{"id":24644,"date":"2018-04-25T11:50:00","date_gmt":"2018-04-25T11:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/25\/dobbiamo-reagire-al-tradimento-in-atto\/"},"modified":"2018-04-25T11:50:00","modified_gmt":"2018-04-25T11:50:00","slug":"dobbiamo-reagire-al-tradimento-in-atto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/25\/dobbiamo-reagire-al-tradimento-in-atto\/","title":{"rendered":"Dobbiamo reagire al tradimento in atto"},"content":{"rendered":"<p>Sappiamo che la storia del pensiero procede per ideazione, costruzione e smantellamento di paradigmi culturali successivi: dove vada, per\u00f2, se proceda in linea retta, o se con linea sinusoide, o addirittura riavvolgendosi su se stessa, i pareri sono sempre stati discordi. Quel che \u00e8 certo, essa \u00e8 caratterizzata dai cambi di paradigma: a un certo punto, una minoranza di intellettuali si ribella al paradigma dominante, ne elabora uno nuovo, lo rende popolare e infine, con il sostegno della opinione pubblica e delle principali istituzioni culturali e scientifiche, lo smantella e lo seppellisce, erigendone uno nuovo, che viene via via rielaborato e definito dalle generazioni successive. Il nuovo paradigma regger\u00e0 poco o tanto, ma verr\u00e0 il tempo in cui la dinamica che lo ha creato incomincer\u00e0 a distruggerlo: e cos\u00ec avanti, in un ciclo ininterrotto. Ininterrotto, si fa per dire: vi sono anche delle fasi storiche nelle quali il vecchio paradigma langue, moribondo o praticamente morto, anche per un tempo considerevolmente lungo, prima che venga uno nuovo a sostituirlo: cos\u00ec \u00e8 stato, ad esempio, per il paradigma culturale del paganesimo romano, che ci mise almeno quattro secoli a spirare, prima di essere rimpiazzato dal nuovo paradigma cristiano. Quello che caratterizza i cambi di paradigma \u00e8 che le persone <em>fisiche<\/em> degli esponenti del vecchio e del nuovo sono diverse, e non si mescolano: salvo eccezioni, quando muore il vecchio paradigma scompaiono con esso anche gli esponenti della vecchia cultura, della vecchia spiritualit\u00e0 e della vecchia concezione del reale, e vengono sostituiti da nuovi intellettuali, da una nuova classe di scienziati e da una nuova casta sacerdotale. Il cambio di paradigma pu\u00f2 richiedere qualche anno, qualche decennio o perfino qualche secolo, ma il risultato \u00e8 sempre lo stesso: la vecchia cultura, la vecchia scienza, la vecchia arte e la vecchia filosofia scompaiono per mancanza di intellettuali che ne tengano viva la struttura; a maggior ragione ci\u00f2 avviene per le religioni, con la dissoluzione totale della vecchia religione e, sovente, con la distruzione fisica o con la radicale trasformazione dei suoi edifici sacri, dei suoi testi e libri di culto, e specialmente della sua casta sacerdotale.<\/p>\n<p>Noi stiamo vivendo in una tipica fase storica di trapasso, cio\u00e8 di cambio di paradigma; ma il processo, nel nostro caso, \u00e8 particolarmente complesso e, per certi aspetti, ambiguo, tanto che, probabilmente, presenta un unicum rispetto a quelli che l&#8217;hanno preceduto. Se ci\u00f2 sia dovuto alla particolare complessit\u00e0 della cultura moderna, \u00e8 difficile dire; potrebbe dipendere anche dal fatto che l&#8217;uomo moderno rapprese ta una vera e propria mutazione antropologica rispetto agli uomini del passato. Quel che vogliamo dire \u00e8 che il cambio di paradigma dalla cultura dell&#8217;antico Egitto a quella dell&#8217;Egitto ellenistico, per esempio, \u00e8 stato senza dubbio un cambio di paradigma vero e proprio, ma non ha comportato un cambiamento radicale del tipo umano esistente prima e dopo di esso; e lo stesso \u00e8 accaduto per gli altri cambi di paradigma a noi noti, per esempio dall&#8217;antichit\u00e0 classica al cristianesimo, e poi dal cristianesimo alla modernit\u00e0. Fanno eccezione solo i cambi di paradigma violenti, come nel caso della cultura azteca, o di quella incaica, o di quella maya, nelle quali &#8211; specialmente le prime due &#8212; il cambio di paradigma \u00e8 stato determinato da una invasione politico-militare da parte dei rapprese tanti di una civilt\u00e0 completamente diversa ed estranea, gli europei del XVI secolo, in possesso di una tecnologia immensamente superiore, il che ha reso particolarmente rapida e traumatica la scomparsa del vecchio paradigma, con la sua cultura, la sua lingua, la sua scienza, la sua arte e la sua religione. Ebbene, oggi si sta verificando un fenomeno altrettanto rapido e traumatico, ma non per lo scontro con una civilt\u00e0 tecnologicamente pi\u00f9 evoluta, bens\u00ec per una sorta di nemesi che spinge i rappresentanti del vecchio paradigma ad avventarsi contro di esso, senza averne a disposizione uno nuovo, oppure, cosa ancor pi\u00f9 sconcertante, con la strana pretesa di voler rivitalizzare il vecchio paradigma, di fatto sottoponendolo a una inverosimile operazione di ristrutturazione, pressoch\u00e9 totale, facendo finta che si tratti solo di aggiustamenti esteriori e di miglioramenti del livello comunicativo: il tutto ad opera dello stesse persone fisiche del vecchio paradigma, divenute ardenti sostenitrici di un &quot;rinnovamento&quot; che equivale, di atto, a una rivoluzione, anche se la cosa non viene ammessa, n\u00e9 riconosciuta. Ma scendiamo pi\u00f9 nel concreto e vediamo pi\u00f9 da vicino come stanno andando le cose.<\/p>\n<p>Il vecchio paradigma che sta agonizzando non \u00e8, come si potrebbe credere, quello della modernit\u00e0, anche perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, bisognerebbe dire che esso ha incominciato ad agonizzare almeno un paio di secoli fa, vale a dire non pi\u00f9 di due o tre secoli dopo essere sorto ed essersi affermato: e sarebbe un caso assai raro di un paradigma che nasce gi\u00e0 malato e che trascina un&#8217;esistenza moribonda per la maggior parte del tempo che gli \u00e8 dato di vivere. Stucchevole e inconcludente \u00e8 anche la discussione sulla fine del moderno e l&#8217;avvento del postmoderno, al quale dovrebbe seguire, a rigore, un post- postmoderno, e poi ancora, senza dubbio, un post, post, postmoderno: le distinzioni fra l&#8217;uno e l&#8217;altro si vanno facendo sempre pi\u00f9 labili ed evanescenti, sicch\u00e9 l&#8217;unica cosa certa e chiara, per chi guarda le cose nell&#8217;insieme, \u00e8 che nella modernit\u00e0 ci siamo dentro ancora in pieno, anche se sul suo stato di salute \u00e8 lecito avere pi\u00f9 di qualche dubbio, mentre la post-modernit\u00e0 \u00e8 solo una delle tante facce della modernit\u00e0 stessa, facce per lo pi\u00f9 ingannevolmente autocritiche. Frattanto il precedente paradigma, che si suole chiamare medievale, ma che sarebbe pi\u00f9 giusto chiamare, semplicemente, il paradigma cristiano, non \u00e8 scomparso del tutto, e questa \u00e8 gi\u00e0 una grossa novit\u00e0 e una significativa differenza con tutti i precedenti cambi di paradigma. Non ci riferiamo, ovviamente, solo al fatto della religione cristiana, ma a tutta la visione della vita cristiana, all&#8217;idea cristiana del reale: arte, scienza, filosofia, morale, politica, tutto insieme. Tale visione non \u00e8 affatto scomparsa con il sorgere del nuovo paradigma, al tempo dell&#8217;umanesimo e del rinascimento, ma ha potuto sopravvivere, anche se con difficolt\u00e0 crescente, e giungere fino al presente, sia pure al prezzo di un indebolimento sempre pi\u00f9 accentuato della sua presa sulle masse e, pi\u00f9 ancora, sugli intellettuali, i quali sono sempre i principali artefici dei cambi di paradigma. N\u00e9 la rivoluzione scientifica, n\u00e9 l&#8217;illuminismo, n\u00e9 la rivoluzione industriale, sono riusciti a distruggerlo, tale era la sua forza e tale la sua capacit\u00e0 di resistere ai cambiamenti, aggrappandosi letteralmente al terreno e disputando metro per metro l&#8217;avanzare della modernit\u00e0. Ancora in pieno XX secolo poeti come T. S. Eliot o come Paul Claudel, scrittori come Giovanni Papini, filosofi come Romano Guardini o Gabriel Marcel, scienziati come Enrico Medi o Antonino Zichichi, attestano la tenacia e la vitalit\u00e0 quasi incredibile del vecchio paradigma, ancora capace di esercitare una forza di attrazione in tutti gli ambiti della cultura e della vita civile, in un contesto ormai largamente dominato dal &quot;nuovo&quot; paradigma della modernit\u00e0 (in effetti affermatosi gi\u00e0 da quattro secoli), il cui tratto saliente \u00e8 la secolarizzazione. \u00c8 ovvio che il credente non attribuisce un simile esito, indubbiamente sorprendente, al caso o a delle circostanze estrinseche, ma al fatto che la religione cristiana \u00e8 stata fondata dal Figlio di Dio, venuto sulla terra per annunciare all&#8217;uomo la Verit\u00e0, e che gli ha promesso che rester\u00e0 con i seguaci della sua Chiesa, per proteggerli e guidarli in mezzo a qualsiasi avversit\u00e0, per tutti i secoli dei secoli, sino alla fine del mondo. Sul piano puramente storico, resta l&#8217;anomalia di una religione che, dopo duemila anni, e pur avendo subito attacchi di ogni genere, anche dal suo interno, non ha ancora esaurito la sua carica propulsiva; e la cui visione del mondo \u00e8 riuscita a sopravvivere, sia pure con non poche contaminazioni e compromessi, con la cultura del paradigma sorto esplicitamente per sostituirla e azzerarla: quello della modernit\u00e0, la cui essenza risiede nella volont\u00e0 di desacralizzare il mondo e glorificare l&#8217;uomo, facendone il surrogato di Dio.<\/p>\n<p>Pertanto il paradigma della modernit\u00e0 \u00e8 un paradigma misto, caso unico nella storia, almeno per quel che ne sappiamo. I sacerdoti degli dei aztechi scomparvero all&#8217;arrivo dei preti cattolici, cos\u00ec come la visione del mondo di quella civilt\u00e0 scomparve sotto l&#8217;urto dei <em>conquistadores<\/em>; ma i sacerdoti cattolici sono rimasti, nonostante tutto, in un mondo sempre pi\u00f9 desacralizzato e secolarizzato (i pastori protestanti hanno retto assai meno, e, del resto, sono venuti molto prima e molto di pi\u00f9 a patti con il &quot;mondo&quot;), e la visione cristiana del reale non \u00e8 affatto scomparsa, anche se, indubbiamente, \u00e8 stata relegata in un angolo, e di fatto emarginata. Ora, tuttavia, e specialmente dopo il Concilio Vaticano II, il, pericolo pi\u00f9 grande per la sopravvivenza del paradigma cristiano \u00e8 quello che viene dal suo interno, e non tanto quello che il mondo esterno porta contro di esso, sia sul versante del laicismo feroce, sul filo dei &quot;valori&quot; radicali, basati sulla cultura dei diritti civili e sostenuti ormai dalle sentenze dei tribunali, sia su quello delle altre religioni e specialmente del giudaismo e dell&#8217;islamismo, i quali entrambi, con modalit\u00e0 diverse, non hanno mai cessato, e tanto meno hanno cessato ai nostri giorni, di stringere d&#8217;assedio la cristianit\u00e0 e di cercare il punto debole della sua difesa, per sferrare l&#8217;assalto decisivo: e ci\u00f2 a dispetto delle anime belle post-conciliari, le quali sul cosiddetto dialogo inter-religioso e sul cosiddetto ecumenismo hanno puntato tutte le loro carte, in vista della costruzione di un mondo pluralista e relativista, nel quale la verit\u00e0 cristiana, con la lettera minuscola, sar\u00e0 una fra le tante, e nel quale la salvezza eterna non dipender\u00e0 affatto dall&#8217;accoglienza della Parola di Cristo, come gi\u00e0 si sente dire dal neoclero nei confronti del giudaismo; il che dovrebbe bastare e avanzare, se i cattolici avessero occhi per vedere e orecchi per udire, per comprendere che ci troviamo in presenza di una grossa eresia e di una apostasia generalizzata, che spaccia per cristiane delle idee e delle prassi che di cristiano non hanno nulla, anzi che sono la negazione del cristianesimo.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto del nostro ragionamento, dobbiamo fare due importanti osservazioni collaterali. Primo, un paradigma che cessa di espandersi \u00e8 destinato a soccombere: non esistono paradigmi che possano sopravvivere indefinitamente restando sulla difensiva, cio\u00e8 limitandosi a custodire la propria tradizione; la storia non sa che farsene di questi relitti, cos\u00ec come la natura non risparmia quegli organismi o quelle comunit\u00e0 biologiche le quali non sono capaci di adattarsi e riprodursi. Secondo: cos\u00ec come il paradigma cristiano si \u00e8 rivelato unico nella storia per le sue capacit\u00e0 di sopravvivenza e di espansione, precisamente perch\u00e9, nella prospettiva dei suoi seguaci, \u00e8 sostenuto da Dio stesso, che si \u00e8 incarnato ed \u00e8 entrato direttamente nella vicenda della storia umana, altrettanto unico si \u00e8 rivelato il paradigma che ha cercato, e sta cercando tuttora, di scalzarlo, quello della modernit\u00e0: si tratta, infatti, del primo e unico paradigma totalmente laico, antropocentrico e tendenzialmente irreligioso e materialista. Detto in modo ancor pi\u00f9 conciso: \u00e8 il primo e il solo paradigma della storia che ha rifiutato apertamente Dio. Ebbene, noi non crediamo che si sia trattato di una tendenza &quot;naturale&quot;, nel senso di spontanea: non crediamo, cio\u00e8, che l&#8217;idea di forgiare una cultura radicalmente atea e immanentista sia sorta in maniera graduale e spontanea negli intellettuali che hanno fondato e coltivato la modernit\u00e0; crediamo, invece, che vi sia stato un piano ben preciso, studiato da forze ben precise, da circoli esoterici, intellettuali, pseudo mistici, con una propria organizzazione finanziaria che li ha dotati di mezzi economici potentissimi, grazie ai quali hanno dato la scalata, paziente e metodica, alle principali istituzioni politiche e culturali: i regni e le repubbliche, le universit\u00e0 e le accademie, fino a imporre un piano globale per estirpare il cristianesimo e sostituirlo gradualmente con il culto luciferino dell&#8217;uomo. Al vertice di questo progetto crediamo, infatti, che vi sia stato, e vi sia tuttora, il grande nemico dell&#8217;uomo, l&#8217;angelo decaduto, che si serve dell&#8217;orgoglio, dell&#8217;avidit\u00e0, della lussuria degli esseri umani, per spingerli l\u00e0 dove essi neppure si rendono conto di andare. In parole ancora pi\u00f9 semplici: se il cristianesimo \u00e8 stata la civilt\u00e0 di Dio, la modernit\u00e0 \u00e8 l&#8217;anticivilt\u00e0 del diavolo: pertanto, servire la modernit\u00e0 equivale a servire il diavolo, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno; e ci\u00f2 \u00e8 vero indipendentemente dal grado di consapevolezza che ne hanno i suoi entusiastici corifei e i suoi zelanti servitori. Sappiamo bene quali sono le reazioni che un simile discorso immancabilmente suscita: il minimo che possa capitare \u00e8 di esser tacciati di fondamentalismo, nonch\u00e9 di delirio da complotto universale. E tuttavia, ci rivolgiamo alle persone di onesto sentire, purch\u00e9 abbiano una certa conoscenza della storia moderna: possibile che non abbiano mai colto, o intuito, quel sottile filo rosso che lega eventi e fenomeni apparentemente lontani nello spazio e nel tempo, ma i quali concorrono palesemente verso un medesimo fine? Possibile che, dietro le quinte della grande storia &#8212; fatta di rivoluzioni, colpi di stato, guerre, crisi economiche, accordi internazionali &#8212; non abbiano mai percepito qualche cosa di estraneo, di sinistro, diciamo pure d&#8217;innaturale: qualcosa al tempo stesso troppo perfetto e troppo diabolico per essere opera interamente umana o per essere il prodotto di circostanze fortuite? Noi s\u00ec, lo abbiamo percepito: e studiando, approfondendo, non fermandoci alla superficie delle cose, ma scavando nei retroscena e, per cos\u00ec dire, negli scantinati, ci siamo resi conto che quanto si vede della civilt\u00e0 moderna \u00e8 solo l&#8217;apparenza; la sostanza \u00e8 ben diversa. La prima conseguenza di tutto questo \u00e8 che la Chiesa \u00e8 stata infiltrata dal nemico: ed \u00e8 da un clero di traditori che viene sferrato ora l&#8217;attacco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sappiamo che la storia del pensiero procede per ideazione, costruzione e smantellamento di paradigmi culturali successivi: dove vada, per\u00f2, se proceda in linea retta, o se<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24644","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24644"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24644\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}