{"id":24604,"date":"2009-11-22T05:44:00","date_gmt":"2009-11-22T05:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/22\/disillusione-e-progressivismo-conformista-alle-radici-della-tragedia-del-pensiero-moderno\/"},"modified":"2009-11-22T05:44:00","modified_gmt":"2009-11-22T05:44:00","slug":"disillusione-e-progressivismo-conformista-alle-radici-della-tragedia-del-pensiero-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/22\/disillusione-e-progressivismo-conformista-alle-radici-della-tragedia-del-pensiero-moderno\/","title":{"rendered":"Disillusione e progressivismo conformista alle radici della tragedia del pensiero moderno"},"content":{"rendered":"<p>Due sono i grandi mali di cui soffre il pensiero contemporaneo e, pi\u00f9 in generale, di cui soffrono la sensibilit\u00e0 e la cultura contemporanee: la disillusione dell&#8217;uomo verso se stesso, e un progressivismo tanto meccanico quanto ottuso e irresponsabilmente conformista.<\/p>\n<p>Sono le due bandiere che garriscono al vento sulla nostra megalopoli globale, le due parole d&#8217;ordine senza le quali non si fa carriera nelle universit\u00e0, non si pubblicano libri ed articoli, non si viene invitati ai salotti televisivi. In breve, sono i due tumori che stanno distruggendo l&#8217;organismo sociale e spirituale della nostra civilt\u00e0, e contro i quali non si pu\u00f2 non levare la voce, denunciando l&#8217;inganno, la mistificazione e il ricatto morale poggianti su di essi.<\/p>\n<p>La disillusione degli uomini nei confronti di se stessi incomincia a serpeggiare, in Europa, all&#8217;indomani del Rinascimento; e, da allora, non ha fatto altro che avanzare, come un verme dentro la mela, silenziosa e tenace.<\/p>\n<p>Si confronti un quadro del Cinquecento ed uno del Seicento.<\/p>\n<p>Nel primo trionfa la figura umana, che occupa il centro della tela: che si tratti di una scena sacra o profana, di una allegoria della natura o di un episodio della storia biblica, di un ritratto vero e proprio o di una sacra conversazione, la figura umana \u00e8 al centro della scena, vittoriosa, trionfante, in tutta la sua bellezza e in tutto il suo splendore: si pensi alla \u00abPrimavera\u00bb o alla \u00abNascita di Venere\u00bb di Botticelli. Tuttavia, anche se essa non \u00e8 al centro, come ne \u00abLa tempesta\u00bb di Giorgione, nondimeno \u00e8 lei a scandire lo spazio, con la sua presenza, con la sua attrattiva, con la sua radiosa dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella pittura del Seicento la figura umana si fa piccola, piccola; diviene un elemento minuscolo, se pure \u00e8 presente, in un paesaggio grandioso e solenne, carico di mistero; spesso sono foreste ombrose, montagne incombenti, ruderi e rovine smisurate di templi invasi dalla vegetazione, il tutto pervaso da una intensa malinconia e quasi da un sentimento di oppressione.<\/p>\n<p>Persino gli artisti pi\u00f9 imbevuti della lezione rinascimentale e classicista, come Nicolas Poussin e Claude Lorrain, non si sottraggono a questa nuova suggestione: la natura \u00e8 diventata, di colpo, smisurata; l&#8217;uomo \u00e8 diventato improvvisamente piccolo. In questa natura immensa e vagamente minacciosa, l&#8217;essere umano, per la prima volta, appare come un ospite, quasi un intruso, e non pi\u00f9 in veste di orgoglioso dominatore.<\/p>\n<p>Si direbbe che il paradigma copernicano, diffuso vigorosamente da Galilei, abbia relativizzato quasi da un giorno all&#8217;altro la posizione dell&#8217;uomo nella natura, e abbia sostituito alle fiere certezze un diffuso sentimento di stupore, di modestia, perfino di inadeguatezza. Ed ecco che l&#8217;essere umano, per una volta, non \u00e8 pi\u00f9 la misura di tutte le cose, ma una minuscola creatura che a stento riesce a intuire l&#8217;incommensurabile grandezza del mondo che la circonda.<\/p>\n<p>Nella letteratura e nella poesia, l&#8217;impressione \u00e8 esattamente la stessa: \u00e8 tutto un modo di vedere se stesso e il reale che va in crisi, nell&#8217;Europa del XVII secolo, parallelamente all&#8217;avanzare della Rivoluzione scientifica e all&#8217;affermarsi del nuovo paradigma culturale. L&#8217;uomo \u00e8 stato detronizzato; e non si \u00e8 mai pi\u00f9 ripreso da quel trauma, anzi, da allora non ha fatto altro che sentir crescere in se stesso il senso di disillusione, coltivandolo gelosamente.<\/p>\n<p>N\u00e9 l&#8217;Illuminismo, n\u00e9 il Positivismo e il Neopositivismo sono valsi a restituirgli lo scettro del mondo: lo hanno affidato alla Ragione, che \u00e8 cosa completamente diversa: perch\u00e9 tutti gli allori e i trionfi della scienza e della tecnica non sono pi\u00f9 stati ascritti a merito dell&#8217;uomo, ma della sua ragione, e soltanto di essa. In lui si \u00e8 creata una spaccatura, che non ha fatto altro che crescere sempre di pi\u00f9, giorno dopo giorno, facendo aumentare, in proporzione, il suo smarrimento, il suo disagio, il suo disincanto.<\/p>\n<p>Tutta una serie di profeti del nulla sono saliti in cattedra, per predicare ed inculcare nelle ultime generazioni la convinzione che l&#8217;uomo sia nulla, che venga dal nulla e che vada verso il nulla; che al suo fondo si agitino impulsi tenebrosi di parricidio e di morte; che la sua parte oscura domini largamente su quella luminosa, ammesso e non concesso che quest&#8217;ultima esista davvero, e non sia, piuttosto, una miserevole maschera che egli indossa per nascondere agli altri ed a se stesso la propria vergogna, la propria vilt\u00e0 e la propria angoscia.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo di tali profeti della disillusione e del nichilismo \u00e8 stato Freud, il grande maestro del sospetto, che \u00e8 stato innalzato alle glorie degli altari di una strana religione alla rovescia, basata sulla celebrazione di quanto vi \u00e8 di pi\u00f9 abietto e riprovevole nella natura umana, dietro le apparenze di un volonteroso clero mercenario, autonominatosi esperto in psicanalisi, che, in teoria, \u00e8 impegnato a combattere una strenua battaglia per salvare quanto rimane della \u00abcivilt\u00e0\u00bb dalle tendenze distruttive presenti nell&#8217;uomo medesimo.<\/p>\n<p>Ora, la disillusione non nasce dal niente: nasce come reazione ad una sopravvalutazione che vi era stata in precedenza. Nel Rinascimento, l&#8217;uomo si era sopravvalutato: la Riforma protestante e la Rivoluzione scientifica sono state le energiche reazioni a tale sopravvalutazione, che lo hanno portato ad un eccesso di perplessit\u00e0 e di scoraggiamento. Per Lutero e per Calvino, l&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 altro che una massa dannata; cos\u00ec come per Galilei e, poi, per Newton, il mondo non \u00e8 che un grande disegno geometrico. L&#8217;uomo ha perduto ogni fiducia in se stesso, cos\u00ec come il mondo ha perduto ogni fascino arcano ai suoi occhi, riducendosi ad una mera equazione matematica. La nevrosi attivistica del calvinismo e l&#8217;ossessione scientista della manipolazione e del dominio sulle cose sono le due reazioni patologiche a questo trauma insanabile.<\/p>\n<p>In altre parole, abbiamo delegato al capitalismo e alla matematica l&#8217;impossibile compito di redimerci e di salvarci dalle forze avanzanti del Nulla.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la disillusione dell&#8217;uomo moderno nei confronti di se stesso \u00e8 controbilanciata, almeno in apparenza, dalla nascita di una nuova religione destinata a soppiantare quella dei padri: la religione del Progresso. Si afferma una visione progressiva della storia e del sapere, basata sull&#8217;idea che l&#8217;accumulo delle conoscenze porter\u00e0 le \u00abmagnifiche sorti all&#8217;intera societ\u00e0\u00bb (occidentale): idea meramente quantitativa, fondata sul dubbio pregiudizio che sapere pi\u00f9 cose equivalga a saper vivere meglio.<\/p>\n<p>\u00c8 da questo pregiudizio che nasce la fiducia sempre pi\u00f9 illimitata nella tecnica, la quale prende avvio con l&#8217;\u00abEncylop\u00e9die\u00bb e culmina nella scoperta e nell&#8217;impiego dell&#8217;energia nucleare, nello sviluppo impetuoso dell&#8217;elettronica, nelle imprese spaziali e nella manipolazione genetica dell&#8217;ultimo sessantennio. \u00c8 come se l&#8217;uomo, perduta la fiducia in se stesso, avesse trasferito tutte le precedenti, smodate aspettative, in un surrogato della propria umanit\u00e0: la tecnocscienza, figlia inaspettatamente gigantesca di due genitori alquanto perplessi e disorientati.<\/p>\n<p>\u00c8 ben questa religione del Progresso, che ci incoraggia a coltivare la folle idea secondo la quale non \u00e8 importante ritrovare l&#8217;armonia con noi stessi e con il mondo, ma che, per salvarci, sar\u00e0 sufficiente mettere a punto una tecnologia interplanetaria, che ci consenta di colonizzare altri corpi celesti; restando sordi e ciechi davanti all&#8217;evidenza che, cos\u00ec facendo, l&#8217;umanit\u00e0 non far\u00e0 altro che esportare sempre pi\u00f9 lontano la propria angoscia e la propria disperazione, e che ovunque finir\u00e0 per reiterare gli effetti devastanti di un rapporto violento e puramente utilitaristico fra s\u00e9 e la natura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, paradossalmente, l&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 scisso in due parti opposte e tuttavia complementari: una che scaturisce dalla disillusione, dal nichilismo, dall&#8217;ansia di autodistruzione; l&#8217;altra, esprimente una acritica e conformistica fiducia incondizionata nel progresso della storia e del sapere, nonch\u00e9 una sconsiderata adorazione del presente, considerato in se stesso superiore al passato, indipendentemente dai suoi contenuti.<\/p>\n<p>Ha scritto Arthur O. Lovejoy nella sua raccolta di saggi: \u00abL&#8217;albero della conoscenza. Saggi di storia delle idee\u00bb (titolo originale: \u00abEssays in the History of Ideas\u00bb, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 1948, e New York, Capricorn Books 1960; traduzione italiana di Dolores de Vera Pardini, Bologna, Societ\u00e0 Editrice Il Mulino, 1982, pp. 99-101 ; 216-19; 230):<\/p>\n<p>\u00abUno degli eventi pi\u00f9 importanti nel pensiero del diciottesimo secolo fu il rapido consolidarsi della tendenza ad eliminare ogni distinzione marcata, il che nasceva dal presupposto che tutte le cose devono essere considerate come parti di una serie ininterrotta di qualit\u00e0. Tale presupposto prese corpo nella massima: &quot;Natura non facit saltus&quot;. Dal momento che in questo modo non vi erano pi\u00f9 lacune nella natura, non potevano sussistere neppure salti di qualit\u00e0 tra gli animali e l&#8217;uomo. Questi poteva differenziarsi soltanto per grado e per alcune caratteristiche assai difficili da percepire. Nessun anello della catena dell&#8217;Essere, inoltre, \u00e8 pi\u00f9 esenziale di un altro o pu\u00f2 esistere solamente nell&#8217;interesse di un altro.<\/p>\n<p>Le creature inferiori non sono di maggior vantaggio all&#8217;uomo di quanto l&#8217;uomo non sia di vantaggio a loro. In questo modo, finch\u00e9 l&#8217;uomo rimase normale, cio\u00e8 nello stato di natura, non si dette grandi arie di superiorit\u00e0 rispetto alle creature dei campi e dei boschi,.. [&#8230;]<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che l&#8217;orgoglio, nella accezione pi\u00f9 significativa del termine,assume una certa importanza in alcuni pensieri del diciottesimo secolo. Nelle parole di Pope \u00e8 &quot;il peccato contro le leggi dell&#8217;ordine&quot; cio\u00e8 della &quot;gradazione&quot; ed \u00e8 il vizio che fa s\u00ec che l&#8217;uomo pretenda un posto pi\u00f9 alto di quel che non gli compete nella Scala dell&#8217;Essere. [&#8230;]<\/p>\n<p>Le condanne dell&#8217;orgoglio nel diciottesimo secolo, in fondo erano quindi espressione di una certa disillusione dell&#8217;uomo nei confronti di se stesso; una fase lunga e sempre pi\u00f9 profonda disillusione che costituisce la tragedia di gran parte del pensiero moderno.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che la concezione della Catena dell&#8217;Essere doveva la sua popolarit\u00e0 in larga parte al suo uso nella disputa per l&#8217;ottimismo, ed \u00e8 effettivamente vero che aveva i suoi aspetti gradevoli; ma implicava chiaramente la deposizione dell&#8217;uomo dal suo trono di comando. Questa disillusione aveva gi\u00e0 toccato il fondo, seppure per ragioni diverse, nell&#8217;amaro spirito di Swift; lo Yahoo non viene soltanto avvicinato agli altri animali, ma \u00e8 posto al di sotto di essi. Pur essendo il pi\u00f9 detestabile e irrazionale degli esseri, egli corona la sua fatuit\u00e0 identificando in se stesso lo scopo e l&#8217;acme dell&#8217;intera creazione. [&#8230;]<\/p>\n<p>Secondo Herder, il progresso delle arti pratiche e delle scienze tanto deprecato da Rousseau, in complesso deve promuovere anche il progresso del costume morale e delle belle arti. Le invenzioni tecnologiche possono essere usate impropriamente per un certo periodo, possono divenire lo strumento di un lusso che corrompe, ma alla fine&quot;non possiamo dubitare che ogni giusto uso dello scibile umano sar\u00e0 volto al progresso dell&#8217;umanit\u00e0.. Ogni conquista nel campo delle arti utili rende la propriet\u00e0 dell&#8217;uomo pi\u00f9 solida, allevia la sua fatica, ingrandisce il suo raggio d&#8217;azione, insomma mette le basi per una cultura pi\u00f9 vasta e per una maggiore umanit\u00e0&quot; .<\/p>\n<p>Questo progressivismo era associato a una specie di relativismo storico che, secondo Herder, era chiaramente un corollario del principio di globalit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nelle &quot;Ideen&quot; (il brano esprime perfettamente ci\u00f2 che ho chiamato la versione diacronica del principio di globalit\u00e0) egli scrive:<\/p>\n<p>&quot;LO storico del genere umano, come il Creatore della nostra specie o come il genio sulla terra, deve avere occhi imparziali e deve giudicare spassionatamente&#8230; La Natura ha affidata tutta quanta la terra ai suoi figli e ha permesso di germogliare a tutto ci\u00f2 che in virt\u00f9 dello spazio, del tempo e della potenza poteva germogliare. Tutto quello che pu\u00f2 esistere esiste; tutto quello che potr\u00e0 esistere esistere esister\u00e0; se non \u00e8 oggi sar\u00e0 domani.<\/p>\n<p>L&#8217;anno della Natura \u00e8 lungo; i fiori delle sue piante sino tanti quante sono le vegetazioni stesse e quanto sono gli elementi che le nutrono. In Egitto, in India e in Cina \u00e8 accaduto quello che non accadr\u00e0 mai pi\u00f9 sulla terra; cos\u00ec pure in Canaan, a Roma e a Cartagine. La legge di necessit\u00e0 e di congruenza (&quot;Convenienz&quot;), che \u00e8 un insieme di potenza, di spazio e di tempo, produce frutti differenti in ogni luogo.&quot;<\/p>\n<p>E ancora: &quot;Nel regno dell&#8217;uomo quello che pu\u00f2 avvenire in certe circostanze di nazionalit\u00e0, di tempo e di spazio, avverr\u00e0; la Grecia ne \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 fulgido.<\/p>\n<p>Avendoci la natura [nel pensiero di Herder], attraverso il processo apparentemente necessario e benevolo dello sviluppo storico, posto in una particolare situazione, quella situazione \u00e8 la migliore per noi; come individui, siamo determinati da quel processo e se noi cercassimo di essere qualcosa di diverso, saremmo fuori dal nostro elemento naturale. Un uomo moderno deve essere moderno, un tedesco realmente tedesco, un inglese veramente inglese. Ma c&#8217;era un&#8217;incoerenza potenziale tra il predicare la saggezza e il dovere di essere contenti delle caratteristiche della propria epoca e della propria cultura nazionale, e l&#8217;idea di progresso. [&#8230; Infatti] non dobbiamo tornare indietro, ma andare avanti; eppure questo presuppone una scontentezza per la situazione in cui ci ha posto il processo storico, una sensazione che il momento \u00e8 sfavorevole e che si deve ritrovare un equilibrio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che non ci si deve aspettare che avvenga una rinascita del pensiero contemporaneo, e meno ancora della spiritualit\u00e0 contemporanea, fino a quando non verranno superate queste due posizioni egualmente nefaste: la disillusione dell&#8217;uomo nei confronti di se stesso e l&#8217;assurda sopravvalutazione dell&#8217;idea di progresso, eretta ai fasti di una nuova religione ufficiale.<\/p>\n<p>Ma non sar\u00e0 possibile recuperare la fiducia dell&#8217;uomo in se stesso, retrocedendo, puramente e semplicemente, alla pre-modernit\u00e0: nessuna salvezza pu\u00f2 venire da un semplice ritorno al passato, ma solo da un ripensamento della situazione contemporanea. Nel caso specifico, si tratta di ritrovare la fiducia nell&#8217;uomo, evitando di cadere in quelle forme di smodata autocelebrazione, che, creando aspettative illimitate, condurrebbero poi alla inevitabile delusione ed alle sue conseguenze pi\u00f9 deleterie, lo scetticismo e il nichilismo.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, non si pu\u00f2 semplicemente gettare nel cestino la fiducia nel progresso, ma bisogna ritrovare un&#8217;idea pi\u00f9 umana e comprensiva del progresso medesimo: un progresso che sia spirituale non meno che materiale, qualitativo non meno che quantitativo; e che non si misuri solo sul metro dei successi tecnici e scientifici, ma anche e soprattutto su quello della capacit\u00e0 degli esseri umani di vivere in pace e in buona armonia con se stessi, con i propri simili e con la natura tutta.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la vera scommessa per il terzo millennio, che dovremo affrontare con la consapevolezza della sua decisiva importanza per il nostro destino: non quella di creare nuove macchine, di colonizzare nuovi pianeti o di prolungare di qualche anno la durata media della vita umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due sono i grandi mali di cui soffre il pensiero contemporaneo e, pi\u00f9 in generale, di cui soffrono la sensibilit\u00e0 e la cultura contemporanee: la disillusione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[250],"class_list":["post-24604","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24604"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24604\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}