{"id":24716,"date":"2011-01-16T10:33:00","date_gmt":"2011-01-16T10:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/16\/dove-nasce-il-nilo\/"},"modified":"2011-01-16T10:33:00","modified_gmt":"2011-01-16T10:33:00","slug":"dove-nasce-il-nilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/16\/dove-nasce-il-nilo\/","title":{"rendered":"Dove nasce il Nilo?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile immaginare un contrasto pi\u00f9 grande fra due uomini, come quello che esisteva fra il biondo, introverso, complessato inglese John Hanning Speke ed il bruno, estroverso, donnaiolo irlandese Richard Francis Burton.<\/p>\n<p>Che Speke fosse anche omosessuale, questo lo lasciamo all&#8217;immaginazione del romanziere William Harrison, che, nel suo \u00abBurton e Speke\u00bb, suggerisce anche una certa intimit\u00e0 sessuale fra i due; tesi che \u00e8 stata ripresa dal regista Bob Rafelson, ma niente affatto provata, anzi, a dire il vero piuttosto improbabile, posto e non concesso che si tratti di un argomento meritevole di interesse. Cos\u00ec come definire Burton &quot;puttaniere&quot;, come fa il critico cinematografico Paolo Mereghetti recensendo quella pellicola, \u00e8 quantomeno eccessivo.<\/p>\n<p>Sta di fatto che proprio questi due uomini, uniti da una comunanza d&#8217;intenti che degener\u00f2 in aspra rivalit\u00e0, hanno unito indissolubilmente i loro nomi nella storia della ricerca delle sorgenti del Nilo, che, con i suoi 6.671 km., era considerato fino a pochi anni fa come il fiume pi\u00f9 lungo del mondo (mentre oggi risulta essere il Rio delle Amazzoni).<\/p>\n<p>Fin dalla&#8217;antichit\u00e0 il mistero sulle origini del Nilo aveva sedotto i geografi e perfino il pubblico dei semplici profani; l&#8217;imperatore Nerone aveva inviato due centurioni a risalire la corrente del grande fiume, ma essi non avevano potuto portare a termine con successo la difficilissima e pericolosa missione loro affidata.<\/p>\n<p>Ancora nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento non si sapeva praticamente nulla delle sorgenti del grande fiume africano, se non che esse dovevano trovarsi lass\u00f9, oltre ogni regione nota agli Europei, verso i misteriosi Monti della Luna (corrispondenti al massiccio del Ruwenzori), dei quali si favoleggiava sin dall&#8217;antichit\u00e0 e che erano cos\u00ec chiamati perch\u00e9 posti ai confini estremi dell&#8217;ecumene; sempre che non avessero a che fare con il Congo, l&#8217;altro grande corso d&#8217;acqua dell&#8217;Africa centrale, sfociante, per\u00f2, in tutt&#8217;altra direzione, nell&#8217;Atlantico, a sud del Golfo di Guinea.<\/p>\n<p>Nel 1990 il regista americano Bob Rafelson, gi\u00e0 autore di opere come \u00abCinque pezzi facili\u00bb, \u00abIl postino suona sempre due volte\u00bb e \u00abLa vedova nera\u00bb, ha girato un buon film che rievoca quella vicenda, \u00abLe Montagne della Luna\u00bb (titolo originale: \u00abMountains of the Moon\u00bb), interpretato rispettivamente da Iain Glenn nella parte di Speke, Patrick Bergin in quella di Burton e Fiona Shaw in quella della moglie di quest&#8217;ultimo, Isabel.<\/p>\n<p>La personalit\u00e0 di Burton era molto ricca, sanguigna, sensuale, onnivora; gli piaceva tutto, lo interessava tutto, voleva sperimentare tutto, dalle lingue orientali al sesso. Pi\u00f9 che un esploratore nel senso classico della parola, era un linguista, un antropologo, un viaggiatore e uno scrittore; insomma, un uomo dalla curiosit\u00e0 sconfinata.<\/p>\n<p>Nel tracciarne un profilo, in occasione di una mostra (intitolata \u00abLe mille e una storia di Sir Richard Burton\u00bb) che la citt\u00e0 di Trieste, ove egli soggiorn\u00f2 poco meno di vent&#8217;anni, gli ha dedicato nel 2010, cos\u00ec scrive Claudio Bisiani:<\/p>\n<p>\u00abInstancabile viaggiatore, soldato nell&#8217;India coloniale, esperto schermidore e boxeur, appassionato studioso di cultura araba, esploratore, poliglotta, traduttore, archeologo, naturalista, diplomatico e antropologo, Sir Richard Francis Burton (1821-1890) &#8211; personalit\u00e0 dai mille volti e dalle mille sfaccettature &#8211; nell&#8217;arco della sua avventurosa esistenza si interess\u00f2 a quasi tutte le discipline dello scibile umano. Una figura complessa e curiosa, affascinante e oltremodo singolare, che trascorse a Trieste gli ultimi diciotto anni della sua vita, dal 1872 al 1890, in qualit\u00e0 di console del \u00abForeign Office\u00bb inglese. Nella nostra citt\u00e0 Burton si dedic\u00f2 principalmente alla scrittura delle sue memorie come viaggiatore ed esploratore, conducendo accanto alla moglie Isabel &#8211; donna di profonda fede cattolica &#8211; un&#8217;esistenza molto pi\u00f9 tranquilla rispetto al passato. A lui si devono, fra l&#8217;altro, le traduzioni di importanti opere della letteratura orientale, su tutte &quot;Le mille e una notte&quot; e il &quot;Kama Sutra&quot;, affiancate da numerosi opuscoli e articoli dedicati al porto di Trieste, ai castellieri dell&#8217;Istria e alle terme romane di Monfalcone.\u00bb<\/p>\n<p>Speke aveva una personalit\u00e0 molto pi\u00f9 sfuggente e difficilmente decifrabile: solitario e controllato, freddo e calmo in apparenza, nonch\u00e9 estremamente tenace, ma anche tormentato da una segreta inquietudine e da una intima insicurezza che, forse, giocarono un ruolo decisivo nella sua tragedia finale.<\/p>\n<p>Non si \u00e8 mai saputo con certezza se la vita di Speke ebbe termine con un suicidio o per un banale incidente di caccia. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che essa avvenne nell&#8217;imminenza di un confronto decisivo tra i due uomini e le loro divergenti teorie circa le sorgenti del Nilo, che avrebbe dovuto svolgers,i davanti a un vasto pubblico, nella sede della Reale Societ\u00e0 Geografica.<\/p>\n<p>Speke era certo che il Nilo nascesse dalle cascate Ripley e, quindi, dal Lago Vittoria; ma la sua era, all&#8217;epoca, una semplice intuizione; Burton, che non aveva potuto spingersi fin l\u00e0 a causa delle cattive condizioni di salute, era altrettanto certo che il Nilo nascesse molto pi\u00f9 a sud, ma anche la sua era una pura e semplice supposizione che, per giunta, aveva tutta l&#8217;aria di essere nata in lui per il disappunto di vedersi escluso dalla gloria della scoperta.<\/p>\n<p>Il pubblico dibattito fra Speke e Grant, i due ex compagni di viaggio divisi ora da un insanabile contrasto che, in apparenza, era solo di natura scientifica, ma che celava gelosie e passioni di natura ben pi\u00f9 profonda, era stato fissato per il 16 settembre del 1864; ma il giorno prima Speke trov\u00f2 la morte a causa di un colpo di fucile partito dal suo fucile, che aveva appoggiato ad un muretto, mentre stava scalcando quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Una ricostruzione della disputa fra Burton e Speke \u00e8 contenuta nel resoconto di viaggio del regista Giorgio Moser, \u00abLe montagne della luce\u00bb, che qui riportiamo, segnalando peraltro una notevole inesattezza alla fine del brano: Burton non mor\u00ec poco dopo Speke, quasi colpito da un rimorso, ma ben ventisei anni pi\u00f9 tardi, a Trieste (Roma, Eri\/Edizioni Rai, 1976, pp. 97-100):<\/p>\n<p>\u00ab19 gennaio. Finalmente avviene l&#8217;incontro con il Nilo nei pressi della Ripon Falls. Sulla riva destra, tra prati ben rasati e cespugli di bougainvillea che denunciano non sopite consuetudini col recente protettorato inglese sull&#8217;Uganda, una lapide: &quot;John Speke, il 28 luglio 1862, per primo scopr\u00ec queste sorgenti del Nilo dal punto segnato da questa lapide&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>Povero Speke! Biondino, malaticcio, semicieco, complessato, ma testardo, in questo punto per colpa di un turacciolo decise il suo destino che avrebbe finito per travolgerlo drammaticamente.<\/p>\n<p>Ma vediamo come son andate le cose. Fino quasi a met\u00e0 dell&#8217;Ottocento delle sorgenti del Nilo non si sapeva nulla, erano avvolte nella leggenda. Gi\u00e0 Erodoto non si dava pace, poich\u00e9 non riusciva a spiegarsi come quel fiume, che si diceva scorresse sempre tra le sabbie, potesse trascinare verso il mare una tal massa di fango, quel limo dal quale l&#8217;Egitto traeva vita e ricchezza. Un altro mistero lo assillava: poich\u00e9 il Nilo, contrariamente agli altri fiumi, era in secca d&#8217;inverno e in piena d&#8217;estate? Qualcuno infine affermava che il Nilo traeva vita dallo sciogliersi delle nevi e ghiacciai nelle regioni pi\u00f9 calde della terra, dove addirittura non piove mai? Eppure gli Ittiti, gli Egiziani, i Persiani sostenevano che al centro dell&#8217;Africa doveva esserci una zona di alte montagne, di valli ombrose, di nevi eterne, dalle quali era nata la vita. E gli Arabi ponevano lass\u00f9 il paradiso di Allah (evidentemente queste dicerie nascevano da racconti di viaggiatori e di mercanti di schiavi che mille e pi\u00f9 anni prima della nascita di Cristo avevano attraversato l&#8217;Africa). Nerone, nella sua megalomania, mand\u00f2 due centurie a scoprire le sorgenti del fiume, ma s&#8217;impantanarono nelle paludi de Sud e i racconti dei superstiti della disastrosa spedizione contribuirono a creare intorno alle sorgenti del Nilo un alone di mistero e d&#8217;invulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 facilmente intuibile quindi come l&#8217;impresa solleticasse la caparbiet\u00e0, il senso d&#8217;avventura, il giuoco alla scommessa, il bisogno d&#8217;affermazione di questo inglese che a diciassette anni si era arruolato nell&#8217;esercito indiano, aveva percorso Himalaya e Tibet in lungo e in largo, aveva raggiunto il grado di capitano, ma al quale si sarebbe prospettato di l\u00ec a qualche anno, un sonnolento periodo di pensione, coltivando rose nel Somerset.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro ad Aden con Richard Burton, che per conto della Compagnia delle Indie, stava preparando una spedizione geografico-commerciale, segn\u00f2 una svolta definitiva nel destino di Speke, ma anche una drammatica conclusione. Con Burton infatti prepar\u00f2 nel 1857 una spedizione che, partita da Zanzibar, raggiunse in nove mesi il lago Tanganika; di l\u00ec, approfittando di una malattia di Burton, Speke in un mese raggiunse il lago che gli indigenti chiamavano Nyanza e che lui battezz\u00f2 Vittoria in onore della regina. Aveva scoperto quel mare interno, del quale gli antichi parlavano, e l\u00ec si convinse che dovevano esserci le sorgenti del Nilo. Ne era sicuro per una intuizione, non per una certezza. Burton, forse anche perch\u00e9 escluso dall&#8217;impresa, gli fu subito contrario e gli oppose la storia del turacciolo. Disse: se metti un turacciolo n acqua ancora pi\u00f9 a monte, alle sorgenti di qualche immissario che il lago deve avere molto pi\u00f9 a sud dell&#8217;Africa, quel turacciolo arriver\u00e0 nel Mediterraneo alle foci del Nilo. E Speke testardo a ribattere che invece le sorgenti dovevano essere l\u00ec, a qualche chilometro dal punto dove era arrivato nel suo viaggio solitario. Tanto testardo che, tornato in Inghilterra, organizz\u00f2 una seconda spedizione, escludendo Burton ed aggregando il capitano James Grant. Il 28 luglio 1862 scoprendo le cascate Ripon, dove fragorosamente le acque del lago Vittoria si gettavano in un lungo braccio che aveva tutta l&#8217;apparenza di un fiume, Speke ebbe la certezza e corse a Londra per darne l&#8217;annuncio. Ma la gloria, il successo, la credibilit\u00e0 durarono lo spazio di un mattino. In patria &#8211; durante l&#8217;assenza di Speke &#8211; Burton aveva lavorato di bulino, insinuando il dubbio tra le massime autorit\u00e0 in materia &#8211; il signor Murchison, presidente della Societ\u00e0 di Geologia, e il reverendo Livingstone &#8211; che le sorgenti si trovassero a sud del lago Vittoria. Gli si cominciarono a chiedere prove, documentazioni, rivenne fuori la storia del turacciolo, qualcuno cominci\u00f2 ad insinuare che Speke fosse un impostore, altri sussurrarono che in ambedue le spedizioni avesse abbandonato ammalati i compagni di viaggio &#8211; Burtion e Grant &#8211; per poter essere solo e incontrollato a fare la scoperta. Dopo cinque anni l&#8217;uomo che era stato sull&#8217;onda del successo, della celebrit\u00e0, che era stato lo scrittore pi\u00f9 letto d&#8217;Inghilterra, l&#8217;ospite pi\u00f9 ricercato del&#8217;alta societ\u00e0 inglese, si ritrov\u00f2 dileggiato, diffamato, pubblicamente accusato d&#8217;impostura, messo al bando dalla scienza ufficiale. Un colpo di fucile &#8211; incidente di caccia o suicidio? &#8211; concluse improvvisamente e drammaticamente il suo declino. Burton, che si ritenne responsabile di questa morte, disperato lo segu\u00ec nella morte a breve distanza di tempo. Il vecchio Nilo aveva fatto le sue due ultime vittime.<\/p>\n<p>Peccato, perch\u00e9 tutti e due avevano ragione &#8211; o, se vogliamo &#8211; avevano torto. Avevano ragione perch\u00e9 ancor oggi i geografi sono equamente divisi nel collocare le sorgenti del Nilo a Jinja, presso le Ripon Falls, dove le aveva scoperte Speke e alle sorgenti del fiume Kasumo, nel Burundi, dove il tedesco Bukaart Waldecker nel 1937 scopr\u00ec &quot;il punto geograficamente pi\u00f9 meridionale e pi\u00f9 lontano in linea retta dalla foce del Nilo&quot;. A sud del lago Vittoria, come aveva asserito Burton.<\/p>\n<p>Insomma la teoria del turacciolo. Ma ambedue &#8211; Sperke e Burton &#8211; avevano torto, poich\u00e9 le vere sorgenti del Nilo idealmente, turaccioli a parte, sono la catena del Ruwenzori, questo enorme serbatoio d&#8217;acqua piovana, dove 360 giorni all&#8217;anno tonnellate e tonnellate d&#8217;acqua cadono dal cielo, s0&#8217;infiltrano nella foresta pluviale, ristagnano in paludi soffocanti e infine scendono a valle in mille rivoli confluendo nel grande bacino idrografico di fiumi e laghi che dar\u00e0 vita al Nilo.<\/p>\n<p>&quot;Padre delle piogge&quot;, chiamano gli africani il Ruwenzori, oppure il paradiso dove &quot;il Nilo cade sulla terra&quot;: gli antichi preferivano un appellativo pi\u00f9 poetico, &quot;i monti della luna&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, alla fine, n\u00e9 Burton n\u00e9 Grant avevano trovato veramente il bandolo della matassa.<\/p>\n<p>Oggi sappiamo che le sorgenti del Nilo si trovano presso Gasumo, nella sezione meridionale dell&#8217;altopiano del Burundi, a 45 km. ad est del lago Tanganica (a 3\u00b054&#8217;47&#8221; di latitudine Sud), dove nasce il Gaseny, che, col nome di Kigira, si getta nel Ruvyironza, affluente del Ruvubu, il quale &#8211; unendosi al Nyabarongo &#8211; d\u00e0 vita al Kagera, il ramo sorgentifero del Nilo.<\/p>\n<p>Ma questo fu scoperto solo nel 1934, dal tedesco Burckhart Waldecker; e, a quell&#8217;epoca, il mondo aveva altro a cui pensare, perci\u00f2 la cosa pass\u00f2 quasi inosservata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile immaginare un contrasto pi\u00f9 grande fra due uomini, come quello che esisteva fra il biondo, introverso, complessato inglese John Hanning Speke ed il bruno,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[92],"class_list":["post-24716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24716"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24716\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}