{"id":24640,"date":"2019-07-31T10:38:00","date_gmt":"2019-07-31T10:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/31\/dobbiamo-imparare-un-po-di-durezza\/"},"modified":"2019-07-31T10:38:00","modified_gmt":"2019-07-31T10:38:00","slug":"dobbiamo-imparare-un-po-di-durezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/31\/dobbiamo-imparare-un-po-di-durezza\/","title":{"rendered":"Dobbiamo imparare un po&#8217; di durezza"},"content":{"rendered":"<p>Ogni volta che le cronache ci riferiscono di un delitto particolarmente esecrabile, di una violenza particolarmente odiosa, subito scatta una sorta di riflesso condizionato che spinge una quantit\u00e0 di persone, giornalisti, intellettuali, politici, sacerdoti, a puntualizzare: <em>Vogliamo giustizia s\u00ec, ma senza perdere la nostra umanit\u00e0!<\/em> Ed \u00e8 un ritornello ormai talmente familiare, talmente pervasivo, talmente scontato, che quasi non facciamo pi\u00f9 caso che giustizia ce n&#8217;\u00e8 sempre meno, giustizia nei confronti delle vittime innanzitutto, e poi giustizia in quanto tale, nei confronti di tutta la societ\u00e0, malfattori compresi (che \u00e8 infliggere loro il dovuto castigo); in compenso, resta la seconda parte del ritornello, e s&#8217;incide profondamente nel nostro immaginario: <em>Stiamo attenti a non perdere la nostra umanit\u00e0! Stiamo attenti a non allontanarci dalla civilt\u00e0 del diritto, dalla civilt\u00e0 dell&#8217;amore!<\/em> Come se &quot;amore&quot; e &quot;diritto&quot; non facessero rima con &quot;giustizia&quot; e come se applicare la giustizia implicasse una certa qual caduta della tensione etica, del rispetto del diritto e della capacit\u00e0 di amare ed, eventualmente, di perdonare. E non ci rendiamo conto che cos\u00ec facendo, ci stiamo progressivamente allontanando sia dalla giustizia, sia dal diritto, sia dall&#8217;amore stesso: se amore \u00e8 capacit\u00e0 di coltivare il bene, e se il bene si misura dalla capacit\u00e0 di rendere a ciascuno ci\u00f2 che \u00e8 dovuto, nell&#8217;ordine delle proprie responsabilit\u00e0 e delle proprie competenze.<\/p>\n<p>Qui siamo in presenza di una enorme confusione concettuale, che degenera in un vero e proprio relativismo etico. Se qualcuno s&#8217;immagina che l&#8217;amore possa prescindere dal bene, e se costui s&#8217;immagina che il bene possa prescindere dal giusto, sbaglia di grosso; e poich\u00e9 in una simile confusione pu\u00f2 incappare l&#8217;uomo della strada, ma non colui che dovrebbe semplicemente fare informazione, e a maggior ragione colui che si fregia del titolo d&#8217;intellettuale, allora bisogna dedurne che non si tratta di un errore, ma di una voluta e deliberata mistificazione, originata da intenti oscuri e inconfessabili. Ora, vediamo che in questa deliberata opera di mistificazione si segnalano proprio quelli dai quali pi\u00f9 di ogni altro, in questo momento storico, ci aspetteremmo che conservassero onest\u00e0 intellettuale, chiarezza e trasparenza d&#8217;intenzioni; gli ultimi che, in teoria, ancora s&#8217;interessano alle problematiche morali in maniera del tutto spassionata e senza secondi fini, siano essi di tipo elettorale, o mediatico, o economico: i sacerdoti. E invece, da alcuni anni a questa parte vediamo che sono proprio loro alla testa del movimento &#8212; poich\u00e9 di un vero movimento si tratta, e animato da una ben precisa strategia &#8212; per abituare l&#8217;opinione pubblica e a rivedere, per\u00f2 in maniera inconsapevole e quasi spontanea, mentre spontanea non lo \u00e8 affatto, bens\u00ec manipolata ad arte, il proprio codice di valori e il proprio metro di giudizio. Da alcuni anni essi predicano un &quot;amore&quot; staccato dalla giustizia, e una &quot;giustizia&quot; staccata dal bene; e promettono perfino, a nome di Dio stesso, un &quot;perdono&quot; che non abbisogna di pentimento, n\u00e9 di proponimento di cambiare vita, da parte del peccatore.<\/p>\n<p>E sono stati cos\u00ec tenaci, cos\u00ec insinuanti, cos\u00ec abili, se vogliamo, da aver spinto le cose fino quasi al puto di non ritorno, cio\u00e8 fino quasi al mutamento radicale e irreversibile del senso morale di milioni e milioni di persone. Grazie a loro, l&#8217;idea di chiedere a un robusto giovanotto africano, il quale pretende di essere &quot;accolto&quot; in Italia senza documenti, e magari con i polpastrelli delle dita abrasi per non farsi rilevare nemmeno le impronte digitali, per quale ragione chiede, o meglio pretende, di esser fatto sbarcare nei nostri porti, chi \u00e8, da dove viene, quali intenzioni ha, sarebbe un segno di tremenda insensibilit\u00e0, una forma di sevizia psicologica. E poco importa che non si tratta di un giovanotto, ma di decine e centinaia di migliaia di giovanotti, e, in prospettiva, di milioni di baldi e robusti giovanotti, i quali tutto sembrano, tranne che denutriti; come sarebbe somma indelicatezza chiedergli come mai, per fuggire dalla miseria e dalla fame, sia riuscito a pagare ai trafficanti di uomini un pedaggio che va dai quattro ai seimila dollari. Cos\u00ec come sarebbe indelicatezza e peggio chiedergli perch\u00e9 mai, se il suo barcone era in procinto di affondare, non abbia fatto rotta verso il porto pi\u00f9 vicino, che \u00e8 in Tunisia, come farebbe in verit\u00e0 qualsiasi vero naufrago, o qualsiasi navigante che si veda a rischio di fare naufragio; e posto che in Tunisia non ci sono n\u00e9 guerre, n\u00e9 carestie, n\u00e9 polizie violente e sadiche nei confronti dei naufraghi soccorsi in mare di fronte alle sue coste (o addirittura <em>partiti<\/em> dalle sue coste). Tralasciando, infine, il dettaglio secondario che questo stabiliscono le leggi internazionali sui rifugiati in fuga dal proprio Paese: il diritto a essere accolti, se ne hanno diritto, nel Paese pi\u00f9 vicino che sono in grado di raggiungere per mettersi in salvo, e non nel Paese pi\u00f9 lontano, che per\u00f2 \u00e8 maggiormente di loro gusto. Ch\u00e9 se, poi, uno di questi baldi giovanotti, accolti con tanta sollecitudine e con tanto spirito di accoglienza, se ne va in giro a rapinare, spacciare droga, stuprare donne o ammazzare il primo malcapitato che gli capita sotto mano (qualcuno si ricorda ancora la strage dei due anziani coniugi di Catania, massacrati da uno di questi giovanotti usciti dal C.A.R.A. di Mineo, nell&#8217;agosto de 2015? e qualcuno si ricorda ancora dei tre passanti milanesi ammazzarti a colpi di piccone dal ghanese Kabobo, nel 2014: triplice omicidio che gli \u00e8 valso una condanna a soli vent&#8217;anni di carcere?), ebbene, si tratta di effetti collaterali, spiacevoli s\u00ec, ma non tali da incrinare minimamente la bont\u00e0 dell&#8217;assunto: che bisogna essere accoglienti verso tutti, non fare domande indiscrete, non porre condizioni, ma accogliere, accogliere e ancora accogliere, come ci ripete tutti i santi giorni il signore biancovestito che si spaccia per papa ma che papa non \u00e8, n\u00e9 in via di diritto, n\u00e9 di fatto.<\/p>\n<p>Ora siamo davanti al cadavere dell&#8217;ennesimo servitore dello Stato, il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ammazzato con undici (undici) coltellate da un ragazzo americano venuto a Roma in cerca di droga e divertimento; e gi\u00e0 ci sono molti che si preoccupano pi\u00f9 della tutela dell&#8217;assassino che della giustizia dovuta alla vittima e alla societ\u00e0 tutta. \u00c8 circolata una foto che lo ritrae legato a una sedia e con gli occhi bendati, in una stanza della caserma, scattata non si sa da chi durante o prima del suo interrogatorio: un grosso regalo alla difesa, uno di quei regali che raramente si fanno gratis. Sia come sia, e al di l\u00e0 del fatto che ogni volta che in ballo c&#8217;\u00e8 un sacrosanto principio di giustizia da far rispettare, saltano fuori strani e imprevisti favori ai delinquenti, ci\u00f2 che conta \u00e8 che subito le anime belle, i garantisti, i buonisti, i misericordiosi, indottrinati da anni e anni di cattiva teologia morale e di pessime abitudini civili, si sono messi a starnazzare all&#8217;unisono: <em>Ma come, legato e bendato! \u00c8 mai possibile? Siamo in un Paese civile o in una scalcinata dittatura sudamericana?<\/em>, e intanto il povero carabiniere passa in seconda linea, non gli avevano ancora fatto il funerale e gi\u00e0 un fiume fangoso di opinionisti da strapazzo strepitava perch\u00e9 all&#8217;americano fosse resa giustizia, e non vendetta. Forte di quella foto, il suo pio e timorato genitore, da San Francisco, si \u00e8 affrettato a far sapere che suo figlio &quot;\u00e8 un bravo ragazzo&quot;: a dispetto del fatto che testimonianze firmate e incontestabili degli ex compagni di scuola del baldo giovanotto lo abbiamo descritto come un gran pezzo di delinquente, un bullo, un violento, un drogato e un prevaricatore arrogante, che si sentiva certo della propria impunit\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;aveva fatta franca ogni volta. E mentre i buonisti sono scattati a difendere il diritto dell&#8217;assassino a ricevere un trattamento umano e inappuntabile, parecchi di codesti buonisti a senso unico (il sinistro) non avevano saputo trattenere un sorrisetto di compiacimento alla notizia che un altro carabiniere ci aveva lasciato la pelle; come quella professoressa (una professoressa in servizio in un istituto statale superiore!) che aveva creduto cosa buona e giusta mettere in rete un post, a caldo, con il seguente commento: <em>Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente; non ne sentiremo la mancanza.<\/em> Oh s\u00ec che ne sentiremo la mancanza, invece: fra le altre cose, era un carabiniere estremamente umano e, nei momenti liberi, trovava pure il tempo e la voglia di andare a far volontariato a favore dei poveri. \u00c8 dei chiacchieroni pretenziosi e resi cinici dalla loro disumana ideologia, che non si sente la mancanza, se per caso tacciono qualche volta.<\/p>\n<p>Il problema dell&#8217;Italia \u00e8 parte di un problema globale, l&#8217;incattivirsi della criminalit\u00e0 e la facilit\u00e0 con cui persone &quot;normali&quot; diventano criminali, unita alla difficolt\u00e0 materiale di controllare centinaia di migliaia di clandestini che se ne vanno a spasso senza fissa dimora, sopravvivendo di reati grandi e piccoli; ma ci si aggiunge un altro problema, tutto o quasi tutto italiano: il buonismo, l&#8217;eccesso di garantismo, la tacita solidariet\u00e0 coi delinquenti e la tacita (ma a volte anche esplicita) antipatia per chi si prodiga a difendere quel minimo di sicurezza collettiva che ancora ci resta. L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;unico Paese al mondo dove si versano pi\u00f9 lacrime per un delinquente maltrattato che per un poliziotto ucciso in servizio. \u00c8 l&#8217;unico Paese al mondo dove gli intellettuali, i preti, i vescovi, i rappresentanti delle istituzioni civili, si sprecano in lunghissimi discorsi a favore della tutela dei diritti di chiunque, anche del peggiore assassino, ma dove ci si dimentica subito, dopo aver versato qualche lacrima di coccodrillo, di chi \u00e8 morto per difendere anche la nostra tranquillit\u00e0 e la nostra sicurezza. L&#8217;unico Paese al mondo dove assassini o mandanti di omicidi politici diventano giornalisti, opinionisti, scrittori, rinomati e autorevoli intellettuali, pontificano sul giusto e sull&#8217;ingiusto, sulla pace e sulla guerra, e piazzano anche i loro figli nei posti importanti del giornalismo nostrano: a tener lezioni di civilt\u00e0 e di umanit\u00e0 al popolo bue, dall&#8217;alto della loro encomiabile saggezza e della loro invidiabile esperienza di vita. E un altro problema ancora \u00e8 che in Italia comandano le mamme, e le mamme italiane si commuovono pi\u00f9 per i diritti negati dei delinquenti che per la sorte dei cittadini onesti trucidati, violentati, rapinati in casa propria o nel proprio esercizio commerciale, tutti i santi giorni. A causa di questo governo occulto delle mamme, sar\u00e0 cosa estremamente difficile far passare quella riforma del codice morale, prima ancora che del codice penale, che le nuove situazioni determinate dalla globalizzazione rendono improcrastinabile. Detto in parole semplici: a fronte di una delinquenza pi\u00f9 aggressiva, anche le forze dell&#8217;ordine devono essere pi\u00f9 aggressive, la magistratura deve essere pi\u00f9 severa nell&#8217;applicare le leggi, e il parlamento deve essere pi\u00f9 rigoroso nel promulgarle. Non si affrontano gli spacciatori nigeriani a mani nude; non si ferma un sospettato lasciandosi cogliere di sorpresa (e ci\u00f2 sia detto senza minimamente intaccare la professionalit\u00e0 del carabiniere ucciso). Ma in Italia \u00e8 difficile, perch\u00e9 comandano le mamme. Negli altri Paesi, prima si mettono le manette al sospettato e poi gli si chiedono i documenti. Negli altri Paesi, una nave che viola gli ordini della capitaneria di porto ed entra abusivamente, speronando una unit\u00e0 della Guardia di Finanza e mettendo a rischio la vita degli agenti, sarebbe fermata a raffiche di mitra. E nessuno lo troverebbe scandaloso: altro che rilasciare in meno di ventiquattrore il comandante, riconoscendogli di aver agito nell&#8217;interesse superiore dell&#8217;umanit\u00e0. Qualcuno si ricorda, per caso, come si comport\u00f2 la polizia olandese a Rotterdam, nel luglio del 2000, nei confronti di una comitiva di 140 disabili italiani, venuti ad assister alla finale di calcio con la Francia? <em>Questi italiani di merda e senza gambe possono anche tornarsene a casa!<\/em>, esclam\u00f2 educatamente uno stewart, mentre i poliziotti picchiavano i poveretti di santa ragione, rovesciandoli a terra dalle loro carrozzine e provocando ad alcuni di loro traumi e lussazioni, perch\u00e9 avevano osato protestare per un disservizio degli ascensori allo stadio; e gi\u00e0 che c&#8217;erano, i poliziotti manganellarono anche i giornalisti della Rai, presenti al fatto. Ma l&#8217;Olanda \u00e8 un paese civile; mentre l&#8217;Italia, se un assassino reo confesso viene bendato su una sedia, \u00e8 un Paese incivile; e i primi a dirlo siamo noi, per la precisione sono le nostre mamme. Le mamme stanno sempre dalla parte del pi\u00f9 debole. Forse qualcuno si \u00e8 dimenticato di spiegare loro che il pi\u00f9 debole \u00e8 chi si \u00e8 preso undici coltellate, nel giuro di pochi istanti, mentre stava facendo il suo dovere per assicurare la sicurezza di noi tutti.<\/p>\n<p>Il nostro problema attuale, quindi, \u00e8 imparare un po&#8217; di durezza. Anni e decenni di buonismo ci hanno infiacchiti, ci hanno resi un po&#8217; troppo morbidi. Abbiamo imparato a tollerare un po&#8217; troppo, magari con danno dell&#8217;intera comunit\u00e0. Abbiamo predicato agli alunni di una classe scolastica di aver pazienza col compagno violento e caratteriale, che picchia e terrorizza tutti quanti, perch\u00e9 cos\u00ec vuole l&#8217;inclusione. Abbiamo insegnato alla gente a pazientare se per strada, nei parcheggi, nei locali pubblici, gli stranieri diventano arroganti, minacciano e tirano fuori il coltello: poverini, chiss\u00e0 quanto hanno sofferto nei loro Paesi, bisogna capirli. E ci siamo abituati a non prendercela troppo se in molti Paesi islamici i cristiani sono perseguitati a morte, e se ogni tanto anche qui da noi sgozzano qualche prete durante la santa Messa, mentre in Italia e in Europa gli islamici avanzano solo diritti, prima di tutto a costruire le loro moschee, nelle quali non si capisce bene se vadano a pregare o a farsi indottrinare come futuri terroristi. Una societ\u00e0 sana deve sapersi difendere; deve riconoscere alle forze dell&#8217;ordine il diritto di usare la maniera forte, se necessario; e deve sostenere il parlamento nel varare leggi severe, qualora le circostanze lo richiedano. Anzi, deve pretendere ci\u00f2 dai suoi parlamentari; se non lo fanno, deve mandarli a casa, perch\u00e9 hanno usato male della fiducia ricevuta dagli elettori. Una societ\u00e0 che non vuol difendersi sar\u00e0 preda del primo venuto: \u00e8 evidente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni volta che le cronache ci riferiscono di un delitto particolarmente esecrabile, di una violenza particolarmente odiosa, subito scatta una sorta di riflesso condizionato che spinge<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[265],"class_list":["post-24640","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24640","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24640"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24640\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}