{"id":24694,"date":"2015-12-26T09:03:00","date_gmt":"2015-12-26T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/26\/da-dove-nasce-la-brama-di-potere-della-donna\/"},"modified":"2015-12-26T09:03:00","modified_gmt":"2015-12-26T09:03:00","slug":"da-dove-nasce-la-brama-di-potere-della-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/26\/da-dove-nasce-la-brama-di-potere-della-donna\/","title":{"rendered":"Da dove nasce la brama di potere della donna?"},"content":{"rendered":"<p>La donna \u00e8 posseduta da una cieca brama di potere; molto pi\u00f9 dell&#8217;uomo. Lo si vede dal tentativo continuo, incessante, spesso patologico, di manipolare non solo il maschio &#8212; marito, fidanzato, padre, figlio, amante &#8211; ma anche le altre donne &#8212; madri, figlie, parenti, amiche, colleghe &#8212; e, in genere, tutto ci\u00f2 che si muove, vicino e lontano, ivi compresi gli animali domestici; e senza dimenticare la memoria dei cari estinti. Conosciamo un&#8217;anziana signora che tutti i giorni si recava al cimitero a render visita al marito morto &#8211; tutti i giorni, infallibilmente, sole o pioggia, estate o inverno: scena commovente di amore coniugale che va oltre la morte stessa; c&#8217;era solo una piccola nota stonata, cio\u00e8 che quella donna era stata una moglie semplicemente terribile, e, forse, il pover&#8217;uomo se n&#8217;era andato al Creatore anche a causa sua. Pure, ella si era investita della parte della moglie devota e perfetta, e assolveva rigorosamente i suoi doveri di vedova inconsolabile: dopo aver manipolato il marito per cinquant&#8217;anni, da vivo, ora pretendeva di manipolarne la memoria, interpretando ed ostentando una parte che non le spettava.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che anche l&#8217;uomo brama il potere; e si citeranno numerosi esempi al riguardo, anche di tipo storico. Potremmo ribattere che quanto pi\u00f9 tale brama \u00e8 patologica, tanto pi\u00f9 essa corrisponde a un tipo maschile tendenzialmente poco virile o addirittura invertito: e, a nostra volta, potremmo citare numerosi esempi di ci\u00f2 (da Federico il Grande a Hitler); ma il punto non \u00e8 questo. Non vogliamo affatto sostenere che l&#8217;uomo sia esente da una tale brama; sosteniamo, invece, che, mentre essa \u00e8 caratterizzante della donna, e sono pochissime le donne che ne sono esenti, essa non \u00e8 affatto caratterizzante dell&#8217;uomo, e sono moltissimi gli uomini che non ne sono posseduti. Anche nelle famiglie, senza andare troppo lontano, si pu\u00f2 osservare facilmente quanto abbiamo ora affermato: al di l\u00e0 delle apparenze esteriori (e superficiali), l&#8217;uomo, spesso, parla tanto e alza la voce, ma non comanda affatto; la donna, invece, ha quasi sempre in pugno la situazione; e non solo il marito, ma anche i figli, si trovano tutti sotto il controllo della donna, anche se possono non accorgersene &#8212; e se, di fatto, molti non se ne accorgono, fino all&#8217;ultimo dei loro giorni. Dall&#8217;esterno, per\u00f2, la cosa si vede: e si vede talmente bene, che tutto il vicinato sa e comprende quello che i membri di quella famiglia, forse, non sanno, n\u00e9 vedono: che tutta la loro casa si muove, come un meccanismo ben regolato, sotto la stretta sorveglianza del despota femminile.<\/p>\n<p>Sorge, ovviamente, l&#8217;interrogativo su quale sia l&#8217;origine della brama di dominio che \u00e8 propria dell&#8217;anima femminile. Esistono diverse scuole di pensiero al riguarda; ma due sono le principali. L&#8217;una che potremmo definire progressista, o femminista, sostiene che essa nasce dalla repressione e dalla sottomissione del genere femminile da parte di quello maschile: si tratterebbe, insomma, di una sorta di rivincita, sotterranea e cieca, quasi delirante, del genere oppresso nei confronti di quello che l&#8217;opprime; l&#8217;altra, invece, sostiene che, anche senza tale oppressione &#8212; la quale, del resto, \u00e8 venuta meno da un pezzo, ammesso che sia mai esistita, almeno cos\u00ec come la rappresenta generalmente la cultura femminista &#8212; la brama di potere delle donne ci sarebbe egualmente, perch\u00e9 essa \u00e8 connaturata loro, indipendentemente dal contesto sociale e culturale. Ci sembra che valga la pena di spendere qualche riflessione per tentar di capire quale delle due abbia maggiore verosimiglianza, o si avvicini maggiormente alla verit\u00e0: il che, in materie di tal genere, \u00e8 davvero il massimo cui ci si possa ripromettere di giungere, visto che non si tratta n\u00e9 di appurare una questione di fatto, n\u00e9 di studiare un fenomeno puramente naturale, come fanno le scienze positive, ma di gettare uno sguardo nella densa penombra che regna negli anfratti dell&#8217;anima umana.<\/p>\n<p>La prima posizione \u00e8 stata bene espressa dal personaggio di Vasja Pozdny\u0161ev, che sta al centro del romanzo di Lev Tolstoj \u00abLa sonata a Kreutzer\u00bb (\u00abKrejcerova Sonata\u00bb, 1889; traduzione dal russo di Giuseppe Donnini, Roma, Gherardo Casini Editore, 1965, cap. IX):<\/p>\n<p><em>\u00ab&quot;S\u00ec, voi lo sapere&quot; riprese a dire, dopo aver riposto nel suo sacco da viaggio il t\u00e8 e lo zucchero &quot;\u00e8 il potere dispotico delle donne, di cui soffre il mondo, tutto dipende a quello.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quale potere delle donne?&quot; domandai. &quot;A dire il vero gli uomini sembran goder molti pi\u00f9 diritti delle donne.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00ec, s\u00ec, \u00e8 anche giusto quello che dite&quot; m&#8217;interruppe. &quot; Proprio quello che voglio dir anch&#8217;io; e ci\u00f2 sta a spiegare questo straordinario fenomeno, che mentre da una parte \u00e8 perfettamente vero che la donna \u00e8 ridotta al pi\u00f9 basso stato d&#8217;umiliazione, da un&#8217;altra pare va tiranneggiando. Proprio come fanno gli ebrei: dominano col denaro, e cos\u00ec largamente si rifanno d&#8217;esser tenuti in oppressione, come oppresse sono le donne. &quot;Voi ci volete soltanto mercanti? E va bene, e noi come mercanti vi governeremo a nostro talento&quot; dicono gli ebrei. &quot;Voi volete far di noi soltanto l&#8217;oggetto del vostro piacere? E va bene, noi ridotte a strumento dei vostri sensi, vi faremo schiavi&quot; dicono le donne. La donna non \u00e8 priva di diritti soltanto per il fato che non pu\u00f2 votare o far parte della giuria nei tribunali- occuparsi di tali cose non costituisce alcun diritto &#8212; \u00e8 priva di diritti perch\u00e9 nelle questioni sessuali non si trova a parit\u00e0 di condizioni dell&#8217;uomo, non pu\u00f2 godere a suo piacimento delle relazioni con un uomo, o cessarle quando ne ha voglia, o scegliersi lei l&#8217;uomo invece d&#8217;essere scelta. Mi vorrete dire che tutto ci\u00f2 \u00e8 un&#8217;indecenza; e va bene. Ma anche l&#8217;uomo non dovrebbe aver tali diritti. La donna \u00e8 priva d&#8217;ogni diritto, e l&#8217;uomo pu\u00f2 far quel che vuole. Ed ecco perch\u00e9 ella, per rivalersi della mancanza di diritti, attraverso i sensi fa quel che le pare dell&#8217;uomo, tanto che soltanto formalmente \u00e8 lui che sceglie, ma in realt\u00e0 poi \u00e8 la donna. E una volta che le sia concessa tale facolt\u00e0, va a finir che ne abusa, e pu\u00f2 disporre di un tremendo potere sugli uomini.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma dov&#8217;\u00e8 il potere che voi dite?&quot; domandai.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dov&#8217;\u00e8 questo potere? Ma dovunque e in tutto. Entrate in qualunque grande citt\u00e0 in un negozio. L\u00e0 ci sono dei milioni, non riuscirete a valutare quanto lavoro umano sia andato a finir l\u00e0 dentro; e osservate bene: nel novanta per cento di quanto quei negozi contengono c&#8217;\u00e8 qualcosa che possa servire alle necessit\u00e0 degli uomini? Tutto il lusso della vita sono le donne a richiederlo e a mantenerlo. Visitate poi le fabbriche: una parte enorme di esse producono inutili ornamenti, carrozze, mobili di lusso, aggeggi per le donne. Milioni di operai, generazioni di schiavi, piegan la schiena in questo lavoro da forzati nelle fabbriche, soltanto per soddisfare i capricci delle donne. Le donne, come regine, tengono schiavi alle pi\u00f9 dure fatiche il novanta per cento dell&#8217;umanit\u00e0. Ed ecco come fanno a vendicarsi di non esser loro a parit\u00e0 di diritti con gli uomini. Ed ecco che, mediante la loro azione sui nostri sensi, si vendicano e ci fanno cadere nei loro lacci. Proprio cos\u00ec. Le donne tale arma hanno fatto di s\u00e9 per eccitare i nostri sensi, che l&#8217;uomo non pu\u00f2 con calma rivolgersi a loro. Appena s&#8217;accosta a una donna, ne diventa come alloppiato, rimbecillisce. Anche prima, quando vedevo una signora, elegantissima in abito da sera, mi sentivo a disagio; ma ora, ora poi ne prova addirittura terrore, mi par di vedere qualcosa di pericoloso per gli uomini e di contrario alle legge,e vorrei chiamare in aiuto le guardie, per premunirmi contro un pericolo, che prendessero quella donna togliessero di mezzo quell&#8217;oggetto che pu\u00f2 recar danno a qualcuno.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Eh, voi ridete&quot; mi si rivolse gridando&quot;c&#8217;\u00e8 poco da scherzare. Sono certo che verr\u00e0 tempo, e forse presto, che gli uomini si renderanno conto do ci\u00f2 e proveranno meraviglia che si sia potuto permettere che la loro tranquillit\u00e0 debba essere insidiata dal concedere alla donna, come oggi le si concede, di ornare una persona in modo tale che serva a eccitare i nostri sensi. \u00c8 precisamente la stessa cosa che permetterle di metter trappole lungo i viali dei pubblici passeggi. Anzi, peggio! Perch\u00e9 vengon proibiti i giuochi d&#8217;azzardo, e non si proibisce alle donne d&#8217;andare in giro con abiti da prostitute, tali da risvegliare licenziosi appetiti? Esse son mille volte pi\u00f9 pericolose del giuoco!&quot;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, l&#8217;analisi di Tolstoj &#8212; ammesso e non concesso interamene che sia quella dello scrittore, e non soltanto quella del personaggio di Vasja Pozdny\u0161ev &#8211; piacer\u00e0 alle femministe quanto alla premessa generale, ossia che le donne sono oppresse dagli uomini; ma non certo nella conseguenza, ossia che esse se ne vendicano, sottoponendo gli uomini alla pi\u00f9 feroce delle tirannie, quella dei sensi. Tuttavia, a parte ci\u00f2, abbiamo definito &quot;femminista&quot; questo punto di vista, perch\u00e9 individua la causa della brama di potere delle donne nello stato di soggezione in cui il loro sesso \u00e8 tenuto dagli uomini; cosa che, se poteva esser vera nella Russia di centocinquant&#8217;anni fa, oggi, specialmente nell&#8217;Europa occidentale, e ancor pi\u00f9 negli Stati Uniti d&#8217;America, \u00e8 ben lontano dall&#8217;essere vera, anzi, \u00e8 vero ormai il contrario: che il genere maschile si trova in uno stato di soggezione nei confronti del sesso femminile.<\/p>\n<p>Potremmo fare cento esempi di questa affermazione; uno per tutti: che altro sono le proposte di legge per introdurre, nel codice penale, il reato di &quot;femminicidio&quot;, che prevede delle severe aggravanti rispetto al reato di &quot;omicidio&quot; puro e semplice, se non la pretesa di far valere, contro gli uomini, un criterio di giustizia pi\u00f9 duro e punitivo, di quanto non lo sia verso le donne? Forse che non vi sono donne, e anche ragazze giovani, che uccidono i loro genitori, i loro fidanzati, i loro mariti, i loro amanti, e persino i loro figli? O di donne che sfregiano con l&#8217;acido, per vendetta, il volto dei loro ex compagno? O di ragazzine che, dopo aver finto di fornire una prestazione sessuale a un anziano pensionato, poi lo aggrediscono, lo uccidono con sadica violenza e lo derubano? O di giovanissime sataniste che attirano una suora inerme in un luogo isolato, simulando una richiesta di soccorso, e poi l&#8217;assassinano a sangue freddo, con barbarica crudelt\u00e0? O di liceali che ammazzano la madre con decine di coltellate, istigando anche il fidanzatino a dar loro una mano &#8212; e, gi\u00e0 che ci sono, uccidono anche, con pari violenza, il proprio fratellino? Forse che non ne abbiano numerosi esempi, anche nelle cronache recenti? Senza contare che le donne, solitamente, hanno un sistema assai pi\u00f9 sottile e raffinato per eliminare i loro uomini: quello di logorarne lentamente la salute, di minare il loro organo cardiaco, di provocarne la morte per infarto, non sempre innocentemente &#8211; se &quot;innocente&quot; si pu\u00f2 dire una persecuzione tenace, incessante, pluridecennale, un sadico gusto nell&#8217;infliggere sofferenza a un compagno che, sovente, \u00e8 del tutto privo di difese, perch\u00e9 neanche si rende conto della malizia diabolica di cui \u00e8 vittima?<\/p>\n<p>Ma torniamo alla domanda iniziale. A nostro parere, Tolstoj aveva torto: era un ingenuo (e il suo rapporto con la propria moglie starebbe a dimostrarlo), come lo sono quasi sempre gli uomini, quando si parla delle donne, condizionati come sono dalla suggestione della figura materna. Anche quelli che simulano il pi\u00f9 alto grado di cinismo, non arrivano a concepire nemmeno la decima parte della raffinatezza con cui le donne, nella maggior parte dei casi, portano a buon fine la loro strategia di potere: che \u00e8 connaturata al loro sesso, e che solo una societ\u00e0 nella quale vi sia consapevolezza di ci\u00f2, riesce a tenere a freno. Anche Dante aveva chiaro questo concetto, come si vede nel canto XV del \u00abParadiso\u00bb (vv. 100-108): \u00ab Non avea catenella, non corona, \/ non gonne contigiate, non cintura \/ che fosse a veder pi\u00f9 che la persona. \/ Non faceva, nascendo, ancor paura \/ la figlia al padre, ch\u00e9 &#8216;l tempo e la dote \/ non fuggien quinci e quindi la misura. \/ Non avea case di famiglia v\u00f2te; \/ non v&#8217;era giunto ancor Sardanapalo \/ a mostrar ci\u00f2 che &#8216;n camera si puote\u00bb. \u00c8 sana una societ\u00e0 nella quale la naturale vanit\u00e0 della donna, il suo desiderio di piacere per conquistare un ascendente e per esercitare un sottile, ma implacabile dominio sull&#8217;uomo, \u00e8 tenuta a freno: dove il bel vestito (o il vestito indecente, che mostra quasi tutto ci\u00f2 che dovrebbe coprire) non diventa pi\u00f9 importante della persona, con le sue qualit\u00e0 morali; e dove il rapporto sessuale fra uomo e donna non si trasforma in una esasperata ricerca del piacere fine a se stesso, con totale esclusione della procreazione.<\/p>\n<p>Esprimere simili idee, al giorno d&#8217;oggi, sarebbe talmente impopolare, per non dire pericoloso, che praticamente nessuno osa farlo; anche perch\u00e9 aleggia nell&#8217;aria il solito ricatto del <em>politically correct<\/em>: se non si crede alla assoluta parit\u00e0 di diritti fra uomo e donna, allora si \u00e8 dei biechi maschilisti, cio\u00e8 degli implacabili nemici della donna. Niente affatto: noi respingiamo sia il ricatto, sia la sequenza logica. Ritenere che, nell&#8217;anima femminile, vi sia la tendenza al dominio, mediante la strategia della seduzione sessuale, non equivale n\u00e9 a essere maschilisti, n\u00e9, tanto meno, a essere dei nemici delle donne. Il nemico della donna \u00e8 un povero essere malato, perch\u00e9 la misoginia \u00e8 una forma di paura mascherata da disprezzo, cio\u00e8 una patologia. Al contrario: molte donne, e le migliori, con le quali ci \u00e8 accaduto di confrontarci su questo argomento, si sono mostrate sostanzialmente d&#8217;accordo con l&#8217;analisi che abbiamo fatto. Essere amici delle donne non significa dare loro ragione, sempre e comunque: questo non \u00e8 essere amici, ma servi, o, peggio, spregiatori mascherati da ammiratori&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna \u00e8 posseduta da una cieca brama di potere; molto pi\u00f9 dell&#8217;uomo. 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