{"id":24834,"date":"2017-06-27T05:57:00","date_gmt":"2017-06-27T05:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/27\/oblatus-est-quia-ipse-voluit-et-non-aperuit-os-suum\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"oblatus-est-quia-ipse-voluit-et-non-aperuit-os-suum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/27\/oblatus-est-quia-ipse-voluit-et-non-aperuit-os-suum\/","title":{"rendered":"Oblatus est, quia ipse voluit, et non aperuit os suum"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa c&#8217;\u00e8, al cuore del Vangelo? Che cosa c&#8217;\u00e8 che d\u00e0 tanto fastidio ai modernisti e ai cattolici progressisti? Qual \u00e8 il puto che li infastidisce, che li manda in furore, e contro il quale stanno dirigendo tutti i loro sforzi, al fine di rimuoverlo? Al centro del Vangelo c&#8217;\u00e8 il sacrificio di Cristo, la sua offerta di S\u00e9 sulla croce: offerta che si rinnova ogni giorno, incessantemente, ogni volta che un sacerdote celebra la santa Messa e che un credente si accosta alla Comunione. Se si toglie quello, si toglie la base di tutto il resto: e il cristianesimo rimane come una delle tante dottrine di questo mondo, come una delle religioni, filosofie e ideologie che hanno preteso di cambiare il mondo, ma con gli strumenti del mondo. Solo nel cristianesimo c&#8217;\u00e8 la nozione dell&#8217;amore di Dio che si spinge fino al limite estremo: quello di farsi uomo, di soffrire e di morire per mano degli uomini stessi, per riscattare i loro peccati e per rendere possibile il loro ritorno fra le braccia del Padre. Qualche altra religione, come l&#8217;induismo, si spinge fino all&#8217;idea di una discesa di Dio sulla terra (ma non di una vera incarnazione; non, cio\u00e8, dell&#8217;assunzione, accanto alla propria natura divina, della vera natura umana, con tutti i suoi limiti): ma nessuna giunge all&#8217;idea del sacrificio totale di Dio per amore degli uomini. Ebbene, \u00e8 proprio questo che fa problema, \u00e8 proprio questo che d\u00e0 noia ai modernisti e ai cattolici progressisti: il sacrificio di Cristo, il fatto di essere debitori della propria salvezza a quel sacrificio. Primo, essi non vogliono riconoscersi cos\u00ec incapaci di trovare la via del bene, da aver bisogno che Dio stesso venga a farsi uno di loro; secondo, non vogliono sentirsi in debito con Dio per il sacrificio di S\u00e9 sulla croce, perch\u00e9 non amano esser debitori nei confronti di alcuno; terzo, non vogliono trarre la logica conseguenza di tutto ci\u00f2: ossia che la sola via verso la redenzione passa attraverso la croce, per tutti, ora e sempre.<\/p>\n<p>Tutto questo, a quei signori, appare fastidiosamente limitante, quasi una umiliazione permanente; gonfi di superbia e di orgoglio luciferino, vogliono, vorrebbero, salvarsi da soli, al massimo con un dio che dice loro quel che si deve fare, dopo di che ritengono di poter proseguire da soli, con le loro forze. \u00c8 per questo che vorrebbero ridurre il cristianesimo a una sorta di dottrina morale; il dio che sono disposti ad accettare, a riconoscere, \u00e8 un dio che si comporta come un uomo e solo come un uomo: un maestro spirituale, un saggio, un profeta, insomma, uno che si mette al loro livello affinch\u00e9 essi, poi, facciano da soli. Anche tutte le chiacchiere della teologia negativa &#8212; che \u00e8, guarda caso, di origine protestante -, il rifiuto del &quot;dio tappabuchi&quot;, la decisione di fare &quot;come se Dio non ci fosse&quot; (<em>etsi deus non daretur<\/em>), hanno questa radice: ed \u00e8 ben miope chi non vede in quel tipo di teologia, non gi\u00e0 un progresso e un cristianesimo &quot;adulto&quot; e &quot;maturo&quot;, come tanto spesso si sente dire e si legge, ma una vera e propria degenerazione, una involuzione, una auto-distruzione: perch\u00e9 il cristianesimo, a quel punto, sarebbe l&#8217;equivalente del platonismo, o del buddismo, o della teosofia, o dell&#8217;antroposofia; una dottrina di salvezza fra le tante, nella quale il ruolo attivo \u00e8 affidato all&#8217;uomo, \u00e8 l&#8217;uomo che deve svolgerlo. E dio, se c&#8217;\u00e8, serve solo come guida, anzi, come vigile stradale: disciplina il traffico, fa dare la precedenza, ma poi ciascuno deve sbrigarsela da solo, beninteso dopo aver consultato la cartina stradale, o, come oggi si fa, con maggiore comodit\u00e0, dopo aver inserito il navigatore o il pilota automatico.<\/p>\n<p>Hanno anche elaborato, costoro, una contro-teologia, e le relative contro-pastorale e contro-liturgia, per ribadire che la cosa essenziale, nel cristianesimo, non \u00e8 il Sacrificio di Cristo: sostengono che questa idea \u00e8 di origine vetero-testamentaria (strano, proprio loro che parlano sempre delle radici giudaiche della nostra fede!), e, pi\u00f9 precisamente, che riflette una concezione legalistica e contrattualistica della relazione fra l&#8217;uomo e Dio, come se Dio avesse bisogno, comunque, di un &quot;risarcimento&quot; per i peccati degli uomini, e questo risarcimento dovesse passare, per forza, attraverso un sacrificio cruento, per giunta di un innocente. I teologi della &quot;svolta antropologica&quot; ci vengono a dire che questa \u00e8 un&#8217;idea vecchia, superata, anacronistica, della Redenzione, e che noi siamo gi\u00e0 redenti, per il solo fatto della Incarnazione: sicch\u00e9, a dirla tutta, non si capisce troppo bene &#8212; noi, almeno, non arriviamo a capirlo; sar\u00e0 una nostra debolezza &#8211; che cosa, esattamente, Ges\u00f9 sia venuto a fare sulla terra, nella sua duplice natura umana e divina. \u00c8 venuto per redimerci, si dice: benissimo; ma come, esattamente? A sentir loro, mediante l&#8217;annuncio della Buona Novella: che siamo tutti figli di Dio, e che Dio ci attende a braccia aperte, qualunque cosa abbiamo fatto e qualunque peccato abbiamo commesso. Perfino senza bisogno di <em>metanoia,<\/em> di conversione, di pentimento, di ravvedimento, di desiderio d&#8217;espiazione; o quasi In poche parole, senza bisogno della croce.<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati al punto. La croce di Ges\u00f9 non \u00e8 un incidente di percorso, dovuto a una serie di sfortunate circostanze, che avrebbero potuto anche non darsi. Anche se quei signori sembrano pensarla cos\u00ec (sebbene non lo dicano, \u00e8 quanto si evince da tutti i loro discorsi relativi alla salvezza), la verit\u00e0 \u00e8 che Ges\u00f9 \u00e8 venuto sulla terra per sconfiggere il peccato e la morte e per portare agli uomini la redenzione, cio\u00e8 la vita eterna, riconciliati con Dio, ma passando attraverso la croce. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per morire sulla croce: e ci\u00f2 era nel progetto di Dio, fin dall&#8217;inizio. Che cosa dicono, invece, quei tali signori, pseudo teologi modernisti e progressisti? Ci par di sentirli: <em>impossibile, Dio non si compiace della sofferenza; Dio ci ha creati per la felicit\u00e0<\/em> (il che \u00e8 vero; ma bisogna vedere cosa s&#8217;intende per &quot;felicit\u00e0&quot;); dunque, la croce di Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 il passaggio essenziale della nostra redenzione, bens\u00ec una sorta di cornice, commovente, certo, una specie di suggello, che, tuttavia, avrebbe potuto anche non esserci. <em>Ges\u00f9 non \u00e8 venuto per morire, n\u00e9 per essere tradito, insultato, sputacchiato, flagellato, coronato di spine, appeso alla croce e trafitto con un colpo di lancia<\/em>, dicono, o penano, quei signori; Ges\u00f9 \u00e8 venuto per insegnare l&#8217;amore. Certo, per insegnare l&#8217;amore: ma come, visto che gi\u00e0 aveva mandato numerosi profeti, e santi, e perfino i suoi angeli, e gli uomini non avevano voluto ascoltarli, anzi, sovente li avevano cacciati o perseguitati a morte? Si veda la parabola dei vignaioli omicidi. A Dio non restava che un ultimo, estremo tentativo: mandare suo Figlio. Mandarlo a soffrire sino in fondo, a prende su di s\u00e9 tutto il male del mondo, tutti i peccati degli uomini, e poi, restando innocente e perfetto, offrire S\u00e9 stesso in sacrificio sulla croce, mediante la morte pi\u00f9 dolorosa, pi\u00f9 infamante, pi\u00f9 disonorevole che esistesse in quel temo e in quel luogo. Non solo: era necessario che suo Figlio facesse tutto questo in completa umilt\u00e0, in totale obbedienza, e in dignitoso silenzio; senza protestare la propria innocenza, senza tentare in alcun modo di sottrarsi alle mani dei suoi persecutori, di sfuggire alla volont\u00e0 omicida dei suoi carnefici. Bisognava che suo Figlio affrontasse questa prova conservando intatto l&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore per gli uomini, in cui si riassume tutto il significato del Vangelo. Solo cos\u00ec sarebbe stato sconfitto definitivamente il demonio, il grande nemico che sin dall&#8217;inizio lo aveva insidiato, lo aveva tentato, aveva cerato di insinuare dei dubbi sulla sua missione redentrice.<\/p>\n<p>Pertanto, ribadiamo il concetto: il cristianesimo, senza la croce, \u00e8 un inganno; il Vangelo senza la croce, \u00e8 una volgare mistificazione; e Ges\u00f9 Cristo, senza il sacrificio di S\u00e9, non \u00e8 il Redentore che noi cattolici riconosciamo, adoriamo e ringraziamo con tutta la nostra anima. No: un tale Ges\u00f9 Cristo, un Ges\u00f9 Cristo che &#8212; come ha scritto il saggista ebreo-americano H. J. Schonfield &quot;non voleva morire&quot;, \u00e8 un Ges\u00f9 ad uso e consumo dei non cristiani, dei non cattolici, dei nemici e dei falsi amici della Chiesa e della fede cristiana e cattolica. Intendiamoci: non \u00e8 che Ges\u00f9 volesse morire per una sorta di ansia d&#8217;immolazione, per una forma d&#8217;inconscio masochismo. Esattamente come i martiri di ogni tempo e luogo (e ce ne sono anche oggi: come quei trentacinque egiziani copti che all&#8217;apostasia hanno preferito la morte per mano dei terroristi islamici), Ges\u00f9 ha offerto al Padre la sua disponibilit\u00e0 totale per evangelizzare gli uomini, sapendo il prezzo che ci\u00f2 avrebbe comportato. Pochi minuti prima di essere arrestato, ha pregato dicendo: <em>Padre, se \u00e8 possibile, passi da me questo calice; per\u00f2 sia fatta la tua volont\u00e0, non la mia<\/em>. La croce \u00e8 la conseguenza della umana inclinazione al male, fatale conseguenza del Peccato originale: anche per questo Ges\u00f9 \u00e8 il nuovo Adamo, come Maria \u00e8 la nuova Eva. Nel loro stato attuale, gli esseri umani non solo erano lontani da Dio, erano anche suoi nemici: la rabbia, l&#8217;accanimento, l&#8217;odio che hanno riversato su Ges\u00f9, sono il segno di questa ferita. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 doveva non solo venir rifiutato, non solo essere deriso e disprezzato, ma attivamente, diabolicamente perseguitato, fino alla morte.<\/p>\n<p>E tutto questo, come Dio, Ges\u00f9 lo sapeva bene: lo sapeva fin dal&#8217;inizio. \u00c8 in questa prospettiva, cio\u00e8 alla luce di questa consapevolezza, che si deve leggere l&#8217;episodio delle tentazioni nel deserto ad opera del demonio. Ges\u00f9 sapeva che sarebbe morto, e di qual morte sarebbe morto: eppure non si lasci\u00f2 tentare dal dubbio, non si lasci\u00f2 scoraggiare, non pens\u00f2 neppure per un istante: <em>Tanto, \u00e8 inutile; perch\u00e9 molti non si convertiranno, e, per essi, io sar\u00f2 morto invano<\/em>. No: Ges\u00f9, il Figlio di Dio, nel suo infinito amore, non ha mai avuto un tale pensiero; per Lui, anche la salvezza di un solo essere umano valeva il Sacrificio di S\u00e9, sulla croce. Ed ecco in quale prospettiva si deve leggere la parabola del Buon Pastore, che va a cercare quell&#8217;unica pecorella che si era smarrita, e non si d\u00e0 pace fino a quando non l&#8217;ha ritrovata e non l&#8217;ha riportata al sicuro, nell&#8217;ovile, con le altre. Il Buon Pastore \u00e8 Ges\u00f9 che si sacrifica per la salvezza degli uomini: ed Egli non sta a contarli, non fa calcoli, non tiene la partita doppia del dare e dell&#8217;avere. Si sacrifica e basta, perch\u00e9 tale \u00e8 la volont\u00e0 del Padre. Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio perfetto perch\u00e9 accoglie perfettamente la Volont\u00e0 del Padre, e ci\u00f2 lo fa diventare una cosa sola con Lui. E questo vale anche per noi, naturalmente restando creature, come Lui stesso ci ha insegnato: se restiamo nel suo amore diveniamo una cosa sola con Dio, nelle tre Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ma tutto questo deve essere fatto con infinita umilt\u00e0 e con obbedienza incondizionata, sempre avendo presente, come modello, Ges\u00f9 Cristo, che non ha esitato, non ha protestato, non ha tentato in alcun modo di sovrapporre una propria volont\u00e0, distinta e diversa, a quella del Padre suo. (Fra parentesi, ecco perch\u00e9 sono assurde le parole pronunciate dal papa Francesco sulle tre Persone divine che &quot;litigano tutto il giorno fra di loro&quot;; al contrario: fra esse regna la concordia pi\u00f9 perfetta).<\/p>\n<p>Ges\u00f9 sapeva ogni cosa prima che accadesse, e lo ha mostrato pi\u00f9 volte. Sapeva che Giuda lo avrebbe tradito, sapeva che Pietro lo avrebbe rinnegato, sapeva che tutti gli Apostoli si sarebbero scandalizzati del suo arresto e lo avrebbero abbandonato. Fra l&#8217;altro, i profeti lo avevano &quot;visto&quot; e annunciato; e Ges\u00f9 aveva meditato ogni loro parola. Isaia, in particolare, aveva scritto (53, 1-12):<\/p>\n<p><em>In quei giorni disse Isaia: O Signore, chi ha creduto a ci\u00f2 che annunziammo, e il braccio del Signore a chi \u00e8 stato rivelato? Egli spunter\u00e0 dinanzi a lui come un virgulto, come un germoglio che ha radici in arida terra. Egli non ha bellezza, n\u00e9 splendore, l&#8217;abbiamo veduto; non era di bell&#8217;aspetto, n\u00e9 l&#8217;abbiamo amato. Disprezzato, l&#8217;ultimo degli uomini, l&#8217;uomo dei dolori, assuefatto al patire. Teneva nascosto il volto, era vilipeso, e noi non ne facemmo alcun conto. Veramente egli ha preso sopra di s\u00e9 i nostri mali, ha portato i nostri dolori; e noi l&#8217;abbiamo guardato come un lebbroso, come uno percosso da Dio e umiliato. Egli invece \u00e8 stato piagato per le nostre iniquit\u00e0, \u00e8 stato trafitto per le nostre scelleratezze: piomb\u00f2 sopra di lui il castigo che ci ridona la pace, per le sue lividure siamo stati risanati. Noi tutti siamo stati come pecore erranti, ciascuno aveva deviato per la sua strada, e il Signore pose addosso a lui l&#8217;iniquit\u00e0 di noi tutti. \u00c8 stato sacrificato perch\u00e9 ha voluto: non ha aperto bocca, come pecorella sar\u00e0 condotto ad essere ucciso, come agnello muto dinanzi a chi lo tosa, egli non aprir\u00e0 bocca. Dopo l&#8217;oppressione e la condanna sar\u00e0 innalzato; chi parler\u00e0 della sua generazione? Egli \u00e8 stato reciso dalla terra dei viventi; l&#8217;ho percosso per il peccato del mio popolo. Metter\u00f2 gli empi alla sua sepoltura e un ricco alla sua morte; perch\u00e9 egli non ha commesso iniquit\u00e0 n\u00e9 ebbe mai la frode sulla sua bocca. Il Signore volle consumarlo coi patimenti; ma quando avr\u00e0 data la sua vita in sacrificio d&#8217;espiazione, vedr\u00e0 una lunga posterit\u00e0, e i voleri del Signore andranno a effetto nelle sue mani. Per gi affanni dell&#8217;anima sua vedr\u00e0 e ne sar\u00e0 sazio. Colla sua dottrina, il Giusto, il mio servo, giustificher\u00e0 molti, e ne prender\u00e0 sopra di s\u00e9 le iniquit\u00e0. Per questo gli dar\u00f2 una gran moltitudine; egli divider\u00e0 le spoglie dei forti, perch\u00e9 consegn\u00f2 la sua vita alla morte, fu annoverato tra i malfattori, egli che tolse i peccati di molti e preg\u00f2 per i peccatori.<\/em><\/p>\n<p><em>Oblatus est, qui ipse voluit, et non aperuit os suum<\/em>: \u00e8 stato sacrificato, perch\u00e9 ha voluto: non ha aperto bocca. Questa \u00e8 stata la lezione di Ges\u00f9 sulla croce. Una lezione che a certi &quot;cristiani&quot; odierni non piace, cos\u00ec come non piace la croce, e tanto meno la virt\u00f9 di soffrire in silenzio. No: essi vogliono parlare, parlare&#8230; Ma una sola \u00e8 la Parola che conta, che salva, che redime: quella di Ges\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa c&#8217;\u00e8, al cuore del Vangelo? 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