{"id":24693,"date":"2011-10-28T10:36:00","date_gmt":"2011-10-28T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/28\/ci-sara-mai-redenzione-per-le-donne-dannate-di-baudelaire-divise-fra-desiderio-e-rimorso\/"},"modified":"2011-10-28T10:36:00","modified_gmt":"2011-10-28T10:36:00","slug":"ci-sara-mai-redenzione-per-le-donne-dannate-di-baudelaire-divise-fra-desiderio-e-rimorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/28\/ci-sara-mai-redenzione-per-le-donne-dannate-di-baudelaire-divise-fra-desiderio-e-rimorso\/","title":{"rendered":"Ci sar\u00e0 mai redenzione per le \u00abdonne dannate\u00bb di Baudelaire, divise fra desiderio e rimorso?"},"content":{"rendered":"<p>Pochi scrittori hanno saputo cogliere con cos\u00ec intensa drammaticit\u00e0 la condizione ambivalente della creatura umana davanti al peccato: di attrazione e desiderio, ma anche di rimorso e senso di colpa; e poi, in una sorta di allucinante gioco degli specchi, ancora di quel particolare godimento che scaturisce proprio dalla volont\u00e0 di autopunizione, e cos\u00ec via all&#8217;infinito, in una spirale senza pace e senza fine.<\/p>\n<p>Questa dialettica, questo alternarsi di amore e morte, di brama carnale e intimo turbamento, \u00e8 particolarmente evidente in due poesie dei \u00abFleurs du Mal\u00bb (il cui titolo originale e non poco &quot;scandaloso&quot;, ricordiamolo, era appunto \u00abLes Lesbiennes\u00bb), entrambe intitolate \u00abFemmes damn\u00e9es\u00bb e la prima delle quali, condannata in tribunale nel 1857 e, pertanto, scorporata dalla raccolta, porta il sottotitolo \u00abDelphine et Hippolyte\u00bb; ad esse si pu\u00f2 aggiungere, per affinit\u00e0 tematica, \u00abLesbos\u00bb (essa pure condannata).<\/p>\n<p>\u00abDelphine et Hippolyte\u00bb, giova ricordarlo, ha ispirato anche un famosissimo quadro di Gustave Courbet, intitolato appunto \u00abFemmes damn\u00e9es\u00bb (noto anche come \u00abIl sonno\u00bb, \u00abLe dormienti\u00bb o \u00abLa pigrizia e la lussuria\u00bb), che venne rifiutato al \u00abSalon\u00bb parigino del 1864 ed esposto poi a Bruxelles; opera in cui specialmente la figura di Delphine \u00e8 stata giudicata uno dei pi\u00f9 bei nudi femminili nella storia della pittura, non solo moderna.<\/p>\n<p>In questo gruppo di composizioni di Baudelaire il dissidio delle protagoniste, guardate dall&#8217;autore con piet\u00e0 e con viva partecipazione umana, ruota intorno ad un conflitto insormontabile fra le ragioni dell&#8217;amore e quelle della morale, per cui la riflessione va molto oltre il tema specifico degli amori lesbici e dell&#8217;omosessualit\u00e0 femminile, per investire una condizione tipicamente umana: il dissidio fra l&#8217;aspirazione generosa alla Purezza (intesa in senso meramente estetico), alla Bellezza, all&#8217;Assoluto e la inesorabile distinzione del Bene e del Male, che introduce il senso del peccato e della colpa.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 qualcosa di grandiosamente tragico in queste eroine dell&#8217;amore &quot;puro&quot;, nel senso di assoluto, e nella totale, incondizionata abnegazione, se cos\u00ec la possiamo chiamare, con cui si gettano a corpo morto nelle profondit\u00e0 abissali dell&#8217;amore, quasi pagane sacerdotesse dell&#8217;Eros; nel loro protendersi verso un sogno di pienezza, di felicit\u00e0, di trascendenza, se potessimo adoperare quest&#8217;ultima parola per indicare una dimensione &quot;altra&quot; che, per\u00f2, risiede nella dimensione del finito, anzi, nei brividi voluttuosi della sensualit\u00e0, dopo l&#8217;abbattimento dell&#8217;ultima frontiera e dopo la soppressione delle ultime esitazioni.<\/p>\n<p>Il loro dramma consiste proprio in questo andare oltre il limite, in questo precipitarsi in un&#8217;estasi che non d\u00e0 gioia, ma torbidi trasalimenti ed oscuri languori, popolati dagli spettri paurosi del rimorso; si direbbe che il Poeta, davanti ad esse, provi un sentimento di commozione molto simile a quello di Dante di fronte a Francesca, nel quinto canto dell&#8217;\u00abInferno\u00bb; le condanna dal punto di vista della morale, e tuttavia non pu\u00f2 fare a meno di domandarsi, insieme a loro: che cosa hanno da spartire l&#8217;amore e la morale? Come osa la morale giudicare ci\u00f2 che appartiene all&#8217;incondizionato, al regno della pura bellezza e che perci\u00f2, come direbbe Nietzsche, si pone di necessit\u00e0 al di l\u00e0 di ci\u00f2 che l&#8217;umanit\u00e0 suole chiamare il Bene ed il Male?<\/p>\n<p>Tuttavia, se la riflessione di Baudelaire si fermasse qui, potremmo dire che egli non si \u00e8 spinto oltre un livello assai modesto di approfondimento; un livello che, come sar\u00e0 poi per Joris Karl Huysmans, si ferma a mezza via tra la saziet\u00e0 del piacere ed una nuova, pi\u00f9 sottile e diabolica forma di piacere, che nasce appunto dal cercarlo con rimorso e cattiva coscienza, raddoppiandone cos\u00ec la potenza.<\/p>\n<p>In Baudelaire, invece, c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro: c&#8217;\u00e8, implicita o esplicita, la domanda se per queste donne dannate, straziate a sangue dal desiderio e dal senso di colpa, e, dunque, metafora di una condizione umana universale, esista una possibilit\u00e0 di effettiva redenzione.<\/p>\n<p>Effettiva e non illusoria, n\u00e9 mescolata al piacere pi\u00f9 acre, ma ancora pi\u00f9 intenso, prodotto dalla volont\u00e0 di espiare, castigando quel corpo eternamente bramoso di volutt\u00e0; ma castigandolo in modo da riportare su di esso tutta l&#8217;attenzione, tutta la sensibilit\u00e0 esasperata che, prima, erano rivolte alla esplicita ricerca della soddisfazione sensuale.<\/p>\n<p>Ha scritto Massimo Colesanti (in: C. Baudelaire, \u00abI fiori del male\u00bb, traduzione di C. Rendina, Newton Compton, Roma, 1998, 2004, pp.274-75; 338-39):<\/p>\n<p>\u00ab&quot;Femmes damn\u00e9es&quot; &#8230; \u00e8 fra le poesie pi\u00f9 dilacerate de &quot;I fiori del male&quot; e quella in cui il gusto e il disgusto del piacere sono pi\u00f9 interiorizzati., e come strettamente contemporanei e connessi. Una dualit\u00e0 quindi profondamente drammatica, nella coesistenza di desiderio e di rimorso, di grida di godimento e di lacrime. \u00c8 molto probabilmente poesia giovanile, se avrebbe dovuto far parte, come tutto lascia pensare, della raccolta progettata &quot;Les Lesbiennes&quot;, insieme con l&#8217;altra poesia omonima, che ha ilo sottotitolo di &quot;Delphine et Hippolyte&quot;, molto pi\u00f9 lunga e complessa, ma a questa abbastanza vicina, e almeno con &quot;Lesbois&quot;, da cui questa invece si allontana non poco. Ma certamente fu ripresa e modificata in seguito, fino ad avere questa forma definitiva, dall&#8217;impianto classico, suddivisa fra una prima parte (strofa I) introduttiva &#8212; uno sguardo d&#8217;insieme, con indubbie reminiscenze virgiliane -, una seconda parte, pi\u00f9 particolareggiata, e come di enumerazione e di rassegna, ma in crescendo (strofe II-IV), e una terza tipica del procedimento baudelairiano, in cui il poeta esprime direttamente il suo sentimento di comprensione (le ultime due strofe). Baudelaire &quot;sfrutta&quot; certo una letteratura gi\u00e0 molto ricca sugli amori saffici, sia in prosa (oltre a &quot;La religieuse&quot; di Diderot, ricordiamo &quot;Fragoletta&quot;, 1829, di Latouche; &quot;Mademoiselle de Maupin&quot;, 1834, di Gautier; la stessa &quot;Fille aux yeux d&#8217;or&quot; di Balzac, per cui vedi &quot;Une martyre&quot; dello stesso Baudelaire), sia in versi e a tatro (Banville, Houssaye, Pilox\u00e8ne Boyer), cos\u00ec come riflette costumi abbastanza diffusi nella sua epoca (anche se spesso deformati da pettegolezzi e calunnie, specie fra le attrici (e pensiamo alla &quot;relazione&quot; G. Sand-Marie Dorval), e sembra che la stessa Jeanne Duval [cio\u00e8 l&#8217;amante di Baudelaire] non fosse esente da questa tendenza. Ma egli guarda le cose pi\u00f9 dall&#8217;alto, da un punto di vista esistenziale. S&#8217;interessa questi amori non in modo morboso, ma umanamente. \u00c8 di sicuro attratto da quel che di &quot;innaturale&quot; essi rappresentano, contro la fecondit\u00e0, ma soprattutto dalla dannazione di queste donne (il titolo qui non \u00e8 certo un&#8217;antifrasi), dal senso del peccato che le coinvolge, dall&#8217;aspirazione all&#8217;assoluto, all&#8217;infinito, che esse esprimono e conservano anche nella loro tormentata depravazione. [&#8230;]<\/p>\n<p>&quot;Delphine et Hyppolite&quot; [&#8230;] nella prima edizione del 1857 precedeva immediatamente l&#8217;altra poesia dallo stesso titolo e seguiva &quot;Lesbos&quot;, che serve da introduzione ad entrambe. Anche questa poesia avrebbe dovuto far parte sicuramente delle &quot;Lesbiennes&quot;. \u00c8 forse meno bella, perch\u00e9 pi\u00f9 diffusa e complessa, dell&#8217;altra omonima, e pu\u00f2 dividersi in tre parti. Nella prima (strofe I-VI) il poeta presenta le due donne, in un ambiente languido voluttuoso, profumato, e in una contrapposizione simmetrica: Hippolyte, sognante, candida,ma stupefatta e turbata (vv. 1-12); Delphine, aggressiva, e come in agguato ancora del prossimo piacere (vv. 13-24). Una bellezza fragile ed una bellezza forte, una vittima e un &quot;carnefice&quot;,che, prima di affrontarsi ancora, si contemplano o si squadrano. Segue poi una lunga parte dialogata (strofe VII-XXI), e anch&#8217;essa simmetrica, con due interventi di Delphine, che tenta, che insinua, che spinge, e due di Hippolyte, che prima resiste, sempre pi\u00f9 debolmente, in preda a timori, a sofferenze, a inquietudini, ma che si rende conto della spirale voluttuosa che la trascina verso la perdizione; e poi s&#8217;infiamma, decisa a lasciarsi annullare nella vertigine di amore e di morte. Nella terza parte (strofe XXII-XXVI), il poeta riprende la parola, in tono un po&#8217; diverso (tanto che si \u00e8 pensato, in base anche ad un accenno di Poulet-Malassis) che Baudelaire l&#8217;abbia composta e aggiunta poco prima della pubblicazione, e proprio in vista di un probabile intervento giudiziario); e il discorso \u00e8 analogo a quello dell&#8217;altra &quot;Femmes damn\u00e9es&quot;, di commiserazione e di piet\u00e0, per queste lamentevoli vittime del peccato, ma anche del desiderio, della seta d&#8217;amore e d&#8217;infinito che ci assilla tutti nel nostro destino. Pi\u00f9 che idee nuove rispetto a &quot;Lesbos&quot; e alla seconda &quot;Femmes damn\u00e9es&quot;, c&#8217;\u00e8 qui un&#8217;abbondanza di immagini, e di particolari e d situazioni erotiche, pur se espressi con molta delicatezza e discrezione, che certamente avranno &quot;convinto&quot; i giudici alla condanna.\u00bb<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di una redenzione, dunque:.<\/p>\n<p>Esiste oppure no, per queste infelici, per queste sventurate, che il poeta sembra guardare ora con accenti di condanna (non per nulla sono &quot;dannate&quot;), ora di profonda piet\u00e0, ora con una sorta di segreta ammirazione per la loro totale, &quot;eroica&quot; dedizione ad un ideale di amore e di bellezza assoluti, incuranti delle leggi morali, chiamiamole cos\u00ec, &quot;ordinarie&quot;?<\/p>\n<p>In altre parole: \u00e8 possibile una sorta di doppia morale: una per le persone che vivono in superficie le proprie passioni ed i propri sentimenti, l&#8217;altra per quelle che hanno il tremendo coraggio di spingersi sino in fondo; una per coloro che amano poco, ed una per quei coraggiosi che osano amare con tutta la propria anima, senza limite alcuno?<\/p>\n<p>La risposta, sempre assumendo la prospettiva di Baudelaire, \u00e8 quanto meno dubbia, se non esplicitamente ed irrevocabilmente negativa.<\/p>\n<p>Il poeta francese non lascia molti margini di speranza a questo proposito; e ci sembra veramente riduttivo, e poco rispettoso della sua seriet\u00e0 e coerenza intellettuali, osservare che, forse, la parte finale di \u00abDelphine et Hippolyte\u00bb \u00e8 stata pensata, o magari aggiunta, proprio per cautelarsi in vista dei un probabile processo per oltraggio al pudore.<\/p>\n<p>\u00abDescendez, discende, lamentables victimes,<\/p>\n<p>Discendez le chemin de l&#8217;enfer \u00e9ternel!<\/p>\n<p>Plongez au plus profond du gouffre, o\u00f9 tous les crimes,<\/p>\n<p>Flegell\u00e9s par un vent qui ne vient pas du ciel<\/p>\n<p>Boillonnent p\u00eale-m\u00eale avec un bruit d&#8217;orage<\/p>\n<p>Ombres folles, courez au but de vos d\u00e9sirs;<\/p>\n<p>Jamais vous ne pourrez assouvir votre rage,<\/p>\n<p>Et votre ch\u00e2timent na\u00eetra de vos palisirs.<\/p>\n<p>Jamais un rayon frais n&#8217;\u00e9claira vos caverns;<\/p>\n<p>Par les fentes des murs des miasmes fi\u00e9vreux<\/p>\n<p>Filtrent en s&#8217;enflammant ainsi que des lanterns<\/p>\n<p>Et p\u00e9n\u00e8trent vos corps de leurs parfums affreux.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00e2pre st\u00e9rilit\u00e9 de votrte jouissance<\/p>\n<p>Alt\u00e8re votre soif et roidit votre peau,<\/p>\n<p>Et le vent furibond de la concupiscence<\/p>\n<p>Fait claquer votre chair ainsi qu&#8217;un vieux drapeau.<\/p>\n<p>Loin des peoples vivants, errantes, condamn\u00e9es,<\/p>\n<p>\u00c0 travers les deserts courez comme les loups;<\/p>\n<p>Faites votre destin, \u00e2mes d\u00e9sordonn\u00e9es,<\/p>\n<p>Et fuyez l&#8217;infini que vous portez en vous!\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure, proprio alla fine, un tenuissimo spiraglio sembra aprirsi, come uno squarcio fugace nel cielo tempestoso: le donne dannate fuggono l&#8217;infinito che giace dentro di loro: dunque, in esse vi \u00e8 l&#8217;infinito e il loro peccato non \u00e8 quello di averlo ignorato o di avergli voltato le spalle, ma di averlo cercato l\u00e0 dove non poteva essere, l\u00e0 dove soffiano solo dei venti che non vengono dal cielo, ma dall&#8217;inferno, perenne castigo delle anime criminali.<\/p>\n<p>E questo, dunque, \u00e8 il loro crimine: aver cercato l&#8217;infinito nel finito, l&#8217;assoluto nel relativo, l&#8217;eterno nel temporale; aver assolutizzato il corpo, averlo adorato, averlo idolatrato: il corpo delle proprie simili, dunque il corpo di una unione sterile, di un amore infecondo e innaturale.<\/p>\n<p>Quella scintilla d&#8217;infinito, per\u00f2, che \u00e8 dentro di loro, potrebbe, chi lo sa?, risvegliare in loro un altro anelito, un&#8217;altra sete, un&#8217;altra febbre: quella, appunto, della redenzione.<\/p>\n<p>Ma ne saranno capaci, loro, le pagane sacerdotesse dell&#8217;Eros, che si aggirano come lupe insaziabili nei deserti infuocati della concupiscenza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi scrittori hanno saputo cogliere con cos\u00ec intensa drammaticit\u00e0 la condizione ambivalente della creatura umana davanti al peccato: di attrazione e desiderio, ma anche di rimorso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[131,148,224],"class_list":["post-24693","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-etica","tag-friedrich-nietzsche","tag-poesia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24693","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24693"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24693\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24693"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24693"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24693"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}