{"id":24642,"date":"2018-08-11T12:28:00","date_gmt":"2018-08-11T12:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/11\/dobbiamo-offrire-ai-bambini-un-clima-di-spiritualita\/"},"modified":"2018-08-11T12:28:00","modified_gmt":"2018-08-11T12:28:00","slug":"dobbiamo-offrire-ai-bambini-un-clima-di-spiritualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/11\/dobbiamo-offrire-ai-bambini-un-clima-di-spiritualita\/","title":{"rendered":"Dobbiamo offrire ai bambini un clima di spiritualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Se vogliamo ricostruire un orizzonte di speranza per le generazioni future; se abbiamo veramente a cuore il destino dei nostri figli e nipoti; se vogliamo assicurare loro gli strumenti perch\u00e9 possano difendersi in una realt\u00e0 sociale, morale e materiale sempre pi\u00f9 difficile, sempre pi\u00f9 ingrata, sempre pi\u00f9 alienante, dobbiamo adoperarci affinch\u00e9 i bambini, crescendo, trovino un clima nuovo, e siano accompagnati da un forte senso di spiritualit\u00e0, che oggi \u00e8 andato quasi del tutto perduto. Quello che ha resto stabile la societ\u00e0 pre-moderna, la societ\u00e0 europea che si poteva chiamare societ\u00e0 cristiana <em>tout-court<\/em>, \u00e8 stato il senso di spiritualit\u00e0 che non solo il clero, ma gli adulti in generale, sapevano trasmettere ai loro figli. I bambini crescevano con la netta consapevolezza che <em>non di solo pane vive l&#8217;uomo<\/em>, e che le cose dello spirito sono altrettanto necessarie, anzi pi\u00f9 necessarie, per vivere la vita buona, di quelle fisiche: una vita felice e realizzata, ovviamente non nel senso che noi oggi diamo alle parole <em>felicit\u00e0<\/em> e <em>realizzazione<\/em>. I genitori, per primi, davano l&#8217;esempio della laboriosit\u00e0, dell&#8217;impegno, della responsabilit\u00e0, ma trasmettevano anche il senso del sacro e della trascendenza. Il bambino imparava che esistono cose buone e cose cattive, cose lecite e cose illecite, cose giuste e cose sbagliate, sia sul piano della vita pratica, sia su quello della vita morale e religiosa (le ultime due cose essendo inseparabili).<\/p>\n<p>Un esempio tratto da ricordi personali chiarir\u00e0 bene il concetto. Nostro nonno, fornaio e grandissimo lavoratore, si alzava alle quattro ogni mattina, per cinquant&#8217;anni, per scendere nel forno a impastare il pane. Mai una vacanza, mai un viaggio, mai una spesa inutile, senza essere n\u00e9 avaro, n\u00e9 meschino. Non era nemmeno un bigotto: credeva, ma senza esagerazioni esteriori; andava a Messa la domenica, e l\u00ec finiva, anche per ragioni di tempo, il suo impegno religioso, almeno a livello esteriore (e l&#8217;unico giornale che comprava era <em>Famiglia Cristiana<\/em>, quando quel settimanale era veramente cristiano). Un giorno capit\u00f2 in visita a dei parenti in campagna; aveva con s\u00e9 la sua figlia pi\u00f9 piccola. Per festeggiare l&#8217;ospite, quelle brave persone tirarono fuori una serie di antipasti da far leccare le dita a un buongustaio: prosciutto, pancetta, mortadella, salame, e cos\u00ec via. Malauguratamente, quel giorno era di venerd\u00ec; e la bambina, fresca di catechismo, gli disse che lei non poteva mangiare, ma che mangiasse pure lui, perch\u00e9 se la meritava quella piccola deroga, dopo tanto lavoro indefesso. Ma il nonno non assaggi\u00f2 niente; nessuno dei due profitt\u00f2 di quei buoni piatti. Ed erano anni in cui il consumismo ancora non esisteva, non c&#8217;era nemmeno la parola: era appena finita la Seconda guerra mondiale, e nessuno era abituato al di pi\u00f9, n\u00e9 i bambini facevano i capricci per avere la bambola o il trenino; almeno quelli delle classi lavoratrici e della piccola borghesia. A distanza di oltre settant&#8217;anni, quella bambina ancora si doleva di aver &quot;costretto&quot; suo padre a rispettare il digiuno settimanale, ma non si pentiva di come si era comportata, era solo dispiaciuta per lui. Eppure lui, senza dubbio, avr\u00e0 fatto volentieri quel sacrificio, perch\u00e9 quella era una famiglia che si reggeva su affetti veri: erano persone di poche parole e di pochi gesti appariscenti, ma ricche di sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Evidentemente, i nonni avevano trasmesso ai propri figli &#8212; loro insieme a tutti gli altri adulti, sacerdoti compresi &#8211; l&#8217;importanza del digiuno del venerd\u00ec; avevano trasmesso l&#8217;idea che non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;istinto, ma anche la vita dell&#8217;anima; non solo la natura, ma anche la grazia. Un&#8217;idea che ha reso forti generazioni e generazioni di nostri progenitori: saper resistere alle piccole tentazioni da bambini significa allenarsi per le grandi tentazioni dell&#8217;et\u00e0 adulta. Sta di fatto che la societ\u00e0 funzionava: le famiglie restavano unite, nella buona e nella cattiva sorte; nessuno pensava che fosse una cosa normale <em>fare la propria vita<\/em>, o <em>inseguire i propri sogni<\/em>, o <em>puntare a realizzarsi<\/em>, tutte espressioni moderne, calpestando i valori, e procurando l&#8217;infelicit\u00e0 degli altri; nessuno riteneva lecito cercar di essere felici &#8212; e qui torniamo al discorso sulla felicit\u00e0 &#8211; al prezzo di provocare il dolore e lo sconforto di altri, oppure offendendo e disprezzando l&#8217;amore di Dio. Perci\u00f2, anche se erano tanto pi\u00f9 poveri di noi in senso materiale, i nostri nonni erano spiritualmente assai pi\u00f9 ricchi, e soprattutto pi\u00f9 preparati ad affrontare le difficolt\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>L&#8217;altro giorno ci \u00e8 capitato in mano il libretto della Prima Comunione di tanti anni fa. Sfogliandolo, nostalgia a parte, abbiamo notato che chi lo ha compilato (non reca il none dell&#8217;autore, o degli autori, e anche questo \u00e8 indicativo di quel clima di sobriet\u00e0 e di modestia che tanto contrasta con il narcisismo e l&#8217;esibizionismo del neoclero dei nostri giorni) possedeva una visione estremamente chiara, coerente e realistica dell&#8217;importanza di trasmettere ai bambini un senso di spiritualit\u00e0. Non \u00e8 vero, quindi, che la Prima Comunione data ai bambini, per coraggiosa e geniale decisione di san Pio X, si riduceva a una forma d&#8217;indottrinamento, quasi un lavaggio del cervello; al contrario, era il coronamento di un&#8217;opera pedagogica meditata e sapiente, che partiva da un sicuro riconoscimento di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale alla natura umana, il bisogno di verit\u00e0, e di ci\u00f2 che non \u00e8 essenziale, tutte quelle cose che distraggono la vita dell&#8217;anima dal suo scopo primario. Il quale si pu\u00f2 sintetizzare, se vogliamo, nella formula catechistica del <em>conoscere, amare e servire Dio in questa vita, per poi goderlo nell&#8217;altra<\/em>, ma non ha niente di bigotto, n\u00e9 di affettato, n\u00e9 di artificioso, al contrario, \u00e8 la pi\u00f9 profonda lezione di vita che un essere umano possa imparare, al termine di un&#8217;esistenza spesa nella continua ricerca della verit\u00e0. Ecco cosa abbiano trovato, dunque, in quel libretto, nelle premesse alla Prima Comunione (<em>Preghiamo fratelli<\/em>, Udine, Arti Grafiche Friulane, <em>imprimatur<\/em> dell&#8217;arcivescovo monsignor Giuseppe Zaffonato, pp. 144-145):<\/p>\n<p><em>1. La Prima Comunione dev&#8217;essere realmente il giorno pi\u00f9 bello della vita. Il neo-comunicando deve sentire che riceve il &quot;pane della vita&quot; per nutrirsi di Ges\u00f9, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, della sua volont\u00e0; deve sentire che la prima presenza di Ges\u00f9 nel suo corpo e nella sua anima \u00e8 un impegno per conservare, rinforzare e fortificare questa presenza in tanti altri incontri con la Comunione frequente. Cos\u00ec egli vedr\u00e0 chiaramente il dovere di tendere a una perfezione sempre pi\u00f9 alta per giungere alla &quot;pienezza di Cristo&quot;, alla &quot;maturit\u00e0 di Cristo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Massima importanza assume quindi la istruzione catechistica che dev&#8217;essere adeguata alle possibilit\u00e0 del fanciullo, ma nel medesimo tempo accuratissima, e non dev&#8217;essere soltanto teorica, fatta di domande e risposte, ma condotta alla pratica della vita cristiana, a una bont\u00e0 che sa superare i propri egoismi e donare letizia e felicit\u00e0 a tutti e arriva a inserire il fanciullo nella vita comunitaria della parrocchia con la frequenza alla Confessione e alla Comunione e con l&#8217;iscrizione alle Associazioni cattoliche.<\/em><\/p>\n<p><em>3. \u00c8 pure indispensabile che attorno al fanciullo sia formato UN CIMA CALDO SPIRITUALIT\u00c0, PER CUI EGLI RESPIRI UN&#8217;ATMOSFERA QUASI DI PARADISO e senta quasi le ali per volare a Ges\u00f9 [il maiuscolo \u00e8 nostro]. I genitori, i familiari, i parenti e gli amici di casa si sentano perci\u00f2 impegnati con i Sacerdoti, gli educatori a creare questo alone di schietta e forte spiritualit\u00e0 e vivano la giocondissima responsabilit\u00e0 di far iniziare al piccolo un contatto intimo e fecondo con Ges\u00f9., sorgente della vita divina. Non diano la prima e forse l&#8217;unica preoccupazione al vestitino, alla festicciola, ai regali, ecc., ma al fatto reale di un cristiano che diventa &quot;cristoforo&quot;, portatore di Cristo, e non per qualche giorno, ma per tutta la vita, e di fronte a qualsiasi situazione. Vedano poi di accostarsi anch&#8217;essi alla Comunione&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Quale chiarezza concettuale, quanta pulizia e sicura conoscenza delle cose umane, frutto di saggezza ed esperienza di vita, e non, o non solo, di lettre teologiche e di precettistica dogmatica. Gi\u00e0 solo leggendo queste righe, l&#8217;anima si sente innalzata e trasportata in regioni dove l&#8217;aria \u00e8 pi\u00f9 respirabile; sente, intuisce, afferra, che il suo vero destino \u00e8 l&#8217;eternit\u00e0, non le frivolezze della vita ordinaria, non i bassi desideri materiali, che ci tengono ancorati e imprigionati in un mondo asfittico e tetramente chiuso in se stesso Oggi i bambini, purtroppo, crescono in un clima quasi totalmente materialistico; e non solo lo vedono e lo vivono fiori di casa, ma anche in famiglia, con i genitori che, sovente, sono assorbiti dalla affannosa rincorsa del consumismo e che la domenica, per esempio, invece di recarsi con lui in chiesa, o di trascorrere una serena giornata di riposo e di viste ai parenti e ai nonni anziani, lo portano con s\u00e9 allo shopping nei grandi centri commerciali, e comunque, anche se non comprano nulla, forse perch\u00e9 non possono, nondimeno gli trasmettono l&#8217;attrazione morbosa per quegli oggetti materiali, per i gingilli della tecnologia e gli abiti firmati, per tutte le banali frivolezze che riempiono la vuota esistenza di tante persone, ma non fanno crescere d&#8217;un millimetro la spiritualit\u00e0 latente in ciascun essere umano. Bisogna sempre ricordarsi che si raccoglie quel che si \u00e8 seminato: se si semina il diabolico consumismo, si raccoglieranno frutti diabolici I figli che, da grandi, trascurano e disprezzano i genitori, li sbattono alla casa di riposo non appena possibile e poi, un minuto dopo che sono morti, corrono in banca o dal notaio per mettere le mani sull&#8217;eredit\u00e0, sono il logico risultato di questa contro-educazione; impossibile aspettarsi qualcosa di diverso, viste le premesse. Lo vedete quel giovanotto che va su e gi\u00f9 per la strada del quartiere, facendo rombare la motocicletta, una volta, due volte, dieci volte, da quasi un&#8217;ora, disturbando tutto il vicinato, imperterrito, indifferente al disagio altrui (ammesso che lo veda o se lo immagini, cosa tutt&#8217;altro che certa)? Probabilmente sta provando la motocicletta nuova che gli ha regalato pap\u00e0. Non ha altri impegni, o responsabilit\u00e0, o compiti da svolgere. Dovrebbe studiare, considerata l&#8217;et\u00e0, oppure andare a lavorare; ma non fa n\u00e9 una cosa, n\u00e9 l&#8217;altra. Si gode li regalo di pap\u00e0, che non \u00e8 un premio, perch\u00e9 non ha fatto assolutamente nulla per meritarselo, neanche prendersi uno straccio di diploma a diciannove anni, come tutti; ma che importa? E cos\u00ec va avanti e indietro, in sella alla sua moto, su e gi\u00f9, gi\u00f9 e su; si sente un centauro: altro da fare non ce l&#8217;ha, pensieri pi\u00f9 intelligenti non gli vengono, come volete che ammazzi il suo tempo? La giornata \u00e8 lunga per chi ha la pappa pronta e non deve mai render conto di niente a nessuno. \u00c8 gi\u00e0 un miracolo se non gli spuntano nel cranio pensieri ben pi\u00f9 pericolosi che quello di rompere le scatole a cinquecento persone con la sua moto, persone che hanno lavorato tutto il giorno, loro s\u00ec, e adesso, giunta la sera, vorrebbero solo riposarsi e rilassarsi un poco.<\/p>\n<p>Un amico e lettore, che ci segue da anni e che &quot;gira&quot; i nostri scritti ai suoi amici, ci riferisce che questi si sono lamentati, oltre del fatto che essi recano l&#8217;impronta di un conservatore, anche del fatto che sono <em>ripetitivi.<\/em> Certamente, \u00e8 proprio cos\u00ec: e ne siamo pi\u00f9 che mai convinti. Bisogna battere e ribattere sullo stesso concetto, perch\u00e9 \u00e8 la chiave di volta dell&#8217;intero edificio: o ci riappropriamo della nostra libert\u00e0 interiore; o riusciamo a decondizionarci dal politicamente corretto, anche in quanto cattolici, oppure sar\u00e0 la fine: verremo risucchiati nella grande palude dove ogni cosa viene sprofondata, manipolata e risputati fuori, trasformata come piace ai padroni del mondo. Solo che a quel punto non si \u00e8 pi\u00f9 degli esseri umani, ma degli ibridi post-umani; si dispone ancora di un sistema nervoso centrale, ma non pi\u00f9 di un cervello, nel senso pieno del termine, e meno ancora di un&#8217;anima. Se vogliamo scongiurare una fine cos\u00ec ignominiosa, dobbiamo reagire e riprenderci, finch\u00e9 siamo in temo; se non vogliamo farlo per noi, lo dobbiamo fare per i nostri figli. Essi hanno bisogno di ricevere poche nozioni, ma chiare, e di esempi concreti di bene e di pulizia morale; tutto il resto ha poco o nessuna importanza. I regali costosi e il permissivismo dei genitori non li aiuteranno ad andare lontano, e verr\u00e0 il giorno in cui essi finiranno per maledire quei genitori dai quali non hanno mai ricevuto una sberla, quando se l&#8217;erano ampiamente meritata. Perch\u00e9 questo \u00e8 il grande errore, o il grande inganno, dei buonisti: penare che qualunque punizione sia sbagliata, che qualunque rimprovero sia traumatico. Si pu\u00f2 traumatizzare un giovane anche assecondandolo sempre, anche nelle sue tendenze peggiori. Nessuno di noi \u00e8 interamente buono, neppure i bambini lo sono: in ogni anima c&#8217;\u00e8 una parte nobile, che deve esser coltivata, e una ignobile, che va tenuta d&#8217;occhio. La vita \u00e8 una battaglia, anzi, una guerra continua tra le forze del bene e quelle del male: se qualcuno se ne dimentica, prima o poi dovr\u00e0 pagare il conto, e sar\u00e0 salatissimo. Perci\u00f2 vuol dire che stiamo battendo nel punto giusto. Nessuno si irrita finch\u00e9 le frecce cadono a vuoto o colpiscono altri; ma quando ci si sente messi a nudo, allora scatta l&#8217;insofferenza. Del resto, non ce l&#8217;abbiamo con nessuno, a livello personale; i primi a meritare il nostro biasimo siamo noi stessi. Per vedere un mondo migliore, bisogna che nasca l&#8217;uomo nuovo, spirituale, libero dal peso della carne, l&#8217;egoismo, l&#8217;avidit\u00e0, la superbia e la lussuria; e per prima cosa bisogna farlo nascere in se stessi. Quanto all&#8217;altra &quot;accusa&quot; che ci viene mossa, quella di essere dei conservatori, non \u00e8 nemmeno questione di ideologia, ma di praticit\u00e0. Se avete visto che il vecchio idraulico fa i lavori a regola d&#8217;arte, mentre il nuovo, con tutta la sua boria e la sua tecnologia, combina pi\u00f9 danni di prima, voi a chi vi rivolgete?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se vogliamo ricostruire un orizzonte di speranza per le generazioni future; se abbiamo veramente a cuore il destino dei nostri figli e nipoti; se vogliamo assicurare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-24642","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24642\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}