{"id":24773,"date":"2009-10-02T09:35:00","date_gmt":"2009-10-02T09:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/02\/e-piuttosto-con-te-allinferno-che-senza-di-te-in-paradiso\/"},"modified":"2009-10-02T09:35:00","modified_gmt":"2009-10-02T09:35:00","slug":"e-piuttosto-con-te-allinferno-che-senza-di-te-in-paradiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/02\/e-piuttosto-con-te-allinferno-che-senza-di-te-in-paradiso\/","title":{"rendered":"\u2026 E piuttosto con te all&#8217;Inferno, che senza di te in Paradiso"},"content":{"rendered":"<p>Cara Sabina,<\/p>\n<p>mi dispiace che ti tormenti e ti arrovelli su un problema che non ha soluzione: perch\u00e9, se proprio vuoi vedere l&#8217;amore come un peccato, non vi sono vie d&#8217;uscita dal vicolo cieco in cui tu stessa hai deciso di entrare.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, e certo senza rendertene conto, tu stai facendo un movimento dell&#8217;anima assai curioso e quasi paradossale: perch\u00e9 proprio la percezione della colpa potenzia enormemente il pathos del sentimento medesimo, lo cerebralizza nel momento stesso in cui si sforza di reprimerlo: col risultato di centuplicarne la forza e di trasformarlo in autentica ossessione; vale a dire, l&#8217;esatto il contrario della tua intenzione, che era quella di mettergli la sordina.<\/p>\n<p>Ma tant&#8217;\u00e8: cacciate un sentimento autentico dalla porta, ed esso rientrer\u00e0, inevitabilmente, dalla finestra. Rientrer\u00e0 con tutto il suo codazzo di spettri e di rimorsi; ma, appunto per questo, rientrer\u00e0 con una forza tale, che nemmeno il gigante Briareo riuscirebbe a cacciarlo fuori, pur con le sue membra smisurate.<\/p>\n<p>I poeti, quelli veri, lo sanno molto bene, e da sempre: solo l&#8217;amore colpevole \u00e8 poeticamente vivo e interessante, perch\u00e9 solo esso offre la possibilit\u00e0 di rappresentare la lotta tra due infiniti, nessuno dei quali riuscir\u00e0 mai a sopraffare l&#8217;altro: l&#8217;amore e il peccato; lotta che si svolge nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima e che, perci\u00f2, non conosce le banali avversit\u00e0 del mondo esterno, ma i tormenti e le gioie e ancora i tormenti del cuore stesso.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di Francesca da Rimini: la Francesca di Dante, beninteso: una delle pi\u00f9 perfette creazioni poetiche di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Ella \u00e8 grande, grandissima, proprio perch\u00e9, vinta dal sentimento d&#8217;amore, che a sua volta aveva vinto Paolo attraverso la bellezza della sua persona, \u00e8 scivolata insensibilmente nella colpa: dalla quale neppure all&#8217;Inferno si pente, pur se la riconosce e ne prova rammarico. Rammarico, ma non pentimento: perch\u00e9 pentirsi, vorrebbe dire smettere di amare Paolo: il che le \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>In questo senso, Francesca \u00e8 creatura viva, proprio perch\u00e9 caratteristicamente umana e squisitamente femminile: quanto pu\u00f2 esserlo, dice De Sanctis, una qualsiasi servetta che si sia perdutamente innamorata del suo uomo, fino a pronunciare questa divina sciocchezza: \u00abIo ti amo e ti amer\u00f2 per sempre; e piuttosto con te all&#8217;Inferno, che senza di te in Paradiso!&quot;.<\/p>\n<p>Misteri del cuore umano: misteri dolci, per\u00f2, e profondamente commoventi; e al diavolo tutti i censori e gli spiriti freddi e invidiosi, che odiano l&#8217;amore soltanto perch\u00e9 non hanno il coraggio di lasciarvisi andare una sola volta nella vita.<\/p>\n<p>Non sto facendo l&#8217;elogio dell&#8217;amore passionale, Sabina, se con questa espressione si intende il classico perdere la testa; questa, te l&#8217;ho gi\u00e0 detto, \u00e8 una misera invenzione della modernit\u00e0, originata da quello spirito freddo e astuto, che sapeva cos\u00ec bene simulare la passione: quel Francesco Petrarca, che non ha avuto il pudore di risparmiarci lo spettacolo, esibito oltre ogni limite della decenza, delle sue pretese lotte interiori fra amore e peccato.<\/p>\n<p>Al contrario: sto dicendo che amare davvero, significa aderire pienamente alla propria natura pi\u00f9 profonda, riconoscendo la verit\u00e0 che brilla in fondo alla nostra anima, sia pure seminascosta da innumerevoli incrostazioni e torbidi depositi. Perch\u00e9 noi siamo fatti per amare: per questo siamo venuti al mondo, e per questo siamo chiamati a vivere fra i nostri simili.<\/p>\n<p>Chi non ha mai amato, non \u00e8 mai stato veramente uomo o veramente donna; tutto il resto, sono chiacchiere da eunuchi moralisti e ipocriti.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Francesca: sublime esempio di donna innamorata, non perch\u00e9 la sua passione sia romantica o eccezionale, ma perch\u00e9 \u00e8 totale, come pu\u00f2 esserlo per la pi\u00f9 sprovveduta ragazzina che non sappia nulla del mondo e della vita.<\/p>\n<p>Scriveva Francesco De Sanctis nel suo saggio \u00abFrancesca Da Rimini\u00bb, pubblicato sulla rivista \u00abNuova Antologia\u00bb del gennaio 1869 (in: F. De Sanctis, \u00abLezioni e saggi su Dante\u00bb, a cura di Sergio Romagnoli, Torino, Einaudi, ,1955, 1967, pp. 641-651, passim):<\/p>\n<p>\u00abFrancesca \u00e8 donna e non altro che donna, ed \u00e8 una compiuta persona poetica, di una chiarezza omerica. Certo, essa \u00e8 ideale, ma non \u00e8 l&#8217;ideale di qualcos&#8217;altro, \u00e8 l&#8217;ideale di se stessa, ed \u00e8 ideale compiutamente realizzato, con una ricchezza di determinazioni che gli danno tutta la simulazione di un individuo. I suoi lineamenti si trovano gi\u00e0 in tutti i concetti della donna prevalenti nelle poesie di quel tempo: amore, gentilezza, purit\u00e0, verecondia, leggiadria. Ma questi non sono qui epiteti, ma vere qualit\u00e0 di persona messe in azione, e perci\u00f2 vive. Edipo inconsapevole, Dante ha qui ucciso la sfinge, ed \u00e8 entrato nel pieno possesso della vita; quella donna che cerca in paradiso, eccola qui, egli l&#8217;ha trovata nell&#8217;inferno. Francesca non \u00e8 il divino, ma l&#8217;umano e il terrestre, e perci\u00f2 in tale situazione che tutte le sue facolt\u00e0 sono messe in movimento, con profondi contrasti che generano irresistibili emozioni. E questo \u00e8 la vita.<\/p>\n<p>Non ha Francesca alcuna qualit\u00e0 volgare o malvagia, come odio, o rancore, o dispetto, e neppure alcuna speciale qualit\u00e0 buona; sembra che nel suo animo non ossa farsi adito altro sentimento che l&#8217;amore. &quot;Amore, Amore, Amore!&quot; Qui \u00e8 la sua felicit\u00e0 e qui \u00e8 la sua miseria. N\u00e9 ella se ne scusa, adducendo l&#8217;inganno in che fu tratta o altre circostanze. La sua parola \u00e8 di una sincerit\u00e0 formidabile. &#8211; Mi am\u00f2, ed io l&#8217;amai; &#8211; ecco tutto. Nella sua mente ci sta che \u00e8 impossibile che la cosa andasse altrimenti, e che amore \u00e8 una forza a cui non si pu\u00f2 resistere. Questa onnipotenza e fatalit\u00e0 della passione che s&#8217;impadronisce di tutta l&#8217;anima e la tira verso l&#8217;amato nella piena consapevolezza della colpa \u00e8 l&#8217;altro motivo su cui si svolge tutto il carattere. Appunto perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 rappresentato come una forza straniera all&#8217;anima e irrepugnabile, qui hai fiacchezza, non depravazione. Francesca \u00e8 rimasta il tipo onde sono uscite le pi\u00f9 care creature della fantasia moderna: esseri delicati, in cui niente \u00e8 che resista e reagisca, fragili fiori a cui ogni lieve soffio \u00e8 mortale, e che si rassomigliano tutte per una comune natura. Gittate in un mondo che non comprendono e da cui non sono comprese, tu le vedi, come Dante le rappresenta, &quot;di qua, di l\u00e0, di su, di gi\u00f9&quot;, menate dall&#8217;onda della loro passione, n\u00e9 possiamo senza strazio vederle nelle tragedie, ridenti e spensierate, accostarsi pi\u00f9 e pi\u00f9 a quell&#8217;abisso che elleno medesime si scavano, e dove va a sprofondare, prima quasi ancora che sia gustata la vita, tanta giovent\u00f9 e bellezza. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il peccato \u00e8 il pi\u00f9 alto pathos della tragedia, perch\u00e9 questa contraddizione dell&#8217;amore non \u00e8 posta fuori, ma nell&#8217;anima stessa degli amanti. L&#8217;amore senza contraddizione \u00e8 prosa arcadica, poesia pastorale, \u00e8 Dafni e Cloe. Quando la contraddizione esca da ostacoli accidentali, come esser plebeo o povero, divisioni di famiglie, odi politici, gli amanti hanno coscienza che la ragione \u00e8 dal canto loro, e combattono contro ostacoli posti fuori della loro coscienza. Ma il peccato \u00e8 un infinito al pari dell&#8217;amore, perch\u00e9 amendue coesistono nell&#8217;anima e non si possono distruggere l&#8217;un l&#8217;altro: distruggetemi la coscienza del peccato e mi avrete annientata Francesca da Rimini. In lei \u00e8 lotta senza termine, n\u00e9 pu\u00f2 dire: &#8211; Io amo -, senza che una voce non le risponda: &#8211; \u00c8 peccato -; n\u00e9 pu\u00f2 questa voce parlarle, senza che nel costante pensiero non le si affacci la male allontanata immagine. E che avviene allora? Innanzi agli altri si studiano le parole e gli sguardi, si vorrebbe celare non che ad altri a se stesso il mistero del cuore; ma nel silenzio della stanza, nel segreto dell&#8217;anima si accarezza quell&#8217;immagine, e si beve il dolce di quei pensieri, e si nutrono quei desideri, insino a che d&#8217;improvviso e inconsapevole non si giunga al &quot;doloroso passo&quot;, al momento dell&#8217;oblio e della colpa. [&#8230;] Che cosa \u00e8 questo? \u00c8 gioia, \u00e8 dolore? \u00c8 gioia ed \u00e8 dolore, \u00e8 amore ed \u00e8 peccato, \u00e8 terra ed \u00e8 inferno, \u00e8 l&#8217;amarezza dell&#8217;amore che ha per dote l&#8217;inferno, \u00e8 la volutt\u00e0 dell&#8217;inferno che ha per soggetto l&#8217;amore: \u00e8 un sentimento complesso che non ha parola. \u00c8 la contraddizione, \u00e8 il cuore ne&#8217; suoi misteri, \u00e8 la vita ne&#8217; suoi contrasto, \u00e8 paradiso ed inferno, \u00e8 angiolo e demonio: \u00e8 l&#8217;uomo.\u00bb<\/p>\n<p>Capisci, adesso, Sabina?<\/p>\n<p>Se vuoi fustigarti con i flagelli roventi della colpa e del rimorso, sei libera di farlo; ma non rendi giustizia alla verit\u00e0 profonda che giace in fondo al tuo essere.<\/p>\n<p>Certo, ogni epoca ed ogni societ\u00e0 possiede un proprio atteggiamento nei confronti dell&#8217;amore giudicato colpevole. Quella odierna, cos\u00ec banalmente materialista ed edonista, si direbbe che abbia cancellato la nozione stessa della colpa, e a maggior ragione nell&#8217;ambito dell&#8217;amore. Per questo i tuoi tormenti mi appaiono cos\u00ec degni di rispetto: perch\u00e9 nascono da un&#8217;anima sensibile e delicata, che non si \u00e8 lasciata addormentare dalla morale lassista oggi imperante.<\/p>\n<p>Tuttavia, per un eccesso di zelo, mi sembra tu stia cadendo nell&#8217;esagerazione opposta: perch\u00e9, se \u00e8 sbagliato pensare che il peccato non esista (o la colpa, o in qualunque altro modo lo si voglia chiamare), non meno distruttivo \u00e8 volerlo vedere in agguato ovunque, anche dove non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Che cosa saremmo noi, se fossimo incapaci di amare? Ebbene l&#8217;amore, quando entra nell&#8217;anima con la sua forza misteriosa e con la sua indomabile signoria, non chiede il permesso alle convenzioni sociali o alle regole stabilite: e, se \u00e8 autentico, cio\u00e8 grande e puro, rivendica il proprio diritto di cittadinanza entro di noi, ribellandosi a qualunque sforzo venga posto in atto per estirparvelo, in nome di leggi e di princip\u00ee.<\/p>\n<p>Questo, beninteso, quando non divenga causa di male o di sofferenza per qualcuno: non \u00e8 ammissibile, infatti, quell&#8217;amore che viene costruito sulle rovine del cuore altrui. Ma se nessuno soffre, perch\u00e9 dovrebbe essere considerato una colpa imperdonabile?<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 grave, a mio parere, si deve considerare la colpa di non amare: di non saper amare, di non voler amare. Una vita senza amore, \u00e8 la colpa pi\u00f9 grave di tutte.<\/p>\n<p>Certo, esistono molti modi di amare; ma l&#8217;importante \u00e8 riconoscere il messaggio che esso ci reca, quando batte alle porte del nostro cuore. Allorch\u00e9 questo accade, l&#8217;amore ci sta dicendo qualcosa, qualcosa di importante per la nostra vita, per la nostra evoluzione spirituale: da quest&#8217;ultima, infatti, dipender\u00e0 la nostra decisione, se aprirgli le porte oppure no.<\/p>\n<p>In ogni caso, sia che le apriamo, sia che le teniamo ben chiuse, noi non saremo pi\u00f9 gli stessi di prima: qualche cosa di grande \u00e8 accaduto, che non ci sar\u00e0 concesso ignorare, n\u00e9 cancellare. Potremo fingere, sforzarci di rimuoverne il ricordo; ma servir\u00e0 a ben poco. Tutt&#8217;al pi\u00f9, a restituirci una patina di apparente \u00abrispettabilit\u00e0\u00bb sociale.<\/p>\n<p>Saremo come colui che indossa il vestito buono per passeggiare in strada, mentre il suo corpo \u00e8 pieno di pustole e di piaghe aperte. Perch\u00e9 l&#8217;amore rinnegato in noi stessi, rimarr\u00e0 come un bimbo strozzato nella culla; e l&#8217;odore della sua decomposizione finir\u00e0 per appestare il salotto buono della nostra rispettabilit\u00e0 borghese.<\/p>\n<p>Queste parole non sono per te, Sabina: so che non della rispettabilit\u00e0 borghese ti preoccupi, ma della pace e della integrit\u00e0 della tua anima. Ci\u00f2 \u00e8 meritevole di stima, ripeto; solo, temo tu abbia individuato un falso nemico, dichiarando guerra alla tua parte pi\u00f9 profonda, che non accetti e alla quale hai deciso di non voler bene.<\/p>\n<p>Che cosa posso dirti, a questo punto?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 m&#8217;importa, \u00e8 la tua serenit\u00e0: dunque, nessun rimprovero e nessuna esortazione, ma una piena accettazione delle tue scelte.<\/p>\n<p>Se esse saranno tali da recarti realmente quel bene che cos\u00ec ardentemente insegui, ossia la pace dell&#8217;anima, lo dir\u00e0 il futuro.<\/p>\n<p>Noi possiamo solo dare un parere alle persone cui vogliamo bene; se cercassimo di forzarne la volont\u00e0, mostreremmo di non rispettarle, e dunque di non amarle.<\/p>\n<p>Ciascuno deve fare il proprio percorso; ciascuno deve inciampare, cadere e anche farsi del male, se vuole imparare qualche cosa dalla vita, senza ripetere sempre gli stessi errori.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>Si tu vales, bene est, ego valeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cara Sabina, mi dispiace che ti tormenti e ti arrovelli su un problema che non ha soluzione: perch\u00e9, se proprio vuoi vedere l&#8217;amore come un peccato,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[114],"class_list":["post-24773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-dante-alighieri"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24773"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24773\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}