{"id":24776,"date":"2017-12-06T02:50:00","date_gmt":"2017-12-06T02:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/06\/e-non-cindurre-in-tentazione\/"},"modified":"2017-12-06T02:50:00","modified_gmt":"2017-12-06T02:50:00","slug":"e-non-cindurre-in-tentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/06\/e-non-cindurre-in-tentazione\/","title":{"rendered":"E non c&#8217;indurre in tentazione&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Tutti noi, nati nell&#8217;Europa cristiana, generazione dopo generazione, da secoli e secoli ripetiamo, con le parole del Padre nostro, quali ci sono state riportate dai <em>Vangeli<\/em>, la formula finale: <em>&#8230; e non c&#8217;indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen<\/em>, che viene dal greco: <em>kai m\u0113 eisenenk\u0113s h\u0113mas eis peirasmon, alla rhusai h\u0113mas apo tou pon\u0113rou<\/em>, e che in latino viene reso con: <em>et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo<\/em>. Ci eravamo gi\u00e0 occupati, meno di un mese fa, di questa traduzione, e del supposto problema che essa solleva in certe persone ipersensibili (cfr. l&#8217;articolo <em>Non c&#8217;indurre in tentazione<\/em>, pubblicato l&#8217;11\/10\/2017 sul sito <em>Nuova Italia. Accademia Adriatica di Filosofia<\/em>); ma ora siamo costretti a tornarvi sopra, visto che il papa in persona ha deciso di scendere in campo, oggi, mercoled\u00ec 6 dicembre 2017, con tutta la sua forza mediatica, parlando dai microfoni di una rete televisiva.<\/p>\n<p>Per centinaia e centinaia di anni, da tempo immemorabile, e fin dalle origini della Chiesa, i cristiani hanno recitato le parole <em>e non indirci in tentazione<\/em> senza batter ciglio, nel senso che non vi hanno mai visto niente di &quot;strano&quot;, semmai un richiamo al mistero abissale del male. Ma poi, con la fine del XIX secolo e l&#8217;inizio del XX, e con l&#8217;avvento della teologia liberale, dapprima i protestanti, indi anche i cattolici, hanno cominciato a dubitare, a storcere il naso, a scandalizzarsi: <em>Ma come! Possibile che Dio, proprio Dio, ci induca al male, e poi se ne stia l\u00ec a vedere se cadiamo in peccato oppure no? Via, questo non va bene: deve esserci per forza un errore.<\/em> Un errore di traduzione, si capisce; e che altro? Non erano ancora arrivati a mettere radicalmente in dubbio le precise parole di Ges\u00f9 Cristo, come sta ora facendo una nuova &quot;scuola&quot; di neopreti e neoteologi, di cui un esempio significativo \u00e8 il nuovo generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal, il quale, un una intervista alla stampa laica (in una qualsiasi intervista!) ha detto, fra l&#8217;altro polemizzando con il cardinale M\u00fcller, che era ancora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede &#8211; poi liquidato da papa Francesco alla prima occasione -, sul tema della indissolubilit\u00e0 del matrimonio, che nessuno pu\u00f2 sapere cosa disse realmente Ges\u00f9 Cristo, perch\u00e9 abbiamo, s\u00ec, i <em>Vangeli<\/em> che ne riportano le parole, ma non un registratore con la sua voce autentica. Il <em>Padre nostro<\/em>, infatti, \u00e8 l&#8217;unica preghiera che \u00e8 stata insegnata ai suoi discepoli direttamente da Ges\u00f9; mettere in dubbio l&#8217;esattezza di quelle parole equivale a mettere in dubbio che noi sappiamo quali siano state le Parole di Ges\u00f9. Insomma, il malumore c&#8217;era, e covava da tempo; da tempo si borbottava e si bofonchiava che quelle parole, no, non andavano proprio bene; e che bisognava pensare a una nuova traduzione, pi\u00f9 consona allo spirito dei tempi, ma, soprattutto &#8212; cos\u00ec si diceva, per salvare la faccia &#8212; pi\u00f9 &quot;fedele&quot; al <em>vero<\/em> spirito del Vangelo. Come dire: quali siano state le precise parole di Ges\u00f9 Cristo, in realt\u00e0 non possiamo dirlo con sicurezza; per\u00f2 di una cosa siamo assolutamente certi: che certe parole non pu\u00f2 averle dette: pertanto, se quelle parole, nel Vangelo, ci sono, si tratta evidentemente in una cattiva traduzione. Come logica, non fa una grinza: in cambio di una certezza, che si butta nel cestino dopo duemila anni di storia e di sacra Tradizione (con la maiuscola), si prende un pregiudizio ideologico, pi\u00f9 o meno campato per aria (Dio non pu\u00f2 aver detto questa o quest&#8217;altra cosa&#8230;) e sulla base di esso si fabbrica una nuova certezza, che, ci viene assicurato, \u00e8 assai pi\u00f9 solida e, cosa che non guasta mai, assai pi\u00f9 gradevole e &quot;digeribile&quot; dell&#8217;antica&#8230;<\/p>\n<p>In effetti, da parecchio tempo la Conferenza Episcopale Francese ha modificato la traduzione, passando dalla vecchia: <em>ne nous soumets pas \u00e0 la tentation<\/em>, &quot;non sottometterci alla tentazione&quot;, alla nuova e definitiva: <em>ne nous laisse pas entrer en tentation<\/em>, &quot;non lasciarci entrare in tentazione&quot;. E allora, in Italia, prima la stampa cattolica progressista ha sollevato apertamente il problema; poi si sono mossi i vertici della neochiesa per fare giustizia della traduzione &quot;sbagliata&quot;. Dalle colonne di <em>Famiglia Cristiana<\/em>, fin dal numero del 26 gennaio 2013 (dunque, al crepuscolo del pontificato di Benedetto XVI e prima della elezione di papa Francesco) il teologo Silvano Sirboni si chiedeva, amleticamente, ma non senza una palese punta d&#8217;impazienza: <em>A quando il nuovo Padre nostro?<\/em>; e quasi cinque anni dopo, sul numero del 13 settembre 2017 dello stesso settimanale, un altro teologo, Giuseppe Pulcinelli, sempre rispondendo a un quesito dei lettori, proclama: <em>&quot;Non ci indurre in tentazione&quot;, il vero significato<\/em>. E cos\u00ec conclude la sua brevissima argomentazione: <em>Il senso dell&#8217;invocazione \u00e8 dunque: &quot;Non ci lasciare entrare e soccombere nella tentazione&quot;. Speriamo che presto venga adottata anche nella liturgia la versione ufficiale della CEI (2008), che ha corretto con &quot;Non abbandonarci alla tentazione&quot;<\/em>. Anche se il <em>Messale Romano<\/em>, a differenza della versione CEI della <em>Bibbia<\/em>, non ha ancora recepito la grande novit\u00e0. In compenso, da ultimo \u00e8 sceso in campo il Numero Uno in persona, il papa Francesco, il quale, nel corso di una conversazione nel corso del programma televisivo <em>Padre Nostro,<\/em> condotto da don Marco Pozza su TV2000, la sera del 6 dicembre 2017 ha rotto gli indugi e spiegato che, nella preghiera del <em>Padre Nostro, Dio che ci induce in tentazione &quot;non \u00e8 una buona traduzione&quot;. Anche i francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice: &quot;non mi lasci cadere nella tentazione&quot;. Sono io a cadere, non \u00e8 lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto, un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito.<\/em> Adesso s\u00ec che possiamo star tranquilli: la spinosa faccenda \u00e8 stata presa in carico, con tutti i crismi, dal neoclero della neochiesa, pi\u00f9 che mai desiderosa di rimuovere dai delicati piedini dei credenti ogni sia pur minimo ostacolo, ogni spina, ogni sassolino, perch\u00e9 la fede cattolica, si sa, fragile e malaticcia com&#8217;\u00e8, deve diventare una faccenda semplice e pulita, che scorra via liscia come bere un bicchier d&#8217;acqua, e non sia mai che inutili e fastidiose complicazioni vengano a render difficile la vita sia ai fedeli che ai loro pastori. Tutto chiaro, no? In fondo, parrebbe una cosa tanto ovvia, tanto scontata: non \u00e8 forse vero che la nuova traduzione del <em>Padre nostro<\/em> suona meglio? Non \u00e8 vero che, recitato cos\u00ec, i conti ci tornano, mentre prima, diciamo la verit\u00e0, non ci tornavano mai del tutto, pur facendoli e rifacendoli un sacco di volte? Eppure&#8230;<\/p>\n<p>Non intendiamo addentrarci in una discussione filologica intorno al verbo greco\u00a0<em>eisenenkes<\/em>, che si traduce con &quot;immettere&quot;, &quot;introdurre&quot;; lasciamo ai linguisti e ai biblisti di professione di decidere quale sia la traduzione migliore, in quel contesto. Quel che ci preme \u00e8 un&#8217;altra cosa: riflettere sul sottinteso teologico che sta dietro le due diverse traduzioni:\u00a0<em>e non c&#8217;indurre in tentazione<\/em>, oppure:\u00a0<em>e<\/em>\u00a0<em>non lasciarci entrare nella tentazione.\u00a0<\/em>Il sottinteso \u00e8 questo: nella prima traduzione &#8211; quella sin qui seguita dalla Chiesa &#8211; nella relazione fra l&#8217;uomo e Dio, \u00e8 Dio che sta al centro e al di sopra; nella seconda, \u00e8 l&#8217;uomo, ed \u00e8 l&#8217;uomo che dispone del proprio destino. Chi prega con le parole:\u00a0\u00a0<em>e non c&#8217;indurre in tentazione<\/em>, riconosce non l&#8217;arbitrariet\u00e0 o, peggio, la malevolenza di Dio nei confronti dell&#8217;uomo, ma la sua onnipotenza, alla quale nulla sfugge di tutto ci\u00f2 che esiste; chi recita, invece,\u00a0<em>non lasciarci entrare nella tentazione<\/em>, pretende di sapere, lui, come debba sentire e pensare Dio, e gli impone di rispettare il modo di sentire e di pensare tipicamente umano. In altre parole, vuole abolire il mistero. Solo che, nella relazione fra l&#8217;uomo e Dio, non tutto \u00e8 chiaro: vi sono cose che l&#8217;uomo non capisce, o che arriva a capire solo in un secondo momento, perch\u00e9, in quell&#8217;ambito, il mistero va scritto con la maiuscola, \u00e8 il Mistero del divino, il Mistero dell&#8217;invisibile.\u00a0 Ges\u00f9 stesso, al termine dell&#8217;Ultima Cena, a un certo punto dice agli Apostoli: <em>Molte cose ho ancora da dirvi ma per ora non siete capaci di portarne il peso. Quando per\u00f2 verr\u00e0 lo Spirito di Verit\u00e0, egli vi guider\u00e0 alla verit\u00e0 tutta intera, perch\u00e9 non parler\u00e0 da s\u00e9, ma dir\u00e0 tutto ci\u00f2 che avr\u00e0 udito e vi annunzier\u00e0 le cose future. Egli mi glorificher\u00e0, perch\u00e9 prender\u00e0 del mio e ve l&#8217;annunzier\u00e0. Tutto quello che il Padre possiede \u00e8 mio; per questo ho detto che prender\u00e0 del mio e ve l&#8217;annunzier\u00e0<\/em> (G<em>v<\/em>. 16, 12-15). Ora, se c&#8217;erano molte cose che gli Apostoli, che pure avevano vissuto con Ges\u00f9 per molto tempo, non erano ancora in grado di capire, a maggior ragione ci\u00f2 \u00e8 vero per il cristiano dei tempi successivi, che non ha mai conosciuto, di persona, il divino Maestro, se non nel mistero (un altro Mistero!) del Sacrifico eucaristico.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, \u00e8 proprio questo brano del <em>Vangelo di Giovanni<\/em> a fornirci la chiave per superare l&#8217;apparente vicolo cieco: quel che noi non possiamo ancora comprendere, potremo comprenderlo a suo tempo, <em>con l&#8217;aiuto dello Spirito Santo<\/em>. L&#8217;umilt\u00e0, ancora e sempre; l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscersi impotenti e inadeguati, cio\u00e8 servi inutili (cfr. <em>Lc<\/em>. 17, 10); l&#8217;umilt\u00e0 di chiedere a Dio, di bussare alla sua porta, di invocare il suo aiuto, senza il quale non \u00e8 possibile fare nulla (cfr. <em>Gv<\/em>. 15, 5). E come si sono regolati, invece, i neoteologi e i neopreti, di fronte alla difficolt\u00e0 di comprendere quel passo del <em>Padre nostro<\/em>, &quot;e non c&#8217;indurre in tentazione&quot;, che sembra esser di scandalo alla ragione umana? Si sono gettati in ginocchio e hanno forse domandato, gemendo e piangendo, il soccorso di Dio? Hanno pregato perch\u00e9 lo Spirito Santo, che \u00e8 lo Spirito di Verit\u00e0 che procede del Padre e dal Figlio, illuminasse le loro menti e fugasse i loro dubbi? Niente affatto: gonfi di umana superbia, di presunzione intellettuale, hanno squittito: <em>Questo passo ci risulta inaccettabile: deve esserci sicuramente un errore di traduzione! Via, prendiamolo per mano e traduciamolo di nuovo secondo i nostri intendimenti, secondo la nostra idea di quel che Dio deve essere per noi: vediamo di levare a quelle parole il loro molesto pungiglione, di renderle bene accette alla nostra mentalit\u00e0<\/em>. Una mentalit\u00e0 tutta umana, che vorrebbe capire ogni cosa e subito, cos\u00ec, per merito proprio e non per una divina illuminazione! E non \u00e8 passato loro per la mente che proprio quel tipo di atteggiamento \u00e8 ci\u00f2 che ha spinto Ges\u00f9 Cristo, una volta, ad apostrofare san Pietro, il capo degli Apostoli, con queste parole durissime: <em>Va&#8217; indietro, satana; tu mi sei di scandalo, perch\u00e9 non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!<\/em> (<em>Mt<\/em>. 16, 23). Troppo facile; troppo comodo. Non \u00e8 cos\u00ec che vanno le cose, quando si prende in mano il <em>Vangelo<\/em> e si legge quel che vi \u00e8 scritto. E il cammello che non vuol passare per la cruna dell&#8217;ago (cfr. <em>Mt<\/em>. 19, 24) ci \u00e8 di scandalo, non giova ricorrere alla scorciatoia, e dire che quel &quot;cammello&quot;, in realt\u00e0, era &quot;una gomena&quot;: non \u00e8 a colpi di traduzione che si pu\u00f2 togliere al Vangelo il suo carattere &quot;scandaloso&quot;; e se quello scandalo ci d\u00e0 noia, forse dovremmo rivolgerci a qualche &quot;verit\u00e0&quot; pi\u00f9 accettabile alla nostra ragione, forse dovremmo praticare qualche setta o qualche esercizio di Yoga o di Meditazione Trascendentale, e lasciar perdere Ges\u00f9. Ges\u00f9 era di scandalo duemila anni fa e continua ad esserlo ancor oggi: sar\u00e0 sempre motivo di scandalo, porr\u00e0 sempre l&#8217;imbarazzante domanda: <em>E voi, chi dite che io sia?<\/em> (<em>Mc.,<\/em> 8, 29).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro aspetto della questione da tener presente. Il <em>Padre Nostro<\/em> non \u00e8 solo la preghiera che Ges\u00f9 ci ha insegnato e che \u00e8 attestata dalle Sacre Scritture (<em>Lc<\/em>. 11, 1): \u00e8 anche la preghiera che i cristiani recitano devotamente da duemila anni, avallata in pieno dalla sacra Tradizione. Pertanto, modificare o rivedere la traduzione del Padre nostro non \u00e8 un atto qualsiasi di perizia filologica; non \u00e8 come ritoccare un paio di versi dell&#8217;<em>Eneide<\/em>, o delle <em>Argonautiche<\/em> di Apollonio Rodio; no: significa prendersi una libert\u00e0 inaudita nei confronti della Parola di Dio. La Parola di Dio non si cambia secondo gli umori dei filologi o dei biblisti; \u00e8 quella e rester\u00e0 quella, sino al giorno del Giudizio; e la sacra Tradizione, allo stesso modo, non pu\u00f2 essere, puramente e semplicemente, ignorata, come se fosse una cosa tutta umana, che deve cedere davanti ai progressi della scienza. Al contrario, \u00e8 la scienza degli uomini che deve inginocchiarsi e chinare il capo davanti alla Parola di Dio. Leggere sulla stampa che papa Francesco ha deciso di &quot;correggere&quot; il <em>Padre nostro<\/em> \u00e8 una cosa che fa male, perch\u00e9 denota un atteggiamento laico, anzi laicista, nei confronti della Parola di Dio e della sacra Tradizione, quale nessun cristiano e nessun cattolico, degno di questo nome, potrebbe mai avere. Se ce l&#8217;ha, non \u00e8 cristiano e non \u00e8 cattolico. Questo \u00e8 il punto: l&#8217;umilt\u00e0 dell&#8217;uomo davanti a Dio, che qui vediamo mancare assolutamente. N\u00e9 il papa si \u00e8 affrettato a correggere, a rettificare, a stemperare quel modo di dare la notizia; peraltro, il fatto e quello e c&#8217;\u00e8 poco da aggiungere: per la prima volta nella storia della Chiesa, un papa, che, a parole , sostiene di non voler cambiare la dottrina (e mi marcerebbe altro; \u00e8 gi\u00e0 troppo che abbia detto di voler cambiare la Chiesa), ma solo &quot;metterla a discernimento&quot;, &quot;approfondirla&quot;, &quot;chiarificarla&quot;, si permette ci\u00f2 che nessuno, mai, prima di lui, aveva anche solo ostato immaginare: modificare il testo della preghiera cristiana pi\u00f9 importante, quella tramandata dalla viva voce di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Ci sono due modi di leggere il <em>Vangelo<\/em> e di pregare il <em>Padre Nostro<\/em>: il primo \u00e8 quello della fede, della rinuncia all&#8217;io e dell&#8217;abbandono in Dio; il secondo \u00e8 quello del razionalismo, del voler capire, del voler spiegare tutto. Con il primo si giunge alla meta, perch\u00e9 le parole e le formule liturgiche sono una preparazione interiore e un orientamento spirituale; col secondo si giunge all&#8217;incredulit\u00e0, perch\u00e9 la ragione non \u00e8 mai paga di nulla, se non riconosce un limite, un Altro che sta al di sopra di lei. Giungiamo cos\u00ec al cuore della crisi che attanaglia la Chiesa ai nostri d\u00ec: una perdita della fede da parte dei pastori, i quali, per inescusabile orgoglio, si ammantano di formule ingannevoli, come &quot;rinnovamento&quot; e &quot;aggiornamento&quot;, mentre seminano turbamento e angoscia nel gregge dei fedeli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti noi, nati nell&#8217;Europa cristiana, generazione dopo generazione, da secoli e secoli ripetiamo, con le parole del Padre nostro, quali ci sono state riportate dai Vangeli,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,237],"class_list":["post-24776","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24776"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24776\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}