{"id":24768,"date":"2019-04-02T07:59:00","date_gmt":"2019-04-02T07:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/02\/e-dopo-lanima-via-la-coscienza-che-cosa-resta\/"},"modified":"2019-04-02T07:59:00","modified_gmt":"2019-04-02T07:59:00","slug":"e-dopo-lanima-via-la-coscienza-che-cosa-resta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/02\/e-dopo-lanima-via-la-coscienza-che-cosa-resta\/","title":{"rendered":"E dopo l&#8217;anima, via la coscienza: che cosa resta?"},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 da parecchi secoli la filosofia si \u00e8 giocata il concetto di anima: l&#8217;ha relegato in soffitta, poi ha gettato via la chiave, timorosa che qualcuno lo andasse a riesumare, o piuttosto timorosa che il suo ricordo gettasse una luce derisoria su di lei, dopo che si era emancipata dalle superstiziose credenze nella dimensione soprannaturale. La filosofia, infatti, ha smesso di parlare dell&#8217;anima a partire dalla Rivoluzione scientifica del XVII secolo, ma gi\u00e0 dal Rinascimento cominciava a parlarne in un senso nuovo e diverso. La cesura si colloca all&#8217;epoca di Bernardino Telesio; con Bruno e Campanella, ormai si parla di anima quasi solo per indicare l&#8217;anima sensitiva, nel senso averroistico, e non pi\u00f9 l&#8217;anima come dimensione immortale dell&#8217;uomo, in senso platonico e agostiniano, e neppure in senso tomista. Ha continuato a parlarne solo la teologia: ma dal XVII secolo la teologia ha perso la corona di regina delle scienze ed \u00e8 stata sostituita dalla matematica; mentre la filosofia ha incominciato quella deriva materialista, sensista e immanentista, che l&#8217;avrebbe portata alla presente desolazione, cio\u00e8 a ritenersi degna tutt&#8217;al pi\u00f9 di far sue le conclusioni della chimica, della biologia, della fisica, e in parte delle cosiddette scienze umane, o di esercitarsi nell&#8217;analisi del linguaggio, ma non pi\u00f9 autorizzata a dire una sua parola, avendo perso il terreno specifico sul quale esercitare la sua riflessione: la totalit\u00e0.<\/p>\n<p>A partire da Hume e da Kant la filosofia ha deciso di sbarazzarsi della metafisica, ragion per cui non \u00e8 pi\u00f9 stata in grado di pensare la cosa in s\u00e9: a quel punto non le restava che una lunga agonia, accompagnata da un&#8217;altrettanto lunga eutanasia. Auto-inibitasi il pensiero dell&#8217;anima; auto-inibitasi il pensiero della metafisica; auto-inibitasi il pensiero della cosa in s\u00e9, e quindi dell&#8217;ontologia, che cosa le restava da fare, se non la valletta delle scienze fisiche? E cos\u00ec \u00e8 stato. L&#8217;abbandono del concetto di anima \u00e8 stato il preludio all&#8217;abbandono del concetto di coscienza. Non \u00e8 necessario, dicono i filosofi del tardo XX secolo e quelli del XXI, che ci sia una coscienza: basta che ci sia un sistema nervoso, che ci sia un cervello e che ci siano le funzioni cerebrali; basta che ci siano le funzioni neurochimiche. Lo spirito? Una fantasia dei greci e dei filosofi medievali. La coscienza? Un&#8217;ipotesi indimostrabile e, in ogni caso, una inutile appendice. Non c&#8217;\u00e8 bisogno che ci sia una coscienza (dopotutto, il rasoio di Ockham \u00e8 sempre utile!), basta che ci sia un flusso di sensazioni, di pensieri, di funzioni cerebrali. In fin dei conti, aveva ragione Pirandello: non c&#8217;\u00e8 un io, ci sono solo delle maschere; non c&#8217;\u00e8 una coscienza, ma solo uno scorrere di stati d&#8217;animo, di aggregazioni mentali temporanee. Tutto parte dal cervello e tutto termina col cervello: il mondo spirituale, o cosiddetto tale, non \u00e8 che un epifenomeno del mondo fisico. Datemi dei circuiti cerebrali e vi dar\u00f2 il <em>Simposio<\/em>, la <em>Divina Commedia<\/em> e le tragedie di Shakespeare; vi dar\u00f2 la musica di Bach, Fidia e la cattedrali, Raffaello e Van Gogh. Che cosa siamo noi? Un prodotto del nostro sistema cerebrale. Possiamo dire qualcos&#8217;altro, possiamo azzardarci su un terreno diverso? Certo che no: sarebbe voler fare della metafisica. E l&#8217;uomo moderno ha impiegato sei secoli per emanciparsi dalla metafisica; non si deve tornare indietro, sarebbe come confessare la sconfitta della ragione. Lo diceva gi\u00e0 Hume: bruciate tutti i libri che parlano della metafisica! E cos\u00ec \u00e8 stato: non li hanno bruciati, per\u00f2 li hanno chiusi in soffitta e han gettato via la chiave.<\/p>\n<p>Ora, il pensiero moderno ha fondato tutto il suo programma e tutte le sue promesse sul libero esercizio della ragione; ma la ragione, a un certo punto, gli ha imposto di sbarazzarsi, come fossero zavorra, dell&#8217;anima, dell&#8217;immortalit\u00e0, di Dio, del soprannaturale, dell&#8217;invisibile; poi, per ultimo, anche della coscienza, l&#8217;ultima trincea che alcuni filosofi post-moderni hanno cercato di difendere, come David Chalmers, con la sua teoria degli zombi. Ma no, gi hanno risposto i vari Churchland (Paul e Patricia: marito e moglie; pi\u00f9 la figlia, come in una premiata ditta universitaria): se c&#8217;\u00e8 l&#8217;elemento fisico, vi pu\u00f2 essere il pensiero; ma nessun pensiero \u00e8 possibile senza una origine fisica. Non ci si gratta la testa perch\u00e9 si ha prurito, questo sarebbe un atto volontario dettato dalla coscienza; ci si gratta la testa perch\u00e9 la testa prude (gi\u00e0, ma a chi?), e il braccio si muove per rispondere a uno stimolo fisico-chimico. Cos\u00ec si fa filosofia, ai nostri giorni. Del resto, i teorici del pensiero debole l&#8217;hanno detto e ridetto: \u00e8 finito il tempo delle grandi narrazioni, \u00e8 finito il tempo dei fondamenti. Bisogna adattarsi a far filosofia senza pi\u00f9 fondamenti certi e universali: vale a dire che bisogna correre anche se non si hanno pi\u00f9 le gambe. Come, non \u00e8 ben chiaro. Ma una cosa \u00e8 certa: non gliene importa molto, a costoro, del pensiero; quel che li preoccupa \u00e8 la <em>praxis<\/em>, l&#8217;agire umano. In fondo, sono quasi tutti dei post-marxisti o dei neo-marxisti, cio\u00e8 degli hegeliani di sinistra travestiti da post-moderni; come Vattimo, che nel 2015 scopre&#8230; il comunismo.<\/p>\n<p>Scrive Maurizio Ferraris nel manuale\u00a0<em>Il gusto di pensare<\/em>\u00a0(Torino, Paravia, 2019, vol. 3,\u00a0<em>La filosofia da Schopenahher ai dibattiti contemporanei<\/em>, pp. 793-794):<\/p>\n<p><em>A filosofi come Nagel, Crane, Lowe, e Chalmers, per i quali la coscienza \u00e8 un tratto essenziale dell&#8217;attivit\u00e0 mentale non riducibile alle entit\u00e0 e alle leggi su cui vertono le scienze naturali, si oppongono filosofi come Daniel Dennett, Paul Churchland e Patricia Churchland, per i quali lo studio neurologico del cervello \u00e8 tutto quel che occorre per spiegare l&#8217;attivit\u00e0 mentale, senza bisogno di postular stati mentali muniti di coscienza.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Paul e Patricia Churchland (nati rispettivamente nel 1942 e nel 1943) difendono una concezione ELIMINATIVISTA, secondo cui la nozione di &quot;coscienza&quot; risulta scientificamente vuota, e pertanto destinata ad esser &quot;eliminata&quot; con il progredire delle neuroscienze, e rimpiazzata da nozioni scientifiche appropriate.<\/em><\/p>\n<p><em>Analogamente, per Daniel Dennett (nato nel 1942), l&#8217;evidenza intuitiva di essere un soggetto capace di stati coscienti (soggettivi, prospettici, in prima persona) \u00e8 un effetto illusorio, che deriva dal funzionamento del cervello:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nel nostro cervello c&#8217;\u00e8 un&#8217;aggregazione un po&#8217; abborracciata di circuiti cerebrali specializzati, che grazie a svariate abitudini indotte in parte dalla cultura in parte dall&#8217;auto-esplorazione individuale, lavorano insieme alla produzione pi\u00f9 o meno ordinata, pi\u00f9 o meno efficiente, pi\u00f9 o meno ben progettata di una macchina virtuale, la &quot;macchina joyciana&quot; (&quot;Coscienza&quot;).<\/em><\/p>\n<p><em>Il soggetto \u00e8 per Dennett una &quot;macchina virtuale&quot;, in quanto non corrisponde a un circuito cerebrale specializzato, bens\u00ec sorge dalle interazioni transitorie fra vari circuiti cerebrali; ed \u00e8 una &quot;macchina joyciana&quot;, in quanto si presenta in forma di un flusso di coscienza. Cos\u00ec inteso, il soggetto \u00e8 illusorio, perch\u00e9 si presenta come il &quot;comandante&quot; dell&#8217;equipaggio cerebrale, mentre di fatto \u00e8 al massimo il &quot;portavoce&quot; della coalizione di circuiti specializzati che in un certo momento risulta al comando dell&#8217;equipaggio. Al cambiare della coalizione \u00a0cambia anche il portavoce. L&#8217;idea di un soggetto unitario di coscienza \u00e8, in quest&#8217;ottica, soltanto un effetto ingannevole, derivante dal rapido susseguirsi dei vari portavoce.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che la premiata ditta Churchland &amp; Churchland si \u00e8 spinta assai oltre il pensiero debole, dato che il pensiero, per essa, non \u00e8 che un lusso che la materia si concede quando ha raggiunto un sufficiente grado di complessit\u00e0 chimica e fisica; ma \u00e8 altrettanto chiaro che il pensiero debole \u00e8 la sua base teorica, la sua premessa logica, come un trampolino, l&#8217;ultimo, dal quale ha spiccato il (folle) volo. Abbiamo detto che il pensiero debole sostiene la liceit\u00e0, anzi, la necessit\u00e0 di fare filosofia in assenza dei fondamenti. Come? Sostituendo al pensiero logico e assertivo un pensiero fluido, dialogante, aperto e sempre disponibile a modificarsi secondo le circostanze. Un sapere inclusivo, in buona sostanza. Che meravigliosa parola: inclusione! C&#8217;\u00e8 da chiedersi se le svolte decisive della seconda met\u00e0 del XX secolo, in particolare il Concilio Vaticano II e il &#8217;68, non siano state il prolungamento del pensiero debole sul terreno della <em>praxis<\/em>. Il Concilio soprattutto, con la sua smania di dialogare anche con chi rifiuta il dialogo, di gettare ponti, di scardinare porte e finestre, di accogliere tutti, di cercare per forza una sintesi. Alla faccia della Verit\u00e0 e di duemila anni di storia del pensiero &#8212; oltre che di duemila anni di storia della Chiesa. Eppure \u00e8 cos\u00ec: se si vuol trovare una mediazione ad ogni costo, si rinuncia alla verit\u00e0, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 una, non \u00e8 negoziabile, non \u00e8 dialogante, \u00e8 quella e non altro. Uno dei padri nobili del pensiero debole, Gianni Vattimo, ha teorizzato un cristianesimo senza la dimensione religiosa, un cristianesimo desacralizzato, laico e immanente, fatto di azione, non di dogmi e tanto meno di strutture ecclesiali specifiche. Potrebbe sembrare una balordaggine senza alcun legane con la realt\u00e0, invece \u00e8 quel che sta accadendo nella sedicente chiesa del signor Bergoglio. Vuoi vedere che Bergoglio, Paglia, Galantino e Sosa Abascal sono andati a lezione da Gianni Vattimo, oltre che da Karl Rahner? Di fatto, la chiesa di Bergoglio \u00e8 precisamente questo: un vangelo con la minuscola, uno fra i tanti, una proposta, una proposta laica e fatta a mezza voce, sussurrata cos\u00ec piano che a stento la si pu\u00f2 udire, perch\u00e9 non vuole essere invasiva, non vuol essere arrogante, anzi deve farsi perdonare duemila anni di arroganza, quindi \u00e8 disposta, dispostissima a farsi piccola fra le altre verit\u00e0, qui il luteranismo, l\u00e0 il giudaismo, e poi l&#8217;islamismo, il buddismo, l&#8217;ateismo, tutte le religioni e anche il rifiuto della religione. Pensiero debole, religione debole; pensiero debole, niente dogmi; pensiero debole, niente dottrina. Bergoglio \u00e8 l&#8217;alunno pi\u00f9 coerente, pi\u00f9 consequenziale di Gianni Vattimo: meriterebbe un dieci e lode. Dio? Abbiamo tutti lo stesso Dio; \u00e8 solo questione di nomi, di forme, di convenzioni. Tutti chi? Tutti, proprio tutti. Anche gli islamici che negano la divinit\u00e0 di Cristo; anche i protestanti che rifiutano il culto a Maria Vergine; anche gli ebrei che continuano a ritenere Ges\u00f9 un falso profeta, un impostore e un bestemmiatore, altro che Figlio di Dio. Eppure Dio, nella sua saggezza, ha voluto tutta questa bella variet\u00e0 (si vede che suo Figlio si \u00e8 fatto carne a scopo di turismo, per farsi un giretto sulla terra e sgranchirsi un po&#8217; le gambe: era stufo di stare in Cielo, presso il Padre); e, dopo averlo messo nero su bianco, ad Abu Dhabi, nell&#8217;incontro con le massime autorit\u00e0 islamiche del Medio Oriente, ora il signor Bergoglio pretende che in tutta la Chiesa, mediante le conferenze episcopali, sia diffusa questa nuovissima interpretazione del cattolicesimo: cio\u00e8 che sono vere, belle e buone tutte le strade che portano a Dio. E anche quelle che non portano affatto a Dio, perch\u00e9 Lo rifiutano e non ne vogliono sapere di Lui.<\/p>\n<p>Che dire di tutto questo? L&#8217;uomo \u00e8, in gran parte, quel che pensa di essere, quel che desidera essere. A forza di sentirsi ripetere, negli ultimi due secoli, che \u00e8 solo un organismo biologico, evoluto a caso e destinato al nulla, ha finito per crederci. A forza di sentirsi dire che cercare la verit\u00e0, e affermare che la verit\u00e0 \u00e8 una, equivale a un atto di arroganza ed \u00e8 la fonte di tutte le intolleranze, le ingiustizie e le violenze di questo mondo, ha finito per crederci. A forza di sentirsi dire che il pensiero serve solo a reggere lo strascico della scienza e della tecnica, a far da cameriere a chi ne sa pi\u00f9 di lui, anche perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una coscienza cui rivolgesi per avere approvazione, e meno ancora un&#8217;anima, ha finito per credere anche a queste cose. Ora si trova a questo punto: non sa pi\u00f9 chi \u00e8; non sa pi\u00f9 che ci sta a fare al mondo; non sa verso cosa \u00e8 diretto; non sa che uso fare della sua vita, della sua intelligenza, della sua volont\u00e0 &#8212; a parte costruire macchine, macchine e ancora macchine, sempre pi\u00f9 potenti, sempre pi\u00f9 veloci, sempre pi\u00f9 sofisticate. Fra poco non avr\u00e0 pi\u00f9 alcun bisogno di muoversi da casa, anzi, di uscire dalla sua stanza o di alzarsi dalla poltrona: non solo le macchine faranno ogni servizio al posto suo, ma soddisferanno ogni suo desiderio di qualunque genere, gli creeranno una dimensione parallela nella quale trover\u00e0 tutto quel che desidera, le emozioni, i sentimenti, i pensieri, perfino il sesso. Non avr\u00e0 pi\u00f9 bisogno di nulla: avr\u00e0 trovato la pace e sar\u00e0 felice, realizzato, irraggiungibile dalle miserie di questo mondo. Un microchip nel cervello eviter\u00e0 al potere il fastidio di impartirgli ordini: li eseguir\u00e0 da se stesso, senza discutere: sar\u00e0 programmato per questo. Del resto, \u00e8 logico: se l&#8217;uomo \u00e8 solo un essere biologico, perch\u00e9 non domandare aiuto alla tecno-scienza, e dotarlo di tutte le apparecchiature che possono rendere pi\u00f9 efficienti le sue prestazioni, e, al tempo stesso, per rendergli l&#8217;esistenza pi\u00f9 gratificante, anche a costo di sostituire alla realt\u00e0 vera una realt\u00e0 fittizia? Dopotutto questo non \u00e8 un problema, dato che la verit\u00e0 non esiste. E se la verit\u00e0 non esiste, chi pu\u00f2 dire che il signor X, beatamente sprofondato nei suoi sogni virtuali grazie a un computer sofisticatissimo, non si trovi in una realt\u00e0 altrettanto vera, se non pi\u00f9 vera, di questa qui, aleatoria, elusiva, sfuggente, fatta di tempo reale e spazio reale, ma, ahim\u00e8, terribilmente imperfetta, e qualche volta perfino dolorosa? Non sia mai: a che altro serve la scienza, se non ad alleviare e, se possibile, a rimuovere la sofferenza? Quello che stiamo vivendo \u00e8 l&#8217;atto di morte della filosofia. Nessuna meraviglia: \u00e8 l&#8217;uomo in quanto uomo, che sta morendo. Da quando ha volto le spalle a Dio \u00e8 divenuto di peso a se stesso: che ci sta a fare sulla terra? Non lo sa pi\u00f9 neanche lui&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 da parecchi secoli la filosofia si \u00e8 giocata il concetto di anima: l&#8217;ha relegato in soffitta, poi ha gettato via la chiave, timorosa che qualcuno<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,173,199],"class_list":["post-24768","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-immanuel-kant","tag-metafisica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24768"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24768\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}