{"id":24803,"date":"2020-01-03T09:46:00","date_gmt":"2020-01-03T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/03\/e-impossibile-e-sbagliato-destare-chi-non-lo-vuole\/"},"modified":"2020-01-03T09:46:00","modified_gmt":"2020-01-03T09:46:00","slug":"e-impossibile-e-sbagliato-destare-chi-non-lo-vuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/03\/e-impossibile-e-sbagliato-destare-chi-non-lo-vuole\/","title":{"rendered":"\u00c8 impossibile e sbagliato destare chi non lo vuole"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 cosa impossibile destare dal sonno colui che vuol rimanere dormiente nel sonno profondo della sua vita. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in diverse occasioni e ci sembra inutile insistere ancora su questo concetto (cfr. in particolare l&#8217;articolo: <em>Viviamo in un mondo di dormienti che diventano feroci se qualcuno cerca di destarli<\/em>, gi\u00e0 pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 12\/05\/09 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 28 gennaio 2018). Ora vogliamo esaminare un altro aspetto della questione, e cio\u00e8 come qualunque tentativo di svegliare chi non vuol essere destato non \u00e8 solamente destinato al fallimento, perch\u00e9 impossibile, ma \u00e8 anche sbagliato. Qualcuno potrebbe obiettare: se una cosa \u00e8 impossibile, va da s\u00e9 che sia anche sbagliata: \u00e8 sbagliata appunto perch\u00e9 \u00e8 impossibile. Questo modo di pensare resta per\u00f2 confinato al piano pratico, mentre noi vogliamo fare un passo oltre e portare la riflessione sul piano etico. In linea generale, non \u00e8 detto che una cosa impossibile, o che si presenta come impossibile (chi pu\u00f2 dire che una certa cosa sia <em>veramente<\/em> impossibile, se non ci ha provato?), sia anche sbagliata, perch\u00e9 <em>giusto<\/em> e <em>sbagliato<\/em> non afferiscono solo la sfera pratica, o quella giuridica, ma anche e soprattutto la sfera etica, nella quale vigono altre leggi e prevalgono altri fattori di giudizio. Di fatto ci sono molte cose che sembrano impossibili e nondimeno \u00e8 giusto farle, o provare a farle, perch\u00e9 il vero senso morale non consente che si stia a domandarsi se una cosa sia troppo difficile o addirittura impossibile: il vero senso etico \u00e8 esigente, alieno da compromessi, insofferente di qualsiasi indugio. Se una cosa va fatta, bisogna farla, costi quello che costi; e se quella cosa \u00e8 conforme alla volont\u00e0 di Dio, Dio dar\u00e0 all&#8217;uomo anche la forza di realizzarla, o, qualora ci\u00f2 non accadesse, la forza di sostenere intrepidamente le conseguenze negative del tentativo fallito. Ad esempio, uno pu\u00f2 perdere il posto di lavoro per aver assunto una posizione moralmente giusta: ebbene, Dio lo aiuter\u00e0 a trovarne un altro e, per intanto, gli dar\u00e0 la pazienza di sopportare le avversit\u00e0 derivanti dalla disoccupazione. Questo \u00e8 il segreto della fede: se fai il bene, Dio di aiuter\u00e0; se fai il male, quand&#8217;anche tu avessi dalla tua parte gli uomini e le istituzioni pi\u00f9 potenti della terra, Dio ti abbandoner\u00e0 in balia dei tuoi desideri disordinati, i quali finiranno per ritorcersi contro di te.<\/p>\n<p>Tuttavia nel caso che abbiamo preso in considerazione, se si debba o no tentar di risvegliare alla consapevolezza le menti e le coscienze che, invece, hanno fermamente deciso di restare immerse nei loro beati sogni, anche se forse non sono poi cos\u00ec lieti ma somigliano sempre pi\u00f9 a degli incubi (perch\u00e9 nella vita onirica la parte pi\u00f9 profonda di noi stessi si prende la rivincita e ci mostra con forza, perfino con violenza, quelle amare verit\u00e0 che, desti, non vogliamo accettare) abbiamo affermato che ci\u00f2 \u00e8 sia impossibile, sia sbagliato. Vi \u00e8 dunque concordanza fra la sfera pratica e la sfera etica: \u00e8 tanto impossibile sul piano pratico quanto \u00e8 sbagliato sul piano etico. Ma perch\u00e9 \u00e8 sbagliato? Se, per ipotesi, si riuscisse a ridestare almeno alcuni di quanti sono immersi nel sonno, ci\u00f2 non sarebbe forse una buona cosa? E fare una cosa buona non \u00e8 di per s\u00e9 un&#8217;azione etica? Eppure bisogna andarci piano prima di dire che una certa cosa \u00e8 buona: non \u00e8 buono tutto quel che appare tale, e lo stesso vale per ci\u00f2 che appare cattivo. Una volta un uccellino, stremato dal freddo, cadde a terra e una mucca che passava di l\u00ec, depositando i suoi escrementi, lo ricoperse completamente con essi. Sotto quel caldo scudo protettivo l&#8217;uccellino recuper\u00f2 le forze e torn\u00f2 a vivere, da semi-assiderato che era. Ma poi sopraggiunse un gatto, ne scopr\u00ec la presenza, lo tir\u00f2 fuori, lo ripul\u00ec dalla sporcizia e se lo mangi\u00f2 in un boccone. Questo apologo ci insegna almeno due cose: primo, che non sempre chi ci sembra ostile, ci sta facendo realmente del male, anzi, forse ci sta facendo del bene e ci sta perfino salvando la vita; secondo, che a volte chi sembra che ci stia facendo del bene, si accinge in realt\u00e0 a colpirci e magari a distruggerci. Risvegliare un dormiente che non vuol essere risvegliato \u00e8 davvero una cosa buona? Noi pensiamo di no: primo, perch\u00e9 se non vuol essere risvegliato, ci\u00f2 significa che per lui non \u00e8 il momento giusto e non vi sono le condizioni affinch\u00e9 si apra alla consapevolezza; secondo, perch\u00e9 si arrabbier\u00e0 terribilmente e, messo di fronte alla realt\u00e0 delle cose, se la prender\u00e0 con noi che abbiamo interrotto i suoi sogni e lo abbiamo costretto a misurarsi con una realt\u00e0 che non sa o non vuole affrontare. Dopotutto, seguitare a dormire \u00e8 un sacrosanto diritto di chiunque; e se \u00e8 cosa buona svegliare qualcuno che dorme in una casa ove \u00e8 scoppiato un incendio, rientra nella sua libert\u00e0 la decisione di seguitare la nanna in mezzo al fuoco che divampa e ai muri e al soffitto che crollano per effetto delle fiamme e del calore. Il guaio, naturalmente, \u00e8 che in regime di democrazia e di libert\u00e0 apparente, quelli che dormono e quelli che vegliano hanno diritto a esprimere e far valere la loro volont\u00e0 alla stessa maniera e con il medesimo peso specifico: la volont\u00e0 di chi si \u00e8 destato con molta fatica e sacrificio personale, non ha un peso maggiore di quella di chi ha sempre dormito e non desidera, n\u00e9 ha mai desiderato altro, che seguitare a dormire. Di conseguenza, se la massa dei dormienti \u00e8 contenta e soddisfatta di finire nel precipizio, essa ha la forza di trascinare con s\u00e9 anche quelli che sono desti o si sono risvegliati; ed \u00e8 difficile, difficilissimo opporsi, perch\u00e9, in nome del principio democratico <em>un uomo, un voto<\/em> la maggioranza seguiter\u00e0 per quella strada, e tentar di farla ragionare equivarrebbe press&#8217;a poco a voler attuare un colpo di Stato reazionario.<\/p>\n<p>Voler svegliare a tutti i costi colui che non <em>vuole<\/em> essere svegliato, significa alterare arbitrariamente e presuntuosamente l&#8217;ordine dell&#8217;evoluzione generale delle anime. Esiste una Legge secondo la quale ogni anima ha un compito da svolgere nel corso della sua esistenza terrena: evolvere, migliorarsi, perfezionarsi, avanzando sulla via della vera consapevolezza. Le anime che si rifiutano di compiere il bench\u00e9 minimo progresso sono simili al servo inutile della parabola evangelica, quello che nasconde sottoterra il denaro ricevuto in custodia dal padrone, invece di farlo fruttare, cos\u00ec da poterne poi consegnare al padrone il valore moltiplicato. E cos\u00ec come la parabola dei talenti insegna che ciascuno deve sviluppare i doni naturali che ha ricevuto, e non tenerli pigramente inoperosi, cos\u00ec la Legge dell&#8217;evoluzione spirituale vuole che ciascun&#8217;anima impari a lavorare su se stessa, sul materiale grezzo che ne costituisce il nucleo, per abbellirsi e nobilitarsi attraverso un percorso di maturazione e di crescente consapevolezza. Esiste anche la possibilit\u00e0 che un&#8217;anima, invece di evolvere, regredisca: che si sprofondi nel fango delle sue pulsioni inferiori e si abbrutisca fino a divenire una diabolica contraffazione dell&#8217;anima umana. \u00c8 questa una tremenda eventualit\u00e0, contemplata nel mistero del libero volere che \u00e8 stato dato a ogni anima da Dio, affinch\u00e9 essa ne faccia il giusto uso. Tanto la ragione naturale che la divina Rivelazione indicano chiaramente quale sia il giusto uso, perci\u00f2 le anime che, usando male il dono preziosissimo della libert\u00e0, si imbestialiscono, assecondando i loro istinti pi\u00f9 animaleschi, sanno bene quel che stanno facendo e portano tutta intera la responsabilit\u00e0 della loro scelta aberrante, pur se esistono, in misura diversa, delle circostanze che possono concorrere a far s\u00ec che le anime sviluppino in senso positivo o negativo le possibilit\u00e0 di cui sono suscettibili. Per nessuna, per\u00f2, il destino \u00e8 gi\u00e0 scritto; anche per le pi\u00f9 sfortunata, per le meno favorite dalle circostanze esteriori, rimane sempre un filo di libero arbitrio, che fa per esse la differenza fra subire e scegliere il proprio destino. Anzi, \u00e8 cosa certa che alcune delle anime sono sottoposte a delle prove pi\u00f9 severe, e devono affrontare circostanze pi\u00f9 difficili, non per un caso arbitrario o per un immeritata punizione, ma perch\u00e9 in esse Dio ha intravisto delle splendide possibilit\u00e0 di evoluzione e ha voluto metterle alla prova, offrendo loro l&#8217;occasione di maturare pi\u00f9 in fretta e in modo pi\u00f9 completo di quelle che, invece, non devono mai misurarsi con delle gravi difficolt\u00e0 esistenziali. Il mistero dei santi bambini si spiega cos\u00ec: altrimenti sarebbe umanamente impossibile spiegare come un bimbo o una bimba di cinque, sei, sette anni, possano sopportare le prove pi\u00f9 dure, le malattie pi\u00f9 dolorose, conservando intatta la freschezza e la fragranza delle loro innocenza e irradiando letteralmente la luce intorno a s\u00e9, confortando i loro genitori e tutti quelli che, in teoria, dovrebbero confortare essi. Come spiegare un simile prodigio, se non ammettendo che Dio interviene costantemente per sostenere, ispirare e fortificare le anime che ha scelto, nella sua ineffabile sapienza, per svolgere un&#8217;opera di bene in mezzo a tutte le altre, e per offrire l&#8217;esempio di come sia possibile percorrere con serenit\u00e0 e coraggio anche il cammino pi\u00f9 arduo, senza mai perdere la speranza e senza smettere di amare, ringraziare e offrire tutto il proprio essere a Colui che \u00e8 l&#8217;Alfa e l&#8217;Omega di ogni cosa che esiste?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;altra considerazione da fare, a proposito del voler risvegliare le anime dormienti; un&#8217;osservazione che non riguarda queste ultime, ma colui che si propone un simile scopo. Voler destare dal sonno le anime inconsapevoli implica la sicurezza di aver trovato, di essere giunti a un alto livello di evoluzione e perci\u00f2 di porsi come maestro nei confronti del discepolo. Ora, \u00e8 ben vero che il vero maestro si sceglie i suoi discepoli, e non si lascia scegliere da essi; ma \u00e8 altrettanto vero che il mondo \u00e8 pieno di anime presuntuose e sciocche, le quali credono di poter assumere le funzioni di maestro, mentre avrebbero ancora moltissime cose da imparare anche solo per poter essere maestre di se stesse. La Legge, infatti, vuole precisamente questo, che prima di poter insegnare agli altri, si sia capaci di apprendere dal proprio Maestro interiore: che, per il cristiano, \u00e8 sempre e solo Dio, o qualche anima di luce che Dio stesso ha colmato di grazia e che ha posto sul cammino altrui, per favorirne lo sviluppo armonioso e sapiente. Nessuno che non abbia percorso questa strada, avr\u00e0 mai nulla da insegnare a chicchessia; nessuno che non abbi imparato a tacere, ad ascoltar la voce del Maestro interiore e a metterla in pratica, avr\u00e0 mai nulla di buono da comunicare al prossimo. Disgraziatamente, ci sono in giro moltissimi falsi maestri, alcuni dei quali sono tali per ignoranza e sopravvalutazione di s\u00e9, altri lo sono per calcolata malizia, in quanto sanno benissimo di essere solo degli abili ciarlatani il cui unico scopo \u00e8 di crearsi un discepolato da manipolare e spremere in ogni senso, anche economico, per esercitare su di esso un potere tanto vanaglorioso quanto effimero. Per queste anime meschine, l&#8217;esercizio del potere, e sia pure di un potere spirituale e non materiale, \u00e8 il massimo della gratificazione che riescono a immaginare: e codesti falsi maestri sono una vera calamit\u00e0 nel panorama sociale, perch\u00e9 attirano un grande numero di discepoli sprovveduti, immaturi, totalmente inconsapevoli, i quali s&#8217;illudono, mettendosi alla loro sequela, di poter apprendere la scorciatoia verso gli stadi superiori della propria coscienza. La verit\u00e0, tuttavia, \u00e8 che non esiste alcuna scorciatoia; che nulla, nel cammino verso la consapevolezza, viene dato gratis, senza fatica e senza sforzo, e, soprattutto, senza un serio impegno personale, che implica una costante tensione etica e un incessante lavoro di auto-perfezionamento e di auto-purificazione. In altre parole, il potere spirituale che viene dalla sviluppata consapevolezza \u00e8 dato per operare il bene e non per altro: non per appagare le stupide vanit\u00e0 degli apprendisti stregoni, n\u00e9 per lusingare il narcisismo di quanti vogliono essere invidiati e ammirati dal pubblico. Pertanto, la regola \u00e8 che il vero maestro non si presenta sotto le spoglie di un venditore da fiera; non pubblicizza i mirabolanti risultati che \u00e8 in grado di offrire ai discepoli nell&#8217;ordine spirituale; addirittura, preferisce tenersi nascosto, e avvicinare con discrezione quelle poche anime che egli ha riconosciuto degne e capaci di apprendere da lui quei segreti che, dati in pasto a tutti, verrebbero derisi e dispersi, perfino respinti e calpestati con disprezzo. Non bisogna dare le perle ai porci: \u00e8 una massima sacrosanta, che ha ispirato l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 stesso: <em>Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perch\u00e9 non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 7,6). Il che significa che se un&#8217;anima non \u00e8 pronta, non \u00e8 matura, non \u00e8 disposta ad aprirsi alla verit\u00e0, volerle offrire le perle della sapienza sarebbe stoltezza, come lo sarebbe dare quelle perle a delle bestie: non ne capirebbero il valore e si rivolterebbero contro colui che ha voluto offrirle loro. Ges\u00f9 dice &quot;le cose sante&quot; perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 di per se stessa una cosa sacra; ed ecco perch\u00e9 mentire, tacere o travisare deliberatamente la verit\u00e0 \u00e8 veramente diabolico: chi pecca contro la verit\u00e0 pecca anche contro Dio, poich\u00e9 Dio \u00e8 la Verit\u00e0 somma, cos\u00ec come \u00e8 il sommo Bene e la somma Giustizia. Abbiamo cos\u00ec sfiorato la parte pi\u00f9 delicata e misteriosa del tema che ci eravamo proposti di sviluppare. Se la Verit\u00e0 \u00e8 qualcosa di santo, se \u00e8 una emanazione diretta della luce divina, allora la strada privilegiata per giungere ad essa \u00e8 quella della perfetta umilt\u00e0 e della perfetta semplicit\u00e0: come nei bambini. Non per sfoggiare una vuota retorica Ges\u00f9 dice: <em>Se non diverrete simili a dei bambini, non entrerete nel Regno dei cieli.<\/em> Finora abbiamo parlato di sviluppare la consapevolezza: ma questo \u00e8 un linguaggio umano, dunque un linguaggio imperfetto. Da qui in poi bisogner\u00e0 parlare di sapienza, la sapienza del cuore oltre che della mente: e tale Sapienza viene solo da Dio. Chi non ama Dio, non cerca Dio, non ha il timor di Dio, non trover\u00e0 la sapienza e non capir\u00e0 nulla. La sua intelligenza gli si rivolter\u00e0 contro: accecato dalla sua presunzione, impazzir\u00e0 e, credendo di aver raggiunto il culmine della gloria e del potere, sar\u00e0 arrivato alle porte dell&#8217;Inferno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 cosa impossibile destare dal sonno colui che vuol rimanere dormiente nel sonno profondo della sua vita. 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