{"id":24617,"date":"2015-07-28T05:56:00","date_gmt":"2015-07-28T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/abbiamo-distrutto-la-figura-del-padre-per-non-dover-piu-fare-i-conti-con-dio\/"},"modified":"2015-07-28T05:56:00","modified_gmt":"2015-07-28T05:56:00","slug":"abbiamo-distrutto-la-figura-del-padre-per-non-dover-piu-fare-i-conti-con-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/abbiamo-distrutto-la-figura-del-padre-per-non-dover-piu-fare-i-conti-con-dio\/","title":{"rendered":"Abbiamo distrutto la figura del Padre per non dover pi\u00f9 fare i conti con Dio"},"content":{"rendered":"<p>Il XX secolo \u00e8 stato il secolo della Crisi del Padre: non una crisi, ma &quot;la&quot; crisi, da indicare con la lettera maiuscola: la crisi radicale e definitiva, dalla quale la cultura moderna non \u00e8 ancora uscita, e dalla quale, anzi, \u00e8 assai improbabile che possa uscire.<\/p>\n<p>Scriveva in proposito Dieter Lenzen, antropologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Berlino (in: D. Lienzen, \u00abAlla ricerca del padre. Dal patriarcato agli alimenti\u00bb; titolo originale: \u00abVaterschaft. Vom Patriarchat zur Alimentation\u00bb, Reinbeck bei Hamburg, Rowholt, 1991; traduzione dal tedesco di Anna Maria Senatore, Bari, Laterza, 1994, pp. 278-85):<\/p>\n<p>\u00abSe si sottopone l&#8217;intera lettera (circa settanta pagine) [parliamo della &quot;Lettera al padre&quot; di F. Kafka] a un&#8217;analisi del contenuto, si ottiene un profilo molto preciso delle qualit\u00e0 che Kafka, lamentandosi, riconosce al padre, e in cui vede in un certo senso l&#8217;esatto opposto delle caratteristiche che egli desidererebbe per un padre. [&#8230;] Le categorie esplicate da Kafka, in molti casi coincidono perfettamente con la descrizione dell&#8217;immagine che Kafka ha di s\u00e9. In altre parole, il figlio Franz Kafka desidera che suo padre sia come lui \u00e8. In questo atteggiamento possiamo cogliere una figura che assumer\u00e0 particolare rilievo nel XX secolo. Il rapporto mimetico tra padre e figlio non \u00e8 pi\u00f9 concepito come un rapporto di discendenza, neppure nel significato goethiano di successione, bens\u00ec in senso diametralmente opposto: \u00e8 il padre che deve seguire gli intenti del figlio. Questa configurazione diventer\u00e0 un emblema del XX secolo. Dobbiamo avere ben chiaro il panorama intellettuale entro il quale si produce questo mutamento. Se dalla letteratura ci spostiamo alla scienza, pi\u00f9 esattamente alla psicologia, il quadro si fa forse pi\u00f9 chiaro. Come Kafka (e Marx), Freud \u00e8 ebreo, e la sua opera non pu\u00f2 essere scissa dal contesto intellettuale ebraico. Non vogliamo qui occuparci dell&#8217;interpretazione che la psicoanalisi ha dato dell&#8217;ispirazione di Freud, Marx o Kafka; questa interpretazione, condotta in forme diverse, era comunque giustificata, in particolare se si pensa, guardando allo stalinismo, che nel caso di Marx una determinata realt\u00e0 biografica generalizzata dai &quot;fondatori della teoria&quot; ha influito sulla vita, e sulla morte, di milioni di persone. Nel nostro caso, il punto di vista \u00e8 un altro. Sulla base di un apporto cos\u00ec significativo qual \u00e8 quello che la psicoanalisi ha dato alla storia della paternit\u00e0, \u00e8 possibile vedere come nella svolta di fine secolo la concezione di padre propria dell&#8217;ebraismo inizi a distruggere quella cristiana. Freud sviluppa, come \u00e8 noto, l&#8217;idea storicizzante dell&#8217;&quot;orda primordiale&quot;. Secondo la concezione di Freud, il padre in origine avrebbe posseduto un potere assoluto sulle donne dell&#8217;orda. Questo potere del padre avrebbe suscitato l&#8217;invidia dei figli, che alla fine lo avrebbero ucciso. Dall&#8217;eliminazione del progenitore sarebbero derivati sensi di colpa e ripetuti tentativi di rimuovere questa colpa tributandogli un culto totemico. Freud parte comunque dal presupposto che la rimozione di questa colpa fosse, in ultima analisi, impossibile. La colpa originale \u00e8 una colpa ereditaria che grava su tutte le generazioni successive (in Marx, del resto, lo stesso concetto \u00e8 formulato con parole quasi identiche). Secondo Freud, essa si manifesta nel fatto che tutti i discendenti maschili del padre possedevano il desiderio edipico di penetrare la propria madre, e vogliono perci\u00f2 uccidere il padre. [&#8230;] Freud riteneva dunque che questo potenziamento del padre morto fosse una specie di resurrezione del figlio nel &quot;dominio del super-io&quot;, un&#8217;aspirazione che il figlio cercava di realizzare durante la sua vita. Questa idea sfocia in un capovolgimento della dottrina cristiana in quella che \u00e8 la sua configurazione basilare. Mentre infatti il cristianesimo \u00e8, fondamentalmente, una religione basata sull&#8217;infanticidio, perch\u00e9 la promessa di salvezza si realizza attraverso la morte del Figlio che viene sacrificato dal Padre, nella religione ebraica \u00e8 il figlio che uccide il padre per poter prenderne il posto. Ne &quot;L&#8217;uomo Mos\u00e8 e la religione monoteistica&quot;, Freud sostiene che la religione cristiana non poteva sottrarsi al destino di eliminare il padre. Il pensiero di Freud, in particolare la teoria della triangolazione, pu\u00f2 essere visto come un&#8217;ipotesi di risoluzione del conflitto tra padre e figlio. \u00c8 la donna e madre che cerca di risolvere il conflitto, che viene cos\u00ec anticipato alla prima infanzia, in una fase cio\u00e8 in cui la situazione conflittuale tra padre e figlio non \u00e8 ancora manifesta. [&#8230;] La teoria freudiana della triangolazione, che ha influenzato buona parte della cultura scientifica e artistica del XX secolo, naturalmente non costituiva una soluzione che potesse essere &quot;seguita&quot; da una cultura. Se vi fu una disponibilit\u00e0 verso la ricezione delle teorie freudiane, tale ricezione non ebbe, almeno non in prima istanza, una funzione liberatoria, quanto piuttosto mir\u00f2 a evidenziare la perdita di funzioni del padre e persino, se possibile, ad accelerarla. Questo significa per\u00f2 che il posto un tempo riservato al padre nella famiglia e nella cultura rimase vuoto. Il motivo della successione inversa &#8212; il padre deve essere come lo vuole il figlio &#8212; acquista un ruolo di primo piano, cos\u00ec come un ruolo di primo piano volevano aver quei figli, maschi e femmine. Che trovarono il loro punto di coesione nel movimento giovanile. [&#8230;] Che la celebrazione del discendente, del figlio, non fosse un fatto limitato all&#8217;area ideologica dell&#8217;ebraismo, ma al contrario riguardasse anche correnti espressamente cattoliche, lo dimostra un&#8217;affermazione di Maria Montessori, secondo la quale il figlio rappresenta una sorta di Messia in grado di guidare gli uomini decaduti verso il regno dei cieli. Il movimento giovanile era in un certo senso la cristallizzazione di un moto di rinnovamento nato dopo la prima guerra mondiale; questa infatti era legata da un lato a un numero sterminato di senza padre, dall&#8217;altro all&#8217;indegnit\u00e0 morale dei padri superstiti.\u00bb<\/p>\n<p>E chiss\u00e0 che anche il movimento studentesco del 1968 non sia stato che una rivolta dei figli contro l&#8217;indegnit\u00e0 morale, l&#8217;inadeguatezza, l&#8217;inconsistenza dei loro borghesi genitori &#8212; anche se era piuttosto comodo giocare alla rivoluzione coi soldi di pap\u00e0, e fare degli studi universitari una base strategica per proclamare la fine dell&#8217;Et\u00e0 del Padre e l&#8217;avvento dell&#8217;Et\u00e0 dei Figli, i quali, forti del numero e dell&#8217;avvenire ancora intatto (la forza della sinistra \u00e8 sempre nell&#8217;utopia, perch\u00e9 questa la esime dal dovere di confrontarsi con la prosaica realt\u00e0 dei fatti), e moralmente migliori (perch\u00e9 la struttura antropologica dell&#8217;uomo di sinistra \u00e8 sempre eticamente migliore di quella dell&#8217;uomo di destra, figuriamoci poi se quest&#8217;ultimo \u00e8 anche pi\u00f9 vecchio), hanno dato l&#8217;assalto al Cielo, rinnovando i fasti della mistica rivoluzionaria quarantottesca.<\/p>\n<p>Certo, non sono poche le arbitrarie semplificazioni e le grossolane manipolazioni dei concetti, presenti nell&#8217;analisi di Dietzer Lenzen; per esempio: il sacrificio di Cristo sulla croce \u00e8 sufficiente per dire che il cristianesimo \u00e8 una religione basata sull&#8217;infanticidio? Ed \u00e8 sufficiente affermare che la psicoanalisi freudiana \u00e8 un derivato della teologia giudaica, per sostenere che la religione giudaica \u00e8 basata sul parricidio? Se bastasse prendere un fatto qua e uno l\u00e0 per formulare una conclusione di carattere generale, allora perch\u00e9 non dire che anche il giudaismo \u00e8 una religione dell&#8217;infanticidio, visto che Yahwe ordina ad Abramo di sacrificare il suo unico figlio, Isacco, e che Abramo \u00e8 pronto ad eseguire un tale ordine?<\/p>\n<p>\u00c8 vero, peraltro, che n\u00e9 l&#8217;opera di Freud, n\u00e9 quella di Marx, e neppure quella di Kafka, possono essere separate dal contesto culturale e psicologico del giudaismo, indipendentemente dal fatto delle convinzioni atee e materialiste di tutti e tre questi autori. Ma, al di l\u00e0 di questo, ci sembra ben povera cosa l&#8217;analisi del Lenzen: oltre a rilevare una serie di fatti, non si pu\u00f2 dire che spinga molto in profondit\u00e0 la ricerca delle cause. Che l&#8217;idea del padre europea sia stata soverchiata e sostituita da quella ebraica, \u00e8 cosa che pu\u00f2 essere vera, oppure no; ma la domanda pi\u00f9 importante \u00e8 da dove provenga il fenomeno della crisi del padre. Freud e Kafka possono averlo reso pi\u00f9 familiare, non creato dal nulla. In un certo senso, a noi pare che il ragionamento di Lenzen finisca proprio l\u00e0 dove ci si aspetterebbe che incominci. In particolare: \u00e8 da ritenersi una pura coincidenza il fatto che, negli stessi anni in cui la figura del padre entra nella crisi pi\u00f9 grave della sua lunga storia, muovano i primi passi le idee e le pratiche del femminismo militante?<\/p>\n<p>A noi, che crediamo poco alle coincidenze, sembra che vi debba essere una stretta correlazione tra le due cose. Con l&#8217;insorgere del femminismo, va in crisi l&#8217;autorevolezza della figura maschile; il maschio si vede messo sotto processo, attaccato, umiliato, ridicolizzato; si insegna ai bambini di sesso maschile che devono sentirsi in colpa per il fatto di essere maschi; professioni da sempre maschili, divengono oggetto del desiderio femminile di &quot;emancipazione&quot;: la famiglia, la scuola, la magistratura e &#8212; pi\u00f9 tardi &#8212; perfino l&#8217;esercito, perfino la chiesa (o, almeno, le chiese protestanti) si femminilizzano. Nel medesimo tempo, la figura del padre entra in crisi: come non vedere, in ci\u00f2, un aspetto particolare della crisi generale della figura del maschio?<\/p>\n<p>Il padre non ha pi\u00f9 autorit\u00e0, perch\u00e9 non ha pi\u00f9 autorevolezza; e non ha pi\u00f9 autorevolezza, perch\u00e9 la sua credibilit\u00e0 \u00e8 stata indebolita, minata, e infine distrutta, mediante un&#8217;opera metodica, paziente, scientifica, da formiche del legno, le quali, nello spazio di qualche anno o di qualche decennio, riescono a mandare in polvere migliaia e migliaia di chilometri di &quot;limes&quot;, abbattendo cos\u00ec una frontiera millenaria. I figli non ascoltano pi\u00f9 il padre, ma si rivolgono alla madre: \u00e8 lei la sola interlocutrice credibile, perch\u00e9 solamente lei conserva un certo grado di autorit\u00e0 (altra cosa \u00e8 vedere come ella spenda una tale moneta, in regime di monopolio). Il padre \u00e8 contestato o, peggio, ignorato, non appena apre bocca per far sentire la sua voce. La sua presenza \u00e8 diventata incongrua, obsoleta, come quella di un paradigma culturale ormai screditato: come il sistema tolemaico all&#8217;apparire del modello copernicano.<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati ai nostri giorni: al principio del terzo millennio. Stiamo assistendo a un fatto epocale, senza precedenti: ad una offensiva omosessualista condotta simultaneamente su pi\u00f9 fronti: culturale, giuridico, politico, artistico, perfino religioso; \u00e8 l&#8217;ultimo colpo inferto al ruolo del padre. Se passa il principio che anche l&#8217;unione di due soggetti del medesimo sesso \u00e8 un &quot;matrimonio&quot;, per il maschio, in quanto padre, \u00e8 davvero finita. Il suo posto verr\u00e0 preso da una coppia omosessuale, sia maschile che femminile, che, servendosi della fecondazione eterologa e avvalendosi di una serie di leggi &quot;ad hoc&quot;, pu\u00f2 perfino avere dei figli, a piacere, oppure adottarli, se cos\u00ec preferisce: ed \u00e8 pronta una denuncia penale e una richiesta di risarcimento nei confronti di chiunque trovi che tutto ci\u00f2 non sia conforme a giustizia, n\u00e9 a ragione.<\/p>\n<p>A ben guardare, la crisi del padre \u00e8 stata preparata da lontano: \u00e8 stata preparata dal pensiero debole, che corrisponde a un parallelo indebolimento dell&#8217;idea dell&#8217;essere; e il pensiero debole non comincia con Vattimo, e neppure con Nietzsche, ma con il razionalismo soggettivistico di Cartesio, e culmina con il criticismo kantiano e con l&#8217;idealismo hegeliano. Se l&#8217;essere \u00e8 indebolito, l&#8217;esistente viene assolutizzato; se Dio scompare dall&#8217;orizzonte, \u00e8 l&#8217;uomo che pretende di prenderne il posto. Ma l&#8217;uomo \u00e8 mortale, \u00e8 contingente, dunque \u00e8 anche debole; ecco, allora, che l&#8217;uomo proclama la debolezza di ogni cosa: per non sentirsi sminuito, per non sentirsi troppo umiliato, lui che aveva preteso di sostituire Dio.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il vicolo cieco nel quale si \u00e8 cacciato il pensiero della modernit\u00e0: avendo voluto erigere il relativo al rango dell&#8217;assoluto, si ritrova con un pugno di mosche in mano, per\u00f2 non possiede abbastanza coraggio da riconoscere il proprio fallimento. Preferisce dichiarare che nulla \u00e8 vero (relativismo), che nulla \u00e8 certo (scetticismo), che nulla \u00e8 buono (cinismo), che nulla permane (materialismo), che nulla merita fede, amore, rispetto (nichilismo). Siamo diventati dei pazzi che, per non riconoscere la propria malattia, trovano pi\u00f9 semplice dichiarare che l&#8217;universo \u00e8 un manicomio, e l&#8217;uomo \u00e8 il prigioniero di una forza malvagia e imperscrutabile. Siamo ritornati al punto di partenza della civilt\u00e0 europea, l\u00e0 dove il pensiero greco si era esaurito e quello cristiano non era ancora venuto a rischiararlo con la sua Speranza: siamo tornati alla disperazione esistenziale che traspare dal dialogo fra Glauco e Diomede, nell&#8217;\u00abIliade\u00bb. Per non aver voluto riconoscere i diritti di Dio, abbiamo trascinato noi stessi negli abissi tenebrosi del delirio di onnipotenza e, poi, in quelli del suo inevitabile contraccolpo, l&#8217;angoscia e la disperazione di s\u00e9. Ora dobbiamo rinsavire e ripartire dal sentiero interrotto: dobbiamo recuperare il concetto teologale della Speranza. L&#8217;uomo non pu\u00f2 vivere senza speranza; ma la speranza umana, quella con la lettera minuscola, non \u00e8 cosa che possa salvarlo, tanto meno che possa redimerlo dal male morale che lui stesso si sta infliggendo, e del quale \u00e8, insieme, la vittima e il carnefice. Ecco perch\u00e9 dobbiamo ritornare alla casa del Padre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il XX secolo \u00e8 stato il secolo della Crisi del Padre: non una crisi, ma &quot;la&quot; crisi, da indicare con la lettera maiuscola: la crisi radicale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[107,146,185,229,250],"class_list":["post-24617","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-cattolicesimo","tag-franz-kafka","tag-karl-marx","tag-psicoanalisi","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24617\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}