{"id":24767,"date":"2020-10-18T12:55:00","date_gmt":"2020-10-18T12:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/18\/e-dopo-gesu-ebreo-poteva-mancare-san-paolo-ebreo\/"},"modified":"2020-10-18T12:55:00","modified_gmt":"2020-10-18T12:55:00","slug":"e-dopo-gesu-ebreo-poteva-mancare-san-paolo-ebreo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/18\/e-dopo-gesu-ebreo-poteva-mancare-san-paolo-ebreo\/","title":{"rendered":"E dopo Ges\u00f9 ebreo, poteva mancare san Paolo ebreo?"},"content":{"rendered":"<p>Queste cose, fino al Concilio Vaticano II, sarebbero state semplicemente impensabili: per questo affermiamo che col Concilio finisce il cattolicesimo e inizia una nuova religione, che parassita la vera Chiesa per forgiare una nuova &quot;chiesa&quot;, che di cattolico ha solo il nome, mentre il suo cuore \u00e8 filo-giudaico, massonico e, da ultimo, globalista e pure filo-islamico, cos\u00ec da stabilire una <em>par condicio<\/em> fra le altre due &quot;religioni del Libro&quot; o, come si dice, religioni abramitiche. Peccato solo che la terza, cio\u00e8 la nostra, sia stata completamente sacrificata sull&#8217;altare di un &quot;dialogo&quot;che non \u00e8 dialogo, n\u00e9 potrebbe esserlo (avete mai provato a dialogare con un ebreo, o con un islamico, sulle loro rispettive fedi e dottrine?), ma una resa senza condizioni, con tanto di bandiera bianca, come si evince, oltre che dall&#8217;eretica dichiarazione di Abu Dhabi, dalla scandalosa e falsa enciclica <em>Fratelli tutti<\/em>, dove al \u00a7 3 si addita san Francesco quale supposto campione di una &quot;dolce&quot; sottomissione all&#8217;islam, nel segno della pace e dell&#8217;amore fraterno fra tutti gli uomini. Fratelli nella Libera Muratoria, sia ben chiaro, e non certo nella Verit\u00e0 di Cristo e nella Redenzione operata da Lui, del quale, nella cosiddetta enciclica, non vi \u00e8 neppure l&#8217;ombra. Questa gente, infatti, non si fa alcuno scrupolo di falsificare anche il linguaggio, dando a intendere che la &quot;fratellanza&quot; auspicata da Bergoglio sia la stessa cosa di quella di cui parla Ges\u00f9, mentre non \u00e8 affatto cos\u00ec. Allo stesso modo, parlando delle &quot;religioni del Libro&quot; si sottintende che le tre religioni monoteiste si richiamino allo stesso libro, e anche questo non \u00e8 affatto vero: perch\u00e9 l&#8217;ebraismo post-esilico si richiama al <em>Talmud<\/em>, nel quale si bestemmia contro Cristo e la Madonna e si maledicono i cristiani, pi\u00f9 che alla <em>Torah<\/em>, che fa parte dell&#8217;Antico Testamento; e quanto all&#8217;islamismo, il <em>Corano<\/em> non ha proprio nulla a che vedere con la <em>Bibbia<\/em> e i <em>Vangeli<\/em>, dato che afferma esplicitamente che Ges\u00f9 \u00e8 un semplice profeta e che considerarlo Dio \u00e8, proprio come per gli ebrei, uno scandalo e una bestemmia intollerabile, meritevole delle pi\u00f9 gravi sanzioni. E infine, parlare delle &quot;religioni di Abramo&quot; lascia credere che vi sia una unit\u00e0 originaria, poi lacerata dalle contese tra i discendenti del patriarca; mentre Abramo per i musulmani \u00e8 un precursore di Maometto, e per gli ebrei \u00e8 un altro Abramo rispetto all&#8217;Abramo dei cristiani: non quello che annuncia il Messia venturo, cio\u00e8 il Cristo, ma quello che stabilisce la Legge irrevocabile, con la quale, secondo le parole di san Paolo, nessuno si pu\u00f2 salvare, nemmeno gli ebrei, perch\u00e9 davanti a Dio nessuno \u00e8 irreprensibile a termini di Legge e perci\u00f2 nessuno \u00e8 libero dal peccato e cos\u00ec giustificato.<\/p>\n<p>A proposito di san Paolo. San Paolo, come Ges\u00f9 stesso e come tutti gli altri Apostoli, era ebreo: su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio. Materialmente parlando, era perfino <em>pi\u00f9 ebreo<\/em> di Ges\u00f9, perch\u00e9 era un fariseo osservante e addirittura fanatico, visto l&#8217;accanimento con il quale aveva perseguitato, da giovane, i primi seguaci di Cristo, per cui la sua conversione fu, alla lettera, un miracolo operato da Ges\u00f9 stesso, il quale gli apparve, facendolo cadere da cavallo e lasciandolo stato di cecit\u00e0 per alcuni giorni, durante i quali si oper\u00f2 la sua radicale trasformazione. Ges\u00f9 invece non fu mai fariseo e anzi tutta la sua predicazione ebbe, dal principio alla fine, una forte connotazione anti-farisaica, poich\u00e9 Egli identificava nel fariseismo il vizio massimo dell&#8217;ipocrisia e la distorsione sistematica e legalistica dell&#8217;autentica fede in Dio. Insistere per\u00f2 sulla ebraicit\u00e0 di Paolo anche dopo la sua conversione, cos\u00ec come insistere sulla ebraicit\u00e0 di Ges\u00f9 anche dopo la sua manifestazione nella vita pubblica, la sua predicazione e la sua Passione, Morte e Resurrezione, equivale a ingenerare la falsa idea che il cristianesimo, in fondo, non sia mai uscito dai limiti di uno scisma tutto interno al giudaismo; e che l&#8217;Alleanza &#8212; questo poi viene detto apertamente, appunto dopo il Concilio, ma non prima &#8211; sia tuttora valida per i circoncisi, quasi che la venuta di Ges\u00f9, il suo violento rifiuto da parte degli ebrei, la sua Passione, Morte e Resurrezione non abbiano apportato alcuna sostanziale novit\u00e0 nel piano della Salvezza divina. Con Ges\u00f9 o contro Ges\u00f9, insomma, si sarebbe tutti salvati: gli uni perch\u00e9 hanno creduto in Lui, gli altri perch\u00e9 sono comunque gli eredi dell&#8217;Alleanza e Dio, dicono i teologi postconciliari, stravolgendo con raffinata malizia un pensiero di san Paolo, non si rimangia le Sue promesse. Avevamo gi\u00e0 trattato a suo tempo questo tema, evidenziando quanto c&#8217;\u00e8 di sottilmente tendenzioso in un libro come <em>Ges\u00f9 ebreo<\/em> di Riccardo Calimani, apparso nel 1990 da Rusconi e ristampato nel 1998 da Mondadori (cfr. il nostro articolo: <em>Ges\u00f9 ebreo? No grazie<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 20\/09\/10 e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 29\/02\/18). Pi\u00f9 tardi ci \u00e8 venuto per le mani un altro libro di quell&#8217;Autore, <em>Paolo, storia di un santo. Conversione, viaggi e lettere<\/em>, edito nel 2010 come ventunesimo volume della collana <em>Grandi libri della fede cristiana<\/em>, stampato in realt\u00e0 da Mondadori, ma con la dicitura in copertina <em>Grandi libri della fede cristiana<\/em>, come se questa fosse la casa editrice; e, all&#8217;interno, specificando che la pubblicazione \u00e8 stata realizzata in collaborazione con la Electa (che fa sempre parte del gruppo Mondadori). Poi per\u00f2, sfogliandolo, ci si accorge che \u00e8 semplicemente la riedizione di un libro di Calimani di undici anni prima, dal titolo ben diverso e assai pi\u00f9 significativo: <em>Paolo, l&#8217;ebreo che fond\u00f2 il cristianesimo<\/em>, pubblicato sempre da Mondadori nel 1999, nella collana <em>Le Scie<\/em>. Si tratta pertanto di un&#8217;operazione commerciale, e forse ideologica, alquanto spregiudicata: si presenta ad un pubblico sicuramente cattolico, nel contesto di una collana di libri dedicati alle figure chiave della fede cristiana, una biografia di san Paolo che viene ora presentato come &quot;un santo&quot;, mentre undici anni prima veniva presentato come un ebreo che ha fondato il cristianesimo. Strano, perch\u00e9 ai cristiani risulta che il fondatore del cristianesimo \u00e8 stato Ges\u00f9 Cristo e nessun altri che Lui: a sostenere che il cristianesimo venne fondato da Paolo sono stati alcuni autori non cattolici e anticattolici, ma nessun autore e nessun lettore cattolico degno di questo nome potrebbe mai accettare una simile interpretazione della nascita del cristianesimo, perci\u00f2 \u00e8 evidente che c&#8217;\u00e8 una sottile malizia in questa camaleontica trasformazione dell&#8217;ebreo Paolo, fondatore del cristianesimo, nel santo Paolo, convertito viaggiatore apostolico e scrittore. La contraddizione fra le due interpretazioni di Paolo emerge dal titolo stesso della seconda edizione, quella fatta e studiata per piacere al(l&#8217;ignaro) pubblico cattolico: se alla base della santit\u00e0 di Paolo c&#8217;\u00e8 la sua conversione, evidentemente si tratta della conversione a Cristo; e dunque che senso ha sottolineare il fatto che era ebreo? Nessuno sottolinea il fatto che sant&#8217;Agostino era nordafricano, o che san Tommaso d&#8217;Aquino era italiano, o sant&#8217;Antonio da Padova era, in realt\u00e0, portoghese. E che senso ha dire, nel titolo della prima edizione, che Paolo (senza il <em>santo<\/em>) e non Ges\u00f9 Cristo ha fondato il cristianesimo, se poi, nel titolo della nuova edizione, si dice che si \u00e8 convertito, e dunque ha lasciato l&#8217;ebraismo per aderire alla nuova religione di Ges\u00f9 Cristo? E come avrebbe potuto convertirsi a una religione che non esisteva ancora? Non avrebbe potuto farlo, se davvero l&#8217;avesse fondata lui, <em>per la contradizion che no&#8217;l consente<\/em>: ci\u00f2 che viene prima non pu\u00f2 essere posteriore a ci\u00f2 che viene dopo, come il fondatore non pu\u00f2 venire dopo ci\u00f2 che \u00e8 stato da lui fondato. Nessun sofisma, nessuna contorsione intellettuale: questa \u00e8 logica.<\/p>\n<p>Comunque, basta sfogliare il volume del 2010 per rendersi conto che il sospetto di un&#8217;operazione non solo commerciale, ma anche e soprattutto ideologica, volta a giudaizzare il cristianesimo fin dalle sue origini, era purtroppo pi\u00f9 che fondato. Di san Paolo, anche dopo la conversione, l&#8217;autore parla sempre e immancabilmente come Shaul Paolo, a evidenziare, se per caso qualcuno se ne scordasse, che Paolo era, in origine, l&#8217;ebreo Saulo, meglio ancora l&#8217;ebreo Shaul: a dispetto del fatto che nessun cristiano si sognerebbe di chiamare san Paolo Shaul, come nessuno si sogna di chiamare Ges\u00f9, Yehosua, e per validissime ragioni. Ges\u00f9, Paolo, Pietro, sono i nomi che la Tradizione cattolica ha stabilito per indicare il Figlio di Dio e gli Apostoli; chiamarli con i nomi ebrei significa ignorare il passaggio dell&#8217;ebraismo al cristianesimo, cos\u00ec come chiamare, poniamo, un fate o una suora, dopo la loro entrata nei rispettivi ordini religiosi, col nome che avevano quando vivevano nel secolo, equivale a ignorare deliberatamente e irrispettosamente, e perci\u00f2 a disprezzare, la loro scelta di morire alla vita di prima e di rinascer solamente e unicamente in Cristo. Perci\u00f2 chiamare, per decine e diecine di volte, san Paolo col nome di Shaul Paolo \u00e8 voler porre il cappello dell&#8217;ebraismo su un personaggio che appartiene totalmente e indiscutibilmente alla storia del cristianesimo, anzi al maggiore autore del Nuovo Testamento dopo gli evangelisti, e al primo e pi\u00f9 profondo teologo della Chiesa nascente. Se non \u00e8 una deliberata operazione ideologia questa, allora non sappiamo davvero cosa s&#8217;intenda allorch\u00e9 si parla d&#8217;ideologia. \u00c8 come se l&#8217;autore avesse voluto mettere bene in chiaro che Ges\u00f9, san Paolo e gli Apostoli appartengono alla storia dell&#8217;ebraismo, e solo in seconda battuta, forse a quella del cristianesimo. Ma come si pu\u00f2 aprire una discussione con chi ha scritto una raffica di libri con titoli di questo tenore: <em>Ebrei e pregiudizio.<\/em> <em>Stella gialla<\/em> (1994); <em>Non \u00e8 facile essere ebreo. L&#8217;ebraismo spiegato ai non ebrei<\/em> (2004); <em>Storia del pregiudizio contro gli ebrei. Antigiudaismo, antisemitismo, antisionismo<\/em> (2007), quest&#8217;ultimo particolarmente insidioso perch\u00e9 suggerisce che chi \u00e8 antigiudeo in senso religioso o antisionista in senso politico, \u00e8 quasi certamente anche antisemita in senso razziale. Parafrasandolo, si potrebbe obiettare che <em>non \u00e8 facile non essere ebreo<\/em> e aver l&#8217;aria di criticare tale impostazione: di fronte a un simile fuoco di fila di titoli vittimistici, si rischia apparire indelicati, oltre che politicamente scorretti, se non peggio. Guarda quante cautela ha dovuto adoperare Sergio Romano nella sua lettera a un amico ebreo: ancor prima ancora di cominciare a discutere, ha dovuto dargli ragione su tutto, e naturalmente giurare e spergiurare che i <em>Protocolli<\/em> sono un falso abominevole e che in essi non c&#8217;\u00e8 la pi\u00f9 piccola briciola di verit\u00e0. Ci domandiamo solo: \u00e8 saggio, \u00e8 giusto, \u00e8 corretto, presentare la biografia di san Paolo, in una collana di classici della fede cristiana, scritta partendo da una prospettiva come questa? Che direbbe un fedele ebreo, o un fedele islamico, se la biografia dei personaggi chiave delle loro rispettive religioni fosse scritta da un autore cristiano il quale volesse presentare le loro origini come qualcosa d&#8217;interno al cristianesimo e pretendesse di metterci sopra il relativo cappello? C&#8217;\u00e8 da chiedersi se una sola casa editrice, in Israele o in un qualsiasi Paese islamico, accetterebbe di pubblicare un libro del genere, presentandolo oltretutto come un testo esemplare ai rispettivi credenti. Ma in ambito cattolico, dopo il Concilio Vaticano II, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da meravigliarsi di nulla: anche perch\u00e9 il tanto decantato dialogo si \u00e8 rivelato un monologo masochista e auto-accusatorio, nel quale i cattolici, un poco alla volta, hanno ceduto su tutto e si sono inchinati, chiedendo scusa, davanti a tutti; mentre gli altri, gli ebrei, gli islamici, gli stessi protestanti, non hanno ceduto su niente di niente, hanno conservato intatto il loro punto di vista e seguitato a vedere nei cattolici, esattamente come prima, i seguaci di una falsa religione, cos\u00ec poco convinti della loro fede da essere oltremodo arrendevoli. Ci\u00f2 che essi hanno interpretato come un segno di debolezza e di resa e non certo come desiderio di gettare ponti fraterni.<\/p>\n<p>Nella edizione di <em>Paolo<\/em> del 2010, l&#8217;autore, oltre a inserire un intero capitolo intitolato Ges\u00f9 ebreo (<em>repetita iuvant<\/em>), si sforza di dimostrare che Paolo \u00e8 un abile sofista allorch\u00e9, nella <em>Lettera ai Romani<\/em>, cerca di coniugare la nascita della Nuova Alleanza del Nuovo Israele (i gentili) con la permanenza dell&#8217;antica; da parte sua suggerisce che \u00e8 solo un espediente retorico per non esacerbare gli ebrei, mentre chiama il ripudio di Cristo da parte loro <em>lo scisma d&#8217;Israele<\/em>, a ribadire il concetto che Ges\u00f9, Pietro, Paolo, la Madonna, tutto \u00e8 cosa degli ebrei, non dei cristiani (si confronti questa tesi con il Ges\u00f9 e Maria meticci e profughi del signor Bergoglio). Poi scrive (pp. 274-75):<\/p>\n<p><em>Lo scisma d&#8217;Israele quindi, a detta di Shaul Paolo, non \u00e8 che un fatto anomalo e non contraddice il piano divino, anche se sono necessarie opportune distinzioni. Non basta la discendenza da Giacobbe per appartenere al vero Israele, come del resto non bastava neppure quella da Abramo. Appare evidente all&#8217;apostolo che la vera discendenza non possa essere che spirituale e non carnale, e naturalmente la presunzione dei giudei, il loro desiderio di possedere diritti speciali, tutto questo deve essere rimesso in gioco. Se \u00e8 vero che il popolo ebraico resta il depositario della promessa, \u00e8 altrettanto vero che questa promessa ha valore anche per i gentili che possono essere accolti nella comunit\u00e0 santa di Israele<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro? La condanna a morte di Ges\u00f9, voluta dai giudei, diventa un semplice <em>fatto anomalo<\/em> che <em>non contraddice il piano divino<\/em>. Perci\u00f2 Dio aveva fatto male i suoi conti, ma si \u00e8 affrettato a rimediare al piccolo inconveniente senza bisogno di modificare il suo piano. L&#8217;importante \u00e8 che il popolo ebreo resti il depositario della promessa; i gentili si aggiungono in via subordinata, venendo accolti nella casa d&#8217;Israele. Non facciamo commenti. Ci limitiamo a osservare: se Paolo fa ricorso a un&#8217;abile retorica (v. pp. 269-70), come si pu\u00f2 definire una tale interpretazione della teologia paolina?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste cose, fino al Concilio Vaticano II, sarebbero state semplicemente impensabili: per questo affermiamo che col Concilio finisce il cattolicesimo e inizia una nuova religione, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[120,157,239],"class_list":["post-24767","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24767"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24767\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}