{"id":24649,"date":"2017-05-15T03:10:00","date_gmt":"2017-05-15T03:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/15\/dobbiamo-ripartire-dalle-mamme\/"},"modified":"2017-05-15T03:10:00","modified_gmt":"2017-05-15T03:10:00","slug":"dobbiamo-ripartire-dalle-mamme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/15\/dobbiamo-ripartire-dalle-mamme\/","title":{"rendered":"Dobbiamo ripartire dalle mamme"},"content":{"rendered":"<p>La crisi che stiamo attraversando \u00e8 una crisi globale; ma \u00e8 anche, anzi, \u00e8 essenzialmente, una crisi del nostro modello di civilt\u00e0: la civilt\u00e0 occidentale moderna.<\/p>\n<p>Abbiamo affermato pi\u00f9 volte che la civilt\u00e0 moderna \u00e8, in realt\u00e0, una contro-civilt\u00e0: per la prima volta nella storia, assistiamo ad una civilt\u00e0 che \u00e8 nata in odio alle proprie radici e in lotta contro la propria tradizione, e che, inevitabilmente, ha finito per sviluppare i germi di una malattia pericolosissima: il disamore e il disprezzo di s\u00e9, il disgusto della vita, il fastidio nei confronti di tutti i valori positivi: la bont\u00e0, la generosit\u00e0, la purezza, l&#8217;onest\u00e0, l&#8217;altruismo (quello vero, non il buonismo ideologico). \u00c8 chiaro che, con un tale corredo nel proprio DNA, non esiste civilt\u00e0 che non sia destinata a spegnersi, a suicidarsi deliberatamente. Dunque, se vogliamo sottrarci a questo pi\u00f9 che probabile destino, dobbiamo riscuoterci e mobilitare tutte le forze positive, tutte le energie interiori che sono al servizio della vita, e respingere lontano tutte le pulsioni di morte che esercitano, da troppo tempo, un fascino sinistro sulla nostra anima e sulla nostra immaginazione. Siamo letteralmente stregati dalle forze oscure del male: la civilt\u00e0 moderna \u00e8 la\u00a0civilt\u00e0 del diavolo, e questa affermazione, per quanto possa avere il sapore di un anatema scagliato da qualche monaco fanatico del Medioevo, \u00e8 a ben guardare, perfettamente giustificata sul piano logico e fattuale: infatti, una civilt\u00e0 si pu\u00f2 definire demoniaca quando alberghi in s\u00e9 un profondo desiderio di auto-distruzione, cos\u00ec come \u00e8 demoniaco il fatto che essa coltivi una viscerale avversione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 luce, pulizia, aria fresca, e che sia attratta, invece, da tutto ci\u00f2 che \u00e8 sospetto, malevolenza, invidia, calunnia e gratuita malignit\u00e0. Moltissime persone, oggi, e specialmente persone ritenute colte, manifestano un fastidio istintivo, quasi un riflesso condizionato, quando sentono parlare del bene, perfino se si tratta di una semplice fiaba per bambini, nella quale il principe coraggioso lotta eroicamente per liberare la principessa dalle grinfie di uno stregone malvagio: ci\u00f2 \u00e8 la spia di un male estremamente profondo, e, anche se la cosa, a tutta prima, potrebbe sembrare eccessiva, in effetti quel tipo di reazione presenta un&#8217;intima analogia con quella che manifestano le vittime della possessione demoniaca, le quali scattano come furie quando si nominano Ges\u00f9 o la Madonna, o si tira fuori un crocifisso, o le si asperge con l&#8217;acqua benedetta (e, cosa particolarmente significativa, anche quando preghiere, crocifissi ed acqua santa vengono introdotti in loro presenza, tenendoli per\u00f2 nascosti alla loro vista).<\/p>\n<p>Dobbiamo ripartire dall&#8217;educazione morale del fanciullo; pertanto, dobbiamo ripartire dalla educazione morale dei genitori, e specialmente della mamma. Non si ripeter\u00e0 mai abbastanza, fuori da ogni retorica, quanto sia decisiva la figura materna per la crescita sana e armoniosa, anche in senso spirituale, del bambino; non ci si persuader\u00e0 mai abbastanza che una societ\u00e0 ove le mamme non pensano a far bene le mamme, ma a cento altre cose, e che riservano all&#8217;ultimo posto le loro energie e la loro vocazione materne, non potr\u00e0 che produrre bambini difficili, egoisti, immaturi, dalla personalit\u00e0 disarmonica, dall&#8217;equilibrio instabile: vale adire dei futuri disadattati. Questa non \u00e8 un&#8217;accusa, \u00e8 una constatazione. Sappiamo bene che vi sono molte ragioni per cui una mamma, oggi, fatica \u00a0a concentrare sull&#8217;educazione del figlio la parte migliore delle sue energie; pure, o si riparte da qui &#8211; naturalmente, con la collaborazione dell&#8217;uomo, e, se possibile, della societ\u00e0 tutta &#8211; oppure non ci sono pi\u00f9 speranze. Il futuro si costruisce a partire dalla culla. E Napoleone, che sar\u00e0 stato anche un megalomane, ma era certamente un uomo intelligente, alla domanda:\u00a0<em>Quando incomincia l&#8217;educazione della donna alla maternit\u00e0?<\/em>, ebbe a rispondere, molto assennatamente:\u00a0<em>Incomincia vent&#8217;anni prima che nasca<\/em>; vale a dire che incomincia dall&#8217;educazione di\u00a0<em>sua\u00a0<\/em>mamma.<\/p>\n<p>Ci si lamenta che molte, troppe persone, oggi, nella nostra societ\u00e0, si dimostrano superficiali, inaffidabili, prepotenti, disoneste, ciniche, amorali; ebbene, bisogna risalire indietro, all&#8217;infanzia, e vedere se queste persone, quand&#8217;erano bambini di due, quattro, sei anni, hanno ricevuto in casa, in famiglia, da parte del pap\u00e0, ma specialmente della mamma, con la quale hanno trascorso pi\u00f9 tempo e condiviso una maggiore intimit\u00e0, anche a livello fisico, almeno le basi minime di una educazione morale, o se sono cresciute abbandonate a se stesse, e sia pure &#8211; magari &#8211; ricoperte di regali, di gingilli tecnologici, di telefonini multifunzionali, nonch\u00e9 di vestitini firmati. Le mamme, oggi, insegnano, prima di tutto con l&#8217;esempio concreto, i valori della sincerit\u00e0, dell&#8217;onest\u00e0, della lealt\u00e0, della disponibilit\u00e0, della pazienza, dello spirito di sacrificio? Oppure esse, per prime, mostrano di porre al sommo dei loro pensieri e delle loro preoccupazioni l&#8217;estetista, la parrucchiera, la palestra, lo shopping, il vuoto consumismo e il divertimento edonistico? Sono cresciuti, questi bambini, in un clima di affettivit\u00e0, di responsabilit\u00e0, di seriet\u00e0, di lavoro, di rispetto degli impegni presi, oppure sono cresciuti nel disordine, o fra i due estremi del permissivismo e dell&#8217;autoritarismo? E, soprattutto, sono stati educati all&#8217;autonomia, cio\u00e8 in vista del saper vivere da s\u00e9, del saper giudicare da s\u00e9 quel che va fatto e quel che non va fatto; oppure sono stati manipolati, plagiati, asserviti da madri egocentriche e ansiose, frustrate e nevrotiche, insicure e velleitarie, che hanno tirato su non dei figli, ma dei manichini, del tutto incapaci di prendere decisioni, fare delle scelte e assumersi delle precise responsabilit\u00e0?<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto. La societ\u00e0 produce individui che sono stati formati nelle famiglie; e, nelle famiglie, quelli che contano veramente sono i primi anni di vita: quelli nei quali l&#8217;influenza predominante che si esercita sui bambini \u00e8 l&#8217;influenza materna. Le mamma, oggi &#8211; che, come tutti sappiamo, sono sempre di meno &#8211; sanno fare le mamme? Hanno un&#8217;idea di quel che ci\u00f2 comporta? Oppure sanno solo lamentarsi perch\u00e9 il marito \u00e8 sempre fuori, perch\u00e9 i genitori e i suoceri non collaborano, oppure, al contrario, s&#8217;intromettono troppo, e perch\u00e9 il mondo intero non capisce le loro difficolt\u00e0, la loro solitudine, il loro bisogno di essere sostenute, incoraggiate, aiutate? Perch\u00e9; anche se queste lamentale sono, non di rado, fondate su legittime ragioni di scontento, ci\u00f2 non toglie che una mamma deve saper fare la mamma anche andando controvento: non pu\u00f2 aspettarsi di ricevere pi\u00f9 di quello che \u00e8 disposta a dare; e volere un figlio, concepirlo e metterlo al mondo, comporta una assunzione di consapevolezza che \u00a0quello sar\u00e0 il suo impegno prioritario, rispetto al quale tutti gli altri dovranno passare in secondo piano. Certo: Bisogna anche lavorare per vivere, e moltissime donne devono lavorare, perch\u00e9 uno stipendio, in casa, non basta pi\u00f9; per non parlare delle molte (troppe) donne <em>single<\/em>, che un uomo non ce l&#8217;hanno, o perch\u00e9 l&#8217;hanno lasciato, o perch\u00e9 sono state lasciate, o perch\u00e9 proprio non lo vogliono: volevano un figlio, quello s\u00ec, ma non un uomo, presenza fastidiosa e invadente, che \u00e8 meglio evitare, per quanto possibile, come del resto ha sempre insegnato la (pessima) cultura femminista. Il lavoro, dunque, impedisce a molte mamme di dedicare ai figli tutto il tempo e le energie che vorrebbero e che dovrebbero: verissimo. Tuttavia, non si dimentichi che, per crescere bene un figlio, non \u00e8 importante la quantit\u00e0, ma la qualit\u00e0 del tempo e delle energie che gli si dedicano: il bambino non apprezza una mamma che sta tutto il giorno appiccicata a lui; bens\u00ec una mamma che, quando sta con lui, sa farlo nella maniera pi\u00f9 serena, paziente, disponibile e intelligente di cui ella \u00e8 capace.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 importane di cui il bambino ha bisogno, dopo, naturalmente, l&#8217;affetto, \u00e8 la dedizione: deve apprendere che le cose vanno fatte, tutte, le grandi e le piccole, ma vanno fatte bene, con amore, con passione, con generosit\u00e0, con seriet\u00e0; che non si devono accampare scuse, rimandare, tergiversare: che tutto ci\u00f2 che va fatto, deve esser fatto, e fatto nel migliore dei modi, vale a dire con tutto l&#8217;impegno e con tutta l&#8217;immaginazione di cui si \u00e8 capaci. In altre parole, la dedizione \u00e8 propedeutica all&#8217;esercizio della volont\u00e0: e un bambino che non sviluppa la forza di volont\u00e0, diverr\u00e0 un adulto votato alla rassegnazione e alla sconfitta, in ogni ambito della vita.<\/p>\n<p>La terza cosa &#8211; dopo l&#8217;affetto e la dedizione &#8211; \u00e8 il senso morale: che, in realt\u00e0, permea di s\u00e9 ogni cosa, ogni pensiero, ogni azione, e dunque non pu\u00f2 essere coltivato come se fosse una qualcosa di separato e distinto dal resto: il senso morale \u00e8 come il lievito dell&#8217;esistenza, e non c&#8217;\u00e8 angolino di essa, per quanto segreto e riposto, che possa sottrarsi al suo richiamo imperioso, o nascondersi alla sua luce splendente. Il senso morale \u00e8 tutt&#8217;uno con il senso della giustizia: coltivare nel bambino il senso della giustizia significa abituarlo a guardare ogni cosa, e anche a guardare dentro se stesso, in maniera equilibrata ed equa, senza barare al gioco, senza confondere le carte: perch\u00e9 giustizia \u00e8 dare a ciascuno quel che gli \u00e8 dovuto.<\/p>\n<p>La quarta cosa \u00e8 la fantasia: il bambino la possiede gi\u00e0 naturalmente; la mamma e gli altri adulti devono solo permettergli di esplicarla; cosa che non avviene se, fin da piccolissimo, gli viene messo in mano un telefonino multiuso, o un gioco elettronico. Un bambino che non sviluppa ed esprime la propria fantasia \u00e8 un futuro adulto infelice, limitato, arido e passivo, quindi facilmente manipolabile, in tutti i sensi, compreso quello affettivo.\u00a0<\/p>\n<p>La quinta cosa \u00e8 il senso del bello, perch\u00e9 la bellezza non solo allieta l&#8217;esistenza, ma \u00e8, essa stessa, un valore, per mezzo del quale si apprezzano e si sviluppano anche altri valori; \u00e8 la capacit\u00e0 di cercare, sviluppare e valorizzare la parte migliore di tutto ci\u00f2 che cade sotto il nostro sguardo, di tutto ci\u00f2 che a noi \u00e8 stato affidato e anche di tutto ci\u00f2 che noi stessi possiamo creare e donare agli altri, per la loro serenit\u00e0 e per la loro elevazione. \u00a0<\/p>\n<p>La sesta\u00a0cosa \u00e8 la cultura, perch\u00e9 la cultura sviluppa la mente, e la mente sviluppa ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 nobilmente specifico della natura umana. L&#8217;interesse e l&#8217;amore per la cultura, in una famiglia, si sviluppano soprattutto mediante la lettura, naturalmente mediante le buone letture, perch\u00e9 di cattive letture &#8211; romanzi nei quali si esaltano la violenza e la pornografia &#8211; non c&#8217;\u00e8 davvero bisogno, se non per rendere il mondo ancor pi\u00f9 cattivo quel che esso attualmente \u00e8. La mamma che legge le fiabe ai suoi bambini, stimola l&#8217;amore alla lettura; e la biblioteca di casa, dove c&#8217;\u00e8 posto magari per pochi libri, ma buoni, cio\u00e8 la cui lettura elevi ed edifichi, oltre ad intrattenere piacevolmente &#8211; niente stupidaggini alla\u00a0<em>Harry Potter<\/em>, per piacere: quella non \u00e8 letteratura, \u00e8 immondizia &#8211; diventa un minuscolo tempio domestico, ove il bambino riceve un&#8217;impressione indelebile, che lo accompagner\u00e0 per tutto il resto della sua vita.\u00a0<\/p>\n<p>E adesso parliamo della formazione religiosa. Un tempo era la regola; oggi, l&#8217;eccezione che conferma la regola. Le famiglie si sono adeguate al clima dominante complessivo; le mamma, alla tendenza delle famiglie. Il laicismo, il secolarismo e l&#8217;irreligiosit\u00e0, tipici della civilt\u00e0 moderna, hanno praticamente abolito l&#8217;educazione religiosa dal nostro orizzonte educativo (ammesso che ne abbiamo ancora uno, cosa assai dubbia): ma l&#8217;educazione religiosa non \u00e8 un <em>optional<\/em>, non \u00e8 qualcosa di cui si possa fare tranquillamente a meno. Checch\u00e9 ne dica la cultura oggi dominante e politicamente corretta, un bambino che viene cresciuto nell&#8217;indifferenza religiosa viene privato di un aspetto essenziale della sua stessa crescita: perch\u00e9 l&#8217;essere umano \u00e8 naturalmente religioso, e negargli l&#8217;esplicazione di questo aspetto equivale a mutilarlo proprio come persona, e quindi esercitare su di lui una violenza. Violenza non \u00e8, come vorrebbero far credere i laicisti, farlo battezzare quando \u00e8 troppo piccolo per poter decidere da s\u00e9; violenza, al contrario, \u00e8 negare alla sua personalit\u00e0 l&#8217;alimento di cui essa ha bisogno per vivere. E non solo il bambino deve essere educato al senso religioso; egli deve anche essere affidato alle Potenze celesti, affidato alle loro cure e alla loro sollecitudine, e posto sotto la loro custodia e protezione. Questo \u00e8 quanto gli adulti, e particolarmente la mamma, possono e devono fare per lui: poi, crescendo, egli far\u00e0 da solo, e assumer\u00e0 pienamente la responsabilit\u00e0 delle proprie scelte. Ma, se gli sar\u00e0 stata negata ogni educazione religiosa, non potr\u00e0 scegliere: perch\u00e9 Dio, per lui, a quel punto, sar\u00e0 solo un nome vuoto, un&#8217;espressione priva di significato concreto.<\/p>\n<p>Tutti questi aspetti sono importanti nella formazione del bambino; e oggi lo sono pi\u00f9 che mai, e solo la mamma li pu\u00f2 assicurare, perch\u00e9 la scuola non solo ha rinunciato alla sua missione educante, ma sta incominciando a definirsi, sempre pi\u00f9, come un&#8217;agenzia di contro-educazione, nella quale il bambino verr\u00e0 sottoposto a un crudele lavaggio del cervello e gli verr\u00e0 insegnato che il vero \u00e8 falso, e il falso, vero; che il brutto \u00e8 bello, e viceversa; che il giusto \u00e8 ingiusto, e viceversa: tutti i valori saranno capovolti, e stiamo gi\u00e0 assistendo all&#8217;inizio di questa strategia. Dobbiamo prepararci. Il compito affidato alle mamme, pertanto, \u00a0sar\u00e0 immenso e insostituibile: ancora pi\u00f9 grande e ancora pi\u00f9 prezioso di quello che \u00e8 sempre stato, in passato. Pertanto, anche la collaborazione dei padri dovr\u00e0 crescere in proporzione. Le mamme non possono far tutto da sole. Gli uomini devono fare anch&#8217;essi la loro parte: i bambini hanno bisogno anche del padre, specialmente quando sono pi\u00f9 grandicelli, cio\u00e8 specialmente a partire dall&#8217;et\u00e0 scolastica<\/p>\n<p>Coraggio, dunque; la posta in gioco \u00e8 decisiva: la sopravvivenza di tutto ci\u00f2 che amiamo e che riteniamo utile e necessario per la vita dei nostri figli, allorch\u00e9 dovranno sbrigarsela da soli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi che stiamo attraversando \u00e8 una crisi globale; ma \u00e8 anche, anzi, \u00e8 essenzialmente, una crisi del nostro modello di civilt\u00e0: la civilt\u00e0 occidentale moderna.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[110,202],"class_list":["post-24649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24649"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24649\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}