{"id":24648,"date":"2018-12-31T08:35:00","date_gmt":"2018-12-31T08:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/31\/dobbiamo-ripartire-da-zero-prima-di-tutto-i-preti\/"},"modified":"2018-12-31T08:35:00","modified_gmt":"2018-12-31T08:35:00","slug":"dobbiamo-ripartire-da-zero-prima-di-tutto-i-preti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/31\/dobbiamo-ripartire-da-zero-prima-di-tutto-i-preti\/","title":{"rendered":"Dobbiamo ripartire da zero: prima di tutto, i preti"},"content":{"rendered":"<p>Vale la pena di rileggersi i versi del ventinovesimo canto del <em>Paradiso<\/em> di Dante (85-126):<\/p>\n<p><em>Voi non andate gi\u00f9 per un sentiero \/ filosofando: tanto vi trasporta \/ l&#8217;amor de l&#8217;apparenza e &#8216;l suo pensiero!\u00a0 E ancor questo qua s\u00f9 si comporta \/ con men disdegno che quando \u00e8 posposta \/ la divina Scrittura o quando \u00e8 torta.\u00a0\/ Non vi si pensa quanto sangue costa \/ seminarla nel mondo e quanto piace \/ chi umilmente con essa s&#8217;accosta.\u00a0\/ Per apparer ciascun s&#8217;ingegna e face \/ sue invenzioni; e quelle son trascorse \/da&#8217; predicanti e &#8216;l Vangelio si tace.\u00a0\/ Un dice che la luna si ritorse \/ ne la passion di Cristo e s&#8217;interpuose, \/ per che &#8216;l lume del sol gi\u00f9 non si porse;\u00a0\/ e mente, ch\u00e9 la luce si nascose \/ da s\u00e9: per\u00f2 a li Spani e a l&#8217;Indi \/ come a&#8217; Giudei tale eclissi rispuose.\u00a0\/<br \/>\nNon ha Fiorenza tanti Lapi e Bindi \/ quante s\u00ec fatte favole per anno \/in pergamo si gridan quinci e quindi:\u00a0\/ s\u00ec che le pecorelle, che non sanno, \/ tornan del pasco pasciute di vento, \/ e non le scusa non veder lo danno.\u00a0\/ Non disse Cristo al suo primo convento: \/ &#8216;Andate, e predicate al mondo ciance&#8217;; \/ ma diede lor verace fondamento;\u00a0\/ e quel tanto son\u00f2 ne le sue guance, \/ s\u00ec ch&#8217;a pugnar per accender la fede \/ de l&#8217;Evangelio fero scudo e lance.\u00a0\/ Ora si va con motti e con iscede \/ a predicare, e pur che ben si rida, \/ gonfia il cappuccio e pi\u00f9 non si richiede.\u00a0\/<br \/>\nMa tale uccel nel becchetto s&#8217;annida, \/ che se &#8216;l vulgo il vedesse, vederebbe \/ la perdonanza di ch&#8217;el si confida:\u00a0\/ per cui tanta stoltezza in terra crebbe, \/ che, sanza prova d&#8217;alcun testimonio, \/ ad ogne promession si correrebbe.\u00a0\/ Di questo ingrassa il porco sant&#8217; Antonio, \/ e altri assai che sono ancor pi\u00f9 porci, \/ pagando di moneta sanza conio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il vizio di sfruttare il pulpito, o l&#8217;ambone, allo scopo di fare colpo sull&#8217;uditorio dei fedeli, non per attirare le anime alla verit\u00e0 del Vangelo, ma per glorificare se stessi, \u00e8 dunque molto antico, se gi\u00e0 Dante, sul limitare fra il 1200 e il 1300, ne aveva piene le tasche di certi preti che parlano di tutto e di pi\u00f9, che fanno la ruota come i pavoni, che buffoneggiano, che cantano e ridono come personaggi dello spettacolo, come artisti circensi o imbonitori da fiera. Chiss\u00e0 quante volte, entrando in chiesa per ascoltare devotamente la santa Messa, si sar\u00e0 corrucciato, si sar\u00e0 indignato davanti a un simile, turpe spettacolo di narcisismo e di esibizionismo; chiss\u00e0 quante volte si sar\u00e0 morso la lingua per tacere e avr\u00e0 trattenuto a stento l&#8217;impulso di alzarsi e uscire dal tempio di Dio, per poi riversare tutta la sua stizza in questi versi della <em>Divina Commedia<\/em>. Si vede che anche ai suoi tempi c&#8217;erano i don Farinella, i don Olivero e i don Biancalani, i quali, contrariamente all&#8217;ammonizione di Ges\u00f9 Cristo, andavano nel mondo <em>a predicar ciance<\/em>; quelli, per\u00f2, non oltrepassavano il segno in termini dottrinali, perch\u00e9 avevano ricevuto <em>verace fondamento<\/em>; fondamento che, dopo l&#8217;istituzione dei seminari, decisa dal Concilio di Trento (un concilio che i catto-progressisti, guada caso, non menzionano mai, se non, eventualmente, in termini negativi, come esempio di chiusura e di contrapposizione, per far meglio risaltare il solo concilio che per essi fa testo, il Vaticano II), era stabilito in maniera ancor pi\u00f9 solida, e tale rimase fino al pontificato di san Pio X, allorch\u00e9 la peste modernista cominci\u00f2 a infiltrarsi entro le mura. Ora, a partire dal Concilio Vaticano II, siamo in piena anarchia: nei seminari s&#8217;insegna di tutto, tranne che la sana dottrina teologica; San Tommaso d&#8217;Aquinio, in particolare, che gi\u00e0 Leone XIII aveva raccomandato fosse studiato come il pi\u00f9 autorevole esponente della teologia cristiana, \u00e8 stato relegato in soffitta; furoreggiano altri nomi e altre tendenze, da Rahner a Kasper, da Martin a Bianchi. E ogni singolo sacerdote si sente libero di regolarsi come crede, sia a livello liturgico che pastorale, e perfino a livello dottrinale. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una dottrina, il signore argentino lo ha detto e fatto capire in cento e cento occasioni: la dottrina \u00e8 una cosa rigida, una cosa morta, una cosa buona per i farisei; no: ora c&#8217;\u00e8 la carit\u00e0 (si vede che prima non c&#8217;era), c&#8217;\u00e8 la misericordia, ci sono i poveri e i migranti: vogliamo mettere? E soprattutto c&#8217;\u00e8 il <em>discernimento<\/em>: la parola magica, la parola <em>passe-partout<\/em>, la parola grazie alla quale ogni prete pu\u00f2 decidere, in coscienza, la <em>sua<\/em> coscienza, se dare la comunione ai divorziati, se darla ai sodomiti impenitenti ed esibizionisti: come se fosse cosa loro, quasi fossero dei baristi che decidono cos\u00ec, a occhio, se il cliente \u00e8 minorenne o no, se \u00e8 sobrio o gi\u00e0 ubriaco, e in base a ci\u00f2 dargli o non dargli un&#8217;altra bevanda alcolica. A loro discrezione; cio\u00e8, volevamo dire, secondo il loro <em>discerniment<\/em>o. Non in base alla verit\u00e0 oggettiva della dottrina cattolica; no: in base al discernimento, al qui e ora, alla situazione; insomma, storicizzando e individualizzando.<\/p>\n<p>Qui si vedono gli effetti disastrosi della svolta antropologica in teologia, inaugurata da Karl Rahner. L&#8217;aver posto l&#8217;uomo al centro della riflessione teologica \u00e8 stata una rivoluzione. Diciamo pure una rivoluzione copernicana: un po&#8217; come l&#8217;aver posto il fenomeno al centro dell&#8217;intelligibile per Kant, e non pi\u00f9 la cosa in s\u00e9. Per Kant, ci\u00f2 aveva significato, in pratica, la liquidazione della metafisica, relegata fra i saperi non verificabili; per Rahner, la svolta antropologica rende in pratica obsoleto il concetto stesso della verit\u00e0 oggettiva, sul quale la teologia cattolica si \u00e8 sempre fondata. <em>Sempre<\/em>, e non solo quella di san Tommaso d&#8217;Aquino; se si toglie la verit\u00e0 oggettiva, se si relativizza la nozione di Dio, il cristianesimo cade. D&#8217;altra parte, se adesso al centro della riflessione &quot;teologica&quot; c&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo, \u00e8 perfettamente logico che la santa Messa sia trasformata in una sorta di conciliabolo protestante, e l&#8217;omelia del sacerdote si trasformi in un&#8217;arringa personale, dove ciascun prete \u00e8 libero di dire e improvvisare tutto quel che gli pare. Ed \u00e8 ci\u00f2 a cui stiamo assistendo. Un cattolico entra in chiesa, prende posto per assistere alla santa Messa, ed \u00e8 costretto a sopportare tutte le stravaganze, le intemperanze e le eccentricit\u00e0 di questo o quel parroco. C&#8217;\u00e8 chi in chiesa non riesce nemmeno ad entrare, e alla Messa deve rinunciare, come succede in quel di Genova, dove don Paolo Farinella, ormai da due anni, si regola cos\u00ec: l&#8217;anno scorso per &quot;rispetto verso i migranti&quot;, cos\u00ec diceva, e quest&#8217;anno per protesta contro il &quot;decreto sicurezza&quot; del governo Conte, che limita le possibilit\u00e0 di sbarco e di accesso al territorio nazionale. Ma se \u00e8 fortunato, il nostro cattolico trova la porta aperta e riesce ad assistere alla Messa. Ma quale Messa? Non sappiamo pi\u00f9 nemmeno se scriverlo con la maiuscola o con la minuscola: in effetti, talvolta si dubita che vi sia la cosa pi\u00f9 importante, la Presenza Reale di Cristo nel Sacrificio eucaristico. Fra chitarre e tamburelli come &quot;musica sacra&quot;, buffonate e arringhe politicizzate al posto dell&#8217;omelia, divorziati o protestanti che accedono tranquillamene alla Comunione, ovviamente prendendo l&#8217;Ostia colle mani e portandosela in bocca (e guai se un prete si azzarda a tentare di darla in bocca: i primi a protestare sono proprio i religiosi, a cominciare da certe suore femministe che si rivolgono direttamente al vescovo per far sgridare il reprobo), gente che va da tutte le parti a stringersi la mano, frizzi e lazzi di ogni tipo al posto della vera liturgia, e qualche canto stile rock o rap al posto del vero canto liturgico, c&#8217;\u00e8 di che restare pi\u00f9 che perplessi: scandalizzati. Di fatto, conosciamo moltissime persone che hanno smesso di recarsi alla santa Messa per questo preciso motivo: che non sopportano pi\u00f9 di vedere il sacro rito trasformato in una <em>kermesse<\/em> in stile televisivo, sulla falsariga di Maria De Filippi invece che su quella di San Pio da Pietrelcina. C&#8217;\u00e8 anche il prete che pronuncia l&#8217;omelia col microfono in mano, girando fra i banchi e interrogando scherzosamente i fedeli, anche su argomenti frivoli e del tutto estranei, non diciamo alle letture sacre del giorno, ma anche al senso religioso sia pur concepito in senso ampio. C&#8217;\u00e8 il telefonino che squilla e c&#8217;\u00e8 il prete scherzoso e accomodante che inframmezza la predica con battute del tipo: <em>Risponda, risponda pure, non faccia complimenti. Speriamo solo che non sia la sua amante<\/em>. E gi\u00f9 ammiccamenti, ridate e risolini del pubblico, cio\u00e8, volevamo dire, da parte dei fedeli. Ma fedeli di cosa? Non crediamo di essere retrivi n\u00e9 bigotti, ma in simili frangenti crediamo sia inevitabile arrossire, sentirsi profondamente a disagio. Ci si chiede dove si sia capitati, cosa si stia facendo in quel luogo, con quelle persone. Ma quel prete, ma quei fedeli, lo sanno che cos&#8217;\u00e8 la santa Messa? Lo sanno che \u00e8 la celebrazione del Sacrificio eucaristico? E lo sanno che \u00e8 l&#8217;offerta del Sacrificio di Cristo che si rinnova e che il sacerdote, coi fedeli, offre al Padre celeste; non gi\u00e0 qualcosa che gli uomini offrano a Dio di tasca propria? Che cosa ha l&#8217;uomo da offrire a Dio, che Dio gi\u00e0 non possieda, e in grado incommensurabilmente pi\u00f9 perfetto? La sola cosa che possono offrire, umilmente, devotamente, \u00e8 il Sacrificio che Ges\u00f9 stesso, il Figlio divino, ha fatto per amore di essi: ed \u00e8 rivolta al Padre, con la mediazione dello Spirito Santo. <em>Questa<\/em> \u00e8 la messa.<\/p>\n<p>La radice del problema \u00e8 nella nuova idea di Chiesa che si \u00e8 affermata a partire dal Concilio Vaticano II; in subordine, il problema risiede nei seminari. Evidentemente, oggi nei seminari si insegna di tutto un po&#8217;, perfino corsi di ateismo (lo sappiamo per certo: ce l&#8217;ha confessato, desolato, un sacerdote che ha frequentato il seminario negli anni &#8217;70), nonch\u00e9 una quantit\u00e0 di autori e testi non cattolici, in particolare protestanti della scuola cosiddetta liberale: Rudolf Bultmann, Karl Barth, Dietrich Bonhoeffer (quest&#8217;ultimo automaticamente santificato dall&#8217;essersi opposto al nazismo ed esser morto in un campo di concentramento). E poi sociologia, psicologia, psichiatria. Non sar\u00e0 che la vocazione religiosa \u00e8 un caso psichiatrico? Sta di fatto che anche questo abbiamo dovuto vedere: il cardinale Braz De Aviz che, in un documento ufficiale, consiglia alle donne che desiderano votarsi alla verginit\u00e0 religiosa, di farsi per prima cosa una bella visita psichiatrica. Lo stesso succede a quei sacerdoti cattolici che non condividono la svolta <em>gay-friendly<\/em>, specie negli Stati Uniti: i loro vescovi li spediscono dallo psichiatra, per capire cosa c&#8217;\u00e8 nella loro testa che non funziona. E uno pseudo papa che, in un documento ancor pi\u00f9 ufficiale, dice chiaro e tondo che <em>non \u00e8 sano cercare il silenzio<\/em>: come dire che migliaia di monaci e suore sono altrettanti casi patologici. Il soprannaturale scompare, si scioglie nel dato naturale: tutto si pu\u00f2 e si deve spiegare in termini scientifici, o meglio parascientifici, cio\u00e8 freudiani o junghiani (e Jung \u00e8 ancora pi\u00f9 nocivo di Freud, coi suoi svolazzi pseudo mistici e pseudo spirituali). Oggi un divorziato che chiede consiglio al prete, si sente rispondere che \u00e8 la sua stessa coscienza che deve dirgli se la sua vita \u00e8 impostata bene oppure no: chi \u00e8 il prete per giudicarlo? Se ha rotto la sacra promessa del matrimonio, avr\u00e0 pur avuto le sue ragioni. E un giovane con tendenze omosessuali, che si rivolge al sacerdote per aver consiglio, si sente dire che non c&#8217;\u00e8 nessun problema, che \u00e8 tutto a posto, che Dio ama ciascuno cos\u00ec com&#8217;\u00e8, non pretende di cambiarlo, l&#8217;importante \u00e8 che siamo felici e che ci realizziamo. Felicit\u00e0, realizzazione: da quando in qua sono i concetti fondamentali della morale cattolica? Eppure, per moliti preti, lo sono diventati. Quando, come? In questi ultimi cinquant&#8217;anni: a partire dal Concilio e sulle orme della svolta antropologica. Ma tutto questo \u00e8 ancora cattolicesimo? Ovviamente no; ma guai a dirlo in giro. Bisogna fare finta che vada tutto bene, anzi, che questa sia la migliore interpretazione possibile del cattolicesimo. E da quando in qua il Vangelo \u00e8 una faccenda d&#8217;interpretazione soggettiva? Dai tempi di Lutero, naturalmente. Quindi i cattolici sono diventati luterani? Ovviamente s\u00ec. Ma anche questo, meglio non dirlo; del resto, parlano i fatti: per i cinquecento anni della sciagurata apostasia luterana e dello scisma protestante, le Poste Vaticane hanno pensato bene di emettere un francobollo commemorativo, con Cristo in croce e, ai suoi piedi, non la Vergine Maria e San Giovani, bens\u00ec Martin Lutero e Filippo Melantone. Splendido, vero? Gi\u00e0: peccato solo per un piccolo dettaglio: che tutto ci\u00f2 non \u00e8 per niente cattolico. Lo chiamino pure ecumenismo, lo chiamino come vogliono: del resto, sono padroni del linguaggio, perch\u00e9 sono riusciti a impadronirsi di tutta la stampa (ormai ex) cattolica, da <em>L&#8217;Avvenire<\/em> a <em>Famiglia Cristiana<\/em>, da <em>Vita Pastorale<\/em> a <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>. Ma \u00e8 evidente che si tratta di una grossa, grossissima menzogna. Una menzogna blasfema, che grida vendetta a Dio. Una menzogna che ha lo scopo d&#8217;ingannare deliberatamente oltre un miliardo di cattolici sparsi nei cinque continenti.<\/p>\n<p>Che consiglio dare, a questo punto, a un giovane che sente la vocazione religiosa e vuole entrare in seminario? Pi\u00f9 o meno, lo stesso che ci sentiamo di dire a un giovane che si iscrive all&#8217;universit\u00e0: che cerchi di imparare, ma non si faccia strumentalizzare dai professori, non si faccia contaminare dal conformismo culturale, non lasci che gli facciano il lavaggio del cervello. Naturalmente, il giovane aspirante sacerdote ha un potentissimo alleato in pi\u00f9: Ges\u00f9 Cristo; e una potentissima Madre che intercede presso di Lui: Maria Vergine. \u00c8 a loro che un giovane seminarista deve affidarsi, oggi; altro che discernimento, svolta antropologica e ciarle senza costrutto, come direbbe il padre Dante. E lasciamo che Enzo Bianchi dica le sue eresie, e Vito Mancuso scriva le sue sciocchezze: ciascuno segua la sua strada. Gli eretici e gli esibizionisti vadano per la loro, dietro al pifferaio magico; i buoni cattolici vanno dietro a Ges\u00f9 Cristo, consapevoli che dovranno affrontare incomprensioni e persino persecuzioni, anche dentro la chiesa. Non \u00e8 successa la stessa cosa ai francescani e alle francescane dell&#8217;Immacolata, fin da quando il soglio pontificio \u00e8 stato occupato dall&#8217;indegno signore argentino? Questi sono tempi di eroismo; ma la fede \u00e8 sempre eroica, o non \u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vale la pena di rileggersi i versi del ventinovesimo canto del Paradiso di Dante (85-126): Voi non andate gi\u00f9 per un sentiero \/ filosofando: tanto vi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[119,236],"class_list":["post-24648","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dottrina","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24648"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24648\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}