{"id":24711,"date":"2010-09-27T04:42:00","date_gmt":"2010-09-27T04:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/27\/dove-la-nostra-mente-dove-siamo-noi-mentre-stiamo-ricordando-o-immaginando\/"},"modified":"2010-09-27T04:42:00","modified_gmt":"2010-09-27T04:42:00","slug":"dove-la-nostra-mente-dove-siamo-noi-mentre-stiamo-ricordando-o-immaginando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/27\/dove-la-nostra-mente-dove-siamo-noi-mentre-stiamo-ricordando-o-immaginando\/","title":{"rendered":"Dov\u2019\u00e8 la nostra mente; dove siamo noi, mentre stiamo ricordando o immaginando?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abChi sono io?\u00bb resta pur sempre la domanda fondamentale di ogni filosofia e di ogni essere umano che si ponga in maniera problematica davanti al reale.<\/p>\n<p>La risposta di Cartesio, \u00abio sono io\u00bb, divenuta oggi quella ufficialmente riconosciuta e, addirittura, la base di ogni ulteriore forma di conoscenza, \u00e8 una risposta che non spiega nulla, nemmeno sul piano strettamente psicologico: \u00e8 piuttosto una tautologia che sposta semplicemente il problema un poco pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti, se domandiamo: \u00abma chi \u00e8 quell&#8217;io che dubita?\u00bb, ricadiamo subito nel circolo vizioso: \u00abquell&#8217;io che dubita \u00e8 me stesso\u00bb; al che, ovviamente, non resta che chiedere ancora e sempre: \u00abma io che sto dubitando, chi sono in realt\u00e0?\u00bb.<\/p>\n<p>La risposta di Buddha \u00e8 molto pi\u00f9 articolata e anche molto pi\u00f9 radicale: non c&#8217;\u00e8 nessun io, perch\u00e9 quello che denominiamo \u00abio\u00bb, altro non \u00e8 che un aggregato di stati della coscienza, sempre mutevoli e cangianti. Altro \u00e8 l&#8217;io di adesso, altro l&#8217;io di cinque minuti fa o di cinquanta anni fa; altro ancora sar\u00e0 l&#8217;io che si domander\u00e0 chi egli sia, fra cinque minuti o fra cinquant&#8217;anni. Conclusione, come direbbe Pirandello: uno, nessuno e centomila.<\/p>\n<p>Ammettiamo, tuttavia, per puro amore di ipotesi, che un \u00abio\u00bb esista realmente: un \u00abio\u00bb sempre identico a se stesso, pur nel mutare del tempo e delle situazioni; un substrato coscienziale che si possa sempre e comunque rispecchiare in se medesimo, e riconoscersi.<\/p>\n<p>Domandiamoci, dunque: se la coscienza di un tale \u00abio\u00bb risiede nella sua mente, come generalmente si ammette (e sia pure interpretando la parola \u00abmente\u00bb nel senso pi\u00f9 ampio possibile, pressappoco nel significato di \u00abanima\u00bb), ebbene, dove si trova nel momento in cui sta ricordando le cose della sua vita passata, oppure mentre sta immaginando delle cose che non fanno parte della sua esperienza reale, ma sono la proiezione di aspirazioni e desider\u00ee?<\/p>\n<p>Sembrerebbe una domanda semplicissima, ma forse non lo \u00e8; forse la risposta ad una simile domanda \u00e8 sconvolgente, e tale da modificare in maniera radicale il quadro delle nostre certezze intorno al nostro stesso \u00abio\u00bb, anche ammesso che sia quella unit\u00e0 semplice e coerente, sempre uguale a se stessa, che sostiene Cartesio.<\/p>\n<p>Infatti.<\/p>\n<p>Quando ricorda il passato, l&#8217;\u00abio\u00bb non \u00e8, evidentemente, nel presente, ma in un altrove che non \u00e8 la stessa cosa del passato stesso: non ci si pu\u00f2 bagnare due volte nella stessa acqua, diceva Eraclito; e Nietzsche aggiungeva, maliziosamente: nemmeno UNA volta. \u00c8 inutile chiedersi \u00abdove\u00bb si trovi quel luogo, visto che non \u00e8 un luogo: \u00e8 uno stato della mente. Uno stato della mente che non \u00e8 pi\u00f9 il passato, ma non \u00e8 nemmeno il presente; e nessuno sa cosa sia.<\/p>\n<p>Immaginiamo che le note di una canzone di venti o trenta anni fa mi riconducano al mio \u00abio\u00bb di allora: rivedo, con la mente e nella mente, DENTRO la mente (ma tutto ci\u00f2 che posso vedere \u00e8 dentro la MIA mente), quei luoghi, quelle persone, quelle situazioni; mi par quasi di provare quegli stati d&#8217;animo, di immergermi in quella atmosfera. Allora: dove sono, dov&#8217;\u00e8 il mio \u00abio\u00bb, mentre le onde del ricordo mi fanno risalire a ritroso il fiume del tempo?<\/p>\n<p>In quel momento, non vedo il presente; vedo un qualcosa che assomiglia molto al passato, al mio passato; per\u00f2 lo vedo dopo che una grande distanza di tempo mi ha allontanato da esso. Lo vedo come potrei rivedere il mio paese natale, se vi tornassi dopo una prolungata assenza; lo vedo e non lo vedo: lo vedo, ma non \u00e8 pi\u00f9 quello.<\/p>\n<p>Non so cosa sia, non so dove si trovi; so soltanto che non mi trovo qui, che non sto vivendo nel presente, se non con la mia forma esteriore. Chi mi vede in questo momento, mi vede presente; ma io non ci sono, sono assente, sono altrove, perch\u00e9 la mia mente \u00e8 altrove. Dove, non si sa; nessuno potrebbe dirlo con certezza.<\/p>\n<p>La stessa cosa accade quando fantastico, quando immagino, quando sogno ad occhi aperti; perch\u00e9 quando sogno ad occhi chiusi, mentre sto dormendo, allora \u00e8 proprio certo che mi trovo in un&#8217;altra dimensione: e quello che vedo non \u00e8 illusorio, \u00e8 reale, solo che non appartiene a questa dimensione, ma ad un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Beata ignoranza.<\/p>\n<p>Crediamo di sapere tante cose, e invece sappiamo cos\u00ec poco.<\/p>\n<p>Non sappiamo nemmeno dove siamo, mentre tutti credono che siamo qui.<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;amante che sta facendo l&#8217;amore con una persona che non ama, mentre invece sta pensando alla persona che ama?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il figlio che sta pensando al genitore morto; dov&#8217;\u00e8 il padre che sta pensando al figlio lontano; dov&#8217;\u00e8 il vecchio marinaio che pensa ai mari e alle terre lontane che ha visitato in giovent\u00f9, ora che giace nel letto di una casa di riposo?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il mistico che sta pensando a Dio, che sta meditando su Dio, che sta ricevendo nell&#8217;anima, come una pioggia di luce, la rivelazione dell&#8217;Amore divino?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il bambino ancora in culla, che sgrana gli occhioni sul mondo circostante e sembra che non veda nulla e non riconosca nessuno, mentre forse gi\u00e0 vede e riconosce moltissime cose?<\/p>\n<p>E dove sono il bue mentre sta brucando l&#8217;erba del prato, la lucertola mentre riceve il sole sopra una roccia dalla superficie liscia, il falco che si libra alto nel cielo estivo?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il cane che abbaia alla Luna, ad un suo misterioso fantasma: dov&#8217;\u00e8 la sua mente, in quel momento?<\/p>\n<p>Dove sono il fiore che dischiude i petali umidi di rugiada allo splendore del nuovo giorno, la spiga di grano che oscilla nel vento, l&#8217;immenso cedro che svetta al di sopra del giardino e protende i suoi aghi innumerevoli verso la luce?<\/p>\n<p>Chi siamo noi, per dire che essi sono qui, semplicemente qui; o che non sono da nessuna parte, perch\u00e9 non hanno un \u00abio\u00bb come gli esseri umani? E se neppure gli esseri umani l&#8217;avessero? Hume pensava che gli esseri umani non possiedano alcun \u00abio\u00bb, ma solo una specie di collezione di abitudini mentali, esattamente come lo aveva pensato Buddha.<\/p>\n<p>Eppure, anche se non si possiede un \u00abio\u00bb stabile e permanente, si possiede tuttavia una serie di stati dell&#8217;essere: migliaia, milioni, miliardi di stati dell&#8217;essere, uno ad ogni istante della propria esistenza. E dunque, alla fine torna sempre, implacabile, la domanda: dove sono gli stati dell&#8217;essere, mentre si sta ricordando o immaginando?<\/p>\n<p>E chi pu\u00f2 dire, ad esempio, che gli animali non immaginano, che non sognano? I poeti, pi\u00f9 acuti dei filosofi, lo hanno sempre saputo: il cavallo, dice Pascoli, sogna la strada, sogna la biada, proprio come i bambini, addormentandosi stanchi dopo una lunga giornata di giochi, sognano ancora di stare giocando.<\/p>\n<p>Leopardi, come filosofo e non come poeta, pensa che l&#8217;armento, sazio d&#8217;erba, non pensa a nulla quando giace in riposo sull&#8217;erba; ma chi pu\u00f2 dirlo? Sappiamo cos\u00ec poco perfino di noi stessi; come possiamo pretendere di sapere quello che avviene nella mente di un animale?<\/p>\n<p>Sappiamo che le piante provano emozioni; sono stati fatti esperimenti: sappiamo che provano la paura e la tenerezza, che si agitano quando si avvicina una mano brutale, che si rilassano quando le sfiorano dita delicate.<\/p>\n<p>Perfino dell&#8217;acqua sappiamo che possiede reazioni: le sue molecole si aggregano a formare disegni meravigliosi e coloratissimi mentre si ode una musica di Bach, mentre si deturpano e si intorbidano orrendamente quando risuona lo strepito di una musica di rock duro.<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 la mente del bue, mentre bruca l&#8217;erba del prato?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 la mente della magnolia, mentre le sue foglie lucenti ricevono il ristoro della pioggia?<\/p>\n<p>E dov&#8217;\u00e8 la mente dell&#8217;acqua, mentre il sole al tramonto si immerge lentamente nelle onde del mare?<\/p>\n<p>Ancora e di nuovo: non lo sappiamo. Non \u00e8 un luogo, ma uno stato dell&#8217;essere; tutto ci\u00f2 che esiste conosce gli stati dell&#8217;essere, perch\u00e9 \u00e8 fatto di essi, delle loro continue trasformazioni.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: la mente \u00e8 mobile; la mente \u00e8 inquieta; la mente, di conseguenza, \u00e8 la fonte della nostra agitazione e, sovente, dei nostro errori e dei nostri rimorsi.<\/p>\n<p>La pace non si trova nella mente, ma fuori della mente. Quando la mente esce da se stessa, allora \u00e8 in pace, allora trova finalmente la pace.<\/p>\n<p>Prima abbiamo identificato, per semplificare il discorso, \u00abmente\u00bb ed \u00abanima\u00bb; ora \u00e8 venuto il tempo di distinguere in maniera opportuna, di stabilire la differenza.<\/p>\n<p>La mente \u00e8 una parte dell&#8217;anima; \u00e8 la parte inquieta, la parte che teme e che brama, la parte che si interroga e cerca di afferrarsi, cos\u00ec come il cane impazzito cerca di afferrarsi la coda. L&#8217;anima, invece, \u00e8 la nostra essenza, la nostra ultima realt\u00e0: quando abbiamo tolto tutto ci\u00f2 che non \u00e8 essenziale &#8211; il corpo, la mente &#8211; rimane l&#8217;anima.<\/p>\n<p>L&#8217;anima non \u00e8 qualcosa di individuale, non \u00e8 qualcosa di nostro, o di soltanto nostro: l&#8217;anima \u00e8 il riflesso dell&#8217;Essere, dello splendore cosmico. L&#8217;anima \u00e8 tutto in tutti; al di sopra delle anime individuali, che si credono tali e non lo sono, vi \u00e8 l&#8217;unica Anima universale.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 grandi spiriti dell&#8217;antichit\u00e0 &#8211; Pitagora, Platone &#8211; lo sapevano perfettamente; solo noi moderni ce ne siamo dimenticati, con tutta la nostra scienza.<\/p>\n<p>La pace, dunque.<\/p>\n<p>Per trovare la pace, bisogna oltrepassare la mente; bisogna lasciarsi dietro le spalle i suoi affanni, i suoi turbamenti, i suoi errori &#8211; nel duplice significato di \u00absbagli\u00bb e di \u00abgiri tortuosi ed inutili\u00bb: bisogna deporla, almeno ogni tanto, come un fardello che ci appesantisce senza avvicinarci di un passo alla verit\u00e0 ultima delle cose.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 ultima giace nel fondo dell&#8217;anima: l\u00e0 dove essa si riconosce parte di un Tutto; una parte, o un riflesso, o una emanazione dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Sono cose molto pi\u00f9 grandi della mente, e che la mente pu\u00f2 capire solo in minima parte: \u00e8 gi\u00e0 tanto se possiede quel minimo di umilt\u00e0 per cedere il passo e per porsi in ascolto di qualcosa che eccede, e di molto, le sue possibilit\u00e0 di comprensione.<\/p>\n<p>I razionalisti ritengono che questa sarebbe una resa inaccettabile, un salto nell&#8217;irrazionale: per loro, solo la mente ha dignit\u00e0; anzi, solo la sua parte razionale.<\/p>\n<p>\u00c8 un punto di vista molto recente e limitato alla sola civilt\u00e0 occidentale; dobbiamo ringraziare, per una tale &quot;conquista&quot;, la cosiddetta Rivoluzione scientifica del XVII secolo e uomini come Francis Bacon, Galilei, Cartesio e Newton. Uomini talmente pervasi da un orgoglio smisurato, da voler stabilire come funzioni la mente di Dio: vale a dire con il ragionamento logico-matematico (si veda il discorso sul sapere &quot;intensive&quot; ed &quot;extensive&quot; nel \u00abDialogo sopra i due massimi sistemi\u00bb).<\/p>\n<p>\u00c8 questa, dunque, la mentalit\u00e0 che dobbiamo superare; questo l&#8217;errore che dobbiamo correggere, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>L&#8217;orgoglio del razionalismo ci ha portati molto vicini al disastro: esso non vede nell&#8217;altro che il campo d&#8217;azione della mente individuale, dal quale ricavare il massimo del vantaggio o del profitto; non una realt\u00e0 di pari dignit\u00e0. La natura diviene un magazzino da saccheggiare impunemente o una discarica per i prodotti di scarto della nostra forsennata sete di dominio.<\/p>\n<p>Questo, a livello sociale ed ambientale.<\/p>\n<p>A livello personale, il rifiuto di adorare la mente come signora e dominatrice implacabile dell&#8217;\u00abio\u00bb, qualunque cosa vogliamo intendere con quest&#8217;ultima espressione, \u00e8 il primo passo verso un riequilibrio dell&#8217;anima, verso la riconquista della pace interiore.<\/p>\n<p>Quando la mente domina sull&#8217;anima, l&#8217;anima non \u00e8 mai in pace, perch\u00e9 la mente \u00e8 sempre turbata da mille pensieri, desider\u00ee, paure; bisogna far s\u00ec che l&#8217;anima si liberi da tutte queste pulsioni disordinate, affinch\u00e9 ritrovi se stessa.<\/p>\n<p>Ritrovando se stessa, ritrova il mondo intero; ritrova l&#8217;altro, riscopre la bellezza del \u00abtu\u00bb.<\/p>\n<p>Ritrova le proprie sorgenti luminose, che scaturiscono direttamente dall&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;Essere e soltanto l&#8217;Essere \u00e8 la vera pace, cui tutti gli enti anelano nel loro pellegrinaggio terreno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abChi sono io?\u00bb resta pur sempre la domanda fondamentale di ogni filosofia e di ogni essere umano che si ponga in maniera problematica davanti al reale.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[117,128,148],"class_list":["post-24711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-dio","tag-eraclito","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24711"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24711\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}