{"id":24819,"date":"2017-12-24T07:26:00","date_gmt":"2017-12-24T07:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/24\/e-nato-un-bambino\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"e-nato-un-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/24\/e-nato-un-bambino\/","title":{"rendered":"\u00c8 nato un Bambino\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Eppure \u00e8 nato.<\/p>\n<p>Nonostante la nostra cattiveria, il nostro egoismo, la nostra indifferenza, ha scelto di farsi uomo fra di noi, di vivere in mezzo a noi, di morire per tutti noi.<\/p>\n<p>Ancora in fasce, \u00e8 sfuggito alla strage degli innocenti, come un bambino dei nostri giorni pu\u00f2 sfuggire alla strage praticata mediante l&#8217;aborto: sono sei milioni i bambini che non sono nati per questa ragione, da quando la gloriosa &quot;legge di civilt\u00e0&quot; \u00e8 stata introdotta nel nostro Paese, senza dubbio grazie anche al voto di non pochi sedicenti cattolici.<\/p>\n<p>Quando si tenta di penetrare il pensiero abissale di Dio che si fa uomo per amore degli uomini, accettando di vivere pienamente la loro condizione umana e, pur conservando la natura divina, rinunciando ad usarla se non per fare del bene agli altri e infine per risorgere dalla morte cui la malvagit\u00e0 degli uomini l&#8217;ha condannato, e che Egli ha accettato, anch&#8217;essa, senza protestare e senza ribellarsi, bevendo l&#8217;amaro calice sino in fondo; quando si tentata di penetrare un tale pensiero abissale si \u00e8 colti dalle vertigini e si deve rinunciare, \u00e8 impossibile anche solo concepirlo, a stento lo si pu\u00f2 accogliere per mezzo della fede. &quot;A stento&quot; in base alle nostre forze umane, naturalmente; vale a dire che lo si pu\u00f2 e lo si deve accogliere, ma quando si \u00e8 ricevuto il Suo stesso aiuto. Perch\u00e9 gli uomini, da soli, non arrivano neppure a sfiorare il mistero di Dio; di <em>questo<\/em> Dio che si fa uomo, che s&#8217;incarna in un bambino, che vive la nostra vita insegnandoci, per\u00f2, come si deve vivere la vita buona per poter tornare al Padre celeste; e che, per farlo, quando le parole non bastano pi\u00f9, si serve del suo stesso corpo, della sua stessa vita, della sua stessa morte, per insegnarci l&#8217;ultima cosa e la pi\u00f9 importante: il valore del sacrificio di s\u00e9 come riparazione del male. Un concetto che per i cattolici era familiare e quasi ovvio, fino a qualche anno fa, ma che ora pare essere stato dimenticato, mentre la cultura profana non l&#8217;ha mai avuto (avevano provato a scrivere &quot;il valore riparatorio&quot;, e poi &quot;il valore riparativo&quot;, ma il correttore automatico ha segnato queste parole come erronee: semplicemente, la cultura odierna non le riconosce, ossia non riconosce il concetto che esse designano).<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 nato; e continua a offrirsi per noi, in riparazione dei nostri peccati, ogni volta che un sacerdote, che in quel momento non \u00e8 pi\u00f9 un pover&#8217;uomo, carico di peccati come chiunque altro, ma un <em>alter Christus<\/em>, celebra il Sacrificio della santa Messa. Che \u00e8 un miracolo ancora pi\u00f9 grande della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo &#8212; l&#8217;osservazione \u00e8 di san Tommaso d&#8217;Aquino &#8212; perch\u00e9 quelle ebbero luogo una sola volta, questo si rinnova continuamente, ad ogni momento, in qualsiasi luogo, tutte le volte che il sacerdote alza la pisside con le ostie e il calice con il vino, e invoca Dio ripetendo le parole usate da Ges\u00f9 nell&#8217;Ultima Cena: <em>Prendete e mangiatene tutti, questo \u00e8 il mio corpo offerto in sacrificio per voi<\/em>, poi ripete la formula per il vino, e infine soggiunge: <em>Fate questo in memoria di me<\/em>. E, se \u00e8 un vero sacerdote di Ges\u00f9 Cristo, non si prende la libert\u00e0 di modificare la formula e le parole stesse del Vangelo; non dice: &#8230;<em>versato per tutti<\/em>, ma dice: <em>versato per molti<\/em>, perch\u00e9 questo \u00e8 quello che ha detto il nostro Signore, intendendo con ci\u00f2 che la salvezza \u00e8 offerta a tutti, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 anche chi non la vuole, chi la rifiuta.<\/p>\n<p>Ma come possono aver chiaro, i cattolici di oggi e specialmente i pi\u00f9 giovani, il concetto che la sofferenza e il sacrificio volontario di s\u00e9 sono il cuore del cristianesimo e l&#8217;insegnamento pi\u00f9 prezioso di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, se il papa in persona, interrogato su questo punto da un bambino rimasto orfano, non ha saputo rispondergli altro che: <em>Io non lo so; nessuno lo sa; e non credere a quelli che dicono di saperlo?<\/em> Chi lo avrebbe immaginato, fino a qualche anno? Eppure, fino a questo punto la Chiesa, fondata da Ges\u00f9 Cristo per trasmettere intatto il suo santo Vangelo, si \u00e8 degradata e si \u00e8 trasformata in una neochiesa, tutta umana, che sa quello che sa il mondo e che non sa pi\u00f9 la Verit\u00e0 insegnatale da Dio. Ecco perch\u00e9 si direbbe che sia sceso un velo di profonda mestizia sopra questo Natale del 2017: impossibile non vederlo, impossibile fare finta che non ci sia. La tentazione dello scoraggiamento grande.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 nato: non si \u00e8 lasciato sgomentare dalla consapevolezza che gli uomini, la grande maggioranza degli uomini, non avrebbero capito, n\u00e9 lo avrebbero riconosciuto: anzi, che avrebbero voluto metterlo a morte, e perseguitare a morte, poi, anche i suoi discepoli. \u00c8 venuto lo stesso; ha compiuto ugualmente il suo gesto d&#8217;ineffabile amore, nonostante tutto. Dunque, non abbiamo il diritto di scoraggiarci, mai. Lo scoraggiamento \u00e8 l&#8217;anticamera della tentazione, e la tentazione \u00e8 l&#8217;anticamera del peccato. Dobbiamo reagire contro lo scoraggiamento, cos\u00ec si deve reagire contro la tristezza. Scoraggiamento e tristezza non sono sentimenti cristiani; il cristiano li combatte e li vince, con l&#8217;aiuto di Dio: perch\u00e9 sa che, da quando \u00e8 nato quel Bambino, non vi \u00e8 pi\u00f9 ragione n\u00e9 di turbarsi, n\u00e9 di abbattersi.<\/p>\n<p>Che cosa faremmo, adesso; che ne sarebbe di noi, che cosa <em>saremmo<\/em> noi, se quel Bambino non fosse mai nato? E come faremmo ad alimentare in noi la speranza, come potremmo ancora credere nel domani, mettere al mondo dei figli, scommettere sul futuro? Non saremmo altro che una massa di disperati, sempre pi\u00f9 impegnati a sopraffarci a vicenda, a incrudelire sugli altri e su noi stessi. Perch\u00e9 l&#8217;uomo, chiuso nell&#8217;orizzonte della propria finitezza, entra in un corto circuito e diviene il peggior nemico di se medesimo: quelle energie in sovrappi\u00f9, che gli sono state donate affinch\u00e9 si elevi dalla sfera della vita materiale naturale a quella della vita soprannaturale, gli si ritorcono contro e lo spingono a volere sempre di pi\u00f9, a osare sempre di pi\u00f9, a insuperbire sempre di pi\u00f9: finch\u00e9, reso pazzo dall&#8217;orgoglio, dalla lussuria e dall&#8217;avidit\u00e0, imbocca fatalmente la strada dell&#8217;autodistruzione. Tutta la storia umana, se mai pu\u00f2 insegnare qualcosa a qualcuno, insegna questo; e lo stesso vale per la vita delle singole persone. L\u00e0 dove non brilla la consapevolezza del suo destino soprannaturale, l&#8217;uomo regredisce allo stato bestiale e si spinge dove nessun animale oserebbe spingersi: a varcare il confine del suo stesso istinto di sopravvivenza. Cerca la morte, semplicemente; anzi, cerca la distruzione universale: ma non lo sa, e questo rende le sue pulsioni di morte ancora pi\u00f9 pericolose. Somiglia a un bambino caparbio e viziato, il quale si sia impossessato di un coltello dalla lama estremamente tagliente e che meni dei fendenti all&#8217;impazzata, cos\u00ec, per il gusto di vedere quel che succede: prima o poi, \u00e8 cosa certa, si procurer\u00e0 con le sue stesse mani una ferita gravissima, forse mortale.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe osservare: <em>Tanto, a cosa \u00e8 mai servito? Che cosa \u00e8 cambiato? La storia umana resta, comunque, una lunga sequela d&#8217;ingiustizie, crimini, orrori; e la storia dei singoli individui resta pur sempre la storia di passioni disordinate, di aspettative impossibili, di amare delusioni, di animosit\u00e0 e gelosie, e questo da che esiste l&#8217;uomo, o da che esiste la sua memoria: senza cambiamento, senza miglioramenti, senza alcuna possibilit\u00e0 di redenzione. E dunque, che Cristo sia venuto o che non sia venuto nel mondo, a vivere in mezzo agli uomini, a condividere ogni aspetto della loro condizione mortale, in che cosa \u00e8 stato di giovamento per essi?<\/em> Ecco: queste cose potrebbe pensare, e dire, un ateo; e simili interrogativi, simili dubbi, certamente, sono gli stessi che ogni tanto si affacciano anche alla coscienza del credente, nei momento di scoraggiamento. Per questo abbiamo detto che lo scoraggiamento \u00e8 uno stato d&#8217;animo che non si addice al cristiano; che esso \u00e8 anzi, potenzialmente, peccaminoso, nel senso che apre la strada all&#8217;incredulit\u00e0 e l&#8217;incredulit\u00e0, a sua volta, apre la strada al peccato. La cosa migliore \u00e8 quella di vincere quei dubbi con la preghiera e con la penitenza, ossia con le stesse armi che si adoperano quando ci si trova in presenza di qualunque altra tentazione: perch\u00e9 sono opera del diavolo, vengono dal diavolo e hanno lo scopo di allontanare l&#8217;uomo da Dio.<\/p>\n<p>Nondimeno, per chi sia abbastanza forte da voler sfidare, entro certi limiti, la tentazione &#8212; sempre, sia chiaro, con l&#8217;aiuto di Dio, non certo da solo &#8212; ed abbia bisogno, contemporaneamente, di porsi sul terreno filosofico, per un suo bisogno personale di razionalit\u00e0, si potrebbero suggerire queste risposte: <em>E chi mai pu\u00f2 asserire dove sarebbe, ora, la storia umana, se quel Bambino non fosse nato? Chi pu\u00f2 dire dove sarebbe, a che punto sarebbe, la vita di ciascun singolo essere umano? Tu dici che, pur essendo nato, le cose non potrebbero andar peggio di cos\u00ec: ma chi te lo assicura? Al peggio non c&#8217;\u00e8 fine: l&#8217;uomo, quando \u00e8 in preda ai propri demoni della distruzione, \u00e8 capace di sorprendere anche se stesso, spingendosi ad un grado di malvagit\u00e0 semplicemente impensabile. La storia \u00e8 una sequela di orrori? Ma forse, se quel Bambino non fosse nato e se il fatto dell&#8217;Incarnazione non vi fosse stato, gli orrori della storia sarebbero stati, e sarebbero al presente, ancora peggiori. Forse ci sarebbero state dieci, cento, mille Hiroshima. Forse ci sarebbero state un milione di Auschwitz. Chi pu\u00f2 dirlo? Chi ha mai potuto vedere e misurato il fondo della cattiveria umana? Quanto alla vita dei singoli esseri umani, chi lo sa quanta maggiore violenza, sopraffazione, infelicit\u00e0; quanti tormenti, quanti suicidi, quante esistenze disperate non si sarebbero aggiunti a quelli che realmente ci sono stati e ci sono al presente? Chi lo sa quante volte la venuta di quel Bambino ha salvato delle anime dal naufragio, ha consolato dei cuori spezzati, ha asciugato le lacrime degli innocenti, ha restituito forza e speranza a chi pareva finito?Forse &#8212; anzi, senza dubbio, per il vero cristiano &#8212; proprio quel bambino ha fatto da parafulmine; ha attirato su di s\u00e9 il peggio della natura umana; e, in tal modo, ha fatto s\u00ec che gli uomini contenessero, almeno in parte, tutto il male di cui sono capaci, e manifestassero nella loro vita, cos\u00ec come al livello della storia mondiale, almeno in parte, il bene di cui sono suscettibili.<\/em> Ecco; questo si potrebbe rispondere a quelle domande, a quelle amare considerazioni di chi non crede, o di chi ha perso il dono e la virt\u00f9 della speranza cristiana.<\/p>\n<p>Dunque, procediamo. Quel Bambino \u00e8 nato. \u00c8 nato, nonostante tutto; \u00e8 sfuggito alla furia omicida di Erode, \u00e8 diventato adulto, si \u00e8 manifestato agli uomini come il Figlio di Dio, con miracoli e con Parole di Verit\u00e0, mostrando loro, puntualmente e con la coerenza della sua stessa vita, che in Lui le Scritture trovavano compimento; che Lui, proprio Lui, il figlio del falegname di Nazareth, era l&#8217;Atteso, era il Messia che Dio aveva promesso, ai tempi della sua alleanza con i loro padri; che di Lui avevano parlato Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele; che Lui era stato invocato nei <em>Salmi<\/em> di Davide; che per preparare la sua strada Mos\u00e8 era sceso dal Monte Sinai con le tavole dei Dieci Comandamenti; che ad annunciare Lui era venuto Giovanni il Battista; che Lui era quegli che veniva a dare una risposta all&#8217;innocenza conculcata, alla purezza insidiata, alla virt\u00f9 offesa, alla perenne sete di verit\u00e0 e di giustizia di tutte le anime buone. Ha radunato intorno a S\u00e9 alcuni discepoli, scegliendoli personalmente, ad uno ad uno: li ha chiamati ed essi hanno risposto; nessuno di loro \u00e8 un sapiente, un professore, un intellettuale; sono quasi tutti dei lavoratori, delle persone comuni, che conducono una vita normalissima. Fra di essi c&#8217;\u00e8 anche un traditore, che egli ha individuato fin dal principio, e che, tuttavia, non ha voluto scacciare, non ha voluto allontanare da S\u00e9, ben sapendo che, in tal caso, egli si sarebbe perso, ma offrendogli, col tenerlo fra i suoi, una estrema possibilit\u00e0 di ravvedimento, di redenzione, fino all&#8217;ultimo istante, fino all&#8217;Ultima Cena, quando, guardandolo negli occhi, gli ha detto chiaramente di sapere che si apprestava a tradirlo; e poi, con infinita tristezza: <em>Quello che devi fare, fallo presto<\/em>. Dopo di che, dice l&#8217;Evangelista, <em>Satana entr\u00f2 in lui, ed egli usc\u00ec da cenacolo: ed era notte<\/em>, con buona pace di don Primo Mazzolari, di Enzo Bianchi, del (falso) papa Bergoglio e di tutti i cattolici teneri, buonisti e modernisti, che non credono alle Scritture ma che, gonfi di orgoglio e umana presunzione, vogliono far vedere di essere pi\u00f9 buoni e pi\u00f9 misericordiosi di Dio stesso, affermando che Giuda si era pentito e che pertanto, molto probabilmente, si \u00e8 anche salvato.<\/p>\n<p>Infine quel Bambino, che era divenuto Uomo, ha offerto Se stesso per amor nostro, dopo una vita perfetta, perch\u00e9 vissuta nella perfetta obbedienza alla volont\u00e0 del Padre; e dopo aver affrontato la pi\u00f9 dolorosa delle Passioni, fatta non solo di tremende sofferenze fisiche, ma anche di atroci sofferenze morali: oltre al tradimento di Giuda, l&#8217;abbandono degli altri, il rinnegamento di Pietro, il loro scandalo, la loro assenza nei momenti supremi; e lo strazio di vedere sua Madre ai piedi della croce, senza nulla poter fare per alleviarne il dolore straziante&#8230; La sua storia, per\u00f2, non finisce cos\u00ec; non termina sul legno della croce. Quel legno \u00e8 diventato salvezza per gli uomini; \u00e8 diventato la scala che d\u00e0 loro la possibilit\u00e0 di salire nuovamente fino al Padre celeste. Quella scala \u00e8 sempre l\u00ec, nessuno l&#8217;ha distrutta; e nessuno la potr\u00e0 mai distruggere, anche se, per ipotesi assurda, qualcuno riuscisse a distruggere la Chiesa. Il valore della Redenzione di Cristo rimane: nonostante la nostra durezza, le nostre colpe, la nostra ingratitudine; rimane nonostante il tradimento che si rinnova contro di Lui, all&#8217;interno della sua stessa Chiesa. Diciamo perci\u00f2, con gli Angeli: <em>\u00c8 nato; alleluia!<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eppure \u00e8 nato. 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