{"id":24761,"date":"2017-08-10T08:32:00","date_gmt":"2017-08-10T08:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/10\/e-adesso-chi-chiudera-le-fauci-al-drago\/"},"modified":"2017-08-10T08:32:00","modified_gmt":"2017-08-10T08:32:00","slug":"e-adesso-chi-chiudera-le-fauci-al-drago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/10\/e-adesso-chi-chiudera-le-fauci-al-drago\/","title":{"rendered":"E adesso, chi chiuder\u00e0 le fauci al drago?"},"content":{"rendered":"<p>In un pomeriggio di primavera, quasi nell&#8217;ultima luce del giorno, un ragazzo molto giovane aveva &quot;scoperto&quot;, praticamente per caso, una delle basiliche pi\u00f9 famose della cristianit\u00e0, quella di Santa Croce a Firenze. Non ne aveva mai sentito parlare, e, nella sua ignoranza, scusabile in parte data l&#8217;et\u00e0, non aveva letto neppure <em>I sepolcri<\/em> di Foscolo. Si era recato, da solo, nella citt\u00e0 sull&#8217;Arno per abbeverarsi alla storia dell&#8217;arte e per vagare da un museo a una pinacoteca, inebriandosi davanti a quei tesori d&#8217;incomparabile bellezza, allora tanto pi\u00f9 facilmente accessibili di oggi: non si doveva prenotare, n\u00e9 fare la fila per visitare le Gallerie degli Uffizi (e neppure per entrare nella Basilica di San Marco a Venezia, del resto) e, con pochissimi soldi in tasca, dormendo all&#8217;ostello e mangiando qualche tramezzino, aveva vagato estatico da un dipinto all&#8217;altro, da un affresco all&#8217;altro, da una scultura all&#8217;altra. Infine, scendendo da San Miniato al Monte anzich\u00e9 arrivando dal centro cittadino, dove pure aveva l&#8217;alloggio, si era imbattuto in quella grande chiesa e vi era entrato, senza sapere nemmeno che conteneva le tombe dei grandi italiani. Ben presto era giunto nella Cappella Bardi di Vernio, nel transetto dell&#8217;edificio, davanti agli affreschi eseguiti da Maso di Banco nel 1340, che il Vasari aveva erroneamente attribuito a Tommaso di Stefano detto il Giottino. La luce della sera entrava obliquamente dai finestroni e si posava su quelle antiche scene, creando un&#8217;atmosfera suggestiva, che aveva trasportato il ragazzo quasi fuori del tempo e dello spazio.<\/p>\n<p>Gli affreschi narrano le <em>Storie di San Silvestro<\/em>, ispirate al pittore toscano dalla <em>Legenda aurea<\/em> di Jacopo da Varazze, uno dei libri pi\u00f9 famosi e pi\u00f9 letti di tutto il Medioevo. Le cinque grandi scene mostrano, in sucessone, l&#8217;imperatore Costantino che annuncia alle madri dei ragazzi che non si sarebbe bagnato nel loro sangue, per guarire dalla lebbra, come aveva richiesto l&#8217;oracolo pagano; la visione di san Pietro e san Paolo che appaiono in sogno all&#8217;imperatore e gli rivelano la verit\u00e0 di Cristo; il papa Silvestro che istruisce l&#8217;imperatore nella dottrina cristiana e infine gli amministra il santo Battesimo; san Silvestro che resuscita il toro, morto per il sortilegio di un dottore ebreo, per mostrare l&#8217;onnipotenza del Dio cristiano contro le arti magiche di costui, ispirato, in realt\u00e0, dal diavolo; infine il santo che chiude le fauci del drago e poi resuscita due maghi pagani che erano stati uccisi dall&#8217;alito micidiale del mostro. Chiss\u00e0 perch\u00e9, l&#8217;attenzione del ragazzo venne subito afferrata dall&#8217;ultima scena e in particolare dall&#8217;episodio descritto nella parte sinistra del&#8217;affresco, quello del drago. La mala bestia era rappresentata sullo sfondo di alcuni templi romani in rovina; la scena, infatti, si svolgeva presso una grotta ai piedi del Palatino, dove nei tempi antichi sorgeva un tempio dedicato ai Dioscuri, Castore e Polluce, prodigiosamente apparsi ai Romani durante la battaglia del Lago Regillo del 499 a. C., nel momento pi\u00f9 critico, rincuorandoli e portandoli alla decisiva vittoria sui Latini; e dove poi fu innalzata la chiesa di Santa Maria Antiqua (pi\u00f9 tardi ancora Santa Maria Liberatrice). Un drago nel bel mezzo della Citt\u00e0 Eterna, che terrorizzava i cittadini e divorava tutti quelli che passavano l\u00ec vicino! Era diventato furioso dopo il battesimo di Costantino, perch\u00e9 sentiva che il potere del diavolio sull&#8217;umanit\u00e0, con la conversione dell&#8217;imperatore romano, aveva ricevuto un colpo terribile. Che strana storia, per\u00f2. Il ragazzo, tuttavia, che veniva dal Friuli, non pot\u00e9 fare a meno di rammentare che una leggenda molto simile circolava anche per la storia antica della sua citt\u00e0: si diceva infatti che, <em>in illo tempore,<\/em> un drago feroce vivesse nel lago che si estendeva dove ora si allarga il Giardino Grande, ovvero la Piazza Primo Maggio; lago poi prosciugato dai patriarchi di Aquileia; mentre il drago venne affrontato e vinto da un cavaliere che si era affidato alla Madonna e che offr\u00ec a Lei, come reliquia, una costola del mostro, ancor oggi conservata nella basilica delle Grazie, che si affaccia proprio su quella vasta piazza.<\/p>\n<p>San Silvestro, comunque, nell&#8217;affresco di Maso di Banco, teneva stretto con le mani il muso del drago, che torceva il collo nel vano sforzo di liberarsi, e gl&#8217;impediva di soffiare l&#8217;alito mortale; e in quel gesto c&#8217;erano una calma e una compostezza sovrumane, da lasciare affascinati. Vale la pena di rileggersi il brano di Jacopo da Varazze relativo a questo episodio, tratto, a sua volta, da una leggenda popolare (da: Jacopo da Varazze, <em>La leggenda aurea<\/em>, traduzione dal latino di don Oscar Righi, Alba, Pia Societ\u00e0 San Paolo, 1938, pp. 33-34):<\/p>\n<p><em>&#8230; Tutti i presenti cedettero e si convertirono alla fede.<\/em><\/p>\n<p><em>Qualche temo dopo i sacerdoti degl&#8217;idoli andarono da Costantino e gli dissero:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Santo imperatore, dal giorno in cui voi avete abbracciato la fede cristiana, quel dragone che \u00e8 nel serraglio fa morire ogni giorno pi\u00f9 di cento persone col suo alito avvelenato.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora l&#8217;imperatore domand\u00f2 consiglio a Silvestro che gli disse:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Per la virt\u00f9 di Ges\u00f9 Cristo io far\u00f2 cessare il male che quella bestia fa.<\/em><\/p>\n<p><em>I sacerdoti degli idoli promisero che si sarebbero convertiti se egli ci fosse riuscito.<\/em><\/p>\n<p><em>Mentre Silvestro pregava gli apparve san Pietro che gli disse:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Scendi con due preti nel serraglio, e quando ti sarai avvicinato al dragone digli: &quot; Satana, resta qui fino a che non sia venuto il Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, che nacque da una vergine, che fu crocifisso, che risuscit\u00f2 da morte e siede alla destra del Padre suo, e verr\u00e0 a giudicare i vivi ed i morti&quot;. Poi legagli la gola con un filo cui farai due nodi che sigillerai col segno della croce; quindi tornerai a me sano e salvo e mangerai il pane che io ti avr\u00f2 preparato.<\/em><\/p>\n<p><em>Silvestro allora portando con s\u00e9 grossi fanali, scese nel serraglio insieme a due preti, per una scala che contava centoquarantadue gradini, e disse al dragone le parole dettegli dall&#8217;Apostolo, o leg\u00f2, appose i sigilli, e quando risal\u00ec trov\u00f2 due incantatori che lo avevano seguito per vedere il risultato dell&#8217;opera sua, ma erano come asfissiati dal fetido alito del dragone. Silvestro li condusse con s\u00e9 ed essi si convertirono insieme a tanti altri, e cos\u00ec il popolo fu liberato dalla doppia morte, quella che veniva dal dragone e quella che veniva dal culto degli idoli.<\/em><\/p>\n<p>Da sempre, l&#8217;episodio di san Silvestro che, senza combattere, lega il muso del drago e gli impedisce di appestare e uccidere le persone con il suo fiato micidiale, \u00e8 stato interpretato come la vittoria del cristianesimo sul paganesimo; e la discesa di san Silvestro gi\u00f9 per i gradini che portano al serraglio, o alla grotta, che \u00e8 la tana del mostro &#8212; in altre tradizioni i gradini sono 365, proprio come i giorni dell&#8217;anno &#8212; simboleggia il graduale trionfo del cristianesimo che, giorno dopo giorno, sottrae le anime al potere del diavolo e le restituisce al culto del vero Dio (cfr. anche l&#8217;articolo di Alfredo Incollingo, <em>San Silvestro e il drago<\/em>, pubblicato su <em>Il settimanale di Padre Pio<\/em>, n. del 23\/07\/17).<\/p>\n<p>Il ragazzo guardava affascinato quell&#8217;affresco, guardava il gesto pacato e sicuro del santo che chiude le fauci del mostro e non permette che il suo fiato mortale ammorbi n\u00e9 i corpi, n\u00e9 le anime; e, pur non conoscendo, allora, la <em>Legenda aurea<\/em>, intuiva che in quella scena era espresso un simbolismo molto forte, valido non solo per qualche lontana epoca del passato, ma sempre, e quindi anche per il presente. Cos\u00ec come pareva che la scena trasportasse colui che la guarda in un tempo fuori del tempo, cos\u00ec essa pareva esprimere un messaggio che, se compreso, \u00e8 valido per tutte le epoche. Ma certo non gli sfiorava neppure la mente il pensiero che lui stesso, insieme a tutti quelli della sua generazione, si sarebbero venuto a trovare, un giorno, in una situazione analoga a quella descritta da Jacopo da Varazze, e dipinta da Maso di Banco nella cappella della chiesa fiorentina di Santa Croce. No, una cosa del genere non gli sarebbe mai venuta in mente. E diciamo pure che non sarebbe venuta in mente quasi a nessuno, fino a pochi anni fa, tra i cattolici che hanno ricevuto il Battesimo, sono cresciuto all&#8217;ombra della Chiesa, e hanno sempre pensato che le minacce contro di essa vengono bens\u00ec dall&#8217;esterno, ma che, quando si \u00e8 al suo interno, si \u00e8 perfettamente al sicuro, perch\u00e9 vi \u00e8 chi veglia sulla purezza della dottrina e il credente non deve minimamente preoccuparsi di ci\u00f2, cos\u00ec come il semplice soldato non deve neppure immaginare che, un giorno, il comandante supremo, e un buon numero di generali e di ufficiali, non penseranno pi\u00f9 a condurre l&#8217;esercito alla vittoria, ma si metteranno d&#8217;accordo col nemico e faranno di tutto perch\u00e9 il semplice soldato sia gettato allo sbaraglio e, possibilmente, rimanga ucciso o sia fatto prigioniero.<\/p>\n<p>Sono passati molti anni, se rapportati alla durata media di una vita umana, ma pochi, pochissimi, se rapportati alla vita della Chiesa, da quando essa \u00e8 stata fondata da Ges\u00f9 Cristo, che l&#8217;ha affidata all&#8217;apostolo san Pietro, ed ecco che il diavolo del paganesimo \u00e8 ritornato, ma strisciando nel buio come un enorme serpente, come un drago, ed \u00e8 penetrato nella citt\u00e0 di Dio e ha preso a spirare il suo alito pestilenziale, intossicando e avvelenando le anime, in un modo tale che chi lo respira a fondo \u00e8 perduto, la sua anima \u00e8 dannata e lui non se ne rende neppure conto, e se ne va attorno a diffondere, a sua volta, il veleno, contagiando anche altri, come in una serie di cerchi concentrici che si allargano sulla superficie dell&#8217;acqua. E si tratta di un fenomeno di una vastit\u00e0 e di una intensit\u00e0 tali, da risultare difficilmente immaginabile alla mente umana; di un&#8217;ampiezza e di una capillarit\u00e0 che lo rendono pressoch\u00e9 invisibile, anche se si stia svolgendo sotto gli occhi di tutti, e milioni e milioni di persone, se non fossero pi\u00f9 o meno gravemente contagiate, dovrebbero vederlo, dovrebbero accorgersene, dovrebbero lanciare un grido di orrore e di allarme. Come! La Chiesa fondata di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 ora invasa da cima a fondo dalle forze maligne miranti a stravolgerla, a confonderla, a distruggerla; miranti ad allontanare le anime da Dio, ad allontanarle da Ges\u00f9 Cristo, a separarle a Maria Vergine; miranti a spacciare una nuova dottrina &#8212; nuova, ma antica, perch\u00e9 il grande nemico dell&#8217;uomo \u00e8 sempre lo stesso e, bench\u00e9 si serva di mezzi diversi, in realt\u00e0 persegue sempre lo stesso obiettivo &#8212; per la vera dottrina, mentre in realt\u00e0 sostituiscono, con metodo e tenacia, un pezzo dopo l&#8217;altro, una parola dopo l&#8217;altra, un atto dopo l&#8217;altro, ci\u00f2 che \u00e8 vero e buono e santo con ci\u00f2 che viene dagli uomini, dalla umana superbia, ispirata, a sua volta, da colui che non si dovrebbe neanche nominare, perch\u00e9 non \u00e8 degno d&#8217;essere paragonato, e sia pure in negativo, al Signore Onnipotente, dal quale ogni cosa ha avuto inizio e al quale ogni cosa tenderebbe a ritornare, se costui, coi suoi sofismi infernali, non avesse pervertito l&#8217;intelligenza della creatura fatta a Sua immagine.<\/p>\n<p>Eppure quel che sembrava impossibile \u00e8 accaduto, e continua ad accadere sotto i nostri occhi. Vediamo le folle che adorano gli idoli, che si fanno sedurre da parole umane, da gesti umani, e intanto si dimenticano del vero amore e del vero timore di Dio: perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 vero amore di Dio che non sia accompagnato anche dal timore di Lui, nel senso teologico dell&#8217;espressione. Il timore di Dio \u00e8 uno dei sette doni dello Spirito Santo e consiste nella paura di dispiacere a Colui che merita il nostro amore sopra ogni cosa, \u00e8 il timore di offenderlo, il timore di perdere la sua amicizia: e quale innamorato non prova, insieme all&#8217;amore per la persona ama, anche il timore di poterla perdere, qualora gli capitasse di agire in modo indegno e, cos\u00ec, di deluderla e disgustarla? Ma oggi di questo non si parla pi\u00f9: chi dovrebbe parlarne, non ne parla; chi dovrebbe ricordare la seriet\u00e0 della vita cristiana, la seriet\u00e0 del peccato, la seriet\u00e0 della relazione con Dio, che non \u00e8 scontata, non \u00e8 dovuta, non \u00e8 regalata, ma che deve essere coltivata e perseguita con ogni zelo, perch\u00e9 altrimenti la si perde, non lo fa, non lo dice, non ammonisce i credenti. I pastori non svolgono pi\u00f9 il loro ruolo di pastori; e le pecore, pur sentendo che la loro voce non \u00e8 quella del buon pastore, si lasciano sedurre, si lasciano ingannare, vanno dietro ai falsi pastori e corrono verso la rovina. Ma chi si rende conto di ci\u00f2, si rende contro di una cosa enorme, paurosa, da far tremar le vene e i polsi; e molto facilmente, se parla, non viene creduto, viene deriso, viene tenuto lontano, alla fine, come un seccatore, un esaltato, un soggetto poco raccomandabile. Opera superbamente diabolica, quella che sta inquinando dall&#8217;interno la Chiesa di Cristo! Da un certo punto di vista, sarebbe quasi da ammirare: perch\u00e9, nella sua semplicit\u00e0, \u00e8 cos\u00ec abile, quasi perfetta, che risulta difficilissimo contrastarla. Essa si basa sul sonno, sul conformismo, sulla vilt\u00e0 della maggioranza dei credenti, i quali sono stati addormentati un po&#8217; alla volta, lusingati, fuorviati, ingannati, con una strategia paziente, di ampio respiro, che parte da lontano; una strategia che si dispiega nell&#8217;arco di secoli, ma che solo negli ultimi cinquanta, sessant&#8217;anni ha cominciato a stringere tempi, a divenire esplicita, a lasciar cadere alcune, ma solo alcune, delle numerose maschere di cui si \u00e8 servita per raggiungere lo scopo, cio\u00e8 conquistare anime, senza farsi riconoscere per tempo. Il nucleo di questa strategia \u00e8 molto semplice: predicare un cristianesimo a misura dell&#8217;umana pigrizia, dell&#8217;umana debolezza, che scusa il peccato, giustifica il vizio, narcotizza la vigilanza sia della ragione, sia della coscienza, sostituendo alla vera fede cristiana un&#8217;altra cosa, ben diversa: anzi, il suo opposto. Ma chi ha respirato l&#8217;alito del drago, non se ne rende conto: e un discorso come questo, non arriva neanche a capirlo. E desso, chi chiuder\u00e0 le fauci del drago, per impedirgli di appestare tutta quanta l&#8217;opera di Dio? Chi far\u00e0 quel che fece san Silvestro, scendendo i gradini uno a uno, per legargli il muso e ridurlo all&#8217;impotenza?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un pomeriggio di primavera, quasi nell&#8217;ultima luce del giorno, un ragazzo molto giovane aveva &quot;scoperto&quot;, praticamente per caso, una delle basiliche pi\u00f9 famose della cristianit\u00e0,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[239,240,245],"class_list":["post-24761","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-san-paolo","tag-san-pietro","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24761"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24761\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}