{"id":24802,"date":"2019-04-27T06:29:00","date_gmt":"2019-04-27T06:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/27\/e-il-loro-momento-e-lo-stanno-sfruttando-e-noi\/"},"modified":"2019-04-27T06:29:00","modified_gmt":"2019-04-27T06:29:00","slug":"e-il-loro-momento-e-lo-stanno-sfruttando-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/27\/e-il-loro-momento-e-lo-stanno-sfruttando-e-noi\/","title":{"rendered":"\u00c8 il loro momento e lo stanno sfruttando; e noi?"},"content":{"rendered":"<p>Una societ\u00e0 umana si regge su un sistema complicatissimo di spinte e controspinte, bisogni e offerte, domande e risposte, diritti e doveri, tradizione e progresso. Le societ\u00e0 sono tante pi\u00f9 stabili quanto pi\u00f9 sanno contemperare e armonizzare tali fattori; in particolare, se sanno potenziare i fattori virtuosi, cio\u00e8 socialmente utili e ridurre al minimo quelli negativi, causa di disordine e logoramento. Una societ\u00e0 non funziona, ad esempio, quando in essa una quota eccessiva di popolazione diventa indisciplinata, improduttiva, parassitaria, aggressiva e totalmente egoista; e comincia a non funzionare quando la quota di popolazione che \u00e8 disciplinata, produttiva, laboriosa, pacifica e capace di altruismo, scende al di sotto della soglia minima per poter svolgere una funzione trainante e neutralizzare o assorbire i fattori negativi. Non si pu\u00f2 immaginare una societ\u00e0 dove la maggior parte dei cittadini reclamino sempre nuovi diritti e rispettino sempre meno i doveri; dove i genitori, i lavoratori, gli educatori, i professionisti non pongano un certo grado di abnegazione, di generosit\u00e0, di competenza, di seriet\u00e0 in quel che devono fare; dove la quota complessiva di individui sbandati, problematici, violenti, nullafacenti cresca senza alcun limite. Non pu\u00f2 funzionare neppure una societ\u00e0 nella quale chi viola gravemente le regole, chi ha come filosofia di vita il parassitismo, chi bada solo alla propria convenienza e calpesta continuamente il prossimo, trova sempre una rete di connivenze e di complicit\u00e0, anche a livello istituzionale, per cui i comportamento antisociali, o delinquenziali, vengono regolarmente scusati, giustificati, minimizzati e condonati in nome di una malintesa forma di disponibilit\u00e0, di solidariet\u00e0 e d&#8217;inclusione. In una societ\u00e0 sana, esistono gli anticorpi, sia morali che materiali, ed esistono figure istituzionali, formali e informali (un padre di famiglia \u00e8 una figura istituzionale, anche se informale) capaci di assumersi la responsabilit\u00e0 di contrastare e reprimere severamente i soggetti che rappresentano, con il loro comportamento e con tutto il loro stile di vita, una minaccia per il corpo sociale. In una societ\u00e0 sana, infatti, il valore primario che va sempre difeso \u00e8 quello del bene comune: una colpevole indulgenza verso chi viola sistematicamente le regole della convivenza civile, o rappresenta in qualsiasi altro modo un fattore di instabilit\u00e0 e di crisi, rappresenta un incoraggiamento a perseverare rivolto agli elementi peggiori, mentre \u00e8 altamente scoraggiante per tutti gli altri.<\/p>\n<p>E adesso, sfogliamo qualche giornale a caso. Un sedicente profugo africano viene fermato, resiste, aggredisce le forze dell&#8217;ordine: si accerta che viveva spacciando droga e collezionando reati contro il patrimonio; gli viene comunicato un provvedimento di espulsione e viene rimesso in libert\u00e0, provvedimento che ignora puramente e semplicemente; poi torna a far parlare di s\u00e9, aggredisce gli agenti con una spranga di ferro: tentativo di omicidio. Pare che nemmeno questa volta possa essere espulso. C&#8217;\u00e8 sempre un magistrato buonista, progressista e umanitario, in questi casi. Poliziotti e carabinieri si sentono frustrati, amareggiati: sanno che, in caso di colluttazione con gli stranieri che vengono fermati per dei controlli, se succede qualcosa, se qualcuno resta ferito, o contuso, molto facilmente la grana sar\u00e0 tutta loro; se ci saranno spese mediche da pagare, dovranno pagarle loro, di tasca propria: il danno e la beffa. Se si beccheranno una coltellata, o un colpo di spranga in testa, non riceveranno una medaglia: avranno fatto il loro dovere, ma nessuno gliene sar\u00e0 grato, nessuno parla delle loro difficolt\u00e0; l&#8217;attenzione dei mass-media, la piet\u00e0 dei mass-media, la commozione dei mass-media, e dei preti di sinistra alla don Ciotti, e dei preti spacciatori e collegati agli scafisti come don Mussie Zerai, e dei cardiali alla Bassetti, per non parlare del <em>jefe m\u00e0ximo,<\/em> Bergoglio, \u00e8 tutta per i poveri migranti, per i loro drammi, per i loro casi pietosi. E cos\u00ec l&#8217;attenzione e la commozione dei partiti di sinistra, dei politici di sinistra, dei giornalisti e degli opinionisti di sinistra: tutti pronti a levare altissime grida d&#8217;indignazione se affonda un barcone, ma nessuno disposto ad ammettere che, se si impedisse la partenza di quei barconi, le morti non ci sarebbero; meno ancora disposti a riconoscere che la vera ragione di tanta mobilitazione per i migranti, di tanta comprensione per loro, di tanta indulgenza verso i delinquenti stranieri, \u00e8 il gigantesco <em>business<\/em> che ruota intorno a questa parola magica: accoglienza. Senza di essa, ci sarebbe una tremenda cura dimagrante per le associazioni di volontariato, per le parrocchie dei preti di sinistra, per i comuni con amministrazioni di sinistra, per gli alberghetti fuori mercato che hanno le stanze vuote, per i fornitori collusi con la mafia e la camorra, che ai centri di accoglienza rifilano persino il cibo per maiali, e intanto fanno la cresta sui soldi stanziati dal governo per i profughi. Tutti ci guadagnano qualcosa e si fanno belli, si riempiono la bocca di magnifiche parole, fanno sfoggio di ottimi sentimenti, come il pavone fa la ruota con le sue penne multicolori. Ma intanto, il messaggio che passa ai delinquenti \u00e8 sempre lo stesso: continuate pure a delinquere; l&#8217;Italia \u00e8 il paese di Cuccagna per quelli come voi, fate venire anche i vostri amici e colleghi; la magistratura \u00e8 pi\u00f9 occupata a rompere le scatole ai poliziotti che fanno il loro mestiere, che non a mettere al fresco i delinquenti che spadroneggiano da un capo all&#8217;altro del Paese. E contestualmente, il messaggio che arriva alle persone oneste, ai cittadini pacifici e rispettosi della legge, a tutti quelli che fanno in silenzio il proprio dovere, a cominciare dai membro delle forze dell&#8217;ordine, \u00e8 diametralmente opposto: smettetela di affannarvi per far rispettare l&#8217;ordine pubblico, datevi una calmata, non vi conviene; state buoni, state tranquilli, girate la testa dall&#8217;altra parte, fate finta di non vedere, di non sentire: chi ve lo fa fare? Se non vi buscate una pallottola oggi, vi prenderete una querela domani; e dovrete mangiarvi lo stipendio per difendervi, soli e ignorati. Lo Stato non sar\u00e0 con voi; sar\u00e0 contro di voi. Dovrete pagarvi le spese processuali, e non \u00e8 detto che riuscirete a dimostrare la vostra perfetta correttezza: avete anzi molte probabilit\u00e0 di venire condannati e di finire anche alla gogna mediatica.<\/p>\n<p>Stesso discorso per il cittadino che si \u00e8 semplicemente difeso da un&#8217;aggressione o per un insegnante che ha rimproverato un ragazzaccio e poi viene preso a pugni dal genitore inferocito; specie se si tratta di un rom, o di un africano, \u00e8 quasi certo che non succeder\u00e0 proprio nulla, che nessuno prender\u00e0 le sue difese, anzi, che il preside aprir\u00e0 un provvedimento contro di lui. E quando dalle istituzioni arrivano, quotidianamente, sistematicamente, messaggi di questo tipo, la fine \u00e8 solo questione di tempo. Non solo vengono mortificati i buoni e gli onesti e vengono premiati i violenti e i delinquenti; vengono anche castigate e umiliate le forze dell&#8217;ordine, viene sbeffeggiata l&#8217;intera classe docente nella persona di quel professore, picchiato per aver fatto un rimprovero a un alunno: \u00e8 il totale capovolgimento dei principi elementari sui quali poggia l&#8217;esistenza di una societ\u00e0, Per esistere e sopravvivere, una societ\u00e0 non pu\u00f2 remare all&#8217;infinito contro se stessa. Se quelli che dovrebbero dare il buon esempio e far rispettare l&#8217;ordine sono i primi ad agire in senso diametralmente opposto, \u00e8 facile capire che l&#8217;intera societ\u00e0 viene presa dallo sconforto e dallo scoraggiamento. E questa dinamica perversa, questa selezione all&#8217;incontrario, avviene ogni giorno anche in forme meno drammatiche, ma ormai estremamente diffuse. Sempre restando nel mondo della scuola: da quanto tempo il merito degli studenti non viene pi\u00f9 premiato, mentre l&#8217;ignoranza e la pigrizia sono incoraggiate, scusate e perdonate? E nella pubblica amministrazione? E nell&#8217;universit\u00e0? E nella sanit\u00e0 pubblica? E nei trasporti pubblici? Da quanto tempo i peggiori restano al loro posto, i mediocri fanno carriera, e i migliori se ne stanno in un angolo, quasi in castigo, oppure se ne vanno all&#8217;estero, stufi di umiliazioni e di pernacchie? E nel settore privato? Da quanto tempo i capitani alla Schettino arrivano al comando di una nave che trasporta oltre 5.000 perone, mentre i professionisti competenti e responsabili, sono talmente emarginati che non si vedono quasi pi\u00f9 in giro? E le forze armare? E la protezione civile? E la ricerca scientifica e tecnologica? E la cultura, il teatro, la musica, la letteratura, la saggistica, la filosofia? Da quanto tempo trionfano i conformisti, i piccoli, i meschini, i narcisi da quattro soldi, e sono stati fatti sparire gli intelligenti, i creativi, gli originali, i profondi? E nel giornalismo, che succede? Come mai fanno carriera i pi\u00f9 servi, i pi\u00f9 banali, i pi\u00f9 disposti a vendersi, e prendono stipendi favolosi per una singola serata in televisione, mentre i giornalisti onesti, con una coscienza etica, che non si prostituiscono al potere, spariscono addirittura dalla scena, non li si vede pi\u00f9, \u00e8 come se fossero stati ingoiati dalle sabbie mobili? Come mai cadono ponti, deragliano treni, crollano asili, naufragano navi, s&#8217;incendiano teatri, e nessuno paga per i proprio errori? Come mai \u00e8 cos\u00ec difficile licenziare un impiegato pubblico disonesto o assenteista? Chi ci guadagna in questa assurda difesa a oltranza del posto di lavoro, anche quando si tratta di lavoratori fannulloni, incompetenti o irresponsabili? E le direzioni degli orfanotrofi? Come mai \u00e8 cos\u00ec difficile adottare un bambino italiano, tanto che quasi tutte le coppie sono spinte ad adottare bambini stranieri? Forse qualcuno ha interesse a che gli orfanotrofi di casa nostra non si svuotino mai? Forse c&#8217;\u00e8 un indicibile giro di denaro?<\/p>\n<p>E ora parliamo della Chiesa. Forte di una tradizione due volte millenaria, di un clero che riceveva un&#8217;approfondita e rigorosa formazione nei seminari, e sorretta da una fede sperimentata in secoli e secoli di prove e di battaglie, essa aveva tutti gli strumenti per opporsi alla deriva relativista, buonista, permissiva; per dire il suo &quot;no&quot;, forte e chiaro, alla distruzione del senso di responsabilit\u00e0 e dello spirito di sacrificio, all&#8217;edonismo cialtrone dilagante, al consumismo diabolico, all&#8217;efficientismo fine a se stesso. Aveva i mezzi, aveva gli uomini, aveva l&#8217;autorit\u00e0, aveva la presa sul popolo dei fedeli. E che ha fatto, invece? Ha fatto esattamente il contrario di ci\u00f2 che avrebbe dovuto fare per essere all&#8217;altezza di se stessa: ha proclamato i saldi di fine stagione, ha messo in vendita le sue gemme pi\u00f9 preziose per quattro soldi, ha proclamato l&#8217;indulgenza generale per i peccati, si \u00e8 perfettamente adeguata allo spirito del mondo. Eppure, anche un bambino capisce che fra lo spirito del mondo moderno e lo spirito del Vangelo non pu\u00f2 esservi compromesso possibile: che sono due universi, due paradigmi culturali e spirituali che si escludono a vicenda, assolutamente incompatibili. Pure, la Chiesa acattolica, specie a partire dal Concilio Vaticano II, ha voluto gareggiare con le peggiori tendenze della societ\u00e0 laica, mettersi sul suo stesso terreno, scimmiottarla nei suoi aspetti pi\u00f9 deleteri. Ed ecco il prete che spezza il Rosario e se lo mette sotto i piedi, per far vedere che lui non crede a quelle superstizioni medievali; ecco quell&#8217;altro che abolisce la recita del <em>Credo<\/em> nella santa Messa, e la sostituisce con insulse canzoncine pseudo religiose; eccone un terzo che si presenta alla santa Messa con in capo una specie di turbante a forma di uovo di Pasqua, e cos\u00ec parato, come un buffone da circo, si rivolge all&#8217;assemblea dei fedeli, cercando di riuscire simpatico, di strappare la risata. Ecco poi il vescovo che proclama lecita la fornicazione contro natura; ecco il cardinale che concede l&#8217;uso della cattedrale per gli spettacoli musicali pro-gay; ecco il teologo che sentenzia contro il catechismo, lo dichiara strumento d&#8217;incomprensione e di discriminazione dei &quot;diversi&quot;, e un altro il quale aggiunge che l&#8217;<em>Atto di dolore<\/em> \u00e8 una preghiera brutta, medievale, indegna della misericordia di Ges\u00f9 e che pertanto andrebbe abolita. Ecco il papa (ma come si fa a chiamarlo papa?) dichiarare che la Confessione deve somigliare a una chiacchierata, il pentente dice quel che gli va di dire, e se non gli va, il sacerdote non lo deve incalzare, non deve essere invasivo; deve solo ascoltarlo, ascoltarlo e <em>accompagnarlo<\/em>. Accompagnarlo verso dove? Non si sa. Accompagnarlo e basta. Qualche anima bella registra questi orribili fatti e si chiede come siano possibili, si chiede come faccia il clero a essere caduto cos\u00ec in basso, la teologia a esser divenuta lo strumento di demolizione della fede. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che, sebbene queste tendenze auto-dissolutrici esistessero da tempo, e da tempo lavorassero, sia pure in maniera discreta &#8212; prima il modernismo, poi la <em>Nuovelle th\u00e9ologie<\/em>, indi la teologia della liberazione, da ultimo il bergoglismo sfacciato e rampante, che non si cura pi\u00f9 nemmeno di salvare le apparenze &#8212; quel che \u00e8 in atto, oggi, nella Chiesa, \u00e8 un colpo di Stato, che inizia nel 1958 e non si \u00e8 mai fermato. Un colpo di Stato condotto dalla massoneria interna e da quella esterna, specie dalla massoneria sionista, nonch\u00e9 da pare di lobby di cardinali satanisti e di altri cardinali (o forse gli stessi) dediti alla sodomia e alla pederastia, il cui scopo ultimo \u00e8 sdoganare il peccato e desacralizzare totalmente la religione cattolica, per giustificare se stessi. In altre parole: quel che sta accadendo nella Chiesa non \u00e8, o non \u00e8 solo, un processo naturale; sono all&#8217;opera forza precise, con una strategia precisa. Questo \u00e8 il loro momento, e lo stanno sfruttando. Cos\u00ec come \u00e8 il momento di tutte le lobby gay nella societ\u00e0 laica, di tutte le minoranze aggressive, dei clandestini africani che a decine e centinaia di migliaia infestano l&#8217;Italia e la riempiono di crimini, di sporcizia, di paura. La societ\u00e0 perbene \u00e8 sotto ricatto: chi osa alzare una voce di protesta viene seppellito sotto un diluvio di condanne e di anatemi: egoista, razzista, cattivo cristiano, insensibile ai problemi degli ultimi, preoccupato solo di s\u00e9. Chi si trova in posizione di vantaggio, se ha un piano preciso, non si ferma sinch\u00e9 non \u00e8 giunto al traguardo: allarga la breccia sempre pi\u00f9, sino a far crollare l&#8217;ultima difesa. E mentre questo avviene, noi seguiteremo a fare quel che abbiamo fatto sinora: resteremo a guadare, lasciando che la nostra societ\u00e0 crolli e ci seppellisca?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una societ\u00e0 umana si regge su un sistema complicatissimo di spinte e controspinte, bisogni e offerte, domande e risposte, diritti e doveri, tradizione e progresso. 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