{"id":24611,"date":"2011-02-07T04:36:00","date_gmt":"2011-02-07T04:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/07\/il-disprezzo-per-la-donna-e-il-segno-distintivo-della-tarda-modernita\/"},"modified":"2011-02-07T04:36:00","modified_gmt":"2011-02-07T04:36:00","slug":"il-disprezzo-per-la-donna-e-il-segno-distintivo-della-tarda-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/07\/il-disprezzo-per-la-donna-e-il-segno-distintivo-della-tarda-modernita\/","title":{"rendered":"Il disprezzo per la donna \u00e8 il segno distintivo della tarda modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il recentissimo &quot;caso Ruby&quot; ha messo in evidenza un aspetto essenziale di questa nostra tarda modernit\u00e0: il profondo, rozzo, stupido disprezzo per la donna che, dalle sfere pi\u00f9 alte delle classi dirigenti, si propaga, come fanno i cerchi prodotti dalla caduta di un sasso nell&#8217;acqua, a tutti gli ambiti della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, l&#8217;Italia rappresenta solo il caso emblematico di una situazione culturale largamente diffusa in tutto l&#8217;Occidente, anche se \u00e8 innegabile che il nostro Paese, quel disprezzo, l&#8217;abbia teorizzato e gridato dai tetti giusto un secolo fa; e, dunque, non \u00e8 un caso che proprio da noi quel fenomeno si manifesti con particolare virulenza.<\/p>\n<p>Non aveva forse scritto testualmente, Filippo Tommaso Marinetti, al punto nove del suo roboante \u00abManifesto del Futurismo\u00bb, che raggiunse notoriet\u00e0 internazionale con la pubblicazione sul parigino \u00abLe Figaro\u00bb, il 20 febbraio 1909: \u00abNoi vogliamo glorificare la guerra &#8211; sola igiene del mondo &#8211; il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore E IL DISPREZZO DELLA DONNA\u00bb? (Il maiuscolo \u00e8 nostro.)<\/p>\n<p>Ecco qui: \u00abil disprezzo della donna\u00bb; e il disprezzo della donna \u00e8 arrivato, fra l&#8217;altro camuffato da emancipazione e da &quot;progresso&quot;.<\/p>\n<p>Non si tratta di fare del moralismo; poco ci importa delle abitudini sessuali private dei nostri uomini politici (anche se ci importano, e molto, quando si configurano come reati e quando forniscono un esempio deleterio di comportamento sociale), bens\u00ec di riconoscere la perfetta coerenza e la continuit\u00e0 del processo culturale che ci ha portati agli odierni fatti di cronaca.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 notevole, peraltro, non \u00e8 che una intera categoria di maschi padroni si permetta di considerare la donna, o per dir meglio, il corpo della donna (e questa \u00e8 la pornografia: la separazione della parte dal tutto) alla stregua di un giocattolo sessuale usa e getta; ma che le donne, ancora una volta, si siano dimostrate le pi\u00f9 feroci nemiche del proprio sesso e della dignit\u00e0 che dovrebbe essergli da tutti riconosciuta.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;andazzo delle feste di Arcore ha gettato una luce fin troppo eloquente sulla natura dei rapporti esistenti fra il premier e il suo harem di ragazzotte, nonostante il grottesco tentativo di spacciarli come una forma di &quot;beneficenza&quot;, ci si sarebbe potuti aspettare che scattasse una profonda reazione di indignazione da parte di tutte le donne, di ogni et\u00e0 e condizione e, soprattutto, di ogni credo politico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non \u00e8 stato: non solo ci tocca sorbirci, nei telegiornali e sulla carta stampata, le penose esibizioni di queste giovani prostitute d&#8217;altro bordo, che parlano senza pudore del loro miserabile mestiere come se fosse la cosa pi\u00f9 normale e, magari, pi\u00f9 elegante di questo mondo; no: dobbiamo anche assistere allo spettacolo delle donne inferocite che si lanciano in una difesa all&#8217;ultimo sangue del premier, del suo stile di vita, del suo modo di rapportarsi con le ragazze in carriera, del suo diritto di fare ci\u00f2 che vuole dentro i muri delle sue ville, compreso quello di premiare le sue amiche, chiamiamole cos\u00ec, con poltrone nella pubblica amministrazione e nella politica, pagate fior di quattrini dai contribuenti.<\/p>\n<p>E vada per le parlamentari e per le donne che hanno qualcosa da difendere nel partito del presidente del Consiglio: perch\u00e9 esse non provino la bench\u00e9 minima indignazione, anzi, semmai la provino contro i pubblici ministeri che hanno osato inquisire il loro capo, lo si capisce fin troppo bene; ma le altre? Le donne qualsiasi, tanto le giovani e giovanissime, quanto le anziane?<\/p>\n<p>Due interviste sono state particolarmente scioccanti, a nostro avviso, nei giorni pi\u00f9 caldi del &quot;Ruby gate&quot;: quella a un gruppo di ragazzine che, imperterrite, erano andate ad ascoltare Lele Mora ad un pubblico incontro, per apprendere dal grande maestro i segreti per dare la scalata al successo; e quella di una vecchia signora fermata per la strada dai cronisti.<\/p>\n<p>Le ragazzine, richieste se alle feste di Arcore, loro, ci sarebbero andate oppure no, hanno risposto in coro non solo che ci sarebbero andate, eccome, ma che si rammaricavano del fatto di non poter sfruttare una simile occasione, di non trovare il modo di essere invitate.<\/p>\n<p>Che dire di questa mancanza di qualunque briciolo di dignit\u00e0?<\/p>\n<p>Eppure lo sapevamo: era da tempo, da anni, che le cronache ci informavano come sia ormai diffusa, fra le dodicenni e le tredicenni, la pratica di offrire la propria immagine senza veli su Internet, e magari non solo quella, in cambio di qualche euro o di qualche regaluccio da parte dei compagni di scuola; e questa, come la dobbiamo chiamare, se non prostituzione e smarrimento di ogni senso di pudore e dignit\u00e0 personale?<\/p>\n<p>L&#8217;altra intervista era, a suo modo, ancora pi\u00f9 impressionante. Si trattava del battibecco fra due donne non pi\u00f9 giovani, davanti al microfono di un giornalista televisivo, l&#8217;una a favore l&#8217;altra contraria al presidente del Consiglio, per via delle sue feste a luci rose. La seconda cercava di ragionare; la prima, molto pi\u00f9 anziana ed estremamente aggressiva, dopo aver puntato il dito contro la sua interlocutrice, fino a premerglielo contro il braccio, concludeva la sua tirata furibonda in difesa del proprio idolo con queste parole: \u00abMa certo che lo torner\u00f2 a votare; torner\u00f2 a votarlo cento volte!\u00bb.<\/p>\n<p>Un tempo non troppo lontano si diceva che la vecchiaia porta la saggezza; ma che dire di questa signora, e di tante, troppe altre come lei, le quali, dopo aver subito un quotidiano lavaggio del cervello da parte della tv spazzatura (e questo da molto prima che il Cavaliere entrasse in politica), si sono abituate a ragionare non con la loro testa, ma con quella di Vittorio Feltri, di Maurizio Belpietro e dell&#8217;ineffabile Emilio Fede?<\/p>\n<p>Che dire di una signora di circa settant&#8217;anni, che, davanti allo sconcio spettacolo delle &quot;feste&quot;, chiamiamole cos\u00ec, di Arcore, non sa dire altro che non c&#8217;\u00e8 assolutamente niente di male, che si tratta solo di fango creato dalle &quot;toghe rosse&quot; per screditare il premier e che lei, appunto, tornerebbe a dargli la sua fiducia, nell&#8217;urna elettorale, non una sola volta, ma cento?<\/p>\n<p>Che non trova un pensiero, una parola di biasimo per quei comportamenti, al di l\u00e0 della loro stessa valenza penale; che si sente fiera ed orgogliosa di continuare a sostenere un simile uomo politico, che, guarda caso, \u00e8 a capo del governo di un grande Paese (ancorch\u00e9 umiliato e smarrito) come il nostro?<\/p>\n<p>Queste &quot;pasionarie&quot; berlusconiane rappresentano un nuovo tipo antropologico: la donna che disprezza la donna cos\u00ec profondamente, da non trovare nulla da ridire sul conto degli uomini che trattano le loro amanti come pezzi di carne giovane a pagamento, n\u00e9 sull&#8217;ipocrisia quasi inverosimile di chi traveste quel commercio carnale sotto le vesti di &quot;aiuto&quot;, &quot;bont\u00e0&quot;, &quot;solidariet\u00e0&quot;, nei confronti di &quot;povere&quot; fanciulle in ristrettezze economiche.<\/p>\n<p>Tuttavia, come dicevamo, il male parte da lontano: parte della massificazione della societ\u00e0, dal capitalismo selvaggio che a tutto pone un prezzo di mercato, dal consumismo becero che riduce la donna a puro oggetto e le impone la maschera dell&#8217;eterna giovinezza, dell&#8217;eterna salute, dell&#8217;eterna appetibilit\u00e0 sensuale; e vi hanno contribuito la televisione, il cinema, la letteratura, la stampa periodica, persino il fumetto, i videogiochi e i cosiddetti &quot;giochi di ruolo&quot;, senza dimenticare i giochi pi\u00f9 tradizionali, come la bambole.<\/p>\n<p>Basti pensare alle Barbie che, dietro la loro apparente innocenza, veicolano un messaggio profondamente diseducativo: quello secondo cui la donna non deve cercare di divenire sempre pi\u00f9 se stessa (come del resto dovrebbe fare anche l&#8217;uomo), ma deve sempre adeguarsi all&#8217;immaginario sessuale maschile, il pi\u00f9 sciocco e superficiale, fino a ridursi come una bellona plastificata e come un&#8217;oca perpetuamente sorridente.<\/p>\n<p>Non disprezza la donna soltanto chi, come Marinetti, dice apertamente di disprezzarla (o magari chi lo dice, ma non lo pensa, come Nietzsche), ma anche e soprattutto chi la vede solo in una luce pornografica, cio\u00e8 come possibile spasso dei sensi; e chi, dando di essa un&#8217;immagine immiserita, parziale, volgare, le toglie ogni rispetto e ogni considerazione e la abbassa ad un ruolo di puro e semplice intrattenimento sessuale.<\/p>\n<p>Mostra un sovrano disprezzo per la donna, ad esempio, l&#8217;uomo (e la donna) che non sa lodare in lei che la giovinezza e la bellezza provocante; chi non nutre alcun senso di ammirazione per la donna matura, alcun senso di rispetto per la donna ammalata, alcun senso di solidariet\u00e0 e umana simpatia per la donna povera e sola.<\/p>\n<p>In breve, mostrano un sommo disprezzo per la donna tutti coloro i quali non sanno porsi davanti a lei se non in termini di eccitazione sessuale, n\u00e9 sanno eccitarsi se non per le giovanissime con un fisico da supermodelle; tutti coloro i quali non sanno vedere nella donna anche una possibile amica, una possibile compagna e una possibile sorella: che non sanno provare per lei anche il rispetto dovuto ad una figlia, se molto giovane, o ad una madre, se anziana.<\/p>\n<p>Faremmo fatica, sfogliando tutta la letteratura del Novecento, a trovare un vero senso di rispetto per la donna ed una ammirazione verso di essa, che non nasca solo e unicamente dal desiderio sessuale, ma che scaturisca dal riconoscimento delle sue qualit\u00e0 o potenzialit\u00e0 interiori, dalle sue doti di grazia, intelligenza, cultura, onest\u00e0 e, soprattutto, bont\u00e0.<\/p>\n<p>Vanno di moda le donne vampiro o le donne guerriere, le donne assassine o le donne in carriera; le donne che sono femminilmente amiche e compagne dell&#8217;uomo, invece, riscuotono scarse simpatie, sia da parte dei signori maschi, che da parte delle loro parenti, delle loro amiche, delle loro colleghe di lavoro. Pur di piacere all&#8217;uomo, ci sono tante, troppe donne che non esiterebbero a pugnalare alle spalle la loro sorella, la loro madre, la loro amica del cuore.<\/p>\n<p>Naturalmente, le donne mature sono gettate nella pattumiera degli oggetti inservibili; oppure tentano disperatamente di scimmiottare le loro figlie e le loro nipotine, per non sentirsi del tutto disprezzate e messe in disparte.<\/p>\n<p>Crudele \u00e8 lo sguardo dell&#8217;uomo che osserva la donna matura, non pi\u00f9 sessualmente appetibile; crudele e terribilmente volgare. E, nel delineare un atteggiamento ampiamente diffuso a livello sociale, la letteratura di genere, il tascabile che si legge in treno o in corriera, \u00e8 un indizio ancora pi\u00f9 significativo del romanzo o del racconto dello scrittore importante.<\/p>\n<p>Prendiamo un poliziesco qualsiasi, per esempio \u00abIl delitto non invecchia\u00bb del giallista statunitense Ross Macdonal (pseudonimo di Kenneth Millar, 1915-83), creatore del personaggio dell&#8217;investigatore Lew Archer e considerato uno dei pi\u00f9 significativi autori del genere &quot;hard boiled&quot; (titolo originale: \u00abThe Chill\u00bb, 1964; traduzione italiana nella collana &quot;I rapidi&quot; della Mondadori, 1967, p. 16); vi incontriamo questa fugace immagine:<\/p>\n<p>\u00abLo trovarono: un uomo esile e vivace che portava una grossa macchina fotografica appesa al collo. Tra i costumi da bagno e i colorati indumenti da spiaggia, il suo vestito scuro gli dava un&#8217;aria da impresario di pompe funebri. Stava scattando alcune fotografie molto spontanee di una donna sulla cinquantina dentro un bikini dal quale traboccava. Il suo ombelico guardava con aria truce l&#8217;obiettivo, come un&#8217;orbita senz&#8217;occhio.<\/p>\n<p>Quando ebbe finito il suo orribile lavoro, il fotografo si rivolse ad Alex con un sorriso. &quot;Salve. Come sta vostra moglie?&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Come nel caso di quella vecchia signora intervistata dal giornalista televisivo a proposito del &quot;Ruby gate&quot;, questa comparsa nel corso di un romanzo di oltre trecento pagine, che occupa appena tre o quattro righe, \u00e8, a nostro avviso, pi\u00f9 eloquente di un personaggio importante, di un protagonista che riempie interi capitoli di un libro: perch\u00e9 \u00e8 nelle piccole cose e nelle situazioni fugaci che si rivela la verit\u00e0 delle cose, senza finzioni e senza orpelli.<\/p>\n<p>Del resto, Manzoni (e, prima di lui, Dante ed Omero) ce lo hanno bene insegnato: non occorrono molte parole per creare un personaggio indimenticabile; Pia dei Tolomei occupa appena due terzine della \u00abCommedia\u00bb e la madre di Cecilia, ne \u00abI promessi sposi\u00bb , non pi\u00f9 d&#8217;una paginetta: ma chi le ha pi\u00f9 potute scordare, dopo averle incontrare nelle proprie letture?<\/p>\n<p>Ebbene, il disprezzo per quella anonima signora cinquantenne in costume da bagno, che traspare dalla crudele e beffarda descrizione di Ross Macdonald, \u00e8 pari soltanto alla sua misoginia: in essa si concentrano tutta la stupidit\u00e0 e l&#8217;insensibilit\u00e0 maschile per la donna non pi\u00f9 giovane e non pi\u00f9 piacente, ossia non pi\u00f9 appetibile come oggetto sessuale.<\/p>\n<p>Quella carne che trabocca dal bikini \u00e8, da parte dello scrittore, un tocco di puro sadismo; la definizione di &quot;orribile lavoro&quot; per l&#8217;atto del fotografo da spiaggia che la sta ritraendo, \u00e8 pi\u00f9 brutale di uno schiaffo assestato in pieno viso.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 mai l&#8217;ombelico di quella donna viene paragonato ad un&#8217;orbita senz&#8217;occhio che fissa con aria truce l&#8217;obiettivo, se non per sfregio e per crudele derisione? Forse che avrebbe descritto cos\u00ec l&#8217;ombelico di una ragazza giovane e snella?<\/p>\n<p>Che tristezza, gli uomini che sanno giudicare le donne solo dall&#8217;apparenza esteriore.<\/p>\n<p>E che tristezza, le donne che non solidarizzano mai con le altre donne, ma sanno solo denigrarle e parteggiare per l&#8217;uomo, anche quando quest&#8217;ultimo assume il ruolo pi\u00f9 turpe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recentissimo &quot;caso Ruby&quot; ha messo in evidenza un aspetto essenziale di questa nostra tarda modernit\u00e0: il profondo, rozzo, stupido disprezzo per la donna che, dalle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[202],"class_list":["post-24611","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}