{"id":24772,"date":"2011-12-10T07:28:00","date_gmt":"2011-12-10T07:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/10\/e-lasciamoli-sognare\/"},"modified":"2011-12-10T07:28:00","modified_gmt":"2011-12-10T07:28:00","slug":"e-lasciamoli-sognare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/10\/e-lasciamoli-sognare\/","title":{"rendered":"&#8230; e lasciamoli sognare!"},"content":{"rendered":"<p>Gli uomini e le donne moderni non credono pi\u00f9 a niente; o, forse, sarebbe pi\u00f9 esatto dire che hanno deciso di non credere pi\u00f9 a niente.<\/p>\n<p>Qualcuno, a un certo punto, ha deciso che non vi \u00e8 altra realt\u00e0 che quella materiale, spiegabile razionalmente, indagabile scientificamente: misurabile, quantificabile e, soprattutto, manipolabile a discrezione; e tutti lo hanno seguito come un gregge.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto molto tempo fa; sta di fatto che, adesso, abbiamo introiettato la lezione cos\u00ec bene, che ci facciamo un punto d&#8217;onore di mostrarci il pi\u00f9 possibile scettici, il pi\u00f9 possibile disincantati, il pi\u00f9 possibile pragmatici: sempre un po&#8217; di pi\u00f9 del nostro vicino, in ogni caso.<\/p>\n<p>Vogliamo sentirci i primi nella negazione, laddove un tempo era bello sentirsi uniti e solidali con il prossimo nell&#8217;affermazione.<\/p>\n<p>E allora tutti gi\u00f9 a dire che la vita fa schifo; che non c&#8217;\u00e8 niente di buono al mondo; che sarebbe stato meglio non nascere nemmeno; oppure a sostenere, con pari conformismo, che il reale \u00e8 la risultante di un gioco di atomi e di energia, di un gioco casuale che, di per s\u00e9, non significa assolutamente nulla, quantunque noi possiamo vantarci di raggiungere una conoscenza scientificamente esatta di questo nulla &#8211; e, magari, sentircene appagati e soddisfatti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcuno, per\u00f2, che non si lascia piegare facilmente alla nostra logica &#8211; o alla nostra assenza di logica, certificata e istituzionalizzata; che recalcitra a convertirsi alla nostra fede nel Nulla o alla sua variante progressista, la fede nella Scienza materialista e totalitaria; qualcuno che si annida ovunque, nelle nostre case, perfino nelle nostre anime, facendosi vivo con inaspettata intensit\u00e0 e, talvolta, provocandoci un&#8217;ombra di rimorso: il bambino.<\/p>\n<p>Il bambino non \u00e8 come noi, grazie al Cielo; e nemmeno noi eravamo cos\u00ec: solo che ce ne siamo dimenticati o abbiamo fatto di tutto per scordarcene.<\/p>\n<p>Il bambino non sa che farsene delle nostre orgogliose certezze, dei nostri desolati sofismi, della nostra gelida sapienza: e, se gli diciamo che le fate e le streghe non esistono, n\u00e9 i castelli incantati, le principesse addormentate e i principi azzurri, ha l&#8217;impudenza di non crederci.<\/p>\n<p>Vive in un mondo pi\u00f9 bello del nostro, infinitamente pi\u00f9 ricco e imprevedibile, sempre aperto al fascino del mistero: i suoi occhioni spalancati vedono cose che noi non possiamo vedere, riescono a penetrare oltre la superficie delle cose, davanti alla quale noi ci fermiamo, convinti come siamo di aver capito tutto quel che c&#8217;\u00e8 da capire.<\/p>\n<p>E non solo vive in un mondo fiabesco; sa che di quel mondo egli possiede la chiave, sa come entrarvi, con naturalezza senza sforzo alcuno, praticamente in qualsiasi momento: sa che la bacchetta magica delle fate, nelle sue mani, diventa REALMENTE una bacchetta magica, con la quale pu\u00f2 compiere incantesimi; sa che il cavalluccio di legno della giostra, che gira incessantemente con essa, \u00e8 REALMENTE un cavallo favoloso e che lo pu\u00f2 condurre nelle pi\u00f9 fantastiche avventure, delle quali egli sar\u00e0 l&#8217;ardito protagonista; e sa che uno Stetson e una pistola giocattolo lo trasformeranno REALMENTE in un cow-boy alle prese con banditi, sceriffi e pellirossa: e lo sa non in maniera teorica, ma per la pi\u00f9 convincente delle ragioni, ossia perch\u00e9 \u00e8 in grado di sperimentarlo.<\/p>\n<p>Il mondo nel quale vive il bambino \u00e8 un mondo parallelo al nostro, ma asimmetrico rispetto al nostro: perch\u00e9, dal suo, egli pu\u00f2 vedere anche il nostro; mentre noi, dal nostro, non possiamo vedere, ma solo &#8211; tutt&#8217;al pi\u00f9 &#8211; intuire vagamente l&#8217;esistenza del suo.<\/p>\n<p>Per dire meglio, il suo mondo ha una duplice dimensione: quella ordinaria confina con il nostro e, a tratti, sembra che coincida con esso; ma in qualsiasi momento ecco che il prodigio pu\u00f2 compiersi, le maglie della realt\u00e0 ordinaria si aprono, e attraverso il varco egli balza in quell&#8217;altro mondo, tutto suo, dal quale noi siamo esclusi perch\u00e9 non crediamo che esso sia l\u00ec, che sia reale quanto il nostro.<\/p>\n<p>In fondo, la bacchetta magica di cui dispone il bambino \u00e8 tutta l\u00ec: nel fatto che egli crede alla possibilit\u00e0 del fantastico; ma il suo credere non \u00e8 come quello dell&#8217;adulto: non \u00e8 un atto di fede che, in certo qual modo, sacrifica la razionalit\u00e0; \u00e8 un credere primario, assoluto e, nello stesso tempo, perfettamente naturale.<\/p>\n<p>Forse sarebbe pi\u00f9 esatto dire che non \u00e8 tanto un credere, quanto piuttosto un sapere: un sapere istintivo, anteriore a qualsiasi ragionamento e, pertanto, non bisognoso di alcuna prova, di alcuna dimostrazione; cos\u00ec come l&#8217;adulto non ha bisogno di prove per sapere che, quando ci si risveglia da un sogno, si torna nella vita &quot;reale&quot;.<\/p>\n<p>Il bambino, perci\u00f2, VEDE: vede quello che l&#8217;adulto non \u00e8 pi\u00f9 in grado di vedere, anzi, neppure di immaginare.<\/p>\n<p>Per l&#8217;adulto, la vetrina di un negozio di giocattoli o una giostra con i cavalli di legno non sono che degli insiemi di oggetti inerti; per il bambino, sono la porta d&#8217;accesso a un&#8217;altra dimensione, quella del fantastico, che \u00e8 tanto reale quanto quella ordinaria &#8211; e forse di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, per l&#8217;adulto la fiaba che sta leggendo al bambino la sera, prima che quest&#8217;ultimo si addormenti, non \u00e8 altro che un volo della fantasia cosciente, che ha lo scopo di far sognare i piccini; per il bambino, si tratta di un racconto reale, o quantomeno possibile, tanto verosimile quanto possono esserlo, per l&#8217;adulto, le notizie del telegiornale.<\/p>\n<p>Da qualche decennio, per\u00f2, la fantasia e la capacit\u00e0 creativa del bambino sono state seriamente intaccate da un mutato atteggiamento del mondo degli adulti.<\/p>\n<p>Mentre, per secoli, gli adulti hanno ritenuto giusto permettere ai bambini le loro scorribande nella dimensione della fantasia, le hanno incoraggiate e alimentate o, nel peggiore dei casi, almeno tollerate, da un po&#8217; di tempo a questa parte essi hanno deciso di adottare la politica della &quot;tolleranza zero&quot;, di spazzare via il pi\u00f9 presto possibile quel regno incantato.<\/p>\n<p>Hanno cominciato con il deridere la sua fede nelle fiabe, nella Befana, in Babbo Natale, dandogli in cambio, per cos\u00ec dire, ore e ore di sedute davanti a quella triste scatola demenziale che va sotto il nome di televisione; poi gli hanno messo fra le mani giochi meccanici e giochi elettronici, in luogo dei giochi &quot;naturali&quot; (bambole, soldatini) con i quali egli ELABORAVA il fantastico partendo da semplici oggetti; da ultimo lo hanno mandato a scuola a soli cinque anni, lo hanno caricato di lezioni, di lingue straniere, di informatica, di impegni che non gli lasciano nemmeno un po&#8217; di tempo libero per giocare, da solo o con i suoi coetanei.<\/p>\n<p>Insomma, gli adulti hanno fatto e stanno facendo di tutto per trasformarlo in un piccolo adulto precoce, in una scialba e infelice caricatura di ci\u00f2 che loro stessi sono diventati: dei fanatici adoratori della Ragione, della Scienza e della Tecnica; dei servili e ottusi seguaci del Progresso Illimitato.<\/p>\n<p>In tal modo, gli adulti stanno facendo al bambino il danno pi\u00f9 grave di cui erano capaci: gli stanno letteralmente rubando la sua infanzia, la sua stessa vita, dal momento che la vita del bambino \u00e8 tutta nella fantasia, nell&#8217;immaginazione, nella capacit\u00e0 di sognare.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che il bambino, poco a poco, deve essere guidato a muoversi nella dimensione ordinaria e razionale, ad assumersi responsabilit\u00e0, ad essere autonomo: tutto questo si chiama educazione; ma guai a scambiare l&#8217;educazione del bambino per un corso accelerato di distruzione dell&#8217;infanzia, in un lavaggio del cervello sistematico, volto ad annientare quanto vi \u00e8 di specifico e di originario nella natura del bambino, per farne una brutta copia dell&#8217;adulto.<\/p>\n<p>Il bambino ha bisogno di sognar, di sognare con tutta l&#8217;anima; ne ha bisogno quanto ne ha di cibo, di bevande e di sonno: e lasciamolo sognare, dunque!<\/p>\n<p>Il sogno, il gioco, l&#8217;esercizio della fantasia, non sono dei &quot;lussi&quot;, non sono un &quot;di pi\u00f9&quot; che il bambino si concede, o che gli adulti, pi\u00f9 o meno benevolmente, gli concedono di fruire: sono la forma di conoscenza attraverso la quale egli scopre il mondo. Accanto ad essi, gradualmente, subentrer\u00e0 anche la facolt\u00e0 razionale: benissimo; ma non forziamo i tempi, non costringiamo una creatura di tre anni, di cinque anni, di sette anni, a portare sulle spalle un fardello che neppure un uomo robusto, talvolta, \u00e8 in grado di reggere!<\/p>\n<p>Avete mai osservato attentamente la faccia di un bambino o di una bambina che stanno facendo un giro in giostra, seduti a cavalcioni di un cavallo di legno?<\/p>\n<p>Ebbene, fatelo: vi accorgerete che essi, in quei momenti, non sono qui, nella nostra dimensione ordinaria, ma laggi\u00f9, in quell&#8217;altra dimensione, e che ci\u00f2 li rende felici.<\/p>\n<p>Non saranno per caso l&#8217;invidia e la gelosia della loro felicit\u00e0, che spingono tanti adulti a voler distruggere anzitempo il mondo fantastico del bambino?<\/p>\n<p>Oppure, avete mai osservato dove sono gli occhi del bambino, quando, alla sera, prima di dormire, vi sedete accanto a lui nel lettino e gli leggete o, meglio ancora, gli raccontate, inventandola, una storia di fantasia che concluda la sua giornata? Non sono qui; non stanno guardando qualcosa che si trovi quaggi\u00f9: sono aperti su una dimensione ALTRA, che a noi \u00e8 interdetta.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 per molte ragioni; certo, anche perch\u00e9 il bambino non sa nulla di bollette da pagare, di dichiarazioni dei redditi, di orari, di doveri, di responsabilit\u00e0, di preoccupazioni; e, inoltre, perch\u00e9 non sa ancora cosa sia la morte, e crede che la vita sia immortale.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la morte di una persona cara, e specialmente la morte della mamma, porta via per sempre l&#8217;infanzia dall&#8217;anima di un bambino e ne fa un adulto precoce, con un fondo di infinita malinconia nello sguardo.<\/p>\n<p>E che: abbiamo tanta fretta di far entrare il bambino, ancora cos\u00ec tenero e disarmato, nella giungla feroce della societ\u00e0, popolata di adulti sempre pronti a balzarsi addosso l&#8217;un l&#8217;altro, non solo quando si detestano, ma perfino quando credono e dicono di amarsi?<\/p>\n<p>Abbiamo davvero tanta smania di introdurre il bambino in quel lugubre manicomio che \u00e8 diventata la nostra societ\u00e0, da quando abbiamo permesso che un Logos disumano e spietato si insignorisse delle nostre anime, facendo di noi i suoi ciechi servitori?<\/p>\n<p>Eppure, di tanto in tanto, il bambino che eravamo si ridesta anche in noi, quando meno ce lo aspetteremmo.<\/p>\n<p>Ecco un ragazzo diciottenne che va su e gi\u00f9 per la strada con il suo motorino nuovo: d\u00e0 il gas, sterza e inverte la corsa, proprio come se stesse cavalcando un magnifico destriero e si preparasse ad affrontare un torneo per amore della sua bella.<\/p>\n<p>Ed ecco un distinto signore che, accompagnando suo figlio piccolo al parco dei divertimenti e salendo con lui sulle montagne russe, per un attimo dimentica tutti i suoi gravi pensieri e si sente leggero, ringiovanito, libero come l&#8217;aria.<\/p>\n<p>Il bambino che \u00e8 in noi non muore mai; siamo noi che ci dimentichiamo di lui e che lo lasciamo rinchiuso in cantina; talvolta lo sentiamo battere alla porta, ma non vi facciamo caso: e non ci rendiamo conto che non \u00e8 lui ad aver bisogno di noi, ma noi che ci stiamo perdendo, se non gi permettiamo di restare al nostro fianco.<\/p>\n<p>La differenza fra lui e noi \u00e8 che lui sa chi egli sia, mentre noi non sappiamo affatto chi siamo o, meglio, chi diciamo di essere: e non \u00e8 una differenza da poco.<\/p>\n<p>Fra lui e noi, \u00e8 lui il pi\u00f9 vicino alla verit\u00e0, mentre noi ci siamo tristemente abituati a vivere nelle nostre stesse menzogne.<\/p>\n<p>La bambina che, col vestito da fatina, il cappello a cono in testa e la bacchetta fra le dita, gioca ad essere la fatina, sta facendo il gioco pi\u00f9 serio che vi sia al mondo: quello di ESSERE REALMENTE la fatina delle fiabe, con tanto di poteri magici.<\/p>\n<p>L&#8217;adulto che in ufficio sta facendo l&#8217;impiegato, a casa sta facendo il marito, in autostrada sta facendo l&#8217;automobilista, e cos\u00ec via, non \u00e8 realmente nessuno di questi ruoli; perfino quando cerca di essere davvero se stesso, con gli amici al bar, durante una partita a carte, o magari con l&#8217;amante, mentre si abbandona all&#8217;amore, sta recitando ancora e, di solito, sta recitando male: perch\u00e9 privo di naturalezza, privo di coerenza fra il sentire e il pensare, fra il pensare e l&#8217;agire.<\/p>\n<p>Il bambino \u00e8 quello che sembra: un bambino e basta; l&#8217;adulto si nasconde dietro le identit\u00e0 che il suo ruolo d adulto gli offre, ma non coincide con nessuna di esse.<\/p>\n<p>Il bambino aderisce interamente al proprio essere, senza residui; l&#8217;adulto non \u00e8 mai quello che sembra o quello che egli stesso crede.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 il bambino \u00e8 felice o, almeno, capace di esserlo; mentre l&#8217;adulto \u00e8 condannato alla tristezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli uomini e le donne moderni non credono pi\u00f9 a niente; o, forse, sarebbe pi\u00f9 esatto dire che hanno deciso di non credere pi\u00f9 a niente.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-24772","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24772"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24772\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}