{"id":24676,"date":"2016-03-02T03:43:00","date_gmt":"2016-03-02T03:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/02\/don-mazzolari-la-chiesa-dei-poveri-e-la-pastorale-dun-prete-moderno\/"},"modified":"2016-03-02T03:43:00","modified_gmt":"2016-03-02T03:43:00","slug":"don-mazzolari-la-chiesa-dei-poveri-e-la-pastorale-dun-prete-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/02\/don-mazzolari-la-chiesa-dei-poveri-e-la-pastorale-dun-prete-moderno\/","title":{"rendered":"Don Mazzolari, la Chiesa dei poveri e la pastorale d\u2019un prete moderno"},"content":{"rendered":"<p>Don Primo Mazzolari (Cremona, 13 gennaio 1890-Bozzolo, Mantova, 12 aprile 1959) \u00e8 stato un personaggio controverso e, per molti aspetti, un precorritore delle istanze riformatrici del Concilio Vaticano II; nel bene e nel male, \u00e8 stato un prete &quot;innovatore&quot; e anticonformista, impegnato nella predicazione della &quot;Chiesa dei poveri&quot;, nell&#8217;ascolto dei lontani, nonch\u00e9 un fautore del &quot;dialogo&quot; con le altre fedi e con le altre &quot;verit\u00e0&quot; religiose.<\/p>\n<p>\u00c8 stato, anche, un personaggio contraddittorio, aspetto del quale poco o niente si \u00e8 parlato, tanto dai suoi detrattori che dai suoi ammiratori: interventista nel 1915, volontario allo scoppio della Prima guerra mondiale e cappellano militare nel 1918, \u00e8 passato su posizioni antifasciste e di adesione alla Resistenza, tanto da vivere in clandestinit\u00e0 negli ultimi mesi della guerra civile del 1943-45, e da ricevere, al termine della guerra civile, la qualifica di &quot;partigiano&quot; dall&#8217;A.N.P.I. di Cremona.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra la sua personalit\u00e0 di prete scomodo trov\u00f2 conferma anche nel clima della democrazia repubblicana. Fondatore, nel 1949, della rivista quindicinale \u00abAdesso\u00bb (che avrebbe cessato le pubblicazioni nel 1962), evidenzi\u00f2 una schietta sensibilit\u00e0 sociale e progressista, mettendosi in luce come un tipico rappresentante del clero &quot;impegnato&quot; e di sinistra: mostr\u00f2 una benevola attenzione nei confronti dei comunisti e dialog\u00f2 molto con essi, pur tenendo ferma la distinzione fra comunisti e comunismo, e dichiarando che, se i primi potevano essere brave persone, con le quali era possibile collaborare, almeno fino a un certo punto, il comunismo invece \u00e8 un&#8217;ideologia sbagliata e anti-cristiana, verso la quale non esistono spazi di collaborazione. Ad ogni modo, le autorit\u00e0 superiori non tardarono a vedere in lui un sacerdote indisciplinato e sbilanciato su posizioni troppo progressiste, sia a livello sociale che nello stesso ambito ecclesiastico e religioso, e lo sottoposero a una serie di limitazioni, fra l&#8217;altro proibendogli di predicare al di fuori della sua parrocchia di Bozzolo. Pur ridotto all&#8217;isolamento, Mazzolari fu notato e apprezzato da alcuni intellettuali di area cattolico-progressista, fra i quali Ernesto Balducci e Giorgio La Pira, i quali videro in lui non solo l&#8217;amico dei poveri, ma anche il difensore di valori sociali come la giustizia, e di valori civili come il pacifismo (celebri le sue prese di posizione a favore dell&#8217;obiezione di coscienza e del disarmo), e fecero della sua figura quasi una bandiera del rinnovamento, da loro auspicato, in seno alla Chiesa cattolica, e un precursore della stagione del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima fase della sua vita egli ebbe un parziale riconoscimento da parte della gerarchia ecclesiastica, tanto che l&#8217;arcivescovo di Milano, Montini, futuro papa Paolo VI, lo chiam\u00f2 a predicare nella sua diocesi, mentre Giovanni XXIII, ricevendolo in udienza privata, lo defin\u00ec addirittura, e pubblicamente, &quot;la tromba dello Spirito Santo in terra mantovana&quot;, cosa che di fatto non solo &quot;sdoganava&quot; le posizioni da lui sino allora sostenute, ma gli riconosceva un ruolo profetico e carismatico molto importante nel processo di ripensamento e di riforma all&#8217;interno della cultura cattolica e della Chiesa stessa.<\/p>\n<p>Non intendiamo soffermarci oltre, in questa sede, sulle luci e sulle ombre dell&#8217;azione pastorale e della dottrina sociale di don Mazzolari (tanto pi\u00f9 che la Chiesa ha gi\u00e0 la <em>sua<\/em> dottrina sociale: quella tracciata dalla \u00abRerum novarim\u00bb); l&#8217;argomento sarebbe troppo vasto e richiederebbe uno spazio e un approfondimento ben maggiori. Ci limiteremo a svolgere una riflessione su un concetto-chiave del suo pensiero e della sua pratica pastorale, e cio\u00e8 che, in un mondo caratterizzato da forti squilibri sociali e da un grande impoverimento spirituale, non si pu\u00f2 predicare il Vangelo &quot;alla vecchia maniera&quot;, ma bisogna trovare altre strade, pi\u00f9 vicine alla gente semplice e specialmente alle classi disagiate, per trasmettere l&#8217;amore di Dio agli ultimi e per mostrare loro la via delle verit\u00e0 eterne, abbandonando la &quot;retorica&quot; e il &quot;formalismo&quot; in cui la Chiesa, fino a quel momento, avrebbe indugiato, col risultato di perdere il contatto con il gregge dei fedeli.<\/p>\n<p>Scrive don Primo Mazzolari, a proposito dell&#8217;episodio evangelico dei due discepoli di Emmaus, in \u00abTempo di credere\u00bb, cit. in \u00abMazzolari. Antologia dei suoi scritti\u00bb, a cura di Giovanni Barra, Torino, Borla Editore, 1964, pp. 246-247):<\/p>\n<p><em>\u00abI due sono arrivati &quot;al villaggio dove andavano&quot;, ma Emmaus ha quasi perduto ogni importanza ai loro occhi. Il forestiero, senza mostrarlo, li aveva disamorati del loro viaggio,. Erano arrivati, ma il loro cuore era gi\u00e0 oltre Emmaus. Il Signore ha una strana maniera di disincantarci.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Egli non dispregia nessuna nostra meta, non condanna i nostri ideali, anche se meschini, non si caglia contro i nostri affetti terreni. Ci fa un cuore nuovo, ce lo dilata, ce lo sprofonda, e, se il vecchio uomo non vuol cedere, ci porta via tutto perch\u00e9 lo schianto ci tolga l&#8217;ultima illusione del senso. Ges\u00f9 non ha rimproverato i due perch\u00e9 andavano ad Emmaus, barattando con il rumore dissipatore della strada il silenzio raccolto del cenacolo: non ha spregiato Emmaus.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si demoliscono senza pericolo e senza sollevare ostinate resistenze i piccoli appoggi. Due poveri discepoli, stanchi e sperduti com&#8217;erano, cosa potevano pensare di meglio di Emmaus?<\/em><\/p>\n<p><em>Per chi &quot;ha scoperto il tesoro&quot;, i confronti son facili e &quot;il vedere ogni cosa&quot; \u00e8 una festa. Ma per chi non vede nulla, e solo ne sente parlare come di cosa che pu\u00f2 esistere, il buttar via anche una briciola \u00e8 una follia.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi non sa quanto sono volgari molte nostre soddisfazioni? Che siam fatui nei nostri gusti? Ma perfino una ghianda, per chi non ha di meglio, \u00e8 un po&#8217; il paradiso!&#8230; Conosco tante povere ragazze, chiuse tutta la settimana in uno stabilimento maleodorante, legate a un tavolo o a una bacinella, senza una parola buona, senza un affetto, senza una fede, senza una casa&#8230; Ma quando, la domenica, si possono mettere un vestito nuovo, darsi un po&#8217; di rossetto, fare una passeggiata, ricevere un sorriso, una dichiarazione, commettere una follia, \u00e8 il paradiso. E se qualcuno, con troppa ragione, cercher\u00e0 di impedire che si perdano, esse difenderanno i loro piccoli beni, come noi difendiamo i nostri tesori spirituali. E non vi crederanno e vi rideranno in faccia ad ogni \u00a0predica, anche se sono sicure che c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va nella loro maniera di vedere la vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma qual \u00e8 la cosa che non va? Chi illumina queste povere creature? Chi le ama?<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 molta gente che sa far la predica sul peccato, ma troppo pochi sanno far sentire che il bene \u00e8 bello, che il volersi bene \u00e8 bello, che il prodigarsi \u00e8 bello. Prima di disamorare bisogna innamorare: prima di chiudere una porta sul tempo bisogna spalancare una finestra sull&#8217;eterno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il concetto-cardine espresso qui da don Mazzolari \u00e8 che, come Ges\u00f9 non ha disprezzato le aspettative e i desideri umani, ma ha cercato di indirizzare gli uomini, dolcemente e gradualmente, verso una verit\u00e0 pi\u00f9 alta e una scoperta della dimensione spirituale dell&#8217;esistenza, cos\u00ec un buon sacerdote non deve concentrare la sua azione pastorale sull&#8217;aspetto negativo, mortificando e rimproverando le sue pecorelle perch\u00e9 subiscono il fascino del mondo ed inseguono goffamente dei beni ingannevoli e illusori, ma deve partire dalla realt\u00e0 effettiva, dalla loro condizione di povert\u00e0 e solitudine, per accompagnarle verso la luce del Vangelo mediante l&#8217;amore, la comprensione e l&#8217;incoraggiamento. Si tratta di un testo (\u00abTempo di credere\u00bb, pubblicato nel 1941 dalle Edizioni Dehoniane) che si pu\u00f2 utilmente confrontare con \u00abEsperienze pastorali\u00bb di don Lorenzo Milani (pubblicato nel 1958 dalla Libreria Editrice Fiorentina), giudicato peraltro negativamente, quest&#8217;ultimo, gi\u00e0 da Giovanni XXIII, come abbiamo documentato in un precedente articolo (cfr. \u00abIl Concilio Vaticano II part\u00ec con il piede sbagliato?\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 08\/01\/2016). In entrambi, la domanda \u00e8 la stessa: come si deve impostare la pastorale in una parrocchia povera e arretrata, dove regnano povert\u00e0 e ignoranza e dove le persone si sentono &#8211; e, sovente, sono &#8211; emarginate, discriminate, sfruttate? Poich\u00e9 dal modo in cui ci si pongono questi interrogativi discendono conseguenze di grandissima portata per il futuro della Chiesa e, forse, per la sua stessa sopravvivenza, vale la pena di fare una riflessione circostanziata sul problema.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, a noi pare che sacerdoti come don Mazzolari, per quanto possano essere stati animati da buone, anzi, da ottime intenzioni, e per quanto possano essere stati delle brave persone, piene di zelo e di amore verso il prossimo, sembrano essere partiti da una impostazione sbagliata di tutta la questione. L&#8217;errore consiste in questo: nel fatto di pensare alla Chiesa cattolica come alla Chiesa dei poveri, nel seno letterale dell&#8217;espressione (don Mazzolari teorizzava che la chiesa, proprio come edificio sacro, oltre che come istituzione, e perfino la casa canonica, devono essere considerate alla stregua della casa dei poveri). Chi sono i poveri, da un punto di vista cristiano? \u00c8 questa la domanda che sarebbe necessario farsi, prima di partire a lancia in resta per la crociata pauperista e populista. Il punto di vista cristiano non pu\u00f2 appiattirsi, puramente e semplicemente, su quello dell&#8217;economia, o della sociologia, o, peggio ancora, della lotta di classe. I poveri, per il cristiano, non sono soltanto, n\u00e9, forse, sono principalmente, coloro che vivono al di sotto di un determinato reddito, considerato minimo secondo i parametri economici esistenti in quella data societ\u00e0 (e non, comunque, in senso assoluto: ecco perch\u00e9 non possono essere considerati tali i &quot;migranti&quot; che arrivano in Europa, pagando 1.000 o 2.000 dollari agli &quot;scafisti&quot; per traversare il Mediterraneo). Ne abbiamo gi\u00e0 parlato, per cui stringeremo al massimo il nostro ragionamento (cfr. l&#8217;articolo: \u00abIl Vangelo \u00e8 annunciato specialmente ai poveri: ma chi sono i poveri?\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 06\/05\/2015): <em>i poveri sono tutti coloro che si trovano lontani dalla Buona Novella e vivono immersi nella povert\u00e0 materiale e soprattutto in quella spirituale, che distoglie le loro anime dall&#8217;amore di Dio e del prossimo.<\/em> Don Mazzolari fa un gran parlare dell&#8217;amore ai poveri, del voler bene ai poveri, della predilezione per i poveri, ma sempre intendendo i poveri in senso materiale: ebbene, questa \u00e8 una forma di razzismo al rovescio. Il Vangelo \u00e8 per tutti, si rivolge a tutti, poveri e ricchi, buoni e cattivi: a tutti chiede la conversione, a tutti offre l&#8217;amore di Dio, e a tutti prospetta la necessit\u00e0 di passare attraverso la prova della Croce per diventare suoi seguaci. Davanti a Dio, non c&#8217;\u00e8 ricco che non possa essere tremendamente povero di quel che \u00e8 essenziale, e non c&#8217;\u00e8 anima buona e pia che non abbia bisogno di conversione e di aiuto per perseverare nel bene: perch\u00e9 gli uomini, da soli, non possono fare niente di buono, ma con l&#8217;aiuto di Lui diventano capaci di spostare le montagne. Questo, crediamo \u00e8 il senso del Vangelo.<\/p>\n<p>E tuttavia, si dir\u00e0 prontamente: forse che il buon prete deve assistere indifferente allo spettacolo della povert\u00e0? Forse che pu\u00f2 dare runa pacca sulla spalla all&#8217;indigente, che non ha nulla da mettere nel piatto, e parlargli delle cose dell&#8217;anima, ignorando la sua fame materiale e la sua sete di giustizia? Rispondiamo che il prete \u00e8 certamente un uomo, e che, come uomo, non pu\u00f2 restare indifferente, e nemmeno pu\u00f2 atteggiarsi a neutrale di fronte a una palese ingiustizia; e tuttavia, come sacerdote, egli non \u00e8 schierato con nessuno e contro nessuno: come sacerdote egli si annulla in quanto persona, e deve lasciare che sia Cristo a parlare e operare per mezzo di lui. E Cristo andava a cercare non solo i poveri, ma anche i ricchi, come \u00e8 ampiamente testimoniato dal Vangelo (al punto che i farisei ipocriti gli rimproveravano proprio questo fatto), perch\u00e9 vedeva che tutti, poveri e ricchi, hanno bisogno di conversione; che tutti sono lontano da Dio e tutti devono essere riportati a Lui. Il prete non deve fare il sindacalista, n\u00e9 l&#8217;agitatore politico: deve fare semplicemente il prete. E non \u00e8 un compito da poco; \u00e8 un compito immenso. Ci\u00f2 non significa che deve far finta di non vedere la povert\u00e0 materiale dei suoi parrocchiani; ma che non deve considerare la lotta alla povert\u00e0 materiale come lo scopo principale della sua missione. Ci sono altri soggetti, istituzionali e privati, per tale scopo; la missione specifica del prete \u00e8 un&#8217;altra, e consiste nel riportare le anime a Dio. <em>Bonum animarum, in ecclesia, suprema lex<\/em>.<\/p>\n<p>Per\u00f2, dice don Mazzolari, le operaie non capiranno il richiamo al bene dell&#8217;anima e gli rideranno in faccia. E chi ha detto che il prete deve aspettarsi solamente applausi? Al contrario: se lo lodano tutti, dovrebbe chiedersi dove stia sbagliando. E, a parte ci\u00f2: siamo sicuri che, pur ridendo, quelle ragazze non torneranno a riflettere, poi, sulla coerenza e sulla forza spirituale racchiuse in quelle parole, che dapprima erano sembrate loro cos\u00ec sgradevoli? Il chicco di grano non germoglia subito: ha bisogno di un certo tempo per dare frutto; e il cristiano \u00e8 paziente. \u00c8 giusto, peraltro il concetto che, prima di chiudere la porta sull&#8217;effimero, si deve almeno socchiudere una finestra sull&#8217;eterno: ma il prete non parler\u00e0 mai dell&#8217;eterno, se aspetta che, prima, venga instaurata la giustizia sociale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Primo Mazzolari (Cremona, 13 gennaio 1890-Bozzolo, Mantova, 12 aprile 1959) \u00e8 stato un personaggio controverso e, per molti aspetti, un precorritore delle istanze riformatrici del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,111],"class_list":["post-24676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-comunismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24676\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}