{"id":24746,"date":"2019-08-22T09:18:00","date_gmt":"2019-08-22T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/22\/due-opposte-filosofie-per-ristabilire-la-salute\/"},"modified":"2019-08-22T09:18:00","modified_gmt":"2019-08-22T09:18:00","slug":"due-opposte-filosofie-per-ristabilire-la-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/22\/due-opposte-filosofie-per-ristabilire-la-salute\/","title":{"rendered":"Due opposte filosofie per ristabilire la salute"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono due filosofie opposte riguardo al ripristino della salute dell&#8217;organismo. Una punta ad aggredire la malattia, a combatterne i sintomi e a rimuovere le patologie mediante l&#8217;introduzione di sostanze di per s\u00e9 velenose &#8212; antibiotici, antivirali, antimicotici -, o di vaccini, o di composti chimici che alterano le normali funzioni fisiologiche, o mediante la chirurgia che, nei casi estremi, amputa le parti malate del corpo, peraltro non sempre riuscendo ad arrestare il progresso delle infezioni o di altre patologie degenerative. L&#8217;altra filosofia punta non ad aggredire la malattia con interventi esterni pi\u00f9 o meno massicci e invasivi, ma a preservare o a ripristinare la salute dell&#8217;organismo mediante i principi fondamentali della vita stessa, partendo dall&#8217;assunto che la salute \u00e8 premio a se stessa e che l&#8217;organismo, se posto nelle condizioni naturali di esistenza, possiede in s\u00e9 gli strumenti e le risorse per auto-regolarsi e quindi anche per ripristinare il suo equilibrio ottimale. Questa seconda filosofia fa notare, in particolare, che \u00e8 assurdo intervenire con potenti agenti esterni su una patologia, quando l&#8217;organismo \u00e8 costantemente iperstimolato da una condotta di vita innaturale, tale da compromettere la normale funzionalit\u00e0 degli organi e da alterare il suo spontaneo equilibrio vitale. E la distorsione mentale di questo approccio \u00e8 tale che perfino nel pieno del processi patologici l&#8217;organismo non viene sottoposto a una sana disciplina, ma lasciato libero di indulgere a stili di vita disordinati, come, per esempio, continuare ad assumere cibi sostanziosi, grassi e proteine animali, e magari anche tabacco e alcolici, nel corso di una terapia antibiotica o di una convalescenza post-ospedaliera. Ora, la filosofia della medicina naturale parte dal presupposto che l&#8217;organismo, qualunque organismo, \u00e8 fatto per la salute e non per la malattia; e che l&#8217;insorgenza di disturbi e disfunzioni patologiche \u00e8 provocata da comportamenti e stili di vita che alterano il suo equilibrio naturale, saggiamente e istintivamente stabilito da madre natura. Un modo di vita disordinato e totalmente artificiale ha quasi spento, in moltissime persone, l&#8217;istinto infallibile che consiglia all&#8217;organismo certi comportamenti e certi stili e sconsiglia vivamente certi altri, sicch\u00e9 esse sono regredite al livello di bambini piccoli, incapaci di regolarsi e d&#8217;interpretare nella maniera corretta i segnali evidenti che il corpo manda alla mente per tenerla informata dei suoi problemi e delle sue necessit\u00e0. Per fare un semplicissimo esempio: il corpo ci informa che stiamo indulgendo a un pasto troppo abbondante e troppo pesante, del tutto sproporzionati alle nostre necessit\u00e0 e al consumo di calorie che abbiamo affrontato nel corso delle ore precedenti; per cui, se non lo ascoltiamo e poi siamo vittime degli effetti di una indigestione, dai pi\u00f9 lievi, come emicranie e insonnia, ai pi\u00f9 grossi, fino alla necessit\u00e0 di una lavanda gastrica, non possiamo dire che esso non abbia fatto il suo dovere e non ci abbia avvisati per tempo. \u00c8 come quando si vede il semaforo giallo e tuttavia si preme sull&#8217;acceleratore per passare ugualmente all&#8217;incrocio, a qualsiasi costo: abbiamo ignorato il segnale di pericolo e perci\u00f2 dobbiamo assumerci la responsabilit\u00e0 delle eventuali conseguenze. Vi sono perfino di quelli che vogliono passare anche col semaforo rosso, magari scommettendo sulla scarsit\u00e0 del traffico nelle ore notturne: in quel caso pi\u00f9 che di azzardo, bisogna parlare d&#8217;incoscienza suicida. E tale \u00e8 anche il comportamento di quelle persone le quali, pur sapendo di essere affette da una determinata patologia, ad esempio il diabete, non resistono alla tentazione di mangiare dolci, oppure affette da gravi malattie respiratorie, le quali non sanno rinunciare al vizio del fumo, e vanno cos\u00ec incontro a disturbi certi e assolutamente inevitabili, dei quali erano perfettamente consapevoli. Questo ci porta a un&#8217;ulteriore considerazione: la filosofia che cura le malattie con la prevenzione e con il ripristino delle funzioni naturali dell&#8217;organismo mediante stili e comportarti del pari naturali, ad esempio il digiuno, richiede un certo grado di maturit\u00e0 e di consapevolezza e, in particolare, richiede la coscienza che nessuno, meglio di noi stessi, pu\u00f2 farsi carico del mantenimento della nostra salute; ed \u00e8 estremamente puerile invocare l&#8217;intervento di medici e medicine se non si \u00e8 disposti a mutare sistema di vita.<\/p>\n<p>Dunque, la prima cosa da fare per conservare il bene prezioso della salute \u00e8 astenersi da tutti quei comportamenti e da tutte quelle abitudini, segnatamente le abitudini alimentari, che non vanno assolutamente d&#8217;accordo, anche alla luce del semplice buon senso, con uno stile di vita sano; nostro nonno diceva, scherzosamente ma con maggiore seriet\u00e0 di quel che possa sembrare: <em>Se te vol star ben, non sta&#8217; a inmalarte<\/em>. Nostro nonno era un po&#8217; filosofo: non aveva studiato filosofia all&#8217;universit\u00e0 o sui libri, ma era un attento osservatore dei fatti della vita e aveva afferrato l&#8217;essenza della questione di come conservare la salute, evitando le malattie. Non \u00e8 vero che le malattie ci vengono a cercare; siamo noi che andiamo loro incontro, pi\u00f9 o meno consapevolmente, assumendo stili e comportamenti sbagliati, pi\u00f9 o meno come l&#8217;automobilista irresponsabile che punta ad attraversare il semaforo in qualsiasi caso, che il semaforo dia via libera o no (vedi, in particolare, i nostri articoli: <em>Aria, luce, frutta: il segreto per la salute naturale secondo M. Lezaeta Acaharan<\/em>, e <em>Ciascuno di noi possiede un sistema psico-somatico di auto-guarigione<\/em>, pubblicati rispettivamente sul sito di Arianna Editrice il 21\/02\/08 e il 31\/03\/08, e poi su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 16\/12\/17 e il 17\/12\/17). Il naturopata americano Herbert W. Shelton (1895-1985), strenuo sostenitore della medicina alternativa e, in particolare, della pratica del digiuno terapeutico e dell&#8217;assunzione dei cibi crudi, perch\u00e9 convinto che la cottura ne altera il valore nutritivo, scriveva, nella sua opera probabilmente pi\u00f9 importante, <em>Digiunare per rinnovare la vita<\/em> (titolo originale: <em>Fasting for Renewal of Life<\/em>, Chcago, Natural Hygiene Press, 1974; tradizione dall&#8217;inglese di Piergildo Bianchi, Cinisello Balsamo, Edizioni Paoline, 1986, pp. 205-207):<\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 una grossa differenza tra il conservare la salute mediante l&#8217;adozione di un naturale sistema di vita, e la prevenzione delle malattie che si pensa di poter ottenere con l&#8217;uso illegittimo di medicine velenose, vaccini e sieri, e con la chirurgia. Nello stesso modo, c&#8217;\u00e8 una grande differenza tra il ristabilimento della salute ottenuto con le forze e i processi intrinseci all&#8217;organismo vivente assecondando un normale sistema di vita, e la cura della malattia che si pensa di ottenere con medicine velenose, vaccini e sieri, e con la chirurgia. \u00c8 notevole il fatto che sia gli sforzi per prevenire sia gli sforzi per CURARE le malattie consistono nel provocare malattie. Se vuoi rimanere in buona salute, ammalati; se vuoi guarire, ammalati di pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>In genere non si riconosce che un medico \u00e8 quasi sempre occupato a creare la patologia che sta curando. I pazienti pagano il medico per essere storpiati e distrutti, tutto in nome della &quot;scienza&quot;. I medici e le loro medicine velenose non possono guarire. La guarigione \u00e8 un processo biologico, la cui capacit\u00e0 \u00e8 intrinseca all&#8217;organismo vivente, e non risiede in nessun&#8217;altra parte. I veleni provocano malattie, non salute. Il corpo umano \u00e8 una macchina che si regola da s\u00e9. Contiene in se stesso le uniche forze di guarigione esistenti. Tutto quello che dobbiamo fare per curare un ammalato \u00e8 di sostenere le condizioni vitali necessarie al suo corpo. La guarigione \u00e8 un aspetto particolare della vita stessa e opera sempre nel modo pi\u00f9 onesto, semplicemente perch\u00e9 non pu\u00f2 fare niente altro. Se trascuriamo di fornire le condizioni richieste dalla guarigione e cerchiamo di coercizzarla con palliativi, sistemi e condizioni anormali, possiamo distruggerla, ma non conquistarla. Essa non conosce altra legge che quella scritta nella sua organizzazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Un bambino pu\u00f2 fare la cosa giusta nel modo giusto; il genio pi\u00f9 elevato, con i ritrovati scientifici pi\u00f9 recenti, non pu\u00f2 fare la cosa giusta nel modo sbagliato: quest&#8217;affermazione l&#8217;abbiamo gi\u00e0 fatta un&#8217;atra volta. Il giusto rimedio di ogni malanno \u00e8 una correzione completa del modo di vita. Quando le abitudini deleterie vengono interrotte, il malato inizia a migliorare; e, una volta ristabilito, continuer\u00e0 a star bene a meno che non riprenda le cattive abitudini. L&#8217;IGIENE, la pietra che il costruttore ha scartato, \u00e8 diventata pietra d&#8217;angolo, non solo del tempio della salute, ma anche di quello della guarigione. L&#8217;IGIENE previene e guarisce, e non esiste altra cosa che lo possa in sua vece.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli IGIENISTI hanno sottolineato un fatto molto importante: l&#8217;organismo malato mette in atto i suoi sforzi curativi per tutto il tempo in cui resta fortemente conscio della necessit\u00e0 di guarire. Quando questa consapevolezza viene assopita da medicine o altri mezzi, i suoi sforzi curativi si riducono o addirittura si interrompono. I sedativi, gli anodini, gli analgesici, gli antispasmodici, i sonniferi, i tranquillanti, ecc., non fanno che obbligare il corpo a tollerare a tollerare la presenza della malattia; non favoriscono la sua rimozione.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno dei punti essenziali della guarigione di un asmatico o di un artritico, ad esempio, consiste nel suggerirgli una visione della vita nuova e del tutto opposta alla precedente. Fin qui egli ha avuto paura quasi ossessiva dei suoi sintomi e ha cercato di eliminarli; ne ha temuto l&#8217;insistente ricorrenza e non \u00e8 riuscito ad altro che ad attenuarli. Ora deve affrontare il compito pi\u00f9 radicale di ristabilire la salute; deve imparare a pensare, non pi\u00f9 ai sintomi e alla loro riduzione, ma alla salute e alle sue necessit\u00e0. Un sollievo solo temporaneo dai sintomi non deve interessarlo pi\u00f9; la paura dei sintomi ora deve scomparire dalla sua mente; deve sospendere l&#8217;uso di palliativi e convincersi che ogni loro somministrazione \u00e8 dannosa e ritarda la guarigione. Il suo pi\u00f9 grande nemico, a questo punto del processo, \u00e8 l&#8217;amico ben intenzionato, magari il medico, che gli offre qualcosa, una medicina o un ritrovato, per alleviare le sue sofferenze. L&#8217;asmatico o l&#8217;artritico che si abitua a dipendere dal SOLLIEVO difficile te si lascia convincere a rinunciarvi e a continuare facendone a meno; continuer\u00e0 a cercare il SOLLIEVO anche quando sa che \u00e8 dannoso. Pertanto tutte le pratiche palliative dovrebbero essere evitate poich\u00e9 provocano complicazioni e prolungano il disagio. Le medicine usate per alleviare il dolore dell&#8217;asma, dell&#8217;artrite, dell&#8217;emicrania, ecc., provocano reazioni contrarie, allergie e malattie&quot;da medicamento&quot;, assuefazione e forse morte prematura. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Una salute durevole e sicura, in grado di garantire l&#8217;individuo contro i danni della fatica e dei casi della vita, \u00e8 possibile solo se la causa della malattia viene rimossa e quindi debellata. Non si pu\u00f2 ottener en nessun altro modo. Le varie IMMUNIZZAZIONI sono delle frodi. Il corpo si guarisce a solo quando ci\u00f2 che ha provocato la malattia viene eliminato. Il successo nella cura degli ammalati dipende dall&#8217;eliminazione delle cause dei loro malanni. A cosa serve la diagnosi accurata dello stato dell&#8217;ammalato, se non possiamo riconoscere la causa della sua infermit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Probabilmente questo linguaggio \u00e8 troppo duro per gli orecchi di molte persone, e non solo per i medici e gli esponenti della medicina accademica. E in effetti vi \u00e8 in esso qualcosa di estremista, di &quot;talebano&quot;, nonch\u00e9 di semplicistico, poich\u00e9 non siamo affatto persuasi che la malattia di per s\u00e9 non esista, e che sia solo un prodotto della medicina e delle cure mediche. Frasi come questa: <em>un medico \u00e8 quasi sempre occupato a creare la patologia che sta<\/em> curando; o come questa: I <em>pazienti pagano il medico per essere storpiati e distrutti, tutto in nome della &quot;scienza&quot;<\/em>, ci ricordano troppo da vicino l&#8217;antipsichiatria, con la sua pretesa che la malattia mentale sia originata solo dalla societ\u00e0, e in particolare dalle cure psichiatriche. Vi \u00e8 in esse, inoltre, una contraddizione logica: come \u00e8 possibile che il medico curi una malattia creata da lui? Se sta curando una malattia, ci\u00f2 significa che essa esisteva anteriormente al suo intervento, giusto o sbagliato che sia. Fatte queste premesse dobbiamo per\u00f2 anche dire che nei concetti espressi da Herbert Shelton vi \u00e8 molto di giusto su cui riflettere. Non ci sono dubbi che la medicina chimica, sintomatica, invasiva e riduzionista, figlia di una visione materialistica e meccanicistica del rapporto fra uomo e natura, ha preso la mano agli uomini moderni e li sta allontanando dalle sorgenti della vita sana e perfino del semplice buon senso. Infatti che senso ha curare una malattia, se non si modifica in nulla lo stile di vita che l&#8217;ha determinata? Pi\u00f9 in generale, ci sembra che il grande merito dell&#8217;approccio di naturopati come lo Shelton sia la ferma volont\u00e0 di risalire alle <em>cause<\/em> di questa o quella patologia; mentre \u00e8 indubbio che sono rarissimi i medici accademici i quali si pongono questa semplice domanda: <em>Perch\u00e9 nel paziente X si \u00e8 manifestata questa tale malattia?<\/em> Al contrario, essi rilevano i sintomi, formulano una diagnosi generale (che potrebbe andar bene per pazienti diversissimi fra loro, dato che non esistono due mal di testa determinati da cause identiche) e partono all&#8217;assalto della malattia come fosse un nemico da distruggere. Ma se non ci si chiede perch\u00e9 la malattia sia insorta in quel soggetto, la cura non centrer\u00e0 mai il bersaglio: sar\u00e0 solo un palliativo, un modo di allontanare i sintomi e rimandare la soluzione del problema. Il problema \u00e8 il nostro modo di vivere: quanto pi\u00f9 esso \u00e8 innaturale, tanto pi\u00f9 chiama su di s\u00e9 le malattie. C&#8217;\u00e8 poco da fare: chi vuol star bene deve prendersi la responsabilit\u00e0 della propria salute con uno stile di vita sano; non andare dal medico quando ormai si \u00e8 ammalato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono due filosofie opposte riguardo al ripristino della salute dell&#8217;organismo. 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