{"id":24789,"date":"2019-02-08T06:30:00","date_gmt":"2019-02-08T06:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/08\/e-si-commosse-perche-erano-pecore-senza-pastore\/"},"modified":"2019-02-08T06:30:00","modified_gmt":"2019-02-08T06:30:00","slug":"e-si-commosse-perche-erano-pecore-senza-pastore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/08\/e-si-commosse-perche-erano-pecore-senza-pastore\/","title":{"rendered":"E si commosse, perch\u00e9 erano pecore senza pastore"},"content":{"rendered":"<p>Leggiamo in <em>Marco<\/em>, 6, 34: <em>Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perch\u00e9 erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.<\/em> La folla si era radunata sulle rive del mare di Galilea, perch\u00e9 si era sparsa la voce della presenza del Maestro; era un luogo solitario, e i discepoli, a un certo punto, si preoccuparono perch\u00e9 tutta quella gente, migliaia di persone, non aveva niente da mangiare. Chiesero pertanto a Ges\u00f9 di licenziare la folla, affinch\u00e9 ciascuno potesse recarsi nei villaggi vicini a procurarsi del cibo; ma Ges\u00f9, vedendo che erano tanti e che erano gi\u00e0 affamati, e che c&#8217;erano moltissimi bambini, non volle congedarli a quel, modo, e ordin\u00f2 si sfamarli con quel poco, con quel niente che c&#8217;era: e fece uno dei pi\u00f9 bei miracoli riferiti dai Vangeli, la moltiplicazione dei pani e dei pesci &#8212; un miracolo, oltretutto, dal&#8217;altissimo valore simbolico e pedagogico. Questo episodio ci mostra uno degli aspetti pi\u00f9 tipici della predicazione di Ges\u00f9 Cristo e anche del suo carattere: la compassione, la capacit\u00e0 di commuoversi per la sorte degli uomini, e il desiderio di porgere aiuto, non solo a parole, ma con azioni concerete. \u00c8 lo stesso atteggiamento che lo aveva spinto, su richiesta della Vergine Maria, a compiere il primo miracolo della sua vita pubblica: la trasformazione dell&#8217;acqua in vino alle nozze di Cana. La molla che ha spinto Ges\u00f9 ad agire \u00e8 la stessa di quella volta, la compassione: il desiderio di evitare una figura umiliante ai due sposi di Cana, e adesso quello di dare ristoro a una folla affamata che era venuta apposta per ascoltare la sua Parola. Ges\u00f9, con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha voluto far capire che chi cerca la Parola di Dio, trover\u00e0 anche il pane materiale di cui ha bisogno per vivere; ma che il pane materiale non placa la fame se non per qualche tempo, mentre la Parola di Dio placa la fame dell&#8217;anima, per sempre. Ecco dunque l&#8217;errore, gravissimo, che commettono quei cattolici i quali si affannano unicamente a soddisfare i bisogni materiali degli uomini e tacciono sulla cosa essenziale, la Parola di Dio: il pane materiale \u00e8 necessario per vivere, ma \u00e8 anche l&#8217;elemento che accomuna gli uomini a tutte le altre specie viventi; la fame dell&#8217;uomo \u00e8 pi\u00f9 nobile, per\u00f2, di quella degli animali, perch\u00e9 \u00e8 fame di verit\u00e0, di bene e di assoluto: \u00e8 fame di vita eterna. Ges\u00f9 \u00e8 venuto sulla terra per insegnare a placare questa fame; la fame del corpo, si placa dopo aver soddisfatto la fame dell&#8217;anima. Un corpo ben nutrito, se l&#8217;anima \u00e8 lontana da Dio e immersa nella menzogna e nel male, non va lontano: <em>a che serve all&#8217;uomo guadagnare il mondo intero, se perde se stesso?<\/em> Ges\u00f9 non trascura i bisogni materiali dell&#8217;uomo; la preghiera che Lui stesso ha insegnato, il <em>Padre nostro<\/em>, dice fra l&#8217;altro: <em>dacci oggi il nostro pane quotidiano<\/em>. Ges\u00f9 sa che gli uomini hanno bisogno di pane; non \u00e8 venuto sulla terra, tuttavia, per insegnar loro a procurarsi quel pane, ma a sfamare il loro bisogno essenziale, quello di verit\u00e0. Vuol far capire che quando c&#8217;\u00e8 la Parola di Dio, c&#8217;\u00e8 tutto; il pane materiale non mancher\u00e0, come non \u00e8 mancato alle folla affamata sulle rive del mare di Galilea, e come non mancava ai ragazzi di san Giovanni Bosco, quando, riuniti la mattina per ricevere il pane della colazione, ce n&#8217;era sempre per tutti, anche se il loro numero era sproporzionato al poco pane che doveva essere distribuito.<\/p>\n<p>Ecco dove sbagliano i cattolici che pensano solo a soddisfare la fame del corpo e che trasformano chiese e basiliche in mense e ristoranti, spostando i banchi destinati alla preghiera e sostituendo l&#8217;odore di pasta al rag\u00f9 al profumo dell&#8217;incenso. La chiesa \u00e8 fatta per pregare e non per mangiare; nutrire i poveri \u00e8 un&#8217;azione santa, ma il suo significato, per un cattolico, non pu\u00f2 essere quello di anteporla alla preghiera, all&#8217;adorazione di Dio, al senso della trascendenza. Se ci\u00f2 avviene, siamo in presenza di una falsificazione. I preti che tolgono i banchi da preghiera e li sostituiscono con le lunghe tavolate per il pranzo di centinaia di persone, e gli arcivescovi che fanno fare la pizza nelle loro cattedrali e poi si fanno fotografare mentre la distribuiscono ai poveri, indossando il grembiule e maneggiando piatti e stoviglie come un tempo maneggiavamo la Croce e l&#8217;aspersorio, stanno facendo una ben misera rappresentazione teatrale. Stanno anteponendo il pane materiale al pane spirituale, che \u00e8 la cosa essenziale, senza la quale il cristianesimo non \u00e8 pi\u00f9 il cristianesimo, ma un&#8217;associazione di volontariato come tante; e stanno peccando di vanit\u00e0, perch\u00e9 si fanno ammirare e glorificare per la buona azione che stanno facendo, il che toglie loro ogni merito davanti a Dio. <em>Quando fai del bene, che non sappia la tua destra quel che ha fatto la tua sinistra<\/em>, raccomanda Ges\u00f9 Cristo. Hanno gi\u00e0 avuto la loro ricompensa, Egli dice di questo tipo di persone. Che siano dei sacerdoti e perfino dei cardinali a cadere in un simile atteggiamento, \u00e8 deplorevole: quelli che dovrebbero guidare i fedeli, scivolano malamente sulla prima buccia di banana, quella dell&#8217;amor proprio. Ges\u00f9, solo e vero Maestro per un cristiano, non \u00e8 venuto a fare il ristoratore o il pizzaiolo. Si \u00e8 mostrato sollecito verso i bisogni materiali di quella folla, sul mare di Galilea; ha pensato che non sarebbe stata una bella cosa lavarsene le mani e mandarli a provvedere da s\u00e9 per il cibo; ha pensato anche che molti, probabilmente, non avevano neppure il denaro necessario. Quindi, Ges\u00f9 sa che gli uomini hanno bisogno del pane; ma vuole insegnarci che il pane, di per s\u00e9, non giova alla vita eterna, e che la vera fame dell&#8217;uomo non \u00e8 quella del cibo materiale, ma del cibo spirituale, che illumina l&#8217;anima, la ristora e la dispone a ricevere la grazia di Dio. E se c&#8217;\u00e8 il Pane disceso dal cielo, che \u00e8 Lui stesso, allora anche le difficolt\u00e0 materiali si possono affrontare nella maniera giusta; ma se l&#8217;anima sprofonda nell&#8217;egoismo e nell&#8217;indifferenza, allora il disporre di mezzi materiali servir\u00e0 solo ad allontanarla ulteriormente da Dio. Infatti \u00e8 molto pi\u00f9 facile trovare Dio, e con ci\u00f2 il senso della vita umana, quando si \u00e8 poveri e bisognosi; mentre le ricchezze, di regola, spingono gli uomini a curarsi solo di se stessi. <em>Donaci un cuore nuovo, uno spirito nuovo, o Dio<\/em>, tale \u00e8 la preghiera di conversione del cristiano, sulle tracce del profeta Ezechiele: e il cuore nuovo, capace di amare e di sentire, al posto del nostro vecchio cuore di pietra, chiuso nel suo egoismo, \u00e8 il frutto della riscoperta della povert\u00e0 come mezzo per tornare a ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. Dio \u00e8 l&#8217;essenziale; tutto il resto \u00e8 secondario. Non si vuole, con ci\u00f2, ignorare il problema sociale ed economico della miseria e della fame; bens\u00ec ricordare che il cristianesimo non \u00e8 l&#8217;ennesima proposta di giustizia umana, bens\u00ec una maniera nuova di porsi d fronte al mondo, che nasce dalla conversione spirituale e fa perno sulla fede nella sapienza e bont\u00e0 assolute di Dio.<\/p>\n<p>Sorge per\u00f2 un problema. Molti cattolici dei nostri giorni trovano che l&#8217;atteggiamento di posporre la ricerca del pane materiale a quella del pane divino, che poi \u00e8 non solo la Parola, ma il Corpo di Ges\u00f9 Cristo, abbia un sapore troppo\u00a0<em>d\u00e9mod\u00e9<\/em>; che potesse andar bene per i loro nonni, gente illetterata e sempliciotta, e magari anche un po&#8217; superstiziosa, ma non si addice a loro, che sono persone cos\u00ec colte e intelligenti, e soprattutto cos\u00ec attente allo <em>spirito dei tempi<\/em> (dove non si capisce bene di quale spirito si tratti: dello Spirito Santo forse no, anche perch\u00e9 lo Spirito Santo \u00e8 eterno e non va soggetto alle mode di questo o di quel secolo; per\u00f2, dal Vaticano II in poi, questa misteriosa espressione \u00e8 entrata, con ben poca discrezione, nella mente e nel vocabolario di tutti i cattolici). Questo non dovrebbe essere un problema, perch\u00e9 il Vangelo si rivolge a tutti e non ad alcuni, e mostra a tutti la via della verit\u00e0 e della salvezza eterna; quelli che la pensano diversamente e hanno in mente una conoscenza speciale riservata a pochi, non dovrebbero essere chiamati cristiani, ma gnostici. Tuttavia, inutile negarlo, il problema c&#8217;\u00e8; e c&#8217;\u00e8 per il fatto che la mentalit\u00e0 moderna \u00e8 entrata nella mentalit\u00e0 cristiana e l&#8217;ha profondamente alterata e modificata. Gli uomini moderni pensano che le difficolt\u00e0 dell&#8217;esistenza trovino le risposte pi\u00f9 adeguate nella scienza, nella tecnica, nell&#8217;economia e nella politica; non pensano che la prima e pi\u00f9 importante di tutte le risposte stia nella preghiera. E questo perch\u00e9 sono ancora credenti di nome, ma di fatto sono diventati increduli: credere prima alla scienza, alla medicina, alle riforme politiche e sociali, e poi, se ne avanza, alla Provvidenza divina, significa non essere pi\u00f9 cristiani. La verit\u00e0 \u00e8 che Darwin, Marx e Freud hanno sostituito il Vangelo nel modo di pensare e di sentire di moltissimi &quot;credenti&quot;: gli stessi che, non fidandosi della Provvidenza e riponendo la loro fiducia pi\u00f9 nelle loro stesse opere che nell&#8217;azione di Dio, trasformano le basiliche in refettori, e le parrocchie in centri di accoglienza per migranti. La verit\u00e0 \u00e8 che codesti cattolici &quot;moderni&quot; (l&#8217;espressione stessa \u00e8 incongrua e contraddittoria: o si \u00e8 cristiani, o si \u00e8 moderni; perch\u00e9 la modernit\u00e0 nasce da un progetto anticristiano) chiedono alla cultura moderna, e non al Vangelo perenne, gli strumenti, teorici e pratici, per affrontare la vita. Chiedono a una biologia materialista di spiegare il mistero delle origini; chiedono a una politica materialista di instaurare la giustizia sociale; chiedono alla psicanalisi, una pseudo scienza materialista e imparentata con la magia nera, di risolvere i loro conflitti interiori; e allo stesso modo si rivolgono all&#8217;economia materialista per placare la fame dello stomaco, ma pare non abbiano molto da dire quanto alla fame della anima, che nessun pizzaiolo e nessun ristoratore potr\u00e0 mai attenuare, anche mettendo cento coperti in pi\u00f9 sotto le volte di questa o quella basilica, con o senza fotografi e giornalisti a immortalare la grande bont\u00e0 e sollecitudine di santegidini e autoproclamati arcivescovi di strada.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che traspare da simili comportamenti e orientamenti della neochiesa e dei neocattolici \u00e8 una diffusa tendenza a sostituire alla Provvidenza di Dio la loro alacre operosit\u00e0; alla Verit\u00e0 di Dio, le loro verit\u00e0 particolari, ben calate nella storia e, per ci\u00f2 stesso, transitorie e discutibili; al solo e unico modello di Ges\u00f9 Cristo, tanti modelli semi-idolatrici, a cominciare da quello del signore argentino, il quale, pur avendo mostrato in cento occasioni di non conoscere il significato della misericordia, viene nondimeno presentato come il pi\u00f9 misericordioso di tutti i duecentosessantasei pontefici che si sono succeduti nel corso di duemila anni di storia della Chiesa. Se avesse la centesima parte della misericordia che i mass-media gli attribuiscono, di certo avrebbe preso carta e penna, o meglio ancora il telefono, per rispondere alla lettera aperta rivoltagli pi\u00f9 di due anni fa da uno dei tanti cattolici angosciati e confusi dal suo modo di agire e di parlare, il professor Snyers, il quale gli aveva scritto: <em>Santo Padre, chi \u00e8 lei veramente? Lei mi fa paura<\/em>. Avrebbe anche risposto ai quattro cardinali che gli avevano chiesto chiarimenti al confusionario, o peggio, <em>Amoris laetitia<\/em>, o, in alternativa, un incontro privato. E si sarebbe degnato di spiegare ai Francescani e alle Francescane dell&#8217;Immacolata di quale gravissima colpa si siano macchiati, tanto da commissariarli, chiudere il loro fiorente seminario, far s\u00ec che venissero coperti di fango di fango senza per\u00f2 specificare alcuna accusa. Ma se il clero, a cominciare dal signore vestito di bianco che si fa idolatrare come papa, pi\u00f9 santo di san Francesco e pi\u00f9 misericordioso di Ges\u00f9 Cristo, non \u00e8 capace di avere un po&#8217; di misericordia verso i fratelli cattolici, allora le mense allestite dentro le chiese per sfamare i poveri, la lavanda dei piedi ai poveri islamici, i viaggi &quot;apostolici&quot; negli Emirati Arabi per inseguire una non specificata, ma comunque massonica, pace e fratellanza universali, o quelli (come in Myanmar e Bangla Desh) nel corso dei quali non si pronuncia neppure il nome di Ges\u00f9 Cristo, sono una inutile ostentazione di buonismo, di filantropismo, di pacifismo, di cosmopolitismo, magari di ambientalismo, ma non hanno niente a che fare col Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Il quale Ges\u00f9 Cristo \u00e8 un padrone esigente: <em>non potete servire due padroni<\/em>, ammonisce da sempre. Qualcuno si ricorda ancora il movimento chiamato cristiani per il socialismo? Oggi \u00e8 stato pressoch\u00e9 dimenticato, ma negli anni &#8217;70 del secolo scorso faceva furore. Ed \u00e8 stato dimenticato perch\u00e9 alla eccezionalit\u00e0 dei preti contestatori della stagione del Concilio, e poi del &#8217;68, \u00e8 subentrata, come osserva il professor Stefano Fontana, la quotidianit\u00e0 di una &quot;teologia&quot; e di una prassi &quot;cristiana&quot; che hanno non solo ereditato, ma sviluppato e sposato in pieno le derive pi\u00f9 estremiste e rivoluzionarie di quella stagione. Per questo non si parla pi\u00f9 di don Giulio Girardi: perch\u00e9 il 90% dei preti \u00e8 diventato uguale a lui. E per questo non si parla pi\u00f9 di Ernesto Buonaiuti; perch\u00e9 il grosso del clero &quot;cattolico&quot; \u00e8 divenuto modernista. E per questo non si parla mai del Forteto: per non gettare ombre cupe sull&#8217;opera e sull&#8217;eredit\u00e0 morale del grande, e ormai quasi santo, don Lorenzo Milani, antesignano del &quot;rinnovamento&quot; conciliare. Eppure, l&#8217;autentica misericordia nasce dal rispetto della verit\u00e0, come la vera compassione nasce dal rispetto del proprio essere. Non si pu\u00f2 rinunciare al Vangelo per amore dei non cattolici, beninteso se si vuol continuare ad essere cattolici e magari ad essere sacerdoti: perch\u00e9 il sacerdote \u00e8 stato consacrato nel nome di Ges\u00f9 Cristo e non nel nome degli idoli della modernit\u00e0. E il sacerdote, all&#8217;atto della consacrazione, si \u00e8 prostrato davanti al Santissimo, non davanti alla religione umanistica della Fratellanza universale. Strani pastori, questi sacerdoti buonisti ed ecumenisti, dialoganti e pizzaioli. Si commuovono per le pecorelle di ogni gregge, tranne che per quelle del loro. Se ne infischiano se una dice: <em>Voi chi siete? mi fate paura<\/em>. Si sono scordati che Ges\u00f9 Cristo ha affidato loro le sue pecorelle, col mandato di convertire e condurre in salvo anche le altre: non di riconoscere la perfetta liceit\u00e0 dell&#8217;esistenza di pi\u00f9 greggi, ma di unire tutta l&#8217;umanit\u00e0 sotto un unico Vangelo e un unico Pastore. Che \u00e8 Lui solo, il Signore Ges\u00f9. O no?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggiamo in Marco, 6, 34: Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perch\u00e9 erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157],"class_list":["post-24789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24789"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24789\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}