{"id":24828,"date":"2023-01-07T07:05:00","date_gmt":"2023-01-07T07:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/01\/07\/e-possibile-una-creazione-eterna\/"},"modified":"2023-01-07T07:05:00","modified_gmt":"2023-01-07T07:05:00","slug":"e-possibile-una-creazione-eterna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/01\/07\/e-possibile-una-creazione-eterna\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile una creazione eterna?"},"content":{"rendered":"<p>Chi non ammette che la Creazione sia una verit\u00e0 di ragione non va contro il dogma, poich\u00e9 nessun documento magisteriale della Chiesa lo afferma in modo esplicito. Al contrario, la Costituzione Dogmatica <em>Dei Filius<\/em> di Pio IX, del 24 aprile 1870 (mancavano meno di quattro mesi a PortaPia!) dice s\u00ec, apertamente (Canone 1, 1):<\/p>\n<p><em>Se qualcuno dir\u00e0 che l&#8217;unico vero Dio, nostro Creatore e Signore, non pu\u00f2 essere conosciuto con certezza dal lume naturale della ragione umana, attraverso le cose che da Lui sono state fatte: sia anatema<\/em>;<\/p>\n<p>tuttavia non dice che la Creazione in se stessa \u00e8 una verit\u00e0 di ragione, ma che lo \u00e8 l&#8217;esistenza del Creatore e Signore di tutte le cose. La differenza pu\u00f2 sembrare sottile. Ma nel primo caso noi renderemmo la Creazione come una realt\u00e0 necessaria (che non potrebbe fare a meno di esistere), mentre la Costituzione conciliare dice semplicemente che, con il retto uso della ragione naturale, noi possiamo conoscere Dio attraverso le cose che per Lui sono state Fatte (e che sono come il suo riflesso ed il chiaro attestato della sua sapienza, amorevolezza e sollecitudine), ma che avrebbero anche potuto non essere state fatte. Questo \u00e8 il punto. Opinare diversamente equivale a legare <em>necessariamente<\/em> Dio alla Creazione, cio\u00e8 fare di Dio un Dio necessariamente creatore: e dunque privarlo della sua assoluta libert\u00e0 di decidere, di scegliere, di fare o di non fare, sempre in un modo che all&#8217;uomo \u00e8 e rester\u00e0 scarsamente comprensibile. Infatti, nel precedente articolo <em>Perch\u00e9 Dio ha creato il mondo?<\/em>, abbiamo bens\u00ec tentato di avanzare delle spiegazioni, ma tutto ci\u00f2 che crediamo di aver dimostrato \u00e8 che Egli ho ha creato percettibile intelligibile secondo la nostra &quot;misura&quot;, ossia secondo la nostra capacit\u00e0 di vederlo, di comprenderlo ed eventualmente di servircene per i nostri legittimi bisogni (ma forse, ahim\u00e8, non anche di apprezzarlo nel suo inestimabile valore spirituale ed estetico); e non molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che ci poniamo adesso \u00e8, se possibile, ancora pi\u00f9 ardua: perch\u00e9 chiedersi se la Creazione possa essere eterna \u00e8 la stessa cosa che chiedersi se Dio abbia creato il mondo <em>ab initio<\/em>, cio\u00e8 prima del tempo: e che la conserver\u00e0 in vita per sempre, anche dopo il Giudizio Universale. Per questo secondo punto, siamo certi che le cose andranno altrimenti: perch\u00e9 in <em>Apocalisse<\/em>, 21, 1, si legge:<\/p>\n<p><em>Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perch\u00e9 il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c&#8217;era pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p>Il che era stato preannunciato, fra l&#8217;altro, in due distinti passi del profeta di <em>Isaia<\/em> (65,17 e 66,22):<\/p>\n<p><em>Ecco infatti io creo \/ nuovi cieli e nuova terra; \/ non si ricorder\u00e0 pi\u00f9 il passato, \/ non verr\u00e0 pi\u00f9 in mente<\/em>.<\/p>\n<p><em>S\u00ec, come i nuovi cieli \/ e la nuova terra, che io far\u00f2, \/dureranno per sempre davanti a me \/- oracolo del Signore &#8212; \/ cos\u00ec dureranno la vostra discendenza e il vostro \/ nome.<\/em><\/p>\n<p>E che viene ribadito anche da s. Pietro (<em>2Pt<\/em> 3,13):<\/p>\n<p><em>E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo\u00a0nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avr\u00e0 stabile dimora la giustizia.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, le Scritture parlano di terre nuove e cieli nuovi, che dureranno in eterno, e Ges\u00f9 stesso dichiara che tutto il nostro essere psico-fisico verr\u00e0 radicalmente trasformato (cfr. <em>Luca<\/em> 20, 34-36):<\/p>\n<p><em>I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;\u00a03<strong>5<\/strong>\u00a0ma quelli che sono giudicati degni dell&#8217;altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie n\u00e9 marito;\u00a036\u00a0e nemmeno possono pi\u00f9 morire, perch\u00e9 sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Se i cieli nuovi e la terra nuova dureranno per sempre, le cose di prima cesseranno di esistere. La Creazione non durer\u00e0 in eterno, ma avr\u00e0 un termine, o, e si preferisce, subir\u00e0 una profonda trasformazione, al punto da divenire una cosa profondamente diversa, totalmente spirituale senza la pi\u00f9 piccola traccia di carnalit\u00e0. Ma al principio, quando la Creazione ebbe inizio e cominci\u00f2 ad esistere? Certo sarebbe cosa assurda, e ridicola, pensare che Dio l&#8217;abbia creata contemporaneamente a se stesso: primo, perch\u00e9 in tal caso ci troveremmo di fronte a due realt\u00e0, Dio e il mondo, perfettamente simultanee e perci\u00f2 indistinguibili, col risultato di cadere nel pi\u00f9 scopeto panteismo; secondo, perch\u00e9 un tale ragionamento presupporrebbe che anche Dio abbia incominciato ad esistere nel tempo, il che lo priverebbe dell&#8217;attributo essenziale della eternit\u00e0. Se Dio non \u00e8 eterno, al di sopra e al di fuori del tempo, che razza di Dio sar\u00e0 mai?<\/p>\n<p>Il <em>Libro della Genesi<\/em> dice 1,1): \u00abIn principio Dio cre\u00f2 il cielo e la terra\u00bb. Il tempo, dunque, \u00e8 stato creato insieme all&#8217;universo: perch\u00e9 dove non ci sono le cose, dove non c&#8217;\u00e8 nulla, non esiste neppure il tempo, che si misura sulla variazione delle cose. Inoltre, se il mondo fosse stato creato disgiuntamente dal tempo, allora ad esso spetterebbe l&#8217;attributo di eterno (quanto all&#8217;inizio), ci\u00f2 toglierebbe a Dio l&#8217;unicit\u00e0 di tale attributo, mentre \u00e8 evidente che a Lui solo si addice pienamente. San&#8217;Agostino \u00e8 stato il pi\u00f9 convinto e tenace assertore del fatto che il mondo non \u00e8 stato fatto nel tempo, ma insieme al tempo: la creazione del mondo e quella del tempo sono avvenute assieme, tanto che le possiamo considerare una sola ed unica cosa.<\/p>\n<p>E tuttavia, una volta assodato che Dio ha creato il mondo in un atto eterno con un inizio nel tempo, \u00e8 possibile asserire, senza alcuna ombra di dubbio, come insegna la fede cattolica, \u00e8 possibile asserire, con certezza metafisica, che una creazione eterna, astrattamente parlando, \u00e8 impossibile? Sia Platone che Aristotele insegnavano l&#8217;eternit\u00e0 del mondo, ma in maniera diversa. Il Dio di Platone ha via via organizzato una materia informe, dandole un ordine; il Dio di Aristotele, privo di qualsiasi creativit\u00e0 perch\u00e9, nella sua perfezione chiusa e assoluta, privo di qualsiasi libert\u00e0, ha trasmesso alle cose esistenza e movimento, una volta per tutte: Egli ha sempre agito come motore, come motore immobile, che tutto attrae ma non si muove (e infatti non \u00e8 causa efficiente). L&#8217;esatto contrario del Dio cristiano che \u00e8 atto puro, <em>actus essendi<\/em> perch\u00e9 \u00e8 anche causa efficiente e perci\u00f2 causa materiale non chiuso e immobile, ma infinitamente aperto e dinamico nella sua capacit\u00e0 attrattiva, cosa che non modifica la sua condizione di punto fermo e centrale dell&#8217;universo, di <em>colui che move il sole e l&#8217;altre stelle.<\/em><\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, questo interrogativo mise a dura prova la genialit\u00e0 di san Tommaso d&#8217;Aquino e lo costrinse a dichiarare, caso unico nel <em>corpus<\/em> della sua sterminata ricerca filosofia, di non vedere prove sufficienti per escludere in via assoluta, e fatta sempre salva la verit\u00e0 rivelata<em>,<\/em> che insegna diversamente, che Dio possa aver creato il mondo non gi\u00e0 all&#8217;inizio del tempo e insieme ad esso, ma prima. La questione \u00e8 stata chiaramente ricapitolata dal nostro Bernhard Barthmann nel suo gi\u00e0 citato altre volte <em>Manuale di Teologia Dogmatica<\/em> in tre volumi (titolo originale: <em>Lehrbuch der Dogmatik<\/em>, Verlag Herder, Freiburg in Br., 1932; traduzione dal tedesco a cura di Natale Bussi, Alba, 1949, 3a edizione riveduta, 1952, vol. 1, 336-338):<\/p>\n<p><em>San Tommaso conosce tre opinioni: 1) la creazione \u00e8 necessariamente eterna e non pu\u00f2 avere un inizio temporale (Aristotele); l&#8217;inizio temporale \u00e8 una verit\u00e0 di ragione ed insieme di fede (S. Alberto Magno, S. Bonaventura, ecc.); 3) l&#8217;inizio temporale del mondo \u00e8 verit\u00e0 di fede, ma non pu\u00f2 essere dimostrata con la ragione. L&#8217;Aquinate considera la prima come falsa ed eretica. Quanto alla seconda egli non l respinge del tutto, ma le attribuisce soltanto una probabilit\u00e0, non una certezza metafisica. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ma per comprendere bene S. Tommaso e tutta la difficolt\u00e0 delle questione, \u00e8 bene notare quale sorta di prova egli respinga. \u00c8 la &quot;demonstratio propter quid&quot;, quella cio\u00e8 che partendo dalla causa fa vedere che l&#8217;effetto ne deriva in modo cos\u00ec necessario, che non potrebbe essere altrimenti senza contraddizione, cosicch\u00e9 Dio stesso (potenza absoluta) non pu\u00f2 pensare e fare diversamente. Oltre a questa dimostrazione Tommaso ne conosce un&#8217;altra, la &quot;demonstratio quia&quot;, quella che risale dall&#8217;effetto alla causa. Nel nostro caso ella parte dalle creature concrete e mostra che queste, quali ora esistono, hanno avuto inizio. Ma, secondo il suo parere, tale dimostrazione non pu\u00f2 provare che la dimostrazione avrebbe potuto essere diversamente essa prova semplicemente che il mondo DI FATTO \u00e8 stato creato dalla sapienza e bont\u00e0 di Dio (potentia ordinata). Non si pu\u00f2 dalla costituzione fisica del mondo ATTUALE concludere all&#8217;impossibilit\u00e0 metafisica di un MONDO ETERNO: Perch\u00e9 per far questo non si ha il diritto di appoggiarsi su questo o quel mondo creato, ma occorre ragionare puramente e solamente sulla creatura &quot;formaliter&quot; et reduplicative&quot;, IN QUANTO CREATURA. Perci\u00f2 due sole nozioni giocano in questa prova: il &quot;creato&quot; e l&#8217;&quot;eternit\u00e0&quot;. La nozione di creato indica che la creatura ha ricevuto il suo essere e la sua esistenza, \u00e8 stata tratta dal nulla dall&#8217;essere, la nozione di eternit\u00e0 indica che questo \u00e8 avvenuto Da tutta l&#8217;eternit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>San Tommaso dice che per provare che il mondo ha avuto inizio ci sono due sole vie: o si parte dal mondo, o si parte da Dio. Ma nessuna di queste due vie conduce con necessit\u00e0 metafisica e con evidenza all&#8217;inizio del mondo. \u00abe la ragione \u00e8 questa: l&#8217;inizio del mondo nel tempo non pu\u00f2 venir provata dal mondo stesso. infatti il principio d&#8217;una prova scientifica \u00e8 l&#8217;elemento della cosa in questione (&#8230;). Ma ogni cosa, considerata nella sua essenza specifica \u00e8 fuori dello spazio e del tempo, onde si dice che le essenze attratte (universalia) sono dappertutto e sempre, sono ETERNE. Cos\u00ec non si pu\u00f2 provare a stretto rigore che l&#8217;uomo e il cielo e la terra non siano sempre esistiti (tutte le creature secondo la loro essenza, che sola pu\u00f2 aver valore in una prova di questo genere, non dicono alcun rapporto col tempo e con lo spazio.<\/em><\/p>\n<p><em>Nello stesso modo non \u00e8 possibile costruire la prova partendo dalla causa efficiente (Dio) che agisce in forza della sua volont\u00e0. La volont\u00e0 di Dio non pu\u00f2 essere conosciuta dalla ragione se non nell&#8217;ambito di quello che Dio deve volere necessariamente (cio\u00e8 il suo proprio Essere). Ora non entra certo in tal ambito ci\u00f2 che Dio vuole in rapporto alle creature (perch\u00e9 egli le vuole liberamente). Con S. Tommaso stanno molti teologi della sua scuola, come anche molti teologi della Scuola di Scoto e di Suarez. Gli stessi avversari sono costretti a riconoscere che un mondo eterno \u00e8 esistito come idea divina: Cos\u00ec dunque l&#8217;idea di un mondo eterno non \u00e8 affatto una contraddizione. Poich\u00e9 Aristotele, il maestro di S. Tommaso, aveva ammesso l&#8217;eternit\u00e0 del mondo senza tuttavia negare la sua origine divina, il Dottore Angelico tratta questa questione in tutti i suoi aspetti e con profondit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Siamo giunti cos\u00ec a queste (provvisorie) conclusioni.<\/p>\n<p>Primo, la Creazione \u00e8 una verit\u00e0 di fede, ma non di ragione.<\/p>\n<p>Secondo, Dio essendo amore e perfezione, ha creato il mondo con infinito amore e somma perfezione.<\/p>\n<p>Terzo: in base alla sola ragione non possiamo asserire razionalmente che Dio ha creato il mondo nel tempo: lo crediamo, anche in questo caso, per l&#8217;autorit\u00e0 e l&#8217;assenso generale dei Padri e dei pi\u00f9 grandi teologi: ma senza scordare che il pi\u00f9 grande di tutti, su questo punto, ha preferito sospendere il giudizio e rimettersi all&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa.<\/p>\n<p>Del resto, Dio \u00e8 eterno e certamente anche i suoi pensieri sono eterni e conoscono perfettamente sia il passato che il futuro.<\/p>\n<p>Dunque, se aveva deciso liberamente di creare il mondo, come \u00e8 possibile che questa idea non fosse<\/p>\n<p>nella sua mente da sempre, eterna come Lui stesso?<\/p>\n<p>E cos\u00ec noi, presenti nel suo pensiero, milioni di anni prima che materialmente venissimo al mondo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non ammette che la Creazione sia una verit\u00e0 di ragione non va contro il dogma, poich\u00e9 nessun documento magisteriale della Chiesa lo afferma in modo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[117,157],"class_list":["post-24828","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24828\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}