{"id":24752,"date":"2017-03-02T08:55:00","date_gmt":"2017-03-02T08:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/02\/due-otto-venti-rivelazioni\/"},"modified":"2017-03-02T08:55:00","modified_gmt":"2017-03-02T08:55:00","slug":"due-otto-venti-rivelazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/02\/due-otto-venti-rivelazioni\/","title":{"rendered":"Due, otto, venti Rivelazioni?"},"content":{"rendered":"<p>Che ne \u00e8 di quella parte di umanit\u00e0 che non conosce il Vangelo, non ha udito la predicazione di Ges\u00f9 e degli apostoli: bisogna pensare sia esclusa dalla salvezza? Se solo i cristiani si salvano, o, quanto meno, <em>possono<\/em> salvarsi, che colpa ne hanno quanti ignorano il cristianesimo? Forse che non si pu\u00f2 essere brave persone, e quindi meritevoli del paradiso, anche se non si sa nulla del Vangelo? Da sempre, quanti non hanno di meglio da fare che cercare cavilli per poter giustificare la loro accidia, la loro mancanza di scelte, si trastullano con queste ed altre domande del medesimo tenore. Di solito, per uscire dall&#8217;<em>impasse<\/em>, giungono alla conclusione che non vi \u00e8 una sola Rivelazione, quella cristiana, ma che Dio ha parlato e parla anche per mezzo di altre rivelazioni, chiamiamole minori, ma pur sempre rivelazioni, cio\u00e8 indicazioni per giungere alla verit\u00e0 divina e, cos\u00ec, accedere alla vita eterna. Il che dimostra, se non altro, che domande sbagliate non possono che generare risposte sbagliate. Sta di fatto che, a partire dagli anni del Concilio Vaticano II, le domande di cui sopra, gi\u00e0 liquidate come oziose, nonch\u00e9 presuntuose, dal pensiero cristiano, son tornate con forza alla ribalta e hanno preteso che venisse riformulato tutto l&#8217;impianto della teologia cattolica, al preciso scopo di consentire tante eccezioni alla regola &#8212; <em>Io sono la Via, la Verit\u00e0 e la Vita<\/em>, dice Ges\u00f9 &#8212; da poter far passare tutti, proprio tutti, verso la salvezza, anche i seguaci delle religioni pi\u00f9 lontane, nella forma e nello spirito, dal cristianesimo; e perfino gli atei, purch\u00e9, si capisce, &quot;di buona volont\u00e0&quot;, cio\u00e8 politicamente corretti. Come se un ateo serio e convinto, alla Ivan Karamazov, per intenderci, non potesse nuocere alla salvezza delle anime (compresa la propria) assai pi\u00f9 di un seguace di qualsiasi religione, poich\u00e9 negare la provvidenza di Dio \u00e8 perfino peggio che attribuirgli caratteristiche umanamente discutibili (ma sarebbe pi\u00f9 corretto dire <em>incomprensibili<\/em>, come incomprensibile \u00e8 il sacrificio del figlio Isacco, che Dio chiede ad Abramo).<\/p>\n<p>Dante Alighieri, circa il mistero della salvezza per i soli credenti in Ges\u00f9 Cristo, aveva fatto, innanzitutto, l&#8217;avvocato del diavolo, domandando: <em>Ch\u00e9 tu dicevi; un uom nasce alla riva \/ de l&#8217;Indo, e quivi non \u00e8 chi ragioni \/ di Cristo, n\u00e9 chi legga, n\u00e9 chi scriva; \/ e tutti suoi voleri ed atti buoni \/ sono, quanto ragione umana vede, \/ sanza peccato in vita od in sermoni: \/ muore non battezzato e sanza fede; \/ ov&#8217;\u00e8 questa giustizia che &#8216;l condanna? \/ Ov&#8217;\u00e8 la colpa sua se ei non crede?<\/em> (Par, XIX, 70-78). Al che l&#8217;Aquila gli aveva risposto: <em>Or tu chi se&#8217;, che vuo&#8217; sedere a scranna, \/ per giudicar di lungi mille miglia \/ con la veduta corta d&#8217;una spanna? \/ Certo a colui che meco s&#8217;assottiglia , \/ se la Scrittura sovra voi non fosse \/ da dubitar sarebbe a meraviglia. \/ Oh terreni animali! O menti grosse! \/ La prima volont\u00e0, ch&#8217;\u00e8 da s\u00e9 buona, \/ da s\u00e9, ch&#8217;\u00e8 sommo ben, mai non si mosse. \/ Cotanto \u00e8 giusto quanto a lei consuona: \/ nullo creato bene a s\u00e9 la tira \/ ma essa, rad\u00efando, lui cagiona<\/em> (id., 79-90). Un invito all&#8217;umilt\u00e0, quindi, specificamente in senso intellettuale: come potrebbe la mente dell&#8217;uomo giudicare la giustizia di Dio, dato che Dio \u00e8 il Sommo Bene, e in Lui, pertanto, amore e giustizia non possono che essere presenti in maniera perfetta, s\u00ec che i concetti umani di amore e giustizia, che da quella fonte scaturiscono, non potrebbero mai penetrarne l&#8217;intimo mistero? Possiamo aggiungere: sarebbe come se un torrente pretendesse di comprendere il mare; come se la luce tremula di una candela pretendesse di penetrare la luce del Sole. Poi, dopo aver ribadito che la mente umana non pu\u00f2, in nessun caso, comprendere il mistero di Dio, l&#8217;Aquila riprende: <em>&#8230; A questo regno \/ non sal\u00ec mai chi non credette in Cristo, \/ n\u00e9 pria n\u00e9 poi ch&#8217;el si chiavasse al legno<\/em> (103-105). E subito dopo, lo ammonisce che molti, che hanno gridato: <em>Cristo, Cristo!<\/em>, ne sono stati esclusi; e passa in rassegna tutti i regni della cristianit\u00e0, per mostrare di quanto si sono allontanati da Dio e, quindi, dal mistero della salvezza: pi\u00f9 di quanto non facciano i buoni pagani. Tale \u00e8 sempre stata la posizione della teologia cristiana: Dante non dice nulla di nuovo, ma si rif\u00e0 alla lezione dei teologi del suo tempo e anche ai Padri della Chiesa. Nel giorno del giudizio, vi saranno degli etiopi e dei persiani che saranno meno lontani di Cristo da tanti sedicenti cristiani, i quali, nella loro vita, non seguono per niente il modello del Vangelo. Discorso chiaro, dunque: in paradiso vanno solo i cristiani, ma quelli veri; i cristiani che vivono nel peccato non vanno in paradiso, ma in purgatorio, o, nei casi pi\u00f9 gravi, all&#8217;inferno. I pagani, se conducono una vita buona, non vanno in paradiso, ma certo la sapienza e la giustizia di Dio non li condanner\u00e0 con lo stesso rigore di quanti hanno conosciuto il Vangelo, e tuttavia l&#8217;hanno tradito e calpestato. Si pu\u00f2 pensare ad una condizione simile a quella delle anime dei giusti non battezzati, collocate nel limbo, come quella di Virgilio; in ogni caso, l&#8217;uomo non pu\u00f2 pretendere di leggere nella mente del suo Creatore, e meno che mai pu\u00f2 ardire di ergersi a giudice della sua giustizia. Non tutto pu\u00f2 essere compreso; vi sono delle cose che vanno accettate senza ulteriori domande, perch\u00e9 la fede \u00e8, innanzitutto, umilt\u00e0 davanti a Dio. <em>Beati coloro che crederanno senza aver visto<\/em>, dice Ges\u00f9 risorto a san Tommaso, che aveva voluto vedere il suo corpo e toccare e le sue ferite, per credere al mistero della sua Resurrezione.<\/p>\n<p>Ma poi, dicevamo, dopo quasi duemila anni di sana teologia cristiana, \u00e8 arrivato lo &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II (con la lettera minuscola) e i Padri hanno cominciato a fare come quel cristiano immaginato da Dante, che vuol sapere tutto e che pretende di giudicare anche Dio. Eppure, nel ventesimo secolo, ormai tutti i popoli hanno conosciuto il Vangelo: se alcuni l&#8217;hanno accolto e altri l&#8217;hanno rifiutato, cos\u00ec come nel caso dei singoli individui, ci\u00f2 fa da discrimine e dissolve lo scenario ipotizzato da Dante, al principio del XIV secolo, quando ancora perfino alcuni popoli dell&#8217;Europa (i Lituani, per esempio) non conoscevano il Vangelo, o non si erano aperti alla sua diffusione. I teologi del Vaticano II, disponendo di un potere sproporzionato su di esso, e animati da uno spirito diversissimo da quello che aveva animato sant&#8217;Agostino, o san Tommaso d&#8217;Aquino, o san Bonaventura, in nome della &quot;svolta antropologica&quot; hanno preteso di capire, di spiegare, di illuminare anche ci\u00f2 che, nelle profondit\u00e0 insondabili di Dio, \u00e8 mistero. Logico: se la teologia va impostata dalla prospettiva dell&#8217;uomo, allora bisogna che Dio faccia comprendere le sue ragioni; e, se ormai tutti i popoli hanno conosciuto il Vangelo, ma alcuni lo hanno decisamente rifiutato, e gli hanno preferito altre fedi e altre credenze, ci\u00f2, per la ragione umana, costituisce motivo di scandalo. Non resta altro da fare, allora, che regolarsi come i Padri conciliari: negare che solo la verit\u00e0 cristiana sia via alla salvezza, e riconoscere, sia pure con un linguaggio volutamente ambiguo, che anche le altre religioni conducono al medesimo fine. Quali? Ma tutte, naturalmente: non solo le grandi religioni, come il giudaismo, l&#8217;islamismo, il buddismo, nelle quali &quot;vi \u00e8 un riflesso della verit\u00e0 divina&quot;, ma anche le altre, perfino quelle dei popoli primitivi delle isole oceaniche; altrimenti, dove andrebbero a finire la misericordia di Dio e la sua giustizia? E siccome Dio \u00e8 misericordioso, e non pu\u00f2 essere che Egli sia ingiusto, ecco che tutte le religioni diventano vie verso la salvezza, e tutte, in qualche misura, conducono l&#8217;uomo verso la verit\u00e0 divina, in maniera diretta o indiretta. Anche le forme feroci di stregoneria dei cannibali della Nuova Guinea? Anche la religione degli antichi Aztechi, degli antichi Maya, degli antichi Fenici, assetata di sangue umano? I Padri non osano dirlo: preferiscono parlare dei tratti nobili ed elevati delle religioni; ma \u00e8 solo per mancanza di coraggio concettuale e per incapacit\u00e0 di portare le loro premesse alle logiche conclusioni.<\/p>\n<p>Sappiano che questa impostazione ha dato luogo alla stesura della dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em>, che ha letteralmente rivoluzionato l&#8217;impostazione del rapporto fra il cristianesimo e le altre religioni e, in un certo senso, ha capovolto la prospettiva precedente. Se fossero stati pi\u00f9 umili, i Padri avrebbero riconosciuto, con Dante, che l&#8217;uomo non pu\u00f2 sapere tutto; se fossero stati umili, del resto, invece di arzigogolare sul fatto che Dio si serve di tutte le religioni per condurre gli uomini verso la verit\u00e0 &#8212; il che \u00e8 semplicemente uno sproposito, sia storico che teologico e morale -, avrebbero ascoltato ci\u00f2 che hanno da dire i missionari a proposito delle altre religioni, cio\u00e8 coloro che lavorano sul campo, a contatto con le cose e le persone, non coi libri, come fanno i teologi; e avrebbero &quot;scoperto&quot; che fra gli induisti, gli islamici, i giudei, vi sono, s\u00ec, delle cose che possono richiamare, alla lontana, il messaggio di amore e fratellanza cristiano, ma ve ne sono pure molte altre che vanno esattamente nella direzione opposta, e che non solo non avvicinano l&#8217;uomo a Dio, ma offendono la dignit\u00e0 della persona, concetto tanto caro ai cattolici progressisti e modernisti, che imperversano dal Vaticano II in poi. Strano che non si siano accorti della contraddizione. Ma gi\u00e0 un po&#8217; meno strano, a ben guadare, se si considera che sono gli stessi che, nel marxismo, volevano vedere soprattutto lo sforzo verso la giustizia, l&#8217;equit\u00e0 e la solidariet\u00e0, e si mettevano il paraocchi per non vedere tutto il resto, comprese le feroci persecuzioni anticristiane attuate dai regini marxisti. In quegli anni, i &#8217;60 e i &#8217;70 del Novecento &#8212; se ne son viste delle belle: ad esempio, una chiesa progressista che ha cercato ostinatamente un &quot;dialogo&quot; con il comunismo, fino al punto d&#8217;irritarsi e infastidirsi se, di tanto in tanto, le cronache rammentavano il dramma di qualche vescovo, qualche sacerdote, qualche fedele cattolico, i quali, caduti nelle grinfie del potere marxista, non volevano abiurare, n\u00e9 piegarsi alla sua violenza. Che cattivo gusto, quei cattolici dell&#8217;Est, o della Cina, che si facevano ammazzare proprio in tempi di <em>Realpolitik<\/em> vaticana, e rompevano le uova nel paniere ai vari &quot;cristiani per il socialismo&quot;, come don Giulio Girardi e, poi, come Andrea Gallo, e ai poeti cattolici innamorati della rivoluzione, come David Maria Turoldo! Che indelicatezza, che mancanza di <em>bon ton<\/em>, quei Mindszenty, quei Popie\u0142uszko, a fare da cattiva coscienza dei cattolici progressisti, dei teologi della liberazione, tutti impegnati a gettare ponti e cercare punti d&#8217;incontro!<\/p>\n<p>Lo stravolgimento teologico del rapporto fra la Verit\u00e0 cristiana e le &quot;verit\u00e0&quot; delle altre religioni, anticamera del relativismo oggi trionfante, dal Concilio \u00e8 passata nel Magistero dei pontefici della stagione successiva. Specialmente nel pensiero e nella pastorale di Giovanni Paolo II appare esplicita la volont\u00e0 di adottare lo schema della <em>Nostra aetate<\/em> come pietra del paragone per stabilire nuove relazioni con i &quot;fratelli&quot; delle altre fedi (dimenticando che gli altri uomini sono fratelli dei cristiani in quanto uomini, e non in quanto buddisti, islamici o giudei: per il semplice fatto che non pu\u00f2 esservi dialogo fra la Verit\u00e0 e delle false verit\u00e0, ossia fra la Verit\u00e0 e l&#8217;errore). Ecco, ad esempio, cosa diceva papa Wojtyla, alla domanda: <em>perch\u00e9 tante religioni?,<\/em> nel libro-intervista con Vittorio Messori, <em>Varcare le soglie della speranza<\/em> (Milano, Mondadori, 1994, pp. 87-88):<\/p>\n<p><em>La Rivelazione cristiana, sin dall&#8217;inizio, ha rivolto alla storia spirituale dell&#8217;uomo uno sguardo in cui entrano in qualche modo tutte le religioni, mostrando L&#8217;UNIT\u00c0 DEL GENERE UMANO RIGUARDO AGLI ETERNI ED ULTIMI DESTINI DELL&#8217;UOMO. La dichiarazione conciliare parla di tale unit\u00e0, ricollegandosi alla propensione tipica del nostro tempo ad avvicinare e unire l&#8217;umanit\u00e0 in virt\u00f9 dei mezzi di cui dispone la civilt\u00e0 attuale. La Chiesa vede l&#8217;impegno a favore di questa unit\u00e0 come uno dei propri compiti: &quot;UNA SOLA COMUNIT\u00c0 INFATTI COSTITUISCONO I VARI POPOLI&quot;. Essi hanno una sola origine poich\u00e9 Dio ha fatto abitare l&#8217;intero genere umano su tutta la faccia della terra; essi hanno anche un solo fine ultimo, Dio, la cui provvidenza, testimonianza di bont\u00e0 e disegno di salvezza si estendono a tutti&#8230; Gli uomini ATTENDONO DALLE VARIE RELIGIONI LA RISPOSTA AI RECONDITI ENIGMI DELLA CONDIZIONE UMANA, che oggi come ieri turbano profondamente il cuore dell&#8217;uomo, la natura dell&#8217;uomo, il senso e il fine della nostra vita, il bene e il peccato, l&#8217;origine e il fine del dolore, la via per raggiungere la vera felicit\u00e0, la morte, il giudizio e la sanzione dopo la morte, infine l&#8217;ultimo e ineffabile mistero che circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo la nostra origine e verso cui tendiamo&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da restare interdetti. Pare che Wojtyla non si renda conto che l&#8217;unit\u00e0 della famiglia umana, di per s\u00e9, non \u00e8 necessariamente un bene, ma lo \u00e8 solo se si tratta di una unit\u00e0 nella verit\u00e0, mentre non lo \u00e8 se si tratta di unit\u00e0 nell&#8217;errore, ossia di una qualche forma di sincretismo, deismo e relativismo. Ci\u00f2 a cui deve tendere la Chiesa \u00e8 la salvezza delle anime: e che salvezza pu\u00f2 esservi nella confusione e nell&#8217;errore? La <em>propensione all&#8217;unit\u00e0<\/em> della civilt\u00e0 moderna \u00e8, in realt\u00e0, semplicemente il meccanismo disumano e anticristiano del materialismo e della globalizzazione, messo in moto da crudeli leggi economiche: \u00e8 questo che i cristiani devono assecondare? Quanto al fatto che gli uomini attendono le risposte ultime dalle varie religioni, possibile che non vi sia alcuna distinzione fra risposte vere e buone, e risposte false e malvagie? Certo che il disegno di salvezza si estende a tutti: ma si attua per mezzo del Vangelo, s\u00ec o no? Quando Ges\u00f9 diceva agli apostoli (<em>Mc<\/em> 16, 15-16): <em>Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura; chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato sar\u00e0 salvo, ma chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato<\/em>, aveva voglia di scherzare a parlava sul serio? Egli non ha detto: <em>Andate e valorizzate gli elementi di verit\u00e0 presenti in ogni religione; dialogate coi rabbini e con i sacerdoti dei vari culti, perch\u00e9 si deve tendere sempre all&#8217;unit\u00e0<\/em>. E questo \u00e8 poco, ma sicuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che ne \u00e8 di quella parte di umanit\u00e0 che non conosce il Vangelo, non ha udito la predicazione di Ges\u00f9 e degli apostoli: bisogna pensare sia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[117,157,237],"class_list":["post-24752","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24752","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24752"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24752\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}