{"id":24741,"date":"2009-01-31T08:53:00","date_gmt":"2009-01-31T08:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/31\/due-sono-i-gradi-dellintelligibile-luno-per-lordine-naturale-laltro-per-quello-soprannaturale\/"},"modified":"2009-01-31T08:53:00","modified_gmt":"2009-01-31T08:53:00","slug":"due-sono-i-gradi-dellintelligibile-luno-per-lordine-naturale-laltro-per-quello-soprannaturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/31\/due-sono-i-gradi-dellintelligibile-luno-per-lordine-naturale-laltro-per-quello-soprannaturale\/","title":{"rendered":"Due sono i gradi dell&#8217;intelligibile: l&#8217;uno per l&#8217;ordine naturale, l&#8217;altro per quello soprannaturale"},"content":{"rendered":"<p>Il lettore che ci abbia seguito, in questi ultimi anni, attraverso le riflessioni e i ragionamenti indirizzati allo scopo di chiarire il nostro grado di consapevolezza spirituale e di farne partecipi, per quanto possibile, i nostri simili, ricorder\u00e0 forse un articolo da noi pubblicato circa due anni or sono, \u00abElogio dell&#8217;inquietudine\u00bb (consultabile sempre presso il sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>In esso, avevamo affermato che, lungi dal costituire uno stato interiore preoccupante o potenzialmente pericoloso, al contrario l&#8217;inquietudine \u00e8 espressione della coscienza che si pone di fronte al mondo e a se stessa in un atteggiamento di stupore, ma anche di insoddisfazione per i limiti di ci\u00f2 che \u00e8 abitudinario, per i sentieri ormai ben noti, per gli orizzonti ristretti e ormai troppo familiari; e che avverte una pungente nostalgia di ci\u00f2 che sta <em>oltre<\/em>: non oltre questo o quell&#8217;oggetto particolare della nostra esperienza, ma oltre la nostra stessa condizione di persone inautentiche, spente, ingrigite.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 come un pungolo nella carne, che ci sprona a non sederci sulle comodit\u00e0 di quanto gi\u00e0 riteniamo acquisito e ci sfida a osare, a buttarci, a lasciarci andare nella grande corrente dell&#8217;Essere, dalla quale proveniamo e alla quale aneliamo a fare ritorno. Come dice, con mirabile efficacia e densit\u00e0 di mente e di cuore Sant&#8217;Agostino nelle \u00abConfessiones\u00bb: \u00abInqueutm est cor nostrum donec requiescat in Te, Domine\u00bb: &quot;inquieto \u00e8 il nostro cuore finch\u00e9 non trova pace e riposo in Te, o Signore&quot;.<\/p>\n<p>E avevamo concluso sostenendo che l&#8217;inquietudine \u00e8 una finestra spalancata sulle profondit\u00e0 dell&#8217;Essere; e che, se \u00e8 una finestra, essa \u00e8 anche una possibilit\u00e0. L&#8217;inquietudine, di per s\u00e9, non rende n\u00e9 migliori n\u00e9 peggiori coloro che ne sono afferrati; essa apre degli scenari nuovi e mette in gioco delle forze dello spirito che erano rimaste latenti.<\/p>\n<p>Il suo insorgere costituisce nell&#8217;anima dell&#8217;essere umano, pertanto, una specie di richiamo: il richiamo delle lontananze, delle altezze. Il corvo ne sar\u00e0 spaventato; ma l&#8217;aquila se ne sentir\u00e0 vibrare tutta, ricorder\u00e0 di avere un paio d&#8217;ali possenti, e si lancer\u00e0 dalla vetta della montagna che, sino allora, le era parsa una disperata prigione.<\/p>\n<p>Scriveva Alphonse Gratry (un autore del quale ci siamo gi\u00e0 occupati, nel recente scritto \u00abRecuperare la profondit\u00e0 e il raccoglimento per ristabilire un giusto rapporto con la vita\u00bb, anch&#8217;esso consultabile sul sito di Arianna Editrice) nel suo trattato \u00abItinerarium mentis\u00bb (in: A. Gratry, \u00abLa sete e la sorgente\u00bb, a cura di M. Barbano, Torno, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1937, pp. 225-26 e 255-56):<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 qualcosa che parla in noi. Noi? Altra cosa da noi? &quot;Sono io od \u00e8 un altro?&quot;, si domandava Sant&#8217;Agostino. &quot;Sono io ed \u00e8 un altro nel tempo stesso?&quot; Quel che \u00e8 certo \u00e8 che troviamo in noi una conversazione interiore, la quale non si svolge sempre in discussioni chiare o netti ragionamenti, ma pi\u00f9 spesso in pensieri sordi, in impulsi ed impressioni. Ci sono visioni chiare e fredde, ci sono impulsi ardenti, ci sono impressioni segrete, desideri impliciti, lumi quasi impercettibili.<\/p>\n<p>Ora, in mezzo a tutto questo, porti tu nell&#8217;anima lo sforzo costante ed abituale verso la saggezza? Tendi ed aspiri senza posa a qualcosa di migliore e di pi\u00f9 grande di te? Oppure vivi in una disperazione abituale e segreta di giungere alla verit\u00e0 ed alla libert\u00e0? O addirittura, consentendo formalmente a questa colpevole disperazione, neghi nel tuo cuore la virt\u00f9, la verit\u00e0, l&#8217;avvenire dell&#8217;anima e volgi tutto il tuo sforzo alla ricerca delle gioie presenti?<\/p>\n<p>Ecco le due tendenze, l&#8217;una verso Dio e l&#8217;altra contro Dio.. Mala tenenza verso Dio, il cammino verso la saggezza, ha due gradi-<\/p>\n<p>Cerchi con inquietudine? Cerchi in un dubbio che sempre rinasce sull&#8217;insieme della verit\u00e0, sebbene con certezze di particolari, con lumi che talora si ravvivano e sovente si spengono? Senti uno stato d&#8217;esilio dello spirito? La verit\u00e0 tutta che scorgi la vedi come fuori di te e lontana da te, come la stella d&#8217;un altro mondo la quale fa giungere s\u00ec qualche raggio, ma non riscalda?<\/p>\n<p>Se cerchi cos\u00ec, \u00e8 certo che sei nel primo grado della tendenza verso la saggezza. Questa saggezza ti parla, poich\u00e9 tu la cerchi; ti parla sempre, bench\u00e9 indirettamente, poich\u00e9 non ti lascia pace, poich\u00e9 non cessa di mostrarti l&#8217;imperfezione e il difetto di tutta la tua luce e di tutta la tua virt\u00f9 presente. Pure se tu perseveri nell&#8217;attesa, se lo sforzo si mantiene, se la fede nella luce avvenire resta incrollabile, avrai compiuto il dovere di questo grado di vita; avrai fatto quel che era in te e devi sperare che Dio non rifiuter\u00e0 di portarti al grado superiore.<\/p>\n<p>Questo grado superiore \u00e8 noto solo alle anime che da Dio stesso vi sono innalzate. Il suo primo carattere \u00e8 la pace. (&#8230;)<\/p>\n<p>Ci sono due gradi dell&#8217;intelligibile i quali corrispondono a ci\u00f2 che la teologia cristiana chiama l&#8217;ordine naturale e l&#8217;ordine soprannaturale.: ordine di ragione, ordine di fede.<\/p>\n<p>Ora, non \u00e8 forse certo, per l&#8217;esperienza di ciascuno di noi, come per la storia intera della mente umana, che il primo dei due gradi cerca con accorato desiderio l&#8217;altro e che pi\u00f9 uno spirito s&#8217;innalza in questa prima sfera, sviluppa la sua ragione e porta alto la vista sua, e pi\u00f9 comprende che la sua vista \u00e8 parziale, che quanto egli vede \u00e8 soltanto l&#8217;ombra, non la sostanza del vero? Non \u00e8 forse certo che la luce naturale della ragione, di mano in mano che cresce, produce sete sempre pi\u00f9 ardente? Ma sete di che, se non della verit\u00e0 stessa, essenziale e totale, sostanziale e vivente, la cui immagine sempre pi\u00f9 distinta, i cui raggi sempre pi\u00f9 numerosi nello specchio dell&#8217;anima vi accendono il desiderio della realt\u00e0, della totalit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 la conclusione legittima della sana ragione, della ragione crescente, origine della vera filosofia. La ragione pigra, ferma, non lo sa e genera quella filosofia languida, sterile e versatile, che gira sopra se stessa senza avanzare. La ragione depravata lo nega e lo respinge assolutamente; ma tosto si rivolge contro se stessa, si nega e si distrugge e si chiama sofistica, suicidio della ragione. Tali sono evidentemente i tratti fondamentali della storia dello spirito umano, tali sono le categorie in cui si classificano le menti. Ci\u00f2 posto, i Cristiani sono quelli che credono che la seconda sfera del mondo intelligibile sar\u00e0 data e ch&#8217;essa \u00e8 data effettivamente fin d&#8217;ora, in principio, per la fede nel Cristo, fede divina che mette in noi, come dice san Tommaso seguendo san Paolo, l&#8217;essenza e la sostanza del vero nel suo germe soprannaturale, sviluppabile nell&#8217;eternit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Il lettore non credente non si preoccupi per questi riferimenti al cristianesimo; crediamo che parole analoghe, frutto di una profonda saggezza \u00abdel secondo grado\u00bb (come direbbe Gratry) avrebbero potuto essere pronunciate da un monaco ind\u00f9, da un filosofo buddista, da un&#8217;anima illuminata di qualunque orientamento spirituale: perch\u00e9, in fondo, l&#8217;orientamento fondamentale dell&#8217;anima \u00e8 uno solo: quello verso l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Dunque, Gratry ci ricorda che esistono due gradi dell&#8217;intelligibile: quello naturale e quello soprannaturale; al primo corrisponde la ragione, il Logos; al secondo quella che comunemente si chiama la \u00abfede\u00bb, ossia la percezione pi\u00f9 diretta e immediata della verit\u00e0 totale: qualche cosa che sta al di l\u00e0 e al di sopra della ragione, non certo qualche cosa che ne stia al di qua e al di sotto.<\/p>\n<p>Ecco, qui si tratta di dissipare un grande equivoco, un grande malinteso, un profondo fraintendimento. Quelle filosofie che contrappongono o, comunque, separano nettamente e irrevocabilmente l&#8217;ambito della ragione da quello della contemplazione dell&#8217;Essere, rendono un pessimo servizio alla ragione stessa, mentre si illudono di servirla e di rivendicarne i presunti diritti di autonomia e libert\u00e0 (come se l&#8217;anelito all&#8217;Essere li menomasse!).<\/p>\n<p>Di fatto, esse operano una vera e propria spaccatura nella natura pi\u00f9 profonda dell&#8217;anima umana: che \u00e8 fatta di ragione e di contemplazione; di volont\u00e0 di spiegare l&#8217;ordine naturale delle cose, ma anche di tensione a protendersi con tutta se stessa verso l&#8217;ordine soprannaturale, nel quale soltanto essa pu\u00f2 trovare il perfetto appagamento e la pace, dopo le lotte imposte dalla bruciante inquietudine della ragione medesima.<\/p>\n<p>Ben lo sapeva la cultura medioevale, la quale non vedeva affatto contrapposizione e nemmeno separazione fra l&#8217;ambito dei due ordini dell&#8217;intelligibile; ma, al contrario, considerava la ragione come una scala necessaria per intraprendere l&#8217;\u00abitinerarium mentis a De\u00bb, il viaggio dell&#8217;anima verso le sorgenti pacificatrici dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Che cosa ha fatto, invece, a questo proposito, la cultura della modernit\u00e0?<\/p>\n<p>Ha separato la creatura umana, e il mondo nel suo complesso, dalla loro Causa Prima; ha separato l&#8217;intelligenza dall&#8217;anima; ha tolto alla ragione i suoi due principali fondamenti, l&#8217;anima e l&#8217;Essere al quale essa incessantemente anela di fare ritorno.<\/p>\n<p>Il risultato di tutte queste separazioni, di queste divisioni e di queste limitazioni \u00e8 un Logos strumentale e calcolante, che gira a vuoto nella sua superba volont\u00e0 di dominio e di manipolazione delle cose; ma, al tempo stesso, un Logos immeschinito, impoverito, ridotto all&#8217;ombra di quella che, per Platone e Aristotele, era la ragione umana. L&#8217;idea stessa di una ragione orgogliosamente chiusa in se stessa, capace di spiegare (e soggiogare) un mondo altrettanto chiuso in se stesso, \u00e8 la negazione pi\u00f9 radicale della vera natura della ragione umana ed \u00e8, contemporaneamente, lo stravolgimento e la contraffazione pi\u00f9 plateale del giusto rapporto della mente con le realt\u00e0 intelligibili, dell&#8217;essenza dell&#8217;anima con se stessa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, con questa ragione mutilata, svuotata, ridotta ad un povero moncone, l&#8217;uomo moderno, figlio della prometeica Rivoluzione scientifica del XVII secolo (e, poi, dell&#8217;Illuminismo e del Posiotivismo) , ritiene di essersi \u00abemancipato\u00bb da secolari errori, da mortificanti superstizioni, da un intollerabile stato di minorit\u00e0 &#8211; l&#8217;espressione \u00e8 di Kant &#8211; e di sudditanza, rispetto a un altro ordine di conoscenza.<\/p>\n<p>Quale inganno funesto!<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, l&#8217;uomo non ha per nulla allargato i propri orizzonti: li ha penosamente ristretti; non ha realizzato alcun progresso, ma un grave regresso; non ha sviluppato le sue migliori e pi\u00f9 affascinanti potenzialit\u00e0 speculative e creatrici, ma le ha mortificate, illanguidite, sprecate: fino a ridursi &#8211; lui, abitatore designato di un vasto e ricchissimo palazzo &#8211; nel buio e nell&#8217;aria stantia di una cantina triste e ammuffita.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, orgoglioso della scienza e della tecnica create dalla sua ragione strumentale e calcolante, \u00e8 giunto a negare, puramente e semplicemente, l&#8217;esistenza dell&#8217;ordine soprannaturale; o, al massimo, ha ritenuto di poterla considerare un \u00aboptional\u00bb, una specie di ipotesi indimostrabile e, quindi, scientificamente oziosa, riservata alla sfera \u00abprivata\u00bb delle opinioni strettamente individuali e ininfluenti da un punto di vista generale.<\/p>\n<p>Le cose, per\u00f2, stanno ben altrimenti.<\/p>\n<p>Il legame fra la ragione e la contemplazione, fra l&#8217;ordine naturale e quello soprannaturale, non \u00e8 un accidente gnoseologico, ma un fondamento ontologico. Negarlo o ridurlo al livello di una teoria astratta e di una semplice opinione privata, significa privarsi della possibilit\u00e0 di porre nella giusta relazione il movimento dell&#8217;anima verso l&#8217;Essere, ossia l&#8217;eterna tensione della mente verso la sua sorgente ultima, verso la sua Causa Prima e la sua ragione di esistenza.<\/p>\n<p>Noi non siamo qui per caso, come vorrebbe una scienza materialista e prevenuta verso ogni idea di trascendenza, ma per comprendere e amare la fonte del nostro stesso esistere, ossia per chiudere il cerchio che, dall&#8217;Essere, porta alla creazione degli enti e, da questi ultimi, ritorna alla pienezza dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Questo, e non altro, \u00e8 lo scopo del nostro esserci, il destino del nostro viaggio terreno.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec l&#8217;anima pu\u00f2 trovare l&#8217;appagamento alla sua eterna, bruciante inquietudine.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec \u00e8 dato all&#8217;essere umano di comprendere, con Antigone, che il senso della sua chiamata nel mondo \u00e8 quello di amare, non di odiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lettore che ci abbia seguito, in questi ultimi anni, attraverso le riflessioni e i ragionamenti indirizzati allo scopo di chiarire il nostro grado di consapevolezza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[96,117,263],"class_list":["post-24741","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-anima","tag-dio","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24741"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24741\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}