{"id":24734,"date":"2012-07-13T06:00:00","date_gmt":"2012-07-13T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/13\/il-dramma-della-cultura-moderna-e-lo-sviluppo-unilaterale-della-vita-interiore\/"},"modified":"2012-07-13T06:00:00","modified_gmt":"2012-07-13T06:00:00","slug":"il-dramma-della-cultura-moderna-e-lo-sviluppo-unilaterale-della-vita-interiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/13\/il-dramma-della-cultura-moderna-e-lo-sviluppo-unilaterale-della-vita-interiore\/","title":{"rendered":"Il dramma della cultura moderna \u00e8 lo sviluppo unilaterale della vita interiore"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abVedere l&#8217;essenziale e formare il carattere, i due pilastri della pedagogia di F. W. Foerster \u00bb (apparso sul sito di Arianna Editrice in data 02\/07\/2012) abbiamo cercato di delineare i tratti fondamentali del pensiero educativo, oggi a torto quasi dimenticato, del filosofo e pedagogista berlinese Foerster.<\/p>\n<p>Ora vorremmo invitare il lettore a confrontarsi direttamente con i testi di questo notevole e vigoroso pensatore, rinviandolo, in modo speciale, alla sua opera fondamentale: \u00abScuola e carattere\u00bb (titolo originale: \u00abSchule und Charakter. Moralp\u00e4dagogische Probleme des Schullebens\u00bb, Z\u00fcrich, 1907, e Recklinghausen, 1953; edizione italiana a cura di Aldo Agazzi, Brescia, La Scuola, 1957, 61-64):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; si pu\u00f2 senz&#8217;altro affermare: vera educazione \u00e8 la capacit\u00e0 di distinguere nella vita ci\u00f2 che \u00e8 essenziale da ci\u00f2 che \u00e8 contingente, e carattere \u00e8 la forza di manifestare, anche nella condotta di vita, questa distinzione. Ma come pu\u00f2 oggi dominare un tale altissimo ideale, che indirizza e raccoglie le energie, se ogni piccolo individuo si arroga il diritto di giudicare i vivi ed i morti e fa di se stesso la misura di tutte le cose?<\/p>\n<p>Il Goethe ha giustamente assegnato un posto decisivo nella sua &quot;Provincia pedagogica&quot; alla &quot;reverenza&quot;: soprattutto per ci\u00f2 che sta al di sopra di noi. Il chinarsi dinanzi a qualche cosa infinitamente pi\u00f9 alto di noi \u00e8 la vera condizione affinch\u00e9 l&#8217;uomo possa essere educato, cio\u00e8 &quot;tratto fuori&quot; da se stesso. Ma nessun sentimento \u00e8 cos\u00ec lontano dallo spirito esclusivamente critico della nostra epoca, quanto questa reverenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec accade che l&#8217;ideale, secondo il quale uno deve educare se stesso e gli altri, sempre meno nasce da una saggezza e da un&#8217;esperienza universale, diventando sempre pi\u00f9 una pura espressione di limitatezza e unilateralit\u00e0 individuale. Proprio il Goethe previde questa situazione quando scrisse: &quot;Ogni individuo si spaccia oggi per condottiero e stima la sua completa pazzia una cosa perfetta&quot;.<\/p>\n<p>Le conseguenze di questo spirito del nostro tempo si rivelano pi\u00f9 fatali che mai nella pedagogia. Se si considera ci\u00f2 che la letteratura pedagogica ha prodotto negli ultimi decenni, si trovano molti pregevoli suggerimenti, molte esperienze istruttive e indubbiamente molta critica sana e feconda del passato; ma sempre pi\u00f9 evidente appare la mancanza di un ideale educativo chiaro, saldo e universale, che tenga conto di tutte le esigenze della vita, consideri tutte le forze psichiche nel giusto ordine gerarchico,.me prescriva il corrispondente rimedio per tutti i pericoli latenti nella natura umana. Questa mancanza porta appunto a ci\u00f2, che anche le migliori e pi\u00f9 sane aspirazioni e tendenze della pedagogia moderna degenerano sempre a causa della loro unilateralit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec abbiamo oggi una forma estremamente decadente di &quot;cultura estetica&quot;, in cui il culto della bellezza si \u00e8 staccato dai superiori interessi dell&#8217;anima e perci\u00f2 malgrado ogni profumo, deve condurre nel fango; abbiamo una &quot;cultura sportiva&quot;, che porta a esagerazioni morbose, non solo in Germania, ma molto pi\u00f9 ancora nei Paesi anglosassoni, perch\u00e9 le manca il giusto contrappeso di cultura spirituale, una chiara coscienza di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e di ci\u00f2 che \u00e8 secondario. Abbiamo una cosiddetta &quot;cultura dell&#8217;amore&quot;, in cui la vita amorosa degenera, perch\u00e9 si sottrae alle leggi eterne di una vita veramente personale e fa dell&#8217;uomo un semplice frammento erotico, anzich\u00e9 collegare pi\u00f9 profondamente proprio le pi\u00f9 forti passioni con la l&#8217;intera personalit\u00e0; abbiamo una &quot;cultura del lavoro&quot;, che minaccia di diventare un0attivit\u00e0 senz&#8217;anima, poich\u00e9 il lavoro diventa scopo a se stesso e manca la chiara subordinazione del &quot;laborare&quot; all&#8217;&quot;orare&quot;; abbiamo, in fine una &quot;cultura dell&#8217;intelligenza&quot;, nella quale l&#8217;intelletto \u00e8 avulso dalla vita totale dell&#8217;anima e procede in astratta unilateralit\u00e0, senza essere guidato da una pi\u00f9 profonda conoscenza della vita, senza rispetto per verit\u00e0 che trascendono ogni comprensione e sono tuttavia pi\u00f9 reali di ogni cosa che si vede e che si tocca. [&#8230;]<\/p>\n<p>Se, ora, questo mondo spirituale disorganizzato entra nella stretta cerchia della scuola e, compresso in pochi anni, viene infuso nelle giovani menti come materia d&#8217;insegnamento, non ne pu\u00f2 naturalmente derivare che un caos; e non c&#8217;\u00e8 poi da stupirsi se da questo caos, nonostante tutta la coscienziosit\u00e0 e l&#8217;amore dell&#8217;insegnante, , non escono caratteri organizzati, uomini che sappiano sollevarsi al di sopra della vita, vincere il destino, subordinare a ci\u00f2 che \u00e8 importante ci\u00f2 che non lo \u00e8, far servire la materia allo spirito, la tecnica all&#8217;amore, la scienza alla coscienza; ma invece anime deviate e confuse, che non sono se non una molteplicit\u00e0 di interessi contrastanti, che dissolve il carattere. A che giova, ad esempio, l&#8217;istruzione religiosa cristiana, quando l&#8217;insegnamento della storia \u00e8 completamente dominato dall&#8217;esaltazione del successo?<\/p>\n<p>Perci\u00f2, un imo potante ramo della pedagogia \u00e8 indubbiamente la &quot;scienza dell&#8217;Ideale&quot;. Senza tener presente e meditare incessantemente il fine universale dell&#8217;educazione dell&#8217;uomo, il pedagogista non \u00e8 in grado: primo, di porre ogni singolo fattore dell&#8217;educazione nel giusto rapporto con l&#8217;educazione integrale; secondo, di assicurare ad ogni singola azione pedagogica il necessario contrappeso che impedisca uno sviluppo unilaterale della vita interiore e delle energie attive; terzo, di adottare un criterio costante per la scelta dei giusti metodi educativi e per l&#8217;esame di nuovi suggerimenti e proposte nel campo pedagogico; quarto, di impedire una limitazione dell&#8217;ideale educativo ad opera di esigenze contingenti.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abVedere l&#8217;essenziale e formare il carattere, i due pilastri della pedagogia di F. W. 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