{"id":24626,"date":"2015-12-31T09:23:00","date_gmt":"2015-12-31T09:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/31\/come-per-stupidita-ed-incultura-il-generale-freyberg-volle-la-distruzione-di-montecassino\/"},"modified":"2015-12-31T09:23:00","modified_gmt":"2015-12-31T09:23:00","slug":"come-per-stupidita-ed-incultura-il-generale-freyberg-volle-la-distruzione-di-montecassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/31\/come-per-stupidita-ed-incultura-il-generale-freyberg-volle-la-distruzione-di-montecassino\/","title":{"rendered":"Come per stupidit\u00e0 ed incultura il generale Freyberg volle la distruzione di Montecassino"},"content":{"rendered":"<p>Chi volle la distruzione, fra il 15 e il 18 febbraio 1944, da parte di oltre 250 bombardieri alleati, fra medi e pesanti, della storica Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto da Norcia nel 529 e, pertanto, la vera e propria culla di gran parte del monachesimo italiano, nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 insigni monumenti storici, artistici e religiosi dell&#8217;intera Europa e del mondo? Essa aveva gi\u00e0 resistito a ben tre distruzioni: una prima volta, nel 577, dai Longobardi; una seconda, dai Saraceni, nell&#8217;883; e una terza, dal terremoto, nel 1349 (all&#8217;indomani della terribile epidemia di peste nera); e ogni volta era stata ricostruita con fede e con coraggio, sulla cima del colle omonimo, a 520 metri d&#8217;altitudine, in posizione strategica dominante sulla valle del fiume Liri, a circa 130 km. a sud-est di Roma.<\/p>\n<p>Da molto temo, ormai, non vi sono pi\u00f9 dubbi: il fatale, inesorabile bombardamento che distrusse in un attimo secoli di storia e che provoc\u00f2 anche la morte di numerosi civili, rifugiatisi al suo interno, fu voluta dagli Stati maggiori della Quinta armata americana e della Ottava armata britannica, specialmente da quest&#8217;ultima, e, in modo particolare, dal generale Bernard Freyberg (1889-1963), comandante del II Corpo neozelandese, formato dalla Seconda divisione neozelandese (gen. Parkison) e dalla Quarta Divisione indiana (gen. Tucker): lo stesso che giunse a Trieste, il 2 maggio 1945, con ventiquattro fatali ore di ritardo rispetto ai partigiani comunisti jugoslavi del maresciallo Tito, cosa che provoc\u00f2 inenarrabili sofferenze alla popolazione e che, ad un certo punto, mise in forse perfino il suo legame con l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Fu lui, che al comando del Corpo di spedizione neozelandese, esercit\u00f2 reiterate e pressanti richieste affinch\u00e9 l&#8217;aviazione alleata procedesse al bombardamento sistematico dell&#8217;Abbazia, ritenendo, del tutto a torto, che i Tedeschi l&#8217;avessero inclusa nel loro sistema difensivo e che, annidati al suo interno, avrebbero costituito un ostacolo insormontabile per l&#8217;avanzata delle fanterie, se, prima, non fossero stati neutralizzati dal cielo. La cosa era doppiamente sbagliata, sia perch\u00e9 il generale Kesselring aveva scrupolosamente rispettato l&#8217;impegno di non servirsi del perimetro dell&#8217;Abbazia per ragioni militari, fino a quando gli Alleati avessero rispettato quel luogo, sia perch\u00e9 lo scriteriato e barbarico bombardamento serv\u00ec solo a riempire la sommit\u00e0 del colle di macerie, dietro le quali i soldati tedeschi, ormai sciolti dalla promessa che avevano fatto, poterono liberamente appostarsi e rendere, allora s\u00ec, difficilissima l&#8217;avanzata alle truppe neozelandesi; tanto \u00e8 vero che la battaglia, iniziata il 12 gennaio prosegu\u00ec accanitissima fino al 19 maggio, ossia ben tre mesi dopo che il venerando e mirabile edificio era stato raso al suolo.<\/p>\n<p>A questo duplice errore, tattico e d&#8217;<em>intelligence<\/em>, se ne aggiunse un altro, che non poteva non apparire tale fin da allora, e che si pu\u00f2 spiegare solo con la sconfinata arroganza degli eserciti angloamericani, sbarcati in Italia nella dubbia veste degli &quot;amici&quot; e, addirittura, dei &quot;liberatori&quot; del popolo italiano, anche se non erano affatto tali, n\u00e9 per le intenzioni che li muovevano, che erano quelle del classico esercito di conquista, n\u00e9 per i metodi che adoperavano: l&#8217;evidente inopportunit\u00e0 di macchiarsi di un crimine contro il patrimonio storico-artistico e contro la stessa religione cristiana che non aveva ancora riscontri in Europa, e il cui unico corrispettivo era stato, durante la Prima guerra mondiale, il bombardamento di artiglieria e la parziale distruzione della Cattedrale gotica di Reims, nella regione francese della Champagne, da parte dell&#8217;esercito tedesco avanzante, nel 1914: funesta impresa, per la quale i Tedeschi erano stati biasimati aspramente da tutta la stampa internazionale e lo stesso Kaiser, Wilhelm II di Hohenzollern, ritenuto responsabile dall&#8217;opinione pubblica di mezzo mondo, raffigurato sulle vignette satiriche mentre versava lacrime di coccodrillo, deplorando ipocritamente l&#8217;accaduto.<\/p>\n<p>Lasciamo la parola a uno dei maggiori conoscitori di quella vicenda, che la visse un prima persona e che possedeva tutte le informazioni necessarie per ricostruirla spassionatamente, nonch\u00e9 la formazione scientifica propria dello studioso di storia: Tommaso Leccisotti (1895-1982), archivista dell&#8217;Abbazia, nella sua ormai classica monografia \u00abMontecassino\u00bb (Montecassino, Pubblicazioni Cassinesi, 1983, pp. 150152, nota 12):<\/p>\n<p><em>\u00abChe il bombardamento sia stato un nuovo errore in tutta la errata campagna che un giornalista (cfr. &quot;Il Tempo&quot;, Roma, 1950, 13 giugno) ha definita &quot;un monumento tale di inettitudine da sconcertare le pecore dell&#8217;Appennino abruzzese&quot; &#8211; e sono note le critiche mosse anche in America -, lo si vide dalle conseguenze ed \u00e8 ormai pacifico. I metodi, ottimi per il deserto, teatro delle operazioni fortunate del Freyberg, non andavano invece bene per una zona di montagna. Oltre il gi\u00e0 detto, non solo i tedeschi ebbero quella libert\u00e0 di movimento che il rispetto dell&#8217;edificio ancora intatto e considerato intangibile limitava di molto, tanto da lasciar supporre che per questo e per ragioni di propaganda avessero l&#8217;interesse a trarre in inganno l&#8217;avversario, ma fra le rovine ben altri osservatori si potevano sistemare che quelli visti dal gen. Wilson! Altro che procurare risparmio di vite umane! Senza dubbio era stata questa una delle ragioni avanzate dal gen. Clark &#8211; &quot;errore tattico di prima grandezza!&quot; &#8211; per sconsigliare l&#8217;impresa. Rimandiamo ch voglia conoscere l&#8217;opinione di altri competenti a &quot;La distruzione&quot; [ecc., di von Senger-Etterlin] e al Mordal<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre al ricordare (p,. 337,399) le smentite date alle affermazioni alleate da Kesselring, il quale assicura che il bombardamento non ha inferto il minimo danno alle truppe e al materiale tedesco, anzi ha dato la possibilit\u00e0 di occupare le rovine, il B\u00f6hmler, a varie riprese, ritorna sugli sbagli degli Alleati. Cos\u00ec a p. 178, dopo aver accennato all&#8217;errore iniziale di aver scartata la via Appia, che pure poteva essere appoggiata dal mare, aggiunge che sbagliarono nel credere che non bastasse il monte, ma fosse necessaria a i Tedeschi pure la Badia per osservatorio d&#8217;artiglierie. Ma se i Tedeschi ne avessero fatto il loro osservatorio, ci voleva poco a capire che avrebbero perduto il loro &quot;occhio&quot; all&#8217;inizio dei grandi bombardamenti. Se gli Alleati avessero sospettato che le sorprese che Kesselring aveva loro preparato attorno a Cassino, avrebbero certo scelto la via Appia per la loro avanzata. E a p. 341, a proposito delle affermazioni del gen. Wilson circa la presenza dei tedeschi nel monastero osserva che resta molto dubbio che cosa abbia egli veduto. \u00c8 mai credibile che molti soldati tedeschi abbiano continuato a restare e a muoversi dentro e attorno al monastero, mentre un apparecchio nemico volava su loro in ricognizione? Se ci fossero stati soldati tedeschi, per prima cosa avrebbero cercato di scomparire o, comunque, di non farsi notare.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci si pu\u00f2 finalmente domandare se conveniva distruggere la Badia, anche se dentro ci fossero stati Tedeschi., Era sempre un grave errore l&#8217;attacco frontale di una simile posizione; Clark e Juin infatti ne avevano tentato l&#8217;aggiramento. Si pensi che i paracadutisti tedeschi restavano attaccati alle estreme pendici davanti alla via Casilina. Se le bombe buttate su Montecassino fossero state gettate l\u00e0, non c&#8217;era bisogno di toccare la Badia e si poteva giungere facilmente sulle alture a NW del monastero, e da l\u00e0 si sarebbero buttati a valle, prendendo la Badia senza colpo ferire&#8230; 342. Nella seconda battaglia di Cassino, quando realmente il fuoco d&#8217;artiglieria tedesca era diretto dagli osservatori frale rovine della badia, essi [gli Alleati] li resero ciechi tenendo avvolta tutto il giorno la montagna in cortine fumogene. E se non sfondarono, fu solo perch\u00e9 le loro fanterie erano sfinite, mentre i Tedeschi poterono ricevere rinforzi. Se davvero il Comando alleato era sicuro che la Badia era diventata &quot;la pi\u00f9 potente fortezza artiglieria che mai sia esistita&quot;, ci voleva tanto ad anticipare l&#8217;annebbiamento e rendere impossibile agli osservatori il rilievo e la direzione del fuoco. Cos\u00ec avrebbero evitato che la Badia, distrutta, diventasse davvero una fortezza nelle mani dei Tedeschi; poich\u00e9 proprio questo fu l&#8217;unico risultato militare della distruzione. Fu cos\u00ec che i paracadutisti tedeschi occuparono le rovine e vi si sistemarono saldamente, in numerosi voltoni e passaggi sotterranei, su cui stava un coltrone di macerie alt parecchi metri. Adesso davvero la badia divent\u00f2 il caposaldo della difesa tedesca, e Freyberg ebbe di ritorno sulla propria tedesca il &quot;bumerang&quot; che egli aveva fatto scagliare contro Montecassino. E Montecassino da quel momento cost\u00f2 agli alleati molto sangue e molto materiale 343. Si faccia e si dica quel che si vuole, l&#8217;insensata distruzione di Montecassino non si pu\u00f2 giustificare da nessun punto di vista; fu un grave errore tattico e politico.<\/em><\/p>\n<p><em>Fin qui il locale comandante dei paracadutisti. Aggiungiamo soltanto, a quanto ha detto il B\u00f6hmler, circa la tentata giustificazione dell&#8217;atto nefando, che tutti i mezzo, dalle lusinghe alle menzogne, dalle subdole proposte di aiuto alle minacce, tutto \u00e8 stato tentato per soffocare la verit\u00e0. Dopo che alla presenza dei Tedeschi, all&#8217;impianto di osservatori e di telefoni, tutte cose inesistenti, e che, in ogni caso, sarebbero stati sistemati meglio fra le rovine, si \u00e8 fatto ricorso alla psicologia dei combattenti. Ma se il ricordo di Reims, dove pure vi erano certamente osservatori, non \u00e8 fatto per rendere immuni, specie poi se si considera l&#8217;accanimento, la stessa condotta del gen. Clark, che doveva ben conoscere la psicologia dei suoi, e le pubblicazioni, sua e del gen. Juin, che hanno svelato come siano andate realmente le cose, rendono vani questi miseri appigli e condannano severamente tutta l&#8217;intensa campagna di menzogne intrapresa per coonestare la decisone agli occhi dei popoli ignari o ingannati, di nulla senza dubbio responsabili.<\/em><\/p>\n<p><em>Giustamente possiamo quindi riportare a conclusione riassuntiva il giudizio del critico militare americano Hoffman Nickerson, riferito dal Moral, 138: &quot;le seul r\u00e9sultat de la plupart des bombardements est de d\u00e9trure les choses pour la sauvegarde desquelles on es suppos\u00e9 se battre&quot;, anche, come nel caso nostro, rappresentanti e strettamente connessi con valori morali.<\/em><\/p>\n<p><em>E Gaetano De Sanctis, parlando in relazione alla distruzione di Montecassino nella susseguente adunata della Pontificia Accademia di Archeologia, cos\u00ec stigmatizzava questi funesti effetti della guerra: &quot;Non \u00e8 nostro compito isolare e determinare le responsabilit\u00e0 particolari d&#8217;un tale cumulo di rovine, ma questo deve dirsi, che l&#8217;averlo cagionato rimarr\u00e0 vergogna perpetua dell&#8217;et\u00e0 nostra e della nostra civilt\u00e0&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Attenuanti invece invoca, circa le particolari responsabilit\u00e0 il II vol. della storia ufficiale sulla RAF (inglese), pur deplorando il triste evento e riconoscendone tutta la gravit\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Agli Alleati, quindi, e specialmente ai Britannici, ai &quot;gloriosi&quot; vincitori di El Alamein (dove avevano combattuto in vantaggio di 1 a 2 per la fanteria e per i carri armati, e di ben 1 a 5 per l&#8217;aviazione), non bast\u00f2 volere e perpetrare l&#8217;inutile e criminale bombardamento di quel venerabile e glorioso edificio storico-religioso, senza ottenere alcun vantaggio militare, come era da aspettarsi; essi vollero intestardirsi, durante gli anni del dopoguerra, nel tentativo di minimizzare o negare le proprie responsabilit\u00e0 e nel cercar di soffocare in ogni modo la voce della verit\u00e0: ossia quella dei comandanti tedeschi, i quali avevano ribadito l&#8217;assenza di posti d&#8217;osservazione della <em>Wehrmacht<\/em> entro l&#8217;Abbazia, e quella degli stessi monaci benedettini, i quali non poterono fare altro che confermare tali asserzioni, corrispondenti alla pura e semplice verit\u00e0, aggiungendo le loro personali testimonianze sulla crudelt\u00e0 dei bombardamenti, che gettarono nel lutto e nella disperazione numerose famiglie di civili e di sfollati, che avevano cerato invano riparo entro i muri dell&#8217;edificio (nel quale si erano introdotti a forza e senza l&#8217;assenso dei monaci, anche se poi questi ultimi, davanti al fatto compiuto, che avrebbero voluto evitare per ovvie ragioni di sicurezza, poi tragicamente confermate dai fatti, si prodigarono per assistere in ogni modo quei poveretti). Quelle voci, quelle testimonianze, davano fastidio ai vincitori, perch\u00e9 gettavano una sinistra luce sul vero volto dei conclamati &quot;liberatori&quot;, autori di tanti altri atroci bombardamenti sulle indifese citt\u00e0 italiane, sia quando, dopo il 25 luglio del 1943, era stato evidente che il governo Badoglio cercava soltanto l&#8217;occasione per avviare sondaggi segreti con gli Alleati allo scopo di addivenire a un armistizio separato, sia quando la guerra era ormai quasi alla fine, nei primi mesi del 1945. Bisognava pertanto metterle a tacere, ridurle al silenzio: bisognava riscrivere la storia ad esclusivo beneficio del vincitore &#8212; esattamente come si fece, e con notevole successo, per i fatti della guerra civile italiana, subito ribattezzata &quot;Resistenza&quot;, nei quali doveva apparire un&#8217;unica parte &quot;buona&quot;, quella partigiana, ed una sola &quot;cattiva&quot;, quella fascista e tedesca.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 indisponente, per la sopravvivenza del mito della &quot;bont\u00e0&quot;, della &quot;umanit\u00e0&quot; e della &quot;generosit\u00e0&quot; dei cosiddetti liberatori, la pi\u00f9 sgradevole e molesta, era quella di dover ammettere che i Tedeschi erano stati di parola, fin dall&#8217;inizio; che non avevano approfittato della situazione per introdurre soldati nell&#8217;Abbazia, n\u00e9 per installarvi posti d&#8217;osservazione allo scopo di dirigere il tiro della artiglierie; e che, anzi, avevano dato prova di notevole sensibilit\u00e0 e correttezza nell&#8217;aiutare i monaci a sgombrare e mettere al sicuro, trasportandolo a Roma, prima della battaglia, una buona parte del preziosissimo patrimonio archivistico e bibliografico conservato da secoli nell&#8217;Abbazia, il quale, altrimenti, sarebbe andato irreparabilmente distrutto, cos\u00ec come era accaduto alla celebre Biblioteca di Alessandria al tempo di Giulio Cesare.<\/p>\n<p>Al tenente colonnello Julius Schlegel, della divisione corazzata \u00abHermann G\u00f6ring\u00bb, va il merito di avere ben meritato davanti all&#8217;umanit\u00e0 per tale salvataggio, condotto in spirito di leale collaborazione con il valoroso, ma quasi ottantenne, abate di Montecassino, Gregorio Diamare. A guerra finita, gli Alleati tentarono di far passare l&#8217;ufficiale per criminale di guerra; ma egli venne cavallerescamente difeso proprio dal maresciallo Alexander. In compenso, come osserva il Leccisotti, dopo aver perduto, nel corso della guerra, una gamba e la salute, alla conclusione delle ostilit\u00e0 i comunisti gli sequestrarono la casa. Umiliazioni e sofferenze vennero riservate anche a un altro ufficiale tedesco, il capitano Becker, che, nelle sue memorie, rivendica a se stesso l&#8217;idea di aver voluto salvare la biblioteca del monastero, dopo che, in qualit\u00e0 di ufficiale medico, era stato incaricato di impiantare un ospedale da campo nel convento di San Antonio a Teano; e l\u00ec, dopo aver messo in salvo i libri presenti in quell&#8217;antico edificio, avrebbe avuto un analogo pensiero per quelli di Montecassino, mettendosi in contatto, per ci\u00f2, con alcuni frati, anche se, nel frattempo, la direzione delle operazioni di sgombero e trasporto del prezioso materiale librario era stata assunta dallo Schlegel. Sia come sia, ad entrambi questi valorosi ufficiali tedeschi spetta, ancorch\u00e9 tardivo, un riconoscimento per la nobilt\u00e0 del loro operato, anche a titolo di risarcimento per le incomprensioni patite e l&#8217;ingratitudine umana cui andarono incontro. Ma essi avevano il torto di appartenere a un esercito sconfitto, al quale, nel 1945, si volevano attribuire non solo le atrocit\u00e0 che, effettivamente, commise, ma anche molte che non aveva commesso (si pensi soltanto alle Fosse di Katyn, per il cui eccidio i Sovietici avevano tentato di incolpare i Tedeschi), operando una brutale ed arbitraria semplificazione di ci\u00f2 che era accaduto nella Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi superfluo ribadire che, in questa sede, non abbiamo la minima intenzione, e neppure il desiderio, di imbastire una assurda difesa d&#8217;ufficio delle Forze armate tedesche durante quelle tragiche vicende, ma soltanto ricordare come non tutti i soldati e gli ufficiali tedeschi fossero dei &quot;barbari&quot; ciechi e sanguinari, come la propaganda alleata, e il mito della Resistenza, li hanno subito descritti, ed hanno avuto buon gioco nel continuare a descriverli per circa sette decenni, che \u00e8 un tempi lunghissimo, specialmente considerando i parametri della storia contemporanea, dove tutti gli eventi si consumano estremamente in fretta. Questo va detto: che c&#8217;erano delle brave persone e perfino dei gentiluomini anche fra i Tedeschi, sebbene la Seconda guerra mondiale, per la natura stessa delle armi e delle strategie impiegate, abbia superato ogni precedente conflitto quanto a efferatezza e a disprezzo delle leggi morali. Viceversa, di fronte a figure come quella dello Schlegel e del Becker, bisognerebbe tornare a parlare di un uomo come il generale Freyberg, il principale responsabile della fredda e deliberata distruzione dell&#8217;Abbazia di Montecassino, che super\u00f2 la ferocia dei Longobardi e dei Saraceni. Per lui, nessuna accusa vi \u00e8 mai stata e nemmeno un&#8217;ombra di riprovazione; anzi, il governo inglese pens\u00f2 bene di farlo barone e di nominarlo governatore generale della Nuova Zelanda, carica che tenne per sei anni, dal 1946 al 1952. Evidentemente, aveva ben meritato dalla sua patria.<\/p>\n<p>Un po&#8217; meno, forse, dall&#8217;umanit\u00e0 e dalla civilt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi volle la distruzione, fra il 15 e il 18 febbraio 1944, da parte di oltre 250 bombardieri alleati, fra medi e pesanti, della storica Abbazia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-24626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24626"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24626\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}