vuoto. Il libro dell&#8217;Abb\u00e9 Guy Pag\u00e8s, della diocesi di Parigi, <em>Giuda \u00e8 all&#8217;inferno?,<\/em> recentemente uscito e presentato da un&#8217;intervista di Fran\u00e7ois Billot de Lochner (intervista riportata il 18 dicembre scorso sul sito <em>Libert\u00e0 e Persona<\/em> da Claudio Forti, e ripresa da altri siti e blog cattolici, come <em>Il fumo di Satana<\/em>) d\u00e0 una risposta a queste ipotesi bizzarre e non ortodosse, ribadendo, una volta per tutte, che l&#8217;inferno esiste, che non \u00e8 vuoto e che non pu\u00f2 essere vuoto. Se fosse vuoto, vorrebbe dire che tutti gli uomini hanno pienamente accolto la Parola di Ges\u00f9 Cristo e si sono convertiti, o si sono pentiti profondamente dei loro peccati; il che vediamo manifestamente non essere vero. Non solo: se nessuno fosse all&#8217;inferno, non ci sarebbe bisogno del Giudizio di Dio: tutti andrebbero direttamente in paradiso. Ma, in tal caso, non vi sarebbe alcuna differenza fra il destino finale di chi ha vissuto una vita buona, nella Verit\u00e0, e chi ha vissuto una vita malvagia, nell&#8217;errore e nell&#8217;egoismo. Pensare una cosa del genere, significa negare il libero arbitrio, come appunto facevano Lutero e Calvino; significa, cio\u00e8, fare di Dio un tiranno, che non lascia l&#8217;uomo libero di scegliersi il proprio destino, e per giunta un tiranno ingiusto, perch\u00e9 poi non opera alcuna distinzione fra buoni e cattivi, vanificando l&#8217;idea stessa della Giustizia divina. E se non esiste la giustizia neppure presso Dio, come possiamo pensare che gli uomini riescano ad avere una qualche nozione di essa? Si cadrebbe allora nel pi\u00f9 cieco relativismo; gli uomini non potrebbero fare altro che fabbricarsi ciascuno la propria idea di giustizia, e, sulla base di essa, farebbero le loro scelte tra il bene e il male.<\/p>\n<p>E non solo, negando l&#8217;inferno, si farebbe di Dio un Dio ingiusto; si farebbe inoltre di Ges\u00f9 un bugiardo. Quante volte Ges\u00f9 ha parlato dell&#8217;inferno e ha ammonito che chi non si converte e non accetta la Verit\u00e0, verr\u00e0 gettato nella Geenna, dove <em>\u00e8 pianto e stridore di denti<\/em>? Quante volte ha ricordato che i malvagi finiranno all&#8217;inferno, <em>nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli<\/em>? Quanto al fatto che l&#8217;inferno potrebbe anche essere vuoto, ricordiamo che l&#8217;inferno non \u00e8 tanto un luogo, quanto uno stato: lo stato dell&#8217;anima che ha rifiutato ostinatamente, pervicacemente di convertirsi. Pertanto, a rigore, non \u00e8 Dio che &quot;manda&quot; all&#8217;inferno le anime dei peccatori e dei malvagi, ma sono esse stesse che scelgono per s\u00e9 un tale destino; hanno tutto il tempo della loro vita terrena per sceglierlo, e, una volta terminata la vita terrena, niente e nessuno potrebbero evitare ad esse le conseguenze della propria scelta. I peccati, infatti, sono stati commessi, e il pentimento non \u00e8 mai sopravvenuto: ora, come osserva anche san Tommaso d&#8217;Aquino in un celebre passo della <em>Summa theologiae<\/em>, neppure Dio, nella sua Onnipotenza, potrebbe far s\u00ec che una cosa, una volta che \u00e8 accaduta, non sia accaduta. Inoltre, leggiamo in <em>Luca<\/em> (19, 9-10) che Ges\u00f9, entrando nella casa di Zaccheo che si era convertito e aveva deciso di mutar vita, gli disse: <em>Oggi la salvezza \u00e8 entrata in questa casa, poich\u00e9 anch&#8217;egli \u00e8 figlio di Abramo; il Figlio dell&#8217;uomo infatti \u00e8 venuto a cercare e a salvare ci\u00f2 che era perduto<\/em>. Queste parole significano che Zaccheo, prima di convertirsi, era perduto; e che vi sono altre anime perdute, tutte quelle che non accolgono l&#8217;amore di Dio e la Parola di Ges\u00f9 Cristo. Non \u00e8 possibile interpretarle diversamente: se Ges\u00f9 afferma di esser venuto sulla terra per salvare chi rischiava di perdersi, questo sta indicare che gli uomini sono liberi di perdersi o di salvarsi, perch\u00e9 sono dotati del libero arbitrio, contrariamente a quel che afferma l&#8217;eretico Lutero, e contrariamente anche a quello che ha affermato, assurdamente, il papa Francesco, quando ha detto &#8212; nel corso di una conversazione coi giornalisti, a bordo dell&#8217;aereo che lo riportava da un viaggio pastorale in Armenia, il 7 luglio 2016 &#8211; che Lutero, sulla predestinazione, &quot;aveva ragione&quot;, e che &quot;su questo punto importante siamo oggi tutti d&#8217;accordo&quot;; ma tutti, chi? Non certo la dottrina cattolica e non certo la Chiesa cattolica; n\u00e9 mai il Magistero si \u00e8 sognato di affermare una cosa del genere. Quello della predestinazione \u00e8 un concetto protestante, ed esclusivamente protestante: non fa parte, in alcun modo, del cattolicesimo, anzi, \u00e8 stato formalmente ed esplicitamene condannato dal Concilio di Trento; ed \u00e8 semplicemente scandaloso che nessun cardinale, nessun vescovo, nessun teologo cattolico si sia levato a smentire l&#8217;incredibile affermazione di papa Francesco, anche se fatta in sede tutt&#8217;altro che ufficiale; perch\u00e9 si \u00e8 trattato di una di quelle sparate che possono solo seminare scandalo, confusione e amarezza tra i fedeli, proprio in un momento in cui ci sarebbe tanto bisogno di chiarezza e le anime andrebbero confortate e sostenute, non turbate con irresponsabile leggerezza.<\/p>\n<p>Dunque, ancora una volta ci troviamo di fronte ad un&#8217;affermazione eretica di papa Francesco: quando ha detto, nella udienza generale del 23 agosto 2017, che Dio, alla fine dei tempi, chiamer\u00e0 <em>tutti gli uomini<\/em> ad abitare con Lui sotto una grande tenda; ma questo \u00e8 impossibile, perch\u00e9 non tutti si salveranno. Lo aveva detto anche altre volte, del resto; per esempio, in un&#8217;altra udienza generale, il 29 marzo 2017, aveva affermato che &quot;ci incontreremo tutti in Cielo&quot;, promettendo alla fola raccolta in Piazza san Pietro una cosa assurda e impossibile, cio\u00e8 ingannando migliaia e migliaia di fedeli. Nessuno ha il diritto di fare il generoso con ci\u00f2 che non gli appartiene; nemmeno il papa pu\u00f2 promettere ci\u00f2 che lo stesso Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 ben guardato dal promettere <em>a tutti<\/em>. Al contrario: Ges\u00f9 ha detto a chiare note, al termine della parabola del convito nuziale, che non tutti si salveranno, anzi, che solo una minoranza si salver\u00e0, mentre la maggioranza verr\u00e0 condannata (<em>Mt<\/em>., 22, 14): <em>Perch\u00e9 molti sono chiamati<\/em> (al Regno di Dio), <em>ma pochi vi sono eletti<\/em> (cio\u00e8 ammessi). Possibile che nemmeno la parola di Dio sia sufficiente perch\u00e9 i neopreti della neochiesa trattengano la lingua ed evitino di dire eresie che nocciono gravemente alla salute delle anime? Non sentono la tremenda responsabilit\u00e0 di dire il falso, di mentire ai fedeli, e proprio su una questione di cos\u00ec decisiva importanza? E non hanno alcun rispetto, non provano il minimo timore nel negare frontalmente quasi duemila anni di sacro Magistero? Per tutto questo tempo, infatti, la Chiesa non ha mai avuto il bench\u00e9 minimo dubbio, n\u00e9 sull&#8217;esistenza dell&#8217;inferno, n\u00e9 su quella della dannazione eterna per le anime che rifiutano Dio. La <em>Divina Commedia<\/em> di Dante Alighieri non \u00e8 uno svolazzo poetico: \u00e8 dottrina, \u00e8 vera teologia cattolica. Per millenovecento anni, la Chiesa ha saputo, e insegnato, che l&#8217;inferno esiste, e che Giuda non si \u00e8 salvato, ma \u00e8 andato all&#8217;inferno. Non risulta che si sia pentito; si \u00e8 suicidato, aggiungendo un altro peccato al tradimento di Ges\u00f9 Cristo, ma non per il pentimento, bens\u00ec per la disperazione. La disperazione non \u00e8 la reazione giusta al peccato; non \u00e8 segno di ravvedimento, non \u00e8 indice di rammarico per il male commesso, ma solo di uno schiacciante senso di colpevolezza. Se vi fosse la bench\u00e9 minima possibilit\u00e0 che Giuda si sia salvato, perch\u00e9 mai Ges\u00f9 stesso avrebbe detto di lui: <em>Il Figlio dell&#8217;uomo se ne va, come \u00e8 scritto di lui; ma guai a colui per mezzo del quale il Figlio dell&#8217;uomo stato tradito; sarebbe meglio per lui se non fosse mai nato!<\/em> (<em>Mt<\/em>., 26, 24). E allora, perch\u00e9 il papa Francesco ha voluto dire la sua anche su questo punto, e ha detto la cosa sbagliata? Il 3 febbraio 2016, nella quotidiana omelia della Messa dalla casa Santa Marta, il papa se ne \u00e8 uscito con queste stupefacenti parole: <em>Eppure Giuda si era pentito, e se si \u00e8 pentito \u00e8 anche stato perdonato.<\/em> E ha ribadito il concetto dicendo che i sacerdoti avevano mostrato di avere un cuore chiuso quando lui, &quot;questo povero uomo pentito&quot;, si era presentato al Tempio per restituire i trenta denari, prezzo del tradimento. Ripetiamo: nessun brano dei Vangeli, o di qualsiasi altro testo del Nuovo Testamento, parla di un pentimento di Giuda. Il pentimento non \u00e8 accusarsi di qualcosa; il pentimento \u00e8 un&#8217;altra cosa: \u00e8 accettare l&#8217;imperativo morale di ravvedersi e di cambiar vita. Invece, impiccandosi, Giuda ha mostrato di non credere alla misericordia di Dio, e, col togliersi la vita, ha commesso un altro peccato mortale. Con quale diritto, dunque, il papa Francesco dice simili cose, e fuorvia cos\u00ec gravemente i fedeli? Ha poi aggiunto che forse non solo Giuda, ma anche Pilato \u00e8 stato slavato. Ma la posizione di Pilato \u00e8 ben diversa da quella di Giuda. Pilato era un procuratore romano che non conosceva le faccende religiose giudaiche e che \u00e8 stato praticamente costretto a condannare l&#8217;imputato, come riferiscono, senza ombra di dubbio, i Vangeli (anche se la cosa non piace a quei neopreti che vorrebbero assolvere del tutto i giudei dalla responsabilit\u00e0 per la crocifissione di Cristo, magari dandoci a intendere che Egli \u00e8 morto di raffreddore); i quali annotano con scrupolo che egli fece tutto il possibile per evitare la condanna e salvare la vita di Ges\u00f9, che, da parte sua, aveva dichiarato innocente (cfr. <em>Lc<\/em>., 23, 14). Giuda, invece, era un discepolo di Cristo, era uno dei Dodici, dunque era stato scelto, anche lui, come gli altri, dal divino Maestro; aveva vissuto con Lui, aveva assistito alla sua predicazione, ai suoi miracoli: il suo tradimento, perci\u00f2, \u00e8 inescusabile. Non solo; contrariamente alla leggenda creata da alcuni scrittori romantici, non vi era alcuna ragione idealistica, e sia pure contorta, dietro il tradimento di Giuda: a spingerlo era stata semplicemente l&#8217;avidit\u00e0, perch\u00e9 era ladro, e da gi\u00e0 tempo rubava dalla cassa comune, di cui era il tesoriere (cfr. <em>Gv<\/em>., 12, 6). E queste non sono illazioni o elucubrazioni, sono le precise parole del quarto Evangelista, testimone oculare dei fatti.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che Ges\u00f9, a differenza del neoclero buonista e modernista, non cercava di piacere agli uomini, ma solamente a Dio: perci\u00f2 parlava con molta franchezza, diceva <em>s\u00ec<\/em>, <em>s\u00ec<\/em>, e <em>no<\/em>, <em>no<\/em>; e non era mai ambiguo, non permetteva che qualcuno potesse interpretare in maniera contraddittoria le sue parole; ogni qual volta gli pareva che sorgessero difficolt\u00e0 di comprensione, tornava a spiegare, a chiarire il concetto, anche per mezzo di parabole. Tutto il contrario dei neopreti e dei neoteologi, i quali sguazzano deliberatamente sul terreno sdrucciolevole dell&#8217;ambiguit\u00e0; e tutto il contrario del papa, che lascia le cose avvolte in un alone d&#8217;incertezza, in modo che ciascuno le possa intendere come vuole, salvo poi dire la cosa opposta qualche giorno dopo. E questa instabilit\u00e0 nei giudizi, sia detto fra parentesi, \u00e8 una delle ragioni per cui nel 1991 il suo superiore in Argentina, padre Kolvenbach, generale dei gesuiti, interpellato sulla opportunit\u00e0 di elevare Bergoglio alla dignit\u00e0 episcopale, aveva espresso parere negativo. Ma c&#8217;\u00e8 un precedente illustre nella sparata di papa Francesco a proposito della salvezza di Giuda: la famosa (o famigerata) omelia di un sacerdote che a questo papa, appunto, piace tanto: don Primo Mazzolari. Il gioved\u00ec santo del 1958, il 3 aprile, egli disse testualmente, lasciando di stucco i fedeli: <em>Giuda \u00e8 mio fratello, voglio bene anche a lui<\/em>; e don Mazzolari, come ricorda con compiacimento <em>Famiglia Cristiana<\/em> sul numero del 13 aprile 2017, \u00e8 stato &quot;un precursore del Concilio Vaticano II&quot; (purtroppo, aggiungiamo noi), il che ne fa, evidentemente, una fonte autorevolissima. Per la precisione, ha cercato di mettere avanti delle assurde attenuanti, come questa: <em>Forse Giuda non aveva calcolato le conseguenze, non si era reso conto di quanto lontano potesse arrivare il suo gesto<\/em>. Laddove il &quot;gesto&quot; \u00e8 quello di essere andato nel Tempio, fra i nemici dichiarati di Cristo, e prometter loro di aiutarli a catturarlo, mentre era lontano dalla folla (gi\u00e0 ci avevano provato, nel Tempio, ma avevano avuto timore della reazione popolare), <em>in cambio di denaro sonante<\/em>. Ma via, facciamola finita con questi buonismi infantili. Chiunque abbia letto i Vangeli, anche una sola volta, anche frettolosamente, sa quale fosse il clima che si respirava nel gruppo di Ges\u00f9 Cristo, quando esso entr\u00f2 a Gerusalemme: un clima da tragedia imminente. Tutti sapevano che Ges\u00f9 era in gravissimo pericolo di vita; tutti sapevano che il Sinedrio lo voleva morto; Tommaso, uscendo da Betania e avviandosi verso la Citt\u00e0 Santa, aveva addirittura esclamato: <em>Andiamo anche noi a morire con lui!<\/em> (<em>Gv<\/em>., 11, 16). Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec&#8230; E qualcuno viene adesso a dirci che Giuda ignorava le conseguenze di un gesto come quello di andare a fare il delatore presso il sommo sacerdote? Chi ha detto una frase simile, aveva forse voglia di scherzare, ammesso che ci sia qualcuno che possa scherzare su un argomento del genere; oppure pensava di rivolgesi non a una folla di cattolici, riuniti in chiesa per ascoltare la Parola del Signore, ma ad un gruppo di musulmani, o di buddisti, o forse di atei, i quali non hanno mai preso in mano il Vangelo in vita loro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 Cristo, come dice Lui stesso parlando di S\u00e9, <em>\u00e8 venuto a salvare ci\u00f2 che era perduto<\/em>. \u00c8 venuto a salvare <em>noi<\/em>. Ora, se \u00e8 venuti a salvarci, vuol dire che, senza di Lui, eravamo condannati; vuol dire che, se lo rifiutiamo, siamo perduti. L&#8217;uomo, infatti, \u00e8 niente senza Dio; ma l&#8217;uomo non pu\u00f2 essere senza Dio, quand&#8217;anche lo voglia; pu\u00f2, nondimeno rifiutare consapevolmente il suo amore. La dannazione consiste perci\u00f2 in questo: nel rifiuto dell&#8217;amore di Dio, e quindi della salvezza che viene da Lui, e da Lui solo. E non c&#8217;\u00e8 altro da dire. L&#8217;inferno c&#8217;\u00e8, perch\u00e9 noi abbiamo la tremenda libert\u00e0 di rifiutare Dio, disprezzando il sacrificio redentore di Cristo. Guai a scordare questa possibilit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 venuto di moda, nella neochiesa progressista e modernista, negare l&#8217;esistenza del diavolo e negare anche, esplicitamente o implicitamente, l&#8217;esistenza dell&#8217;inferno; in subordine, e gi\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,195,246],"class_list":["post-24845","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-martin-lutero","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24845"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24845\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}