{"id":24684,"date":"2008-07-09T05:28:00","date_gmt":"2008-07-09T05:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/09\/quando-la-donna-e-il-cattivo-genio-delluomo-e-di-se-stessa\/"},"modified":"2008-07-09T05:28:00","modified_gmt":"2008-07-09T05:28:00","slug":"quando-la-donna-e-il-cattivo-genio-delluomo-e-di-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/09\/quando-la-donna-e-il-cattivo-genio-delluomo-e-di-se-stessa\/","title":{"rendered":"Quando la donna \u00e8 il cattivo genio dell&#8217;uomo (e di se stessa)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo e la donna si cercano per istinto, ma raramente il loro incontro \u00e8 armonioso e tale da donare ad essi conforto, sostegno, incoraggiamento al fine di realizzarsi reciprocamente come persone. Un equivoco di fondo fa s\u00ec che essi credano di parlare delle stesse cose e di nutrire i medesimi impulsi e desideri; mentre sentono, pensano e vivono su due piani di realt\u00e0 enormemente distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro e, spesso, incompatibili.<\/p>\n<p>Quando si tratta di un incontro riuscito, non vi sono quasi limiti a ci\u00f2 che queste due creature possono fare insieme, e a ci\u00f2 che possono fare l&#8217;una per l&#8217;altra (cfr. il nostro articolo <em>Nella parabola del Maestro e Margherita l&#8217;incontro felice tra il maschile e il femminile<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice). Ma ci\u00f2 accade di rado, e per un motivo abbastanza semplice: il requisito essenziale \u00e8 quello che l&#8217;uomo e la donna siano <em>veramente<\/em> uomo e donna; che conoscano a fondo se stessi, e sappiano giudicarsi senza indulgenze n\u00e9 ipocrisie. Solo a questo patto, la loro unione diverr\u00e0 la somma di due forze positive, feconda di solidariet\u00e0 e comprensione, e non il terreno di scontro di due debolezze cariche di frustrazione e di rancore.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo, \u00e8 cosa relativamente facile lasciarsi irretire da un ideale femminile negativo, che personifichi le sue pulsioni inconfessabili e nel quale egli possa trovare lo sfogo brutale dei sensi, ma al prezzo di degradarsi davanti a se stesso e di distruggere ogni fiducia nella possibilit\u00e0 di una comunione spirituale con la donna, ridotta ora al rango di animale da letto. Ne ha parlato, con straordinaria acutezza, lo scrittore C. S. Lewis nelle sue <em>Lettere di Berlicche<\/em>, e nessuno ha saputo dipingere meglio il pericolo mortale costituito, per l&#8217;uomo, dal lasciarsi andare a un tal genere di passione (cfr. F. Lamendola, <em>La \u00ab Venere infernale \u00bb come pedina diabolica nella partita che ha per posta l&#8217;anima dell&#8217;uomo<\/em>, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>L&#8217;incontro felice tra uomo e donna \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una cosa difficile; ma, con l&#8217;avvento della modernit\u00e0, esso si \u00e8 appesantito di una difficolt\u00e0 ulteriore: lo spirito di spossante competizione e, tendenzialmente, di autentica inimicizia, provocato dalla diffusione delle teorie femministe. Non \u00e8 un caso che le prime, acute rappresentazioni letterarie di questa nuova difficolt\u00e0, tutta &quot;moderna&quot;, vengano dal mondo scandinavo, ossia da quelle societ\u00e0 ove, per prime, le idee femministe sono state recepite dalla cultura corrente e dall&#8217;ordinamento giuridico.<\/p>\n<p>Alcuni dei drammi pi\u00f9 intensi di Henrik Ibsen (1828-1906) ruotano intorno a queste figure femminili deliranti, assetate di libert\u00e0 illimitata, ma congenitamente incapaci di donarsi, le quali, nell&#8217;incontro con l&#8217;uomo, sanno portare solamente rabbia, dolore e una sottile istigazione ad autodistruggersi.<\/p>\n<p>In <em>Hedda Gabler<\/em>, ad esempio, la protagonista, prima di finire ella stessa suicida, spinge al suicidio un suo antico amore, lo scrittore Eylert L\u00f6vborg, per la sola ed unica ragione che lei \u00e8 totalmente insoddisfatta della propria vita, mentre lui, a distanza di anni, da debole e inconcludente che era, \u00e8 divenuto un uomo energico e fiducioso, grazie all&#8217;amore di un&#8217;altra donna.<\/p>\n<p>Ne <em>Il costruttore Solness<\/em> la giovane Hilde Wangel (figlia della protagonista del precedente dramma <em>La donna del mare<\/em>) esige dall&#8217;uomo che ama che mantenga una promessa fattale quand&#8217;era soltanto una bambina, e che salga &#8211; lui che soffre di vertigini &#8211; in cima alla torre della sua casa nuova, per appendervi la corona inaugurale. L&#8217;uomo lo fa e, giunto in cima, precipita, uccidendosi. <em>\u00abMa ha toccato la cima<\/em> &#8211; grida Hilda, esaltata dal suo tragico trionfo &#8211; <em>e ho sentito suoni d&#8217;arpa nell&#8217;aria\u00bb.<\/em> Solness \u00e8 morto, ma Hilda, cui da piccola egli aveva promesso un regno, ha l&#8217;illusione di aver realizzato il proprio sogno segreto, e ne \u00e8 comunque appagata.<\/p>\n<p>Lo scrittore, tuttavia, che pi\u00f9 di ogni altro ha messo spietatamente a nudo i meccanismi perversi di una femminilit\u00e0 che non riesce a incontrarsi armoniosamente con la virilit\u00e0, ma, al contrario, trasforma la naturale attrazione fra uomo e donna in una lotta selvaggia e senza quartiere, \u00e8 senza dubbio August Strindberg (1849-1912), anche perch\u00e9 egli vi ha portato il sofferto bagaglio della sua personale esperienza.<\/p>\n<p>Molto si potrebbe dire &#8211; ed \u00e8 stato detto &#8211; sulla sua misoginia, sulla sua mania di persecuzione, sui suoi complessi sociali (come quello di essere \u00abil figlio della serva\u00bb), tutti elementi i quali, certamente, potrebbero renderlo un &quot;testimone&quot; assai poco attendibile; ci\u00f2 non toglie che la sua analisi sia di una lucidit\u00e0 impressionante. Pertanto, se \u00e8 vero che egli \u00e8 passato attraverso una delusione esistenziale che lo ha condotto ad abbattere l&#8217;idolo femminile, da lui inizialmente idealizzato, trasformandolo nella figura inquietante del vampiro che distrugge spiritualmente l&#8217;uomo, questo per\u00f2 non rende inattendibile il quadro da lui tracciato.<\/p>\n<p>Chi troppo si fida di qualcuno, troppo rimane, poi, deluso e finisce per cadere in uno stato di sfiducia totale e irrecuperabile verso i propri simili (cfr. F. Lamendola, <em>La grande minaccia a una vita piena e consapevole \u00e8 la sfiducia negli uomini e nelle idee<\/em>, sul sito di Arianna). D&#8217;altra parte, la disponibilit\u00e0 a fidarsi dell&#8217;altro \u00e8 un requisito indispensabile per la costruzione di relazioni affettive gratificanti e positive, nelle quali la possibilit\u00e0 di evolvere spiritualmente grazie all&#8217;aiuto reciproco \u00e8 in relazione diretta con la capacit\u00e0 di aprirsi e di mostrarsi come si \u00e8 veramente, senza difese e senza nascondimenti. Equilibrio quanto mai difficile e delicato, che richiede il concorso di due personalit\u00e0 coraggiose e leali: per cui \u00e8 sostanzialmente vero il paradosso che una vera relazione tra due persone diviene possibile, solo quando ciascuna di esse ha sviluppato la capacit\u00e0 di essere perfettamente autonoma.<\/p>\n<p>Ma, tornando a Strindberg, bisogna riconoscere che egli, in tempi assolutamente non sospetti, ebbe una chiara intuizione di quale piega disastrosa avrebbero preso i rapporti fra uomo e donna, una volta che quest&#8217;ultima avesse raggiunto, nelle forme desiderate, la piena emancipazione sociale ed economica.<\/p>\n<p>In una lettera all&#8217;amico Carl Larsson, scritta da Copenaghen il 27 maggio 1887 &#8211; dunque, all&#8217;et\u00e0 di trentotto anni -, egli cos\u00ec si esprimeva in proposito (da: Th\u00e9r\u00e8se Dubois Janni, <em>August Strindberg: una biografia<\/em>, traduzione italiana dell&#8217;Autrice e di Marco Janni, Gabriele Mazzotta Editore, 1970, p. 102):<\/p>\n<p><em>Due anni fa quando ti parlavo del socialismo, tu rispondevi: niente socialismo, piuttosto anarchia! Esperienze, studi, la vita mi hanno portato proprio a questo: sono un anarchico! Ma dillo, scrivilo, e non troverai pi\u00f9 un sasso su cui poggiare il capo nella solitudine, meno ancora un rifugio o una casa!<\/em><\/p>\n<p><em>La mia aspirazione \u00e8 stata sempre: nessun legame, nessun programma, libert\u00e0 per tutto e tutti, libert\u00e0 per noi di sconfiggere le superstizioni, i privilegi, l&#8217;autorit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>I giovani invece se ne stanno a studiare un programma, e tutto quello che i giovani fanno \u00e8 liberale.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella loro stoltezza essi lavorano per una nuova classe privilegiata. Le donne, che devono avere diritti senza i doveri corrispondenti Diritto di voto senza obbligo di leva, diritto di invadere il mercato del lavoro maschile senza obbligo di mantenimento della famiglia. E cos\u00ec via. Questa non \u00e8 libert\u00e0 per l&#8217;uomo, ma soltanto per la donna.<\/em><\/p>\n<p><em>Io non sono d&#8217;accordo, e mi chiamano conservatore!<\/em><\/p>\n<p><em>Non sono neppure d&#8217;accordo che gli operai dell&#8217;industria da soli (una minoranza) debbano riformare la societ\u00e0, ma voglio includere contadini e servi. Conservatore!&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Dicevamo delle dolorose esperienze personali che hanno spinto un uomo come Strindberg, cos\u00ec attratto dal sesso femminile, a collezionare esperienze affettive fallimentari. Pi\u00f9 di ogni altra, ha pesato nella sua vita &#8211; degradando irreparabilmente la sua immagine della femminilit\u00e0 &#8211; quella con l&#8217;attrice Siri von Essen, che fu sua moglie per alcuni anni travagliati e che gli diede dei bellissimi bambini. Alta, elegante, bionda, sensuale e ambiziosa, ella era anche nobile, cosa che fece scalpore perch\u00e9 non si era mai vista, prima d&#8217;allora, una baronessa calcare le scene del teatro, ambiente borghese per eccellenza.<\/p>\n<p>Il matrimonio, dopo un breve idillio iniziale, si trasform\u00f2 gradualmente in una tortura insopportabile per entrambi: qualche cosa di molto simile all&#8217;infernale e distruttivo <em>m\u00e9nage<\/em> dei due protagonisti del bergmaniano <em>Scene da un matrimonio.<\/em> Lui era geloso e istintivo, lei era naturalmente desiderosa di essere ammirata da tutti; e non solo le piaceva fare la civetta con gli uomini, aveva anche un segreto che il marito scopr\u00ec poco a poco: amava le donne.<\/p>\n<p>Nel libro <em>Autodifesa di un folle<\/em> (scritto in francese: titolo originale. <em>Le plaidoyer d&#8217;un fou<\/em>, 1887-88; traduzione italiana di Giuseppe De Col, SE, Milano, 1989), <em>\u00abun libro atroce\u00bb<\/em>, come lo defin\u00ec il suo stesso autore, Strindberg smaschera senza misericordia il lato oscuro di Siri, a partire da quando egli fece la scoperta delle inclinazioni omosessuali di lei (pp. 212-213).<\/p>\n<p><em>Dunque, una sera che la cameriera stava stendendo il copriletto nella stanza di Maria, che era contigua alla mia, sento gridolini soffocati, dei risolini smorzati, nervosi come provocato dal solletico. Avverto uno strano dolore, e, cedendo a una angoscia inspiegabile, pronta a trasformarsi in furore, spingo bruscamente la porta e sorprendo Maria con le mani nel busto della cameriera, mezza nuda, con le labbra avide vicino ai seni splendenti di un biancore da madreperla.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCosa state facendo, disgraziate! Siete pazze, in verit\u00e0\u00bb, gridai, con voce tonante.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE allora? che c&#8217;\u00e8?&#8230; stavo giocando con la domestica\u00bb, mi risponde sfrontatamente Maria. \u00abTi riguarda forse?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, mi riguarda. Vieni qui\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>E, faccia a faccia, le spiego la licenziosit\u00e0 del suo comportamento.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma lei si ribella contro ci\u00f2 che volgarmente chiama la mia \u00absporca fantasia\u00bb. Mi accusa di essere un depravato, che vede ovunque azioni vergognose.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 pericoloso sorprendere una donna in flagrante. Costei mi riversa sul capo pitali d&#8217;ingiurie.<\/em><\/p>\n<p><em>Durante la discussione, le ricordo l&#8217;amore che un tempo mi confess\u00f2, quell&#8217;amore insensato per la cugina, la bella Mathilde. Col tono pi\u00f9 innocente del mondo mi risponde che anch&#8217;ella si era grandemente stupita di quell&#8217;amore, non immaginando \u00abche fosse possibile ad una donna innamorarsi di un&#8217;altra in modo cos\u00ec folle\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Disarmato da quell&#8217;ingenua confessione, mi ricordai che in effetti Maria, in casa di suo suocero, aveva pubblicamente proclamato i suoi sentimenti d&#8217;amore per la cugina, senza arrossire, senza neppure rendersi conto del crimine che cos\u00ec commetteva.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure la cosa mi irrita. In termini controllati le consiglio di astenersi da quelle pratiche, forse innocenti all&#8217;inizio, ma presto lascive e capaci d&#8217;avere deplorevoli conseguenze.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora lei comincia a sragionare, a trattarmi da imbecille &#8211; mi tratta sempre cos\u00ec, come l&#8217;ultimo degli imbecilli -, e alla fine dichiara che mento.<\/em><\/p>\n<p><em>A che scopo spiegarle che il codice condanna ai lavori forzati questo tipo di crimini? Perch\u00e9 convincerla che quei palpeggiamenti eccitanti il piacere sono, nei trattai medici, classificati come vizi?<\/em><\/p>\n<p><em>Sono io il dissoluto, essendo a conoscenza di tutti i vizi! E niente pu\u00f2 distoglierla dai suoi giochetti innocenti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 una di quelle incoscienti scellerate che sarebbe preferibile chiudere negli istituti di correzione speciali per donne, piuttosto che tenerle a casa propria.<\/em><\/p>\n<p>E pi\u00f9 avanti, nello stesso libro, Strindberg si \u00e8 rivelato sono in fondo, in quelle che sono forse le pagine pi\u00f9 straziate da parte di un marito che non riesce a farsi amare dalla propria moglie, e che la vede innamorarsi senza vergogna, sotto i suoi occhi, di altre donne (pp. 258-260).<\/p>\n<p><em>In privato mi vendico e infliggo a Maria la punizione che merita.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abP&#8230;!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 ti fai trattare da puttana!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSei geloso?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, certo; sono geloso; geloso del mio onore, della dignit\u00e0 della mia famiglia, del buon nome di mia moglie, dell&#8217;avvenire dei miei figli! E la tua cattiva condotta ci ha messi al bando dal consorzio delle donne oneste. Farsi baciare cos\u00ec in pubblico da un estraneo! Non sei che una pazza, sappilo, perch\u00e9 non vedi niente non senti niente, non capisci niente e rinunci ad ogni senso del dovere! Ma io ti far\u00f2 rinchiudere se non ti correggi, e per cominciare ti proibisco da questo momento di vedere le tua amiche\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSei tu che mi hai incoraggiata a sedurre l&#8217;ultima venuta\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPer tenderti una trappola e sorprenderti, s\u00ec!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abma hai delle prove sul tipo di relazioni che sospetti esistano fra le mie amiche e me?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abProve, no. Ma ho tutte le tue confessioni, le cose che mi hai cinicamente raccontato. E poi la tua amica Z&#8230; non ha forse dichiarati davanti a me che sarebbe stata condannata alla deportazione per le sue abitudini se fosse rimasta nel suo paese?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCredevo che tu non lo conoscessi, il &quot;vizio&quot;!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abChe quelle signorine si divertano come meglio credono, questo non mi riguarda! Ma poich\u00e9 questa &quot;particolarit\u00e0&quot;, se tu preferisci, ci causa delle noie, diviene per noi dannosa. In quanto filosofo, non esistono vizi per me, \u00e8 vero, ad eccezione dei difetti fisici e psichici. E quando la Camera dei deputati di Parigi si \u00e8 recentemente occupata di questa materia, ossia dei vizi contro natura, tutti i pi\u00f9 illustri medici hanno convenuto che la legge non deve occuparsi di queste cose, salvo nei casi in cui i cittadini siano colpiti nei loro interessi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma era come predicare ai pesci! Che illusione cercare di far capire una distinzione filosofica a quella donna che obbedisce solo al suo istinto bestiale!<\/em><\/p>\n<p><em>Per liberarmi dalle voci che circolano, spedisco una lettera a un amico devoto di Parigi, pregandolo di dirmi tutto.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi risponde con franchezza che, secondo le opinioni arretrate degli scandinavi, mia moglie avrebbe un&#8217;inclinazione per gli amori illeciti, e che in ogni caso le due signorine danesi sono conosciute come lesbiche notorie a Parigi, dove frequentano i caff\u00e8 in compagnia di altre lesbiche.<\/em><\/p>\n<p><em>Indebitati con la pensione, senza risorse, non avevamo alcuna possibilit\u00e0 di fuga. Fortunatamente per noi, le danesi, che avevano sedotto una bellissima ragazza del paese, si attirarono l&#8217;odio dei contadini e furono costrette ad andarsene. Ma la frequentazione con loro, che durava ormai da otto mesi, non si poteva rompere cos\u00ec bruscamente, e poich\u00e9 quelle ragazze di buona famiglia, bene educate, erano diventate mie compagne di sventura, desideravo preparar loro una ritirata onorevole. Un pranzo d&#8217;addio fu cos\u00ec organizzato nello studio di un giovane artista.<\/em><\/p>\n<p><em>Al dessert l&#8217;ebbrezza non tarda ad esplodere, e Maria, trascinata dal sentimento, si alz\u00f2 per cantare una romanza da lei composta sulla ben nota aria di<\/em> Mignon<strong>.<\/strong> <em>Diceva cos\u00ec addio all&#8217;Adorata.<\/em><\/p>\n<p><em>Aveva cantato con slancio, con un sentimento cos\u00ec vivo, con quei suoi occhi a mandorla inumiditi di lacrime al riflesso delle candele,<\/em><\/p>\n<p><em>aveva aperto cos\u00ec appassionatamente il suo cuore che, lo giuro, io stesso ne fui commosso e rapito! C&#8217;era in quel canto un&#8217;ingenuit\u00e0, una sincerit\u00e0 cos\u00ec toccante che ogni idea lubrica svaniva udendo quella donna cantare d&#8217;amore per una donna. Fatto strano, ella non aveva n\u00e9 i tratti dell&#8217;uomo-donna, no, era la donna amante e tenera, misteriosa, enigmatica, inafferrabile.<\/em><\/p>\n<p><em>E l&#8217;oggetto di quell&#8217;amore, bisognava vederlo! Rossa di pelo, mascolina di corporatura, naso ricurvo e pendente, doppio mento, occhi giallastri, guance gonfie dal troppo bere, il seno piatto, le mani adunche, era la donna pi\u00f9 detestabile, la pi\u00f9 esecrabile che si possa immaginare, una che neppure un servo di stalla avrebbe voluto.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver cantato la sua romanza, Maria va a sedersi accanto al mostro, che si alza a sua volta, le prende la testa fra le mani con la bocca spalancata, le succhia le labbra in un bacio. \u00abAlmeno \u00e8 un amore carnale\u00bb, mi dico, e bevendo con la rossa l&#8217;ubriaco a morte.<\/em><\/p>\n<p><em>Cade in ginocchio, mi guarda coi suoi occhioni sgomenti, emettendo ridolini e singulti da demente, con il corpo insaccato contro il muro.<\/em><\/p>\n<p><em>Non ho mai veduto una mostruosit\u00e0 simile in forma umana, e le mie idee sulla emancipazione femminile si fissano una volta per tutte.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo uno scandalo in strada, dove si trov\u00f2 la figlia del pittore seduta su un paracarro a urlare terribilmente fra un conato di vomito e l&#8217;altro, la festa ebbe fine, e l&#8217;indomani le due amiche se n&#8217;erano andate.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Maria attraversa una crisi orribile che m&#8217;ispira solo piet\u00e0, tanto langue per la sua amica, tanto soffre, offrendo un autentico spettacolo di un amore infelice. Vaga solitaria per i boschi, cantando canzoni d&#8217;amore, ricerca i luoghi preferiti dall&#8217;amica, mostra tutti i sintomi di un cuore ulcerato, al punto che temo per la sua ragione. \u00c8 disperata e non riesco a distrarla. Evita le mie carezze, mi respinge quando voglio abbracciarla, ed io comincio a detestare mortalmente quell&#8217;amica che mi riva dell&#8217;amore di mia moglie.<\/em><\/p>\n<p><em>Maria, pi\u00f9 incosciente che mai, non dissimula affatto la causa del suo soffrire. Ovunque risuonano gli echi dei suoi lamenti e dei suoi spasimi d&#8217;amore&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, per Strindberg esiste una relazione fra l&#8217;emancipazione femminile, l&#8217;incapacit\u00e0 della donna di donarsi al suo uomo, e l&#8217;affiorare del fondo omosessuale presente nell&#8217;animo di lei.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 sin troppo facile obiettare che l&#8217;uomo non dovrebbe lamentarsi del disamore della propria donna, bens\u00ec fare in modo da guadagnarsi il suo amore. E Strindberg, evidentemente, non ne era in grado, visto che quella con Siri von Essen non fu certo la sua unica relazione fallimentare con una donna. Anche il suo secondo matrimonio naufrag\u00f2 miseramente, e in un tempo ancora pi\u00f9 breve: due anni appena.<\/p>\n<p>Ha scritto Nietzsche, in un aureo aforisma, che la donna non perdona all&#8217;uomo capace di attrarla, ma non abbastanza forte da attirarla <em>fino a s\u00e9.<\/em> Strinbger, probabilmente, piaceva alle donne &#8211; dopotutto, poteva considerarsi un bell&#8217;uomo, e per giunta con il fascino del poeta maledetto -, ma non sapeva legarle a s\u00e9, n\u00e9 trattenerle. E questa, forse, \u00e8 la tragedia del maschio nella societ\u00e0 moderna: non \u00e8 forte abbastanza per stringere a s\u00e9 la donna.<\/p>\n<p>Sempre Nietzsche osservava, nello <em>Zarathustra<\/em>, che quando gli uomini sono incapaci di farsi amare veramente dalle donne, queste ultime si virilizzano. Straordinaria intuizione, se si pensa che veniva formulata all&#8217;inizio degli anni Ottanta del XIX secolo: pi\u00f9 di centoventi anni fa. Oggi quella intuizione &#8211; o, se si preferisce, quella profezia &#8211; \u00e8 divenuta realt\u00e0.<\/p>\n<p>Gli uomini non sono abbastanza virili da saper legare a s\u00e9 le donne, e le donne si mettono a giocare il gioco del maschio. Non necessariamente si dedicano alle pratiche di Gomorra: semplicemente, all&#8217;interno della relazione con l&#8217;uomo, sono esse ad assumere il ruolo virile.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che, per alcune di esse &#8211; quelle, appunto, con una pi\u00f9 spiccata componente di omosessualit\u00e0 latente; o, semplicemente, quelle frigide o pi\u00f9 amanti del potere &#8211; ci\u00f2 costituisca un surrogato accettabile alle soddisfazioni che, come donne, avrebbero potuto aspettarsi in una relazione equilibrata con l&#8217;uomo. Questo, almeno, \u00e8 quanto pu\u00f2 sembrare.<\/p>\n<p>Tuttavia, per la gran maggioranza delle donne, siamo propensi a ritenere che un gioco cos\u00ec innaturale finisca per diventare pesante (ogni gioco \u00e8 bello purch\u00e9 sia di breve durata), e che i lati negativi non compensino adeguatamente i vantaggi. Prima o poi, il senso di profonda insoddisfazione finisce per emergere e per avvelenare ogni giorno, ogni ora. Non si pu\u00f2 vivere in maniera serena, sentendo che si sta sacrificando indefinitamente la parte pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 vera di s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 la diagnosi, pi\u00f9 difficile \u00e8 indicare dei possibili rimedi. Il male \u00e8 gi\u00e0 molto avanzato, si \u00e8 radicato nella mente e nelle abitudini delle persone, divenendo parte &#8211; in apparenza &#8211; della normalit\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p>Per tentare una inversione di tendenza, bisognerebbe in primo luogo ripartire da se stessi, mediante una doverosa &#8211; anche se difficile &#8211; operazione di verit\u00e0. Per poter essere uomo o donna, bisogna prima essere persone.<\/p>\n<p>Quante persone vi sono oggi in circolazione, nel gran mare degli automi eterodiretti, incapaci della bench\u00e9 minima riflessione critica su s\u00e9 stessi, sulle proprie false certezze, sulle proprie comode vigliaccherie?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo e la donna si cercano per istinto, ma raramente il loro incontro \u00e8 armonioso e tale da donare ad essi conforto, sostegno, incoraggiamento al fine<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-24684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24684"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24684\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}