{"id":24770,"date":"2009-08-17T12:01:00","date_gmt":"2009-08-17T12:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/17\/e-la-lor-cieca-vita-e-tanto-bassa-che-nvidiosi-son-dogni-altra-sorte\/"},"modified":"2009-08-17T12:01:00","modified_gmt":"2009-08-17T12:01:00","slug":"e-la-lor-cieca-vita-e-tanto-bassa-che-nvidiosi-son-dogni-altra-sorte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/17\/e-la-lor-cieca-vita-e-tanto-bassa-che-nvidiosi-son-dogni-altra-sorte\/","title":{"rendered":"\u00ab\u2026 e la lor cieca vita \u00e8 tanto bassa che &#8216;nvid\u00efosi son d&#8217;ogni altra sorte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec descrive gli ignavi il gran padre Dante, nei versi 46-48 del terzo canto dell&#8217;\u00abInferno\u00bb:<\/p>\n<p>\u00abQuesti non hanno speranza di morte,<\/p>\n<p>e la loro cieca vita \u00e8 tanto bassa,<\/p>\n<p>che &#8216;nvid\u00efosi son d&#8217;ogni altra sorte\u00bb.<\/p>\n<p>Queste parole, cos\u00ec crudamente realistiche e cos\u00ec spietatamente vere, ci tornano alla mente ogni qualvolta ci capita d&#8217;imbatterci, non volendo, in quella esiziale forma di bassezza umana che consiste nel covare gelosamente il proprio orticello culturale, la propria immagine deformata di s\u00e9, la propria illusione di grandezza, tenendosi pronti a scattare come vipere non appena si abbia la sensazione, a torto o a ragione (di solito a torto), che qualcosa o qualcuno minaccino quel comodissimo \u00abparticulare\u00bb, mettano in forse quelle misere certezze prefabbricate.<\/p>\n<p>Talvolta \u00e8 stata la boria professorale di qualche barone universitario, magari divenuto tale a forza di leccare gli stivali del suo predecessore, e che \u00e8 partito all&#8217;attacco, ciecamente e a lancia in resta, di colui che, oltretutto privo del pedigree accademico, aveva osato invadere la sua propriet\u00e0 riservata, il suo campicello coltivato con sospettosa diffidenza e considerato, ormai, propriet\u00e0 sacra e intangibile; qualche barone, diciamo, totalmente disinteressato alla libera e franca discussione, totalmente infastidito dalla prospettiva di potere o dovere tener conto di altri punti di vista, di altre visioni del reale, e unicamente concentrato nell&#8217;esercizio logorroico e maniacale di un soliloquio erudito nel quale chiunque altro, prima di avventurarsi, deve chiedere umilmente il permesso e fare pubblico atto di sottomissione a quel tremendo signore feudale.<\/p>\n<p>Individui che si trincerano dietro l&#8217;alibi della scientificit\u00e0 della ricerca e che tutto ci\u00f2 a cui mirano, in realt\u00e0, \u00e8 difendere ciecamente, contro tutto e contro tutti, la propria riserva di caccia; che non sono disposti a scendere dalla loro amata cattedra mai e poi mai, per nessun motivo, perch\u00e9, se lo facessero, sembrerebbe loro di abbassarsi al livello dei comuni mortali, del \u00abvulgo odioso et inimico\u00bb, come lo definitiva il loro grande capostipite, il barone cortigiano per antonomasia, messer Francesco Petrarca; che non sono mai stati sfiorati in vita loro, neppure una volta, dal sospetto che forse, dopotutto, la vera universit\u00e0 non \u00e8 quella industria pseudoculturale che rilascia i diplomi di laurea, ma la vita, la vita vera e vissuta, con i suoi dolori e le sue difficolt\u00e0, con la sua saggezza e la sua ansia di verit\u00e0 e di bellezza.<\/p>\n<p>Altre volte sono stati colleghi invidiosi e malevoli, divorati dalla gelosia, ma, in realt\u00e0, tarlati nel profondo dalla mancanza di autostima; e, pi\u00f9 in generale, persone assolutamente incapaci di guardarsi dentro con un minimo di onest\u00e0 intellettuale e spirituale, di leggere nelle proprie miserie e debolezze: e ben decise, al contrario, a costruire l&#8217;intera loro esistenza sotto le bandiere della rivincita, del rancore, della malevolenza, particolarmente contro quanti intuiscono essere loro di gran lunga superiori, non tanto per ragioni contingenti, professionali o culturali, ma proprio sul terreno della capacit\u00e0 di mettersi in discussione; di farsi umili davanti al mistero del mondo; di seguire con fedelt\u00e0 la propria chiamata; di leggersi dentro senza sconti e senza ipocrisie; di lavorare incessantemente su se stessi per migliorarsi, affinarsi, perfezionarsi.<\/p>\n<p>Persone che si credono vive, mentre sono gi\u00e0 in avanzato stato di putrefazione spirituale e morale; persone sopravvissute alla rovina della propria dignit\u00e0, della propria trasparenza, della propria autenticit\u00e0; persone che, per cibare l&#8217;orgoglio del proprio cadavere, hanno sempre bisogno di un nemico contro il quale scagliarsi, di qualcuno con cui venire a contesa, di un capro espiatorio sul quale riversare tutta la loro frustrazione, la loro rabbia impotente, la loro intima disperazione di anime perdute.<\/p>\n<p>Un caso abbastanza tipico \u00e8 quello di quanti esercitano una forma di potere o di autorit\u00e0 legale; di quanti, da una posizione di forza, lavorano presso un ufficio pubblico; di quanti indossano una divisa, solo per nascondere la loro insufficienza e per prendersi una effimera rivincita sul prossimo: una rivincita che non sarebbe alla loro portata, mai e poi mai, se dovessero misurarsi con la vita ad armi pari, e rinunciare all&#8217;effimera superiorit\u00e0 conferita loro da circostanze puramente esteriori, e che poco o nulla hanno a che fare con il loro autentico valore di esseri umani.<\/p>\n<p>\u00c8 noto che l&#8217;imbecille in uniforme \u00e8 un tipo umano estremamente caratteristico; anche se va aggiunto, subito dopo, che non \u00e8 assolutamente vero che tutti gli individui in uniforme siano degli imbecilli: niente affatto; ma \u00e8 un dato incontrovertibile che l&#8217;uniforme, e specialmente i gradi cuciti su di essa, costituiscono il guscio ideale per tutti quei molluschi che hanno bisogno di sentirsi dei leoni, ma senza fare troppa fatica e senza esporsi al bench\u00e9 minimo rischio.<\/p>\n<p>Poi, in una categoria a parte, o in una sottocategoria a parte, bisognerebbe mettere le donne (con buona pace del dilagante servilismo nei confronti di una cultura femminista sempre pi\u00f9 logora e ipocrita): quelle donne, precisamente, che cercano nell&#8217;uomo solamente il trastullo della propria vanit\u00e0 pi\u00f9 banale e grossolana, pronte e disposte a servirsi di qualunque mezzo, pur di riuscire a strappare una nuova conquista, che gratifichi il loro ipertrofico ego e le aiuti a cullarsi ancora un poco nella dolce illusione della propria potenza e irresistibilit\u00e0.<\/p>\n<p>E sia chiaro che, fra esse, le peggiori non sono quelle che giocano, per cos\u00ec dire, a carte scoperte, gettando sul tavolo della partita la propria avvenenza, vera o presunta, e la propria capacit\u00e0 di sedurre, sul piano puramente sensuale: perch\u00e9 quelle, almeno, non pretendono di essere altro da ci\u00f2 che sono; e, non fosse altro che per questo, meritano un certo grado di rispetto.<\/p>\n<p>Nossignore: le peggiori sono quelle che mascherano lo stesso identico desiderio, dietro una facciata di pretese culturali e persino spirituali; che parlano di viaggi interiori, di percorsi di conoscenza, di esigenze durevoli dell&#8217;anima: ma che, in realt\u00e0, tutto quello che vogliono \u00e8 di rigirarsi l&#8217;uomo &#8211; non un uomo qualsiasi, ma quello che sentono essere loro superiore, appunto sul piano della coerenza esistenziale e della ricerca spirituale &#8211; fino al punto di vederlo in propria balia e, con un sorriso di trionfo, aggiungerlo all&#8217;elenco delle loro pretese \u00abvittorie\u00bb.<\/p>\n<p>Questo tipo di donna, cos\u00ec come il corrispondente tipo di uomo, \u00e8 una creatura del fango, che ha fatto della propria vita un impegno indefesso non gi\u00e0 per tirarsene fuori e portarsi sul terreno asciutto, ma per trascinare in basso, ancora pi\u00f9 in basso di s\u00e9, gli altri; e che gode particolarmente se vi riesce proprio con quelli che, con infallibile intuito, avverte appartenere all&#8217;altra grande razza umana: quella di coloro che sono disposti e decisi a lottare per trarre fuori dal fango se stessi e, se possibile, in un secondo tempo, anche i propri simili pi\u00f9 vicini.<\/p>\n<p>Aggiungiamo che non \u00e8 cosa semplice esprimersi in questi termini, perch\u00e9 la cultura del sospetto di freudiana memoria, nella quale noi tutti, figli della modernit\u00e0, ci troviamo impantanati, vorrebbe che un simile giudizio si ritorca immediatamente contro colui che ha osato pronunciarlo, almeno dal punto di vista della maggioranza. \u00abEcco, \u00e8 chiaro &#8211; bisbiglieranno le creature del fango, con le palpebre ricoperte da uno spesso strato di mota &#8211; che costui, per parlare in questo modo, chiss\u00e0 quante esperienze negative avr\u00e0 fatto, chiss\u00e0 quante volte sar\u00e0 caduto: e ora vorrebbe venderci queste pillole di saggezza, solo per addolcire le proprie sconfitte e la propria amarezza!\u00bb.<\/p>\n<p>No, creature del fango: il vostro ricatto non ci fa n\u00e9 caldo n\u00e9 freddo; e non ha alcuna importanza quello che voi pensate, perch\u00e9 soltanto chi si sente inadeguato, ha vergogna di riconoscere che qualcuno gli ha rubato il portafoglio; e, per non passare da ingenuo, proclama fin dall&#8217;alto dei tetti che i ladri, in citt\u00e0, non esistono, ma soltanto le persone oneste.<\/p>\n<p>Ma colui che possiede un animo abbastanza forte da poter riconoscere di aver subito un furto, non esiter\u00e0 a mettere in guardia i propri concittadini contro la presenza dei ladri che si aggirano per le strade e sulla piazza, nel giorno di mercato, con l&#8217;intento di rubare il portafoglio al maggior numero possibile di persone.<\/p>\n<p>Beninteso, quello che abbiamo descritto \u00e8 il tipo femminile inferiore (apparentato, gi\u00e0 lo abbiamo detto, con un analogo tipo maschile: per quanto, di virile, quest&#8217;ultimo non possieda proprio un bel nulla); ma vi sono anche delle donne magnifiche, che nell&#8217;uomo cercano il vero completamento e che sono capaci a far dono della parte migliore di s\u00e9; ma, purtroppo, sembra che il tipo inferiore si stia oggi diffondendo in maniera vertiginosa, con la deplorevole velocit\u00e0 di una infestazione di organismi parassiti delle colture.<\/p>\n<p>Un altro gruppo di infelici \u00e8 costituito da coloro i quali si atteggiano eternamente a vittime: vittime degli altri, vittime della societ\u00e0, vittime della sfortuna, vittime del destino. Si tratta, sovente, di persone costituzionalmente incapaci di essere felici, e che fanno tutto ci\u00f2 che sta in loro per rendere infelici quanti le circondano o vivono insieme a loro.<\/p>\n<p>Autentici vampiri psichici, tutti protesi a succhiare le forze vitali del prossimo, riescono sempre a trovare la parola molesta che semina il dubbio, che diffonde il sospetto, che avvelena anche le gioie pi\u00f9 pure e disinteressate; nulla li pu\u00f2 soddisfare, perch\u00e9 hanno deciso, una volta per tutte, che la vita \u00e8 il regno del male, e che niente mai potr\u00e0 loro capitare di buono o di bello.<\/p>\n<p>Di conseguenza, vivono nell&#8217;eterno timore che altri possano trovare qualche fonte di piacere o di serenit\u00e0, cosa che guasterebbe il godimento della propria amarezza e del proprio rancore universale, che \u00e8 tutto ci\u00f2 di cui hanno bisogno per effettuare una buona digestione e per godersi lo spettacolo del mondo nelle migliori (si fa per dire) condizioni di spirito. L&#8217;esistenza di una persona serena, o addirittura felice; l&#8217;esistenza di una persona soddisfatta di s\u00e9, e sia pure senza compiacimento e senza arroganza, smentirebbe clamorosamente la loro teoria nichilista: dunque, essi devono assolutamente fare in modo che ogni serenit\u00e0 si trasformi in angoscia, che ogni felicit\u00e0 si muti in cupa desolazione.<\/p>\n<p>\u00c8 la loro ragione di vita, la loro missione: una missione alla rovescia, ma pur sempre una missione. E l&#8217;essere umano, come \u00e8 noto, non potrebbe in alcun modo affrontare la fatica di vivere, se non possedesse almeno degli obiettivi negativi davanti a s\u00e9, posto che non sappia o non voglia perseguire quelli positivi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, tutti questi tipi umani che abbiamo menzionato, ed altri ad essi simili, hanno una caratteristica in comune: quella di aver sostituito il proprio desiderio abortito di eccellere &#8211; abortito per mancanza di talento, o di costanza, o di seriet\u00e0 di vita &#8211; con il desiderio, altrettanto furioso e incoercibile, di sprofondare in basso coloro i quali essi sospettano essere invece in grado, almeno potenzialmente, per trasformare se stessi in ricercatori delle altezze, in pionieri della verit\u00e0 interiore, conquistata a duro prezzo e pagando sempre di persona, in moneta sonante.<\/p>\n<p>Si tratta, alla lettera, di poveri indemoniati: di individui, cio\u00e8, che hanno venduto la propria anima al diavolo dell&#8217;infelicit\u00e0, dell&#8217;invidia e del rancore, e che vivono per augurare e, se possibile, per provocare il male degli altri, nella forma pi\u00f9 estesa possibile.<\/p>\n<p>La loro, beninteso, \u00e8 una battaglia persa: perch\u00e9, se \u00e8 in loro potere di trascinare in basso, nel medesimo fango in cui giacciono sprofondati, gli individui strutturalmente simili a loro, o, comunque, privi di discernimento, volont\u00e0 e buone disposizioni spirituali, sono per\u00f2 del tutto impotenti a distogliere dalla via i veri ricercatori spirituali, coloro i quali sono riusciti a raggiungere, a prezzo di duri sforzi, le regioni superiori dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Possono, questo \u00e8 vero, molestarli e tormentarli in vario modo, e ci mettono tutto l&#8217;impegno e tutto lo zelo di cui sono capaci, con una tenacia ed una perseveranza realmente degne di una miglior causa; ma non possono fare molto di pi\u00f9, e questo lo sanno oppure lo intuiscono segretamente; e ci\u00f2 li rende ancora pi\u00f9 incattiviti, rancorosi e vendicativi.<\/p>\n<p>Si dice che il Diavolo, essendo impotente a colpire in profondit\u00e0 uomini santi, come il famoso Curato d&#8217;Ars, si sfoghi a molestarli sul piano pi\u00f9 grossolano dell&#8217;esistenza, ossia quello materiale, con ogni sorta di colpi e di dispetti: misera e sterile soddisfazione, che \u00e8, al tempo stesso, una confessione di totale e irrimediabile sconfitta.<\/p>\n<p>La grande legge dell&#8217;evoluzione spirituale, infatti, \u00e8 questa: nessuna anima che si trovi, per sua ignavia e vilt\u00e0, nei regni spirituali inferiori, sar\u00e0 mai in grado di sviare un&#8217;anima la quale, procedendo con purezza d&#8217;intenti e con retto giudizio, sia riuscita ad accedere alle regioni superiori, e sia pure a quelle meno elevate. Un&#8217;anima evoluta pu\u00f2, a determinate condizioni, aiutare un&#8217;anima meno evoluta a progredire; ma quest&#8217;ultima non \u00e8 in grado di arrecare danni permanenti alla prima, se non su di un piano meramente fisico ed esteriore. Per il resto, riuscir\u00e0 a turbarla e, forse, a farla soffrire, cos\u00ec come Giuda, con il suo tradimento, provoc\u00f2 turbamento e dolore nell&#8217;animo di Ges\u00f9 Cristo; ma niente di pi\u00f9. Non si tratta di un turbamento irreparabile, n\u00e9 di un dolore capace di annullare le precedenti conquiste spirituali.<\/p>\n<p>Giunti a questo punto, potremmo domandarci come ci si debba regolare quando si incappa in codesti vampiri psichici, in codesti denigratori della vita, in codesti indemoniati, bramosi unicamente di danneggiare e di abbassare il prossimo.<\/p>\n<p>Crediamo che il giusto atteggiamento dovrebbe essere, piuttosto che l&#8217;ira o lo sdegno, la compassione: perch\u00e9 si tratta, come gi\u00e0 abbiamo detto, di anime perse, ossia di anime che hanno scelto, deliberatamente, di perdersi, avendo individuato nella propria perdizione &#8211; e, per quanto sta in loro, in quella degli altri &#8211; la via pi\u00f9 facile da percorre, la pi\u00f9 comodo e la pi\u00f9 piacevole. Il che equivale a riconoscere che si tratta di creature profondamente meritevoli di compassione, per quanto sgradevoli, e perfino pericolosi, possano essere i loro atti. Tuttavia, in definitiva, esse trovano gi\u00e0 in s\u00e9 il proprio adeguato castigo: che \u00e8, appunto, quello di precludersi, scientemente e pervicacemente, il cammino verso la luce e la liberazione, ossia l&#8217;unica strategia che potrebbe trarle fuori dalla sofferenza in cui giacciono.<\/p>\n<p>Certo, si tratta di persone che hanno, talvolta, il potere di arrecare un grave danno all&#8217;insieme del corpo sociale, dal momento che la folla \u00e8 gregaria, e, nella sua pigrizia e stoltezza, \u00e8 propensa ad ascoltare molto pi\u00f9 volentieri la voce di questi disperati, di questi falliti, di questi indemoniati, che quella delle autentiche guide spirituali.<\/p>\n<p>Non bisogna, d&#8217;altra parte, sopravvalutare la loro capacit\u00e0 di nuocere: perch\u00e9 ciascuno riceve, in fondo, solo quel che desidera ricevere, ci\u00f2 per cui \u00e8 spiritualmente pronto; e nessuna verit\u00e0 \u00e8 in grado di cambiare positivamente la vita delle persone, se non viene ricercata ed accolta con un moto sincero e spontaneo dell&#8217;animo; altrimenti, anch&#8217;essa finirebbe per degenerare nella pi\u00f9 abietta menzogna. Per la stessa ragione, nessuna menzogna \u00e8 in grado di cambiare negativamente la vita di alcuno, se questi non \u00e8 disponibile a darle il proprio assenso.<\/p>\n<p>A ciascuno, dunque, la sua parte; a ciascuno il suo sentiero.<\/p>\n<p>Solo al termine del viaggio si potr\u00e0 vedere chiaramente chi avr\u00e0 camminato a vuoto, e chi sar\u00e0 giunto alla meta.<\/p>\n<p>Solo allora potremo riconoscere e distinguere, separandoli nettamente nel nostro giudizio &#8211; come \u00e8 giusto e necessario -, i veri amici da quelli falsi; i veri maestri, dai cialtroni; i veri iniziati, dai tristi seminatori di scandali e di discordie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec descrive gli ignavi il gran padre Dante, nei versi 46-48 del terzo canto dell&#8217;\u00abInferno\u00bb: \u00abQuesti non hanno speranza di morte, e la loro cieca vita<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-24770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24770\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}