{"id":24750,"date":"2018-01-01T11:27:00","date_gmt":"2018-01-01T11:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/01\/due-preti-una-maestra-e-buon-natale\/"},"modified":"2018-01-01T11:27:00","modified_gmt":"2018-01-01T11:27:00","slug":"due-preti-una-maestra-e-buon-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/01\/due-preti-una-maestra-e-buon-natale\/","title":{"rendered":"Due preti, una maestra e buon Natale"},"content":{"rendered":"<p>Milwaukee, Wisconsin, parrocchia di Santa Bernadette, 17 dicembre 2017: il sacerdote, Gregory Greiten, annuncia dal pulpito ai suoi fedeli di essere omosessuale, di esserlo sempre stato, ma di averlo nascosto per anni, per la vergogna e a causa dell&#8217;insegnamento repressivo ricevuto in seminario, e tramandato dalla Chiesa cattolica; ha aggiunto di essere giunto ad accettarsi e di aver voluto dichiararsi ai suoi parrocchiani, in omaggio alla verit\u00e0 e perch\u00e9 \u00e8 giunto alla conclusione che non c&#8217;\u00e8 niente di sbagliato nell&#8217;essere gay. Non solo: ha terminato il suo <em>coming out<\/em> dichiarando di voler restare prete, di non pensare minimamente a dimettersi, perch\u00e9 si pu\u00f2 benissimo essere gay e sacerdoti di Ges\u00f9 Cristo. Non pago di questo <em>show<\/em> improvvisato, e non richiesto, che ha inutilmente offeso e scandalizzato i sentimenti di decine e centinaia di persone, venute in Chiesa per ascoltare la Parola di Dio e non la parola di un prete omofilo, il giorno dopo ha ribadito tutte queste cose dalle colonne di un giornale, il <em>National Catholic Report<\/em>, in modo che tutti i cattolici, e non solo la cerchia ristretta dei suoi parrocchiani, fosse a giorno della sua natura delle sue decisioni, nonch\u00e9 della sua ostentata sincerit\u00e0. Ci si poteva aspettare che il suo vescovo lo avrebbe cacciato a pedate nel sedere, come si meritava, sospendendolo <em>a divinis<\/em>; o, quanto meno, che l&#8217;avrebbe chiamato per fargli una severa ramanzina e poi lo spedirlo, per un lungo periodo, a pregare e meditare in qualche convento isolato, proibendogli qualsiasi ulteriore esternazione mediatica e affidandolo, semmai, alle cure di un buon direttore spirituale, di quelli ai quali si ricorre per puntellare le fedi vacillanti e per rimettere in carreggiata gli sbandati. Niente affatto: nulla di questo genere. Il vescovo, monsignor Jerome Listecki, al contrario, ha rilasciato un comunicato nel quale afferma che la Chiesa continua ad avere fiducia nel suo sacerdote: <em>Noi supportiamo padre Greiten nel suo percorso e raccontiamo la sua storia per comprendere e vivere con lui il suo orientamento sessuale<\/em>. Di peccato non si parla pi\u00f9, ma, come vuole l&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, di &quot;orientamento&quot;. Non solo questi neopreti, dunque, ma anche questi neovescovi paiono fabbricati con lo stampino, al di qua e al di l\u00e0 dell&#8217;Oceano: le parole di monsignor Listecki riecheggiano, quasi alla lettera, quelle dell&#8217;arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli, a proposito di un capo scout che si \u00e8 sposato in municipio con un altro uomo &#8212; presente al gioioso evento il viceparroco, ma contrario il parroco &#8212; il quale si \u00e8 espresso in maniera altrettanto comprensiva, inclusiva e misericordiosa, solo appena un po&#8217; pi\u00f9 evasiva e fumogena, siamo pur sempre nel Bel Paese del dottor Azzeccagarbugli; ma, in sostanza, concetti identici. Pur di accompagnare il peccatore (dove? all&#8217;inferno?) non si parla pi\u00f9 del suo peccato: per carit\u00e0, sarebbe una caduta di tono, una imperdonabile mancanza di <em>d\u00e9licatesse<\/em>. Nel pi\u00f9 tipico stile bergogliano, sia nella forma che nel contenuto: <em>supportare, accompagnare, raccontare, vivere insieme con<\/em>&#8230;( il peccato). Perfetto: complimenti.<\/p>\n<p>A Torino, i fedeli della parrocchia di San Rocco, recatisi in chiesa per assistere alla Messa natalizia di mezzanotte, hanno avuto il discutibile privilegio di assistere all&#8217;abiura in diretta della loro guida spirituale, don Fredo Olivero, che, oltre ad altre innovazioni e fantasmagorie liturgiche, a un certo punto ha detto, papale, papale: <em>Io non recito il Credo, perch\u00e9 non ci credo<\/em>, evidentemente estasiato dalla sua stessa lepidezza e dall&#8217;originalissimo gioco di parole, senza dubbio studiato e pensato da chiss\u00e0 quanto tempo; e lo ha sostituito con un canto &quot;francescano&quot; alla Zeffirelli (e alla Bergoglio): <em>Dolce sentire<\/em>. I fedeli, invece di uscire dalla chiesa e lasciarlo solo col suo tristo esibizionismo di apostata, pare abbiano un po&#8217; ridacchiato, per poi docilmente unirsi al canto blasfemo: perch\u00e9 cantare in chiesa, alla santa Messa, <em>Dolce sentire<\/em> invece di recitare il <em>Credo<\/em> \u00e8 una blasfemia, visto che il <em>Credo<\/em> \u00e8 il pilastro della fede cattolica, e chi dice di non crederci rifiuta, evidentemente, il cattolicesimo; ma allora perch\u00e9 rimane nella Chiesa? Don Olivero, meno melodrammatico di padre Greiten, non si \u00e8 neppure posto il problema della compatibilit\u00e0 fra le sue dichiarazioni e il suo stato sacerdotale: si vede che quando, cinquant&#8217;anni fa, \u00e8 stato ordinato prete, pensava che la promessa fatta a Dio e alla Chiesa fosse acqua fresca, ritirabile in qualsiasi momento e modificabile secondo le circostanze. O forse pensa, adesso che ha mezzo secolo di vita consacrata sulle spalle, e che si prodiga da tanti anni per i poveri e i migranti, tanto da essere pubblicamente lodato sui media (fare una ricognizione su internet per credere) ritiene di aver acquisito uno <em>status<\/em> di intangibilit\u00e0: essendo il beniamino dei cattolici di sinistra e, soprattutto, dei non cattolici e degli anticattolici, pensa di aver diritto a fare o dire qualsiasi cosa. Chi mai oserebbe criticarlo? Criticare un vecchio prete dalla barba bianca, che da una vita si spende per dar da bere agli assetati, dar da mangiare agli affamati e vestire gl&#8217;ignudi? Eh, via: sarebbe come sparare sulla Croce Rossa! Cos\u00ec, don Fredo si \u00e8 comperato il passaporto per l&#8217;immunit\u00e0 diplomatica e agisce come uno che pu\u00f2 permettersi di stare nella Chiesa, seguitare a vestire da prete e anche celebrare la santa Messa, ma dopo aver detto ad alta voce, davanti ai suoi parrocchiani, che lui, alla fede cattolica, non ci crede. Un po&#8217; comodo, vero? Ma anche questa \u00e8 una critica che non si pu\u00f2 fare, non sta bene e non \u00e8 <em>chic<\/em>: poverino, se ama cos\u00ec tanto i poveri, allora dimostra coi fatti di essere un buon cristiano, e pazienza per la dottrina; non \u00e8 vero? Non lo ha detto anche il papa, che la dottrina \u00e8 una cosa brutta se crea divisioni, mentre \u00e8 buona se produce unione e solidariet\u00e0? E allora, avanti con i preti alla Olivero: i quali annunciano dal pulpito di non aver pi\u00f9 la fede cattolica, per\u00f2 sono tanto innamorati del prossimo, specie se povero e con la pelle scura, che sarebbe una vera ingiustizia buttarli fuori. Anche se in cinquanta anni di vita consacrata, a quanto pare, non \u00e8 mai venuta loro l&#8217;idea che si pu\u00f2 essere poveri, tremendamente poveri, fino a carezzare l&#8217;idea del suicidio, non solo per ragioni materiali, ma anche morali; e che un uomo di Dio, dopotutto, se non vuole ridursi a fare da assistente sociale e se non vuol cadere in una forma palese di razzismo alla rovescia, dovrebbe occuparsi anche di loro, cio\u00e8 anche dei poveri in senso spirituale, dato che soffrono anch&#8217;essi e sono in pericolo anch&#8217;essi, perfino nel caso &#8211; un po&#8217; sgradevole, \u00e8 vero &#8211; che abbiano la pelle chiara&#8230;<\/p>\n<p>Infine da Zoppola, in Friuli, giunge la notizia tragicomica di una canzone di Natale che i bambini di una scuola elementare, la <em>Beato Odorico da Pordenone<\/em>, hanno dovuto cantare col testo modificato, perch\u00e9 una maestra aveva ritenuto che il testo originario avrebbe potuto risultare lesivo della sensibilit\u00e0 dei loro compagni di religione islamica; sicch\u00e9 le parole <em>del Bambin Ges\u00f9<\/em> sono state cambiate in quelle, molto politicamente corrette, bench\u00e9 perfettamente insulse, <em>il bambino del Per\u00f9<\/em>. Cosa c&#8217;entri con il Natale il &quot;bambino del Per\u00f9&quot;, ciascuno pu\u00f2 giudicare da s\u00e9; evidentemente, per\u00f2, quella insegnante deve aver avuto un colpo di genio, perch\u00e9, salvando sia la rima, sia il &quot;bambino&quot;, pensava forse di aver risolto una questione spinosa e irta d&#8217;incognite, quanto la quadratura del cerchio. Salva la rima in <em>-er\u00f9<\/em> e salva l&#8217;idea che un bambino, comunque, c&#8217;era, da qualche parte, anche se non si sa a fare cosa, la brillante maestra dalla squisita sensibilit\u00e0 filo-islamica, multietnica e multiculturale, ha insegnato ai bambini a cantare la versione modificata, senza pensare che alcuni di loro, canticchiandola poi a casa, avrebbero suscitato la curiosit\u00e0 e l&#8217;incredulit\u00e0 delle loro mamme. Le quali si sono recate a scuola, hanno chiesto spiegazioni: e finalmente la preside dell&#8217;istituto ha fatto sentire la sua voce, affermando che l&#8217;iniziativa era stata ideata a sua peretta insaputa, che lei non l&#8217;approvava assolutamente e che la maestra, ripresa verbalmente, si era detta &quot;pentita&quot; e aveva assicurato che &quot;non lo avrebbe fatto pi\u00f9&quot; (neanche si fosse trattato di non fare la pip\u00ec a letto, sulle lenzuola). Questo terzo episodio, tratto dal ricchissimo florilegio che avremmo potuto evocare in occasione del Natale, ha sempre a che fare con la religione cattolica, ma in un contesto laico; e se \u00e8 meno grave dei due precedenti, perch\u00e9 a rendersene protagonista \u00e8 stata una maestra e non una persona consacrata, \u00e8 ugualmente assai indicativo del grado di follia immigrazionista cui \u00e8 giunta una parte della nostra stessa popolazione. A forza di sentirsi martellare da tutti che bisogna accogliere, che bisogna essere inclusivi, che la diversit\u00e0 \u00e8 una &quot;risorsa&quot; (uno degli slogan preferiti di don Olivero; un altro, non meno significativo, \u00e8: <em>sono sulla linea del papa Francesco<\/em>; e mai che costo dicano <em>sono sulla linea del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo<\/em>) c&#8217;\u00e8 un sacco di gente, nel cui cervello non vi \u00e8 spazio sufficiente per contenere pi\u00f9 di un neurone al massimo, che ha capito che quel che si deve fare, per essere delle persone civili, oltre che dei veri cristiani e dei degni seguaci del (falso) papa Francesco, \u00e8 auto-mortificarsi, auto-umiliarsi, auto-espropriarsi della propria cultura e auto-censurarsi, come fosse una cosa decisamente vergognosa, anche della propria fede religiosa. Sicch\u00e9 se Ges\u00f9 per gli ebrei \u00e8 un falso profeta e per gli islamici \u00e8 solo un uomo, e chi lo dice Dio, bestemmia, allora meno lo si nomina, e tanto di guadagnato per tutti.<\/p>\n<p>Che lezione possiamo trarre da questi episodi, i quali, ormai, sono diventati l&#8217;assoluta normalit\u00e0 nella Chiesa cattolica, mentre gli unici eventi che fanno scandalo, e che provocano la sospensione <em>a divinis<\/em>, sono la professione chiara e netta della fede cattolica e la critica alla deriva relativista e sincretista della neochiesa massonica, come \u00e8 accaduto al sacerdote palermitano don Alessandro Minutella? Partiamo dal terzo episodio. Se permettiamo che i nostri educatori e i nostri insegnanti adottino lo stile di quella maestra, possiamo dire addio alla nostra cultura, ai nostri valori, alla nostra storia e alla nostra civilt\u00e0 nel giro di neanche una generazione: della nostra identit\u00e0 non rester\u00e0 nulla, si scioglier\u00e0 come la neve al sole, e i nostri nipoti saranno simili a dei manichini fabbricati in serie, intercambiabili, impermeabili, programmabili e ri-programmabili a piacimento; mancher\u00e0 solo la fase finale del <em>microchip<\/em> inserito sotto la cute, o magari nel cervello, e saranno tutti bravi e obbedienti soldatini della ditta Soros &amp; Figli. Oh, ma con la benedizione della neochiesa e del falso papa prossimo venturo: su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio. Basti dire che il suggeritore della spasmodica politica immigrazionista di Bergoglio, come rivela l&#8217;ottimo Maurizio Blondet (nel silenzio assordante dei tanti giornalisti che oggi vanno per la maggiore: una manica di servi di regime, ben pagati per non dire assolutamente nulla che non sia gi\u00e0 stato scritto sul copione della globalizzazione finanziaria) \u00e8 Peter Sutherland, banchiere d&#8217;affari, membro del Gruppo Bilderberg e per vent&#8217;anni presidente della Goldman Sachs; per cui, ci si perdoni la battuta, averlo messo a capo della Commissione cattolica internazionale per l&#8217;immigrazione \u00e8 stato un po&#8217; come se si promuovesse a direttore generale dell&#8217;A.V.I.S. il conte Dracula. Ed ecco che i conti tornano. In tanti avevano notato una strana sintonia fra i discorsi del (falso) papa e quelli di Soros; e perfino un filosofo marxista come Diego Fusaro aveva tacciato il (falso) papa di essersi messo al servizio della mondializzazione e dello &quot;sradicamento capitalistico&quot;. Ora si capisce perch\u00e9. Ma, a parte Blondet, chi altri ci racconta le cose vere, le cose giuste, in questo clima di totalitarismo buonista e democratico? In pochi; sempre di meno. C&#8217;\u00e8 Marcello Veneziani, ad esempio, che ricorda come gli italiani nel 2000 si dichiaravano cattolici, in cifra tonda, all&#8217;80%, mentre ora sono scesi al 60%: non un calo, ma un crollo verticale; e allora a che serve avere un papa che sbanca a livello mediatico, se intanto il cattolicesimo si estingue a ritmo vertiginoso? Per la met\u00e0 del secolo, forse non rester\u00e0 nessun cattolico: possibile che Bergoglio non si faccia due domande? Questo \u00e8 un pensiero ingenuo, per\u00f2: certo che se le fa. Ma non gliene frega niente. \u00c8 stato messo l\u00ec per distruggere la Chiesa, e lo sta facendo con impegno e con ottimi risultati. Il resto sono pie illusioni.<\/p>\n<p>Due parole ancora su quei due preti, l&#8217;americano e il torinese. In comune hanno il narcisismo, l&#8217;esibizionismo e la superbia: non si curano dell&#8217;effetto traumatico che le loro parole possono avere sui fedeli; a loro basta scaricarsi la coscienza, vomitare sugli altri i loro crucci o le loro pseudo certezze: hanno preso la loro chiesa, l&#8217;uno per un divano di terapia psicanalitica, l&#8217;altro per una <em>convention<\/em> politica. Si credono &quot;giusti&quot;, entrambi: dicono la verit\u00e0; e cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 bello e di pi\u00f9 cristiano, che dire la verit\u00e0? Ma quale verit\u00e0, infine? L&#8217;uno, di essere omosessuale. E a noi che importa? Sono faccende sue. Oppure voleva dirci che <em>pratica<\/em> l&#8217;omosessualit\u00e0? In tal caso, ci annuncia il suo addio al celibato, e tanto peggio per i voti. Quanto ai parrocchiani, sono avvertiti: quelli di loro che sono gay e si fanno dei problemi, si gettino dietro le spalle ogni senso di colpa e facciano come il loro parroco; meglio: facciano <em>con<\/em> il loro parroco. E buon divertimento a tutti. Il prete di Torino pensa, forse, di viaggiare su di un binario pi\u00f9 nobile ed elevato: qui non si tratta di lui, delle sue pulsioni e passioni (disordinate), ma della giustizia sociale, dell&#8217;accoglienza, della solidariet\u00e0, in nome delle quali ha deciso di gettare la fede nel cestino della carta straccia. Anche in questo caso, poteva risparmiarsi la sincerit\u00e0: non solo non c&#8217;interessa, ma ci \u00e8 di scandalo. E non venga a dire che non lo sapeva o che non era questa la sua intenzione. Se una guida alpina, su di una parete di quinto grado, a un certo punto si voltasse per dire ai compagni di cordata: <em>spiacenti, ma ho perso le mie capacit\u00e0, non so come proseguire, non ci credo pi\u00f9<\/em>: quella sarebbe una manifestazione di sincerit\u00e0? Bisognerebbe ringraziarlo ed ammirarlo? No: bisognerebbe pigliarlo a calci nel sedere. Se don Olivero aveva perso la fede, doveva chiedere aiuto a Dio: ma era troppo superbo per farlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milwaukee, Wisconsin, parrocchia di Santa Bernadette, 17 dicembre 2017: il sacerdote, Gregory Greiten, annuncia dal pulpito ai suoi fedeli di essere omosessuale, di esserlo sempre stato,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,236,242,267],"class_list":["post-24750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio","tag-santa-messa","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24750\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}