{"id":24624,"date":"2015-07-28T06:13:00","date_gmt":"2015-07-28T06:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-modernita-distrugge-le-differenze-preparando-la-sua-stessa-fine\/"},"modified":"2015-07-28T06:13:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:13:00","slug":"la-modernita-distrugge-le-differenze-preparando-la-sua-stessa-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-modernita-distrugge-le-differenze-preparando-la-sua-stessa-fine\/","title":{"rendered":"La modernit\u00e0 distrugge le differenze preparando la sua stessa fine"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 caratteristici e pi\u00f9 funzionali della modernit\u00e0 \u00e8 la costante, progressiva, inesorabile erosione e distruzione delle differenze, per amalgamare e ridurre ogni cosa ad un modello unico: di linguaggio, di sentimenti, di pensieri, di atteggiamenti e di comportamenti, compresi gli aspetti &#8211; apparentemente minimi &#8211; dell&#8217;alimentazione, dell&#8217;abbigliamento, del tempo libero, per arrivare fino alle credenze filosofiche, spirituali, religiose.<\/p>\n<p>Si tratta, lo ripetiamo, di un aspetto funzionale; tale \u00e8 la natura del mondo moderno: dell&#8217;economia moderna, della finanza moderna, della politica moderna; basate, rispettivamente, sul consumo di massa, sull&#8217;emissione di titoli bancari slegati dal valore reale del denaro, nonch\u00e9 sulla democrazia, vale a dire su una forma di governo che esclude, per sua natura, tutto ci\u00f2 che potrebbe dispiacere alle masse, per cui nessun politico democratico sar\u00e0 cos\u00ec pazzo da andare contro la pubblica opinione, quand&#8217;anche ne vedesse gli errori pi\u00f9 palesi e suscettibili di conseguenze catastrofiche, onde non correre il rischio di non essere pi\u00f9 eletto.<\/p>\n<p>Stiamo andando a marce forzate verso una crescente distruzione delle differenze e delle identit\u00e0 e verso una omologazione sempre pi\u00f9 diffusa: questo \u00e8 il fatto. Fatto che pu\u00f2 sembrare in contrasto &#8212; ma non lo \u00e8, al contrario; sono le due facce della stessa medaglia &#8212; con un altro fatto: la crescente proclamazione dei diritti delle minoranze, la crescente insurrezione dei &quot;diversi&quot; e dei discriminati, addirittura il capovolgimento dei valori e perfino delle leggi della maggioranza, ad opera di minoranze sempre pi\u00f9 agguerrite e combattive.<\/p>\n<p>A parole, tutti &#8212; o quasi tutti &#8212; riconoscono i benefici della diversit\u00e0 e ne magnificano il valore per l&#8217;intero corpo sociale; in pratica, succede che la &quot;diversit\u00e0&quot; di cui si mena vanto, e di cui si fa l&#8217;elogio, \u00e8 quanto di pi\u00f9 innocuo, esteriore e ininfluente si possa immaginare. Qualcosa che non si oppone affatto, ma che, al contrario, \u00e8 funzionale al sistema dominante. Un esempio classico \u00e8 quello della cosiddetta &quot;contestazione giovanile&quot; degli anni Sessanta del XX secolo: capelli lunghi, cantanti &quot;urlatori&quot;, cinema alternativo, esaltazione della vita hippy, tutte queste cose sono entrate nel circuito del mercato e si sono trasformate, da elementi suscettibili di cambiamento sociale, in altrettanti simboli di un consumismo sempre pi\u00f9 esplicito e sfacciato.<\/p>\n<p>La stessa cosa si osserva nel campo della cultura. A parole, si esalta il pluralismo e la libert\u00e0 di pensiero; alla prova dei fatti, si constata che l&#8217;uno e l&#8217;altra non sono altro che il sottile strato di vernice sotto il quale si rafforza un Pensiero Unico sempre pi\u00f9 invasivo e tirannico, sempre meno tollerante di ogni dissenso e di ogni prospettiva alternativa; e lo si vede in ogni campo: dalla scienza alla filosofia, dalla politica all&#8217;economia, dall&#8217;arte alla letteratura. Del resto, dovrebbe ormai essere chiaro, anche ai pi\u00f9 ingenui e sprovveduti, che, quando i fautori di un certo sistema si affannano a decantare le virt\u00f9 del pluralismo, deve trattarsi per forza di cose d&#8217;un &quot;pluralismo&quot; quanto mai annacquato e addomesticato, da sfoggiare come una falsa credenziale di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Non si tratta di una congiura di persone brutte e cattive, decise a mettere in atto ogni possibile strategia affinch\u00e9, gattopardescamente, \u00abtutto cambi, affinch\u00e9 tutto resti come prima\u00bb; o, almeno, non solo di questo: anche se, indubbiamente, sono moltissimi coloro che, sfamandosi al desco del Pensiero Unico, hanno ogni interesse a servire fedelmente il potere che li tiene a libro paga. Ma vi \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 complesso: un sistema finanziario, economico e politico che, per potersi perpetuare ed espandere costantemente, e in maniera sempre pi\u00f9 parassitaria, ha bisogno di mettere in opera ogni mezzo possibile per distruggere la diversit\u00e0 e instaurare l&#8217;omologazione.<\/p>\n<p>Osservava John Stuart Mill &#8212; un filosofo che non ci piace molto, ma che, in questo caso, ha fatto delle riflessioni meritevoli della massima attenzione &#8211; nel capitolo \u00abDell&#8217;individualit\u00e0 come elemento del bene comune\u00bb, di una delle sue opere pi\u00f9 importanti (da: J. S. Mill, \u00abSaggio sulla libert\u00e0\u00bb; titolo originale: \u00abOn Liberty\u00bb, 1859; traduzione dall&#8217;inglese di Stefano Magistretti, Milano, Il Saggiatore, 1993, pp. 99-102):<\/p>\n<p>\u00abCi si sarebbe aspettati che la Cina scoprisse il segreto del progresso umano e si mantenesse costantemente alla testa del movimento di innovazione mondiale. Invece, sono diventati statici &#8212; lo sono rimasti per migliaia d&#8217;anni, e se mai riusciranno a migliorare, dovr\u00e0 essere ad opera di stranieri. Sono riusciti al di l\u00e0 di ogni aspettativa in ci\u00f2 a cui tendono cos\u00ec industriosamente i filantropi inglesi &#8212; a formare un popolo tutto uguale, i cui pensieri e le cui azioni sono guidati dalle stesse massime e norme: ed eccone i risultati. Il moderno dominio della pubblica opinione \u00e8, in forma disorganizzata, ci\u00f2 che il sistema educativo e politico cinese \u00e8 in forma organizzata; e se l&#8217;individualit\u00e0 non riuscir\u00e0 a farsi valere contro questo giogo, l&#8217;Europa, nonostante il suo nobile passato e il suo proclamato Cristianesimo, tender\u00e0 a diventare un&#8217;altra Cina.<\/p>\n<p>Che cosa ha finora risparmiato all&#8217;Europa questa sorte? Che cosa ha reso le nazioni europee un settore dell&#8217;umanit\u00e0 che si evolve e non resta statico? Nessuna loro intrinseca superiorit\u00e0 &#8212; che, quando esiste, \u00e8 un effetto e non una causa -, ma piuttosto la notevole diversit\u00e0 di caratteri e culture. Individui, classi e nazioni sono stati estremamente diversi gli uni dagli altri: hanno tracciato una gran quantit\u00e0 di vie, che portano tutte a qualcosa di valido; e anche se in ogni epoca chi percorreva vie diverse non tollerava gli altri, e avrebbe giudicato ottima cosa costringerli tutti a seguire la sua strada, i tentativi reciproci di impedire il progresso altrui hanno raramente avuto un successo definitivo, e a lungo andare tutti hanno acuito la possibilit\u00e0 di recepire i risultati postivi altrui. A mio giudizio, l&#8217;Europa deve a questa pluralit\u00e0 di percorsi tutto il suo sviluppo progressivo e multiforme; ma \u00e8 una dote che si sta gi\u00e0 riducendo in misura considerevole. L&#8217;Europa sta decisamente avanzando verso l&#8217;ideale cinese di rendere tutti gli uomini uguali Il signor de Tocqueville, nella sua ultima importante opera, osserva che i francesi di oggi si rassomigliano molto di pi\u00f9 di quelli anche solo della generazione precedente. Un inglese potrebbe dire lo stesso, e a molto maggior ragione. In un passo gi\u00e0 citato, Wilhelm von Humboldt indica due condizioni necessarie allo sviluppo umano &#8212; perch\u00e9 necessarie per differenziare gli uomini -, la libert\u00e0 e la variet\u00e0 di situazioni. In questo paese, la seconda condizione svanisce ogni giorno di pi\u00f9. Le circostanze in cui vivono classi e individui diversi, e che formano i caratteri, diventano di giorno in giorno pi\u00f9 simili. Una volta, stati asociali comunit\u00e0 locali, mestieri diversi vivevano in quelli che potevano essere definiti mondi diversi; oggi il mondo \u00e8 in buona misura lo stesso per tutti. Relativamente parlando, oggi la gente legge le stesse cose, ascolta le stesse cose, vede le stese cose, va negli stessi posti, spera e teme le stesse cose, ha le stesse libert\u00e0, gli stessi diritti, e le stesse possibilit\u00e0 di farli valere. Per quanto siano grandi le differenze che ancora sussistono tra gli uomini, non sono nulla in confronto con quelle che sono scomparse. E il processo di assimilazione continua: lo favoriscono tutti i mutamenti politici di questo periodo, che tendono senza eccezione a innalzare chi sta in basso e viceversa. Lo favorisce ogni estensione dell&#8217;istruzione, perch\u00e9 essa sottopione tutti a influenze comuni e li pone in contatto con il complesso delle conoscenze e dei sentimenti generali. Lo favorisce il miglioramento delle comunicazioni, che pone in contatto gli abitanti di localit\u00e0 distanti tra loro e incoraggia rapidi e frequenti spostamenti di residenza da un posto all&#8217;altro. Lo favorisce l&#8217;espansione del commercio e dell&#8217;industria manifatturiera, che diffonde sempre pi\u00f9 ampiamente i benefici materiali e offre alla competizione generale anche i pi\u00f9 elevati oggetti di ambizione, per cui il desiderio di ascendere nella societ\u00e0 non caratterizza pi\u00f9 una classe particolare, ma tutte. Un fattore che ancor pi\u00f9 di questi appena elencati favorisce la generale somiglianza degli uomini \u00e8 l&#8217;influenza, ormai consolidata in questo e altri paesi, dell&#8217;opinione pubblica sullo Stato. Col graduale livellamento delle varie distinzioni sociali che permettevano a ci si barricava dietro di esse di ignorare l&#8217;opinione delle masse; con la progressiva sparizione dalle menti degli uomini politici dell&#8217;idea stessa di opporsi alla volont\u00e0 pubblica, nei casi in cui la si conosca con certezza, il non-conformismo perde qualsiasi sostegno sociale. Scompare cio\u00e8 qualsiasi consistente potere sociale che, essendo di per se stesso contrario al dominio della massa, sia interessato ad assumersi la protezione di opinioni e tendenze diverse da quelle del grande pubblico.<\/p>\n<p>La combinazione di queste cause forma una tale massa di influenze ostili all&#8217;individualit\u00e0 che \u00e8 difficile immaginare come essa riuscir\u00e0 a sopravvivere. Incontrer\u00e0 difficolt\u00e0 sempre maggiori se non si riesce a farne comprendere il valore alla parte pi\u00f9 intelligente del pubblico &#8212; a fargli comprendere che la diversit\u00e0 \u00e8 positiva, anche se non \u00e8 sempre migliore e talvolta pu\u00f2 sembrare peggiore di ci\u00f2 che \u00e8 comunemente accettato. Se i diritti dell&#8217;individualit\u00e0 devono essere fatti valere, questo \u00e8 il momento, quando manca ancora molto perch\u00e9 l&#8217;assimilazione forzata sia completa. \u00c8 solo resistendo fin dall&#8217;inizio che si possono sconfiggere gli abusi. La pretesa che tutti si rassomiglino cresce quanto pi\u00f9 la si nutre: se si aspetta a resistere fino a quando la vita sar\u00e0 quasi completamente ridotta a un tipo uniforme, ogni deviazione da essa finir\u00e0 coll&#8217;essere considerata empia, immorale, persino mostruosa e contro natura. Gli uomini diventano rapidamente incapaci di concepire la diversit\u00e0 quando per qualche tempo si sono disabituati a vederla.\u00bb<\/p>\n<p>Stuart Mill sembra convinto, da buon liberale e da perfetto utilitarista, che la diversit\u00e0 sia la molla del progresso (progresso sul quale non ha alcuna obiezione da fare: tanto \u00e8 vero che non prova il minimo imbarazzo ad affermare che la Cina, per &quot;migliorare&quot;, deve smetterla di essere statica); e vede nella societ\u00e0 moderna una minacciosa tendenza a smussare e limitare sempre pi\u00f9 quella preziosa fonte di progresso.<\/p>\n<p>La diversit\u00e0, dunque, per lui, \u00e8 un valore in se stessa, non importa di quale diversit\u00e0 si tratti; inoltre, egli affronta la questione come se dipendesse solo da fattori intellettuali ed educativi, e i poteri finanziari ed economici non vi avessero parte alcuna &#8212; e questo proprio nell&#8217;Inghilterra della Rivoluzione industriale, ossia nella nazione guida del cambiamento a livello planetario! \u00abDove c&#8217;\u00e8 diversit\u00e0, c&#8217;\u00e8 movimento, dunque c&#8217;\u00e8 progresso\u00bb: non importa in che direzione si vada, l&#8217;importante \u00e8 che si vada in parecchie direzioni diverse; prima o dopo, tutti quanti potranno usufruire dei benefici, diretti o indiretti, del fatto che molte strade differenti sono state battute.<\/p>\n<p>A quanto pare, non gli viene in mente che non \u00e8 importante solo la libert\u00e0 di muoversi, ma anche la direzione in cui si vuole andare. Basta che non si rechi danno alla societ\u00e0, e ciascuno pu\u00f2 prendere la direzione che vuole; l&#8217;importante \u00e8 non essere statici: questa \u00e8 la sua filosofia. \u00c8 una filosofia fondata su un individualismo esasperato, concepita allo scopo di difendere i sacri &quot;diritti&quot; del singolo contro l&#8217;invadenza della societ\u00e0 e dello Stato. Non si accorge che, in una societ\u00e0 cosiffatta, non \u00e8 vero che tutti tendono a pensare, dire e fare le stesse cose, perch\u00e9 vi \u00e8 una grande differenza tra chi possiede i mezzi per formare e manipolare l&#8217;opinione pubblica, e chi \u00e8 ridotto al livello, quanto mai passivo, di elettore-contribuente-consumatore.<\/p>\n<p>Certo che la diversit\u00e0 \u00e8 importante; ma non qualunque diversit\u00e0: non, ad esempio, quella degli individui perversi, antisociali, nemici del pubblico bene; \u00e8 importante, e benefica, la diversit\u00e0 che nasce dalla identit\u00e0, e non quella, artificiale, creata dal capriccio individuale o dalle mode collettive. La diversit\u00e0 che si radica nella tradizione \u00e8 positiva; ma lo \u00e8 &#8211; anch&#8217;essa &#8211; non in senso assoluto, bens\u00ec relativo: vale a dire, tenendo conto del contesto sociale in cui s&#8217;inserisce. Per fare un esempio: la diversit\u00e0 culturale, politica, religiosa, \u00e8 un valore, se la societ\u00e0 possiede il modo di ridurre tali diversit\u00e0 ad un compromesso ragionevole, basato sulla difesa dell&#8217;ordine sociale e della pace comune; altrimenti, esse diventano fattori di disgregazione, di odio, di violenza.<\/p>\n<p>Non si dovrebbe farsi paladini della diversit\u00e0 in astratto, ma della diversit\u00e0 che si fonda su una tradizione, e quindi su una identit\u00e0; e su di una identit\u00e0 che sia compatibile con le altre identit\u00e0, cio\u00e8 che possieda sufficiente spirito di tolleranza, da accettare il dialogo con le altre identit\u00e0, o, quanto meno, da non desiderarne e perseguirne la distruzione violenta e sistematica. \u00c8 chiaro che una societ\u00e0 multietnica e multiculturale \u00e8 una contraddizione in termini, perch\u00e9 nessuna societ\u00e0 sar\u00e0 materialmente in grado di gestire delle identit\u00e0 che si contrappongano le une alle altre, che rifiutino il dialogo: cosa che sempre accade, inevitabilmente &#8212; la storia ce lo mostra &#8212; quando il mosaico delle differenze supera la capacit\u00e0 di amalgamarle da parte della societ\u00e0 che le ospita al suo interno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 caratteristici e pi\u00f9 funzionali della modernit\u00e0 \u00e8 la costante, progressiva, inesorabile erosione e distruzione delle differenze, per amalgamare e ridurre ogni cosa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[202],"class_list":["post-24624","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24624"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24624\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}