{"id":24751,"date":"2017-08-26T11:37:00","date_gmt":"2017-08-26T11:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/26\/lislam-ha-due-volti-di-quale-stiamo-parlando\/"},"modified":"2017-08-26T11:37:00","modified_gmt":"2017-08-26T11:37:00","slug":"lislam-ha-due-volti-di-quale-stiamo-parlando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/26\/lislam-ha-due-volti-di-quale-stiamo-parlando\/","title":{"rendered":"L&#8217;islam ha due volti: di quale stiamo parlando?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;immigrazione in Europa di parecchi milioni di persone di fede islamica (5,8% della popolazione nel 2015, se dobbiamo credere alle statistiche; ma, probabilmente, assai di pi\u00f9, tenuto conto anche delle situazioni irregolari o non censite; e, soprattutto, una percentuale destinata a crescere continuamente, stante il tasso di natalit\u00e0 dei nuovi venuti, molto superiore a quello medio europeo) pone un problema di tipo politico, sociale, culturale, e, naturalmente, religioso: quello della compatibilit\u00e0 fra la religione islamica e i valori, le legislazioni e le acquisizioni intellettuali e morali dell&#8217;Europa, nonch\u00e9 della possibilit\u00e0, o meno, di una integrazione degli immigrati islamici nel tessuto vivo della societ\u00e0 ospitante, e non semplicemente di una coesistenza parallela di due comunit\u00e0 destinate a non incontrarsi mai e a sentirsi perennemente e profondamente estranee l&#8217;una all&#8217;altra.<\/p>\n<p>Anche la Chiesa cattolica s&#8217;interroga su tale questione e anzi, assai prima che l&#8217;immigrazione islamica si concretizzasse, a partire dal Concilio Vaticano II aveva posto la questione del dialogo con le altre religioni e con i non credenti; in particolare, la dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em> (1965) aveva l&#8217;ambizione di riscrivere completamente la pagina dei rapporti fra i cristiani e le altre grandi religioni, specie la giudaica e l&#8217;islamica, su una base di fiducia, stima e rispetto. Questo documento conciliare \u00e8 di estrema importanza, anche perch\u00e9, ribaltando la prospettiva precedente, specie riguardo al giudaismo, comportava una revisione del cattolicesimo rispetto a se stesso, nel senso che, posta la questione in termini di &quot;dialogo&quot;, &quot;stima&quot; e &quot;rispetto&quot;, veniva a cadere la questione dell&#8217;evangelizzazione e, implicitamente &#8212; pi\u00f9 tardi, anche esplicitamente &#8212; si tornava all&#8217;idea che l&#8217;Antica Alleanza fosse ancora valida, che i giudei non dovessero convertirsi e che il giudaismo fosse mezzo sufficiente per acquisire la salvezza eterna. Lasciando da parte, in questa sede, le conseguenze dirompenti di tale nuova impostazione, e limitandoci al rapporto con l&#8217;islam, \u00e8 chiaro &#8211; ce lo siamo chiesti in parecchi altri lavori &#8212; che un dialogo esiste l\u00e0 dove entrambe le parti sono interessate a dialogare, e se entrambe hanno lo stesso concetto di cosa sia il dialogo; mentre, se una delle due ignora il concetto stesso di dialogo, ma si pone come alternativa irreconciliabile rispetto all&#8217;altra, talvolta anche violenta, tutto il discorso sul dialogo si svuota di significato e sopravvive, semmai, come pura chiacchiera ed esercizio di oratoria.<\/p>\n<p>Ora, per tentar di capire se sia possibile il dialogo fra cristianesimo e islam, o meglio, fra civilt\u00e0 europea e islam &#8212; dato che l&#8217;Europa \u00e8, attualmente, un continente post-cristiano e, in larga misura, anticristiano, eccezion fatta per la Russia e pochi altri Stati &#8212; bisogna vedere pi\u00f9 da vicino cosa vi sia al cuore del messaggi islamico, ossia del <em>Corano<\/em>; cos\u00ec come per capire cosa vi sia al cuore del messaggio cristiano bisogna interrogare il <em>Vangelo<\/em>. Non pretendiamo di farlo qui, adesso; esiste una vastissima letteratura su questo argomento, peraltro assai diversificata nelle prospettive e nelle conclusioni. Noi qui ci limiteremo, per brevit\u00e0, a porre la questione di <em>cosa sia il Corano<\/em> dal punto di vista storico e teologico, quanto al suo messaggio e quanto alla possibilit\u00e0 di una convivenza pacifica fra l&#8217;islam e le societ\u00e0 non islamiche. Si potrebbe pensare che intendiamo porre la questione della tolleranza: ma la tolleranza \u00e8 un concetto ambiguo, che risale all&#8217;illuminismo e che non riflette le radici della civilt\u00e0 europea, che sono cristiane, ma quelle volterriane e anticristiane, o meglio anticattoliche (si veda la <em>Lettera sulla tolleranza<\/em> del gran padre del pensiero liberale, John Locke, che \u00e8, appunto, dichiaratamente anticattolica, e in cui si nega risolutamente la tolleranza nei confronti dei cattolici). D&#8217;altra parte, la &quot;tolleranza&quot; \u00e8 un concetto di matrice cristiana, nel senso che si rif\u00e0 &#8212; ma senza ammetterlo, per partito preso &#8212; all&#8217;idea cristiana della fratellanza universale di tutti gli uomini. Giungiamo quindi a una prima acquisizione: l&#8217;Europa \u00e8 in contraddizione con se stessa, perch\u00e9 non riconosce le proprie radici, disprezza la propria identit\u00e0 e pretende di impostare la propria vita e il proprio futuro sulla base di &quot;valori&quot; anticristiani che si sono sovrapposti, come &quot;schegge impazzite&quot; (la calzante definizione \u00e8 di G. K. Chesterton) sui vecchi valori cristiani, rifiutati, abbandonati e vilipesi. Dunque, la prima difficolt\u00e0 del dialogo fra la societ\u00e0 europea e gli islamici nasce dal fatto che gli europei, non essendo pi\u00f9 nessuno, cio\u00e8 avendo costruito la civilt\u00e0 moderna sul nulla, sono oggettivamente in posizione difficile per dialogare con l&#8217;altro, perch\u00e9 il dialogo \u00e8 possibile quando si \u00e8 qualcuno e quando si sa di essere qualcuno e si ama ci\u00f2 che si \u00e8. Per esempio, il dialogo con una persona affetta da schizofrenia, o da una grave forma di depressione, \u00e8 impossibile: non si pu\u00f2 dialogare con chi non sa chi \u00e8, non crede in se stesso, non ha una retta percezione di s\u00e9. A questa difficolt\u00e0 se ne aggiunge un&#8217;altra, nel caso specifico dell&#8217;interlocutore islamico: il fatto che l&#8217;islam medesimo, a differenza di quel che generalmente si crede, \u00e8 l&#8217;espressione di un <em>corpus<\/em> di idee religiose non omogeneo, ma attraversato, al contrario, da una profonda differenza tra i contenuti della prima fase della sua elaborazione, ancora assai rispettosi nei confronti del giudaismo e del cristianesimo, religioni alle quali Maometto si era largamente richiamato per combattere il politeismo delle trib\u00f9 arabe, e quelli della seconda, quando egli diventa un &quot;profeta armato&quot; e assume una posizione molto pi\u00f9 dura e intransigente verso gli &quot;infedeli&quot;.<\/p>\n<p>Ha scritto il gesuita Franco Martellozzo &#8211; che ha vissuto per mezzo secolo nel Ciad, fra popolazioni musulmane &#8211; nella sua monografia <em>L&#8217;islam a due volti<\/em> (Villa del Conte, Padova, Tip. Bertato; cit. nel bimensile <em>La Martinella<\/em>, Parrocchia di Farra di Feltre, n. 2, aprile-maggio 2017, pp. 12-13):<\/p>\n<p><em>L&#8217;islam ha due volti: uno amichevole, legato ai valori spirituali che condividiamo profondamente, l&#8217;altro francamente ostile, perch\u00e9 legato all&#8217;integralismo fondamentalista della legge islamica.<\/em><\/p>\n<p><em>Come si spiega? La risposta \u00e8 nel Corano ma, prima ancora, nella vita di Maometto. Le due fasi della sua vita sono la risposta per entrare nel mondo delle idee e comprendere i comportamenti contraddittori dell&#8217;islam. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>A Medina [dopo l&#8217;egira, 622 d. C.] se il popolo accolse favorevolmente la predicazione di Mohammed, non cos\u00ec gli intellettuali. Nei rapporti con i Giudei di Medina si mise in luce un equivoco che min\u00f2 definitivamente il loro rapporto. I Giudei accolsero Mohammed nella speranza di vederlo diventare Giudeo. E Mohammed coltiv\u00f2 questo rapporto con i Giudei nella speranza di essere riconosciuto come l&#8217;Ultimo dei Profeti del Libro (la Bibbia). L&#8217;armonia dei rapporti si guast\u00f2. Dovette lasciare Medina.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando Mohammed conobbe la storia di Abramo e dei suoi figli Ismaele e Isacco (Ismaele divenuto padre degli Arabi e Isacco degli Ebrei), non si riconobbe n\u00e9 nell&#8217;uno, n\u00e9 nell&#8217;altro dei figli di Abramo, bens\u00ec in Abramo stesso, il padre dei credenti nel Dio vero e unico. Ebbe una visione nella quale l&#8217;Angelo gli disse che Abramo (1900-1800 a. C.) era venuto a trovare Ismaele suo figlio in Arabia ed era stato lui a costruire la Ka&#8217;aba alla Mecca. Di colpo egli si sent\u00ec superiore ai Giudei e ai Cristiani e diede ordine di pregare, da allora in poi, rivolti verso la Mecca. D&#8217;ora in poi saranno i Giudei e i Cristiani che dovranno convertirsi a lui.<\/em><\/p>\n<p><em>Maometto decise di riconquistare la Mecca ma sub\u00ec una disastrosa sconfitta (625 d. C.). Mohammed e i suoi si ridussero alla miseria. \u00c8 in questo periodo che si diffonde il nome di Muslim, Musulmani (cio\u00e8 sottomessi), per designarli. Inizia qui un&#8217;altra fase della sua vita: ordina di attaccare le carovane per approvvigionarsi. Fu il primo sangue versato. Da allora in poi ci fu una guerra dopo l&#8217;altra, sangue su sangue e Mohammmed conquist\u00f2 Medina nel 627, si vendic\u00f2 dei suoi nemici e fece massacrare circa 700 ebrei. Con la guerra, con alleanze, con assassinii politici e con la predicazione, rientr\u00f2 alla Mecca come vincitore nel 630 d. C. Purific\u00f2 la Ka&#8217;aba dai segni dell&#8217;idolatria e vi fece per primo il pellegrinaggio.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla sua morte (632) fu scelto come suo successore non Al\u00ec (sposo di sua figlia Fatima), ma Abu Bekr, suo suocero e braccio destro. Da qui le due grandi correnti musulmane: Sunniti e Sciiti. L&#8217;opposizione spesso violenta, tra Sciiti, discendenti da Al\u00ec (capofila odierno: l&#8217;Iran) e Sunniti (discendenti di Abu Bekr) risale alla lotta per la successione alla testa dell&#8217;Islam. Quanto al Corano, non fu che in seguito che si raccolsero per iscritto, unficandoli con una certa organicit\u00e0 i versetti recitati dal &quot;Profeta&quot;, ed \u00e8 la forma del Corano attuale (la popolazione musulmana di oggi ritiene che il Corano \u00e8 stato dato direttamente da Dio a Mohammed).<\/em><\/p>\n<p><em>Una cosa appare evidente: durante il primo periodo alla Mecca, Mohammed si comport\u00f2 come un predicatore ispirato, attaccato a un messaggio puramente religioso e morale. Nel secondo periodo, a Medina, Maometto abbracci\u00f2 in modo inequivocabile una via diversa, quella del profeta armato, capo politico e religioso nello stesso tempo. Qui sta la chiave dell&#8217;Islam, come ideologia religiosa e politica indissolubile. Questo cambiamento \u00e8 attestato dall&#8217;insieme delle Surate del Corano.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;interno del Corano vi sono Surate (capitoli) che risentono del primo periodo e altre che appartengono senza dubbio al secondo periodo, quello pi\u00f9 violento degli ultimi anni di Medina. Le prime sono annunci brevi, di alta emotivit\u00e0 religiosa e senza diatribe con i Giudei e i Cristiani. Le seconde si snodano lunghe, con una netta tendenza alla legislazione e alla diatriba anti-giudea e anti-cristiana. Certune vanno a dettagli matrimoniali come: &quot;il credente pu\u00f2 sposare quattro donne legittime, senza contare le concubine ma il Profeta&#8230; tutte le donne credenti che lo desiderano&quot;. E altri enunciato di ordinamento amministrativo pi\u00f9 che annunci religiosi.<\/em><\/p>\n<p><em>Con gli Ebrei e i Cristiani: leggendo il Corano si ha l&#8217;impressione che Dio si rimangi le prime affermazioni rispettose e concilianti. Queste divergenze all&#8217;interno del Corano hanno posto un problema agli intellettuali musulmani che si domandano: &quot;Quando ad una parola del Corano se ne oppone un&#8217;altra, a quale credere?&quot;. Si \u00e8 imposta nella tradizione questa conclusione: &quot;sono i versetti pi\u00f9 recenti quelli che esprimono la volont\u00e0 definitiva di Dio&quot;. Per cui se nelle Surate del primo periodo il Corano tratta i cristiani da &quot;migliori amici dei musulmani&quot;, e nelle Surate del secondo periodo da &quot;nemici da combattere fino a sottometterli&quot; \u00e8 evidente che \u00e8 questa seconda che deve essere tenuta per buona perch\u00e9 \u00e8 successiva.<\/em><\/p>\n<p><em>A questo si aggiunge un&#8217;altra discutibile affermazione: che Mohammed, essendo venuto dopo gli altri profeti, e dopo Ges\u00f9, \u00e8 quindi superiore a tutti, \u00e8 il compimento di ogni verit\u00e0 divina. Non vi \u00e8 nessuno pi\u00f9 grande di Mohammed. Riguardo a Ges\u00f9, il Corano raccoglie racconti popolari del tipo degli apocrifi, tardivi, non ha conosciuto i Vangeli! L&#8217;ignoranza circa Ges\u00f9 Cristo e circa lo sviluppo della fede cristiana (al suo temo molto sviluppata nelle formule del Credo e nella teologia dei Padri della Chiesa), fa dire ad alcuni che Maometto e l&#8217;Islam appartengono religiosamente all&#8217;Antico Testamento.<\/em><\/p>\n<p>La cesura tra le due fasi della vita e del pensiero religioso di Maometto si colloca, dunque, nel 622, l&#8217;anno dell&#8217;Egira: la fuga dalla Mecca a Medina. La tesi di padre Martellozzo rispecchia una valutazione assai diffusa fra gi studiosi del <em>Corano<\/em>, tanto \u00e8 vero che la maggior parte di essi parla esplicitamente di <em>sure meccane<\/em> e di <em>sure medinesi<\/em>, a seconda del periodo in cui vennero composte. Trova consenso anche il giudizio circa il carattere normativo, attribuito generalmente dai fedeli islamici alle sure pi\u00f9 recenti rispetto alle pi\u00f9 antiche, in quanto esse abrogherebbero le prime e rispecchierebbero il pensiero definitivo, non di Maometto, che \u00e8 solo il Profeta, ma di Allah, che ha consegnato il Corano al suo Profeta per mezzo dell&#8217;arcangelo Gabriele. Dunque, per il credente musulmano, la maggiore severit\u00e0 e il rifiuto di qualunque dialogo con giudei e cristiani, propri delle sure medinesi, dipende non da una evoluzione del pensiero di Maometto, ma dalla pedagogia di Dio, che, dopo aver preparato il terreno con la predicazione iniziale del suo Profeta, ha poi reso nota agli uomini la sua volont\u00e0 definitiva. Resta il fatto che il <em>Corano<\/em> mostra di non conoscere il Ges\u00f9 dei <em>Vangeli<\/em>, meno ancora la dottrina cristiana definita dai Padri della Chiesa e dai primi Concili ecumenici, ma solo il Ges\u00f9 dei racconti orali e quello dei <em>Vangeli<\/em> gnostici (che i cristiani rifiutano), per cui, anche da questo lato, un dialogo fra islamici ed europei appare difficile: sarebbe come se gli europei conoscessero solo il Maometto (che pure, per l&#8217;islam, \u00e8 solo il Profeta, e non certo Dio, mentre per i cristiani Ges\u00f9 \u00e8 Dio, la seconda Persona della Trinit\u00e0) dei racconti orali che giungevano nelle terre dell&#8217;Impero bizantino nel VII secolo dopo Cristo, cio\u00e8 un Maometto semi-leggendario, e non il Maometto storico; e, inoltre, come se non conoscessero il <em>Corano<\/em> se non per sentito dire, senza averlo mai letto. Il che \u00e8 certamente vero per molti europei, ma non per tutti.<\/p>\n<p>Pertanto, in conclusione, anche se una maggiore conoscenza reciproca pu\u00f2 certamente dare frutti positivi, restano almeno due fattori che rendono problematico il dialogo: la perdita dell&#8217;identit\u00e0 europea e la duplice anima dell&#8217;islam, diviso fra la convivenza pacifica e le suggestioni integraliste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;immigrazione in Europa di parecchi milioni di persone di fede islamica (5,8% della popolazione nel 2015, se dobbiamo credere alle statistiche; ma, probabilmente, assai di pi\u00f9,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[107],"class_list":["post-24751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24751"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24751\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}