{"id":24647,"date":"2018-04-02T05:56:00","date_gmt":"2018-04-02T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/02\/dobbiamo-rimettere-la-fedelta-allordine-del-giorno\/"},"modified":"2018-04-02T05:56:00","modified_gmt":"2018-04-02T05:56:00","slug":"dobbiamo-rimettere-la-fedelta-allordine-del-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/02\/dobbiamo-rimettere-la-fedelta-allordine-del-giorno\/","title":{"rendered":"Dobbiamo rimettere la fedelt\u00e0 all&#8217;ordine del giorno"},"content":{"rendered":"<p>La crisi che stiamo vivendo non \u00e8 solo economica e finanziaria; \u00e8, prima di tutto, morale e spirituale: \u00e8 una crisi di civilt\u00e0. \u00c8 la civilt\u00e0 moderna che sta implodendo, com&#8217;era largamente prevedibile, essendo fondata non su valori spirituali, ma unicamente su acquisizioni materiali: scientifiche, tecniche, finanziarie. \u00c8 una anti-civilt\u00e0 che sta arrivando al capolinea: sta cadendo a pezzi, letteralmente, anche se le sue classi dirigenti e la sua <em>intellighenzia<\/em> continuano, in buona o in cattiva fede, a rassicurare, a mostrar ottimismo, a parlare di progresso: quel progresso sulla cui mitologia era stata fondata sin dall&#8217;inizio. Ma era una parola vuota, e ora anche un bambino lo pu\u00f2 vedere con chiarezza. Non ha senso parlare di progresso quando si tratta solo di perfezionamento materiale, specie se questo si accompagna a un vero e proprio regresso spirituale. E che un regresso spirituale ci sia stato, \u00e8 cosa che possiamo vedere e toccare con mano. Ci siamo letteralmente imbarbariti: figli che si ribellano ai genitori, studenti che maltrattano i loro insegnanti, legislatori che puniscono i cittadini onesti e premiano i disonesti, magistrati che raddoppiano l&#8217;iniquo trattamento e fanno sentire inutili e inadeguati i fedeli servitori dello Stato, baldanzosi e sempre pi\u00f9 aggressivi gli elementi perturbatori dell&#8217;ordine e della sicurezza.<\/p>\n<p>Ecco, abbiamo sfiorato un concetto-chiave: quello della fedelt\u00e0. Se si volesse individuare il concetto fondamentale su cui la societ\u00e0 si regge, e senza il quale nessuna societ\u00e0 potrebbe durare a lungo, diremmo senz&#8217;altro: la fedelt\u00e0. Il che vale anche per la prima, la pi\u00f9 piccola e la pi\u00f9 preziosa delle societ\u00e0 umane, quella sulle cui spalle si regge tutto il resto: la famiglia. La famiglia naturale e possibilmente la famiglia cristiana, formata da un padre e una madre e da alcuni bambini, se Dio, al quale i due sposi si sono affidati, li ha concessi loro. Questa e non altro \u00e8 la famiglia; inutile precisare che le cosiddette &quot;famiglie arcobaleno&quot; sono delle oscene contraffazioni della vera e unica famiglia che la nostra autentica civilt\u00e0, ossia la civilt\u00e0 europea che ha preceduto il nascere di quella moderna, abbia mai conosciuto. Non ce ne sono altre e non ce ne saranno mai altre, se non nella finzione di una legislazione e di una magistratura le quali se ne vanno per conto loro, impazzite o asservite ad oscuri poteri, senza minimamente tener conto di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e buono, di ci\u00f2 che \u00e8 vero e santo, anzi, quasi incalzate da una smania di distruzione che ha qualcosa di realmente diabolico. Senza la fedelt\u00e0, una famiglia non si regge: la fedelt\u00e0 dei membri l&#8217;uno verso l&#8217;altro, e di tutti verso un bene superiore e immateriale, nel quale vi \u00e8 anche il bene dei singoli, ma non assolutizzato, non innalzato al livello di un &quot;diritto&quot; a senso unico, egoista e tirannico: un bene che i cattolici chiamano Dio, perch\u00e9 in Dio sono compresi tutti gli altri beni, mentre, senza di Lui, nessun bene \u00e8 veramente tale, anche se pu\u00f2 sembrarlo a uno sguardo distratto. La famiglia cristiana, infatti, si regge sul sacramento del matrimonio, non su un contratto firmato davanti al sindaco, che \u00e8 cosa tutta umana e che si pu\u00f2 rescindere in qualsiasi momento; per non parlare delle &quot;unioni di fatto&quot;, comprese quelle omosessuali, ora assurdamente equiparate al matrimonio, sebbene sia evidente, a chi la voglia vedere, l&#8217;incongruenza di chi vuol vivere con una persona senza assumere impegni durevoli, e tuttavia pretende di avere gli stessi benefici di legge che sono previsti nei confronti di una unione durevole.<\/p>\n<p>La fedelt\u00e0 era, senza dubbio, la prima qualit\u00e0 morale richiesta nella societ\u00e0 feudale; e, in un certo senso, continu\u00f2 ad esserlo fino a che sopravvisse l&#8217;Ancien R\u00e9gime. Con l&#8217;avvento della rivoluzione industriale e della rivoluzione politica di matrice liberale e democratica, essa \u00e8 velocemente scivolata indietro nell&#8217;ordine delle qualit\u00e0 richieste al buon cittadino, sostituita da altre, pi\u00f9 materiali, come il senso degli affari, la capacit\u00e0 di risparmio, l&#8217;abilit\u00e0 e la spregiudicatezza nella amministrazione del patrimonio, il lavoro e la produzione come fine a se stessi, infine la padronanza della tecnica. Con la fedelt\u00e0 si \u00e8 compreso che non si va avanti, non si fa carriera, non si combinano buoni affari, non si entra nelle grazie della gente che conta; perci\u00f2 \u00e8 stata silenziosamente e discretamente messa in cantina, in qualche vecchio baule, da dove \u00e8 poco probabile che a qualcuno venga l&#8217;idea di tirarla fuori, un giorno o l&#8217;altro. Semplicemente, non serve pi\u00f9; anzi, \u00e8 divenuta perfino d&#8217;intralcio a chi voglia aprirsi la strada nella vita, in questa nostra civilt\u00e0 moderna che, appunto, forse non \u00e8 nemmeno una civilt\u00e0, ma il contrario di quel che una civilt\u00e0 deve essere: costruzione di valori e non solo produzione di beni.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8 la fedelt\u00e0? Ne daremo una definizione molto pratica: la fedelt\u00e0 \u00e8 promettere a qualcuno o a qualcosa: <em>Io non ti lascer\u00f2 mai solo; qualsiasi cosa dovesse accadere, io ti star\u00f2 sempre al fianco e mi prender\u00f2 cura di te.<\/em> A <em>qualcuno<\/em> o a <em>qualcosa<\/em>: perch\u00e9 la fedelt\u00e0 si esplica nei confronti delle persone, ma anche nei confronti dei valori, bench\u00e9 questo aspetto sia stato quasi del tutto dimenticato. La fedelt\u00e0 alla bandiera, per esempio, \u00e8, o meglio era, parte essenziale del codice di un soldato o di un marinaio: e vi sono stati dei soldati i quali si sono fatti uccidere per difendere sino all&#8217;ultimo la bandiera del reggimento, e marinai i quali hanno preferito affondare con la loro nave, le bandiere di guerra spiegate al vento, piuttosto che mettersi in salvo, abbandonando ci\u00f2 a cui avevano giurato perenne fedelt\u00e0 (cfr. i nostri articoli: <em>Bisogna tenere alto lo stendardo nella palude vischiosa del nichilismo<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 18\/10\/13, e <em>Un giuramento non pu\u00f2 essere sciolto, perch\u00e9 non riguarda solo i vivi, ma anche i morti<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/01\/2018). \u00c8 difficile tentar di spiegare queste cose a un giovane dei nostri giorni; non le capirebbe. Peggio ancora: penserebbe che si tratta di una mentalit\u00e0 sbagliata, frutto di un&#8217;educazione retorica e alienante. Come spiegargli che l&#8217;animo umano ha bisogno di fedelt\u00e0, che la fedelt\u00e0 \u00e8 la sua vera natura, e che, se non si la si esercita verso i valori pi\u00f9 alti che danno un senso anche alla vita individuale, fosse pure la pi\u00f9 modesta, essa avvizzisce e muore, ma fa imputridire tutta la vita interiore? Un giovane di oggi, il quale sorride ironicamente al pensiero di un fante che rischia la vita per difendere la bandiera, o di un capitano che preferisce colare a picco insieme alla sua nave, per chi o per che cosa sarebbe disposto a offrire la sua vita? Quali sacrifici sarebbe disposto a fare, qualora si trattasse non del suo tornaconto strettamente individuale, ma di un bene collettivo di ordine superiore? La verit\u00e0 \u00e8 che la mentalit\u00e0 consumista e lo stile di vita americano hanno letteralmente distrutto i valori morali e ridotto le persone ad atomi egoisti e insensibili, preoccupati unicamente di se stessi e indifferenti al bene comune; e, quel che \u00e8 peggio, infarciti di ragionamenti sofistici, cos\u00ec da essere convinti d&#8217;aver pienamente ragione, di aver capito mille cose pi\u00f9 dei loro padri e dei loro nonni, ossia che i valori morali non esistono, sono solo un inganno di classe; che la verit\u00e0 non esiste; che tutto \u00e8 relativo e non c&#8217;\u00e8 nulla per cui valga la pena di rischiare qualcosa, se non il proprio interesse.<\/p>\n<p>La fedelt\u00e0, dunque, \u00e8 essenzialmente una promessa; di pi\u00f9: \u00e8 una promessa solenne, in nome dell&#8217;Assoluto, quindi un sacro giuramento. I tempi possono cambiare e le regole possono mutare, ma il giuramento \u00e8 una cosa che resta. Se non che, la civilt\u00e0 moderna \u00e8 fondata non sulla stabilit\u00e0, ma sul continuo mutamento: \u00e8 la prima civilt\u00e0 in cui la stabilit\u00e0 non sia considerata pi\u00f9 un valore, ma un intralcio. \u00c8 la civilt\u00e0 della trasformazione incessante, della velocit\u00e0, del mutamento eretto a normalit\u00e0 delle cose: mutano i modi di produzione, gli stili di vita, i sistemi di pensiero e perfino i codici morali. Un tempo, la mutevolezza era considerata un difetto: ora \u00e8 la massima delle virt\u00f9. Mutare vuol dire sapersi adattare; e in una societ\u00e0 dove ogni cosa cambia di anno in anno, di mese in mese, di giorno in giorno, chi non sa adattarsi \u00e8 destinato a perire, e, inoltre, \u00e8 considerato un inutile fardello, un peso che ritarda lo sviluppo. Ecco perch\u00e9 i saperi tradizionali, anche quelli di ordine pratico, ad esempio le tecniche artigianali, stanno scomparendo: non servono pi\u00f9, nessuno sa che farsene. Le cose prodotte dall&#8217;industria moderna non sono fatte per durare, ma per essere continuamente sostituite da altre cose, pi\u00f9 sofisticate e pi\u00f9 costose. La durata degli oggetti diventerebbe un problema: bisogna che essi durino poco, altrimenti vi sarebbe una crisi nella produzione, e tutto il sistema si basa sull&#8217;immissione di sempre nuovi articoli su un mercato gi\u00e0 saturo. Un&#8217;automobile, un frigorifero, una lavatrice, un computer o un telefonino che durassero pi\u00f9 di qualche anno, sarebbero un problema per l&#8217;intero sistema economico e produttivo. Nello stesso tempo, una societ\u00e0 del genere ha bisogno di persone disposte a rivedere continuamente le loro convinzioni, a modificare le loro idee, a capovolgere i propri punti di vista. In una societ\u00e0 come questa, non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9 conservare fino a sabato ci\u00f2 che si riteneva giusto il luned\u00ec: la fedelt\u00e0 ai valori, ripetiamo, diventa un elemento di ritardo, un sasso che inceppa il meccanismo ben oliato del mutamento. Questa \u00e8 una societ\u00e0 fatta a misura di camaleonti, non a misura di uomini e donne capaci di fedelt\u00e0. La capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di mantenere le promesse, pertanto, finisce di essere una virt\u00f9 e incomincia a diventare un difetto: esito paradossale di una civilt\u00e0 paradossale, malata, anti-umana.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 il riflesso di un processo mondiale di natura finanziaria. Il lavoro \u00e8 stato gradualmente sostituto dal capitale industriale di rendita, e questo, a sua volta, dal capitale finanziario e speculativo, concentrato in un gruppo d&#8217;individui sempre pi\u00f9 ristretto. Ad una economia sana e naturale, in cui le cose erano scambiate secondo il loro valore effettivo, cio\u00e8 in base al costo di produzione, \u00e8 subentrata una societ\u00e0 malata di capitalismo di rapina, in cui sono i grandi gruppi industriali a stabilire il costo delle merci, indipendentemente dai loro costi effettivi di produzione: per cui si arriva all&#8217;assurdo di un raccolto di pomodori che viene distrutto sotto i cingoli dei trattori, perch\u00e9 l&#8217;agricoltore, vendendo i suoi pomodori al prezzo stabilito dal mercato, non solo non ci guadagnerebbe nulla, ma ci perderebbe addirittura. E tutto questo perch\u00e9 dei signori che non hanno lavorato, che non sanno nulla dei reali processi di produzione, che vivono molto lontani dai campi di pomodori, hanno fissato il prezzo di quella merce in base alle quotazioni borsistiche, al solo ed unico fine di guadagnarci sopra senza fare alcuna fatica. Tale \u00e8 il modello economico del capitalismo selvaggio. Al quale \u00e8 successa una fase ulteriore, nella quale stiamo vivendo: la fase della finanza di rapina, ove gli stessi produttori sono ridotti al livello dei lavoratori, cio\u00e8 sono stati impoveriti e proletarizzati, e a fissare i costi delle merci e il costo dei salari non sono pi\u00f9 le grandi <em>corporations<\/em> industriali, ma le maggiori banche mondiali, detentrici di quasi tutta la ricchezza del pianeta: ma, si badi, di una ricchezza puramente virtuale, fatta di titoli e azioni speculative, cio\u00e8 una ricchezza nominale e illusoria, di cui non esiste il controvalore reale, n\u00e9 in denaro, n\u00e9, tanto meno, in beni e servizi prodotti. Situazione assurda, ma estremamente concreta: un pugno di super capitalisti finanziari, veri pirati e banditi dell&#8217;alta finanza, di miliardari come George Soros, o come i Rockefeller, tengono in pugno il destino, il lavoro, il livello di vita di sette miliardi e pi\u00f9 d&#8217;individui, ridotti al rango di schiavi consumatori, i quali, per\u00f2, ignorano di essere schiavi e s&#8217;illudono di contare ancora qualcosa, solo perch\u00e9 sono dei consumatori. Quei signori, semplicemente spostando i loro capitali in borsa, cio\u00e8 semplicemente investendo e disinvestendo le loro ricchezze al momento opportuno, sono in grado di guadagnare cifre astronomiche, mettendo in ginocchio l&#8217;economia di interi Stati e interi popoli: i quali, poi, devono ripianare i debiti contratti mediante lavoro reale e sacrifici reali, in cambio di un denaro immaginario che \u00e8 stato loro erogato o che si sono impegnati a rimborsare. Un colossale sistema di usura di decisioni planetarie, come bene aveva visto e compreso non un economista, ma un grande poeta della met\u00e0 del XX secolo: Ezra Pound. E sono gli stessi banchieri che ora muovono, finanziandole, enormi ondate di popolazione, al fine di sommergere l&#8217;Europa sotto il peso di milioni di africani, al preciso scopo di far ulteriormente abbassare il costo del lavoro e realizzare, cos\u00ec, profitti sempre pi\u00f9 grandi, addirittura mostruosi: il tutto sotto le bandiere dell&#8217;umanitarismo e della filantropia, nonch\u00e9 proclamando i sacri dogmi della libera circolazione delle persone e delle merci.<\/p>\n<p>In un mondo cos\u00ec, dominato da meccanismi speculativi di questa natura, \u00e8 evidente che la fedelt\u00e0 cessa di essere un valore. Il vassallo giurava fedelt\u00e0 al suo signore, il sacerdote giurava fedelt\u00e0 a Dio: ma il banchiere del terzo millennio a chi giura fedelt\u00e0, se non alla consorteria ristrettissima cui appartiene, alla super massoneria mondiale, formata da pochissime famiglie? Al livello del cittadino comune, la fedelt\u00e0 \u00e8 un disvalore perch\u00e9 insegna che le promesse vanno mantenute, i giuramenti vanno rispettati a qualsiasi costo. Ma il capitale finanziario non conosce, n\u00e9 vuole conoscere, promesse e giuramenti: conosce solo il proprio interesse, freddo e spietato come una lama di coltello. Null&#8217;altro gl&#8217;importa, di null&#8217;altro si cura, quand&#8217;anche, nelle sue speculazioni, dovesse sacrificare la vita e la sicurezza di milioni e milioni di persone. Cosa sono tutte quelle persone, per esso, se non bestiame da sfruttare, da mungere, da scannare? E allora, ecco perch\u00e9 bisogna rimettere la fedelt\u00e0 all&#8217;ordine del giorno: \u00e8 il sassolino che pu\u00f2 inceppare il diabolico sistema che ci opprime&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi che stiamo vivendo non \u00e8 solo economica e finanziaria; \u00e8, prima di tutto, morale e spirituale: \u00e8 una crisi di civilt\u00e0. \u00c8 la civilt\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[110,202],"class_list":["post-24647","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24647"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24647\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}