{"id":24637,"date":"2007-10-30T01:27:00","date_gmt":"2007-10-30T01:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/30\/il-divorzio-fra-mos-maiorum-e-humanitas-e-allorigine-della-nostra-crisi-attuale\/"},"modified":"2007-10-30T01:27:00","modified_gmt":"2007-10-30T01:27:00","slug":"il-divorzio-fra-mos-maiorum-e-humanitas-e-allorigine-della-nostra-crisi-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/30\/il-divorzio-fra-mos-maiorum-e-humanitas-e-allorigine-della-nostra-crisi-attuale\/","title":{"rendered":"Il divorzio fra &#8220;mos maiorum&#8221; e &#8220;humanitas&#8221; \u00e8 all&#8217;origine della nostra crisi attuale"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo dire a quale epoca storica passata maggiormente somiglia la nostra, specialmente sul piano culturale e spirituale, risponderemmo senza esitare: alla Repubblica romana del II secolo avanti Cristo e, in particolar modo, alla situazione venutasi a creare dopo il 168 a. C. con la battaglia di Pidna. Sconfitta la maggiore potenza ellenistica dell&#8217;epoca, ossia la Macedonia, per Roma iniziava una trasformazione radicale del suo tessuto culturale e spirituale e anche di quello economico-sociale, caratterizzata da una massiccia penetrazione di idee e valori di provenienza greca e orientale che si sovrapposero e si sostituirono a quelli della tradizione, il cosiddetto <em>mos maiorum.<\/em> In tale contesto il circolo degli Scipioni, imbevuto di cultura ellenistica, costituiva il segnale pi\u00f9 evidente di una simile trasformazione: il desiderio di raffinatezza in luogo della rustica semplicit\u00e0; l&#8217;apertura culturale cosmopolita in luogo del chiuso patriottismo romano; il culto delle arti e delle belle lettere in luogo dell&#8217;etica del lavoro e del sacrificio; l&#8217;individualismo in luogo dei valori collettivi; lo scetticismo in luogo della religiosit\u00e0; l&#8217;innovazione, la &quot;modernit\u00e0&quot;, il &quot;progresso&quot; in luogo della tradizione.<\/p>\n<p>Si tratta di un fenomeno analogo a quello, planetario, che si \u00e8 verificato come conseguenza della Rivoluzione scientifica del XVII secolo e di quella industriale del XVIII e che \u00e8 penetrato nelle diverse societ\u00e0 in tempi e forme diversi, ma sotto il comune denominatore dell&#8217;alternativa fra la tradizione, percepita come obsoleta, asfittica e &#8216;retrograda&#8217;, e l&#8217;innovazione, percepita come un valore positivo in s\u00e9 stesso, autoevidente ed autoreferenziale; il tutto accompagnato da un notevole aumento del benessere del cittadino medio e da una disponibilit\u00e0 di beni e servizi prima impensabili, perch\u00e9 riservati a piccolissime minoranze. Il benessere della Roma tardo-repubblicana era finanziato, direttamente o indirettamente, dalla distruzione e dal saccheggio sistematico dell&#8217;Impero cartaginese e dei regni ellenistici, primo fra tutti quello macedonico; nell&#8217;Occidente moderno, dalla distruzione e dal saccheggio sistematico delle societ\u00e0 del cosiddetto terzo e quarto mondo. Per l&#8217;Italia, ad esempio, tale svolta si \u00e8 verificata all&#8217;incirca nei settant&#8217;anni che vanno dalla fine dell&#8217;Ottocento al <em>boom<\/em> del secondo dopoguerra; nelle megalopoli del Sud della Terra \u00e8 stata molto pi\u00f9 recente e si \u00e8 prodotta a macchia di leopardo, lasciando ampie sacche di quelle societ\u00e0 in una condizione pre-moderna e, per molti aspetti, conflittuale o totalmente estranea al resto del tessuto economico e culturale.<\/p>\n<p>Si badi: non \u00e8 una contrapposizione tra positivo e negativo, fra progresso e regresso, come i cantori ufficiali della modernit\u00e0 vorrebbero farci credere; e non \u00e8 neanche, come vorrebbero i nostalgici ultra-passatisti, una contrapposizione a ruoli invertiti, con la tradizione nel ruolo di valore positivo e l&#8217;innovazione in quello di valore negativo. Si tratta di una trasformazione molto pi\u00f9 complessa e, per molti aspetti, fondamentalmente ambigua, dove positivo e negativo sono fortemente mescolati in senso trasversale e dove esiste sempre il pericolo, gi\u00e0 chiaramente denunciato da Marx, di scambiare la <em>propria ideologia<\/em> (di classe, di religione, di popolo) con l&#8217;<em>ideologia tout-court<\/em>: come se &quot;progresso&quot; e &quot;regresso&quot;, tradizione e innovazione, fossero termini assolutamente neutri e indipendenti dall&#8217;uso che se ne fa, dal contesto in cui si collocano e dalla condizione di chi li adopera.<\/p>\n<p>Scrivono Angelo Diotti e Massimiliano Singuaroli in <em>Nova Lexis,<\/em> Paravia-Bruno Mondadori Editori, 2004, vol. II, p. 150:<\/p>\n<p><em>&quot;La vittoria di Pidna del 168 a. C. segna uno spartiacque significativo nella storia della societ\u00e0 e della cultura di Roma antica: dopo la vittoria sulla macedonia, Roma gode di un ventennio di pace e nella citt\u00e0 affluiscono non solo enormi ricchezze sotto forma di tributi e bottini di guerra, ma anche numerosi uomini di cultura greci. La societ\u00e0 romana comincia ad aprirsi all&#8217;influenza della cultura e delle tradizioni greche e orientali e l&#8217;enorme ricchezza e potere accumulati in tante vittorie introducono e diffondono stili di vita ben lontani dalla frugalit\u00e0 dei padri. Una famiglia in particolare, quella degli Scipioni, che poteva annoverare alcuni degli uomini pi\u00f9 in vista non solo del momento, ma dell&#8217;intero secolo, come Scipione l&#8217;Africano o Scipione Emiliano, incarna pienamente i nuovi valori e la nuova cultura. Ora vene considerato un valore l&#8217;<\/em>otium<em>, inteso come il tempo passato lontano dagli affari e dalla politica, da dedicare a studi fini a se stessi, come la filosofia e la poesia; a questo nuovo stile di vita verr\u00e0 in seguito dato il nome di<\/em> humanitas<em>, un complesso di valori morali e di presupposti culturali che si allontana molto dalla rigidit\u00e0 del<\/em> mos maiourm.<em>&quot;<\/em><\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, esattamente, il <em>mos maiorum<\/em>? E si tratta di un complesso di valori e di uno stile di vita proprio esclusivamente agli antichi Romani, oppure possiamo accostarlo al sottofondo di tutte le culture tradizionali che, oggi, si possono definire pre-moderne? Secondo gli stessi Autori (op. cit., vol. 2, p. 149):<\/p>\n<p><em>&quot;Il<\/em> mos maiorum <em>\u00e8 il &#8216;costume degli antenati&#8217;, il patrimonio della tradizione su cui si basa l&#8217;intera struttura della repubblica e poi dell&#8217;impero romano. Si tratta di un insieme di valori, ideali, concetti, tradizioni di varia natura, nel quale si pu\u00f2 riconoscere un nucleo originario appartenente alla societ\u00e0 agraria, ovvero alle origini stesse di Roma: i valori principali di questo nucleo sono infatti virt\u00f9 &#8216;contadine&#8217; come la<\/em> frugalitas<em>, la<\/em> pietas<em>, l&#8217;<\/em>industria<em>, il<\/em> pudor<em>, il<\/em> decorum, l&#8217;abstinentia<em>, la<\/em> constantia<em>, la<\/em> temperantia<em>, la<\/em> severitas, <em>la<\/em> gravitas<em>, la<\/em> magnitudo animis, <em>la<\/em> probitas<em>. A causa dell&#8217;espansione militare, la societ\u00e0 di Roma si apre agli influssi di altre culture, in particolare quella greca e orientale; inoltre, la crescita della potenza economica della citt\u00e0 e la conseguente ricchezza che affluisce su di essa contribuisce a modificare il quadro dei valori fondamentali. Sallustio individua in questo la crisi della repubblica romana, ma di fatto a partire da un certo momento, nel corso del II secolo a. C., il<\/em> mos maiorum <em>viene attenuato o comunque deve far fronte a nuove esigenze, soprattutto culturali.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Frugalit\u00e0; amore per la famiglia, la patria e gli dei (<em>pietas<\/em>); laboriosit\u00e0; pudore; decoro, ecc.: sono i tipici valori delle societ\u00e0 patriarcali, come quella, ad esempio, dei Malavoglia (prima, beninteso, che anch&#8217;essa venisse afferrata e squassata dalla malefica &quot;fiumana del progresso&quot;); sono i valori di Padron &#8216;Ntoni. E sono i valori delle societ\u00e0 islamiche, valori che esse, oggi, contrappongono con fierezza alla decadenza, corruzione e promiscuit\u00e0 morale tipiche dell&#8217;Occidente. Se, dunque, il &#8216;costume dei padri&#8217; \u00e8 un insieme di valori culturali e spirituali proprio di tutte le civilt\u00e0 pre-moderne, e particolarmente contadine (compresa la Repubblica romana, prima che venisse investita dalla nascita di un&#8217;economia schiavista di massa e si trasformasse da agricola in commerciale), il passaggio alle raffinatezze della modernit\u00e0 \u00e8 segnato sia da una maggiore attenzione verso &#8216;le cose dello spirito&#8217;, intese come nettamente distinte dalla vita di ogni giorno, sia dallo sfoggio di beni e servizi che evidenziano il passaggio a uno stato sociale superiore.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il concetto di <em>humanitas<\/em> elaborato dal circolo degli Scipioni costituisce realmente un valore universale e possiamo considerarlo come la traduzione e la generalizzazione di quello greco, preesistente, di <em>filantrophia<\/em>, ossia &quot;benevolenza&quot;. E tuttavia il concetto di <em>humanitas<\/em> non \u00e8 stato affatto &#8216;inventato&#8217; dagli Scipioni, poich\u00e9 esisteva gi\u00e0 &#8211; sia pure con diversa accezione &#8211; nella cultura latina anteriore. Per Terenzio, ad esempio, l&#8217;<em>humanitas<\/em> \u00e8 una concezione etica basata sull&#8217;ideale di un&#8217;umanit\u00e0 fiduciosa in s\u00e9 stessa, ottimista, capace di nutrire sentimenti autentici e valori collettivi che gettino, per cos\u00ec dire, un ponte fra gli individui. Sua \u00e8 infatti la celeberrima espressione <em>homo sum: nihil humani a me alienum puto.<\/em><\/p>\n<p>Dunque il ritagliare degli spazi dalla vita sociale e politica per dedicarli alle arti liberali (<em>otium<\/em>) e, pi\u00f9 in generale, l&#8217;adozione di uno stile di vita basato sulla benevolenza, sull&#8217;apertura, sulla &quot;umanit\u00e0&quot; (<em>humanitas<\/em>) non sono necessariamente qualcosa che si contrappone al &#8216;costume dei padri&#8217;, ma che, al contrario, potrebbe coesistere con esso, nel rispetto dei valori tradizionali, arricchendoli piuttosto che stravolgendoli. Se, storicamente, si \u00e8 verificata invece una rottura ogni qualvolta l&#8217;innovazione si \u00e8 presentata come alternativa e sostitutiva della tradizione, cio \u00e8 stato dovuto &#8211; a nostro avviso &#8211; al vero &#8216;peccato d&#8217;origine&#8217; di molte di tali trasformazioni e cio\u00e8 al fatto che lo stimolo al cambiamento \u00e8 giunto sulla scia di una ridistribuzione ingiusta e violenta delle risorse materiali a disposizione dei popoli.<\/p>\n<p>La distruzione di Cartagine e di Corinto e l&#8217;asservimento di milioni di esseri umani, nel bacino del Mediterraneo, alle ambizioni imperiali di Roma antica, stanno idealmente in relazione diretta con la distruzione degli Indiani d&#8217;America e con la schiavit\u00f9 di milioni di Africani che fornirono le condizioni idonee al perseguimento del &quot;destino manifesto&quot; degli Stati Uniti d&#8217;America. Ora, la civilt\u00e0 occidentale moderna non \u00e8 che un prolungamento di quel &quot;destino manifesto&quot; di matrice americana (il filosofo Berkeley, che era meno sognatore di quanto comunemente si creda, aveva visto giusto quando diceva che il futuro del mondo stava sorgendo ad Ovest); pertanto, nel bene e nel male, noi siamo i figli di quella trasformazione e di quel contrasto fra i valori del <em>mos maiorum<\/em> (i valori patriarcali di padron &#8216;Ntoni e, oggi, dell&#8217;Islam) e quelli della <em>humanitas<\/em> (l&#8217;arte e la cultura slegate dalla vita pratica e la loro inevitabile degenerazione in senso edonistico e ultra-individualistico).<\/p>\n<p>Il contrasto si \u00e8 verificato non solo tra diverse aree del mondo e tra diverse culture e religioni, ma anche all&#8217;interno della civilt\u00e0 occidentale moderna, che pi\u00f9 di ogni altra ha innescato la marcia del &quot;progresso&quot; e, di conseguenza, la svalutazione e la lotta indiscriminata contro il passato. Oggi, nel mondo post-industriale dell&#8217;Occidente opulento, \u00e8 in corso una crisi generazionale senza precedenti, che evidenzia come i figli non siano in grado di proseguire l&#8217;opera dei padri, anzi neppure di amministrarla dignitosamente. Sempre pi\u00f9 spesso si assiste allo spettacolo di imprese industriali e commerciali, piccole e medio-piccole, realizzate con pazienza e sacrificio dai nonni, che cambiano di propriet\u00e0 perch\u00e9 figli e nipoti non possiedono n\u00e9 lo spirito di sacrificio n\u00e9 il solido senso pratico necessari a rilevarle e farle ulteriormente prosperare. Patrimoni messi insieme con tenacia e abilit\u00e0 si dissolvono in pochi anni di gestione irresponsabile: \u00e8 il destino del patrimonio accumulato, a prezzo di sacrifici durissimi e quasi disumani, da mastro-don Gesualdo, e che si ripete oggi in migliaia e milioni di situazioni analoghe.<\/p>\n<p>Eppure, come si \u00e8 detto, i valori della tradizione e quelli del rinnovamento non sono antitetici in se stessi: lo diventano quando la tradizione si irrigidisce in una difesa sterile di ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 condiviso intimamente, mentre l&#8217;innovazione si pone come <em>modernit\u00e0<\/em>, ossia come valore auto-referenziale che esclude, per principio, tutti quelli del passato, come un nuovo Dio geloso e intollerante che dichiara guerra a oltranza a tutte le vecchie divinit\u00e0. Il senso della nostra crisi attuale, dal punto di vista spirituale, \u00e8 essenzialmente in questo contrasto e in questa contraddizione; e anche, in parte, nell&#8217;inconscio senso di colpa per il fatto che l&#8217;abbondanza e lo spreco della nostra raffinata civilt\u00e0 sono costruiti sullo sfruttamento inumano di altre civilt\u00e0 e di altri popoli (cattiva coscienza che, tra le altre cose, ci rende stranamente indulgenti nei confronti del fenomeno dell&#8217;immigrazione extra-europea che si dovrebbe chiamare, pi\u00f9 propriamente, invasione incruenta &#8211; ma pur sempre invasione).<\/p>\n<p>La via d&#8217;uscita, se esiste, dovrebbe a questo punto apparire abbastanza chiara: ricucire la divaricazione fra <em>mos maiorum<\/em> e <em>humanitas<\/em> e, all&#8217;interno di quest&#8217;ultima, fra cultura e vita; perseguire le forme e i contenuti del pensiero unitivo, sia all&#8217;interno della propria cultura che a livello interculturale, piuttosto che quelli del pensiero oppositivo; valorizzare e recuperare tutti gli aspetti vitali della tradizione, senza perci\u00f2 chiudersi all&#8217;innovazione ma anche senza considerare quest&#8217;ultima come un valore in se stessa. Tutto dipende da che cosa si vuole innovare, da dove si vuole andare, da ci\u00f2 &#8211; in ultima analisi &#8211; che si considera importante. E che merita si facciano, per conseguirlo, dei sacrifici. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo dire a quale epoca storica passata maggiormente somiglia la nostra, specialmente sul piano culturale e spirituale, risponderemmo senza esitare: alla Repubblica romana del II<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[234,259],"class_list":["post-24637","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-roma","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24637","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24637"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24637\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24637"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}