{"id":24757,"date":"2009-05-07T10:19:00","date_gmt":"2009-05-07T10:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/07\/la-durezza-di-cuore-male-dellanima-che-non-ha-timor-di-dio-ne-rispetto-per-luomo\/"},"modified":"2009-05-07T10:19:00","modified_gmt":"2009-05-07T10:19:00","slug":"la-durezza-di-cuore-male-dellanima-che-non-ha-timor-di-dio-ne-rispetto-per-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/07\/la-durezza-di-cuore-male-dellanima-che-non-ha-timor-di-dio-ne-rispetto-per-luomo\/","title":{"rendered":"La durezza di cuore, male dell&#8217;anima che non ha timor di Dio n\u00e9 rispetto per l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una pagina di San Bernardo di Clairvaux che sembra attagliarsi perfettamente alla condizione dell&#8217;uomo moderno, bench\u00e9 sia stata scritta in pieno XII secolo, e che qui ci piace riportare (da: \u00abLa considerazione a Eugenio papa\u00bb, libro I, 3 passim; citato in Pierre Rich\u00e9, \u00abSan Bernardo. Una vita in breve\u00bb (titolo originale: \u00abPetite vie de saint Bernard\u00bb, Paris, 1989; traduzione italiana delle Monache Benedettine dell&#8217;Abbazia Mater Ecclesiae sull&#8217;Isola San Giulio, Novara, Edizioni Paoline, 1992, p.100):<\/p>\n<p>\u00ab(\u00c8 cosa terribile) lasciarsi trascinare e condurre (dalle troppe occupazioni), un passo dopo l&#8217;altro, l\u00e0 dove tu non vuoi. Mi domandi dove? Ti rispondo: alla durezza di cuore. [&#8230;] Chi ha un cuore duro non ha orrore di se stesso, perch\u00e9 ha perso ogni sensibilit\u00e0. [&#8230;] Nessun uomo indurito nel cuore ha mai raggiunto la salvezza, a meno che Iddio misericordioso, come dice il profeta, non gli abbia strappato il cuore di pietra e gli abbia dato un cuore di carne. Che cos&#8217;\u00e8 dunque un cuore di pietra? \u00c8 quello che non s&#8217;incrina per la compunzione, non s&#8217;addolcisce nella piet\u00e0, non si commuove alla preghiera; questo cuore non si piega alle minacce e s&#8217;irrigidisce sotto la sferza. Non serba riconoscenza per i benefici, \u00e8 recalcitrante ai consigli, \u00e8 spietato nei giudizi, \u00e8 sfacciato nelle turpitudini, \u00e8 spavaldo nei pericoli, \u00e8 insensibile con gli uomini e temerario con Dio; dimentica il passato, trascura il presente, non provvede al futuro: del passato ricorda solo le ingiurie, del presente non gli interessa nulla, e del futuro gli preme solo la prospettiva o la preparazione di qualche vendetta. E per riassumere in poche parole tutti i danni di questo orribile male, dir\u00f2 che un cuore duro non teme Dio n\u00e9 rispetta l&#8217;uomo. Ecco dove ti possono trascinare queste maledette occupazioni, se continui a perderti in esse [&#8230;] nulla lasciando di te a te stesso.\u00bb<\/p>\n<p>Noi moderni non chiamiamo questo male dell&#8217;anima con le parole di san Bernardo, \u00abdurezza di cuore\u00bb; lo chiamiamo \u00abessere molto occupati\u00bb, \u00abessere troppo presi dal lavoro\u00bb; e non lo consideriamo affatto un male dell&#8217;anima, anzi, in genere lo riguardiamo con una punta di malcelato orgoglio, sottintendendo che siamo molto bravi a occuparci di cos\u00ec tante cose; di agire come se, per noi, la giornata non avesse ventiquattro ore, ma quarantotto, o di pi\u00f9 ancora.<\/p>\n<p>Jean Paul Sartre, che era un cattivo maestro ma anche, certamente, un uomo intelligente, osservava che \u00abmolti vivono a loro insaputa, la loro vita scorre come in un tubo\u00bb; e il filosofo William James faceva questa lapidaria riflessione: \u00abTutti muoiono, ma pochi vivono\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;analisi di san Bernardo ci fornisce una chiave per interpretare questo strano e angosciante fenomeno, della vita che scorre senza consapevolezza; delle persone &#8211; sempre pi\u00f9 numerose &#8211; le quali non si rendono neppure conto di chiudere la propria anima a tutte le sollecitazioni positive della vita, impegnate come sono a servire un disegno di superlavoro mediante il quale si illudono di dominare la situazione, di affermarsi nella societ\u00e0, conquistando posizioni di preminenza: economiche, politiche o d&#8217;altro tipo.<\/p>\n<p>Addirittura, la frenesia del superlavoro si \u00e8 diffusa anche fra gli strati intermedi della societ\u00e0 e, in certi casi, fra quelli pi\u00f9 modesti, e non \u00e8 pi\u00f9 appannaggio solo dei ceti elevati; esattamente come \u00e8 avvenuto per la smania consumista, la quale miete ormai le sue vittime, indifferentemente, tanto fra i membri delle classi superiori, quanto fra le fasce sociali medie e medio-basse, e perfino nel sottoproletariato. Il simbolo eloquente di quest&#8217;ultima casistica \u00e8 l&#8217;antenna parabolica della televisione che svetta al di sopra del tetto di lamiera di una baracca trogloditica della periferia urbana; oppure il piccolo mendicante di un villaggio marocchino che rifiuta da un turista occidentale il regalo di generi alimentari, ma chiede insistentemente, e quasi pretende, gomma da masticare o lattine di Coca-Cola.<\/p>\n<p>L&#8217;ansia di fare \u00e8 contenuta, in germe, gi\u00e0 negli esordi della civilt\u00e0 occidentale; sia i Greci, tuttavia, sia la cultura cristiana, hanno saputo tenerla a bada, poich\u00e9 entrambi possedevano in grado eminente, e sia pure in forme assai diverse, il senso del limite e il senso del mistero, antidoto naturale alla sopravvalutazione dell&#8217;agire umano.<\/p>\n<p>\u00c8 stato con la svolta della modernit\u00e0, che si colloca non tanto all&#8217;epoca del Rinascimento, ma in quella della Rivoluzione scientifica del XVIII secolo, che sono cadute le ultime barriere e l&#8217;uomo faustiano, demonico, gonfio di orgoglio, non pi\u00f9 trattenuto dal senso della trascendenza e dalla consapevolezza della propria fragilit\u00e0, ha eretto l&#8217;attivismo sfrenato e il pragmatismo becero a sistema di vita, escludendone gradualmente &#8211; di fatto, se non di diritto &#8211; tanto il timore di Dio, quanto il rispetto dovuto al suo prossimo.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;immersione totale nel fare, la dispersione nel quotidiano, hanno quale inevitabile risultato &#8211; come ammonisce san Bernardo e, prima di lui, il profeta Ezechiele &#8211; l&#8217;indurimento del cuore e la perdita dell&#8217;anima a se stessa. Quel che si guadagna all&#8217;esterno, lo si perde all&#8217;interno; e tanto si costruisce fuori di s\u00e9, quanto si smarrisce della propria essenza pi\u00f9 profonda, della propria autentica umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ne consegue quell&#8217;indurimento del cuore che, nell&#8217;ottica cristiana, \u00e8 il peccato numero uno; mentre, per la mentalit\u00e0 moderna, non solo non \u00e8 un peccato &#8211; del resto, la modernit\u00e0 ha abolito la categoria del peccato, cos\u00ec come ha soppresso il concetto di anima &#8211; ma \u00e8, al contrario, un qualcosa di cui vantarsi, un segno della propria vitalit\u00e0 e della propria intraprendenza.<\/p>\n<p>Avere un cuore di pietra; sopprimere il proprio cuore di carne e sostituirlo con un cuore di pietra: ecco il peccato che l&#8217;uomo commette contro se stesso, contro Dio e contro il prossimo: e lo commette immergendosi nelle mille occupazioni che non gli lasciano pi\u00f9 il tempo e il modo di vedere la bellezza del mondo, di dedicarsi agli affetti disinteressati, di coltivare la propria anima e di evolvere verso la luce della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella profezia di Ezechiele (36, 25-27; traduzione della Bibbia di Gerusalemme), lo stesso Yahw\u00e9 dice agli uomini:<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Vi asperger\u00f2 con acqua pura e sarete purificati; io vi purificher\u00f2 da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi dar\u00f2 un cuore nuovo, metter\u00f2 dentro di voi uno spirito nuovo, toglier\u00f2 da voi il cuore di pietra e vi dar\u00f2 un cuore di carne. Porr\u00f2 il mio spirito dentro di voi e vi far\u00f2 vivere secondo i miei statuti e vi far\u00f2 osservare e mettere in pratica le mie leggi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Ma l&#8217;uomo post-moderno, quello che altrove abbiamo definito il QUARTO UOMO (cfr. il nostro precedente articolo \u00abL&#8217;uomo post-moderno \u00e8 il figlio della dilatazione illimitata del desiderio\u00bb, consultabile sul sito di Arianna Editrice), desidera ritrovare il proprio cuore di carne &#8211; un cuore di carne, che sente &#8211; o preferisce mantenere il cuore di pietra, duro e insensibile?<\/p>\n<p>Ci sono dei vantaggi, e sia pure dei vantaggi perversi, nel possedere un cuore di pietra, anzich\u00e9 un core di carne; e questa \u00e8 la ragione per cui non \u00e8 facile rispondere affermativamente alla domanda che abbiamo formulato.<\/p>\n<p>Un vantaggio \u00e8 che non si corre il rischio di esporsi alle ferite, alle delusioni, all&#8217;ingratitudine e al tradimento di coloro ai quali si apre il proprio cuore; un altro, \u00e8 che non si viene trattenuti da troppi scrupoli morali nel perseguimento dei propri obiettivi; un altro ancora \u00e8 che non si deve rendere conto a nessuno, e nemmeno alla propria coscienza, delle azioni meschine o ciniche o cattive, commesse a danno degli altri.<\/p>\n<p>Certo, a ben guardare, ciascuno di questi vantaggi \u00e8 controbilanciato da pesanti effetti negativi: il non fidarsi di nessuno preserva dalle delusioni, ma rende impossibili le autentiche gioie della vita affettiva; la mancanza di scrupoli agevola sul piano pratico, ma porta a un isolamento sempre maggiore, perch\u00e9 suscita il timore o la diffidenza altrui; infine, il non dover rendere conto agli altri predispone al delirio di onnipotenza, e il non dover rendere conto a se stessi sprofonda l&#8217;anima sempre di pi\u00f9 in un pozzo oscuro, dal quale sar\u00e0 poi difficilissimo risalire.<\/p>\n<p>In genere, si arriva all&#8217;indurimento di cuore attraverso un itinerario che procede per gradi, giorno dopo giorno, le cui tappe possono essere cos\u00ec ravvicinate, da dar quasi l&#8217;illusione che non sia avvenuto proprio niente di speciale, e che la vita di quella tale persona proceda in modo assolutamente normale e abitudinario.<\/p>\n<p>Si incomincia con dei comportamenti che non appaiono affatto disdicevoli; e, mano a mano che l&#8217;indurimento del cuore aumenta, sotto la pressione dell&#8217;eccesso di lavoro e di attivit\u00e0 d&#8217;ogni genere, la persona che ne \u00e8 protagonista tende ad autogiustificarsi &#8211; se pure \u00e8 consapevole di quanto sta accadendo &#8211; con la motivazione che le cose da fare sono tante, e tutte necessarie: e magari potesse farne a meno, trascurarne qualcuna; ma purtroppo&#8230;<\/p>\n<p>Quello che gli altri notano, e per primi coloro che le vivono accanto, non \u00e8 tanto una riduzione quantitativa del tempo in cui ella \u00e8 presente per loro, quanto una riduzione qualitativa di esso; una diminuzione, cio\u00e8, della sua disponibilit\u00e0 affettiva: perch\u00e9 il primo effetto negativo dell&#8217;eccesso di attivit\u00e0 \u00e8 quello di ottundere la sensibilit\u00e0 affettiva e di suggerire istintivamente una visione mercificata del tempo.<\/p>\n<p>I primi ad accorgersi del cambiamento &#8211; se di un cambiamento si tratta, e non di un comportamento abituale &#8211; saranno i bambini, per i quali il padre o la madre non troveranno pi\u00f9 neppure quei pochi minuti, alla sera, per sedersi ai bordi del lettino e raccontare una fiaba; poi il compagno o la compagna di vita, cui verranno a mancare quelle piccole attenzioni che non richiedono tempo ma, appunto, disponibilit\u00e0 affettuosa e consapevolezza; indi i genitori, specie se anziani e soli; infine gli amici.<\/p>\n<p>Mano a mano che il cuore si indurisce, la persona tende a disumanizzarsi, in genere senza rendersene conto. All&#8217;amico che ha dovuto affrontare una prova difficile, dir\u00e0, incontrandolo per caso: \u00abSai, ti ho pensato tanto; ti volevo anche telefonare: ma sono stato cos\u00ec occupato, capisci, cos\u00ec occupato&#8230;\u00bb; e al figlioletto, che ha atteso invano di vedere il genitore al saggio di pianoforte, o di ginnastica artistica, o d pattinaggio, dir\u00e0: \u00abMi dispiace tanto, piccolo; ero davvero troppo pieno di lavoro, me ne sono proprio dimenticato; ma vedrai che sapr\u00f2 farmi perdonare. Cosa mi dici di quel bel giocattolo, di cui mi parlavi l&#8217;altro giorno? Lo desideri ancora?\u00bb.<\/p>\n<p>Come se un regalo, per quanto costoso, potesse sostituire la presenza del padre o della madre in un momento importante della vita del figlio (e a prescindere da certe esagerazioni consumistiche, che rendono il regalo un vero e proprio obbligo sociale, ma sostanzialmente staccato da un autentico dialogo e da una relazione affettiva profonda tra genitore e figlio).<\/p>\n<p>In breve, l&#8217;uomo o la donna dal cuore di pietra procedono per la propria strada, come una monade isolata e chiusa in s\u00e9, senza rendersi conto di quanto il loro modo di fare incrini e danneggi irrimediabilmente la qualit\u00e0 dei loro rapporti con l&#8217;altro, di quanto offuschi la bellezza del mondo e di quanto intorbidi la consapevolezza di se stessi.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che all&#8217;indurimento del cuore si arriva, generalmente, per gradi. Ci\u00f2 significa che, per evitarlo, \u00e8 necessario conservare la sana abitudine a una visione qualitativa e, nei limiti del possibile, disinteressata del proprio tempo; al dialogo quotidiano con la propria anima; alla attenzione nei confronti del prossimo, che non pu\u00f2 essere fatta di buone intenzioni, ma deve tradursi in atti e comportamenti concreti; infine, per chi ci crede &#8211; ma, a nostro avviso, si tratta della cosa pi\u00f9 importante di tutte &#8211; a un colloquio incessante con ci\u00f2 che sta al di sopra noi: con l&#8217;Essere da cui proveniamo e verso il quale siamo diretti.<\/p>\n<p>Se, tuttavia, nonostante le buone abitudini e le rette intenzioni, una persona si lascia attirare inavvertitamente nel meccanismo perverso dell&#8217;indurimento del cuore, non esiste via d&#8217;uscita che non passi attraverso un radicale ripensamento del proprio stile di vita, ci\u00f2 che in termini religiosi si chiama, propriamente, conversione: il che avviene quando la creatura umana, riconoscendosi fragile e inadeguata, si spoglia dell&#8217;orgoglio faustiano e si abbandona con fiducia nel grembo dell&#8217;Essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una pagina di San Bernardo di Clairvaux che sembra attagliarsi perfettamente alla condizione dell&#8217;uomo moderno, bench\u00e9 sia stata scritta in pieno XII secolo, e che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-24757","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24757"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24757\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}