{"id":24613,"date":"2016-11-07T10:53:00","date_gmt":"2016-11-07T10:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/07\/un-terribile-equivoco-da-dissipare\/"},"modified":"2016-11-07T10:53:00","modified_gmt":"2016-11-07T10:53:00","slug":"un-terribile-equivoco-da-dissipare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/07\/un-terribile-equivoco-da-dissipare\/","title":{"rendered":"Un terribile equivoco da dissipare"},"content":{"rendered":"<p>Incombe sulla nostra societ\u00e0, sulla nostra cultura, sul destino stesso della nostra civilt\u00e0, un terribile equivoco, senza dubbio alimentato ad arte da chi vi \u00e8 interessato, per le sue oscure ragioni, ma, altrettanto senza dubbio, perpetuato anche dal conformismo intellettuale e dalla volonterosa imbecillit\u00e0 dei mezzi pensatori, dei mezzi scrittori, dei mezzi sapienti, opinionisti, commentatori, tuttologi, scribacchini e chiacchieroni di professione; un equivoco che va dissipato ad ogni costo, se non per la remotissima speranza che le cose cambino, almeno perch\u00e9 sia fatta chiarezza, e il gioco si svolga un po&#8217; pi\u00f9 leale e pulito, nei limiti del possibile.<\/p>\n<p>Innanzitutto, una osservazione preliminare: la cultura moderna, che \u00e8 un prodotto della societ\u00e0 di massa, \u00e8 fondata sul mezzo sapere e sulle mezze verit\u00e0, spacciate per l&#8217;intero sapere e per l&#8217;intera verit\u00e0; \u00e8 fondata su tutta una serie di luoghi comuni, di banalit\u00e0 assurte alla dignit\u00e0 di dogmi incrollabili, di vere e proprie falsificazioni, promosse al rango di sacrosanta verit\u00e0; si sono creati dei riflessi condizionati potentissimi, che, come la saliva alla bocca per il cane di Pavlov, fanno scattare delle reazioni istintive, di pancia, non appena qualcuno ardisca pronunciare le parole-tab\u00f9, le parole maledette, e tutte le anime belle si sentono in dovere di scattare in piedi, di stracciarsi le vesti come Caifa, nel Sinedrio di Gerusalemme, davanti a Ges\u00f9 Cristo, e di gridare a pieni polmoni: <em>Non sia mai!<\/em><\/p>\n<p>Ebbene: finch\u00e9 non verranno rimossi questi riflessi condizionati, finch\u00e9 le persone non si saranno liberate da questo condizionamento, non sar\u00e0 mai possibile parlare seriamente di alcunch\u00e9; ma qui si entra in un circolo vizioso: infatti, per de-condizionarsi, le persone dovrebbero tornare ad essere tali, cio\u00e8 individui singoli, capaci di pensare con la loro testa e di scegliere la loro vita, mentre la societ\u00e0 di massa, che abbiamo costruito, \u00e8 tale proprio perch\u00e9 in essa l&#8217;individuo scompare, la persona si dissolve, e resta solo un gregge di pecoroni che fanno, automaticamente e passivamente, quel che fanno tutti gli altri, senza riflettere veramente, senza porsi vere domande, ma, al massimo, fingendo di farlo, tanto per mettersi a posto con la coscienza e con un vaghissimo sentimento della dignit\u00e0 personale.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 cosiffatta, si \u00e8 venuta costituendo perfino una casta di parassiti sociali, che si auto-qualificano &quot;intellettuali&quot;, i quali, in teoria, dovrebbero rappresentare dei punti di riferimento perch\u00e9 la gente possa sviluppare una coscienza critica, mentre, di fatto, altro non sono che la cinghia di trasmissione dei poteri occulti che detengono il dominio mondiale della finanza e dell&#8217;economia, e che hanno gi\u00e0 fatto i loro piani per rafforzare e accrescere lo sfruttamento dell&#8217;umanit\u00e0, ridotta a una gigantesca massa amorfa e inconsapevole; per svolgere questa funzione i sedicenti intellettuali sono nati, all&#8217;ombra della <em>Raison<\/em> illuministica; per questo si sono costituiti in una apposita corporazione; e per questo difendono a spada tratta le loro posizioni di piccolo o medio privilegio (quasi mai grande, perch\u00e9 non ne sono ritenuti degni dai loro padroni: in fondo, non sono che servitori di lusso, meritevoli di disprezzo per la loro venalit\u00e0 e cortigianeria, agli occhi di quelli stessi che li foraggiano e li mantengono).<\/p>\n<p>Per prima cosa, quindi, bisognerebbe fare piazza pulita di questa mala razza di parassiti sociali; bisognerebbe che le persone incominciassero a porre loro delle domande imbarazzanti, che pretendessero di sapere in nome di cosa costoro si guadagnano lo stipendio, e perch\u00e9 passano cos\u00ec disinvoltamente dal sostenere una certa tesi, alla tesi opposta, secondo che ricevono i loro bravi ordini di scuderia; bisognerebbe che la gente pretendesse di verificare i conti della spesa, e valutasse, tanto per fare un esempio, se un giornalista o una giornalista della televisione di stato merita di tenere una corrispondenza fissa da una qualche capitale estera, per quei tre o quattro minuti di servizio settimanale, o bisettimanale, nei quali non fa altro che sciorinarci (peraltro, non di rado, in un pessimo italiano e ignorando le basi della dizione e perfino la sintassi) le &quot;veline&quot; spudorate del governo e dei poteri forti di quel Paese: in altre parole, se \u00e8 etico che noi paghiamo lautamente dei &quot;professionisti&quot;, i quali ci ammanniscono un sacco di bugie di Stato (estero), dopo essere arrivati dove sono arrivati, magari, per via di amicizie politiche e non di meriti reali, e che conservano quelle poltrone perch\u00e9 sanno nuotare bene nella palude fangosa della bassa politica, fatta d&#8217;inciuci e intrallazzi, sottraendo il posto a qualche altra persona, magari a qualche bravo giovane, che ne sarebbe infinitamente pi\u00f9 degna.<\/p>\n<p>Lo stesso discorso, naturalmente, si potrebbe fare per chiss\u00e0 quanti baroni universitari che tengono la cattedra di qualche strana disciplina, frequentata da due o tre studenti, e che dedicano alle lezioni cinque o sei ore settimanali, mentre occupano a tempo pieno (si fa per dire) qualche altro incarico ancora meglio remunerato, come la direzione sanitaria di un ospedale o qualche poltrona ministeriale o sottoministeriale; per non parlare delle loro gentili consorti, dei loro figli, dei loro generi e delle loro nuore, nonch\u00e9 delle loro amanti, tutti, chi sa come, felicemente sistemati in quella stessa universit\u00e0, e tutti lautamente stipendiati, in base a non si sa quali competenze, con il denaro proveniente dalle nostre tasche, cio\u00e8 coi sudatissimi stipendi e con le misere pensioni dei comuni cittadini, esclusi dal &quot;giro&quot; della gente che conta. E questo mentre delle maestre e dei professori di scuola media sputano l&#8217;anima tutti i santi giorni per fare scuola in classi di trenta alunni, per uno stipendio ai limiti della decenza, presi fra l&#8217;incudine di una dirigenza sempre pi\u00f9 burocratizzata e manageriale, che si disinteressa della sostanza didattica della loro professione, e una &quot;utenza&quot; sempre pi\u00f9 intrattabile e arrogante, cio\u00e8, in parole povere, di alunni sempre pi\u00f9 distratti e irrispettosi e di genitori sempre pronti ad alzare la voce (e, talvolta, perfino le mani) o a minacciare querela, per una mezza parola di rimprovera che i loro pargoli abbiano ricevuto, di solito pi\u00f9 che meritatamente, dagli insegnanti. E mentre un poliziotto o un carabiniere rischiano addirittura la pelle nell&#8217;esercizio del loro dovere quotidiano, a causa di una malavita sempre pi\u00f9 aggressiva e di una delinquenza diffusa, resa sempre pi\u00f9 audace dalla quasi certezza di farla franca in sede processuale; per guadagnarsi una paga, in proporzione, ancor pi\u00f9 misera di quella dei maestri, senza mai avere le spalle coperte dalla magistratura, anzi, esposti al pericolo continuo di essere denunciati dai delinquenti che hanno arrestato o dalle loro famiglie, tutti nobilmente assetati di &quot;giustizia&quot;, ma non per le vittime dei reati, bens\u00ec per i presunti torti che i loro cari, che militano allegramente nella confraternita dei delinquenti di professione, affermano di aver subito al momento dell&#8217;arresto, o durante la detenzione prima del processo.<\/p>\n<p>Comunque, tornando al nostro tema principale, il problema \u00e8 che la societ\u00e0 continuer\u00e0 ad essere malata, e le cose seguiteranno ad andare di male in peggio, fino a quando non ci saremo liberati dalla nefasta influenza di questi semi-intellettuali buonisti e progressisti &#8212; siano essi giornalisti, magistrati o pretesi &quot;pensatori&quot; -, portatori di una vera e propria pestilenza culturale e sociale, basata sull&#8217;assurdo teorema che vede la giustizia sempre e solo dalla parte del &quot;povero&quot;, anche se \u00e8 tale semplicemente perch\u00e9 non vuol saperne di lavorare, ma preferisce vivere di elemosina e di rapine; e l&#8217;ingiustizia sempre e solo dalla parte del &quot;ricco&quot;, anche se ricco non lo \u00e8, a meno che si voglia definire &quot;ricco&quot; un piccolo commerciante o un piccolo imprenditore i quali, fra mille sacrifici, abbiano messo su un&#8217;attivit\u00e0 e poi, oltre a dover versare allo Stato il 70% dei sudati guadagnai, sotto forma di tasse, devono anche vedersela con i piccoli malviventi che rapinano continuamente i loro negozi, i loro ristoranti o le loro fabbriche, che penetrano nelle loro case, che rubano denaro e oggetti preziosi e che, magari, gi\u00e0 che ci sono, picchiano, violentano e stuprano gli abitanti della casa.<\/p>\n<p>E ora affrontiamo il tema che ci eravamo posti: il terribile equivoco da dissipare. L&#8217;equivoco \u00e8 questo: <em>che essere se stessi, e riconoscere le proprie radici, anche con un certo grado di fierezza, rappresenti una forma intollerabile di presunzione<\/em> eurocentrica, cristianocentrica, etnocentrica (bianca), e che la sola maniera di rispettare le altre culture, le altre religioni e le altre identit\u00e0, sia quella di annullare la propria, di svilirla, di umiliarla, di trascinarla nel fango, di coprirla di scherni e di sputi (come fanno, con inarrivabile finezza e impeccabile buon gusto, i redattori di <em>Charlie Hebdo<\/em>); insomma, che l&#8217;unica maniera di essere perone civili equivalga a vergognarsi di quel che si \u00e8, delle proprie radici e della propria tradizione, e di prostrarsi davanti a tutti gli altri, presentando loro le scuse pi\u00f9 sentite per i &quot;crimini&quot; e le &quot;colpe&quot; dei propri progenitori, risalendo fino alla trentesima generazione, e, se possibile, anche pi\u00f9 oltre.<\/p>\n<p>Si tratta di una follia, e, per giunta, di una follia suicida; pure, essa \u00e8 ormai talmente diffusa, e talmente circondata da un&#8217;aura di autorevolezza morale, nonch\u00e9 talmente penetrata a fondo nel modo di pensare delle persone politicamente corrette &#8212; cio\u00e8 tutte quelle che aspirano, in un modo o nell&#8217;altro, a far carriera &#8212; che liberarsene appare difficilissimo, quasi impossibile, anche perch\u00e9, come diceva \u00c9tienne de La Bo\u00ebtie, non vi \u00e8 servit\u00f9 pi\u00f9 difficile da cui liberarsi, che la servit\u00f9 volontaria dei popoli e delle societ\u00e0. Si direbbe che la nostra civilt\u00e0 stia esprimendo, attraverso questa cultura dell&#8217;auto-disprezzo, una vera e propria pulsione di auto-distruzione; che voglia oscuramente cercare la propria morte, magari tra le alte fiammate di un bella pira funebre, quasi per espiare qualche colpa imperdonabile gravante sulle spalle di tutti e di ciascuno. Curioso, vero? La cultura moderna, che ha respinto con disprezzo il cristianesimo, accusandolo di essere basato sul senso di colpa degli uomini davanti a Dio, sta ora per soccombere sotto il peso di un senso di colpa di origine incerta, inafferrabile, inspiegabile (almeno secondo i criteri della <em>Raison<\/em> illuminista), una colpa dalla quale non si pu\u00f2 essere perdonati e per la quale si pu\u00f2 solo morire. Strano, perch\u00e9 perfino l&#8217;aborrito cristianesimo offre una via d&#8217;uscita, e promette la pace e la salvezza al peccatore pentito, fosse pure il peccatore pi\u00f9 nefando; mentre dal senso di colpa della cultura moderna non esiste alcuna redenzione, esso \u00e8 ovunque e in nessun posto, allo stato di veglia e nelle profondit\u00e0 del sonno, quando si agisce bene e quando si agisce male; non risparmia nessuno, non fa sconti a nessuno, non accetta prigionieri, non concede tregua o remissione alcuna: vuole solo divorarci, distruggerci, cancellare di noi anche il ricordo. Bel risultato davvero, per una cultura che ha cacciato Dio in nome della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, e che ha gettato sull&#8217;anima degli uomini un tale micidiale fardello, dal quale nessuna forza umana (ed \u00e8 vero) potrebbe mai sollevarli, anche perch\u00e9 essi per primi <em>non vogliono essere salvati, e nemmeno consolati<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure, lo ripetiamo: non vi \u00e8 niente di sbagliato, niente di presuntuoso, niente di &quot;razzista&quot;, o di autoritario, o di &quot;fascista&quot;, nel sostenere con fierezza la propria identit\u00e0: l&#8217;identit\u00e0 sessuale, maschile o femminile; l&#8217;identit\u00e0 familiare; l&#8217;identit\u00e0 religiosa; l&#8217;identit\u00e0 regionale; l&#8217;identit\u00e0 nazionale, l&#8217;identit\u00e0 culturale; l&#8217;identit\u00e0 in qualunque altra forma o espressione. Chi mai ha detto che sostenere la propria identit\u00e0, viverla apertamente, dichiararla, anche, quando occorre, rappresenterebbe un attentato alle identit\u00e0 altrui? Al contrario: l&#8217;impoverimento avviene quando si mescolano, di disperdono e di dissolvono le diverse identit\u00e0 nella indistinta, stagnante palude del conformismo, dell&#8217;appiattimento, della omologazione. E chi mai ha detto che affermare la propria identit\u00e0, ovviamente senza alcuna pretesa d&#8217;imporla ad altri o di considerarla &quot;superiore&quot; alle altre, rappresenterebbe un erigere muri, quando ci sarebbe invece bisogno di ponti? Questo \u00e8 un discorso sciocco, generico e ingannevole. Nella vita reale, e non nelle vuote e altisonanti astrazioni ideologiche, servono <em>anche<\/em> i muri, eccome: quale casa potrebbe essere costruita, se non vi fossero i muri a sostenerla e proteggerla? Viceversa, nella vita reale non \u00e8 sempre saggio gettare dei ponti: bisogna vedere, infatti, chi c&#8217;\u00e8 sull&#8217;altra sponda. Se sull&#8217;altra sponda c&#8217;\u00e8 una tigre feroce ed affamata, sarebbe un&#8217;autentica pazzia, una pazzia suicida &#8211; appunto &#8212; quella di gettare un ponte verso di essa. A quale scopo? Per offrirle il proprio corpo quale pasto del mezzogiorno? Eppure, tutte queste roboanti assurdit\u00e0, banalit\u00e0 e sciocchezze buoniste, ci vengono <em>ammannite dalla mattina alla sera, anche dai pulpiti pi\u00f9 prestigiosi: Non alzate<\/em> <em>muri, gettare invece dei ponti!<\/em> Eh, s\u00ec: come suonano bene frasi di questo genere. Peccato che siano solo delle solennissime sciocchezze e delle farneticazioni inverosimili; e peccato che le persone non abbiano sviluppato, mediamente parlando, abbastanza senso critico e abbastanza consapevolezza spirituale, per riconoscerle come tali, e per zittire, con fischi sonori e con lancio di pomodori marci, quei signori che non si stancano mai di predicarle, spacciandole per Verit\u00e0 rivelata e puntando il dito, minacciosi e sprezzanti, contro i nuovi miscredenti, i quali osano dubitare della loro giustezza e della loro sacralit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, qui sta la radice di moltissimi dei nostri problemi attuali, se non proprio di tutti: dal senso di colpa che ci opprime e che tentiamo di esorcizzare con l&#8217;auto-disprezzo e l&#8217;auto-mortificazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incombe sulla nostra societ\u00e0, sulla nostra cultura, sul destino stesso della nostra civilt\u00e0, un terribile equivoco, senza dubbio alimentato ad arte da chi vi \u00e8 interessato,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[263],"class_list":["post-24613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24613"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24613\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}