{"id":24638,"date":"2019-09-01T12:29:00","date_gmt":"2019-09-01T12:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/01\/dobbiamo-auto-educarci-ripartendo-da-zero\/"},"modified":"2019-09-01T12:29:00","modified_gmt":"2019-09-01T12:29:00","slug":"dobbiamo-auto-educarci-ripartendo-da-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/01\/dobbiamo-auto-educarci-ripartendo-da-zero\/","title":{"rendered":"Dobbiamo auto-educarci ripartendo da zero"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa si deve fare se, avendo ereditato una casa in campagna, si prende la decisione di andare a viverci, lasciando la propria casa di citt\u00e0? Per prima cosa si fa un sopralluogo alla nuova casa, che era di qualche zio o dei nonni, si prende visione della situazione, si valuta lo stato in cui si trova l&#8217;edificio. Si controlla se sia abitabile fin da subito, oppure no; se sia in stato di abbandono e di deperimento, o se sia stato tenuta con cura, e magari abitato fino a poco tempo prima; se i muri siano in buono stato, e cos\u00ec i pavimenti, il tetto, gli infissi; se non trasudi umidit\u00e0 dalle pareti e dal soffitto, se non ci sia qualche tubatura rotta, se le piastrelle dei pavimenti siano in ordine. Poi si verifica se ci sono il forno e il frigorifero, se siano in buono stato o se vadano sostituiti; se gli scarichi dell&#8217;acqua, in cucina e in bagno, siano funzionanti; se i mobili siano utilizzabili, se le prese della corrente siano in ordine, se i vetri alle finestre siano intatti, se le lampadine siano al loro posto, se ci siano gli allacciamenti del gas e della luce, se ci sia il riscaldamento e quindi la fornitura di acqua calda. Non sar\u00e0 male, infine, dare un&#8217;occhiata anche in cucina, in soffitta e nel <em>garage<\/em>, tanto pi\u00f9 che, se la casa \u00e8 rimasta disabitata per qualche mese o qualche anno, potrebbero averci fatto il nido degli animali, dei topi, o degli uccelli, o magari delle vespe. Se si hanno dei bambini, bisogna poi infornarsi sulla scuola pi\u00f9 vicina; bisogna vedere se ci sono i servizi indispensabili a una distanza non troppo grande, e se la strada che collega la casa al paese pi\u00f9 vicino \u00e8 facilmente transitabile. Se si trattasse d&#8217;una stradina in salita, tutta curve e tornanti, in mezzo a un bosco, bisogna considerare che d&#8217;inverno potrebbe essere ghiacciata, e quindi pericolosa; se negli ultimi chilometri non \u00e8 asfaltata, che le piogge e la presenza di buche la renderanno scomoda; se l&#8217;ospedale o il pronto soccorso \u00e8 troppo lontano, bisogna valutare se si possa correre il rischio di affrontare un&#8217;emergenza, magari di notte, coi genitori anziani o i bambini piccoli o la moglie incinta. Solo dopo aver fatto queste cose, e dopo aver provveduto con gli interventi necessari, che possono richiedere qualche giorno nel caso pi\u00f9 fortunato, oppure qualche settimana o qualche mese, ci si pu\u00f2 trasferire e restarci a viverci definitivamente, dopo aver sgombrato la vecchia casa. Ma se si tralascia di seguire queste minime norme di prudenza; se si pretende di andare a vivere nella casa di campagna in quattro e quattr&#8217;otto, senza aver controllato come stanno in realt\u00e0 le cose, prendendo con leggerezza gli eventuali inconvenienti; e se si vuol condurre lo stesso tipo di vita che si faceva prima, avere le stesse comodit\u00e0, e magari rendersi conto che salire le scale pi\u00f9 volte al giorno \u00e8 un problema per i familiari anziani, mentre prima c&#8217;era l&#8217;ascensore e l&#8217;appartamento era su un unico piano, allora ci si trover\u00e0 impreparati ad affrontare problemi pi\u00f9 o meno gravi, e bisogner\u00e0 ringraziare solo la propria imprudenza e la propria leggerezza.<\/p>\n<p>E adesso parliamo della nostra educazione. Parliamo dell&#8217;educazione che la societ\u00e0 odierna d\u00e0 ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, e sulla quale poi le persone adulte dovranno costruire la loro vita, fare le loro scelte, intrecciare le loro relazioni con se stesse e col mondo. Ignorare questo problema, come si tende a fare oggi, e dedicare pochi pensieri al fatto che la famiglia innanzitutto, poi la scuola, e, per i credenti, anche la chiesa, sono le agenzie educative preposte a dare a ciascuno la necessaria preparazione per affrontare la vita, significa comportarsi come colui che ha ereditato la casa dei nonni, in campagna, e vuole andarci a vivere seduta stante, senza verificare in che stato si trovi e senza considerare che, forse, sar\u00e0 necessario restaurarla, ripulirla, apportarvi modifiche e miglioramenti, senza i quali rischier\u00e0 poi di trovarsi in situazioni di grave disagio e, in caso di eventi naturali particolarmente forti, come trombe d&#8217;aria, esondazioni o terremoti, anche di vero e proprio pericolo. Ma noi, oggi, non prendiamo nessuna di queste precauzioni: pretendiamo di affrontare la vita senza essere preparati; non accettiamo che qualcuno ci voglia educare; percepiamo come un attentato alla nostra libert\u00e0, o alla libert\u00e0 dei nostri figli, la pretesa di chiunque osi parlare di educazione, di formazione, di preparazione ai doveri e alle responsabilit\u00e0 dell&#8217;esistenza. Ed \u00e8 logico: i nostri orecchi sono talmente abituati ad essere carezzati dalla musica dei diritti; siamo cos\u00ec assuefatti a sentirci dire da tutti, dai genitori, dai maestri, dai politici, dagli amministratori, perfino dai preti, che noi abbiamo diritto a questo e a quest&#8217;altro, che dobbiamo far valere i nostri diritti, che vedersi negare l&#8217;esercizio di un diritto \u00e8 il pi\u00f9 grave affronto che si possa subire, e al quale bisogna assolutamente reagire con la massima energia; e siamo talmente disabituati a sentir parlare di doveri, di responsabilit\u00e0, di sacrifici per ottenere ci\u00f2 che si desidera e per avere il rispetto di s\u00e9 e degli altri, che pensare all&#8217;educazione come al compito fondamentale e al dovere essenziale della generazione adulta verso quella giovane, non ci \u00e8 per nulla familiare, anzi diciamo pure che \u00e8 l&#8217;ultimo dei nostri pensieri e delle nostre preoccupazioni. Per molti di noi \u00e8 cosa molto, ma molto pi\u00f9 importante, che nostro figlio abbia le scarpe firmate, che vada a scuola con lo zainetto ultimo modello e con il diario del tipo pi\u00f9 <em>trendy<\/em>; che frequenti un corso d&#8217;inglese o di computer; che sia iscritto a una squadra di calcio o che vada in palestra almeno due volte a settimana. E le bambine, cosa farebbero senza corsi di danza o di pattinaggio artistico, e senza saper suonare il violino o il pianoforte? L&#8217;ideale pi\u00f9 ambito, il sogno pi\u00f9 meraviglioso sarebbe che facessero qualche provino come indossatrici di vestiti o di biancheria; che le notasse qualche fotografo di grido, qualche agenzia pubblicitaria; e che, appena varcata la soglia dell&#8217;adolescenza, ma eventualmente anche prima (perch\u00e9 formalizzarsi su un simile dettaglio?), comincino a partecipare a qualche sfilata, a qualche gara di bellezza balenare, tanto per abituarsi a essere disinvolte mentre gli sguardi maschili le ammirano con desiderio e quelli femminili le vorrebbero incenerire per l&#8217;invidia. Poi, se i nostri figli crescono senza una vera educazione; se non sanno comportarsi come si deve, se non sanno aspettare, se non rispettano le regole, se non sono capaci di prendersi la minima responsabilit\u00e0, neanche quella di pulire la cassettina del gatto o dare il cibo ai pesciolini rossi, pazienza. L&#8217;importante \u00e8 che i figli, maschi e femmine, o magari maschi che potrebbero diventare femmine, e femmine che vorrebbero diventare maschi, possano esplicitare liberamente la loro personalit\u00e0; che possano realizzarsi, qualunque cosa ci\u00f2 significhi; che inseguano i loro sogni (o magari quelli dei loro genitori), senza esser condizionati da troppi scrupoli o da un eccessivo senso del dovere. Come se i giovani corressero un tale pericolo, di questi tempi e in una simile atmosfera.<\/p>\n<p>Ebbene: come quel tale che ha ricevuto in eredit\u00e0 una casa di campagna, e prima di andare ad abitarci si reca a fare un sopralluogo, per vedere in che condizioni si trovi, cos\u00ec noi tutti dobbiamo renderci conto che l&#8217;educazione ricevuta in eredit\u00e0 dalla societ\u00e0 degli ultimi cinquant&#8217;anni deve essere sottoposta ad un&#8217;attenta verifica e, se necessario, deve essere azzerata, affinch\u00e9 si possa ripartire da zero a costruire una vera educazione, che, per mancanza di educatori, dovr\u00e0 essere, necessariamente, una auto-educazione. Chi avrebbe dovuto educare, infatti, o non lo ha fatto, o lo ha fatto malissimo; nei casi peggiori, ha abbandonato i giovani alla televisione, al computer e ai giochi elettronici, o addirittura ha impartito una vera e propria contro-educazione, ossia una educazione alla rovescia. Tale \u00e8 stata, per esempio, l&#8217;educazione data dalla scuola e dall&#8217;universit\u00e0 negli anni a cavallo del 1968, col sei politico garantito anche ai somari, gli scioperi a ripetizione al posto dello studio e delle lezioni, l&#8217;ignoranza promossa per meriti ideologici, la dittatura del conformismo anticonformista, e la faziosit\u00e0 culturale e intellettuale eretta a sistema. Non parliamo di tutti: parliamo soprattutto delle ultime generazioni, le quali, senza loro colpa, si sono trovate a vivere nel momento in cui la crisi di civilt\u00e0 che ora appare in piena evidenza, cominciava a rompere gi argini e a manifestarsi in forme sempre pi\u00f9 eclatanti, fino a travolgere ogni residuo della buona educazione che i nostri nonni e, in parte, i nostri genitori (dipende dall&#8217;et\u00e0 che abbiamo) ci avevano trasmesso. Ma come si pu\u00f2 far piazza pulita dell&#8217;educazione ricevuta? E come si pu\u00f2 auto-educarsi, ricostruendo un&#8217;educazione autentica sulle macerie di quella falsa, o della contro-educazione a suo tempo ricevuta e introiettata? Non \u00e8 una cosa affatto semplice; anzi, diciamo pure che un&#8217;impresa titanica, per certi aspetti quasi disperata. La buona educazione viene dai valori; e se essi, oggi, sono una merce sempre pi\u00f9 rara, come si fa a trovarli, a riconoscerli, a viverli, a farli propri, a amarli e servirli, se necessario fino al sacrificio di se stessi? E dove trovare le risorse di volont\u00e0, di energia, di coerenza, di abnegazione, se queste virt\u00f9 non sono state coltivate a sufficienza, se la volont\u00e0 \u00e8 fiacca, lo spirito debole e la coscienza anestetizzata?<\/p>\n<p>Naturalmente stiamo parlando di situazioni limite. Se non andiamo errati, ci sono ancora genitori come si deve, capaci di dare una giusta educazione ai loro figli; maestre e professori capaci d&#8217;insegnare e trasmettere non solo nozioni e tecniche, ma anche valori morali e spirituali; e sacerdoti capaci di parlare alle anime e di suscitare in esse il desiderio e l&#8217;amore sconfinato di Dio. Ci\u00f2 detto, bisogna essere realisti e riconoscere che ormai la partita si gioca tutta sulla difensiva; che a credere nei sani valori di sempre, quelli della nostra tradizione, sono ormai pochi, o comunque una minoranza, perch\u00e9 ovunque \u00e8 penetrata la lebbra del consumismo e dello stile di vita americano, fatto di materialismo grossolano, di edonismo amorale e di arrivismo ad ogni costo; e che tutti i mass-media, tutto o quasi tutto il mondo della cultura ufficiale, gran parte delle istituzioni e della magistratura, per non parlare della chiesa stessa, in gran parte infiltrata e sottilmente conquistata da cardinali e vescovi massoni, eretici e traditori di Cristo, sono ormai acquisti alla anti-civilt\u00e0 moderna, e si adoperano attivamente per diffondere fra i giovani una contro-educazione, facendo il deserto morale con atti e con parole che offendono e distruggono quotidianamente quanto di sacro, di vero e di buono c&#8217;\u00e8 al fondo di ogni creatura umana, fatta a immagine di Dio. Ed essendo questa la situazione complessiva in cui viviamo, non \u00e8 pessimismo, ma semplice senso della realt\u00e0, chiamar le cose con il loro nome e riconoscere che le potenze delle tenebre hanno ormai conquistato quasi tutti i nodi vitali della nostra societ\u00e0 e si accingono a dare l&#8217;ultima spallata a ci\u00f2 che ancora si oppone loro, e che, per chi non \u00e8 d&#8217;accordo con ci\u00f2 che essi stanno attuando, sta suonando a raccolta la campana dell&#8217;ultima chiamata. La battaglia finale sta per cominciare, anzi \u00e8 gi\u00e0 cominciata; e chi ha intenzione di battersi deve battersi, ora o mai pi\u00f9. Questo \u00e8 il tempo in cui chi \u00e8 timido deve diventar coraggioso, chi \u00e8 incerto deve farsi forza, chi \u00e8 scoraggiato deve ritrovare la speranza, e chi \u00e8 stanco deve drizzarsi in piedi e andare allo scontro senza lasciarla vedere. \u00c8 evidente che tutto questo non \u00e8 umanamente possibile; \u00e8 evidente che, per avere una possibilit\u00e0 di successo, si deve fare \u00e8 una cosa sola: piegare le ginocchia in adorazione (nel gesto che il signor Bergoglio non fa mai), rivolgersi a Dio, affidarsi alla Madonna, porsi sotto la sua protezione, e implorare umilmente l&#8217;aiuto di Cristo. Ci\u00f2 che bisogna dire, pregando e supplicando, \u00e8 questo: <em>Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di Te; non son pi\u00f9 degno d&#8217;essere chiamato figlio; trattami come l&#8217;ultimo dei tuoi servi<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;aiuto di Dio \u00e8 fondamentale, ma ci vuole anche tutto il nostro impegno. La prima cosa da far \u00e8 un bel bagno di umilt\u00e0. Bisogna rendersi conto di non sapere nulla, di non aver capito nulla, di essere cresciuti con la benda sugli occhi; di essere impreparati e presuntuosi: un binomio micidiale. Solo dopo aver ammesso la propria inettitudine e la propria vuota presunzione, si pu\u00f2 porre mano alla ricostruzione. Chiunque sia figlio della civilt\u00e0 moderna, sia intellettualmente che spiritualmente che moralmente, \u00e8 uno storpio e un impotente: \u00e8 cresciuto coltivando un mare di menzogne, e, quel che \u00e8 peggio, con la ferma convinzione di sapere tutto quel che serve, e di poter guardare dall&#8217;alto gli altri, gli arretrati, i trogloditi, quelli che non sono giunti a tanto e si tengono ancorati ai principi e ai valori perenni, frutto della sana tradizione. Bisogna persuadersi di aver letto una quantit\u00e0 di romanzi spazzatura, pur se magnificati dalla critica <em>politically corrrect<\/em>; di aver ammirato opere d&#8217;arte che non \u00e8 arte, di aver amato una musica che non \u00e8 musica, di aver visto film che non valevano nulla, di aver idolatrato filosofi e intellettuali che sono solo dei nani o delle scimmie: gente che cavalca la moda e le ultime tendenze, che fa la mosca cocchiera sfruttando il vento in poppa, ma che non saprebbe partorire un solo pensiero, e tanto meno sostenerlo apertamente, se ci\u00f2 la ponesse in contrasto col pubblico e suscitasse le censure della critica che conta. Ma come distinguere un buon romanzo da uno cattivo, una vera opera d&#8217;arte da uno sgorbio, una buona musica da una cacofonia, una sana filosofia da una dottrina del nulla? Il criterio non \u00e8 poi cos\u00ec difficile come si pu\u00f2 credere: si tratta di cercare ci\u00f2 che \u00e8 buono, vero, bello e giusto, e rifuggire da ci\u00f2 che \u00e8 cattivo, falso, brutto e ingiusto. Ciascuno di noi \u00e8 dotato di un buon senso istintivo, cos\u00ec come lo \u00e8 per la salute; se poi ci ammaliamo adottando stili di vita innaturali e dannosi per l&#8217;organismo, la colpa \u00e8 solamente nostra. Dobbiamo perci\u00f2 bandire dalla nostra vita le cose cattive e cercare solo quelle buone, ivi comprese le compagnie. Poi, dobbiamo studiare, meditare, cercare un po&#8217; di sana solitudine per raccoglierci e pregare. E in mancanza di guide spirituali, dobbiamo imparare ad esserlo noi: per aiutare noi stessi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa si deve fare se, avendo ereditato una casa in campagna, si prende la decisione di andare a viverci, lasciando la propria casa di citt\u00e0?<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30175,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[124],"class_list":["post-24638","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-educazione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pedagogia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24638\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30175"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}