{"id":24830,"date":"2018-03-02T09:13:00","date_gmt":"2018-03-02T09:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/02\/e-qui-in-mezzo-a-noi-ma-non-sappiamo-vederlo\/"},"modified":"2018-03-02T09:13:00","modified_gmt":"2018-03-02T09:13:00","slug":"e-qui-in-mezzo-a-noi-ma-non-sappiamo-vederlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/02\/e-qui-in-mezzo-a-noi-ma-non-sappiamo-vederlo\/","title":{"rendered":"\u00c8 qui, in mezzo a noi; ma non sappiamo vederlo"},"content":{"rendered":"<p><em>In ventisei anni di professione non ho mai visto niente di simile. Per fare una cosa del genere occorre una forza disumana<\/em>. Questo aveva detto il dottor Gino Barbacci, il medico di servizio presso il Pronto soccorso dell&#8217;Ospedale <em>Versilia<\/em>, al Lido di Camaiore, dove, il 2 novembre 2011, era stato trasportato d&#8217;urgenza un uomo di 46 anni, italiano nato in Scozia, che per\u00f2 viveva da sempre con la madre settantasettenne a Viareggio, per essere sottoposto a un intervento immediato ed estremamente delicato. Aldo Bianchini era un uomo colto, aveva una laurea in chimica e parlava cinque lingue, ma soffriva di disturbi psichici, per cui non era mai riuscito a trovare e svolgere un lavoro; lui e la madre vivevano con la rendita proveniente dalla Gran Bretagna, dove avevano qualche propriet\u00e0. Recentemente aveva smesso di assumere gli psicofarmaci prescritti; aveva interrotto la terapia con la Asl ed era passato a uno specialista privato; tuttavia passava periodicamente per una vista di controllo ambulatoriale. In ospedale, l&#8217;uomo era arrivato con il volto trasformato in una maschera di sangue, senza pi\u00f9 i bulbi oculari; questi erano stati recuperati sul luogo del dramma e portati pietosamente all&#8217;ospedale dai carabinieri, ma i chirurghi non erano stati in grado di reimpiantarli, e cos\u00ec l&#8217;uomo aveva perso la vista per sempre. <em>\u00c8 arrivato cosciente, insieme all&#8217;anziana madre, anche lei a bordo dell&#8217;ambulanza.<\/em> (Questo particolare si riveler\u00e0 inesatto, perch\u00e9 la povera donna era stata accompagnata da due conoscenti a bordo della loro automobile.) <em>Non si lamentava e pareva che non sentisse dolore nonostante fosse una maschera di sangue. Poi ci ha dato le sue generalit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;era successo a quell&#8217;uomo apparentemente tranquillo, <em>solo un po&#8217; triste, a volte<\/em>, per usare l&#8217;espressione di sua madre? Quella domenica mattina, lei e il figlio avevano deciso di recarsi alla santa Messa: entrambi erano cattolici, anche se non molto praticanti. Si erano recati nella Chiesa di San Paolino, nella loro parrocchia, e l\u00ec avevano assistito alla funzione. Poi il figlio aveva espresso il desiderio di recarsi in un&#8217;altra chiesa, quella di sant&#8217;Andrea, nella quale c&#8217;era ancora la Messa, ma entrambi erano entranti e avevano partecipato anche a quella. Per\u00f2, a un certo punto, era accaduto qualcosa. Fra le circa 300 persone assiepate, a un certo momento si erano alzate delle urla disumane, come poi avrebbe ricordato il parroco, don Lorenzo Tanganelli. I fedeli che si trovavano seduti vicino alla madre e al figlio non si erano accorti di nulla, assorbiti dallo svolgimento della sacra cerimonia, finch\u00e9 Aldo Bianchi, che si era ficcato le dita negli occhi in silenzio, per strapparseli, a un certo punto non aveva pi\u00f9 retto al dolore atroce e gli erano sfuggite quelle urla spaventose. Solo a quel punto la gente si era accorta di quel che era accaduto: l&#8217;uomo si era strappato i bulbi e poi, cieco, era uscito dal banco, dirigendosi verso l&#8217;uscita, respingendo con una forza incredibile quelli che cercavano di soccorrerlo e di fermarlo; ma, cos\u00ec facendo, si era procurato diverse lesioni, andando a sbattere di qua e di l\u00e0. Giunto all&#8217;esterno, era crollato a terra, e l\u00ec era stato poi raccolto dal personale dell&#8217;ambulanza e portato in tutta fretta all&#8217;ospedale, dove sua madre, in stato di shock, lo aveva raggiunto. <em>Adesso mi curerete, finalmente?<\/em>, aveva detto, come unico commento, pi\u00f9 che come interrogativo, ai sanitari del Pronto soccorso. I quali, dopo l&#8217;inutile intervento per salvargli la vista, null&#8217;altro potendo fare per lui, lo avevano trasferito al reparto psichiatrico, affinch\u00e9 fosse tenuto sotto osservazione. Alla madre che gli chiedeva perch\u00e9 avesse fatto quel gesto, pare abbia risposto: <em>\u00e8 il castigo di Dio<\/em>. Ai sanitari, davanti alla medesima domanda, aveva dato una versione differente; aveva detto che una voce glielo aveva ordinato, una voce dentro la sua testa. <em>Poi non ha pi\u00f9 detto una parola, n\u00e9 si \u00e8 lasciato sfuggire un solo lamento<\/em>, ha riferito il medico, decisamente impressionato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 abbiamo voluto rievocare questa vecchia, lugubre storia, accaduta sette anni fa e probabilmente dimenticata fra le cronache di ordinaria follia e di orrore ormai quotidiano, dalle quali siamo praticamente assediati? Semplice: perch\u00e9 la stessa vicenda si \u00e8 ripetuta pochi giorni fa, in tutt&#8217;altra parte del mondo, protagonista una bella ragazza bionda di soli vent&#8217;anni. E anche questa volta il teatro dell&#8217;orribile scena \u00e8 stata una chiesa. Una semplice coincidenza? Possibile. Per\u00f2 quando due fatti identici accadono nello stesso ambiente, \u00e8 inevitabile che qualche domanda sorga spontaneamente. Il 6 febbraio 2018, in una cittadina del South Carolina, presso la chiesa South Main Chapel and Mercy Center, la ventenne Kaylee Muthart, fuori dell&#8217;edificio e nel bel mezzo della Messa, si \u00e8 strappata gli occhi con le dita, respingendo i fedeli i quali, non appena hanno udito le urla strazianti, sono corsi all&#8217;esterno e, resisi conto della situazione, hanno cercato invano di fermarla. La ragazza teneva ancora fra le mani uno dei suoi bulbi oculari; il secondo se l&#8217;\u00e8 strappato alla loro presenza, senza che nessuno riuscisse ad avvicinarsi, tanto era aggressiva in quel momento la ventenne. L&#8217;ambulanza stava gi\u00e0 arrivando, chiamata dai parrocchiani, ma, prima che arrivasse, la poveretta, in preda a un rinnovato <em>raptus<\/em>, si era gi\u00e0 privata del secondo occhio: la scena, degna di un film dell&#8217;orrore, deve essere durata, pertanto, almeno qualche minuto, con la folla impietrita e la ragazza coi suoi stessi occhi fra le dita insanguinate. Trasportata d&#8217;urgenza, in volo, all&#8217;unit\u00e0 di crisi del <em>Greenville Memorial Hospital<\/em>, i medici non hanno potuto far nulla per salvarle la vista e hanno dovuto limitarsi a ripulirle le occhiaie vuote dai frammenti e dal sangue, per scongiurare il pericolo di un&#8217;infezione. La colpa del fatto che i bellissimi occhi verde-azzurri di questa ragazza rimarranno chiusi per sempre \u00e8 stata attribuita alla circostanza che la sfortunata ragazza, ormai da almeno sei mesi, faceva uso massiccio di metanfetamine, mescolate con altre sostanze chimiche, il che le avrebbe provocato delle terribili allucinazioni. La madre, infatti, ha deciso di intraprendere una campagna di sensibilizzazione, con relativa raccolta di fondi, per mettere in guardia i genitori contro il pericolo rappresentato dalle droghe per i loro figli.<\/p>\n<p>Tutto chiarito e nessun mistero, dunque, e sia pure nel terribile cono d&#8217;ombra provocato dall&#8217;assunzione di sostanze stupefacenti? Non proprio; qualcosa che non torna c&#8217;\u00e8, e somiglia moltissimo a ci\u00f2 che era accaduto in Italia sette anni fa. Anche la povera Kaylee, infatti, ha dichiarato di aver sentito delle &quot;voci&quot; che le ordinavano di fare quel che ha fatto; non solo: ha detto che le voci le avrebbero assicurato che quella era la sola possibilit\u00e0, per lei, di andare in Paradiso. Pertanto, il fatto che la tragedia sia accaduta davanti a una chiesa non \u00e8 per nulla casuale: il gesto autodistruttivo della ragazza \u00e8 strettamente legato alla religione. Certo, una religione aberrante e crudelissima, non la vera religione cristiana: e tuttavia, ci sembra che il cristianesimo potrebbe entrare in questa bruttissima storia, eccome. Se una voce ha ordinato a Kaylee di strapparsi gli occhi all&#8217;ombra della croce, una ragione deve esserci; e forse \u00e8 la stessa che aveva indotto Aldo Bianchini a commettere lo stesso terribile gesto, dentro una chiesa, sempre con la minaccia del castigo divino. Tuttavia, se non era la voce di Dio, o, almeno, del Dio cristiano; se non era la voce di Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 amore e che ha predicato l&#8217;amore verso tutti, anche verso i nemici, e il perdono delle offese; se non era quella voce, di chi era, dunque? Chi poteva avere interesse a ordinare una cosa del genere, in una chiesa o davanti a una chiesa, durante lo svolgimento della santa Messa? Se non Dio, chi allora? S\u00ec; lo sappiamo: le &quot;voci&quot; non provano nulla, tutte le persone mentalmente disturbate, o in preda al delirio della droga, possono udire delle voci, le quali ordinano loro di fare questo e quest&#8217;altro, anche le cose pi\u00f9 strane o pi\u00f9 orribili. Certo: \u00e8 tutto chiaro, se vogliamo fermarci al livello della scienza psichiatrica. Ma se quel livello non fosse sufficiente a darci la risposta ultima che andiamo cercando? Se si fermasse prima di quella risposta, e ci fornisse solo delle risposte di comodo, buone per rassicurare le nostre menti e la nostra vanit\u00e0 intellettuale, la nostra pretesa d&#8217;aver capito tutto, o almeno l&#8217;essenziale, e di avere sotto controllo ogni cosa? Se non bastassero per farci comprendere delle cose che possiamo, s\u00ec, spiegare sul piano razionale e strettamente umano, terreno, ma, forse, al prezzo di limitare la spiegazione entro i parametri intellettuali e gli schemi culturali che ci riescono graditi, perch\u00e9 siamo troppo superbi e orgogliosi, o magari troppo angosciati e spaventati, all&#8217;idea di ammettere, anche solo in via d&#8217;ipotesi, che sono molte di pi\u00f9 le cose che non sappiamo di quelle che sappiamo, e molte di pi\u00f9 le domande che non le risposte che abbiamo a disposizione? <em>Ci sono pi\u00f9 cose fra il cielo e la terra di quante ne sogni tutta la tua filosofia<\/em>, dice Amleto ad Orazio, nel dramma di Shakespeare. Qualcuno si ricorda di Kabobo, il ghanese trentaquattrenne che, nel maggio del 2013, semin\u00f2 il terrore per le vie del quartiere Niguarda di Milano, ammazzando tre persone ignare, a colpi di piccone? Fra parentesi, era il classico finto profugo, come ce ne sono a centinaia di migliaia nel nostro Paese: aveva fatto domanda di asilo e gli era stata rifiutata, quindi si era trattenuto in Italia illegalmente, da perfetto clandestino. Anche in quel caso, l&#8217;uomo sostenne di aver agito perch\u00e9 cos\u00ec gli avevano ordinato delle &quot;voci&quot; che aveva nella testa, anche se la sentenza di condanna per il triplice omicidio non ha dato alcun credito a questa &quot;spiegazione&quot;, affermando che l&#8217;africano era perfettamente in grado di intendere e di volere e che ag\u00ec per rancore e frustrazione. E, in generale, bisogna dire &#8211; forse l&#8217;opinione pubblica non ne \u00e8 sufficientemente a conoscenza &#8211; che in molti delitti efferati, maturati nell&#8217;ambiente della droga e, ancor pi\u00f9, in quelli compiuti da pericolosissimi killer seriali, dominati alle loro ossessioni erotiche e sadiche, salta fuori la faccenda delle &quot;voci&quot; che, all&#8217;interno della mente di quei soggetti, avrebbero ordinato loro di uccidere, e di farlo con quelle modalit\u00e0 raccapriccianti. Quando saltano fuori le &quot;voci&quot;, infatti, non si \u00e8 mai in presenza di delitti &quot;normali&quot;, se normale pu\u00f2 essere definito un omicidio; ma sempre vi compare un elemento di ferocia particolarmente truculenta e addirittura difficilmente immaginabile, almeno finch\u00e9 si resta in un ambito puramente umano. E certo non vi \u00e8 nulla di normale, neppure in senso patologico, nel gesto compiuto a suo tempo da Aldo Bianchini, e, adesso, da Kaylee Muthart: \u00e8 un gesto che richiede una dose di ferocia e di odio di s\u00e9 veramente impressionanti. Come \u00e8 stata impressionante la loro forza fisica e la loro aggressivit\u00e0, mostrate nel respingere le persone avrebbero voluto soccorrerli, e impedir loro di auto-mutilarsi cos\u00ec crudelmente. Una forza e una aggressivit\u00e0 che lasciano sconcertati, e che hanno poco di umano.<\/p>\n<p>S\u00ec, sappiamo anche questo: una persona, in preda a una violenta crisi isterica, o, comunque, in preda a una fortissima agitazione nervosa, \u00e8 suscettibile di dispiegare una forza sproporzionata alle sue caratteristiche fisiche, alla sua et\u00e0 o al suo sesso. Anche questo fenomeno un po&#8217; misterioso, ma pur sempre spiegabile razionalmente, ha, nondimeno, il suo corrispondente al di l\u00e0 delle spiegazioni scientifiche: nella possessione diabolica, per esempio, una persona di corporatura esile, e perfino un ragazzino, possono rivelare un peso corporeo incredibile, al punto che alcuni uomini robusti non saranno capaci di sollevarlo da terra o di spostarlo, come se fosse inchiodato con i piedi al pavimento. Da dove viene tutta quella forza, da dove viene un fenomeno fisico cos\u00ec sconcertante, come l&#8217;aumento improvviso e inspiegabile del peso corporeo? E adesso, visto che siamo in tema di domande scomode, permettiamoci anche questa: davvero l&#8217;aumento della violenza, di una violenza sempre pi\u00f9 cieca e inspiegabile, sempre pi\u00f9 gratuita e raccapricciante, nelle cronache quotidiane della nostra societ\u00e0, non fa venire in mente qualcosa di diverso quanto alla &quot;solita&quot; spiegazione in termini puramente sociologici e psicologici? Siamo sicuri che non stia accadendo, sotto i nostri occhi, qualche cosa di diverso dalla violenza cui siamo ormai pressoch\u00e9 assuefatti, e che consideriamo come parte normale del nostro sistema di vita e del nostro orizzonte esistenziale? Ammettiamo, per un istante, che ci sia davvero qualcosa di diverso; che ci sia lo zampino del diavolo, per dirla tutta, senza ulteriori giri di parole. Ebbene: non sarebbe forse sua premura e suo interesse arrivare a penetrare nell&#8217;ovile, ma senza suscitare troppo trambusto, senza troppo mettere in allarme i pastori, e quindi senza rivelare chiaramente la sua presenza, ma lasciando credere che l&#8217;assalto alle pecorelle del gregge \u00e8 stato compiuto dai soliti, normalissimi lupi affamati e resi aggressivi dalla stagione invernale? Qual \u00e8 quel generale che, volendo sorprendere il nemico senza dargli modo d&#8217;imbastire una valida difesa, annuncia le sue prossime intenzioni con squilli di tromba e con spiegamento di stendardi? Ora, il diavolo \u00e8 riuscito ad assicurarsi un punto decisivo a suo favore: la civilt\u00e0 moderna non crede pi\u00f9 alla sua esistenza; anzi, la negazione del fatto che egli esista costituisce proprio uno dei tratti qualificanti della cultura moderna, per cui la maggioranza delle persone si vergognerebbe di sostenere apertamente una tesi diversa, temendo l&#8217;ilarit\u00e0 e il compatimento generali. D&#8217;altra parte, la societ\u00e0 odierna si \u00e8 sprofondata in un tale pantano d&#8217;immoralit\u00e0, si \u00e8 talmente allontanata da Dio per inseguire i piaceri, il denaro, il potere, che offre, nel suo complesso e nella maggior parte dei suoi membri, un terreno favorevole per consentirgli d&#8217;insinuarsi come e quando vuole, onde condurli alla rovina. Perch\u00e9 questo \u00e8 il suo unico scopo e il suo solo obiettivo: la rovina degli uomini. E allora non potrebbero, certi delitti, portare la sua firma?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In ventisei anni di professione non ho mai visto niente di simile. Per fare una cosa del genere occorre una forza disumana. 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