{"id":24687,"date":"2009-04-09T07:16:00","date_gmt":"2009-04-09T07:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/09\/ma-una-certa-idea-della-dona-restera-sempre-come-un-sogno-di-pace-e-di-bellezza\/"},"modified":"2009-04-09T07:16:00","modified_gmt":"2009-04-09T07:16:00","slug":"ma-una-certa-idea-della-dona-restera-sempre-come-un-sogno-di-pace-e-di-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/09\/ma-una-certa-idea-della-dona-restera-sempre-come-un-sogno-di-pace-e-di-bellezza\/","title":{"rendered":"Ma una certa idea della dona rester\u00e0 sempre come un sogno di pace e di bellezza"},"content":{"rendered":"<p>Uomo e donna sono destinati a non comprendersi mai sino in fondo, perch\u00e9 &#8211; con buona pace di un certo femminismo, secondo il quale il sesso femminile \u00e8 stato costruito a tavolino attraverso una discriminazione educativa &#8211; esiste, fra essi, una differenza ontologica ineliminabile (ne abbiamo gi\u00e0 parlato nell&#8217;articolo \u00abL&#8217;uomo e la donna sono destinati a non capirsi, perch\u00e9 i loro mondi sono incommensurabili\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Questo non significa che l&#8217;uomo e la donna non possano aiutarsi l&#8217;un l&#8217;altra e farsi del bene, trasformando il loro incontro in una esperienza preziosa e tale da sostenerli reciprocamente nell&#8217;impervio cammino della vita. Tuttavia, perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga \u00e8 necessario che si conoscano e che sappiano che cosa si possono ragionevolmente attendere l&#8217;uno dall&#8217;altra; delusioni e sofferenze sono frutto dell&#8217;ignoranza dei loro rispettivi mondi interiori.<\/p>\n<p>Incominciamo, innanzitutto, da quello che non basta ad unirli e tanto meno a completarli ed arricchirli reciprocamente. Non basta il desiderio; non basta il sesso; non basta &#8211; soprattutto &#8211; il disperato bisogno di combattere l&#8217;angoscia e la solitudine. Con queste cose si possono strappare dei momenti di appagamento, ma non costruire qualche cosa di solido e, meno ancora, di durevole; ci vuole ben altro. Che cosa?<\/p>\n<p>Molte cose; ma, pi\u00f9 importante di tutte, la capacit\u00e0 di conservare l&#8217;incanto reciproco; non disgiunto &#8211; tuttavia &#8211; da una solida conoscenza della natura di entrambi e, pi\u00f9 ancora, da una attitudine a leggere dentro se stessi e a riconoscersi come persone, anteriormente all&#8217;incontro con l&#8217;altro (o con l&#8217;altra), di cui \u00e8, anzi, la condizione necessaria.<\/p>\n<p>Che cosa vuol dire conservare l&#8217;incanto reciproco?<\/p>\n<p>Significa che l&#8217;uomo e la donna non impareranno mai ad incontrarsi, nel senso pi\u00f9 vero e profondo del termine, se non sapranno mantenere vivo entro di s\u00e9 un certo grado di stupore, di meraviglia, di poetico rapimento reciproco. Se essi si guardano l&#8217;un l&#8217;altra solo in termini di attrazione sessuale, o di manipolazione psicologica, o di sfruttamento economico o professionale, non riusciranno mai a oltrepassare la sfera del contatto fuggevole e interessato, brutalmente utilitaristico, quasi si trattasse di un nuovo genere di merce.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che, nella donna, non sappia vedere anche la soave creatura dei suoi sogni pi\u00f9 belli e disinteressati, non sar\u00e0 mai capace di riconoscerne il fascino sottile che, non di rado, si cela dietro apparenze ingannevolmente modeste; ma si lascer\u00e0 sedurre dalla pura esteriorit\u00e0, magari ostentata nelle forme pi\u00f9 chiassose e volgari. E la donna che non sappia vedere nell&#8217;uomo anche una creatura dolcemente protettiva e capace di altruismo, si condanna automaticamente a un rapporto deformante con il sesso maschile, che la priver\u00e0 della parte migliore.<\/p>\n<p>Quello che vogliamo dire \u00e8 che, se l&#8217;uomo e la donna non sono capaci di vedersi anche attraverso un alone gentile di idealismo e di sogno, andr\u00e0 perduto gran parte del fascino derivante dal loro reciproco incontro, e non ne rester\u00e0 che l&#8217;aspetto prosaico e, talvolta, sgradevole.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, \u00e8 necessario che tale alone di poesia non giunga ad offuscare completamente la vista, non renda ciechi di fronte alla realt\u00e0 e non divenga occasione di gravi fraintendimenti, i cui esiti non potrebbero essere che delusione e amarezza da entrambe le parti, e un sordo rancore o, peggio, una ottusa indifferenza.<\/p>\n<p>Certo, non \u00e8 facile: perch\u00e9 la conoscenza dei reciproci limiti porta con s\u00e9 un certo grado di disincanto; ma il disincanto totale porta a smarrire quella freschezza, quella fragranza, quel trasporto, suscettibili di conferire tanto fascino all&#8217;incontro fra i due sessi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, a questo proposito, una pagina incantevole di S\u00f6ren Kierkegaard, nel saggio \u00abLa ripresa\u00bb (titolo originale: \u00abGjentagelsen\u00bb, traduzione italiana di Angela Zucconi, Milano, Edizioni di Comunit\u00e0, 1983, pp. 51-52; ed un&#8217;altra simile, con alcune varianti, nella parte finale del dialogo \u00abIn vino veritas\u00bb), che ci piace riportare:<\/p>\n<p>\u00abIo so di un certo luogo a poche miglia da Copenaghen dove abita una fanciulla: conosco il grande giardino ombroso ricco di alberi e di cespugli, so di un punto ove c&#8217;\u00e8 una scarpata rivestita di verde, donde si pu\u00f2 guardare non visti nel giardino. Non l&#8217;ho confidato a nessuno, neppure al mio cocchiere, l&#8217;inganno sempre scendendo un po&#8217; prima e prendendo a destra invece che a sinistra. Quando la mia anima non trova pace nel sonno e la vista del letto mi fa pi\u00f9 paura di uno strumento di tortura, pi\u00f9 paura che non faccia il letto operatorio al malato, allora passo tutta la notte in carrozza. Le prime ore del mattino mi sorprendono appiattato in quel mio nascondiglio tra il verde. Quando la vita comincia a muoversi, quando si apre il grande occhio del sole e gli uccelli scuotono le ali, e la volpe striscia fuori della tana e il contadino si ferma sulla porta a guardare i campi e la massaia scende sul prato col secchio del latte e il garzone affila la falce e indugia divertito di questo preludio che torner\u00e0 come un ritornello della sua giornata e del suo lavoro, anche la mia fanciulla esce di casa. Beato chi pu\u00f2 dormire! Beato chi ha il sonno leggero, cos\u00ec che il sonno non diventa per lui un peso pi\u00f9 grave del giorno! Beato chi pu\u00f2 alzarsi da letto, lasciandolo intatto come se non vi si fosse sdraiato nessuno, un letto fresco, invitante, riposante, come se colui che vi dorme, anzich\u00e9 giacervi, vi si fosse chinato sopra a rassettarlo. Beato chi pu\u00f2 morire cos\u00ec da lasciare il suo letto di morte in ordine come fosse il letto che una madre premurosa ha rifatto e accomodato per il sonno tranquillo del suo piccolo! Allora dunque la fanciulla esce di casa, e cammina volgendosi intorno incantata (forse, pi\u00f9 incantati di lei sono gli alberi che la rimirano), piegandosi strappa qualche rametto qua e l\u00e0, saltella tra l&#8217;erba, si ferma come assorta in un pensiero. Quale meravigliosa convincente eloquenza in tutto questo! La mia anima trova allora pace e riposo finalmente. Giovinetta felice, se un uomo potr\u00e0 mai meritare il tuo amore, possa tu dargli tanta felicit\u00e0 nell&#8217;essere tutta per lui, quanta me hai data a me, pur nulla essendo per me.\u00bb<\/p>\n<p>A dispetto di quello che molte donne credono riguardo agli uomini, esiste, nell&#8217;animo maschile, accanto alla dimensione dell&#8217;imperioso impulso sessuale, una attitudine disinteressata e contemplativa, che nella presenza femminile cerca anzitutto un luogo di pace, di riposo, di bellezza ideale quasi fuori del tempo; e che saprebbe rispettare il mistero di quella purezza, anche al prezzo di notevoli rinunce e di sacrificio personale.<\/p>\n<p>Questo vuole significare la pagina di Kierkegaard; che non \u00e8, semplicemente, una esercitazione romantica sul tema di Matelda, la donna angelo che coglie fior da fiore nel \u00ablocus amoenus\u00bb della tradizione idilliaca e bucolica; ma una rappresentazione dell&#8217;eterna aspirazione maschile a trovare nella donna molto di pi\u00f9 che un corpo da possedere o un cuore da far innamorare di s\u00e9; ma un luogo incontaminato dello spirito, dove taccia il coro disarmonico delle passioni disordinate e il tumulto della competizione quotidiana, per lasciare posto a una gran pace interiore.<\/p>\n<p>La donna che non abbia capito questo dell&#8217;uomo, si pu\u00f2 dire che non ne ha compreso nulla; oppure se ne deve dedurre che ella ha avuto la sfortuna di incontrare sempre e soltanto i rappresentanti pi\u00f9 rozzi e grossolani del genere maschile, per mezzo dei quali potr\u00e0 essersi fatta un&#8217;idea tanto esatta di questo, quanto potrebbe farsela del genere femminile, l&#8217;uomo che avesse frequentato solo delle donne di strada.<\/p>\n<p>E questo \u00e8, appunto &#8211; crediamo &#8211; uno degli elementi che contribuiscono a rendere cos\u00ec difficile e cos\u00ec dissonante il rapporto fra l&#8217;uomo e la donna: specialmente al giorno d&#8217;oggi, quando ogni aura di gentilezza sembra essersi dissolta sotto le raffiche di un vento rabbioso e maligno di pragmatismo spicciolo e di cinismo, contrabbandato per saggezza di vita.<\/p>\n<p>In altri termini, fra uomo e donna dovrebbe instaurarsi una relazione fatta non solo di realismo, ma anche di idealismo, nella quale l&#8217;uno non vede nell&#8217;altra solo ci\u00f2 che ella \u00e8 (e viceversa), ma anche ci\u00f2 che potrebbe essere o ci\u00f2 che forse non sar\u00e0 mai, ma che sarebbe bello che fosse e che, con oscuro presentimento, ella vorrebbe diventare.<\/p>\n<p>Insomma, ciascuno di noi possiede molte pi\u00f9 cose di quante non appaia agli altri; ciascuno di noi cela un mistero, profondo e insondabile anche per noi stessi. Tanto pi\u00f9 necessario sarebbe, dunque, ricordare che anche nell&#8217;altro vi \u00e8 un analogo mistero, vi \u00e8 una analoga, insondabile profondit\u00e0; che anche nell&#8217;altro vi \u00e8 una dimensione ulteriore, trascendente, di ci\u00f2 che potrebbe divenire o di ci\u00f2 che vorrebbe divenire, anche grazie al caldo raggio di amore che noi possiamo rivolgergli, trasfigurandolo.<\/p>\n<p>Tutti, infatti, sappiamo che amare ed essere amati \u00e8 il mezzo pi\u00f9 sicuro per diventare pi\u00f9 splendenti, pi\u00f9 belli, pi\u00f9 affascinanti (mentre chiudersi all&#8217;amore \u00e8 il mezzo pi\u00f9 certo per imbruttire); e, dunque, tanto pi\u00f9 possibile sar\u00e0 per un essere umano sviluppare la propria dimensione di bellezza spirituale, di vago e indefinibile incanto, quanto pi\u00f9 egli sar\u00e0 in grado di aprirsi al mistero del dono di s\u00e9 e di accogliere, a sua volta, il mistero dell&#8217;offerta altrui.<\/p>\n<p>Chi non ha mai saputo vedere la propria moglie (o il proprio marito), almeno per una volta, con quel medesimo, rapito stupore e quel senso d&#8217;incanto ineffabile con cui ci appare la fanciulla nel giardino di cui parla Kierkegaard, vuol dire che non l&#8217;ha mai amata o non se ne \u00e8 mai sentito amato: perch\u00e9 il disincanto \u00e8 figlio dell&#8217;amarezza, e quest&#8217;ultima lo \u00e8 del disamore.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cosa facile, lo ripetiamo, coniugare la capacit\u00e0 di vedere nell&#8217;altro un essere incantevole, con la conoscenza dei suoi limiti e dei suoi difetti; e, a maggior ragione, non \u00e8 facile conservare l&#8217;incanto dell&#8217;altro, dopo essere passati attraverso la prova della delusione, magari pi\u00f9 volte reiterata. Nella dialettica fra uomo e donna, riuscire a raggiungere un tale equilibrio tra realismo e idealismo \u00e8 cosa rara e richiede doti spirituali non comuni; eppure, \u00e8 l&#8217;unico modo che esista per preservare le potenzialit\u00e0 positive insite nell&#8217;incontro fra i due generi, e per scongiurare quelle distruttive, che pure esistono e che possono causare danni tremendi.<\/p>\n<p>Capire e accettare il fatto che esiste una differenza ontologica tra uomo e donna, e, di conseguenza, una obiettiva, grave difficolt\u00e0 di comunicazione profonda tra essi, non significa che all&#8217;uomo e alla donna non resti che disprezzarsi reciprocamente e, al tempo stesso, sfruttarsi l&#8217;un l&#8217;altra, fin dove ci\u00f2 sia possibile.<\/p>\n<p>Nostro compito \u00e8 quello di preservare l&#8217;incanto del mondo; e l&#8217;incanto possibile e, in un certo senso, istintivo, nella relazione fra uomo e donna, \u00e8 parte fondamentale di ci\u00f2. Se l&#8217;uomo e la donna giungessero alla conclusione che non vale la pena di sognare l&#8217;uno la bellezza dell&#8217;altra, l&#8217;incanto del mondo andrebbe in frantumi. L&#8217;amarezza prenderebbe il posto della speranza; lo sconforto si sostituirebbe alla meraviglia.<\/p>\n<p>Per poter vivere una vita armoniosa, l&#8217;essere umano ha bisogno di sognare, di andare oltre la superficie delle cose, di avvolgere gli enti in un alone di bellezza e di mistero. Chi non sappia fare questo, ovvero chi non sia capace di porsi in una attitudine disinteressata e contemplativa di fronte al mondo &#8211; come un uomo che, davanti a una foresta, non vedesse altro che il legname e il guadagno economico che ne pu\u00f2 derivare; o che, davanti a una montagna, non vedesse altro che la possibilit\u00e0 di costruire sciovie ed impianti turistici, sempre allo scopo di fare denaro &#8211; sarebbe condannato a trascinare la propria vita interiore nello squallore quotidiano.<\/p>\n<p>Certo, si pu\u00f2 vivere nello squallore interiore; ma si vive male. Come un alberello che cresce stentato in una terra inadatta, magari assediato dal traffico automobilistico e dall&#8217;inquinamento derivante dagli scarichi delle vetture, un essere umano che abbia smarrito l&#8217;incanto del mondo \u00e8 confinato in una esistenza grigia e logorante, senza luce e senza bellezza.<\/p>\n<p>E la natura umana, checch\u00e9 ne dica il materialismo volgare, non pu\u00f2 sopravvivere senza bellezza, come una pianta non pu\u00f2 sopravvivere senza luce, aria e acqua.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la donna per l&#8217;uomo (e l&#8217;uomo per la donna): un sogno di pace e di bellezza, che rende la vita pi\u00f9 soave.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uomo e donna sono destinati a non comprendersi mai sino in fondo, perch\u00e9 &#8211; con buona pace di un certo femminismo, secondo il quale il sesso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[249],"class_list":["post-24687","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24687"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24687\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}