{"id":24732,"date":"2017-07-02T11:27:00","date_gmt":"2017-07-02T11:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/02\/dovreste-annunciare-dio-e-la-grazia-ma-preferite-parlare-delluomo-e-del-progresso\/"},"modified":"2017-07-02T11:27:00","modified_gmt":"2017-07-02T11:27:00","slug":"dovreste-annunciare-dio-e-la-grazia-ma-preferite-parlare-delluomo-e-del-progresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/02\/dovreste-annunciare-dio-e-la-grazia-ma-preferite-parlare-delluomo-e-del-progresso\/","title":{"rendered":"\u00abDovreste annunciare Dio e la grazia, ma preferite parlare dell\u2019uomo e del progresso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicit\u00f2 dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l&#8217;uomo e l&#8217;umanit\u00e0. Portate il nome di Cristo, ma sarebbe pi\u00f9 giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perch\u00e9 state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non \u00e8 di questo mondo.<\/em><\/p>\n<p>Queste parole hanno un suono familiare, non \u00e8 vero? Ci ricordano qualcosa che \u00e8 molto vicino a noi: la situazione in cui versa la Chiesa cattolica oggi, con una quantit\u00e0 di membri del clero che non parlano, n\u00e9 agiscono come da loro ci si aspetterebbe, non spengono la sete di Dio che \u00e8 nel cuore dei fedeli, ma parlano e agiscono come uomini di questo mondo, si riempiono la bocca con le cose di quaggi\u00f9, lodano l&#8217;uomo e il suo progresso, tacciono sulla grazia e sul peccato e non fanno mai una parola sulla vita eterna, cio\u00e8 sul nostro destino finale. A sentir loro, pare che la vita umana abbia un senso gi\u00e0 qui, in se stessa, e che ci\u00f2 sia sufficiente a conferirle sia uno scopo che un valore. A dare retta a loro, pare che una volta instaurata la giustizia sociale, ridistribuita la ricchezza economica, procurato un lavoro a tutti e una pensione decente ai pensionati, migliorata la sanit\u00e0, creati pi\u00f9 asili nido per i figli dei lavoratori, e, naturalmente, da ultimo ma non per ultimo, offerta ospitalit\u00e0, accoglienza e integrazione a qualsiasi straniero si presenti alle nostre frontiere, perch\u00e9 nessuno deve essere <em>escluso<\/em>, ma tutti devono essere <em>inclusi<\/em>, e non si devono mai pi\u00f9 <em>costruire muri<\/em>, ma sempre e solo <em>gettare ponti<\/em> in ogni direzione possibile e immaginabile, una volta realizzate tute queste belle cose, ogni problema sar\u00e0 risolto, perlomeno di quelli che hanno una soluzione, e l&#8217;uomo potr\u00e0 starsene tranquillo e in santa pace, a godersi il riposo del giusto. E pare che anche per i cristiani sia la stessa cosa. Si direbbe che il cristiano non sia pi\u00f9 un viandante, un pellegrino in una terra straniera, che anela ai rivi delle acque come la cerva assetata nel deserto, di cui parla il salmista, ma un signore soddisfatto di ci\u00f2 che la vita gli offre, specialmente se i suoi sacrosanti &quot;diritti&quot; sono garantiti e se i suoi doveri sono ridotti al minimo indispensabile, proprio come vuole la scuola di pensiero liberale, con tutte le sue derivazioni pi\u00f9 o meno legittime, pi\u00f9 o meno spurie, marxismo e radicalismo innanzi tutti.<\/p>\n<p>Il lettore rester\u00e0 invece sorpreso, forse, nel sapere che le parole sopra citate sono di sant&#8217;Atanasio di Alessandria, e che il contesto storico cui appartengono \u00e8 quello dell&#8217;eresia ariana, dilagante ai tempi dell&#8217;imperatore Costanzo II (337-361), figlio di Costantino il Grande; e, pi\u00f9 precisamente, che tali parole erano rivolte a quei vescovi, a quei sacerdoti e a quei fedeli, i quali, stanchi di lotte e di tensioni all&#8217;interno della Chiesa, si erano adattati a un compromesso dottrinale con gli ariani, compromesso che non solo indeboliva la divinit\u00e0 di Cristo, ma che, come logica conseguenza, introduceva quell&#8217;atteggiamento relativista, quietista e, in fondo, opportunista e scettico, da lui denunciato con tanta forza (la citazione \u00e8 ripresa da Corrado Gnerre, <em>Attualit\u00e0 di Sant&#8217;Atanasio<\/em>, pubblicato in rete su <em>Confederazione Civilt\u00e0 Cristiana<\/em> il 3 settembre 2014). Come si vede, il nostro tempo non \u00e8 il solo in cui la fede cattolica \u00e8 sembrata scricchiolare dalle fondamenta. <em>Il mondo, sbalordito, si \u00e8 svegliato ariano<\/em>, lamentava san Gerolamo, negli stessi anni (il 355 circa); cos\u00ec come noi potremmo dire: <em>I cattolici, inconsapevoli, si sono svegliati modernisti<\/em>.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una straordinaria consonanza fra le denunce lanciate da sant&#8217;Atanasio ai cattolici &quot;moderati&quot; del suo tempo, i quali, <em>mutatis mutandis<\/em>, si possono accostare, senza neanche troppo forzare le cose, ai cattolici liberali e progressisti dei nostri giorni, cos\u00ec come gli ariani si possono accostare ai modernisti; con la sola, notevole differenza, che gli ariani si presentavano come tali, cio\u00e8, in buona sostanza, come negatori della piena ed intera natura divina del Cristo, che sostenevano essere stato anch&#8217;egli creato dal Padre, mentre, in origine, non esisteva; invece i modernisti dei nostri giorni rifiutano di qualificarsi come tali, ma sono esattamente gli stessi che san Pio X vide e riconobbe chiaramente, ai primi del &#8216;900, per ci\u00f2 che erano: dei negatori della divinit\u00e0 di Cristo, che, secondo loro, non si pu\u00f2 ricavare dalle Scritture; anzi, degli scettici per i quali non si pu\u00f2 sapere chi sia stato realmente Ges\u00f9 Cristo, visto che quello della fede non \u00e8 certamente lo stesso Ges\u00f9 della storia, ma una costruzione successiva, elaborata <em>a posteriori<\/em>. E questa non \u00e8 certo l&#8217;unica analogia fra arianesimo e modernismo, ma, se ci prendessimo la briga di esaminare e confrontare gli altri principali enunciati delle due correnti, scopriremmo che, in molti casi, essi sono quasi perfettamente sovrapponibili. Certo non parlava a caso, san Pio X, allorch\u00e9 definiva il modernismo, nell&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, come la sintesi di tutte le eresie; talch\u00e9 potremmo definire l&#8217;arianesimo come quella forma di modernismo che sconvolse e che, per un momento, sembr\u00f2 conquistare la Chiesa, nel IV secolo (con una coda, di ben tre secoli, che arriva fino al VII, relativa ai popoli germanici, convertiti al cristianesimo nella versione ariana), e, per converso, il modernismo che attanaglia oggi la Chiesa e sembra averne conquistato i vertici e una larga parte della stessa base, come la versione rivista e corretta, ma sostanzialmente la stessa, dell&#8217;antica eresia ariana.<\/p>\n<p>La cosa principale che le due eresie hanno in comune, oltre alla negazione, o alla forte messa in dubbio, o alla proclamata inconoscibilit\u00e0, della natura divina di Ges\u00f9 Cristo (un punto veramente capitale, perch\u00e9, una volta stabilito quello, l&#8217;intera costruzione del cristianesimo, cos\u00ec come lo abbiamo sempre conosciuto e vissuto, viene gi\u00f9, rovinosamente e irrimediabilmente, come il pendio d&#8217;una montagna in fase di smottamento), \u00e8 l&#8217;atteggiamento del cristiano, se cos\u00ec lo si potesse ancora chiamare, nei confronti del mondo. Sia per l&#8217;arianesimo, sia per il modernismo, la conseguenza logica e necessaria dell&#8217;avere messo in dubbio, sminuito o negato la divinit\u00e0 di Cristo &#8212; e quindi, come \u00e8 inevitabile, sia la Resurrezione di Lui, sia la Redenzione dell&#8217;umanit\u00e0 &#8212; consiste nel porsi in una maniera caratteristica verso il mondo di quaggi\u00f9: in una maniera che si potrebbe definire di facile accomodamento. Se Ges\u00f9 Cristo era, in fin dei conti, solamente un uomo, allora anch&#8217;egli non \u00e8 venuto a mostrarci la via del Cielo, ma a confermare la via del mondo; non \u00e8 venuto a togliere, con il sacrificio di s\u00e9, i peccati del mondo, ma ad insegnarci che la natura umana, dopotutto, non \u00e8 poi cos\u00ec cattiva come ci ha insegnato la teologia cattolica, gravata dal peso insostenibile del Peccato originale; e la conclusione che se ne deve trarre \u00e8 che noi, qui, sulla terra, possiamo e dobbiamo cercare di vivere felicemente realizzati, paghi e contenti di quel che la vita ci offre, senza pretendere da noi stessi, o dagli altri, l&#8217;impossibile, senza pensare continuamente al peccato e senza soffocare i naturali impulsi della nostra natura. Ora, si badi, non stiamo dicendo che l&#8217;arianesimo, da parte sua, o il modernismo, dalla sua, proclamassero apertamente queste cose; del resto, n\u00e9 l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro arrivarono a negare, con schiette parole, la divinit\u00e0 di Cristo: non sarebbe stato nel loro stile; si imitarono ad alludervi, a suggerirla, a elaborare cavilli e sofismi teologici d&#8217;ogni tipo per renderla poco verosimile e per fiaccare la fede in essa dei credenti. Sarebbe tropo bello se le eresie si presentassero, fin dall&#8217;inizio, apertamente, e, diciamo cos\u00ec (tanto per capirci), lealmente, per quel che sono: ci\u00f2 non \u00e8 mai accaduto; al contrario, esse si appropriano di una parte della verit\u00e0 cristiana, e la sbandierano, la assolutizzano, a spese dell&#8217;altra parte di quella verit\u00e0, che pongono tra parentesi, o che negano addirittura, ma evitando, di solito, di farlo in maniera esplicita, per non scandalizzare e non allontanare prematuramente le persone. Gli eretici, infatti, preferiscono agire con una certa dose di prudenza, di cautela, quasi di pudore, per meglio circuire le anime e portarle l\u00e0 dove essi vogliono, cio\u00e8 nell&#8217;errore e nell&#8217;apostasia dalla fede. Del resto, per farci persuasi della profonda analogia esistente fra l&#8217;antica eresia ariana e la recente eresia modernista, proviamo a rileggere le parole di sant&#8217;Atanasio, soffermandoci a riflettere su di esse, punto per punto, tenendo presente questa chiave interpretativa.<\/p>\n<p>1) VOLETE ESSERE FIGLI DELLA LUCE, MA NON RINUNCIATE AD ESSERE FIGLI DEL MONDO<em>.<\/em><\/p>\n<p>Sembra che si stia parlando dei &quot;preti di strada&quot; dei nostri giorni, tutti presi e infervorati dalle cose e dai problemi di quaggi\u00f9, e di quelli soltanto; dei teologi alla Enzo Bianchi che parlano sempre di Dio in chiave terrena, umana, e non parlano quasi mai dell&#8217;ordine soprannaturale; dei sacerdoti che profanano la santa Messa con mille abusi liturgici e con sacrileghe buffonate; e di tutti quei cattolici che, per andare d&#8217;accordo con il mondo, tacciono su tutto ci\u00f2 che li porrebbe in contrasto con gli altri, anche se quel silenzio grida al cospetto di Dio, e risuona come la loro inappellabile condanna.<\/p>\n<p>2) DOVRESTE CREDERE ALLA PENITENZA, MA VOI CREDETE ALLA FELICIT\u00c0 DEI TEMPI NUOVI<em>.<\/em><\/p>\n<p>I vescovi, i preti e i teologi della neochiesa non parlano pi\u00f9 della penitenza, per il semplice fatto che parlano poco e male del peccato; infatti, se ne parlano, \u00e8 per dire che Dio, nella sua misericordia, rimette tutti i peccati: ma si guardano bene dal soggiungere: <em>a condizione che il peccatore si sia veramente pentito e che invochi il suo perdono<\/em>. E non solo questi falsi cristiani inseguono la felicit\u00e0 del mondo, e non la pace di Cristo; ma si inebriano di quella particolare felicit\u00e0 che viene dai <em>tempi nuovi<\/em>, perch\u00e9, da buoni progressisti, s&#8217;immaginano di essere &#8212; come avrebbe detto Filippo Tommaso Marinetti &#8212; <em>sul promontorio estremo dei secoli<\/em>, e loro pi\u00f9 in cima ancora di chiunque altro. E pazienza se Ges\u00f9 ha detto: <em>Chi non prende la propria croce e mi segue, non \u00e8 degno di me<\/em>.<\/p>\n<p>3) DOVRESTE PARLARE DELLA GRAZIA, MA VOI PREFERITE PARLARE DEL PROGRESSO UMANO.<\/p>\n<p>Il loro peccato \u00e8 duplice: tacciono ci\u00f2 di cui dovrebbero parlare, parlano di ci\u00f2 che dovrebbero tacere. Non sono dei veri cristiani, perch\u00e9 al centro dei loro pensieri non c&#8217;\u00e8 la Grazia, ma il progresso: non ci\u00f2 che viene da Dio, ma ci\u00f2 che sanno fare gli uomini. Sono dei falsi pastori, dei pastori alla rovescia: tradiscono il Vangelo, ingannano i fedeli e li traviano, ma senza averne l&#8217;aria, senza troppo sporcarsi le mani. Sono anche ipocriti, e ci\u00f2 rende imperdonabile il loro modo d&#8217;agire.<\/p>\n<p>4) DOVRESTE ANNUNCIARE DIO, MA PREFERITE PREDICARE L&#8217;UOMO E L&#8217;UMANIT\u00c0.<\/p>\n<p>Ecco il nocciolo di tutte le eresie moderniste: dietro la maschera della religione, ci\u00f2 che esse vogliono diffondere \u00e8 la celebrazione dell&#8217;uomo, il culto dell&#8217;uomo, e, naturalmente, dei suoi &quot;sacri&quot; diritti. Ma nessun diritto pu\u00f2 essere sacro, se non viene da Dio; resta solo la parodia del sacro: un sacro fasullo, come fasulla \u00e8 certa liturgia post-conciliare, con la santa Messa ridotta a una gazzarra, dove la gente (non osiamo dire: &quot;i credenti&quot;) si presenta in canottiera, calzoncini corti e sandali infradito, riceve la santa Comunione in piedi e portandosela orgogliosamente in bocca con le proprie mani, poi canta in maniera sguaiata delle canzoncine insulse e dolciastre, magari con l&#8217;accompagnamento di chitarre e tamburelli, e col prete che si sbizzarrisce in omelie grottesche e talvolta blasfeme, il tutto in nome di una chiesa che <em>va incontro all&#8217;umanit\u00e0<\/em> e, si capisce, <em>ai poveri<\/em>.<\/p>\n<p>4) PORTATE IL NOME DI CRISTO, MA SAREBBE PI\u00d9 GIUSTO SE PORTASTE IL NOME DI PILATO.<\/p>\n<p>Che cosa ha fatto, Pilato? Si \u00e8 lavato le mani e ha consegnato Ges\u00f9 alla morte, pur avendo dichiarato di non trovare alcuna colpa in Lui. E che cosa fanno i cattolici progressisti e i modernisti? Dicono che la vita \u00e8 sacra, ma poi non fiatano davanti all&#8217;aborto che sopprime milioni e milioni di vite. E sono gli stessi che piangono lacrime di coccodrillo se i mezzi d&#8217;informazione, malevoli e manipolati, sbattono loro in faccia la notizia di una caso (presunto) di pedofilia da parte di un prete. Ipocriti, sepolcri imbiancati! Il fatto \u00e8 che parlar dell&#8217;aborto sarebbe loro d&#8217;incomodo, procurerebbe loro delle critiche, delle inimicizie, ostacolerebbe le loro brillanti carriere; mentre unirsi alla canea degli anticlericali, che sfruttano oltre ogni limite qualunque episodio, per gettare palate e palate di fango contro la Chiesa di Cristo, la loro stessa madre, non costa nulla, anzi, procura ampie simpatie.<\/p>\n<p>5) SIETE LA GRANDE CORRUZIONE, PERCH\u00c9 STATE NEL MEZZO [&#8230;] TRA LA LUCE E IL MONDO.<\/p>\n<p>Ma questo non \u00e8 possibile: e Ges\u00f9 lo aveva detto, <em>non potete servire due padroni<\/em>. O si sta con la Luce, che \u00e8 Cristo, o si sta con il mondo, che \u00e8 la tenebra. Non si pu\u00f2 stare nel mezzo; e invece \u00e8 proprio quel che costoro vogliono fare: dirsi cristiani, ma andare anche d&#8217;accordo con il mondo. Come dice la magnifica introduzione del Vangelo di Giovanni: <em>In Lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l&#8217;hanno accolta<\/em>.<\/p>\n<p>6) SIETE MAESTRI DEL COMPROMESSO E MARCIATE COL MONDO. IO VI DICO: FARESTE MEGLIO AD ANDARVENE COL MONDO ED ABBANDONARE IL MAESTRO, IL CUI REGNO NON \u00c8 DI QUESTO MONDO.<\/p>\n<p>In quel <em>marciare col mondo<\/em>, c&#8217;\u00e8 tutto; ma non sarebbe da loro ammetterlo e andare via dalla Chiesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicit\u00f2 dei tempi nuovi. 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