{"id":24748,"date":"2016-06-23T12:29:00","date_gmt":"2016-06-23T12:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/23\/abbiamo-due-patrie-due-padri-due-leggi-ma-una-sola-e-la-meta\/"},"modified":"2016-06-23T12:29:00","modified_gmt":"2016-06-23T12:29:00","slug":"abbiamo-due-patrie-due-padri-due-leggi-ma-una-sola-e-la-meta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/23\/abbiamo-due-patrie-due-padri-due-leggi-ma-una-sola-e-la-meta\/","title":{"rendered":"Abbiamo due patrie, due padri, due leggi: ma una sola \u00e8 la meta"},"content":{"rendered":"<p>Il buon cittadino ha due patrie, e le ama entrambe: la patria di quaggi\u00f9 e la patria di lass\u00f9; la terra natia in questa vita, e la patria celeste che ci attende dopo la morte. Ciascuno di noi ha due padri: quello umano e quello divino; dal primo abbiamo ricevuto la vita materiale, che per\u00f2 non \u00e8 stata da lui creata, ma solo trasmessa, cos\u00ec come lui, a sua volta, l&#8217;ha ricevuta; dal secondo abbiamo ricevuto la vita soprannaturale, e questa, s\u00ec, ci \u00e8 stata donata dal nulla. E ciascun essere umano ha due leggi da rispettare: quelle umane e quelle divine; le prime sono stabilite dal gruppo, dalla trib\u00f9, dalla societ\u00e0, dallo stato; le seconde sono stabilite da Dio; le prime possono cambiare nel corso del tempo, diventando lecito ci\u00f2 che era illecito, e viceversa; le seconde sono eterne e immutabili. Ciascuno di noi, pertanto, possiede come una doppia cittadinanza: siamo con un piede, per cos\u00ec dire, immersi nella vita di quaggi\u00f9, e partecipi degli affanni, delle speranze, dei timori della vita terrena; con l&#8217;altro, invece, siamo proiettati verso l&#8217;eterno, siamo chiamati a vivere fin da ora la dimensione dell&#8217;Assoluto, preparando le condizioni per il nostro destino eterno.<\/p>\n<p>Il fatto di avere due patrie, due padri, due leggi e due cittadinanze, non significa necessariamente che dobbiamo trovarci in conflitto insanabile con noi stessi. Un certo grado di conflitto \u00e8 inevitabile, perch\u00e9 le due dimensioni si sfiorano, corrono parallele per un poco, ma poi, un po&#8217; alla volta, si allontanano e si divaricano sempre di pi\u00f9, fino a perdersi reciprocamente di vista; tuttavia, il conflitto diviene aspro e insanabile solo se abbiamo la tendenza a coltivare un&#8217;indole ribelle e insofferente pi\u00f9 di quanto sia giusto, o se abbiamo la sfortuna, non meno grave, di trovarci a vivere in una societ\u00e0 e in momento storico in cui pi\u00f9 grave \u00e8 l&#8217;allontanamento degli uomini dal modello ideale ed eterno, quello della Citt\u00e0 di Dio. Quando la Citt\u00e0 degli uomini si ribella apertamente a Dio, allora ogni momento della nostra vita \u00e8 una prova difficile, in cui siamo chiamati a fare delle scelte dolorose, o di qua, o di l\u00e0: perch\u00e9 sempre spregevole \u00e8 l&#8217;ignavia. In condizioni normali, per\u00f2, il conflitto dovrebbe essere contenuto e limitato entro dei margini accettabili; in condizioni favorevoli, la societ\u00e0 terrena dovrebbe ispirarsi al modello celeste, e divenire essa stessa un trampolino e una preparazione alla dimensione spirituale.<\/p>\n<p>Questo vale, in primo luogo, per la societ\u00e0 fondamentale, che \u00e8 la famiglia: la famiglia vera, naturalmente (\u00e8 triste che sia necessario specificarlo), quella formata da un uomo, una donna e dei figli; non quella sua abominevole caricatura che \u00e8 la cosiddetta famiglia arcobaleno, formata da una copia di omosessuali e da dei figli procurati con miseri artifici. Una famiglia religiosamente ispirata, legata ai valori cristiani, permeata di amore fraterno, costituisce, di per s\u00e9, un ambiente quanto mai favorevole a sviluppare una buona cittadinanza per entrambe le dimensioni, quella di quaggi\u00f9 e quella di lass\u00f9. Imparare ad amare e rispettare il padre e la madre, a collaborare con il prossimo, ad aiutare il bisognoso, a compatire l&#8217;infelice, a praticare la lealt\u00e0, l&#8217;onest\u00e0 e l&#8217;amicizia, a lavorare in maniera coscienziosa, a perdonare le offese: tutte queste cose formano il buon cittadino e preparano anche le condizioni propizie alla vita eterna. Pertanto, in condizioni favorevoli, o, almeno, in condizioni normali (il che, purtroppo, non \u00e8 il caso della civilt\u00e0 moderna), non solo non vi \u00e8 contrasto, ma si creano integrazione e collaborazione fra i due stati e le due cittadinanze.<\/p>\n<p>Scriveva Silvio Pellico in una sua opera minore, <em>Dei doveri degli uomini: discorso ad un giovane<\/em> (Torino, Giuseppe Bocca, 1834; ripubblicata dall&#8217;Editrice Lucchi, in appendice a <em>Le mie prigioni<\/em>, Milano, 1966, capp. I, IX, pp. 219-220, 235):<\/p>\n<p><em>All&#8217;idea del dovere l&#8217;uomo non pu\u00f2 sottrarsi; ei non pu\u00f2 non sentire l&#8217;importanza di questa idea. Il dovere \u00e8 attaccato inevitabilmente al nostro essere; ce n&#8217;avverte la coscienza fin da quando cominciamo appena ad avere uso di ragione; ce n&#8217;avverte pi\u00f9 forte al crescere della ragione, e sempre pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 questa si svolge. Parimente tutto ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 FUORI DI NOI ce n&#8217;avverte, perch\u00e9 tutto si regge per una legge armonica ed eterna; tutto ha una destinazione collegata ad esprimere la sapienza e ad eseguire la volont\u00e0 di quell&#8217;Ente, che \u00e8 causa e fine d&#8217;ogni cosa.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo pure ha una destinazione, una natura. Bisogna ch&#8217;ei sia ci\u00f2 ch&#8217;ei debba essere, o non \u00e8 stimato dagli altri, non \u00e8 stimato da s\u00e9 medesimo, non \u00e8 felice. Sua natura \u00e8 di aspirare alla felicit\u00e0, ed intendere e provare che non pu\u00f2 giungervi se non essendo buono; cio\u00e8 ci\u00f2 che dimanda il suo bene in accordo col bene altrui, in accordo col sistema dell&#8217;universo, colle mire di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Se nel tempo della passione siamo tentati di chiamare nostro bene ci\u00f2 che s&#8217;oppone al bene altrui, all&#8217;ordine, non possiamo per\u00f2 persuadercene; la coscienza grida di no. E cessata la passione, tutto ci\u00f2 che s&#8217;oppone al bene altrui, all&#8217;ordine, mette sempre orrore.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;adempimento del dovere \u00e8 talmente necessario al nostro bene, che pure i dolori e la morte, che sembrano essere il pi\u00f9 immediato nostro danno, si cangiano in volutt\u00e0 per la mente dell&#8217;uomo generoso che patisce e muore coll&#8217;intenzione di giovare al prossimo o di conformarsi agli adorabili cenni dell&#8217;Onnipotente.<\/em><\/p>\n<p><em>Essere l&#8217;uomo ci\u00f2 che debb&#8217;essere, \u00e8 dunque ad un tempo la definizione del DOVERE e quella della FELICIT\u00c0. La religione esprime sublimemente questa verit\u00e0, col dire ch&#8217;egli \u00e8 fatto AD IMMAGINE DI DIO. Suo dovere e sua felicit\u00e0 sono d&#8217;essere quest&#8217;immagine., di non voler essere altra cosa, di voler essere buono perch\u00e9 Dio \u00e8 buono, e gli ha dato per destinazione di innalzarsi a tutte le virt\u00f9 e a diventare uno con Lui. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per amare la patria con vero alto sentimento, dobbiamo cominciare dal darle noi medesimi tali cittadini, di cui non abbia ad arrossire, di cui abbia anzi ad onorarsi. Essere schernitori della religione e de&#8217; buoni costumi, ed amare degnamente la patria, \u00e8 cosa incompatibile, quanto sia incompatibile l&#8217;esser degno estimatore d&#8217;una donna amata, e non riputare che vi sia obbligo d&#8217;esserle fedele.<\/em><\/p>\n<p><em>Se un uomo vilipende gli altari, la santit\u00e0 coniugale, la decenza, la probit\u00e0 e grida: &quot;Patria! Patria!&quot; non gli credere. Egli \u00e8 un ipocrita del patriottismo, egli \u00e8 un pessimo cittadino.<\/em><\/p>\n<p><em>Non v&#8217;\u00e8 buon patriotta, se non l&#8217;uomo virtuoso, l&#8217;uomo che sente ed ama tutti i suoi doveri, e si fa studio di seguirli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ei non si confonde mai n\u00e9 coll&#8217;adulatore dei potenti, n\u00e9 coll&#8217;odiatore maligno d&#8217;ogni autorit\u00e0; essere servile ed essere irriverente sono pari eccesso.<\/em><\/p>\n<p><em>S&#8217;egli \u00e8 in impieghi di governo militari o civili, il suo scopo non \u00e8 la ricchezza, ma s\u00ec l&#8217;onore e la prosperit\u00e0 del principe e del popolo.<\/em><\/p>\n<p><em>S&#8217;egli \u00e8 cittadino privato, l&#8217;onore e la prosperit\u00e0 del principe e del popolo sono egualmente suo vivissimo desiderio, e nulla che vi si opponga opera egli, ma anzi opera tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 a fine di contribuirvi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ei sa che in tutte le societ\u00e0 vi sono abusi, e brama che si vadano correggendo; ma aborre dal furore di chi vorrebbe correggerli con rapine e sanguinose vendette; perocch\u00e9 di tutti gli abusi questi sono i pi\u00f9 terribili e funesti.<\/em><\/p>\n<p><em>Ei non invoca, n\u00e9 suscita dissensioni civili; egli \u00e8 anzi coll&#8217;esempio e colle parole moderatore, per quanto pu\u00f2, degli esagerati, e fautore d&#8217;indulgenza e di pace. Non cessa d&#8217;essere agnello se non quando la patria in pericolo ha bisogno d&#8217;essere difesa. Allora diventa leone, combatte, e vince o muore.<\/em><\/p>\n<p>Sono riflessioni profonde, sagge e di notevole, sconcertante attualit\u00e0, a dispetto del fatto che siano state scritte quasi due secoli or sono. Il che la dice lunga sul valore di qualunque &quot;progressismo&quot; (oh, per carit\u00e0, per quanto bene intenzionato, per quanto professato con autentico disinteresse: ma Hitler e Stalin, a loro modo, non erano forse &quot;disinteressati&quot; e &quot;in buona fede&quot;, quando facevano quel che facevano?): vorr\u00e0 pur dire qualcosa se gli uomini, anche dopo cento e cento esperimenti, uno pi\u00f9 sanguinoso dell&#8217;altro, uno pi\u00f9 funesto, demagogico e feroce dell&#8217;altro, non son riusciti a individuare, non diremo la formula della felicit\u00e0 universale e del benessere per la maggioranza, ma neppure quella di un ordinato e tollerabile <em>modus vivendis<\/em>, sia all&#8217;interno di ciascuna delle umane societ\u00e0, sia nei rapporti internazionali fra i popoli e le nazioni.<\/p>\n<p>Eccellente, poi, quella considerazione finale: in tutte le societ\u00e0 esistono abusi: non vi sono societ\u00e0 tutte solamente buone o tutte cattive; dal che possiamo dedurne che, oggi, la pretesa di attribuire alla democrazia virt\u00f9 quasi miracolose, atte a garantire pace, sicurezza e benessere per tutti, ed a rovesciare sulle forme di governo diverse da essa ogni possibile infamia e ogni responsabilit\u00e0 nel minacciare la pace fra le nazioni (magari inventandola di sana pianta, come fu per le famigerate e inesistenti &quot;armi di distruzione di massa&quot; attribuite al governo irakeno di Saddam Hussein da quello statunitense di George Bush jr., allo scopo di giustificare una aggressione deliberata a freddo) \u00e8 una mistificazione bella e buona, oltre che una solenne ipocrisia.<\/p>\n<p>Tutto il ragionamento di Silvio Pellico, comunque, si pu\u00f2 ridurre in tre punti essenziali, che ci apparirebbero di una semplicit\u00e0 e di una chiarezza addirittura disarmanti, se solo non fossimo abituati a considerare buone e intelligenti solamente le &quot;verit\u00e0&quot; complicate, aggrovigliate, espresse in un linguaggio criptico, ermetico;<\/p>\n<p>1) Noi non staremo bene n\u00e9 con noi stessi, n\u00e9 con gli altri, n\u00e9 con la societ\u00e0 in cui viviamo, se non ascolteremo la voce del dovere e non quella del piacere: perch\u00e9 noi siamo a chiamati ad essere, non quello che ci d\u00e0 piacere, ma quel che dobbiamo diventare;<\/p>\n<p>2) Il dovere non \u00e8 una legge esterna, minacciosa, nemica della nostra felicit\u00e0; al contrario: il dovere ci indica la via della felicit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 felice colui che realizza ci\u00f2 che \u00e8 chiamato ad essere, e infelice colui che non vi riesce, o non ci prova neppure, o non si pone addirittura la questione;<\/p>\n<p>3) L&#8217;uomo \u00e8 fatto a immagine di Dio: dunque, per realizzare se stesso, deve cercare e trovare Dio; e, trovatolo che l&#8217;abbia, non potr\u00e0 non essere diventato anche un buon cittadino, un buon patriota, un buon marito, un buon lavoratore, un buon uomo; e se no, no, perch\u00e9, senza Dio, rester\u00e0 sempre un uomo mediocre, un mediocre lavoratore, un mediocre marito, eccetera, se non addirittura pessimo.<\/p>\n<p>In altre parole: sia le cose esterne, sia la voce della coscienza, concorrono a ricordare all&#8217;uomo quale sia lo scopo, quale il significato, quale la meta della sua esistenza terrena: e cio\u00e8 la beatitudine della vita eterna. Le cose di quaggi\u00f9, altro non sono che una preparazione a quella meta. Chi non ha saputo amare quaggi\u00f9, chi non ha saputo seguire la voce della coscienza, chi non ha saputo ascoltare il richiamo del dovere, avr\u00e0 mancato il senso della sua intera esistenza, quand&#8217;anche vivesse mille anni e quand&#8217;anche collezionasse, esteriormente, successi e trionfi d&#8217;ogni genere: sociale, politico, economico, sessuale&#8230; \u00c8 meglio, dunque, aver fallito nel perseguimento delle mete materiali, ma aver compreso e realizzato, o tentato sinceramente di realizzare, la meta ultima, piuttosto che essere diventati dei perdenti di successo: di successo, secondo il giudizio del mondo; ma dei perdenti, al cospetto della vita soprannaturale.<\/p>\n<p>Davanti a Dio non possiamo mentire. Possiamo mentire agli altri e, a certe condizioni, perfino a noi stessi; ma a Dio, no. Davanti a Lui, la nostra miseria \u00e8 palese, anche se la nascondiamo e la imbellettiamo dietro pesanti cortine di finzione.<\/p>\n<p>Il male \u00e8 che noi non comprendiamo che il primo a soffrire del nostro fallimento esistenziale \u00e8 proprio Lui: Lui, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza, che ci ha dato il dono sommo della libert\u00e0, proprio perch\u00e9 lo utilizziamo per innalzarci fino al Bene, cio\u00e8 fino a Lui. Il bene \u00e8 il Bene in se stesso: dunque, non pu\u00f2 non essere anche, e prima di tutto, il <em>nostro<\/em> bene. \u00c8 una grande illusione, ed \u00e8 un grande errore, pensare che vi sia conflitto fra ci\u00f2 che noi riteniamo il nostro bene e ci\u00f2 che reputiamo il nostro dovere. Pensiamo che essi, in ultima analisi, siano inconciliabili: e, ovviamente, quello che siamo pi\u00f9 che disposti a sacrificare, fra i due, \u00e8 il dovere. Pensiamo che il dovere sia una zavorra fastidiosa e in fondo inutile, e che, liberatici di essa, voleremo pi\u00f9 leggeri verso il successo, verso la felicit\u00e0. Ma il successo e la felicit\u00e0, se intesi in senso grettamente, meschinamente umano, non sono realmente dei beni; anzi, non sono il Bene. Ed \u00e8 solo questo che conta, per tutti: il Bene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il buon cittadino ha due patrie, e le ama entrambe: la patria di quaggi\u00f9 e la patria di lass\u00f9; la terra natia in questa vita, e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24748","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24748","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24748"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24748\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}