{"id":24692,"date":"2015-07-28T04:15:00","date_gmt":"2015-07-28T04:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-donna-la-seduzione-lamore-nel-mondo-greco-e-oggi\/"},"modified":"2015-07-28T04:15:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:15:00","slug":"la-donna-la-seduzione-lamore-nel-mondo-greco-e-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-donna-la-seduzione-lamore-nel-mondo-greco-e-oggi\/","title":{"rendered":"La donna, la seduzione, l\u2019amore nel mondo greco e\u2026 oggi"},"content":{"rendered":"<p>C4rediamo di sapere tutto, o quasi tutto, della civilt\u00e0 greca, e specialmente dei suoi aspetti culturali, affettivi, sessuali, per il fatto che la documentazione di cui possiamo disporre &#8212; sia quella letteraria, sia quella figurativa &#8212; \u00e8, effettivamente, imponente. Ma una cosa \u00e8 disporre di numerose fonti su un certo argomento, e un&#8217;altra cosa \u00e8 saperle interpretare nella giusta maniera: la nostra prospettiva, infatti, quanto pi\u00f9 si allontana nel tempo, tanto pi\u00f9 tende a deformare l&#8217;oggetto della nostra ricerca, portandoci a delle conclusioni che sono in accordo con il nostro modo di sentire e di pensare, ma non altrettanto con quello delle societ\u00e0 che hanno preceduto la nostra. Abbiamo gi\u00e0 delle grosse difficolt\u00e0 a capire veramente quel che provavano e facevano i nostri nonni e bbisnonni della societ\u00e0 contadina di due o tre generazioni prima della nostra: figuriamoci cosa significa capire veramente l&#8217;atteggiamento degli uomini che vissero, in un Paese diverso dal nostro, duemilacinquecento anni prima di noi.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo greco e l&#8217;amore, quindi (e, naturalmente, la donna greca e l&#8217;amore): crediamo di conoscere abbastanza bene il significato di questa espressione, ma forse le cose non stanno proprio cos\u00ec. Allora, incominciamo con il dire, per primissima cosa, che, per l&#8217;uomo greco, l&#8217;amore soltanto &#8212; insieme alla gloria &#8211; rende la vita degna di essere vissuta: una vita senza amore non \u00e8 vita; ma l&#8217;amore non \u00e8, tranne che in Platone, dolce incontro di anime, bens\u00ec gioia sensuale di corpi, riservata unicamente ai giovani.<\/p>\n<p>Parrebbe che, per la societ\u00e0 greca, profondamente pervasa di un naturalismo e di un estetismo che si potrebbe definire giovanilistico, le persone di una certa et\u00e0 non abbiano pi\u00f9 il diritto di amare; e che le persone prive di avvenenza non lo abbiano affatto, n\u00e9 da giovani, n\u00e9 da vecchie. Socrate, che &#8212; non essendo n\u00e9 bello, n\u00e9 giovane &#8211; adesca i ragazzini in palestra, ma dandosi l&#8217;aria di essere a tutt&#8217;altre cose interessato, e con la tecnica di lasciarsi, lui, corteggiare e sedurre, \u00e8 l&#8217;eccezione che conferma la regola.<\/p>\n<p>La terza limitazione che colpisce noi moderni, nell&#8217;atteggiamento della cultura greca verso l&#8217;amore &#8212; dopo quella relativa alla l&#8217;et\u00e0 e dopo quella relativa alla bellezza &#8212; riguarda il genere sessuale: si direbbe che, per un Greco, innamorarsi di una donna sia una forma di pazzia, oltre che di debolezza; mentre non stupisce affatto, anzi, semmai desta comprensione e persino invidia, il fatto che un uomo maturo perda la testa per un bel ragazzino. E anche questo \u00e8 un aspetto che ci \u00e8 duro da mandar gi\u00f9, ma che risulta assolutamente impossibile ignorare: e quegli studiosi del mondo greco che voltano la testa dall&#8217;altra parte, per non vederlo, peccano, puramente e semplicemente, di somma ipocrisia.<\/p>\n<p>L&#8217;omosessualit\u00e0 maschile dilaga nell&#8217;antica Grecia, e, quel che pi\u00f9 importa, \u00e8 teorizzata dai filosofi, idealizzata dagli storici (vedi il casi dei tirannicidi Armodio e Aristgitone), cantata dai poeti, glorificata dalla tradizione epica &#8212; Achille e Patroclo, per esempio; o i trecento Spartani che caddero alle Termopili per fermare l&#8217;esercito persiano, e che pare proprio fossero centocinquanta coppie di amanti omosessuali. Quanto all&#8217;omosessualit\u00e0 femminile, i versi composti da Saffo per eternare l&#8217;amore che ella ha provato per le sue giovanissime discepole ed amanti, sono quanto mai eloquenti: anche se, pure in questo caso, molti storici della letteratura hanno fatto come gli struzzi e messo la testa sotto la sabbia, pur di non ammettere che quei versi erano d&#8217;ispirazione erotica, e non delle romantiche nostalgie spirituali.<\/p>\n<p>Scrive Angelo Roncoroni (in: A. Roncoroni e altri, \u00abDocumenta humanitatis\u00bb, Milano, Signorelli, 2006, vol. 1, tomo B, pp. 112-3):<\/p>\n<p>\u00abNel libro XIV dell&#8217;&quot;Iliade&quot; alla dea Era si presenta la necessit\u00e0 di distogliere l&#8217;attenzione del marito Zeus dal combattimento, che sta volgendo al peggio per gli achei; per raggiungere il suo scopo mette in atto tutte le arti della seduzione, grazie al cinto ottenuto in prestito da Afrodite, che contiene tutti gli incantesimi d&#8217;amore. Quando infatti Zeus vede Era, subito la invita ad appartarsi con lui in un incontro d&#8217;amore (vv. 294-297; 314-316):<\/p>\n<p>&quot;Come la vide, cos\u00ec l&#8217;amore avvolse il suo cuore avveduto \/ come quando per la prima volta si unirono in amore \/ entrando nel letto, di nascosto ai loro genitori. \/ Le stette vicino e le rivolse parola dicendo cos\u00ec: \/ [&#8230;] Vieni qui ora, stendiamoci e facciamo ,&#8217;amore. \/ Mai una volta in questo modo desiderio di dea o di donna \/ vinse il mio cuore spargendosi nel petto [&#8230;].<\/p>\n<p>E poich\u00e9 Era lo invita a raggiungere con lui la camera nuziale, per evitare che sguardi indiscreti assistano alle loro effusioni amorose, Zeus la tranquillizza promettendole che una nube avvolger\u00e0 gli amanti sottraendoli alla vista di tutti; poi il racconto si conclude cos\u00ec: (vv. 346-353):<\/p>\n<p>&quot;Cos\u00ec disse, e il figlio di Crono strinse tra le braccia la sua sposa: \/ sotto di loro la terra divina fece germinare tenera erba \/ e loro rugiadoso e croco e anche giacinto \/ fitto e morbido, che da sotto faceva da schermo alla terra. \/ Su questa giacquero in amore e si coprirono con una nuvola \/ splendida d&#8217;oro: cadevamo gocce splendenti di rugiada. \/ Cos\u00ec, tranquillo il padre si addorment\u00f2, sulla cima del G\u00e0rgaro, \/ domato dal sonno e dall&#8217;amore, e teneva tra le braccia la sposa.&quot; [&#8230;]<\/p>\n<p>La medesima dinamica d&#8217;amore governa la scena di cui \u00e8 protagonista il poeta lirico Archiloco (VII sec. a. C.) con la sorella minore di quella Neob\u00f9le che gi\u00e0 gli era stata promessa in moglie e poi rifiutata dal padre Licambe. In questo caso (&quot;Papiro di Colonia&quot;, vv. 28-35) l&#8217;iniziativa della seduzione non parte dalla donna come in Omero, ma dall&#8217;uomo, alle cui &quot;avances&quot; la ragazza oppone resistenze assai deboli, finch\u00e9 i due si appartano su un prato erboso:<\/p>\n<p>&quot;Cos\u00ec io dicevo; e, presa la ragazza, tra i fiori rigogliosi la distesi; con un morbido mantello \/ la coprii, cingendole il collo con le braccia, \/ mentre tremava di paura come una cerva. \/ Dolcemente con le mani la accarezzai tra i seni, \/ dove la pelle mostrava il fresco arrivo di giovinezza, \/ e tutto il suo corpo splendido abbracciando \/ emisi la bianca forza, toccando il pube biondo.&quot; [&#8230;]<\/p>\n<p>Ma quello che conta \u00e8 che, fin dalle origini pi\u00f9 remote della nostra cultura, l&#8217;amore sia stato rappresentato con tratti che sostanzialmente sono rimasti immutati nei secoli, come il piacere che rende la vita degna di essere vissuta, tanto che, quando non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 amore, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 vita, come asserisce il poeta Mimnermo (VII sec. a. C.) nel fr. I West:<\/p>\n<p>&quot;Quale vita, quale dolcezza senza Afrodite d&#8217;oro? \/ Possa io morire quando non mi saranno pi\u00f9 cari \/ l&#8217;amore segreto e i doni dolci come il miele e il letto, \/ che sono i doni fugaci di giovinezza \/ per gli uomini e per le donne. Quando poi subentri \/ dolorosa vecchiaia, che brutto e noioso rende l&#8217;uomo, \/ sempre gli stanno nel cuore i tristi affanni \/ n\u00e9 gioisce vedendo la luce del sole, \/ ma odioso \u00e8 per i fanciulli, spregevole per le donne. \/ Tanto amara il dio ha reso la vecchiaia.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Senza la giovinezza, dunque, l&#8217;amore non esiste: esso \u00e8 un bene riservato ai giovani; e, senza la giovinezza, non esiste gioia, ma soltanto amarezza, solitudine, addirittura odio e disprezzo da parte degli altri, cio\u00e8 dei giovani, quelli che possono amare.<\/p>\n<p>Tale, indubbiamente, \u00e8 la sconsolata visione dell&#8217;Eros presso l&#8217;uomo greco; visione che, a sua volta, egli trasmette all&#8217;uomo romano, il suo conquistatore e dominatore, ma anche la sua creatura culturale ed il suo legittimo erede spirituale, al quale ha insegnato tutto quel che aveva da insegnare, sino a farne una sorta di copia di se stesso. Infatti l&#8217;ultima voce dell&#8217;elegia latina, il poeta Massimiano (vissuto all&#8217;incirca dal 490 al 560 dopo Cristo) lamenta, nei suoi versi, l&#8217;infinita tristezza del corpo invecchiato, cui pi\u00f9 non sorridono le gioie d&#8217;amore, pur se il desiderio non \u00e8 spento, ma langue insoddisfatto nella carne ormai stanca. Leopardi doveva avere ben presente questo autore, quando, ne \u00abIl passero solitario\u00bb, scrive: \u00abA me, se di vecchiezza \/ la detestata soglia \/ evitar non impetro, \/ quando muti questi occhi all&#8217;altrui core, \/ e lor fia voto il mondo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 come se, nella lirica di Massimiano, l&#8217;elegia erotica latina, erede di quella greca, si ravvoltolasse nella sua stessa disperazione e scendesse nell&#8217;ultimo girone dello sconforto: insopportabile tristezza \u00e8 quella di chi vive ricordando gli amori della felice giovent\u00f9, dai quali una distanza incolmabile lo divide, e accresce la sua desolazione con il rimpianto delle occasioni perdute. Vi si sente tutto il rincrescimento per la carne stanca, tutto il peso della solitudine e l&#8217;amarezza sconfinata per una condizione senile che non attenua il desiderio, n\u00e9 rende pi\u00f9 saggi e distaccati, ma lascia il cuore pieno di brame insoddisfatte, di rimpianti, di atroci nostalgie per la felicit\u00e0 perduta: \u00e8 come se il corpo avvizzito si guardasse desolatamente allo specchio, con amaro e voluttuoso compiacimento, di quella volutt\u00e0 acre e masochista che induce talvolta colui che soffre a rigirare, con le proprie mani, il coltello nella piaga.<\/p>\n<p>Alla donna, dunque, nel mondo greco, non resta un grande spazio d&#8217;azione, nei rapporti amorosi con l&#8217;uomo, il quale le preferisce i giovinetti, mentre si ricorda di lei quasi solo per sposarsi e avere dei figli che prepetuino la sua stirpe. E tuttavia, talvolta, accade che l&#8217;uomo s&#8217;innamori proprio di una donna, come nel caso di Pericle con di Aspasia di Mileto: ma Aspasia, appunto, non \u00e8 che una et\u00e8ra, non \u00e8 una moglie; o come nel caso dell&#8217;oratore Iperide con la bellissima Frine: altra et\u00e8ra famosa, la cui avvenenza mette a tacere, quando il suo amante ne scopre il corpo nudo, perfino i giudici che avrebbero voluto condannarla. All&#8217;uomo greco, se per caso gli capita d&#8217;innamorarsi realmente di una donna (e sembra che Pericle, come uomo dalle tendenze eterosessuali, rappresenti piuttosto l&#8217;eccezione che la regola), non \u00e8 per sua moglie che perde la testa, o per quella che finir\u00e0 per sposare, ma per una donna pubblica: esperta nelle arti della seduzione e del piacere, colta, elegante, raffinata, buona conversatrice, danzatrice, musicista.<\/p>\n<p>In fondo, all&#8217;uomo greco non piace l&#8217;idea che a sedurlo potrebbe essere sua moglie: egli \u00e8 un sensuale e non ha nulla contro il fatto di lasciarsi sedurre; ma \u00e8 anche un conservatore, e quella libert\u00e0 e quella disinvoltura che una donna deve sfoderare, per poter riuscire seducente, non sono precisamente le doti che lui apprezza in una moglie, ma, pressoch\u00e9 inevitabilmente, quelle che egli pu\u00f2 trovare in un rapporto mercenario con una donna pubblica. Le mogli devono stare in casa e badare ai figli: per questo gli uomini le sposano, e non per parlare loro di filosofia, non per portarle ai banchetti, n\u00e9 per essere sedotti da loro sul piano sessuale. Perch\u00e9, in assenza di eguaglianza giuridica e morale fra i due generi, maschile e femminile, il piacere sessuale crea un rapporto gerarchico, che poi \u00e8 un rapporto di potere, nel quale l&#8217;uomo, se si lascia dominare dalla passione dei sensi, rischia di perdere la propria autorevolezza e, con essa, anche la propria superiorit\u00e0 socialmente riconosciuta. Quando l&#8217;amore sessuale esula dalla prospettiva della procreazione, non \u00e8 che pura ricerca del piacere: e non \u00e8 un buon segno, per la moralit\u00e0 di una moglie, che ella sappia sedurre con le arti del piacere. Meglio che sia ingenua, in quell&#8217;ambito, e perci\u00f2 maldestra, purch\u00e9 sappia dare all&#8217;uomo tanti figli, sani e robusti.<\/p>\n<p>Abbiamo visto che Mimnermo, uno dei poeti greci dell&#8217;et\u00e0 arcaica, parla dell&#8217;amore esattamente come fa Massimiano, il poeta latino della pi\u00f9 tarda antichit\u00e0: oltre un millennio separa i due autori, ma l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo greco e di quello romano non \u00e8 mutato, non ha subito evoluzioni o ripensamenti, non ha conosciuto l&#8217;esperienza della crisi o della rielaborazione. \u00c8 rimasto fermo, puramente e semplicemente. Perch\u00e9 tale atteggiamento possa modificarsi, sar\u00e0 necessario che un&#8217;altra corrente spirituale e filosofica, quella ispirata dalla nuova religione cristiana, irrompa come un giovane torrente impetuoso nella lenta e pigra corrente della civilt\u00e0 classica. La donna cristiana non sar\u00e0 pi\u00f9 la sposa o l&#8217;et\u00e8ra, ma la vera compagna dell&#8217;uomo, secondo l&#8217;insegnamento biblico che parte dal racconto di Adamo ed Eva e giunge fino al modello evangelico e paolino, ove troviamo un tipo di donna che, se non appare socialmente &quot;emancipata&quot;, secondo le concezioni moderne, democratiche ed egualitarie, \u00e8, nondimeno, assai pi\u00f9 vicina ad esse, che non a quelle precedenti, proprie della cultura greca e romana (e anche di quella giudaica).<\/p>\n<p>La donna cristiana non ha pi\u00f9 bisogno di sedurre, per far innamorare: il suo fascino \u00e8 soprattutto di natura spirituale, come si vede nello stupendo \u00abCantico dei cantici\u00bb (anche se i cristiani lo hanno interpretato, per secoli, in chiave puramente allegorica, vedendo la Chiesa nella figura della sposa, e Cristo in quella dello sposo). Non \u00e8 stata piccola cosa: uomo e donna, finalmente, si sono ritrovati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C4rediamo di sapere tutto, o quasi tutto, della civilt\u00e0 greca, e specialmente dei suoi aspetti culturali, affettivi, sessuali, per il fatto che la documentazione di cui<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[211],"class_list":["post-24692","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-omosessualismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24692\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}